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Eroica Fenice

La Tag: attualità contiene 90 articoli

Attualità

Lavorare: davvero i giovani si sono arresi?

La stagione estiva è ormai iniziata: le restrizioni vanno via via allentandosi e tutte quelle attività rimaste chiuse nei mesi scorsi e a forte vocazione estiva hanno ripreso a lavorare o almeno sono in procinto di farlo. Tuttavia sembra persistere un paradosso, così come è stato definito da alcuni addetti ai lavori. Se da un lato, infatti, la macchina del turismo si sta rimettendo in moto dopo un lungo stop, dall’altro sembra mancare la benzina: i lavoratori stagionali. Di fronte a questa disparità fra offerta e domanda di lavoro molti hanno puntato il dito verso le nuove generazioni, additandole come sfaticate e poco inclini alla gavetta. In rete è rimbalzata poi l’accusa nei confronti del reddito di cittadinanza, ritenuto uno dei maggiori “responsabili” di questa situazione. Il problema, però, necessita di essere sviscerato perché meritevole di interesse. Innanzitutto cosa intendiamo per lavoro stagionale? Cosa significa lavorare solo in alcuni periodi dell’anno? Parliamo di opportunità cicliche, che seguono l’andamento delle stagioni e che comunque rappresentano una fonte di guadagno. Capiamo dunque che la natura del lavoro stagionale si presta poco a una stabilità sul lungo periodo. Questo, però, non deve distogliere la nostra attenzione da un aspetto fondamentale: il lavoro stagionale, così come il lavoro “stabile”, merita e necessità delle garanzie, sia dal punto di vista economico che in termini di sicurezza.  In Italia ci sono circa cinquecento mila lavoratori stagionali, per la maggior parte parliamo di giovani, pagati tre euro l’ora, vittime dei cosiddetti contratti pirata, che si caratterizzano per la natura del prendere o lasciare. E forse quest’anno “il problema” è stato proprio questo: dire di no a questi contratti fraudolenti, che minano il rispetto della persona. Perché lavorare sette giorni su sette o con un giorno di riposo ma con orari estenuanti non dovrebbe nemmeno essere concepibile in un ordinamento che, nell’apertura della propria Costituzione, ribadisce di essere democratico e fondato sul lavoro. Tuttavia i giovani sono stati presi di mira per questa scelta. Sul tema il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, risponde: “I giovani, ma non solo, non possono essere retribuiti con una miseria, e immagino che non siano più disposti ad essere sfruttati per il profitto di qualche imprenditore senza scrupoli”. “Il lavoro deve essere sicuro, dignitoso e retribuito il giusto”, continua poi toccando il tema della sicurezza in un paese in cui, solo nel 2020, sono morte 1270 persone per infortuni e incidenti sul lavoro. Il “problema”, dunque, non è la poca voglia dei giovani ma la loro consapevolezza e autodeterminazione. E forse è arrivato il momento di non definirlo più un problema ma una soluzione. Una soluzione ad anni di speculazione da parte di pochi a danno di molti. Perché il lavoro è uno scambio fra la moneta e il tempo di un individuo, il bene più prezioso, e non è ammissibile che sfoci in abusi e sfruttamenti.       Fonte foto: <a href=’https://it.freepik.com/foto/cibo’>Cibo foto creata da serhii_bobyk – it.freepik.com</a>  

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Napoli e Dintorni

Nasce Tumità, associazione che promuove e valorizza la cultura

Rilanciare il proprio territorio da un punto di vista sociale, culturale e turistico: è ciò che si propone di fare la neonata Associazione Culturale Tumità Ets Ricominciare, ma anche reinventarsi, dopo più di un anno di incertezze non è stato facile per quei settori così a lungo straziati dalla pandemia e messi ai margini di un possibile quanto necessario piano di ripresa. Soprattutto per l’obbligo di doversi adattare ad un nuovo stile di vita, anche lavorativo. Lo sanno bene i tre fondatori del progetto napoletano Tumità, tutti e tre provenienti dal mondo dello spettacolo – Andrea Canetti, presidente dell’Associazione e referente Musica e Gaming, Ugo Fonti, tesoriere dell’Associazione e referente Teatro e Gaming, e Luca Autiero, segretario dell’Associazione e referente Coreutica e Benessere Psicologico. Un progetto nato non solo dall’impulso sempre più forte di dare finalmente alla cultura il meritato spazio in questo caos calmo sotto gli occhi di un nuovo futuro sociale, ma fondato anche per rilanciare e “dare valore all’arte” nel senso più puro del termine. Tumità, infatti, si propone di promuovere, sviluppare e perseguire finalità culturali inerenti al campo artistico e alla cultura mediante attività di : – scouting, management e tour di artisti impegnati in tutte le sfere culturali; – organizzazione di eventi culturali; – organizzazione di attività coreutiche; – promozione di attività per favorire il benessere psicologico. L’associazione, inoltre, si prefigge di valorizzare il territorio e favorire il benessere psicologico delle persone attraverso eventi ed iniziative culturali e artistiche in tutte le sue forme. In tal senso, è già attiva una call per artisti, i quali, qualora ne avessero intenzione, possono inviare una mail contenente i loro progetti all’indirizzo [email protected] Per sostenere invece il progetto, è possibile farlo seguendo le pagine social di Tumità:  Facebook: https://www.facebook.com/officialtumita Instagram: www.instagram.com/ass.tumita Oppure date un’occhiata al sito www.associazionetumita.com 

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Attualità

Il “caso Aurora Leone” all’evento Partita del Cuore

L’ennesimo caso di maschilismo e misoginia imperversa alla vigilia della Partita del Cuore, programmata per il 25 maggio 2021 con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro. Ma la solidarietà, potenziale elemento trainante del progetto, viene spodestata, ancora nel XXI secolo, da arroganza e sessismo. Vittima la giovanissima Aurora Leone, attrice del gruppo comico campano The Jackal, cacciata dal tavolo della Nazionale Cantanti in quanto donna. Inammissibili e intollerabili eventi di tale calibro, dopo anni di lotte per la conquista della parità dei diritti femminili e maschili, del rispetto e la condanna di comportamenti sessisti e misogini. Eppure nel 2021 le donne si ritrovano ancora costrette a difendere il proprio sesso, a giustificarsi dinanzi ad atteggiamenti prepotenti e fallocrati e a vivere purtroppo ancora sulla propria pelle e sui propri sentimenti un forte dualismo dialettico uomo-donna. Il “caso Aurora Leone” all’evento Partita del Cuore Con animo profondamente deluso e colpito, la ventiduenne Aurora Leone denuncia su Instagram l’accaduto, riportando discorso e parole precise del responsabile del torto arrecatole, il direttore generale della Nazionale Cantanti Gianluca Pecchini: “Sei donna, non puoi stare qui”. Bella prova di rispetto e solidarietà! In un contesto poi in cui il cuore dovrebbe essere protagonista assoluto. Ma in certi casi il problema non è il cuore, bensì il cervello! Aurora, la sera del 24 maggio, doveva partecipare insieme al suo collega Ciro Priello a una cena con i membri della Nazionale Cantanti, contro cui avrebbero giocato l’indomani la Partita del Cuore all’Allianz Stadium di Torino insieme ai Campioni per la ricerca. Ecco che Pecchini si rivolge alla giovane attrice ammonendole a lasciare il tavolo, in quanto donna, e invitando invece Ciro a restare. Convinta in un primo momento di dover abbandonare il tavolo in quanto membro della squadra avversaria o forse perché ritenuta mera accompagnatrice di Priello, la situazione diviene sempre più chiara e sgradevole ad Aurora nel momento in cui Pecchini incalza, obiettando con il fatto che Aurora fosse stata invitata e convocata per la Partita, essendo state richieste anche le misure per il completino, in questo modo: “Tu il completino te lo puoi mettere pure in tribuna, che c’entra. Le donne non giocano. Queste sono le nostre regole e se non le volete rispettare dovete uscire da qua”. E ancora una raggelante pseudo-motivazione: “Non farmi spiegare perché non puoi stare seduta qui, tu non puoi e basta”. Comportamento indegno e riprovevole per un uomo. Del tutto disdicevole! Ne consegue una discussione, sfociata in toni alquanto accesi fino all’estromissione dei due attori campani dalla partita e persino dall’hotel, dove avevano già preso possesso delle loro stanze. Ma i torti per Aurora Leone non terminano così, trovandosi a subire danno e beffa, quando viene conseguentemente accusata dalla Nazionale Cantanti di appellarsi a false insinuazioni ed attacchi solo per cercare pubblicità, creando così volutamente una polemica. Storie pubblicate nel comunicato ufficiale su Instagram, ma poi cancellate: “Non accettiamo arroganza, minacce e violenza verbale. Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi-Montalcini, […]

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Cinema e Serie tv

Alberto Angela racconta le Meraviglie di Ischia

Alberto Angela, il noto paleontologo e divulgatore scientifico, al timone di Ulisse, riparte per la nuova stagione di Meraviglie, da Ischia, dal Castello Aragonese, l’antico e suggestivo maniero dell’isola. La prima tappa dopo il Covid-19, una vera e propria ripartenza. Si torna sul set, con una puntata, che secondo le prime indiscrezioni, sarà carica di bellezze. La penisola dei tesori andrà in onda il prossimo autunno partendo dalle bellezze di Ischia. Alberto Angela, con Meraviglie, accompagna i telespettatori in un viaggio alla scoperta delle “Meraviglie” italiane. Un itinerario fra arte e bellezze naturali nei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Le bellezze d’Italia, i tantissimi musei, luoghi d’arte, cultura, i siti archeologici, ma anche le tante meraviglie naturali ed ambientali, architettoniche ed artistiche, non smettono di stupire; il noto ed amatissimo divulgatore, Alberto Angela, lo ha più volte sottolineato, durante i programmi condotti, ed infatti, anche ai giornalisti dell’isola d’Ischia, ha dichiarato: «Sono contento di ripartire, dopo un anno di stop, terribile, proprio dalle perle del Golfo di Napoli; tra queste appunto Ischia: un posto che fa sognare e dà anche molta voglia di buttarsi in mare anche se noi siamo qui per lavorare.» Alberto Angela e l’amore per la Campania Ricordiamo che il noto divulgatore, figlio dell’altrettanto celebre Piero Angela, ha sempre dichiarato il proprio amore per Napoli e la Campania, raccontandone le bellezze e la storia con intensità e bravura. Non è un caso, infatti, che lo stesso Alberto Angela, su proposta del sindaco Luigi de Magistris, abbia ricevuto la cittadinanza onoraria. Durante le scorse settimane, la tappa ad Ischia; sul Pontile aragonese, che conduce poi al Castello, ad Ischia Ponte, Alberto Angela, non si è sottratto all’abbraccio dei tanti, tantissimi fans. Con gentilezza e profonda umiltà, ha accettato di farsi fotografare, in una splendida location, all’ombra del Castello Aragonese e con le onde del mare in sottofondo. Il celebre presentatore televisivo, ma anche scrittore, paleontologo, da sempre affascina milioni di telespettatori, regalando perle di saggezza e storia, in un unicum che non smette mai di ammaliare. Alberto Angela è ritenuto un vero e proprio “simbolo” del palinsesto culturale Rai, volto noto sin dal 1993. Diffondere analiticamente e al contempo in modo semplice la cultura scientifica vuol dire garantire consapevolezza in chi guarda o ascolta. Sicuramente nel corso del tempo, il ruolo della tecnologia e delle cosiddette forme di comunicazione di massa ha influito, condizionandola, la diffusione scientifica, divenuta più minuziosa, attenta e ricca di particolari. Oltre alla bellezza, oggettivamente visibile, di un determinato luogo, ciò che importa è scoprirne gli aspetti culturali, le fondamenta storiche e le radici su cui esso si fonda. È così anche per Ischia, dove Alberto Angela, ha girato la puntata che i telespettatori vedranno in autunno. Non sarà solo la bellezza del Castello Aragonese ad affascinare, ma quanto quelle immagini, quelle riprese, grazie alla magistrale bravura di Angela, riusciranno sicuramente ad evocare. Meraviglie non mostrerà soltanto dei luoghi belli, ma quegli elementi che rappresentano la nostra identità; è un po’ come mettere una […]

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Viaggi e Miraggi

Glamping Experience, intervista ad una delle ideatrici

É il “glamping” la tipologia di turismo esperienziale a prendere fortemente piede in tutto il mondo. Glamour + camping, la crasi da cui prende nome il fenomeno in cui le tradizionali attività da campeggio si fondono a moltissimi servizi in “stile resort”. Un campeggio “sofisticato”, dunque, in cui vivere esperienze incredibili con il massimo confort e sicurezza. Ne abbiamo parlato con Marcella, co-ideatrice del sito “Glamping Experience” (www.glamping-experience.com) Intervista all’ideatrice di Glamping Experience Parlaci un po’ di Glamping Experience. Da dove nasce la vostra idea? La nostra idea nasce dalla condivisa passione per il Glamping, di cui scopriamo casualmente l’esistenza per la prima volta nella primavera del 2018, durante l’organizzazione di un viaggio on the road in Portogallo. Proprio in Algarve dormiamo per la prima volta in una tenda indiana e in una casetta costruita su un albero di noce. Da lì le prime ricerche di glamping in Italia e le prime riscontrate difficoltà nell’individuare strutture di questa tipologia in maniera semplice e veloce. Il clamore che suscitavano i post che pubblicavamo sui nostri profili personali e la continua richiesta di informazioni che ricevevamo ci hanno spinto all’apertura della pagina Instagram nel luglio del 2020. La gestione del profilo social, nonostante la mancanza di una formazione specifica in tal senso, si è subito rivelata essere nelle nostre corde. Entrambe creative e socievoli, abbiamo saputo trasformare la nostra pagina social in uno spazio di libertà e di dispiegamento di energie creative e in una grande opportunità di scambio e di interazione. Lo studio e l’esperienza sul campo hanno fatto il resto. L’idea, però, è sempre stata – in una più ampia prospettiva – quella di aprire un sito dedicato alle strutture in Italia. Non sapevamo come fare e da dove incominciare. Fondamentale si rivelerà il colloquio con Aldo Nicotra, che entra nel team nel ruolo di CEO e che riesce ad aiutarci nel trasformare quella che era solo un’idea in un progetto concreto, a guidarci nel far evolvere la nostra pagina Instagram in una startup innovativa e scalabile. Dopo qualche mese di duro lavoro, interminabili call e indagini di mercato, il 26 aprile del 2021 viene alla luce la nostra piattaforma. Quali requisiti devono avere le strutture per poter far parte della vostra “rete”? 1) essere immerse nel verde, 2) essere confortevoli (si va dalla base minima di un letto comodo al super agio di una vasca idromassaggio riscaldata esterna), 3) essere ecosostenibili. Natura, lusso ed ecosostenibilità sono i punti chiave della filosofia glamping. In prima battuta puntiamo ad avere sulla nostra piattaforma il più alto numero possibile di strutture italiane. L’obiettivo – già nel breve termine – è, però, quello di “aggredire” altre Nazioni. L’ultimo anno – a causa della pandemia da Covid-19 – è stato particolarmente difficile per il settore turistico. Cosa vi aspettate dai prossimi mesi? Noi mettiamo il sito on-line, per una fortuita causalità, proprio il 26 aprile, data nella quale entra in vigore il nuovo dpcm che consente, sia pur a certe condizioni, gli spostamenti tra […]

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Attualità

Carla Fracci, addio alla grande stella nel firmamento della danza

Cala il sipario su un’altra lucente stella del panorama artistico italiano e internazionale. Lascia definitivamente il palcoscenico l’immensa ballerina Carla Fracci, e lo fa ancora una volta in punta di piedi, elegantemente e con strettissimo riserbo sul male che ha spento la sua vita, ma non la sua essenza. Carla Fracci esala l’ultimo respiro nella sua casa di Milano la mattina del 27 maggio 2021 a 84 anni, dopo una coraggiosa e lunga battaglia contro un tumore che non ha lasciato scampo. Danza e spettacolo in lutto, perché a lasciarci è la regina della danza, soave e leggera come una libellula, ma tenace e forte come una roccia. Carla Fracci. Una vita per la danza Cade il suo corpo in questa vita, ma la sua danza vivrà in eterno, insieme alla sua grazia e a tutto quanto ha coltivato con dedizione e insegnato con amore. «Eterna fanciulla danzante», così la definisce il poeta Eugenio Montale. E chiunque l’abbia incontrata e conosciuta, chiunque abbia lavorato e collaborato con il suo prestigio, riconosce in lei una meravigliosa creatura, destinata a sopravvivere alla stessa morte. Una vita in volo quella di Carla Fracci, beniamina della danza classica e grazia fatta persona. Una vita in volo sì, eppure ribadendo lei stessa la concretezza di un’infanzia e crescita tra le necessità che il duro periodo della guerra imponeva, mai dimenticando la genuinità contadina delle campagne mantovane in cui è vissuta per un periodo, l’umiltà delle sue radici che mai sono state annebbiate dalla fama. La tenacia, l’impegno, la professionalità hanno vinto sulle difficoltà. Ciò Carla Fracci ha saputo egregiamente dimostrarlo: la concretezza di una vita dedita al lavoro, la durezza del periodo bellico e di una società piegata dalle difficoltà evidenti, non hanno mai vinto la sua eleganza, la sua impeccabilità, pur nel rigore di una tecnica puntuale che lo studio della danza classica impone. Un’artista davvero unica, la cui anima in principio doveva destreggiarsi tra poesia e talento da un lato, e dall’altro una sorta di insofferenza ai rigidi schemi del balletto e della disciplina. Col tempo, e grazie al provvidenziale incontro con la magnifica prima ballerina della Royal Ballet Margot Fonteyn, la Fracci comprende il senso del duro lavoro e del necessario spirito di sacrificio che un’arte come la danza richiede per raggiungere l’eccellenza, passando ovviamente per il cuore e il talento, al fine di produrre poesia. La sua bellezza, la sua dolcezza, il rigore e l’unicità giungono anche all’estero, dopo essersi guadagnata il titolo di “Prima ballerina” a soli 22 anni presso il Teatro alla Scala di Milano, sua patria. Giunge infatti alla Royal Ballet di Londra e presso altri prestigiosi teatri, e dalla fine degli anni Sessanta ballerina ospite dell’American Ballet Theatre. Lavora al fianco dei migliori ballerini internazionali, tra cui l’immortale Rudolf Nureyev, creando un sodalizio artistico che incanta mezzo mondo per oltre un ventennio. Ha interpretato magistralmente diversi ruoli di repertorio, da La bella addormentata a Sylphide, da Cenerentola a Romeo e Giulietta, passando per i celebri Lago dei […]

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Attualità

Nomadland: la strada verso la guarigione dello spirito

Nomadland è un film del 2020 scritto, diretto, co-prodotto e montato da Chloé Zhao, che riporta sullo schermo l’adattamento cinematografico del libro della giornalista Jessica Bruder, Nomadland – Un racconto d’inchiesta (2017). L’articolo da cui inizia la storia venne pubblicato su Harper’s Magazine e si intitolava “La fine della pensione: quando non puoi permetterti di smettere di lavorare” e raccontava la storia di alcune persone – in particolare di una certa Linda May – dalla vita nomade, che si spostavano da un posto all’altro a bordo di veicoli in cui vivevano anche, per risparmiare mentre facevano lavori spesso stagionali. Nomadland è un film drammatico che ha un approccio quasi documentaristico e riesce a mettere nella finzione una buona dose di realtà. Ha vinto il Leone d’oro alla 77ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia dove è stato presentato in anteprima. Nei mesi successivi ha ricevuto altri premi tra i quali il Golden Globe per il miglior film drammatico e per la miglior regista, oltre a tre Premi Oscar, rispettivamente per il miglior film, la miglior regia e la migliore attrice protagonista. Trama di Nomadland La protagonista della storia, Fern ( interpretata da Frances McDormand), è una donna di sessant’anni che ha perso suo marito e il suo lavoro durante la Grande recessione che ha colpito gli Stati Uniti tra il 2007 e il 2013, periodo durante il quale la città mineraria in cui viveva si è sostanzialmente dissolta. In seguito alle grandi perdite la donna carica i bagagli sul suo furgone e decide di viaggiare per gli Stati Uniti vivendo nel suo veicolo. Durante il suo percorso, diventa più forte e trova una nuova vita, grazie all’incontro con una comunità di raduni tra nomadi, dove conosce Linda May e Swankie (due autentiche nomadi che interpretano loro stesse), instaura una forte amicizia con Dave e si lega ad altre persone che incrocerà nel suo viaggio. Un interminabile viaggio Il ritratto dello spirito nomade americano è messo in scena in questo road movie focalizzando l’attenzione sullo splendore dell’Ovest americano, dalle Badlands del South Dakota al deserto del Nevada, fino al Pacific Northwest. Luoghi sconfinati e deserti che lo spettatore guarda attraverso gli occhi della protagonista percorrendo un viaggio non solo fisico ma anche emozionale. Quella di Fern non può definirsi fuga dalla “realtà”, né l’adozione di uno stile di vita tribale e anticonformista; il continuo errare nasconde qualcosa di più profondo e ad emergere è il desiderio di esorcizzare il dolore. Si tratta di una  reazione ad un evento traumatico che accomuna la vita di Fern e degli altri nomadi della comunità, nessuno resta a lungo e dopo un incontro il flusso migratorio continua. Da sottofondo ai viaggi di Fern le musiche di Einaudi: qualcosa di poetico che accompagna la regia documentaristica della Zhao, quasi alla ricerca di un realismo incentrato su espressioni facciali, dialoghi brevi e lunghe pause scandite dal silenzio, interrotte dai suoni della natura. Il paesaggio predomina in tutta la sua forza come elemento principale del racconto e rappresenta […]

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Attualità

La tragedia delle studentesse di Kabul che rende un diritto privilegio

A Kabul c’è stata una tragedia, una storia tristissima che fa venire i lacrimoni e fa tanta rabbia. Una bomba è finita su una scuola femminile uccidendo cinquanta studentesse. Cinquanta. Non una di meno, forse molte di più. Uno potrebbe rilegarla lì, a vicenda brutale di un paese dell’estremo oriente, lontano e retrogrado. Dispiacersi, sì, ma tornare al proprio piccolo orticello, pieno di esami di cui lamentarsi e di un privilegio in più da scordare per strada (perché davanti a una tragedia simile ci si rende conto che alcune cose rischiano di diventare privilegi a seconda di dove abiti, pure se sono naturali). Il punto è che c’è una donna, anzi cinquanta e passa, a un bel po’ di kilometri da qua, che esercita il proprio sacrosanto diritto allo studio e non si capacita come non possa farlo. La verità è che nessuno lo sa. Sarebbe impossibile spiegare perché la cultura dovrebbe essere elitaria e in base ai genitali (cosa che non regge mai e poi mai) e in fondo non si troverebbero vere spiegazioni ma solo forzature. È molto più facile capire che studiare rende pensanti e i pensieri sono liberi, svincolati, ubiqui, nel senso che vanno dappertutto e contemporaneamente, e sono pure malleabili, riproducibili, incontrollati. Se si pensa si è invincibili. Le ragazze di Kabul questo lo sanno: in alcuni posti un pensiero ha un prezzo ingiusto, sproporzionato, addirittura costa una vita. Però loro sono mille anni più avanti di una terra che baratta la libertà per la reclusione e la cultura per l’ignoranza, fuori tempo, fuori posto. Per questo chi sembra di essere nella parte di mondo apparentemente più funzionante deve leggere il doppio, studiare dieci volte tanto. È il modo per essere grati a chi lotta ancora, perché altrimenti si passa dalla parte di chi lancia le bombe in nome di una cultura anti livellatrice e fantoccia. Perché fino a quando uno soltanto non lo ha, quello che ho io è un privilegio, enorme, sacro e oneroso. E non si dà per scontato, non si sminuisce, non arretra davanti a chi dice il contrario. È il plausibile cordoglio per un disastro, forse l’unico che rende la morte di queste studentesse un pochino meno amara, un pochino meno morte.   Fonte immagine in evidenza: https://irvapp.fbk.eu/news/detail/16844-2/

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Napoli e Dintorni

Il tour solidale di Cenando sotto un cielo diverso

Giunge alla seconda edizione il tour solidale di “Cenando sotto umn cielo diverso”, organizzato dall’associazione Tra cielo e mare in collaborazione con il circuito delle mense sociali della provincia partenopea. L’idea nasce in un momento delicato in cui è più forte la necessità di trovare nuove sinergie per la solidarietà e punta a canalizzare le energie di chef ed imprenditori locali verso il mondo delle mense sociali, accendendo i riflettori sul silenzioso ma incessante lavoro di volontari e associazioni. Il tour solidale si svolgerà nei giorni 26, 28 e 30 aprile rispettivamente a Torre del Greco (mensa della parrocchia di S. Antonio di Padova), Ercolano (centro Don Orione) e Napoli (centro polifunzionale Binario della solidarietà). All’iniziativa parteciperanno gli chef Domenico Iavarone, Michele De Leo e Peppe Aversa e il pasticcere Vincenzo Mennella. Ad introdurci nello spirito dell’iniziativa l’ideatrice Alfonsina Longobardi, che ha condiviso con noi opinioni e curiosità sull’evento. Il tour solidale di “Cenando sotto un cielo diverso” è alla sua seconda edizione ma come nasce l’idea? Il Tour di Cenando sotto un cielo diverso si rifà all’omonima manifestazione, ormai giunta alla 13° edizione e in programma per il prossimo settembre. L’idea è nata lo scorso anno durante il lockdown: stanca di stare a casa e vedere tante situazioni di indigenza, ho deciso di attivarmi per le persone in difficoltà. Cosi ho fatto un giro di telefonate a chef, produttori e vip, ai quali va il mio ringraziamento per la disponibilità dimostrata ed ecco creato il TOUR. Quali realtà associative partecipano all’organizzazione dell’iniziativa “Cenando sotto un cielo diverso”? L’associazione che organizza il tour solidale è “Tra cielo e Mare “ e ci colleghiamo alle realtà parrocchiali e alle mense sociali. L’iniziativa di quest’anno coinvolgerà gli chef Iavarone, De Leo e Aversa e prevede la collaborazione di Vincenzo Mennella. Come si articolerà il tour e come si svolgerà la serata? Gli chef, persone eccezionali e di gran cuore, andranno a sostituire i volontari che tutti i giorni collaborano in queste realtà; il pranzo ovviamente sarà d’asporto. La distribuzione dei pasti verrà svolta da 2 vincitori di Mister Italia, Ciro Torlo e Giuseppe Moscarella, due ragazzi gentili e disponibili ad aiutare. In un momento complesso come quello che stiamo vivendo dove ogni iniziativa solidale deve rispettare rigorosi protocolli sanitari, quanto è stato difficile organizzare l’evento affinchè tutto si svolga in sicurezza? Volere è potere, rispettare il protocollo sanitario ad oggi non è cosi difficile. Lo abbiamo già fatto lo scorso anno quindi siamo preparati a rispettare tutte le norme perché le conosciamo bene. Quale è il messaggio che questa iniziativa vuole trasmettere e che riscontro sta trovando nelle comunità vicine ai luoghi dove si è svolto e si svolgerà il tour? Il messaggio che vogliamo trasmettere è l’aiuto comune, chi può deve aiutare chi è meno fortunato; sono convinta che siano necessari molti gesti di solidarietà, perché il 2021 è un anno ancora più difficile di quello appena trascorso. Infine un pensiero al difficile momento che stiamo vivendo: quanto sono importanti iniziative […]

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Attualità

In Francia sedute gratis dallo psicologo: il virus che manda in tilt la mente

In Francia il governo ha promosso una iniziativa per garantire dieci sedute dallo psicologo per chi ne necessita, in particolar modo per i più giovani, in risposta al virus che sta mandando il tilt la mente. Il covid non ha solo prodotto conseguenze sostanziali sul fisico ma ha generato psicosi, stress, isolamento, sociopatia. Ritrovarsi da un momento all’altro a dover fronteggiare una pandemia, chiusi fra quattro mura, sentirsi impotenti, piccoli davanti alla sciagura intorno è stato un duro colpo per tutti. È quasi fisiologico: si inaridisce. Un giorno si è per strada a chiacchierare della cena al pub la sera prima, quello dopo si è a casa e non si chiacchiera neanche tanto più perché non c’è molto da dire. Le conversazioni si sono ridotte a battute secche sulla situazione, sulle notizie fotocopia, sulla morte, così materiale, che monopolizza qualsiasi argomento, fagocitandolo dentro la paura. E le frasi restano sospese, come le giornate. Non sapere cosa fare, non avere voglia di fare neppure quello che ancora non si sa può essere sintomo di depressione o apatia e può avere un riverbero enorme su chi è più fragile e sulla mente di ciascuno di noi. Solo che quando si parla di problemi che non si “vedono” si tende ad esaurirli come se la vista fosse l’unico tramite e ci fosse una sottospecie di equazione per cui se non si vede, non esiste. E ci si dimentica della mente. Però esiste, eccome, quel senso di nichilismo esistenziale che prende davanti al pc, per sei ore di seguito, e poi al telefono, altre sei. Oppure la noia scomposta del lunedì uguale al sabato e di una scansione temporale diventata labilissima, quasi nulla. Oggi è solo ieri che continua a venire e il futuro è un posto dalle fattezze sbiadite, con zero progetti a lungo termine perché l’unico progetto a lungo termine è sapere il colore della zona di regione. La mente ne risente, come ne risentono i polmoni dopo un’ora di corsa e con 2 pacchetti di sigarette all’attivo. E se poi si va dallo pneumologo, giustamente, una volta tanto bisogna andarci dallo psicologo. Dire che il virus ha sfinito, ha ridotto all’osso getta le basi per altri dieci anni di paura nell’uscire di casa e altri cinque, buoni, del non poterlo fare più. Non fa male ammetterlo, farebbe più male non farlo e sguazzare nel proprio malessere interiore (il rischio è affogare). Basta chiedere aiuto, non nel senso che non si può ma nel senso che è sufficiente, è necessario. Funziona. Un amico, una persona competente, un genitore. Ascoltare e parlare. Viene bene e forse aiuta a scongiurare un momento di angoscia che, da un anno e mezzo, non è più un semplice momento.   Fonte immagine: it.yahoo.com 

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