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Eroica Fenice

Pentesilea, la regina delle Amazzoni

Pentesilea, la regina delle Amazzoni

La mitologia greca è il luogo in cui è possibile incontrare i personaggi dai caratteri più disparati. L‘Illiade, il poema epico fulcro della letteratura greca e di quella futura, tradizionalmente attribuito ad Omero, oltre alla narrazione delle vicende della guerra tra greci e troiani, è costellata da un universo di personaggi secondari, dalle fugaci e talvolta indimenticabili apparizioni. Personaggio sicuramente singolare e intrigante è Pentesilea, regina delle Amazzoni, che in seguito alla morte di Ettore, eroe di parte troiana, accorre in aiuto a questi ultimi contro il temibile Achille, dal quale verrà a sua volta uccisa. Secondo alcuni tale mito trarrebbe le sue primordiali origini dal Aithiopìs di Arktinos.

Scopriamo insieme la storia di Pentesilea, la regina delle Amazzoni.

Pentesilea, regina delle Amazzoni

Le Amazzoni erano, secondo la leggenda, un popolo di donne guerriere, che abitavano la Scizia, antica regione dell’Asia Minore. Pentesilea, nel decimo anno della guerra di Troia, si troverà a soccorrere col suo esercito il popolo troiano, in svantaggio a causa della morte del loro eroe, Ettore, nonostante secondo il padre Piramo, i due popoli fossero stati un tempo nemici.

Se il mito vuole che, nonostante lo scompiglio dovuto all’arrivo di Pentesilea, quest’ultima cadesse vittima dell’eroe Acheo Achille, secondo una variante, fu Achille ad essere colpito a morte dalla regina e in seguito resuscitato da Zeus grazie all’intercessione della madre Teti.

La regina delle Amazzoni, prima del suo intervento nella guerra di Troia, porta con sé un passato tragico e di sciagura; fu infatti l’assassina della sorella Ippolita, morta durante il matrimonio di Fedra e Teseo, trafitta per errore da una lancia tirata da Pentesilea che per questo si ritiene l’inventrice dell’ascia da guerra e dell’alabandra.

Per purificarsi dal misfatto, la regina si rifugiò a Troia presso Priamo. Ma al suo arrivo lo scenario era devastante, e Ettore già cadavere. Fu inoltre condannata da Afrodite ad essere violentata da tutti gli uomini che avesse incontrato, motivo per il quale si coprì con un’armatura, sinonimo della sua audacia e tenacia nonostante i fati avversi. La condanna degli dei però la seguì anche dopo la morte; una volta trafitta da Achille si narra infatti che quando questi scoprì la sua vera natura, sfilandole l’elmo, se ne innamorò nel momento stesso in cui le toglieva la vita, e per questo non potette fare a meno di violarne le spoglie in atto di necrofilia. Si narra inoltre che Achille uccise con un solo pugno Tersite che lo avrebbe deriso per l’atto abominevole; ciò provocò l’ira dei greci, e il cugino Diomede vendicò Tersite gettando il corpo di Pentesilea in pasto ai pesci.

Pentesilea, come degna regina delle donne guerriere, prima di essere trafitta dall’eroe acheo, combatté con onore al fianco dei troiani, uccidendo innumerevoli avversari greci.

La fortuna del mito di Pentesilea

La fortuna della regina delle Amazzoni è indiscussa e continua fino alla contemporaneità. Innumerevoli gli autori che ne hanno ripreso il mito nonché la storia, talvolta riadattandola. Dante la cita nel Limbo tra i grandi spiriti. Boccaccio ne riprende le vicende nel De mulieribus claris, adattandolo al suo tempo. Il mito attraversa tutta la letteratura italiana e non solo; nel novecento diventa un’opera lirica per Heinrich von Kleist, e Italo Calvino ne riprende il nome nelle sue mirabolanti e straordinarie Città invisibili.

Il momento topico dell’uccisione di Pentesilea da parte di Achille, che nello stesso istante si innamora della regina guerriera, è stato innumerevolmente immortalato nelle opere pittoriche di tutti i tempi.

 

Fonte immagine: wikipedia.org

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