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Eroica Fenice

La Gente di Leonardo Bianchi

La Gente – Viaggio nell’Italia del risentimento di Leonardo Bianchi

Edito da Minimum Fax, La Gente – Viaggio nell’Italia del risentimento è il primo libro di Leonardo Bianchi, giornalista e blogger che, oltre ad essere news editor di Vice Italia, ha collaborato con Valigia Blu e Internazionale.

Che cosa è il gentismo di cui parla Bianchi nel suo libro? Nel capitolo introduttivo l’autore propone diverse definizioni di “gentismo” che evidenziano aspetti differenti di un fenomeno difficilmente inquadrabile. Non a caso l’autore scrive che il gentismo è «un fenomeno complesso e sfaccettato, dotato di una sua specificità, che ha accompagnato la Seconda Repubblica come un’ombra. Ed è proprio fissando questa ombra che si possono capire meglio le ambiguità, le contraddizioni e le pulsioni profonde della politica e della società italiana». Dunque, quali sono le caratteristiche del gentismo? Sono sostanzialmente tre: la contrapposizione tra la Gente e la Kasta, l’indignazione o l’esasperazione come fattori primari di mobilitazione del «cittadino indignato» e la creazione di “realtà parallele” che non solo strutturano una visione del mondo antitetica alla “realtà ufficiale”, ma hanno la capacità di provocare effetti concreti.

Secondo Leonardo Bianchi le origini del gentismo vanno ricercate nei primi anni novanta. In quel frammento di storia la Piazza inizia a prevalere sul Palazzo e salta qualsiasi tipo di mediazione. La Gente, per la prima volta nella storia repubblicana, inizia a non riconoscere alcun tipo di autorevolezza nelle forze partitiche tradizionali mentre le trasmissioni televisive e gli spettacoli teatrali (si pensi a quelli di Beppe Grillo degli anni ‘90) che danno voce alla Piazza acquistano progressivamente consenso. Nel giro di vent’anni anche la mediazione dei giornali e delle televisioni verrà messa in discussione dando vita ad un fenomeno per cui chiunque può mettere in discussione tutto.

Come si è visto il gentismo parte da lontano e tanti sono i passaggi che contribuiscono alla sua evoluzione: l’uscita del libro La casta di Stella e Rizzo, la crisi economica, l’emergere del Movimento 5 Stelle. Tra i tanti fattori ce n’è però uno particolarmente importante: l’apparente uscita di scena di Berlusconi. Questo punto è fondamentale perché, al di là dei giudizi di valore che si possono attribuire al berlusconismo, è un dato di fatto che un tratto caratterizzante dello stesso sia stata la forte polarizzazione tra sostenitori e detrattori. Con il momentaneo arretramento di Berlusconi una parte del Paese si è ritrovata senza un nemico da combattere e ha spostato le attenzioni verso altri fenomeni.

La caratteristica principale de La Gente è che l’autore parte da fatti di cronaca recenti per tracciare i contorni di un fenomeno più vasto che sarebbe altrimenti difficile da comprendere. Le definizioni non riescono ad inglobare le molteplici sfaccettature del gentismo che, infatti, va spiegato dalle sue manifestazioni più concrete. È esattamente quello che fa Bianchi.

Attraverso una narrazione scorrevole e precisa viene tracciata una linea che collega idealmente il movimento dei Forconi, le periferie italiane, l’associazionismo cattolico, le teorie complottiste e l’emergere di una Alt-Right italiana. Da cosa sono legati questi eventi? Dal risentimento di un segmento della società che schiacciato dalla crisi si è visto sottrarre potere, da un malessere diffuso dovuto anche a microcriminalità, immigrazione incontrollata e prostituzione (in particolar modo nelle periferie), e da una strumentalizzazione da parte delle fazioni politiche. Durante la lettura si alternano due tipi di sorrisi: il primo è cinico e dovuto al paradosso di alcune scene che sono al limite della farsa, tra il tragico e il comico; il secondo sorriso è amaro e scaturisce dalla riflessione sul come sia stato possibile arrivare a quella situazione.

Altro tratto comune a tutti gli avvenimenti è la manipolazione delle informazioni che rimanda ad una riflessione che riguarda anche i mezzi di informazione. Bianchi, ricostruendo la storia della diffusione di notizie false o di teorie complottiste (come il piano Kalergi, la teoria Gender o le scie chimiche) dimostra la presenza di uno schema preciso che si ripete nel tempo. Si parte sempre con notizie o dati veri o parzialmente veri che, in un secondo momento, vengono estrapolati dal contesto originario per essere inseriti in un discorso costruito appositamente per confermare una tesi (o dei pregiudizi). Il passo successivo consiste nel far riprendere la notizia manipolata da media locali o organi predisposti a tal fine per poi far scoppiare il caso a livello nazionale fornendo così argomentazioni politiche basate sul nulla.

E, tuttavia, il gentismo non è un fenomeno confinato alla realtà e di destra ma, anzi, è un fenomeno trasversale che si nutre dei social network e li sfrutta per affermarsi. Un intero capitolo del libro di Bianchi descrive in modo accurato come, durante il periodo di propaganda referendaria, la comunicazione di Matteo Renzi abbia usato qualsiasi tipo di pagina Facebook per creare una propaganda su misura di like e condivisioni (Buongiornissimi con Kaffèè e gattini inclusi!!?!). Bianchi riesce a spiegare perché la politica si appella all’anti-politica nella speranza di riacquistare consenso: rincorre la Gente che intanto è occupata ad insultare la Kasta.

La Gente di Leonardo Bianchi è contro tutti

Il tratto fondamentale del gentismo, oltre alla trasversalità, è la deresponsabilizzazione che lega la Gente. È un discorso che permette sempre di dividere la realtà in due blocchi: da una parte i buoni (noi, la Gente), dall’altra i cattivi (voi, la casta, i poteri forti, la massoneria). Si tratta di un segmento importante della società che ritrova nella contrapposizione al nemico, un riparo.

Ma da cosa si ripara la Gente? Dalla complessità della realtà che impone una semplificazione drastica, una lettura bicromatica dove diventi realmente possibile capire dov’è il bene e dove il male.

Capire le cause reali della crisi economica e finanziaria del 2008, comprendere che c’è un intero sistema culturale (compresa la Gente) che regge una certa politica, provare empatia con chi scappa dalle bombe o con chi vive in un corpo che non riconosce è tremendamente difficile. Molte persone non vogliono o non hanno gli strumenti per affrontare la complessità della realtà e, allora, finiscono per semplificarla fino all’inverosimile, fino all’identificazione di un nemico da combattere.