Poesie romantiche: 5 capolavori da conoscere assolutamente

Poesie romantiche

Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo avuto l’esigenza di dedicare qualche verso a qualcuno. Sono moltissime le collezioni di poesie romantiche che, nel corso dei secoli, si sono accumulate per la nostra gioia. Conoscere le poesie d’amore fa bene all’animo e al cervello: l’Università di Exeter ha condotto studi che dimostrano come il nostro cervello percepisca la poesia in modo simile alla musica. La poesia allena il ritmo emozionale, favorisce l’empatia, l’introspezione e la riflessione.

Le 5 poesie romantiche in sintesi

Autore e Poesia Tema principale
Catullo – Carme 5 Un invito a vivere l’amore intensamente e senza freni, sfidando il tempo e il giudizio altrui.
Dante – Inferno, Canto V La passione travolgente e tragica di Paolo e Francesca, un amore che sfida la morale e conduce alla dannazione.
Nazim Hikmet – Amo in te L’amore come avventura, audacia e desiderio, un sentimento che abbraccia sia l’impossibile che la passione carnale.
W. H. Auden – Blues in memoria Il dolore per la perdita della persona amata, che rappresentava l’intero universo per il poeta.
Alda Merini – E poi fate l’amore Un inno all’amore inteso come unione totale di corpi e anime, un’arte che va vissuta senza vergogna.

1. Catullo – Carme 5 (“Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci”)

Sia per chi ha compiuto studi classici, sia per i semplici appassionati, il Carme 5 di Catullo rappresenta un canone imprescindibile quando si parla di poesie romantiche. Il componimento si snoda lungo tre temi: la giovinezza, la luce (la vita) e la ciclicità del tempo. Tutto è mosso dall’amore: il poeta fa un appello alla sua amata Lesbia affinché insieme possano vivere un amore libero, perché la vita è una “breve luce” al termine della quale dormiranno “un’unica notte eterna”. Invita poi l’amata a dargli migliaia di baci, per confondere i pettegoli e difendere il loro amore.

“Viviamo, o mia Lesbia, e amiamoci,
e le dicerie dei vecchi severi
consideriamole tutte di valore pari a un soldo.
I soli possono tramontare e risorgere;
noi, quando una buona volta finirà questa breve luce,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li confonderemo anzi no, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che ci siamo dati tanti baci.”

2. Dante Alighieri – Canto V dell’Inferno (Paolo e Francesca)

Dante Alighieri, poeta italiano per eccellenza, cantava moltissimo l’amore. Nell’Inferno, il suo incontro con Paolo e Francesca è uno dei momenti più celebri. Sorpresi dalla passione, cedettero ad essa e furono condannati. Sebbene per l’epoca il loro fosse un peccato mortale, oggi vediamo soprattutto due amanti travolti da un amore impossibile. Il “romanticismo” e l'”erotismo” dei vv. 127-138 sono potentissimi: leggendo la storia di Lancillotto, soli e ingenui, i due amanti trovano nel bacio del cavaliere a Ginevra il pretesto per il loro.

“Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”.

3. Nazim Hikmet – Amo in te

Nazim Hikmet, poeta turco spesso definito “rivoluzionario romantico”, ha una vasta produzione di poesie romantiche. In questo componimento, Hikmet vede la persona amata come una figura audace, un’avventuriera che lo conduce verso l’impossibile, per poi tornare al “terreno” con una passione quasi famelica. È tra le poesie romantiche quella che, di sicuro, esprime una positività energica.

“Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo

amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l’impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile
ma non la disperazione”

4. Wystan Hugh Auden – Blues in memoria

Dalla poesia piena di speranza, passiamo a quella dell’assenza e della perdita. W. H. Auden fu un poeta britannico naturalizzato statunitense. Il suo Funeral Blues (Blues in Memoria) riprende i canti malinconici degli schiavi americani. Il blues è una lamentazione: Auden “piange” in questi versi un amore che non c’è più. Non ci è dato sapere se la persona amata sia morta o andata via: ci resta solo lo strazio di un amante rimasto solo, senza bussola, visto che l’amato era “il suo Nord, il suo Sud”.

“Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino gli aeroplani lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano i guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed il mio Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare.”

5. Alda Merini – E poi fate l’amore

Alda Merini è stata tra le poetesse italiane del Novecento più affermate, anche grazie al suo carattere estroso e anticonformista. In E poi fate l’amore, la poetessa è carnale nella sua descrizione dell’atto fisico dell’amore, e ci invita a non vergognarcene. Senza dubbio, una delle poesie romantiche più belle da dedicare a chi amiamo.

“E poi fate l’amore.
Niente sesso, solo amore.
E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,
sul collo, sulla pancia, sulla schiena,
i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,
e occhi dentro occhi.
Intendo abbracci talmente stretti
da diventare una cosa sola,
corpi incastrati e anime in collisione,
carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,
baci sulle debolezze,
sui segni di una vita
che fino a quel momento era stata un po’ sbagliata.
Intendo dita sui corpi, creare costellazioni,
inalare profumi, cuori che battono insieme,
respiri che viaggiano allo stesso ritmo,
e poi sorrisi,
sinceri dopo un po’ che non lo erano più.
Ecco, fate l’amore e non vergognatevene,
perché l’amore è arte, e voi i capolavori.”

Crediti | Foto copertina: Freepik.com

Articolo aggiornato il: 27/08/2025

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A proposito di Nunzia Clemente

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