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Eroica Fenice

La Tag: social network contiene 19 articoli

Notizie curiose

Shifting: leggenda o realtà?

Come sarebbe il mondo se potessimo scegliere di cambiare realtà quando vogliamo? Gli utenti di TikTok se lo sono chiesti e hanno trovato il modo per farlo: lo shifting. Lo shifting: cos’è e dove è nato Chi non ha mai desiderato di cambiare la propria realtà almeno una volta? Di riuscire a manovrare il mondo in modo da renderlo il posto perfetto per noi? La community di TikTok sembra aver trovato il modo per farlo, e questo è stato chiamato Shifting. Lo Shifting si presenterebbe come un meccanismo simile a un sogno lucido che permetterebbe alle persone di cambiare la propria realtà a proprio piacimento durante un apparente stato di trans o durante il sonno. Ma analizziamo per bene il fenomeno. L’apparente funzione dello Shifting sembrerebbe quella di cambiare la propria realtà, passando da quella attuale (nominata CR) a quella desiderata (denominata DR). La realtà desiderata potrà presentarsi in qualsiasi modo si vorrà. Potrà essere creata da zero o potrà appartenere ai film o alle serie tv più varie. Il principio dello shifting si caratterizzerebbe proprio dalla possibilità di poter scegliere in ogni dettaglio la propria vita nella nuova realtà. Dal colore della pelle, ai vestiti, fino alle relazioni che si potrebbero intrattenere. Ognuno di questi dettagli, al fine di renderli possibili, dovrà essere scritto su un foglio di carta, che la piattaforma di TikTok chiama scripting. Sarà questo a dare la possibilità di scegliere gli elementi della realtà desiderata. Da dove derivano le immagini che vediamo nei nostri sogni? Per comprendere se un fenomeno del genere è veramente possibile è bene ricordare che l’unica fase del sonno in cui la nostra mente è capace di ricordare quelli che vengono definiti ‘’sogni’’, è la fase R.E.M (Rapid Eye Moviment) in cui, anche se ancora addormentati, è possibile muovere inconsciamente gli occhi al di sotto delle palpebre chiuse, da qui il nome. La fase R.E.M. differentemente dall’immaginario comune non si manifesta nel momento più profondo del sonno, ma tipicamente dopo la seconda metà della notte quando è più facile svegliarsi per ogni piccolo rumore. Ecco perché capita di risvegliarsi proprio sul più bello. La particolarità dei sogni a cui assistiamo ogni notte è sicuramente quella di ritrovarsi in situazioni verosimili o meno con persone che conosciamo o di cui non ricordiamo, senza la possibilità di controllare realmente il nostro corpo, ma assistendo come a uno spettacolo privato ogni sera. La mente umana tuttavia può essere in grado di controllare i sogni se allenata. Questo processo viene chiamato ‘’sogno lucido’’ e può essere tanto casuale, quanto indotto. Una volta presa consapevolezza che quello a cui stiamo assistendo è solo frutto dell’immaginazione sarà infatti possibile controllare il sogno in ogni piccolo dettaglio, modificando scenari e situazioni, e avverando ogni piccolo desiderio. Lo shifting è un viaggio astrale o un sogno lucido? Seguendo le istruzioni del mondo di TikTok si viene a conoscenza che lo shifting permette di catapultarsi nella realtà più desiderata e di interagire con i propri personaggi preferiti, ma una volta […]

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Cinema e Serie tv

Ed Edd e Eddy e la rivoluzione dei cartoni

Ed edd e eddy, una rivoluzione nella tv degli anni novanta Chi ha detto che a scherzare col fuoco si rischia di bruciarsi? Probabilmente non i produttori di Ed, Edd (doppia D) ed Eddy, l’iconica serie della Cartoon Network degli anni novanta. La rivoluzione dei cartoni In un mondo nuovo, all’inizio del nuovo decennio, insieme alle mode e alle abitudini iniziarono a cambiare anche i programmi dedicati ai bambini e ai ragazzi dell’epoca. E in questo mondo bisognoso di una ‘’boccata di aria fresca’’, il nuovo canale regnò sovrano. La Cartoon Network si presentava con le sue idee innovative, i suoi argomenti freschi e ricchi di battute mirate a far ridere solo i giovani, l’unico pubblico a cui erano mirati i loro cartoni. In un’ambiente ancora influenzato dal decennio passato a osservare anime in televisione, ricchi di storie difficili e lunghe, con morali spesso troppo distanti dal pensiero moderno, la Cartoon Network si presentò in scena liberando un esplosione di creatività, giocando col fuoco, rischiando tutto in trame semplici, disegni alcune volte banali, disegnatori inesperti, ma giovani e creativi e in una serie di battute al limite di ciò che veniva definito ‘’politicamente corretto’’. Il mondo di Ed, Doppia D e ed Eddy è completamente ambientato in un luogo senza adulti, dove tutto è permesso e nessuno può intervenire nella vita dei ragazzi. Il cartone, completamente realizzato in boiling line, una tecnica che nasconde l’assenza di frame dando l’impressione di un contorno sempre in movimento, seguiva i tre protagonisti nelle loro truffe in giro per il quartiere. Tre truffatori pronti a dare il cattivo esempio E’ in questo ambiente ancora puritano che Ed, Edd ed Eddy sbarca con i suoi 65 episodi in televisione rimanendo per undici anni nella programmazione della Cartoon Network, guadagnandosi il posto di serie più longeva mai creata dalla compagnia. La trama era semplice se paragonata alle serie giapponesi a cui i figli degli anni 70 e 80 erano stati abituati. Non c’erano più orde di macchine pronte per distruggere la terra, né tantomeno supereroi geniali alle prese con altrettanto geniali antagonisti. Solo tre ragazzi di un quartiere di periferia pronti a truffare i loro vicini per racimolare 25 centesimi e comprare caramelle in un negozio. Dal titolo, i nostri Ed, Edd ed Eddy. I ragazzi ognuno con le sue caratteristiche e personalità peculiari, si presentano come la caricatura di alcuni stereotipi incontrabili nella vita di tutti i giorni. L’avido, l’intelligente e il forte. I loro divertentissimi piani però, scontrandosi con la realtà finiranno spesso in un clamoroso fallimento, rendendo la serie animata non stereotipata e lasciando agli spettatori sempre un pizzico di entusiasmo per il finale dell’episodio. In un mondo come quello degli anni novanta, dove il perbenismo radicato nei vecchi cartoni che i genitori avrebbero voluto far vedere ai loro figli era stato distrutto da una società entusiasta di quegli eccessi che iniziava a mostrare nel modo di vestire e nella musica che ascoltava, bastava poco per far divampare l’incendio. Così, un cartone che non […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Nabilah: una grande festa virtuale per il Primo maggio

Oggi, venerdì 1 maggio, dall’antica spiaggia romana del Nabilah, una consolle suonerà in diretta. Un lungo dj set, una festa virtuale per abbracciare amici e clienti, e non solo. Un modo per restare connessi, uniti, insieme seppur nella distanza. Eroica Fenice ha intervistato l’organizzatore di quest’evento, Luca Iannuzzi. Com’è nata l’idea di organizzare una grande festa “virtuale”? “L’idea nasce dalla voglia di regalare alle persone una giornata all’insegna del divertimento, della leggerezza, della condivisione e della musica, soprattutto in questo periodo senza precedenti e nello stesso tempo raccogliere fondi a sostegno della Croce Rossa Italiana per supportarla nell’emergenza sanitaria. Organizzare uno smart Party, lavorando in smarkworking da casa, coinvolgere nel progetto tutti i collaboratori, produttori e partner, è stato piuttosto complicato sia per quanto riguarda la tecnologia sia l’organizzazione”. Durante la diretta, anche una campagna di crowdfunding lanciata dal Nabilah attraverso la piattaforma GoFoundMe a favore di Croce Rossa Italiana, una decisione degna di nota. Com’è nata l’idea di abbinare la festa al crowdfunding? “E’ un’idea nata quasi in automatico, siamo in un momento storico particolare dove il Paese è in una situazione davvero difficile e ha bisogno di tanta solidarietà e di tante risorse economiche. L’obiettivo di questo smart party virtuale è anche di diffondere il valore e l’importanza della solidarietà e della generosità con un sistema di crowfounding originale: attraverso la piattaforma GoFoundMe diamo la possibilità di dare un contributo a favore della Croce Rossa Italiana e per ogni donazione di 10 euro riconosceremo un drink omaggio da consumare al Nabilah alla riapertura. E’ un modo diverso per fare anche noi la nostra parte anche in questo momento come è accaduto in passato per altri ospedali, enti e istituti; un modo per essere presenti e vicini a chi ha bisogno e di dare un aiuto costante e coerente anche stavolta”. Una consolle che suonerà in diretta, per una parvenza di normalità, di quotidianità che non si ferma, è vero che in questi casi la musica può allietare il cuore diffondendo messaggi di speranza? “La consolle è un simbolo di speranza e un buon auspico per la fase due. Due dj si alterneranno per diffondere la speranza di un ritorno alla normalità, connotandola di un valore diverso, meno scontato. Dunque possiamo dire che il Nabilah è uno spazio di condivisione, e cos’altro? “Il Nabilah è uno spazio di condivisione coerente con la sua missione cioè l’intrattenimento: far divertire le persone, rallegrarle, regalarle un momento spensierato. Non è una missione facile, i clienti sono i nostri giudici e sono molto competenti; è necessario essere ben organizzati ed è bandita ogni forma di superficialità. Io credo che le aziende che lavorano in questo settore, soprattutto dato il momento storico, devono impegnarsi a portare avanti la propria mission di entertainement, diffondendo musica, divertimento, per tirare su il morale delle persone ed essere coerenti con gli obiettivi aziendali. Fino ad oggi siamo stati gratificati dai nostri clienti che ci hanno onorato della loro presenza, permettendoci di far crescere le nostre aziende, oggi è […]

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Fun e Tech

Come avere WhatsApp nero: consigli e novità

Come avere WhatsApp nero o meglio la dark mode della rinomata chat di messaggistica istantanea, è piuttosto semplice, soprattutto se si possiede un sistema Android o iOS. Chiariamo subito che con la dicitura “WhatsApp nero” si intende la versione notturna dell’applicazione; secondo gli esperti infatti, tale versione alternativa, consentirebbe di utilizzare l’applicazione anche di notte, senza arrecare danni agli occhi e soprattutto evitando di consumare la carica del proprio smartphone. Le ultime novità dell’applicazione però, riguardano solo la versione beta, anche se presto sarà disponibile su tutti i dispositivi. WhatsApp nero, funziona sostanzialmente invertendo i colori, consentendo di utilizzare l’applicazione in bianco e nero e quindi senza colori. Per quanto riguarda il colore delle chat relative alle conversazioni presenti sul proprio cellulare, esse diventeranno grigio scuro, i font diventeranno invece bianchi, mentre i messaggi e gli spazi saranno verde scuro ed intenso, tendente al nero. Una soluzione che permetterà di utilizzare WhatsApp più a lungo, senza inficiare negativamente né sulla batteria del cellulare, né sulla propria vista, inoltre, le diverse ricerche effettuate, dimostrano che tale scelta potrebbe rivelarsi molto efficace, soprattutto perché notevolmente apprezzata dal punto di vista prettamente estetico. La modalità scura di WhatsApp è attualmente disponibile solo all’interno del programma beta, accessibile attraverso la versione 2.20.13. Può avere tale versione, sia chi ha un sistema Android, sia chi invece utilizza IOS; essa sarà accessibile a tutti (o quasi) gli iscritti, ma da quanto si apprende, il numero dei possessori sarà limitato, anche se ampliato periodicamente per consentire a quante più persone di provarla. Attivare WhatsApp nero è facile, sarà sufficiente aprire le impostazioni e selezionare la voce Tema per seleziona una delle opzioni presenti: scura, per attivare la Dark Mode, luminosa, per tornare alla versione standard, o di default per allineare i colori della chat alla Dark Mode attivata o meno sul sistema operativo. Naturalmente, anche per quanto riguarda la versione Web di WhatsApp, la conosciuta ed utilizzata versione desktop della famosa applicazione di messaggistica istantanea, sarà attivabile in modalità “nera”, grazie a pochi semplici passaggi. Sarà però necessario, avere l’ultima versione di Google Chrome o Mozilla Firefox, e un’estensione che funzioni e che permetta al tempo stesso di modificare l’aspetto di WhatsApp Web, in questo caso. Per quanto concerne le ultime indiscrezioni relative a WhatsApp nero, per ora è stato ribadito che il colore predominante potrebbe essere appunto il nero, anche se alcune fonti ufficiali fanno riferimento ad un blu molto scuro, che secondo gli esperti del settore, stancherebbe meno gli occhi, rendendo la lettura dello schermo più facile. Ricordiamo comunque che per ora la versione nera di WhatsApp è ancora provvisoria, tuttavia, la versione ufficiale dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, magari dopo aver sistemato alcuni problemi che degli utenti hanno segnalato nella versione beta. Immagine in evidenza: pixabay.com

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Attualità

Ghosting e orbiting, come i social influiscono sulle relazioni

Ghosting e orbiting vi sembreranno dei termini nuovi, difficili, che poco hanno a che fare con le vostre vite. Eppure, come vedremo, chiunque abbia all’attivo un qualsiasi tipo di relazione e sia alle prese con il mondo dei social network, ne è stato sicuramente interessato almeno una volta nella vita. Partiamo, innanzitutto, dal significato. Per “ghosting” (da “ghost”, fantasma) si intende quel fenomeno che avviene quando la persona con cui si ha una relazione decide di porne fine semplicemente sparendo, completamente, all’improvviso, senza darne segnale in precedenza. È un fenomeno che riguarda, ovviamente, il mondo dei cosiddetti “Millennials” (ma non solo) perché sviluppano la maggior parte delle proprie relazioni proprio attraverso i social network. In questo modo, su questi canali, da un giorno all’altro, è possibile sparire senza spiegazioni: non leggere i messaggi, non visualizzarli oppure visualizzarli e non rispondere sono il segnale. L’”orbiting” (da “orbitare”), invece, si verifica nel momento in cui la persona sparita dalla circolazione ricompare all’improvviso, ma sempre interagendo attraverso i social network: mette il like a qualche stato di Facebook, visualizza le “stories” su Instagram, su WhatsApp etc. Questo secondo fenomeno si verifica prevalentemente nel momento in cui non si vuole eliminare qualcuno dalla propria vita in via definitiva, ma non si è pronti o nel momento di impegnarsi in una relazione più stabile. Rappresenta, in qualche modo, la preoccupazione che l’eliminazione completa del “contatto” possa rappresentare la perdita di una futura occasione di “riconnessione”. E’ un atto principalmente egoistico da parte di chi lo compie, e dovrebbe riscontrare la netta chiusura da parte di chi lo riceve. In realtà, i social network hanno solo amplificato e reso più complesso qualcosa di già molto diffuso: il fatto di scomparire all’improvviso dalla vita di qualcuno senza dare spiegazioni e quello di continuare a gravitare intorno alla vita dell’altro pur avendolo rifiutato. Basterebbe pensare, nel secondo caso, al fatto di frequentare gli stessi posti della persona con la quale si è deciso di chiudere i rapporti. Comportamenti che possono essere pericolosi per chi li subisce. Il ghosting lascia la persona nella più totale impossibilità di capire cosa sia successo. Mina non solo la possibilità di elaborare la chiusura, ma anche l’autostima. Una persona che viene lasciata senza sapere il motivo è costretta a ragionarci da sola. Il ghosting e l’orbiting sono pericolosi perché lasciano un aggancio sottile che alimenta continuamente una speranza fatta di segnali ambigui. Tra l’altro, in entrambi i casi, per chi lo fa, è tutto molto semplice. L’orbiting, in fondo, non è altro che un giochetto psicologico. Non presume una presenza costante, ma nemmeno un’assenza. Non presume un impegno, ma nemmeno una chiusura definitiva.

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Culturalmente

Attori napoletani: numerosissimi nomi dal cuore partenopeo

Ecco gli attori napoletani, noti e meno noti, dal carattere “frizzante” e smagliante Il teatro per Napoli, rappresenta una delle forme artistiche più antiche e diffuse, ancora oggi particolarmente vive, ovunque in città. Il teatro e la conseguente attività teatrale, sono un’arte, una vera e propria essenza che riesce ad andare oltre i limiti, oltre le problematiche proprie di ogni città. Le prime tracce del teatro napoletano risalgono all’opera poetica di Jacopo Sannazaro e Pietro Antonio Caracciolo tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, ai tempi della corte aragonese. Il teatro napoletano del pre-novecento, fu sostanzialmente legato alla maschera di Pulcinella, un personaggio che rappresenta da sempre il modo tutto napoletano di vedere il mondo, di umile rango sociale che, con furbizia e arte di destreggiarsi in qualsiasi situazione, riesce in qualche modo ad averla sempre vinta. Sono stati e sono ancora oggi numerosi gli attori napoletani famosi che allietano gli spettatori con performance dal sapore esilarante, comico, ma anche fortemente razionale, intellettuale, vero o tragico che sia. Probabilmente la produttività degli attori napoletani, risiede nella libertà che si respira a Napoli, città dai mille colori, dai panorami mozzafiato, dal calore che pervade anche nelle stagioni fredde. Sicuramente meritano uno sguardo particolare tutti quegli attori che con le loro pellicole hanno raccontato nel corso del tempo, momenti ed eventi legati alla storia di Napoli e dei suoi abitanti. Attori napoletani: i più grandi Dai fratelli Eduardo e Peppino De Filippo a Totò e Nino Taranto, da Vittorio De Sica, napoletano d’adozione, ma che proprio sulla città partenopea ha firmato i suoi film più belli, al moderno modo di concepire Napoli, di Massimo Troisi e Vincenzo Salemme, che hanno saputo descrivere una Napoli contemporanea, vera, lontana dai soliti pregiudizi o luoghi comuni. Biagio Izzo, Sergio Assisi, Enzo Decaro, Carlo Buccirosso, Maurizio Casagrande, Alessandro Preziosi, sono solo alcuni degli attori napoletani famosi, non solo nella famosa città campana, ma nel mondo. Naturalmente, la lista degli attori napoletani famosi è piuttosto lunga, citarli tutti sarebbe impensabile, ma, tutti gli attori menzionati, rappresentano Napoli, e la relativa essenza; ognuno di loro ha interpretato personaggi differenti, comici, ironici, fortemente razionali, problematici, acculturati, abbienti, poveri, tutti diversi, proponendo temi a loro volta vari, con una velata, quanto presente, impronta napoletana. Grazie al lavoro degli attori napoletani, oltre a quelli citati, l’anima e la condizione storica propria di un ceto popolare, quello napoletano, si afferma direttamente in una forma aperta, che non è più chiusa nell’ambito della tradizione popolare, circoscritta, ma si espande alla realtà nazionale. Gli attori (e, in particolar modo, gli attori napoletani) rappresentano una sorta di raffigurazione psicologica dei personaggi che interpretano, e spesso anche della società che inscenano, come accade ad esempio nei film di denuncia sociale, o di carattere politico, diventando mediazione di un percorso di tipo sociale, compiuto attraverso quei volti e quelle persone. Essere attori è un’impresa spesso ardua e chi sceglie di intraprenderla sceglie di incamerare i caratteri propri di una determinata località, in questo caso […]

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Libri

Il manifesto del comunismo digitale di Michele Tripodi

Il giorno 30 novembre è stato presentato alla stampa il testo Il manifesto del comunismo digitale, scritto da Michele Tripodi e pubblicato per Cavinato Editore International. Il manifesto del comunismo digitale: alcune tematiche salienti Il manifesto del comunismo digitale si presenta come un libretto di riflessione – sociale, politica, economica – su quella che è la storia del comunismo dagli albori a oggi e sul suo perpetuo scontro verso il capitalismo. L’intenzione dell’autore è quella di mettere in risalto gli aspetti negativi del capitalismo ( «un ricatto continuo praticato dal forte sul più debole e sulla illusione di uno scambio di utilità, che tuttavia risulta sempre impari. Per il forte l’utilità è reale, è profitto, per il debole è solo illusione e sotto-compenso che non lo libera dallo stato di soggezione in cui, secondo questo automatismo infinito, si ritroverà per tutta la vita», scrive l’autore), indirizzando i lettori verso le dottrine – sociali, politiche, economiche – comuniste. Alla parentesi storica sul comunismo e sul capitalismo, seguono capitoli densi in cui si argomenta circa gli esiti del secondo («un incastro pieno di sbarramenti, trappole», scrive ancora l’autore) e le prospettive del primo in direzione collaborativa («una società “comunista” nel senso letterale del termine, ovvero capace di “mettere in comune” tutto, dai pensieri alle idee delle persone, dalle teorie ai bisogni dei popoli»). Gli aspetti particolari della sua trattazione sono rivolti alla questione del capitalismo come “contraddizione interna”, basata fra l’altro su strane e distorte logiche economiche, anelli malmessi di catene che producono «ricchezza vacua all’infinito in un processo senza fine e senza freni»; anelli e catene che, inevitabilmente, portano al ripetersi ciclico e drammatico della «crisi di ritorno che pesa esclusivamente sulle giovani e future generazioni […] Il capitalismo, avendo esaurito le risorse, in questa fase si sta nutrendo del futuro di milioni di giovani, alimentandosi con la linfa che dovrebbe servire alla loro crescita e, irreversibilmente, bloccandola». Consequenzialmente, Michele Tripodi affronta il tema della speculazione finanziaria come matrice della bancarotta, un tema fra l’altro che mi riporta alla mente i ben articolati saggi e le profonde riflessioni di Zigmut Bauman; in particolare nel Capitalismo parassitario, il tema che il pensatore e sociologo è quello del fantasma creditizio e dell’indebitamento esponenziale che induce alla depressione economica e con essa alla contemporanea “depressione umana”. I pericoli di questo tipo di “capitalismo aggressivo” (o “parassitario”, riprendendo l’espressione di Bauman) si estendono ferali dal campo socio-economico al profondissimo humus umano tutto: «il clima e le dinamiche insediative ed antropologiche» – scrive Tripodi – e l’ambiente naturale e sociale, l’esistenza umana stessa viene minacciata e distrutta; un concetto che riprende grosso modo nella sostanza ciò che già, fra l’altro, aveva a chiare lettere espresso Bauman nel testo precedentemente ricordato (mantenendoci, ancora, su un dialogo fra i due scritti): «Il capitalismo, per dirla crudamente, è in sostanza un sistema parassitario. Come tutti i parassiti, può prosperare per un certo periodo quando trova un organismo ancora non sfruttato del quale nutrirsi. Ma non può farlo senza danneggiare […]

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Attualità

Dolce & Gabbana, annullata la sfilata in Cina

L’alta moda italiana, il fiore all’occhiello del nostro bel Paese continua a riscuotere sempre grande successo in giro per il mondo, conquistando gli occhi di tutte le celebrity dello star system e non solo. Delle volte però, ci sono anche pesanti flop che mettono in imbarazzo l’intero popolo italiano. Questo il caso di Dolce & Gabbana, casa di moda fondata a Legnano nel 1985 dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana. In occasione del lancio della loro linea d’abbigliamento in Cina la casa di moda aveva avviato la campagna di comunicazione DGLovesChina, principalmente tramite la diffusione di video sul celebre e popolare social network cinese Weibo. Gli stilisti avevano inoltre organizzato per mercoledì 21 novembre una sfilata/evento a Shanghai con circa 1500 invitati, fra cui i personaggi di maggiore rilievo e successo nel vasto territorio asiatico. Sono stati proprio questi video diffusi a mezzo social a scatenare però una vera bufera mediatica, da cui Dolce & Gabbana è uscita pesantemente colpita. Nei pochi secondi di filmato appariva una donna cinese, ben vestita e molto elegante, seduta davanti a un piatto tipico della cucina italiana (come la pizza o un cannolo, a seconda del video), intenta però nel mangiarli con le tipiche bacchette cinesi. Una voce fuori campo di un uomo le spiegava poi come utilizzarle per completare il suo pasto. I video, indubbiamente realizzati con tono ironico, non sono però stati affatto apprezzati dalla popolazione che ha inondato di commenti negativi i post sul social media. In alcuni casi, si è arrivati addirittura ad accusare Dolce & Gabbana di discriminazione e razzismo. La casa  di moda non ha potuto fare altro che rimuovere i filmati dal web, ma oramai il danno era fatto e sono stati così costretti ad annullare anche la sfilata. Una caduta di stile e un flop di marketing, la brutta figura di Dolce & Gabbana Ma com’è potuto succedere tutto ciò? Ai tempi del #MeToo e delle lotte continue contro le discriminazioni, sembra impossibile credere che un colosso dell’alta moda sia scivolato in una falla del genere così facilmente, in un Paese poi “delicato” come la Cina dove già in passato diverse multinazionali avevano commesso errori del genere, che gli erano costati caro. Sempre più spesso modelle, stilisti e altri personaggi di spicco del fashion business si schierano infatti in prima persona contro l’abbattimento degli stereotipi ma il brand Dolce & Gabbana sembra esserci caduto in pieno. Immediate le parodie sui social, ma la realtà è davvero più complessa: nel giro di 24 ore la casa di moda italiana ha messo in atto la più grande anti-campagna pubblicitaria della storia, in un Paese che conta oggi più di un miliardo di abitanti. Sono stati stimati circa 120 milioni di commenti ostili nei confronti degli stilisti, che inutilmente hanno cercato di difendersi dichiarando di essere stati hackerati. Una brand reputation distrutta in poche ore, con pochi secondi di filmato e pochi click. Una lezione di marketing davvero aspra, essendo la reputazione aziendale un capitale enorme per un’impresa su cui si […]

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Fun e Tech

Macchianera Internet Awards: chi ha vinto gli Oscar del web del 2018?

Sabato 10 novembre, nell’ambito del programma della Festa della Reste, sono stati assegnati i Macchianera Internet Awards. Ecco chi ha vinto, come e perché.   “Il web che ti meriti” questo il claim dell’edizione 2018 della Festa della Rete, manifestazione, nata a Milano nel 2005, nell’ambito della quale vengono assegnati i Macchianera Internet Awards. La festa della rete a Perugia Considerati oggi il premio più prestigioso della Rete italiana tanto da essere soprannominati “Oscar del web“, i Macchianera Internet Awards 2018 hanno premiato i migliori siti e blog, ma anche youtuber, influencer, community, pagine social, giornalisti o – più in generale – divulgatori digitali. La premiazione ufficiale (con tanto di consegna premi e cerimonia) si è tenuta sabato 10 novembre 2018 presso l’Auditorium S. Francesco al Prato di Perugia. La scelta del capoluogo umbro non è casuale in quanto la città è protagonista di un progetto che vedrà, nei prossimi mesi, la copertura della linea fibra per oltre l’80% del territorio. Progetto che – come il patrocinio della Regione Umbria e del Comune di Perugia alle due importanti manifestazioni – dimostra la sensibilità delle istituzioni al progresso digitale e a tutti i temi ad esso connessi. Dal 9 all’11 novembre, Perugia ha quindi ospitato una serie di presentazioni, mostre, incontri e workshop legati alla blogosfera. Dal movimento #metoo al fenomeno delle fake news, dal self-branding all’intelligenza artificiale. Tanti gli argomenti e tanti gli ospiti. L’evento più atteso della Festa della Rete era però, senza dubbio, l’assegnazione dei 34 Macchianera Internet Awards. Tante erano infatti i premi corrispondenti alle 34 categorie di una competizione in cui l’internauta è stato chiamato a partecipare fin dalla candidatura dei siti. La cerimonia è stata condotta da Gianluca Gozzoli. Come si candida un sito ai Macchianera Internet Awards? Ogni anno Macchianera, blog fondato da Gianluca Neri (celebre per le esperienze con Cuore e con Clarence, rispettivamente periodico satirico e uno dei primi portali italiani), chiede di segnalare quali sono i migliori siti e personaggi dell’anno. Offre pertanto un’occasione per dare supporto ai siti e ai personaggi più popolari e più seguiti. In base alle candidature viene poi stilata una lista di 10 nominati per categoria. Quest’anno è stato possibile esprimere una candidatura fino all’ 8 settembre 2018.  Come si vota un sito ai Macchianera Internet Awards? Per i migliori del 2018 è stato possibile votare fino a martedì 6 novembre tramite un apposito form che era possibile trovare sul sito Macchianera ma anche all’interno degli stessi blog candidati. Per far sì che il proprio voto fosse valido, era necessario votare per almeno 8 categorie a libera scelta.  A scegliere i vincitori sono stati quasi tre milioni gli internauti e il voto del pubblico non è stato “corretto” da nessuna giuria. Chi ha vinto i Macchianera Internet Awards 2018? Salvatore Aranzulla Ad aggiudicarsi il riconoscimento per Il miglior sito (con un totale di 27.017 voti) è stato l’uomo dalle mille risposte: Salvatore Aranzulla, divulgatore informatico nonché fondatore di uno dei 30 siti più visitati d’Italia. Il guru del web ai MIA del 2017 arrivò […]

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Attualità

Web influencer: può essere considerato un lavoro?

Il ruolo dei web influencer, è sempre stato molto discusso, soprattutto in questi ultimi anni, da quando il fenomeno si è ampiamente diffuso e viene definito un vero e proprio lavoro. Quando si parla di influencer, si fa riferimento a quelle persone che hanno il “potere” di influenzare delle altre persone, nel momento di un determinato acquisto, che sia esso un alimento biologico, un accessorio, oppure un cosmetico. È risaputo che il web rappresenti uno strumento di crescita molto potente, attraverso il quale, con la diffusione dei cosiddetti “influencer”, una impresa è in grado di creare diverse relazioni con i propri consumatori di natura differente. Prima di effettuare l’acquisto, i consumatori sono sempre alla ricerca di informazioni relative al prodotto che cercano. Diversi sono i fenomeni che si manifestano sul web come risultante della facilità di comunicazione da parte dei consumatori. I cosiddetti feedback positivi, la pubblicità o la semplice opinione di un personaggio del web, chiamato appunto influencer, daranno la giusta direzione all’acquisto, semplificandolo e rendendo tutto molto rapido. Il web come strumento di crescita e marketing Nell’ambito del web e degli acquisti effettuati tramite esso, si distinguono “marketing influencer”, persone che hanno influenza sui potenziali acquirenti in un dato settore; e “fashion influencer”, ossia colui che lavora nel settore della moda, quindi un personaggio molto seguito sul web e che è in grado di influenzare le persone. Queste due conosciutissime figure, sono onnipresenti nella quotidianità delle persone, così come lo è il web stesso; con un’attività costante e un uso professionale dei social network (e tra questi spicca di sicuro Instagram) è possibile raggiungere cifre elevate, sia in termini di seguaci che di guadagni veri e propri. Si può quindi innestare un circolo virtuoso per cui buoni guadagni e numerosi seguaci sul proprio profilo generano sempre più fama e visibilità e, di conseguenza, guadagni ancora maggiori. Il web influencer può essere considerato un lavoro vero e proprio? O è semplicemente un’occupazione temporanea? In rete impazzano spesso numerose polemiche sul reale ruolo degli influencer: una “lotta” tra chi lo definisce lavoro e chi invece solo un (remunerativo) hobby, non classificandolo come lavoro vero e proprio, ma soltanto un’occupazione che porta profitti. Sicuramente un web influencer deve lavorare molto in termini di strategie, per ottenere visibilità e soprattutto credibilità. Bisogna creare una strada da percorrere, in modo che quante più persone, in questo caso utenti, possano raggiungere un determinato contenuto. Di certo il ruolo degli influencer non è ben visto da parecchi utenti, soprattutto in riferimento alle fotografie e ai video che molti personaggi “famosi”, o presunti tali, postano ogni giorno in rete, nelle quali spesso si nascondono prodotti con i quali si ottiene una monetizzazione. Comunque sia, nella nuova era del web, riuscire ad avere un seguito, un pubblico, qualcuno che guarda con ammirazione, influenzare positivamente una scelta, non è semplice. La società si basa su questa vacuità, su fattori che molto probabilmente rischiano di finire e smaterializzarsi, ma che al contempo piacciono e permettono di scoprire nuove possibilità occupazionali, diverse […]

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