Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Food

Bell e Kavr apre a via Duomo, nel cuore di Napoli

La nota rosticceria e friggitoria napoletana Bell e Kavr, perla della tradizione street food partenopea, fa il bis, e non soltanto per la bontà dei suoi prodotti. Il 2 ottobre alle ore 12 si è tenuta l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Bell e Kavr nel cuore di Napoli, in via Duomo 248, punto strategico ad angolo con via San Biagio dei Librai. La prima sede, in via Portamedina, nella Pignasecca, si è già distinta per lo straordinario connubio di qualità, tradizione ed innovazione, vero e proprio santuario dello street food e tappa obbligata per i tantissimi frequentatori abituali di Montesanto. Bell e Kavr tra tradizione ed innovazione Il nuovo punto vendita, situato ad angolo tra San Biagio dei Librai e via Duomo, presenta due invitanti vetrine: quella che affaccia su via Duomo offre gli straordinari prodotti di rosticceria e frittura a cui siamo già abituati. Troviamo infatti la classica pizza a portafoglio, arancini, crocchè di patate e frittatine di pasta dalla doratura perfetta, sia nella versione classica, sia con pasta e patate o besciamella, carne trita e piselli, sia in altre varianti rivisitate con tocco gourmet – come le fantasiose miniporzioni di frittatine di pasta decorate con pomodorini e scaglie di parmigiano, o con zucchine alla scapece -, riscoperta dei sapori tradizionali della cucina napoletana in un’intrigante versione street food che mescola tradizione ed innovazione in ricette gradevoli alla vista, oltre che al palato e all’olfatto, continuamente sollecitati dal profumo di prodotti che, per l’appunto, si presentano come il nome del locale promette: Bell e kavr. La vetrina che affaccia invece su San Biagio dei Librai presenta una novità, l’Officina della Tradizione, un angolo in cui verranno preparate le colazioni con prodotti freschi, salumi e formaggi tipici affettati al momento, tutto di altissima qualità, come l’Auricchio nero e il prosciutto crudo di Norcia, ma anche mozzarella di bufala e legumi di vario tipo. Ad attendere i clienti, oltre alla consueta qualità, un ambiente giovane e accogliente e personale cortese e sorridente, che renderà il pasto un’esperienza piacevole sotto ogni punto di vista. Non resta che augurare in bocca al lupo alla grande famiglia di Bell e Kavr per questa nuova avventura e far presto visita al nuovo punto vendita.

... continua la lettura
Attualità

Il quartiere Soccavo contro la nuova antenna telefonica

Dal mese di agosto il quartiere Soccavo, della periferia occidentale napoletana, lotta contro l’installazione di un’antenna telefonica sul tetto di un edificio nel Parco Primavera, di via Giustiniano, una zona ad altissima densità di popolazione. Il 20 settembre, Soccavo scende in piazza per difendere il proprio diritto alla salute e il rispetto delle normative relative all’installazione di ripetitori, le cui onde risultano, nel tempo, fortemente nocive, laddove proprio in queste ore sta sorgendo un’antenna che mina la serenità e la salute di tutti. Antenna telefonica in un centro abitato: un serio rischio per la salute I primi sopralluoghi per l’installazione dell’antenna di base radio per telefonia mobile sono avvenuti nelle prime settimane del mese di agosto, ma solo negli ultimi giorni sono incominciati i lavori per l’effettiva installazione, vissuta dai soccavesi come una tragica realtà. Vivo e forte è lo sdegno e la disapprovazione degli abitanti del Parco Primavera, di via Giustiniano e del quartiere Soccavo intero, che ha visto con orrore concretizzarsi un serio rischio per la salute di tutti. “Noi ci opponiamo a questa costruzione. Impensabile che si possa installare qui un’antenna telefonica. In questo parco vivono persone ancora in chemioterapia e il parco giochi adiacente è frequentato da molte famiglie con bambini. Saremo costretti a vendere gli appartamenti in cui viviamo.” dichiara un’abitante del Parco Primavera, e aggiunge: “Non ci sembra corretto che questa decisione sia stata presa dagli abitanti del palazzo senza prima interpellare il resto del parco”. Nella mattinata del 20 settembre, vediamo protestare madri e padri di famiglia, preoccupati per l’avvenire e la salute dei loro figli, timori che sembrano esser confermate dalle parole di Pina Tommasielli, di Medici per l’ambiente e che, purtroppo, ad oggi non trovano alcuna risposta nelle istituzioni. “L’Agenzia Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) classifica le onde elettromagnetiche ad alta intensità come potenzialmente cancerogene. In questi casi, vige il principio di cautela. In una zona che sia densamente abitata, dove sorgono case, uffici e scuole, non è opportuno inserire elementi potenzialmente nocivi, com’è chiaramente sancito dalla carta di Maastricht.” I potenziali danni del ripetitore saranno percepiti non nell’immediato ma nel tempo, con danni riscontrabili negli anni a seguire. Ancora una volta, si assiste al dramma tutto italiano delle popolazioni abbandonate di fronte al rischio, impotenti ed incapaci di mettervi un freno, senza i dovuti monitoraggi ambientali e sanitari. Popolazioni che, però, non si arrendono, ma scendono in piazza per una giusta lotta, perché nessun bene è più prezioso della salute.

... continua la lettura
Teatro

Oscar W a San Domenico Maggiore per Vissi d’Arte

Oscar Wilde: celebre autore irlandese di fine Ottocento, poeta, drammaturgo e romanziere, dandy, esteta. Personalità enigmatica e brillante, ha fatto dell’arguzia nelle parole e della spregiudicatezza nell’agire i suoi caratteri distintivi, che ne hanno fatto uno dei personaggi più discussi della sua epoca. La rassegna Vissi d’Arte, realizzata dal TRAM di Napoli, ha già abituato il pubblico, nelle scorse sere, a vedere l’arte catapultarsi sulla scena in tutta la sua concretezza. Abbiamo visto note opere pittoriche prendere vita e raccontarci la loro storia e splendide rivisitazioni in chiave teatrale di arti figurative. Ma pochi personaggi, al pari di Oscar Wilde, hanno saputo fare della propria vita -citando Gabriele D’Annunzio- un’opera d’arte. Straordinaria opera d’arte è Oscar W, pièce teatrale di Andrea Onori e Mariagrazia Torbidoni, portata in scena il 3 settembre al Convento di San Domenico Maggiore, per la rassegna Vissi d’Arte. Oscar W: una vita tra genio e sregolatezza, ascesa e declino A vestire i panni di Oscar Wilde è Mariagrazia Torbidoni, che con il suo trasformismo e la sua irresistibile mimica incarna il genio dalla conversazione brillante e il vissuto scandaloso, la grande vittima dell’ipocrisia dell’Inghilterra vittoriana, che prepotentemente s’impone sulla scena con la forza evocativa delle sue stesse parole, estrapolate dalle sue opere, in un lungo monologo. D’altronde, quali parole mai potrebbero raccontarlo meglio di così? Si incontra sulla scena il drammaturgo, convinto che il teatro trarrebbe giovamento dalla mancanza degli attori e che la critica teatrale più utile sia quella che non si fa. L’esteta, che fa del bello la sua unica religione. L’abile  e brillante comunicatore, in grado di intrattenere, ammaliare e atterrire, allo stesso momento, l’interlocutore. L’amante generoso, che sacrifica finanche sé stesso. L’amante assassino, perché ognuno uccide l’oggetto del suo amore, come il pittore Basil Hallward che, involontariamente, col ritratto di Dorian Gray uccide e corrompe l’anima del giovane di cui è innamorato. L’uomo fragile, che può resistere a tutto, tranne che alla tentazione. Quella raccontata in Oscar W è la parabola di una vita tra ascese e rapidi declini, luci ed ombre: l’artista innalzato a tal punto dal pubblico, che lo acclama e disprezza insieme, rapidamente cade, affossato dalle critiche di una società oscurantista. Si ripercorre così sulla scena la tormentata storia d’amore con Alfred Douglas, ostacolata dal padre di questi, che denuncerà l’artista, costretto a scontare il reato di sodomia con la pena carceraria. A prendere parte al processo che vedrà Oscar Wilde condannato all’abisso è il pubblico stesso, improvvisamente catapultato nella finzione di una trasmissione televisiva: inquietante monito di quanto la notorietà possa facilmente innalzare ed affondare un uomo sotto gli occhi della società tutta. Attraverso un vorticoso intreccio di eventi e personaggi che appartengono tanto alla vita quanto alle opere – frequenti le citazioni ed i riferimenti al celebre romanzo Il Ritratto di Dorian Gray -, lo spettatore verrà trascinato nella vita di un’artista che è essa stessa arte e sa riscoprire tra le righe delle sue opere la traiettoria esistenziale dell’artista.

... continua la lettura
Libri

Harry Potter: due nuovi libri il prossimo autunno

Se il 2016 è stato un anno ricco di novità per i Potterheads di tutto il mondo, con l’uscita del primo capitolo della nuova trilogia di Animali Fantastici e il debutto teatrale di Harry Potter e la Maledizione dell’Erede, non si può dire nulla di meno del 2017. Quest’anno cade infatti il ventesimo compleanno di Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo capitolo della saga firmata da J.K. Rowling (e ricordiamo anche il tour di cine-concerti a tema, approdato in Italia proprio quest’anno), ed è stato annunciato un film intero sul personaggio di Lord Voldemort, oltre ad essere previste le riprese del secondo capitolo di Animali Fantastici (nelle sale nell’autunno 2018). Quanto all’autunno 2017, trapelano emozionanti novità: in ottobre, alla British Library di Londra, verrà inaugurata la mostra A History of Magic, dedicata al magico mondo di Harry Potter e aperta fino al febbraio 2018. In occasione della mostra, la casa editrice britannica Bloomsbury pubblicherà due nuovi libri dedicati al celebre mago. Di cosa tratteranno i due nuovi libri di Harry Potter? I due nuovi libri non saranno veri e propri nuovi capitoli della saga, quanto piuttosto approfondimenti al mondo magico, argomenti meno frequentati, verso cui i fan più appassionati però possono nutrire curiosità, come sono già stati i volumi Il Quidditch attraverso i secoli, Le Fiabe di Beda Il Bardo e Animali Fantastici e Dove Trovarli, che differisce totalmente dal film, tutti editi Salani. I due libri saranno infatti intitolati Harry Potter: A History of Magic, the book of exhibition (Harry Potter: Storia della Magia, il libro della mostra) e Harry Potter: a Journey through the History of Magic (Harry Potter: un viaggio attraverso la Storia della Magia). Nonostante i titoli simili, i due volumi si presentano molto diversi fra loro. Il primo s’incentra totalmente sulle materie di studio alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, come l’arte di preparare pozioni o di predire il futuro attraverso la Divinazione, la Trasfigurazione e gli Incantesimi, ma anche la Storia della Magia e la Difesa contro le Arti Oscure. Il secondo volume, invece, tratterà più approfonditamente la storia del mondo magico, attraverso eventi e tappe significative, e presenterà interessanti curiosità circa l’antica stregoneria, le creature magiche e le leggende legate alla magia.

... continua la lettura
Libri

Il mio nemico mortale di Willa Cather

Quest’anno la Fazi Editore ha pubblicato il breve ma intenso romanzo di Willa Cather (1873-1947), vincitrice del Premio Pulitzer, Il mio nemico mortale, precedentemente edito Adelphi, affascinante spaccato di vita di un’alto borghese caduta in disgrazia, raccontato da una giovane amica, Nelly, che è cresciuta nel mito della ricca e spregiudicata Myra Driscoll. E quello di Myra Driscoll è davvero un mito, quello di una gioventù esemplare per spirito di ribellione e forza d’animo: ricca ereditiera, la giovane Myra abbandona lo zio e tutte le sue ricchezze per inseguire il suo sogno d’amore, incarnato dall’affascinante Oswald Henshawe, totalmente sprovvisto del senso degli affari. Il gesto audace e romantico dell’intraprendente Myra diventa presto una leggenda presso famiglia e amici, tanto da fare della donna, nell’immaginario collettivo, il simbolo di una perfetta felicità coniugale e di una ricerca della felicità che sfida le convenzioni sociali e le differenze economiche. Il mio nemico mortale, un sogno che s’infrange Nelly è molto giovane e carica di aspettative quando incontra per la prima volta Myra, dopo averne sentito a lungo parlare dalla sua famiglia. Prova un misto di curiosità e soggezione in presenza di questa colta e abile comunicatrice, così diversa dal marito, che appare un uomo banalmente ordinario. Con un’ombra di delusione scopre, però, che il matrimonio da favola che immaginava e su cui tanti racconti avevano ricamato, non è diverso da un qualsiasi altro matrimonio: lapidarie sono le parole di sua zia che, quando la giovane le chiede se la coppia fosse felice, risponde che si tratta di una coppia felice come la maggior parte della gente. Crolla in questa frase il mito di un’amore folle e irrazionale, di un’incontrollabile felicità, che non è scalfita dalle difficoltà economiche che la coppia affronta né dagli anni che passano: Myra e Oswald appaiono il perfetto ritratto di una coppia alto-borghese caduta in disgrazia, che tende, più che altro, alla reciproca sopportazione e, da parte soprattutto di Myra, a rimproveri e accuse nei confronti del coniuge, definito nemico mortale.   Ma nemico mortale non è solo il coniuge: è anche il demone dell’insoddisfazione, insito nella donna, che la fa sentire inadatta alla vita che vive e in perenne ricerca di qualcosa di più. Lo stesso demone che l’aveva spinta ad abbandonare le ricchezze familiari quando era una giovane aristocratica viziata ed annoiata, alla ricerca di nuove avventure con un giovane di diversa estrazione sociale. Lo stesso demone che ogni giorno le rinfaccia questo errore e nega la felicità e la spensieratezza dei primi anni, prima che la monotonia ed i problemi economici prendessero il sopravvento. S’incrina negli anni un rapporto, nato dalla leggerezza tipica della giovinezza, di fronte ai problemi concreti della quotidianità: è la donna a rinfacciare al marito la sua totale mancanza di concretezza e abilità pratica, la sua inettitudine, mentre a sé stessa adduce frivolezza, materialismo e un perenne senso d’insoddisfazione. Il mio nemico mortale è il racconto del declino di un matrimonio che aveva fatto scalpore proprio perché esempio di un amore fuori dal […]

... continua la lettura
Attualità

Matematica: nessuno vuol più insegnarla

La matematica è da sempre la bestia nera degli studenti italiani: ma a quanto pare essa continua a spaventare questi studenti quando, una volta adulti, compiono le loro scelte e s’immettono nel mondo del lavoro. Essa sembra non attirare più neppure i professori, o almeno non abbastanza professori da coprire le quattromila cattedre vuote in tutta Italia. Nessuno sogna più di diventare insegnante di matematica. Il problema si avverte principalmente alle scuole medie, dove le cattedre restano vuote in tantissime regioni italiane, soprattutto al Nord, e neppure i vincitori del Concorso Scuola 2016 riusciranno a colmare questa assenza: si calcola che saranno pronti a ricoprire il ruolo un numero di docenti di matematica che copre appena la metà delle cattedre vuote. Cattedre di matematica vuote: le cause Sono molteplici le cause che hanno portato a questo allarmante abbandono di massa della docenza da parte dei laureati in matematica e discipline scientifiche affini, devastante crollo numerico del quale risentiranno, ancora una volta, gli studenti italiani, costretti alla preparazione discontinua di supplenti, che per altro non sarà neppure così facile trovare: i bocciati al concorso superano, in gran parte delle regioni italiane, i promossi. In Lombardia per matematica e scienze alle medie i promossi sono stati 372 per 915 posti, in Piemonte sono stati 234 su 552 posti, in Toscana e in Sardegna 39 su rispettivamente 197 e 99 posti. Il problema agita presidi e sindacati. Si esprime a riguardo il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli: “La mancanza di alcune professionalità nella scuola è anche il frutto dello svilimento, negli anni, del valore della docenza dovuto alla scarsa attenzione che c’è stata nei confronti del sistema di istruzione, sia in termini di investimenti, che di capacità di visione.” Di certo oggi la scuola non è più il porto sicuro che è stata in passato e sono sempre meno i giovani col sogno dell’insegnamento e della cattedra, che oggi sembra lontana e irraggiungibile come non mai. Agli aspiranti docenti vien ricordato, fin dagli anni universitari, che quello dell’istruzione è ormai un mondo saturo, incapace di assorbire le nuove leve. Vengono mostrate agli aspiranti docenti le privazioni, i sacrifici cui ci si espone se si intraprende una strada che oggi è definita rischiosa e spesso diretta al precariato. Ma, se per le facoltà umanistiche resta ancora una larga fetta di studenti interessata all’insegnamento, non si può dire lo stesso per quelle scientifiche, in cui gli studenti desiderano lavorare nella ricerca o nell’impresa, allettati anche da guadagni e condizioni lavorative probabilmente più gratificanti di quelle che otterrebbero come insegnanti. Il mercato del lavoro, e soprattutto quello della ricerca, sottrae i matematici alla docenza e, se non si può costringere nessuno ad intraprendere una carriera che non desidera, bisogna comunque notare le allarmanti conseguenze di questo fenomeno. Giorgio Bolondi, ordinario di Matematica alla Libera Università di Bolzano, osserva le responsabilità che l’istituzione universitaria ha in questo fenomeno: “L’università deve farsi carico del problema: non laureiamo abbastanza matematici, i nostri corsi di laurea vedono ancora l’insegnante come un sottoprodotto […]

... continua la lettura
Concerti

Alvaro Soler in concerto all’Arena Flegrea

Nella calda serata di sabato 22 luglio l’ETES Arena Flegrea di Napoli ha ospitato per il Noisy Naples Fest il cantautore spagnolo Alvaro Soler, in vetta alle classifiche estive ormai da due anni con i singoli El mismo sol e Sofia, e di recente con Yo contigo, tu conmigo. Quest’ultimo singolo farà parte della colonna sonora del film d’animazione Cattivissimo Me 3, nelle sale italiane dal 24 agosto. Indiscusso protagonista delle radio, il giovane cantautore non si è limitato a questo: ha infatti partecipato come giudice alla scorsa edizione del talent show televisivo X-Factor, dove ha conquistato il pubblico italiano, questa volta in veste di giudice, con la sua professionalità, portando al successo il gruppo dei Soul System. Alvaro Soler ha scelto il capoluogo partenopeo come unica tappa meridionale del suo Summer Tour 2017, successo annunciato, dopo i quattro sold out delle tappe invernali a Roma e Milano. Nella data napoletana, il cantautore ha presentato i celebri singoli e brani dell’album Eterno agosto (2015), disco oro in Italia, incontrando l’entusiasmo e il calore delle giovani fans partenopee. Musica e divertimento sotto le stelle con Alvaro Soler Alvaro Soler appare come il classico ragazzo della porta accanto, dal viso pulito e l’abbigliamento informale. È nella sua energia e nel sorriso coinvolgente che risiede il segreto del suo successo, ma soprattutto nella forza comunicativa della sua musica e, più in generale, della sua persona. L’impressione che si ha assistendo ad un concerto di Alvaro Soler è quella di partecipare ad una festa tra amici, dove tutti si conoscono e vi è una certa sintonia tra i partecipanti. Palpabile la complicità tra l’artista e la talentuosa band che lo accompagna, ma anche tra questi e il pubblico, che partecipa all’esibizione e ne è parte integrante, invitato a cantare e ballare assieme agli artisti sul palco, a godere tutti insieme di una serata di leggerezza e benessere, spensieratezza e libertà. Quella offerta da Alvaro Soler e dalla sua band è stata una serata estiva di puro divertimento, in un’atmosfera gioiosa e leggera, con musica allegra e ballabile sotto le stelle, che non risulterebbe fuori posto in una festa in spiaggia ma che riesce, invece, a trasportare il pubblico con la mente e con il cuore alle vacanze e alle calde notti d’agosto in cui tutto sembra possibile.

... continua la lettura
Cinema & Serie tv

Harry Potter: Voldemort torna al cinema?

Mentre i Potterheads – i fans della saga di Harry Potter – di tutto il mondo aspettano il sequel di Animali fantastici e dove trovarli, le cui riprese inizieranno nel mese di luglio, giunge inaspettata una straordinaria notizia, annunciata perfino da un trailer: un film interamente dedicato alla figura di Lord Voldemort, il più grande mago oscuro di tutti i tempi. Il rilascio del trailer ha visto i fan in visibilio. Mille sono i quesiti fin ora senza risposta, e altrettante sono le ipotesi sollevate. Ma facciamo un po’ di chiarezza tra le informazioni fin ora pervenute. Voldemort: Origins of the Heir Il titolo del film sembrerebbe essere Voldemort: Origins of the Heir e tratterà la storia personale del Signore Oscuro. In Harry Potter e il Principe Mezzosangue viene infatti rivelato che, lasciata la scuola, Tom Riddle – il nome che si nasconde dietro lo pseudonimo di Lord Voldemort – è sparito dalla circolazione per alcuni anni, riapparendo completamente mutato, con un nuovo nome, dei seguaci e nuovi, inquietanti poteri. Il film farà luce su ciò che è davvero avvenuto in questi anni e che Albus Silente, accompagnato da Harry nel percorso di ricerca e distruzione degli Horcrux, ha ipotizzato. «Cosa ha portato Tom Riddle a diventare Lord Voldemort? Cosa è successo in quegli anni e cosa è davvero successo ad Hogwarts quando è tornato? Ci sono alcuni aspetti che non sono stati trasposti e molti che non sono stati detti. Questa è la storia che vogliamo raccontare: la storia del Signore Oscuro prima di Harry Potter e la sua prima sconfitta.» si può leggere nella descrizione del sito del film. Nel trailer vedremo Grisha McLaggen (personaggio originale, erede di Godric Grifondoro), indagare sulla morte di Hepzibah Smith, dalla cui Coppa di Tassorosso Tom Riddle ricaverà uno dei suoi Horcrux. Le indagini sulla morte dell’anziana strega condurranno Grisha al misterioso ed ammaliante Tom Riddle. Sono molti i fans delusi dall’esito cinematografico di Harry Potter e il Principe Mezzosangue, illuminante sesto romanzo della saga, fondamentale per comprendere il vissuto personale di un personaggio complesso ed enigmatico come Lord Voldemort e per conoscerne i punti deboli. Per ragioni di tempo, il film ha tagliato molti passaggi fondamentali, a scapito di una riuscita più fedele al romanzo e in linea con la storia. È proprio nel cuore dell’affezionato fandom di Harry Potter che nasce l’idea di un film tutto su Lord Voldemort e, per la precisione, da un gruppo di Potterheads italiani: Gianmaria Pezzato, Stefano Prestia, Davide Panizza e Simona Panza. Il film non è basato, infatti, su nessuno script rilasciato da J.K. Rowling né è stato realizzato dalla Warner Bros, casa cinematografica che detiene i diritti della saga. Il film è stato quindi prodotto dalla casa di produzione indipendente Tryangle Film. Stando ad alcune indiscrezioni, pare che i giovani produttori abbiano incontrato alcune difficoltà in merito al copyright con la Warner Bros, ma che queste siano state risolte con l’autorizzazione a diffondere il film su YouTube. Non resta che aspettarne il rilascio.

... continua la lettura
Concerti

Harry Potter e la Pietra Filosofale in cine-concerto all’Arena Flegrea

Nella calda serata del 2 giugno l’Arena Flegrea di Napoli ha chiamato a raccolta tutti i Potterheads campani per assistere alla proiezione di Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo capitolo della fortunatissima saga ideata da J.K. Rowling, in cine-concerto. Sul palco, 84 musicisti dell’acclamata Orchestra Italiana del Cinema, diretti da Justin Freer, hanno eseguito dal vivo la colonna sonora del premio Oscar John Williams, in contemporanea con la proiezione del film su uno schermo ad alta definizione, con i dialoghi in italiano ed i sottotitoli. L’evento rientra tra quelli proposti dal Noisy Naples Fest all’Arena Flegrea. Harry Potter e la Pietra Filosofale: il cine-concerto La proiezione, musicata dal vivo, di Harry Potter e la Pietra Filosofale, primo capitolo della serie, nominato per ben tre premi Oscar, tra cui quello per la Migliore Colonna Sonora Originale al 74° Academy Award, segna la prima tappa della Harry Potter Film Concert Series, un tour mondiale di cine-concerti promosso da CineConcerts e Warner Bros. Il tour, già presentato al Teatro degli Arcimboldi di Milano nel mese di maggio e nei maggiori teatri del mondo, sta riscuotendo successo e collezionando sold-out ad ogni data e si propone di realizzare e portare in giro le colonne sonore degli altri film entro la fine del 2018. Complice la limpida serata piena di stelle e l’atmosfera dell’Arena Flegrea, illuminata dal solo schermo e da poche torce, l’esecuzione dal vivo della colonna sonora di Harry Potter e la Pietra Filosofale, che ha accompagnato l’intera proiezione del film, ha trasportato il pubblico nel magico universo del maghetto più famoso, in una dimensione tutta nuova di totale comunione con la storia narrata: quella di un ragazzino, Harry Potter (Daniel Radcliffe), che, nel giorno del suo undicesimo compleanno, scopre di essere un mago ed inizia così a frequentare la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, dove vivrà mille straordinarie avventure in compagnia degli amici Ron Weasley (Rupert Grint) ed Hermione Granger (Emma Watson), in perenne lotta contro il male, incarnato da Lord Voldemort, il mago oscuro che ha ucciso i suoi genitori e gli ha inflitto la cicatrice a forma di saetta che ha sulla fronte. Fin dalle prime, conosciute note di Hedwig’s Theme, la premiata colonna sonora di John Williams, eseguita dalla talentuosa Orchestra Italiana del Cinema, ha saputo coinvolgere il pubblico e sottolineare con maggiore o minore intensità ogni momento della storia proiettata in contemporanea, dando enfasi ai dialoghi e alle scene, sperimentando un nuovo modo di fare spettacolo e offrendo un diverso tipo di interazione con la storia, l’ambiente e la musica. Quella che si è svolta all’Arena Flegrea è stata un’esperienza nuova, immersiva e suggestiva. Il mondo fantastico ideato da J.K. Rowling non smette mai di sorprendere e non lascia mai delusi i suoi fans, e questo fenomenale cine-concerto ne è l’ennesima prova.

... continua la lettura
Attualità

Moda: in vigore in Francia la legge anti-anoressia

Vera e propria piaga sociale sono i disturbi del comportamento alimentare, problema sempre più consistente, specialmente fra i giovani, la fascia che più di ogni altra tende a subire ed incamerare le pressioni esterne, ad adeguarsi agli standard, pena l’esclusione dal gruppo. Anche quando questi standard sono quelli irrealistici ed eccessivi spesso proposti dai media e dal mondo della moda. Anche quando questi standard sfiorano, e neanche così di sfuggita, patologie gravi come l’anoressia, disturbo del comportamento alimentare che in Francia conta oltre 40 mila vittime e rappresenta la seconda causa di mortalità fra i 15 ed i 24 anni, preceduta soltanto dagli incidenti stradali. È proprio la Francia a varare una legge anti-anoressia, su esempio della Spagna, che intervenga sugli standard irrealistici della moda e delle pubblicità e prevenga l’anoressia nelle giovani. Mai più modelle anoressiche grazie alla legge anti-anoressia Sempre più modelle, in tutto il mondo, scelgono di non sottostare alle assurde pretese del mondo della moda, ai digiuni, alla frustrazione dell’impossibilità di raggiungere la forma fisica richiesta, abbracciando una fisicità più morbida e sana. Celebre la vicenda della modella inglese Charli Howard, ritenuta troppo grassa per sfilare con la sua taglia 38. Oggi ha guadagnato qualche kg ed è un’attivista body positive. La loi mannequin, legge anti-anoressia promossa dal governo socialista dell’ex premier francese Hollande già a gennaio 2016, entra in vigore in Francia soltanto adesso, con l’obiettivo di prevenire i disturbi del comportamento alimentare, che attanagliano soprattutto giovani donne, presentando un modello di bellezza più sano e raggiungibile. La rivoluzione, di portata non inferiore a quella del movimento curvy, che ha sdoganato i kg in eccesso e portato in passerella bellezze più floride e giunoniche, partirà anche questa volta dalle sfilate di moda, che mai più vedranno ammesse modelle il cui rapporto tra altezza e peso sia giudicato non idoneo da un medico. Ogni due anni le modelle dovranno prestarsi ad una visita medica e solo dopo un certificato che attesti lo stato generale di salute della modella, nonché una corretta forma fisica, potranno cavalcare le passerelle. La normativa verrà applicata a tutte le modelle e a tutti i paesi che collaborino col mondo della moda francese, pena multe fino a 75 mila euro e 6 mesi di reclusione per chi dovesse infrangere la legge. Ancora, le pubblicità e le fotografie dovranno mostrare a chiare lettere la dicitura “fotografia ritoccata” qualora le immagini siano state ritoccate al computer, al fine di proporre un modello di bellezza più realistico e nel quale le donne possano rispecchiarsi davvero, senza sfidare i limiti per raggiungere modelli innaturali, insani e ritoccati al computer. L’obbligo riguarda l’inserimento di fotografie a scopo pubblicitario, siano esse su stampa, su cartelloni, su internet o in cataloghi e, anche in questo caso, si prevedono multe piuttosto salate in caso d’infrazione. Un ulteriore passo in avanti prevedeva l’esercizio della professione di modella soltanto per ragazze il cui Bmi, indice di peso corporeo, fosse non inferiore a 18, come accade in Spagna già dal 2006. Una donna […]

... continua la lettura
Teatro

‘O Scarfalietto al Teatro Augusteo

La talentuosa compagnia emergente Art&Fatti, in gara nell’ottava edizione della Rassegna di Teatro Amatoriale al Teatro Augusteo, porta in scena nell’ultima tappa della competizione, il 12 maggio, l’esilarante commedia classica napoletana ‘O Scarfalietto, di Eduardo Scarpetta. La compagnia nasce nel 2002 da un gruppo di amici con la comune passione per il teatro e con lo scopo di approfondire la tradizione teatrale napoletana. L’attività teatrale intrapresa in questi quindici anni ha inoltre contribuito a numerose attività benefiche sul territorio campano. ‘O Scarfalietto: sinossi e comicità scarpettiana In questa commedia, la comicità scarpettiana indaga alcuni particolari tipi umani, riuscendo a trarne interessanti spunti di comicità e siparietti originali. Ritroviamo infatti la coppia di amanti ostacolata, il servitore scaltro, l’avvocato, l’ammaliante ballerina, l’uomo maturo che non accetta il tempo che passa e si ostina ad indossare i panni del viveur. Il tutto, tratteggiato con le caratteristiche tinte napoletane. Al centro delle vicende in scena, una coppia di coniugi che sembra incarnare appieno il detto secondo cui “un amore non è bello, se non è litigarello”. Freschi sposi, Amalia e Felice Sciosciammocca (Barbara Palumbo e Giovanni Nebbioso) non smettono mai di bisticciare e mai perdono occasione di infastidirsi reciprocamente, per il segreto gusto di pestare i piedi all’altro. I due sembrano già giunti ad un’irreparabile crisi matrimoniale, sotto gli occhi dei fedeli servitori di casa, Michele Pascone (Angelo Manna) e Rosella Paperelle (Antonella Fontanella), che invocano una separazione pur di veder cessare la perenne tensione domestica, che ormai si taglia a fette. Il motivo della contesa di oggi, scoppiata nel cuore della notte, sembra essere una bottiglia d’acqua calda inserita fra le coperte come scaldaletto (‘o scarfalietto) e accidentalmente rotta. Ai malumori notturni si aggiunge una proposta d’affitto per l’appartamento superiore a quello dei due coniugi, richiesto da un curiosissimo personaggio dal nome di Gaetano Papocchia (Ferruccio Ferraro), attempato spasimante di una giovane ballerina sola (Laura di Simone), per la quale richiede l’appartamento. Naturalmente, anche riguardo l’appartamento i due coniugi hanno opinioni discordanti. Una separazione legale sembra ormai auspicabile ed imminente: ad occuparsene saranno i due avvocati Raganelli (Raffaele Manna) e Saponetto (Pio Manfredi), trascinando il pubblico in una travolgente serie di eventi, equivoci e fraintendimenti di vario genere, dettati dalla comicissima balbuzie dell’avvocato della signora, creando esilaranti siparietti comici, come l’arringa finale, dinnanzi al giudice e ai testimoni. Ma a complicare la situazione sarà anche lo svolgersi di due vicende parallele, le vicende di due diverse coppie di coniugi, e gli inganni e tranelli che degli scaltri servitori metteranno in atto per trarne profitto, fino al sorprendente scioglimento finale. Nel teatro di Scarpetta, ogni cosa è possibile. Quella portata in scena con maestria ed arguzia dalla compagnia Art&Fatti è una commedia esilarante e dalla comicità dirompente, che intrattiene e fa sorridere il pubblico per la durata di tre atti. Una commedia tutta da ridere che testimonia l’innegabile spessore e la portata rivoluzionaria ed universale della commedia umana napoletana.

... continua la lettura
Comunicati stampa

Noisy Naples Fest all’Arena Flegrea

NOISY NAPLES FEST 2017 Nasce il “Noisy Naples Fest” All’ETES Arena Flegrea con un calendario di eventi per tutti, partendo dalla tradizione musicale partenopea…a quella internazionale È un grande annuncio, alla vigilia della seconda stagione artistica dell’ETES Arena Flegrea, una novità assoluta per la Come On web. NOISY NAPLES FEST: riduttivo definirlo un contenitore di eventi musicali trasversali. Partendo dal “rumore confusionale” che contraddistingue la città di Napoli, anche nell’immaginario collettivo nazionale ed internazionale, lo plasma e trasforma in linfa creativa, ovvero musica per la mente ed il cuore. Il Festival accoglie generi e target variegati, che non si fermano alla location Arena, ma che potenzialmente vanno oltre, per contaminare nuovi spazi e soprattutto destagionalizzare un progetto musicale nato per l’estate, ma che potrà coprire tutto l’anno.                                                            Mario Floro Flores, direttore artistico e ideatore del progetto, annuncia oggi il “Noisy Naples Fest”, dall’idea alla realizzazione, ma con un passato solido alle spalle, che ha visto già dell’estate scorsa una programmazione di 13 eventi, composta da nomi del calibro di Robert Plant, Diana Krall, Massive Attack o Pat Metheny ed un futuro prossimo fatto di molteplici potenzialità ed evoluzioni. Partirà dal mese prossimo e per tutta l’estate, con dodici date all’attivo: Harry Potter e la Pietra Filosofale in Cine-Concerto il 2 e 3 Giugno, Il Volo il 10 Giugno, Jarabe de Palo il 14 Luglio, Nek il 20 Luglio, Alvaro Soler il 22 Luglio, l’Opera Il Barbiere di Siviglia il 15-16 e 17 Settembre ed il Balletto Cenerentola il 23 e 24 Settembre in collaborazione con il Teatro di San Carlo e tanto altro ancora da annunciare. Generi musicali e spettacoli volutamente diversi, scelti per un’offerta unica e piena di sorprese, proprio come la città di Napoli che ha alla base una storia ed una cultura musicale infinita, riconosciuta in tutto il mondo, ed in ogni angolo, dal Giappone alla California. Eppure la città vive di contrasti, di un popolo gioioso, e rumoroso con garbo, tanto da trasformare in musica e in un festival i suoi umori. Il Noisy Naples Fest, è pronto a ricevere il trend di ascesa dei flussi turistici su Napoli, come meta turistica nazionale e internazionale, beneficiando e incoraggiando appieno questa congiuntura positiva. “Quale occasione migliore per poter trascorrere una serata fantastica, vivere uno show in un luogo unico al mondo come Napoli quando i suoi “mille culure” sono esaltati dall’arrivo della bella stagione, e pensare poi di raggiungere con facilità mete di assoluta bellezza come la Costiera Amalfitana o Pompei, e perché no, fare un salto sulle nostre meravigliose Isole Capri, Ischia e Procida. Insomma, tutto concorre a rendere un’estate memorabile; tra musica, svago, tanto mare e cultura, questo vuole essere il Noisy Naples Fest, per l’Italia e per Tutti!” afferma Mario Floro Flores. Queste ed altre novità sono solo l’inizio del Noisy Naples Fest, una scommessa nata già per […]

... continua la lettura
Teatro

Daniel Pennac con “Un amore esemplare” al Bellini

 Proprio mentre nelle librerie esce l’ultimo capitolo della fortunata saga che racconta le rocambolesche vicende di Benjamin Malausséne, capro espiatorio di professione, intitolato Il caso Malausséne: mi hanno mentito, il pluripremiato scrittore francese Daniel Pennac presenta al Teatro Bellini di Napoli, nei giorni 29 e 30 aprile, la piéce teatrale Un amore esemplare, tratta dall’omonimo fumetto scritto da Pennac e disegnato da Florence Cestac, fumetto che in Francia ha riscosso grandissimo successo. La scelta di Napoli per la prémiere dell’opera non è di certo casuale, in quanto Daniel Pennac ha più volte dimostrato negli ultimi anni un particolare legame col capoluogo partenopeo. A dirigere lo spettacolo, Clara Bauer, che ha già curato la trasposizione teatrale di Storia di un corpo, presentato a Napoli lo scorso anno. L’autore sarà inoltre presente al Comicon, la celebre fiera del fumetto che si sta tenendo a Napoli proprio in questi giorni, il giorno del primo maggio, per incontrare i suoi fan. Un amore esemplare: la storia di Jean e Germaine A raccontare la genesi dello spettacolo è proprio Daniel Pennac che, più che interpretare sé stesso, con tono colloquiale e mite sembra raccontare una favola ad un gruppo di bambini, seduto al centro di un semplice salotto in legno. E in effetti, è così che ci si sente dinnanzi a tale potenza narrativa. Sullo sfondo, una scrivania e Florence Cestac di spalle, china sul foglio da disegno, mentre le sue illustrazioni prendono vita e vengono via via proiettate sulla parete. Saranno i suoi disegni a fare da sfondo alla storia che Pennac porta in scena. A mediare tra il francese di Pennac e il pubblico italofono, una giornalista-interprete (Ludovica Tinghi) che, nella finzione teatrale, intervista l’autore, ma finisce per entrare nel vivo della scena e immedesimarsi a tal punto nel racconto da diventarne protagonista, affiancata da Massimiliano Barbini nel ruolo di Jean. Ma da dove viene la storia che questa sera ci racconta Daniel Pennac? Una memoria proustiana, un ricordo d’infanzia. “Quando ero bambino, in vacanza nell’entroterra di Nizza negli anni ’50, conobbi una coppia che per me rimase sempre emblema di un amore esemplare: Jean e Germaine.” Jean e Germaine, una coppia atipica. Lui, il ricco rampollo nobiliare ripudiato dalla sua famiglia, e lei, la sartina che sposa per amore, con l’ingenuità di una bambina, un uomo che porta in dote null’altro che un carico di libri. Senza figli, né lavoro, né vita di società, i due passano il tempo amandosi e leggendosi libri a vicenda, da cinquant’anni. Il piccolo Daniel trascorre dieci anni di vacanze estive ad osservare una coppia di anziani ancora innamorati, ancora sognanti, una coppia per cui il tempo non passa. Guardandoli vivere, ne assorbirà i segreti, scoprirà le piccole gioie quotidiane di un rapporto solido, ma in grado di rinnovarsi ogni giorno pur mantenendo le certezze di sempre. Pennac questa sera ci insegna che un amore esemplare è innanzitutto improduttivo, è un amore che non si ciba che di sé stesso, un amore che non si serve di null’altro, perché […]

... continua la lettura
Attualità

Riforma pensioni: il riscatto degli anni universitari sarà gratuito

Riscattare gli anni universitari per il calcolo pensionistico è già possibile, ma ha un caro prezzo. Una proposta di riforma pensioni, avanzata dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta in occasione del forum dei commercialisti sulla previdenza, si propone di rendere gratuito il riscatto degli anni passati tra i banchi universitari ai fini del calcolo pensionistico. Tuttavia, la proposta di riscatto gratuito è stata avanzata per ora soltanto per i Millenials, i giovani nati tra gli anni ’80 del secolo scorso e il duemila. I Sindacati – UIL e CGIL in prima linea – sembrano approvare l’idea e puntano a discuterne col Governo già il prossimo 4 maggio al Ministero del Lavoro. Una riforma pensioni a vantaggio degli studenti universitari, incentivo al conseguimento della laurea Le statistiche parlano chiaro: l’Italia è l’ultimo paese europeo per il numero di laureati: solo un italiano su quattro arriva ad ottenere l’agognata corona d’alloro; non solo: il Paese presenta ancora un diffusissimo abbandono scolastico, specialmente nelle regioni del Sud. Una riforma pensioni che avvantaggi gli studenti universitari può dunque esser letta anche come un incentivo a proseguire gli studi che oggi tanti, tantissimi abbandonano, convinti che l’Italia sia un paese senza futuro per i giovani, e cercano lavoro all’estero senza prima conseguire qui un titolo. “L’obiettivo” spiega il sottosegretario Baretta “è quello di garantire una pensione ai giovani, una continuità contributiva. Una misura di questo tipo incentiverebbe gli italiani a laurearsi.”, poiché il percorso degli studenti è sempre più accidentato, difficoltoso, pieno di ostacoli e fasi di precariato e lavoro nero, che non possono rientrare nel calcolo contributivo. La riforma pensioni riguarderebbe chi è studente universitario o dottorando nel momento in cui la proposta di legge dovesse entrare in vigore. Un’ulteriore proposta di riforma pensioni, avanzata dal segretario confederale della CGIL Roberto Ghiselli, valorizzerebbe non soltanto gli anni universitari ma anche quelli trascorsi in disoccupazione o da precari, proponendosi d’intervenire con soluzioni pratiche nelle difficoltà di coloro che hanno figli o genitori anziani a carico. Si attendono ulteriori sviluppi nel confronto tra i Sindacati e il Ministero del Lavoro.

... continua la lettura
Fun & Tech

Wind cancella il roaming nell’Unione Europea

Addio ricariche telefoniche d’emergenza effettuate dai parenti in Italia, addio sovrapprezzi e telefonate telegrafiche. Le normative europee in materia di roaming, discusse negli ultimi mesi, prevedono l’abolizione degli extra-costi in vigore tutt’ora nei paesi della Comunità Europea a partire dal prossimo 15 giugno, prima delle vacanze estive. Tuttavia la compagnia telefonica Wind, recentemente fusa con Tre, batterà sul tempo tutte le altre anticipando l’abolizione dei costi di roaming al 24 aprile, data a partire dalla quale saranno in vigore le tariffe nazionali in tutto il territorio europeo: gli utenti Wind potranno, in anticipo di circa due mesi rispetto agli altri gestori telefonici, utilizzare minuti, sms e traffico dati senza alcun costo aggiuntivo. Wind e il “goodbye roaming” in anticipo sui tempi Suona strategica la scelta di marketing, qui in Italia, l’applicazione della normativa in materia di roaming il 24 aprile, in pieno ponte del 25 aprile, Festa della Liberazione, che vedrà come ogni anno milioni di italiani in viaggio. Ad annunciare l’anticipo del goodbye roaming in un tweet è il primo febbraio Miapetra Kumpula-Natri, l’europarlamentare che ha condotto la trattativa sulla normativa in rappresentanza del parlamento dell’Unione Europea. Michiel J. Van Eldik, chief consumer & digital offer di Wind, ha definito la normativa “un importante vantaggio in termini di semplicità, comodità e immediatezza”, in quanto permetterà agli utenti delle compagnie telefoniche – e agli utenti Wind prima di tutti gli altri – di comunicare liberamente col proprio paese, senza costi aggiuntivi, non solo tramite chiamate e sms, ma anche tramite le ormai comunissime app di messaggistica che, a costo zero e appoggiandosi alla rete internet, permettono comunicazioni rapide ed efficaci. Non solo: il turista in viaggio avrà, grazie all’abolizione dei costi di roaming, la possibilità di condividere i propri scatti sui social network in qualsiasi momento. Ma niente paura, non saranno ancora a lungo soltanto gli utenti Wind a usufruire di questi grandiosi vantaggi: gli altri operatori telefonici dovranno adeguarsi alle normative europee entro la metà di giugno, pena pesanti sanzioni monetarie. Comunicare con l’estero non è mai stato così semplice.

... continua la lettura
Teatro

Figli di un dio minore al Teatro Cilea

Per la prima volta a Napoli, il Teatro Cilea ospita dal 30 marzo al 2 aprile Figli di un dio minore, imperdibile pièce drammatica sul rapporto e la comunicazione tra udenti e non udenti e che vede impegnati nel cast anche attori sordi.   Al centro delle vicende raccontate nello spettacolo, la complicata relazione -prima lavorativa e poi sentimentale- tra il logopedista James Leeds (Giorgio Lupano) e Sarah Norman (Rita Mazza), una ex-allieva, ora cameriera, dell’istituto per sordi dove il giovane logopedista lavora.  Il testo teatrale di Figli di un dio minore, di Mark Medoff, risale al 1978 ed è stato messo in scena negli Stati Uniti nel 1980. Nello stesso anno, lo spettacolo è stato portato anche in Italia, al Festival dei Due Mondi di Spoleto. L’omonimo film, con William Hurt e Marleen Matlin, si è aggiudicato nel 1986 Oscar e Golden Globe. Figli di un dio minore: una pièce tra due mondi Ad impensierire il giovane terapeuta è il rifiuto di Sarah di parlare, la sua totale ostinazione, il muro che ella alza tra sé e il mondo degli udenti, impenetrabile per chi, come lei, rifiuta d’imparare a leggere il labiale. Sarah è sorda dalla nascita e non vive la propria sordità come un handicap, né vede la necessità d’imparare a parlare: la sordità è solo un altro modo di leggere il mondo e di rapportarsi ad esso. Sarah segna sé stessa e il proprio vissuto liberamente, con gesti rapidi, veloci. Lascia entrare nel suo mondo chi lo vuole davvero, senza desiderare di cambiarla, senza desiderare che lei si adatti a ciò che altri hanno stabilito essere la normalità. Sarà il dottor Leeds a sfondare questo muro e a penetrare nel mondo interiore della ragazza, riuscendo a mediare fra lei e il mondo esterno, che lei non può ascoltare, ma anche tra Sarah e il pubblico, che nella serata inaugurale è composto in larga parte di spettatori non udenti: i dialoghi dell’intero spettacolo si svolgono parallelamente a voce e nella lingua dei segni. L’amore tra Sarah e James è un amore reso difficile da problematiche oggettive: come si ama qualcuno che non conosce il suono della tua voce, il suono della musica, qualcuno per il quale sia sempre tu a dover parlare, qualcuno per il quale tu debba diventare il tramite col mondo esterno? L’amore non si sente con le orecchie e non è la parola a costituire il linguaggio: sono i sentimenti, le vibrazioni, le emozioni a farsi linguaggio. Anche il rapido gesto aereo delle mani che danzano può farsi poesia, può farsi metafora. Perché, qualsiasi sia il nostro modo di comunicare, ognuno di noi, dinnanzi a sé stesso e alla propria interiorità, incontra la barriera dell’inesprimibile. La fortissima presenza scenica di Giorgio Lupano e Rita Mazza riesce ad avvicinare il pubblico alla storia narrata, abbattendo qualsiasi confine linguistico, qualsiasi barriera, ci mostra che è possibile comunicare anche tra mondi così apparentemente diversi e lontani. La vicenda portata in scena viene resa accessibile a tutti: udenti e non udenti comunicano, ognuno alla sua […]

... continua la lettura
Teatro

Come una capinera alla Basilica dello Spirito Santo

Dopo il successo ottenuto a Salerno, i suggestivi ambienti della Basilica dello Spirito Santo di Napoli ospitano il 25 e 26 marzo Come una capinera, spettacolo di Roberto Matteo Giordano, prodotto da Palco 11zero8, che con maestria e grazia muove i suoi passi a partire dall’opera dello scrittore siciliano Giovanni Verga, Storia di una capinera. Siamo intorno alla metà dell’Ottocento. Lo spettacolo percorre il vissuto ed i ricordi di un’anziana suora, Maria, destinata alla vita monastica fin da bambina. La giovane novizia, sul punto di prendere finalmente i voti, scoprirà nelle poche settimane trascorse nella villa di campagna dell’agiata famiglia di origine, lontana dal convento a causa di un’epidemia di colera, le bellezze della natura, i divertimenti, le privazioni cui la (non) propria scelta di vita l’ha sottoposta: un mondo ridente, allegro, gioioso e pieno di vita fuori dalle rigide regole del convento, mentre con l’entusiasmo e la spensieratezza dei suoi vent’anni timidamente si affaccia alla vita che le è stata preclusa fin dalla nascita. Scopre finanche l’amore, nella figura del giovane amico di famiglia Nino (Roberto Matteo Giordano), destinato a sposare la sorellastra Giuditta. È dal ricordo del momento in cui tutto è stato messo in discussione e cambiato, per la prima ed unica volta, che parte il racconto: Maria capirà presto a sue spese che “il cuore è un gran pericolo”. Completamente immersa nella parte, con una recitazione ricca di pathos e d’ardore, Anna Rita Vivolo, nei panni di Maria, porta in scena un amore folle, disperato, ossessivo. Amore per un uomo e amore per la vita che non puo’ avere, timore di quest’uomo, che le suscita desideri inaccettabili e passioni troppo forti, e rancore verso quel Dio che, crudelmente, le nega il sentimento che più di ogni altro a Lui l’avvicina e la fa sentire viva. “Come siamo meschini, se non possiamo essere giudici della nostra felicità!” Come una capinera analizza la forza devastante dell’amore e porta in scena una passione colpevole che si erge, statuaria, e che sovrasta la logica, le convenzioni sociali, la vita e perfino la morte. Passione che diventa ossessione, e che è destinata a ripetersi e a rivivere sé stessa ogni giorno, instancabilmente, eterna come il peccato. L’intervista al regista di Come una capinera, Roberto Matteo Giordano Storia di una capinera, di Giovanni Verga, è un’opera attualmente poco frequentata dal teatro contemporaneo, ma molto nota. Nonostante questo, siete riusciti a trarne qualcosa di nuovo e originale. Perché scegliere oggi di rappresentare quest’opera e in che rapporto è con lo spettacolo? Lo spettacolo nasce da una mia lettura di Verga, che mi ha suscitato un sentimento di inquietudine. La trasposizione ha differenze importanti rispetto al testo, ma ciò che mi interessava mettere in scena era una sorta di continuo del racconto dell’amore protagonista dell’opera letteraria, che si conclude con la morte della giovane Maria, appena ventenne, in preda alla malattia in cui la sua passione l’ha condotta. Nello spettacolo, Maria cresce, invecchia, continuando sempre a covare dentro di sé questa passione, che diventa una vera ossessione. […]

... continua la lettura