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Cinema e Serie tv

Postmodernismo, il cinema dalle mille frammentazioni

A partire dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso si iniziò a parlare in ambito filosofico di postmodernismo. Il termine compare per la prima volta nel saggio La condizione postmoderna, scritto da Jean-Francois Lyotard nel 1979. Secondo il filosofo francese le grandi ideologie figlie dell’illuminismo (esaltazione del progresso tramite lo sviluppo economico e tecnico, le ideologie guidate dall’uguaglianza sociale, l’esaltazione della scienza come liberatrice dalle catene oppressive della religione, l’idea di una giustizia universale) e definite “grandi narrazioni”, giunte nell’età contemporanea iniziano a venire meno. I motivi principali di questa crisi di ideali sono due: il primo è il susseguirsi lungo il ‘900 di eventi storici il cui impatto è stato talmente drammatico che non è possibile appellarsi alla sicurezza di cui quelle idee erano costituite per spiegarli (in che modo si possono interpretare le atrocità di Auschwitz o dei gulag sovietici in termini puramente razionali?). Il secondo è invece la diffusione, a partire dagli anni ’60 e ’70, di nuovi mezzi audiovisivi quali la televisione e la pubblicità che, assieme al cinema e alla letteratura, offrono nuove chiavi di lettura all’interno di una società industrializzata e globalizzata. La conseguenza è di grande portata: il sapere non è più un valore assoluto, ma esistono tante realtà con tante diverse caratteristiche (i telegiornali si diversificano per offrire versioni diverse di una stessa notizia, la pubblicità induce a comprare prodotti di cui non si ha veramente bisogno e che tuttavia possono servire per acquisire uno status sociale, etc.). Il postmodernismo è quindi riassumibile con il concetto di “superamento della modernità” o di tutte quelle idee che fino al XX secolo avevano portato avanti la società umana e che davanti ad una realtà multiforme finiscono per esaurire la propria spinta propulsoria. La fiducia nel progresso e nella scienza sembrano spegnersi, accanto a tutte le idee che hanno contraddistinto il modernismo. Il postmodernismo non è ovviamente sola prerogativa delle menti pensanti della filosofia, ma si diffonde anche presso quelle creative dell’arte. Lo si vede in movimenti artistici come la Pop Art (l’idea di oggetto comune elevata a opera d’arte) o nella letteratura con espedienti quali il dialogo metaletterario con il lettore (Se una notte di inverno un viaggiatore di Italo Calvino), l’inizio della vicenda dalla sua fine (La freccia del tempo di Martin Amis), il citazionismo che si traduce nell’imitazione di tecniche come quella del manoscritto ritrovato (Il nome della rosa di Umberto Eco) e molti altri ancora. Il Postmodernismo cinematografico La verità messa in discussione. Metacinema e mockumentary In tutto questo contesto il cinema come si evolve? Essendo l’arte che fa dell’immagine una delle sue prerogative, non ci mette molto a interrogarsi sulla molteplicità delle immagini che la società dei consumi impone. Il cinema del postmodernismo si interroga innanzitutto sulla sua funzione di spettacolo fittizio, di storia costruita da un insieme di immagini e di prodotto concepito in un ambiente come quello cinematografico. Il cinema di Jean Luc-Godard, uno dei padri fondatori della Nouvelle Vague francese, è pieno di espedienti metacinematografici volti […]

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