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Eroica Fenice

Il Maestro più alto del mondo, TSO e abusi al Tram

Il Maestro più alto del mondo, TSO e abusi al Tram

Recensione dello spettacolo di Mirko De Martino “Il maestro più alto del mondo” con protagonista Orazio Cerino

Massimiliano Malzone

Giuseppe Casu

Giuseppe Uva

Franco Mastrogiovanni

Lettere. Sintagmi. Morfemi ammucchiati per formare parole, per comporre nomi.

E questi nomi, anche se spesso ce ne dimentichiamo, hanno delle storie, delle urla nascoste in cassetti che la coscienza collettiva tende a dimenticare. Da qui l’importanza del riportare in superficie, della denuncia, in qualsiasi forma essa sia fatta.

Ci ha pensato e ci pensa il cinema – più mainstream e di facile comprensione – ma negli ultimi anni anche numerosi drammaturghi ci hanno provato, e con ottimi risultati.

Un esempio perfetto ci è stato fornito ieri sera da “Il maestro più alto del mondo”, spettacolo di debutto della nuova stagione del Teatro Tram e che ha visto protagonista la storia di Franco Mastrogiovanni raccontata dal copione di Mirko Di Martino e dallo smisurato talento attoriale di Orazio Cerino.

Il Maestro più alto del mondo, Franco Mastrogiovanni e il mare

Tutto parte dal mare e non può che essere così. Da una fuga verso il sole e la libertà di essere, al di là delle dicerie della gente, anarchici, strambi, smisuratamente insensati. Tutto parte da lì, dall’evitare un posto di blocco per l’ennesimo TSO imposto senza una reale ragione, e finisce nel più atroce e crudele dei modi. Con la contenzione, con la solitudine, con i morsi della fame e gli schiaffi della sete. Legato mani e piedi, Franco Mastrogiovanni spirerà in ospedale il 4 agosto del 2009, dopo 87 ore di ingiustificata agonia.
La sua morte ha tanti responsabili ma, come spesso accade, nessun colpevole. Tutti eseguivano ordini, si dirà, nessuno può essere perseguito. In uno spazio scenico sempre più claustrofobico, lo spettacolo segue con precisione le vicende senza mai dare la parola al maestro elementare, le cui urla rimangono in sottofondo. Uno straordinario Orazio Cerino ha dato voce e spessore, infatti, a tutte le figure che hanno gravitato intorno alla terribile vicenda di Franco e ha narrato con passione ed enfasi una tragedia che ha tanti sconfitti e nessun vincitore. Il primo e grande sconfitto di questa vicenda è lo Stato. Uno Stato che nelle sue burocrazie, nei suoi dettami e poi nella sua giustizia, si è dimostrato cieco, sordo e ottuso. E Franco Mastrogiovanni è solo uno delle sue vittime innocenti.
Vittime innocenti e poi dimenticate, come se quei nomi, quasi che quei nomi non siano altro che lettere, sintagmi, morfemi ammucchiati così, tristemente a caso.

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