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Eroica Fenice

Musica

Compilation Eroica #11, i migliori singoli di Marzo

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Per l’undicesimo appuntamento della nostra Compilation Eroica #11, in questo mese di Marzo vi proponiamo “Invisibile agli occhi” dei Blindur e “Centoquaranta” dei Fuera. Invisibile agli occhi dei Blindur Pubblicato il 19 Marzo su YouTube con relativo videoclip diretto da Valerio Casanova (Fotografia: Irene Castrogiovanni, Aiuto regia: Gabriele Camilli), il singolo- come affermato sulla pagina Facebook della band- anticipa il nuovo disco “A”, targato La Tempesta Dischi. In un certo senso, non è la prima volta che Massimo De Vita, genio creativo della band, compare nella nostra rubrica dato che, già più volte, ha curato la produzione musicale di singoli di artisti da noi selezionati come Micaela Tempesta e LUK. Questa volta, però, a prendersi la scena è il suo progetto musicale Blindur con il brano Invisibile agli occhi. Il singolo non si discosta dal percorso musicale già tracciato da Massimo De Vita nei suoi precedenti lavori, con un folk-rock solido caratterizzato da una grande varietà e ampiezza nelle sonorità. Invisibile agli occhi conferma quanto buono già fatto da De Vita ma, anzi, preannuncia un album ancora più convincente e valido che potrebbe risultare con molte probabilità una vera e propria rivelazione nel nostro panorama musicale, che potrebbe accrescere ancora di più il successo riscosso nei diversi festival internazionali ai quali ha già partecipato il gruppo. Il brano conferma, inoltre, anche la fine penna di De Vita, un autore che ha imparato a comprendere e toccare l’essenziale, andando oltre le ingombranti apparenze, con una visione che trascende la semplice vista. «Se questa luna fosse di cristallo/ le tirerei un pugno solo per farla a pezzi/ solo per dimostrarti che se il cielo non c’è/ l’essenziale rimane comunque invisibile agli occhi» Compilation Eroica #11, Centoquaranta dei Fuera Sesto singolo estratto dall’album Nuovo Vintage, album-playlist composto da brani pubblicati di volta in volta sulle piattaforme streaming , Centoquaranta è il singolo del trio nolano dei Fuera, pubblicato il 22 Marzo. Composto da Jxmmvys (Luigi Visconti) per le lyrics di Same e Diak (Michele De Sena e Antonio Genovese), il brano si sviluppa sopra un irrequieto beat techno che corre su una pulsante drum machine a 140 bpm, per l’appunto. Un racconto visionario, scorretto e psichedelico con il quale Same e Diak danno sfoggio delle loro capacità metriche. «Sono uno che ricorda tutto/ ma oggi c’è qualcosa che mi scappa/ dove hai messo il pulsante per spegnere le radio accese nella mia testa/ sento un rumore che fa nanananananana»  

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I Whitey Brownie debuttano con Another Pink | Intervista ad Alessandro Trani

I Whitey Brownie debuttano con l’EP Another Pink | Intervista ad Alessandro Trani Another Pink è il lavoro discografico d’esordio della band Whitey Brownie, trio di Latina composto da Micol Touadi (voce), Alessandro Trani (batteria) e Alessandro Pollio (tastiere), che fonde musica Jazz ad altre sonorità della black music: dall’ R’n’B all’Hip-Hop, passando anche per il soul. Un prodotto sperimentale ben fatturato dal quale emerge chiaramente l’abilità musicale dei tre membri della band, capaci di creare un disco che riesce a coniugare la sperimentazione musicale di generi, forse un po’ ostici a un pubblico di ampio raggio, a un mood gradevole e orecchiabile, con testi che oscillano dall’italiano all’inglese. Pubblicato lo scorso 27 Dicembre per l’etichetta Rest in Press, l’EP si compone di cinque tracce (Green, Never, As You Like, Carillon e Clouds) ed è stato registrato presso il Sud Studio Digital Sound di Cosenza sotto la supervisione artistica di Pantu. In occasione dell’uscita dell’album, abbiamo parlato con Alessandro Trani che ci ha raccontato un po’ del mondo, delle esperienze, delle visioni musicali e degli obiettivi dei Whitey Brownie. Intervista ad Alessandro Trani dei Whitey Brownie Come nasce il gruppo Whitey Brownie? Il nucleo originario risale al 2015 circa, da una mia idea di suonare jazz ma non in maniera convenzionale. Abbiamo iniziato un po’ per gioco, soprattutto a livello strumentale perché all’inizio era più un progetto strumentale, a mescolare i classici del jazz a quelli dell’Hip-Hop. Quando abbiamo visto che questa cosa funzionava, soprattutto a livello live, abbiamo deciso insomma di farla crescere e, nel 2017, siamo arrivati alla formazione attuale, ovvero un trio che vede me alla batteria, Alessandro Pollio alle tastiere e Micol Touadi alla voce. Da lì abbiamo iniziato a scrivere i nostri pezzi e a farli diventare dei brani originali. Venite da esperienze musicali diverse? Tutti noi abbiamo una formazione accademica legata comunque al Jazz. Micol per esempio al Conservatorio ha fatto canto Jazz e anche noi proveniamo da esperienze musicali fortemente Jazz. Però eravamo stanchi del solito modo di suonarlo in Italia e quindi abbiamo provato a mescolarlo con altri generi della black music: il Funk, l’Hip-Hop, l’R’n’B… Quindi abbiamo creato questo sound che ci appartiene molto di più. A cosa ti riferisci con «il solito modo di suonarlo in Italia»? Te lo racconto con un esempio molto divertente. Quando si andava alle jam jazz, almeno fino a un po’ di anni fa, se provavi a girare il jazz un po’ più sul funk venivi guardato storto. Adesso, fortunatamente, non succede più e diciamo che la nostra è un po’ una risposta provocatoria a questo atteggiamento italiano. Un atteggiamento un po’ bacchettone? Esatto, troppo legato al “real book”, a quello che c’è scritto sulla parte, ad essere rigidi sulla struttura di un brano, ad essere un po’ troppo inquadrati quando si pensa al jazz, in generale. Per noi, invece, la black music non deve avere questi vincoli. Another Pink è dunque il primo EP dei Whitey Brownie. C’è un significato particolare dietro questo titolo? Guarda, […]

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Turning Point dei Buckwise | Intervista a Roberto Matarrese

Un sound elettronico convincente che unisce l’innovazione musicale di matrice anglo-tedesca a sonorità folk di matrice statunitense: parliamo di Turning Point, il primo progetto discografico dei Buckwise. Originari di Bari, Francesco “Gnappo” De Luca, Nicola Galluzzi, Lorenzo L’Abbate e Roberto Matarrese hanno pubblicato il 18 Gennaio, per l’etichetta  La Rivolta Records, Turning Point, un album che fa dei “punti di svolta” il suo Leimotiv che prende vita da due mondi musicali, apparentemente inconciliabili, che si uniscono creando un disco dal suono innovativo, strizzando l’occhio anche a sonorità più orecchiabili. Anticipato dal singolo Jasper, pubblicato con relativo videoclip lo scorso 17 Dicembre, l’album si compone di 8 tracce (Jasper, Turning Point, I’ll Begin, Freedom District, Due, Lost, Fall Down e Summer Down) attraverso le quali l’esperimento musicale dei Buckwise– che potremmo definire come Folktronic- si declina in vari mood, oscillando da sonorità elettroniche più marcate e potenti, ad altre più sfumate e morbide che richiamano atmosfere più introspettive. Per l’occasione dell’uscita del disco, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Roberto Matarrese che ci ha aiutato a conoscere meglio l’universo musicale e immaginativo di Turning Point. Buckwise, intervista a Roberto Matarrese Come nascono i Buckwise? Il progetto è nato da Nicola, Lorenzo e Gnappo che collaboravano già da tempo in altri progetti musicali. La necessità di includere nel progetto qualcuno che scrivesse e cantasse le parti vocali li ha portati ad aggiungere me, Roberto, alla band. Che ricerca musicale c’è stata dietro questo album? Non è stata una ricerca, bensì una propensione naturale dovuta ai differenti gusti musicali di ogni membro della band. Il sound è nato in maniera abbastanza naturale, in particolare l’avvicinamento di Gnappo all’elettronica (originariamente bassista) e di Nicola al banjo ed al bluegrass (lui ha cominciato con la tromba) hanno sicuramente dato una spinta importante a questo processo. Il mio ingresso nel gruppo, sono producer con alle spalle vari progetti musicali (Kinky Atoms, LogisticDubLab, fonico de La Fame Di Camilla, nda) ha contribuito a rafforzare la parte elettronica del progetto. In realtà non è stato troppo difficile trovare elementi simbiotici nei due generi, la famosa cassa dritta dell’elettronica non è altro che la cassa battente utilizzata nel folk e nel country, i roll del banjo sono assimilabili agli arpeggiatori dei synth usati molto nell’elettronica, eccetera. Anche il tipo di cantato usato da noi prende molto dal folk tradizionale americano, ma ha spiccati rimandi alle voci usate nell’elettronica più indie di matrice inglese e tedesca. Avete definito il punto di svolta (Turning point), che è anche il titolo dell’album e di un omonimo brano, il filo rosso che lega i brani di questo disco, perché? Veniamo da un periodo in cui ci sono stati molti cambiamenti nelle vite di noi quattro, ognuno per motivi diversi. Una volta finito il disco abbiamo notato che il cambiamento era il filo conduttore di tutti i brani, quindi è stato naturale prendere Turning Point, il titolo della della seconda canzone, come elemento fondativo di tutto il lavoro. È diventato un po’ un simbolo. C’è […]

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Musica

Mulai e i suoi HD Dreams, intervista al producer

Mulai è il nome d’arte del giovane producer elettronico bresciano Giovanni Bruni Zani ed HD Dreams è la sua terza creazione musicale, dopo i 3 precedenti EP di Something for Someone, Glue e Glue Remix. Pubblicato il 18 Gennaio sotto l’etichetta discografica Oyez, l’album è stato anticipato dai singoli Tokyo, edito il 12 Novembre 2018 e passato in anteprima per Babylon di Radio2, e Bye [Balance Your Emotions] edito lo scorso 12 Dicembre. Composto di nove tracce, il disco rievoca, attraverso sonorità elettroniche che oscillano dal lo-fi al post-dubstep, un immaginario di un mondo distopico ormai totalmente digitalizzato e tecnologizzato. Attraverso la musica e l’impersonalità dei testi ci restituisce la sensazione di distacco un mondo distante dal suo stato naturale di origine. Paradossalmente, nella ramificata ed estesa interconnessione tecnologica degli individui, ad emerge è la freddezza e la lontananza di questi rapporti, quasi come se il numero di connessioni fosse direttamente proporzionale al tasso di isolamento prodotto. Per poter capire meglio i sogni in Alta Definizione di Giovanni Bruni, abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con lui, che, con molta disponibilità, ci ha raccontato un po’ di sé e ci ha introdotto in questo mondo musicale dalle atmosfere futuristiche. Intervista al producer Mulai Come hai iniziato a fare musica? Ho iniziato circa un anno prima dell’uscita del mio primo disco Something For Someone (9 Dicembre 2015, nda). Prima facevo più musica sperimentale con un gruppo che avevo e solo successivamente mi sono avvicinato alla musica elettronica, perché i miei ascolti andavano in quella direzione ed ho iniziato ad appassionarmi a quel mondo. Così è nato Something for Someone, poi qualche tempo dopo è uscito Glue e, dopo ancora HD Dreams. È stato un percorso molto naturale, ha seguito una sua evoluzione non forzata. HD Dreams è stato prodotto in un periodo di tempo molto più lungo, rispetto a Glue per esempio. I pezzi in questo disco hanno assunto un significato per me molto più importante perché nati da particolari momenti di questi due anni. In HD Dreams, richiamo le atmosfere di un mondo completamente tecnologizzato e digitalizzato, cosa ti ha ispirato? Io sono del 92 e quindi sono nato in un periodo a cavallo tra un’era un po’ più distante dalla tecnologia ed una in cui la tecnologia ha avuto completamente il sopravvento. Quando ero più piccolo e andavo a scuola non si sentiva parlare di Facebook o di realtà del genere, sono cresciuto un po’ in un periodo di transizione e avendo un fratello più piccolo mi rendo conto di quanto, soprattutto il mondo dei social media, stia avendo il sopravvento sulle nostre vite. Questa cosa mi ha portato un po’ a pensare a questo rapporto che anche io stesso ho con la tecnologia, e ho quindi immaginato questi sogni in HD, come se la tecnologia riuscisse a penetrare anche la nostra parte più intima, i nostri sogni. Gli HD Dreams rappresentano dunque la possibilità di questi sogni digitali in cui la tecnologia è entrata talmente tanto nella nostra […]

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Musica

Compilation Eroica #10, i migliori singoli del Febbraio 2019

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Per il decimo appuntamento della nostra rubrica in questo mese di Febbraio, vi proponiamo i singoli di Marta Giordano in arte Martzia con Cubo di Picasso e di Michele Di Donato in arte Maik Brain con Nuvole. Compilation Eroica #10, Cubo di Picasso di Martzia Pubblicato l’8 Febbraio su YouTube per la produzione musicale curata da Paci Ciotola e la regia del videoclip targata Mario Miccione, Cubo di Picasso è un singolo dal sound molto convincente che rievoca atmosfere lounge unendole a sonorità che si muovono tra il funk e il blues, sulle quali emerge la voce calda e sicura di Marta Giordano. Tra bicchieri di vino e morbidi riff di chitarra, prende così vita un brano elegante e coinvolgente. «Ti sembrerà una scusa ma a me serve una pausa/ non di riflessione, non sei chiamato in causa/ Alterno pensieri a parole e bicchieri/ Sai la novità? Ho bevuto anche ieri tutti i miei problemi/ Insufficienza empatica ma dicono che io sia simpatica/ Un’inguaribili romantica pragmatica/ con le sue parole prive di costrutto» Compilation Eroica #10, Nuvole di Maik Brain Nuvole è invece il singolo del rapper Michele Di Donato aka Maik Brain, tratto dal suo ultimo EP Happy Tape, pubblicato su YouTube il 13 Febbraio per la regia di Ired Produzioni. Il brano è un fitto storytelling in dialetto napoletano di un uomo alle prese con un tumore. Un soliloquio di un uomo che vede a poco a poco il suo mondo spegnersi tra i rimpianti e le delusioni di una vita fatta di sacrifici e di occasioni perse. Un peso che però sfuma gradualmente nella libertà e nella leggerezza delle nuvole. «Je te l’er ritt’ ca primm o poi murev/ e verev’ a luc ca venev/ e sentiv ‘o fridd nguoll pur si nun carev a nev/ suspir e sulliev quann’ sapett che ‘a malattij dentro a me nun criscev» Se sei interessato alla nostra rubrica puoi leggere le compilation degli scorsi mesi: Compilation Eroica #9, Gennaio 2019: https://www.eroicafenice.com/musica/compilation-eroica-9-i-migliori-singoli-di-inizio-2019/ Compilation Eroica #8, Dicembre 2018: https://www.eroicafenice.com/musica/compilation-eroica-2/ Compilation Eroica #7, Novembre 2018: https://www.eroicafenice.com/musica/compilation-eroica-7-novembre/ Fonte immagine: https://www.facebook.com/maikbrain/photos/p.2081004221955105/2081004221955105/?type=1&theater

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Teatro

Open-mic con Filippo Giardina il 24 Febbraio al Kestè

Open-mic con Filippo Giardina Dopo il successo dello spettacolo del comedian milanese Luca Ravenna dello scorso fine settimana, Domenica 24 ritorna l’appuntamento con la Stand Up Comedy targato Kestè, questa volta con un comedian che sta diventando un habitué del palco del Kestè “Abbash”: Filippo Giardina. Reduce dalle 12 ore di workshop e di lavoro laboratoriale a stretto contatto con i giovani comedian emergenti, del 12 e 13 Gennaio, Giardina ritorna a Napoli in veste di ospite d’onore per suggellare l’ennesimo appuntamento di Stand Up Comedy targato Kesté che coinvolge sempre più persone e aspiranti comedian. Open-mic con Filippo Giardina, come si svolge la serata Le regole e le modalità della serata, forse, già le conoscete ma, insomma, repetita iuvant. Il palco e il microfono della saletta sotterranea “Abbash” sono aperti a chiunque voglia cimentarsi con il proprio monologo, previa prenotazione con un messaggio alla pagina di Stand Up Comedy Napoli o una mail all’indirizzo [email protected] L’ingresso è gratuito soltanto ai soci possessori della tessera del Kestè e, da come comunicano nell’evento, anche per i possessori della tessera del Reddito di cittadinanza. Nel caso foste sprovvisti della tessera, potrete acquistarla alla modica cifra di 5 euro la sera stessa dell’evento (la tessera del Kestè, non quella del reddito di cittadinanza!). Anche qui, per non rischiare di rimanere tristemente fuori a causa della mancanza di posti, è consigliabile prenotare con un buon anticipo tramite le modalità citate in precedenza. Ad accompagnare Filippo Giardina, in questo nuovo appuntamento di Stand Up Comedy, quelli che ormai sono i prodi scudieri della comicità targata Kestè: Gina Luongo, Flavio Verdino e Adriano Sacchettini. Riconfermano la loro presenza anche Connie Dentice, Davide DDL e Dylan Selina, menzione d’onore anche per la matricola Syna LaJuana che prenderà parte attiva per la prima volta a un Open-mic “Abbash”. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla pagina Facebook dell’evento e alla pagina di Stand Up Comedy Napoli. I prossimi appuntamenti di Stand Up Comedy al Kestè Dopo Filippo Giardina, il locale di San Giovanni Maggiore Pignatelli nel mese di Marzo continuerà a proporre spettacoli comici di un certo livello: 17 Marzo Saverio Raimondo; 24 Marzo Pietro Sparacino; 31 Marzo Francesco De Carlo.

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Musica

L’esordio discografico di Serena De Bari | Intervista

Serena De Bari, la giovane cantautrice di Molfetta che ha partecipato alla sedicesima edizione di Amici nel 2017, ha rilasciato il 2 Novembre 2018 “Serena de Bari” (On the set/ Artist First), il suo omonimo album d’esordio. Curato nella parte musicale dagli arrangiamenti di Simone Summa e Franco Muggeo, il disco si compone di nove tracce e si presenta con sonorità molto moderne: spazia dalle sonorità elettroniche come in Urlo sul mondo a quelle dance di Diamante Nero, passando per quelle reggaeton de L’odore nell’aria e quelle più distese di Un sogno sbagliato. La voce di Serena si mostra potente e sicura, in un album che esprime tutto il suo entusiasmo e il suo trasporto emotivo giovanile. Un ottimo biglietto da visita per una cantante che ha tanta voglia di fare musica. A pochi mesi dell’uscita del disco, abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con lei sul suo disco e sui suoi trascorsi ad Amici. Serena De Bari, intervista Come ti sei avvicinata alla Musica? La passione per la musica è nata spontaneamente, ero molto piccola e praticavo laparrocchia. La musica mi ha scelta e io ho scelto lei. Che lavoro c’è dietro la creazione dell’album? C’è dietro un lavoro immenso. Anche se a raccontarlo non si possono vedere i momenti difficili o felici che personalmente ho passato, sono molto fiera di aver prodotto qualcosa che mi ha reso più sicura delle mie potenzialità e sono felice di poter trasmettere qualcosa al pubblico. Cosa hai imparato dalla tua esperienza ad Amici? Che la vita è fatta di alti e bassi, che oggi può sembrarti tutto meraviglioso e domani un po’ meno però la grande soddisfazione del tuo lavoro può essere solo ripagata da chi ti ascolta. Molti hanno un’opinione decisamente negativa dei talent show, li considerano soltanto un business che fagocita i giovani artisti, che li droga di falso successo per poi abbandonarli nel dimenticatoio per lasciare spazio ad altri artisti che verranno a loro volta coinvolti in questo circolo vizioso. Tu che li hai vissuti dall’interno, cosa mi puoi dire a riguardo? Dipende dai punti di vista, che tu sia inizialmente accecata dalla benevolenza del pubblico è vero, perché nel momento in cui non si verifica un percorso con delle fondamenta forti, puoi limitarti a godere di quel breve momento di gloria che ti è stato dato. Il mio obiettivo non era quello di far soldi ma solo di ricevere aiuto per promuovere la mia arte e di imparare tanto da grandi professionisti. Grazie al cielo ho dei collaboratori che credono in me e cercano ogni giorno di trovare un motivo plausibile per permettermi di ricevere grandi soddisfazioni. Progetti futuri? Sicuramente tanta voglia di fare, di propormi e di iniziare nuove avventure. La più certa è quella di organizzare un tour promozionale per il mio album. Ringraziamo Serena De Bari e Sara Salaorni per la disponibilità.   [amazon_link asins=’B07JNXFQRS’ template=’ProductCarousel’ store=’eroifenu-21′ marketplace=’IT’ link_id=’4bc38fd2-2324-43bb-8135-ca94da2e3e0c’]

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Musica

Bewider e il suo nuovo album Full Panorama | Intervista

Full Panorama è il nuovo lavoro discografico del producer e compositore romano Bewider, nome d’arte di Piernicola di Muro. Pubblicato il primo Febbraio, l’album è stato prodotto con l’etichetta discografica di Berlino Folk Wisdom. Il disco è composto da 12 tracce di musica elettronica che oscillano tra sonorità ambient e IDM, mostra una struttura molto coesa e omogenea dal punto di vista musicale. Non a caso, come afferma il suo stesso creatore, Full Panorama nasce con l’intento di creare un «unico viaggio che rappresenta un periodo di trasformazione e cambiamento ed allo stesso tempo un omaggio allo schermo cinematografico, appunto Full Panorama». Forte della sua esperienza nel mondo delle colonne sonore (ha composto le musiche de I Fantasmi di Portopalo, Another Love e Tutti Pazzi per Amore), Di Muro è riuscito a conferire al disco quel tocco immaginifico e coinvolgente tipico delle colonne sonore. Per l’occasione dell’uscita di Full Panorama, abbiamo scambiato quattro chiacchiere Piernicola che ci ha raccontato il processo creativo dietro l’album e dietro il suo progetto musicale Bewider. Bewider, l’intervista Come ti sei avvicinato alla musica Idm e Ambient? In realtà non è che c’era un idea precisa di avvicinarsi all’IDM o all’Ambient. La mia fascinazione per le colonne sonore e per l’elettronica, forse, ha prodotto questo risultato. Come nasce la tua collaborazione con l’etichetta berlinese Folk Wisdom? Sono stato introdotto a Folk Wisdom tramite Ercole Gentile di VolumeUp che ormai vive a Berlino da diversi anni e cura dal primo disco la promo italiana per Bewider. Abbiamo lavorato molto attentamente con Folk Wisdom sull’uscita di questo album, mi hanno anche convinto in un paio di cose di cui avevo vedute completamente opposte, è una buona collaborazione. Cosa è cambiato nel tuo approccio musicale dalla composizione di Dissolve a Full Panorama, passando per A Place to be safe? Tutto, direi. Come prima cosa ho abbandonato l’uso della voce, e quindi della collaborazione con cantanti, volevo concentrarmi solo sulla parte strumentale e sonora dei brani, volevo un disco totalmente strumentale. Adoro lavorare con cantanti o vocal performer, ma questo album aveva un’altra esigenza. Non è stato facile perché, ripeto, la voce mi attira molto. Sul piano strettamente musicale, Full Panorama, è un album molto più soft degli altri, ma allo stesso tempo molto più organico e coeso. Volevo realizzare un viaggio uniforme che, in teoria, non potesse prescindere da un ascolto di fila del disco, un’opera unitaria. Anche se ci sono brani abbastanza differenti tra di loro, è un disco che scivola nelle 12 tracce molto fluidamente. C’è un filo conduttore musicale che caratterizza Full Panorama? Full Panorama è un disco che vuole regalare all’ascoltatore un viaggio cinematico fatto di immagini e storie, una colonna sonora dei pensieri e della mente. Senza essere troppo New Age, è un disco molto profondo che richiede il suo tempo di metabolizzazione, e una giusta condizione di ascolto. L’ho anche scritto nelle note del booklet, ascoltatelo con paio di cuffie o un buon paio di casse. Come avviene la composizione di un […]

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Teatro

Open-mic con Valerio Lundini, torna la stand up comedy al Kestè

Open-mic con Valerio Lundini Dopo la partecipazione di Daniele Fabbri dello scorso 26 Gennaio , domani, 8 Febbraio, ritorna l’amata formula dell’open mic al Kestè. Questa volta l’ospite speciale sarà il comedian romano Valerio Lundini. Definirlo soltanto comedian è però troppo riduttivo. Pianista, compositore, fumettista, comico e speaker radiofonico, Valerio è un autore a tutto tondo che può vantare tantissime collaborazioni e molteplici esperienze nei più svariati ambiti: è uno degli autori del mensile Linus; per la radio ha collaborato alla scrittura di programmi come Happy Hour, I Sociopatici e Black Out; ha suonato nei VazzaNikki, i Sailor Jacket e il Viveur Duo; e ha inoltre collaborato nella scrittura di programmi televisivi come Dopo Fiction, Che Tempo Che Fa, Complimenti per la Connessione, Viva La Mamma e Sorci Verdi. Open-mic con Valerio Lundini, gli altri protagonisti della serata Ad accompagnare il buon Valerio ci saranno ben sette giovani comici emergenti. Tra questi, una menzione di merito spetta  soprattutto a Gina Luongo, la regina incontrastata degli open-mic al Kestè, e a Flavio Verdino, un uomo senza alcun tipo di remora, spregevole annientatore del politically-correct. Ma meritano di essere menzionati anche Dylan Selina, anche lui già protagonista degli scorsi open mic, Adriano Sacchettini che ha avuto l’onore di aprire lo spettacolo di Daniele Fabbri del 27 Gennaio al Teatro Nuovo, l’esperto Davide DDL e Vincenzo Comunale. C’è poi il settimo partecipante che, stufo di non poter più presentare Sanremo, ha deciso di venire al Kestè per cimentarsi nella stand-up comedy, perché, in fondo, L’HA INVENTATA LUI! Signori e signori, siamo lieti di annunciarvi che ci sarà anche PIPPO BAUDO! (Ebbene sì, è segnato sulla pagina Facebook dell’evento se non ci credete) Speriamo soltanto che il buon Pippo, affetto da sindrome da presentatore in pensione, non imponga il suo regime dittatoriale per tutta la serata, monopolizzando il microfono. Open-mic con Valerio Lundini, informazioni L’ingresso è gratuito per i soci possessori della tessera del Kestè, chi ne fosse sprovvisto può acquistarla alla modica cifra di 5 euro. La tessera ha validità annuale. Date le numerose richieste è consigliabile prenotare inviando un messaggio a Stand Up Comedy Napoli o una mail all’indirizzo [email protected] Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla pagina Facebook di Stand Up Comedy Napoli. La stand up comedy continuerà a essere protagonista a Napoli e al Kestè con Giorgio Montanini il 10 Febbraio al Teatro Nuovo e il 16 dello stesso mese con Luca Ravenna, di cui potrete presto leggere sui nostri portali l’intervista che abbiamo realizzato. Non mancate!

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Recensioni

Fascisti su Tinder al Teatro Nuovo di Napoli | (Recensione)

Domenica 27 Gennaio il comedian Daniele Fabbri si è esibito al Teatro Nuovo di Napoli con l’ultima data del tour del suo spettacolo Fascisti su Tinder. Fascisti su Tinder, lo spettacolo Ore 21:10, apre lo spettacolo un giovane comedian napoletano emergente, Adriano Sacchettini, più volte protagonista degli open-mic al Kestè. Adriano riesce con brillantezza a divertire il pubblico nell’attesa del protagonista della serata. Tema principale del suo monologo, un argomento di delicata importanza politica: la pucchiacca! Adriano porta sul palco le sue esperienze, ironizzando sulle sue difficoltà ad approcciare con le ragazze e fornendo sempre un punto di vista spiritoso e originale. Dopo Adriano arriva così il momento di Daniele Fabbri che, dopo aver rotto il ghiaccio con il pubblico e fatto le ultime prove con il microfono per le riprese (in occasione di quest’ultima data sono state svolte delle riprese video, nda), inizia il suo ultimo nonché ottavo monologo: Fascisti su Tinder. Da dove nasce Fascisti su Tinder? Dal sogno erotico per eccellenza di Daniele: incontrare una fascista su Tinder. Sperimentare su di lei il potere sessuale delle keywords più chiacchierate del momento: Invasione, Sea Watch… A 35 anni, dopo la fine di una lunga relazione di 7 anni, Daniele decide di rimettersi in gioco e di concedersi di un po’ di vita libertina e spensierata attraverso Tinder, una famosa app di dating. Il risultato è spesso esilarante a causa alle incomprensioni e al nonsense che un’applicazione del genere può spesso generare. Dall’esigenza di ricominciare una nuova vita e di assumere una maturità sessuale, a poco a poco, Daniele amplia le prospettive del suo discorso mettendo in gioco tutto se stesso, portando sul palco una buona parte del suo vissuto e della sua profonda educazione cattolica. Le sue esperienze diventano così una lente d’ingrandimento attraverso la quale guardare e riflettere su temi scottanti di attualità come il razzismo e le molestie sessuali. Lo fa però interagendo molto con il pubblico, ascoltando i diversi punti di vista, senza assolutizzare il suo, con l’intento di capire e conoscere le diverse e possibili narrazioni. Ragiona e riflette con molto pragmatismo, offrendo una chiave di lettura ironica ma mai superficiale, cercando sempre di centrare il cuore del problema. Tra il racconto dell’agguato fascista subito a causa del suo fumetto Quando c’era LVI (ci tiene comunque a precisare che, più che un agguato, è stato un gavettone fascista, nda) e il tatuaggio di Gesù versione Ghostbuster ignoto a sua mamma, Daniele evidenzia l’importanza di contestualizzare e di educare i propri sentimenti. Non bisogna prendere per oro colato gli slogan né prendere per buona l’approvazione ricercata attraverso lo stimolo coatto e irrazionale dei sentimenti. Questo lavoro passa per la ricerca di un senso critico dell’attualità e della storia che possa permettere ogni volta di ricostruire i contesti in cui avvengono certe situazioni, senza aggrapparsi a formule vecchie e ormai vuote. Una ricerca che comunque non può perdersi nella mollezza del politically correct ma farsi carico, e anche forza, del suo obbiettivo di razionalità perché essere […]

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Napoli e Dintorni

La Fiera dell’Est, un tour esperienziale a San Giovanni a Teduccio

La Fiera dell’Est, visita ai luoghi simobolo di San Giovanni a Teduccio   Sabato 26 Gennaio, organizzato dall’Onlus Maestri di Strada, si è tenuta La Fiera dell’Est, un tour esperienziale per le strade di San Giovanni a Teduccio, quartiere nella periferia ad Est di Napoli. La Fiera dell’Est, il tour Accompagnati da Piazza Garibaldi da una navetta fornita da I Maestri di strada, arriviamo alle 10 a San Giovanni a Teduccio, in piazza San Giovanni Battista, davanti l’omonima chiesa. Ad accoglierci ci sono i ragazzi del progetto teatrale Trerrote e il “Maestro scalzo”, il fondatore di Maestri di Strada Cesare Moreno. La storia di Cesare, originario di San Giovanni a Teduccio, è una storia ricca, intensa, fatta di impegno e resistenza civile. Una storia fatta di tantissimi bocconi amari ingoiati ma anche di straordinari traguardi raggiunti, attestati e riconosciuti da importanti onorificenze come il titolo di Cavaliere della Repubblica, conseguito nel 2001 per le sue attività dedicate alla lotta alla dispersione scolastica e al recupero degli adolescenti in situazioni difficili. Tali lustri, però, non sembrano importare a Cesare che continua ad avere i suoi sandali ben piantati sul terreno, dedito all’attività quotidiana della sua Onlus. I sandali li ha iniziati a indossare, come segno di protesta, più di venti anni fa. Era il 1998, partì, con l’appoggio del ministro Livia Turco, il progetto della scuola alternativa Chance, contro la dispersione scolastica nelle difficili zone di San Giovanni a Teduccio, Quartieri Spagnoli e Soccavo. I fondi erano stati ricevuti ma non arrivavano i banchi e quindi Cesare, per protesta per l’appunto, iniziò a indossare i sandali. «Chance aveva ricevuto i vestiti, (i fondi della Legge 285), ma le istituzioni erano carenti nelle attività ordinarie e di base: le scarpe» Il progetto terminò nel 2009, per mancanza di fondi, ma la missione educativa di inclusione fu proseguita sempre da Cesare con la sua Onlus Maestri di Strada, fondata nel 2006 e interamente sostenuta da fondi privati, alla quale poi si sono affiancate negli anni altre associazioni come Trerrote (Teatro, Ricerca, Educazione) e le Mamme Sociali, che aderirono fin dall’inizio al progetto Chance. Davanti alla statua di San Giovanni Battista, Cesare, coadiuvato dal regista di Trerrote Nicola Laieta, ci illustra la storia di San Giovanni a Teduccio. Comune autonomo fino al 1925, prima di diventare una municipalità della città di Napoli, San Giovanni può vantare diversi primati fin dall’antichità, da quando ospitava la villa di Teodosia, figlia dell’imperatore romani Teodosio, dalla quale trae il nome l’intera zona (Ad Theodosiam, con l’evoluzione della lingua e del dialetto divenne, a Teduccio). L’attuale stazione, inoltre, sorge sugli antichi binari della prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici, ed è stata sede della prima industria conserviera del Mediterraneo, la Cirio, e della prima industria ferroviaria italiana, le Officine di Pietrarsa. Primati spesso obliati nella memoria e divenuti dei meri feticci da quando, tra gli anni ’60 e ’70, ci fu la chiusura delle fabbriche che comportò un lento e logorante processo di desertificazione industriale e impoverimento sociale. Lo sviluppo […]

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Musica

Compilation Eroica #9, i migliori singoli di inizio 2019

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Per questo inizio 2019 vi proponiamo una compilation ricca di brani. Abbiamo scelto la cover napoletanizzata di Bohemian Rhapsody dell’esuberante duo EbbaneSis composto da Viviana Cangiano e Serena Pisa, Lassame sta del giovane cantautore Nicolò Annibale e poi due ritorni nella nostra rubrica con Ovazione dei Plaza Tape e Me Passa ‘o ggenio di Fabiana Martone. Ecco la nostra Compilation Eroica #9. Compilation Eroica #9, Bohemian Rhapsody delle EbbaneSis e Lassame sta di Annibale Non è un brano inedito ma l’originalità e l’allegria di Viviana e Serena meritano di diritto un posto nella nostra rubrica. La loro non è una cover comune, ma una trasposizione in napoletano di uno dei più iconici brani dei Queen: Bohemian Rhapsody. Grazie alla loro simpatia e alla loro teatralità riescono a conferire al brano una nuova giocosa vitalità. «So’ n’anima sola, nisciun’ m’ penz/ so’ nu guaglione senza ‘na famiglia/ jamme scansat’l ‘sta mostruosità» Esordio nella nostra rubrica anche per il giovane cantautore napoletano Nicolò Annibale, in arte Annibale, con il suo singolo Lassame sta. Pubblicato il 21 Gennaio, il singolo anticipa l’uscita dell’album Elefanti. Una partenza carezzevole su un delicato arpeggio di chitarra, con un continuo crescendo d’intensità con il procedere della canzone che raggiunge il suo culmine nel ritornello. Un invito al raccoglimento, a quell’esigenza interna di poter fermarsi un attimo, per capire cosa trattenere e cosa invece lasciar andare via. «Lassame sta sulo fino a dimane/ e voglio cercà cocche cos’ ‘ca m’apparten/ E Lassame sta si tu nun me vuò cchiù bene/ Nun voglio pazzià cu chell’ ca nun se vere» Compilation Eroica #9, Me passa ‘o ggenio di Fabiana Martone e Ovazione dei Plaza Tape La talentuosa cantante partenopea sta diventando un’ospite fissa sui nostri portali, non solo abbiamo avuto l’onore di intervistarla (clicca qui), ma Fabiana non è una new entry nella nostra rubrica dato che già si guadagnò un posto con Era sulo ajere. Questa volta si riconferma nuovamente con un brano tratto dal suo album Memorandum: Me passa ‘o ggenio. La versione che vi proponiamo è una registrazione in presa diretta durante una performance live al Riot Studio di Napoli, pubblicata su YouTube il 5 Gennaio. È un brano dall’imprinting un po’ indolente ma con un groove carico di energia. «Fosse ‘na vota ca sentesse ‘e parlà/ D’ammore pace bene e l’umanità/ Se sta sbattenno pe pute’ cagna’/ E stu burdello /se po’ arrepiglia’» Ritorno nella nostra rubrica anche per il giovane duo dei Plaza Tape che avevamo imparato a conoscere grazie al brano Aquilone. Ora Ferdinando Ramaglia e Franz Veneruso ritornano con nuove sonorità elettroniche e atmosfere visionarie. «Trasparenti come un velo/ ovazione a ciel sereno/ ma io non sarò di meno e proverò tutto quello che so»   Fonte […]

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Teatro

Open Mic con Filippo Giardina al Kestè

Open mic con Filippo Giardina Sabato 12 Gennaio, al Kestè in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, si è svolto il primo appuntamento di Stand Up Comedy di questo 2019. È toccato ai comici emergenti inaugurare l’anno ma non sono stati soli: accanto a loro c’è stato il comedian romano Filippo Giardina. La sua non è stata soltanto una presenza scenica sul palco, infatti non ha soltanto presentato l’evento prendendone parte con un piccolo monologo, ma ha anche tenuto in giornata un laboratorio sulla Stand Up Comedy, mettendo a disposizione dei partecipanti la sua lunga esperienza da comedian. Il workshop continuerà anche oggi, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 18. Open mic con Filippo Giardina, la serata Ore 23:20. Sale sul palco Filippo Giardina, cerimoniere dell’Open Mic, che, come la scorsa volta al Maschio Angioino, non tarda a “fare amicizia” con il pubblico demolendo alcuni punti di riferimento della cultura e della tradizione napoletana: «La pizza fa schifo, il caffè è acqua sporca, Totò non faceva ridere e Troisi era una macchietta». Dopo questa breve familiarizzazione con gli spettatori, Giardina presenta la prima comedian, la “panterona della comicità italiana”: Gina Luongo. Chi ha frequentato i precedenti Open Mic, conoscerà molto bene Gina, l’indiscusso astro nascente della Stand Up Comedy targata Kestè. Anche ieri sera ha dato sfoggio al suo monologo sulla fine delle grandi narrazioni, un monologo sul crollo delle ideologie introdotto da uno dei più grandi interrogativi del nostro tempo: «Che fine hanno fatto ‘e guagliuni ‘ncopp’ ‘e motorin’?». Dopo Gina è il turno di Stefano Viggiani, anche lui un pilastro degli Open Mic del Kestè. Anche questa volta dà un taglio riflessivo alle sue battute, mostrando le contraddizioni dei razzisti e capovolgendo con sagacia il punto di vista di alcuni stereotipi. È poi il turno di Dylan Selina, acuto e sicuro sul palco, che ironizza su alcuni comportamenti dei napoletani e soprattutto su certi pregiudizi nutriti verso la provincia. Dalle battute di Dylan, passiamo poi all’esilarante racconto di Claudio Cimmelli su un suo sfortunato appuntamento d’amore, scritto nel pomeriggio durante il workshop. Giardina evidenzia il coraggio di Claudio nel portare in scena un monologo scritto soltanto qualche ora prima e invita il pubblico a fargli un caloroso applauso. L’ultimo degli emergenti a esibirsi è Flavio Verdino, anche lui un habitué degli Open Mic del Kestè. Se la scorsa volta scelse di parlare di un tema leggero e scanzonato come l’aborto, questa volta ha dedicato il suo monologo ai vantaggi e agli svantaggi dell’essere necrofilo e, ragazzi, sembrano davvero essere di più i vantaggi! Chiude il cerimoniere nonché special guest della serata, Filippo Giardina, con un pezzo tratto dal suo ultimo spettacolo “Lo ha già detto Gesù”, un piccolo monologo di Men Pride, di orgoglio eterosessuale ma che altro non è che una disanima acuta e perspicace delle contraddizioni del maschilismo. Gli altri appuntamenti di Stand Up Comedy al Kestè Dopo l’Open Mic con Filippo Giardina Giardina, ci saranno tanti altri eventi di Stand Up Comedy al Kestè: […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Stand Up Comedy: Workshop + Open Mic con Filippo Giardina

Filippo Giardina torna a Napoli per un work-shop sulla Stand Up Comedy L’ultima volta che Filippo Giardina è stato a Napoli era il 22 Luglio 2018, per esibirsi con il suo monologo Lo ha già detto Gesù nella suggestiva cornice del Maschio Angioino. L’evento fu organizzato dal Kestè ed ora, nel locale di Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, il comedian romano ritorna per un due giorni di workshop sulla Stand up Comedy, per mettere a disposizione le sue conoscenze e le sue esperienze, condividendo con gli aspiranti comici – o magari soltanto curiosi di turno – trucchi e segreti del mestiere. Il workshop con Filippo Giardina Il workshop si svolgerà in due giorni, Sabato 12 e Domenica 13, per un totale di 12 ore di attività laboratoriale. Sabato 12 le attività si svolgeranno dalle 11 alle 14 e poi dalle 15 alle 18. Medesimi orari anche per il giorno seguente. Ciliegina sulla torta sarà l’open mic che si terrà Sabato sera alle 22, dove potrà esibirsi chiunque vorrà, non ci saranno paletti o limiti di sorta e, magari, si potranno mettere a frutto gli insegnamenti appresi in giornata. Attenzione però, per salire sul palco o partecipare al workshop, dovrete prenotarvi mandando una mail al seguente indirizzo [email protected], oppure con un messaggio alla pagina Facebook Stand Up Comedy Napoli. I posti sono limitati anche per il pubblico, per assicurarvi un posto dovrete prenotare tramite questo sito: https://tinyurl.com/yaxdgbd2. L’ingresso sarà gratuito per tutti i soci del Kestè Abbash, i non soci, invece, potranno accedere tesserandosi per la modica cifra di 5 euro. Un laboratorio di Stand Up Comedy, il programma del workshop Il workshop verterà su precisi punti tematici: • Urgenza satirica e narcisismo • La ricerca del punto di vista attraverso l’analisi cosciente del proprio vissuto esistenziale e intellettuale • Il paradosso necessario • Le battute, le belle battute, le battute enigmistiche e le battute compulsive • Cuore e tecnica • Cinismo, nichilismo e sciacallaggio • Il prezzo da pagare per un buon monologo • La ricerca del personaggio non personaggio (essere comico non vuol dire fare il simpatico) • Satira e cabaret politico • Ideazione di un monologo collettivo A tutti i partecipanti sono richieste innanzitutto idee (che sono la cosa più importante), partecipazione e di munirsi di foglio e penna, gli strumenti del mestiere. Un’occasione da non perdere, si potrà non solo ascoltare e imparare da uno dei più importanti comedian italiani, ma anche lavorare in gruppo per condividere idee, confrontarsi, in poche parole vivere un’esperienza di crescita culturale. I prossimi appuntamenti di Stand Up Comedy al Kestè Un inizio scoppiettante per la Stand Up Comedy al Kestè con il workshop con Giardina al quale seguiranno tanti altri eventi ancora, per un anno tutto da vivere… e da ridere! 19 Gennaio – Clara Campi 26 Gennaio – open mic con Daniele Fabbri 27 Gennaio – Spettacolo di Daniele Fabbri al Teatro Nuovo 9 Febbraio – open mic con Giorgio Montanini 16 Febbraio – Luca Ravenna

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Musica

A Smile from Godzilla debutta con Monday Morning

A smile from Godzilla e il suo Monday Morning | Recensione Pubblicato l’8 Novembre 2018, Monday Morning è il primo album del musicista napoletano Daniele Montuori, in arte A smile from Godzilla, realizzato grazie alla collaborazione della Vipchoyo Sound Factory di Giacomo Salzano. L’album si compone di 10 brani in inglese che si muovono tra il britpop e la spigolosità acustica dell’anti-folk, creando un prodotto musicale di notevole fattura e di ampio respiro. Monday Morning, l’album di A smile from Godzilla Daniele Montuori definisce A smile from Godzilla «Un cratere pieno di delicata violenza, un equilibrio che sta per vacillare, una hit arrangiata male, una band senza dinamiche, una chitarra e una batteria, la storia del caso, una lucertola in uno skate park, tristezza gioia rabbia e dintorni». Il “vacillare” e l’incertezza evocate da Daniele ci vengono immediatamente restituite dal nome del progetto e dell’album: cosa c’è di più incerto- e anche tenero se vogliamo- del sorriso di un mega mostro giapponese o del tedio del lunedì mattina? Convenzionalmente ci sarebbe imposto di fugare subito tale stato d’incertezza, prendendo immediatamente controllo di noi stessi e delle nostre attività; il disco e il suo autore sono però di parere diverso, fin dall’incipit del disco che inizia con un brano che è un po’ un inno ad abbandonare una certa condizione di sicurezza: Control Goodbye. Sopra un delicato arpeggio di chitarra eretto sopra un’essenziale linea di basso, prende forma un invito a riappropriarsi del proprio tempo, ad abbandonare un controllo fin troppo artificiale per liberare le proprie energie. Un brano che fa un po’ da manifesto teorico a tutto l’album, introducendo l’ascoltatore nell’immaginario leggero e sognante del lavoro. A seguire troviamo Daisy, brano musicalmente più ricco con l’introduzione degli archi e molto vicino alle tipiche sonorità britpop, seguito a sua volta da un brano dall’attitudine simile Dark. La quarta traccia è Forget your call, singolo, con annesso videoclip targato Alessandro Freschi, pubblicato il 22 Ottobre 2018 su YouTube in anteprima al disco. Continua così il racconto di A Smile from Godzilla, immaginoso e un po’ visionario, tra quadri di Van Gogh, divani verdi, stanze in fiamme, musica Lo-Fi, clown e sirene della polizia. Un vortice confusionario di immagini che l’autore lascia scorrere su di sé, perché non interessato alle cose superficiali ma ad aderire ad un qualcosa di più sincero e sentito: «It doesn’t matter/ my cigarette falls in the ground/ cos’ i don’t know why/ a police siren rings into the night» (Forget your call). Musicalmente coerente, oscillando tra il britpop e il più verace anti-folk, il disco prosegue con Green Monster, In The Garden, Letters from the Sky, Maya (brano nel quale c’è anche spazio per una strofa in italiano), Precious, per concludersi con T-Rex. T-Rex è un degno finale che conferma le atmosfere sfumate e sognanti dell’intero lavoro. Fuggendo dal feroce predatore dalle corte zampine anteriori, l’autore guarda al suo passato con serenità nonostante sia addobbato da vecchi giocattoli sbiaditi. Un punto di partenza per un nuovo sogno, una […]

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Musica

Compilation Eroica #8, i migliori singoli del Dicembre 2018

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Salutiamo questo intenso 2018 con due graditissimi ritorni nella nostra rubrica musicale: Luk con Carnevale e i Romito con Cosa ‘e niente. A chiudere, la perizia metrica del rapper cilentano The Sniper della Only Smoke Crew con il brano Flashpoint. Compilation Eroica #8 Carnevale di Luk L’avevamo conosciuto con La linea d’orizzonte e l’avevamo scelto per la nostra compilation per il brano Non è il momento. Ora, il cantautore napoletano si guadagna nuovamente un posto nella nostra rubrica con il singolo Carnevale. Pubblicato il 15 Dicembre, per la regia targata Alessandro Freschi, il brano vede ridimensionata la componente elettronica dei due precedenti singoli che qui diventa un sottofondo per il delicato accompagnamento di chitarra di Dario Di Pietro sopra il quale emerge la voce di Enzo Colursi. Se viene ridimensionata la componente elettronica, la stessa cosa non avviene per la componente introspettiva del testo, la penna di Luk dà infatti nuovamente vita a un intenso soliloquio. Un’atmosfera di festa, quella carnevalesca, che stride con l’animo dell’autore alle prese con le proprie e le proprie paure, mentre cerca di ritagliarsi un momento di raccoglimento nella vanità assordante della confusione. “Una stanza per nascondermi dal sole/ sono il genio dell’amarsi male/ se uno schermo conta più di una canzone/ quando scappo per poi ritornare/ E non mi bastano le ossa, le mani nella tasca/ L’ennesimo percorso da cambiare/ È Carnevale//” Compilation Eroica #8, Cosa ‘e niente dei Romito La band capeggiata da Vittorio Romito, dopo aver presenziato nella nostra compilation con Viern, si ritaglia nuovamente uno spazio con Cosa ‘e niente, singolo pubblicato il 22 Dicembre per la SoundFly Productions, tratto dall’EP Majorana, in uscita in copia fisica dall’11 Gennaio 2019, ma già disponibile sulle piattaforme di streaming. La regia del videoclip è nuovamente firmata da Alessandro Freschi. Un sound intenso, solido, che unisce la lingua napoletana alle sonorità indie folk d’oltre manica ad altre elettroniche. Un sound che si lega a un racconto dal taglio generazionale: il senso d’impotenza, di rivalsa e di paura verso il futuro si uniscono per dar vita a un brano di pregiata fattura. “Cosa ‘e niente/ Tant d’arij nun se campa/ Gente chiusa ind’a ‘sti scatol ‘e cement’/ ‘Na rivoluzion c’o telecomand’/ Je vo giuro nun’a mai cagnat’ niente/ È cosa ‘e niente//”    Compilation Eroica #8, Flashpoint di The Sniper Un ritorno, in un certo senso, anche per il rapper cilentano Aldo Matrone aka The Sniper, di cui recensimmo l’album L’ombra della vita. Un ritorno sui nostri portali anche per il suo collettivo Only Smoke Crew che presenziò nella nostra rubrica grazie al progetto prodotto per Samba aka Asma Boys. Pubblicato il 18 Dicembre, The Sniper dà sfoggio a tutta la sua velocità di rima e tecnica metrica, esibendosi in […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Amici come prima: la conferenza di Boldi e De Sica all’Hotel Vesuvio

Amici come prima, la conferenza stampa Giovedì 20 Dicembre, nell’elegante ed esclusiva cornice della Sala Puccini dell’Hotel Vesuvio di Via Partenope (Napoli), Christian De Sica, Massimo Boldi e Maurizio Casagrande hanno tenuto una conferenza stampa sul loro nuovo film uscito nelle sale il 19 Dicembre: Amici come prima (Medusa Film, Indiana Production), la pellicola che sancisce una memorabile reunion tra Boldi e De Sica. Il legame di una delle coppie comiche più iconiche del cinema italiano, interrotto ben 13 anni fa dopo il loro ultimo cinepanettone “Natale a Miami” (2005, Neri Parenti), è ora rinato sulle ali dell’entusiasmo. Entusiasmo, ecco, forse è proprio questa la parola chiave, il Leitmotiv, di questo nuovo progetto cinematografico. Fin dal trionfale ingresso in sala, ornato dai flash dei fotografi, De Sica, con lo charme e l’avvenenza che da sempre lo contraddistinguono, racconta subito dell’entusiasmo che lo ha guidato nella realizzazione del film. Un entusiasmo donato dalla giovane età della troupe che li ha seguiti, ma soprattutto dalla ritrovata complicità con il partner. Una complicità ritrovata e non ricostruita come conferma Massimo, per l’appunto: «La nostra intesa era talmente sperimentata e collaudata da farci ritrovare subito l’entusiasmo di sempre, era come se il tempo non fosse passato, un giorno valeva l’altro». Infatti, entrambi smentiscono le voci su presunti litigi e divergenze che li avrebbero allontanati: «Il rapporto personale tra noi non si è mai incrinato, ma lui aveva firmato un contratto di esclusiva con la casa di produzione Medusa, mentre io ero legato alla FilmAuro di Aurelio De Laurentiis» precisa Christian. Balza subito all’occhio l’alchimia che scorre tra i due, coppia comica non solo sullo schermo ma anche dal vivo. Se nei film, De Sica è un avvenente seduttore e Boldi un personaggio dai tratti buffi e un po’ sfortunati, anche nella realtà Christian si destreggia con grande padronanza tra flash e interviste, ma, soprattutto, è molto attento a contenere l’esuberanza dell’amico Boldi, di cui tesse grandi elogi, definendolo un attore comico straordinario che riesce a conciliare in sé il candore e la follia di un bambino. Tempo degli ultimi scatti e delle ultime domande, i 3 prendono posto al tavolo e inizia così la parte clou della conferenza, incentrata principalmente sul film, sulla sua realizzazione e sulla buona riuscita al botteghino dove, a quanto pare, ha già raggiunto i 180mila euro di incassi dopo appena un solo giorno di proiezione; e passerà in breve, dalle 380 copie distribuite nelle sale, a 600 copie. La regia della pellicola è firmata Christian De Sica che però precisa di essere stato molto aiutato dal figlio Brando, il quale ha voluto omettere il suo nome nei credits per sfuggire all’etichetta di raccomandato: «La sua è stata una co-regia del film a tutti gli effetti, anche lui ha preferito evitare di aggiungere nei titoli di testa il suo nome al mio. Io mi sono occupato di recitazione degli attori, scene e costumi, mentre Brando ha curato i movimenti della cinepresa». Amici come prima, la storia Nel film De Sica […]

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