Muse e mitologia: figlie di Zeus, madri della cultura greca

Muse e mitologia: figlie di Zeus, madri della cultura greca

Muse e mitologia: alla scoperta delle divinità delle arti

Creature leggiadre, sublimi, altere divinità e splendide figlie di Zeus, le Muse costituiscono una delle gemme della mitologia greca. Incarnazione dell’arte, le Muse hanno davvero permeato ogni branca dell’ambito artistico, ricoprendo un ruolo centrale nelle arti figurative, nella letteratura, nella musica.

Le Muse non sono ricordate soltanto come figlie di Zeus, ma anche di Mnemosine, la Dea della memoria. Nove graziose fanciulle, dette anche Eliconie per il fatto di abitare il monte Elicona, in principio erano venerate come ninfe delle sorgenti. Ben presto il loro mito si consolidò e iniziarono ad essere adorate come divinità olimpiche, qualifica che condividono con il padre Zeus. Numerosi i luoghi sacri a loro votati, così come i sacrifici che venivano rivolti loro o le offerte perlopiù consistenti in latte, miele e acqua.
Le nove Muse sono frequentemente associate alla figura del dio Apollo e con lui ritratte nella maggior parte delle occasioni. Invocate dagli artisti più influenti della storia, e in particolare dai poeti, la malia e il mistero che aleggiano intorno alle Muse, ai miti, alle tradizioni e all’iconografia, di cui sono state protagoniste nel corso dei secoli, non hanno mai cessato di suggestionare.

Figlie di Zeus, le Muse sono tra le madri fondatrici della bellezza imperitura dell’arte greca.

Muse e mitologia: le nove gemme della cultura greca

Muse e mitologia costituiscono una combo suggestiva, che continua a fare breccia negli appassionati di cultura e di arte.

Ma chi sono le nove Muse che hanno segnato tanto indelebilmente la mitologia greca e la cultura di cui siamo eredi? Conosciamole meglio

Calliope: il nome, altisonante, sensuale e maestoso, significa letteralmente dalla bella voce. Calliope era la musa della poesia epica, raffigurata anticamente con una lira in mano, mentre in seguito, sempre più spesso, con una tavoletta di cera e uno stilo o una pergamena. Adorata e invocata dalla costellazione degli artisti per secoli (tra i quali basti citare Omero o Dante), resta nella memoria per il suo ruolo di protettrice della poesia. Si annovera senza dubbio tra le Muse più famose e amate della storia dell’arte.

Clio: vicina alla Musa Calliope per l’importanza rivestita nella mitologia greca, in particolare in campo letterario, Clio era considerata la protettrice della Storia, in quanto diligente custode dei passati degli uomini. La sua funzione era quella di ispirare i letterati che avrebbero dovuto cantare le gesta dei grandi dell’umanità. In principio raffigurata con una tavoletta o una pergamena, il simbolo cui venne in seguito più frequentemente associata è una pila di libri. L’etimologia di questo bel nome, ancora oggi utilizzato, è legato alla sua capacità di rendere celebri gli uomini.

Thalia: Muse e mitologia si intersecano ancora per descrivere una delle Muse più iconiche della tradizione greca: quella della commedia. Thalia è associata al ridere, alla beffa, all’allegria, per questo è sovente raffigurata con una maschera in mano, un’edera intorno al capo e un’aria sbeffeggiatrice e leggera. Per la legge del contrappasso, spesso Thalia è stata anche collegata alla satira. È considerata la madre dei Coribanti, sacerdoti della dea Cibele, che misero a punto lo strumento del tamburo, in grado di produrre una musica benefica per chi soffrisse di attacchi epilettici. Thalia è lenimento, allegria, toccasana per la vita.

Erato: Musa della poesia amorosa, profonde sensualità e desiderio, dunque appare spesso in combinazione con Amore. Il significato del suo nome è amabile ed è associata all’amore da molte colonne portanti della cultura, tra cui Platone o Esiodo. Gli emblemi a cui questa Musa accattivante è associata sono le rose e i mirti. Invocata dagli autori di poemi d’amore, essa proteggeva anche il canto corale ed era considerata ispiratrice di eros.

Euterpe: raffigurata spesso con un flauto, era considerata la Musa della musica. Aveva il potere di rallegrare con il proprio strumento, da qui l’etimologia del suo nome, traducibile in colei che rallegra. Ancora, è considerata l’inventrice di uno strumento musicale in gran voga nell’Antica Grecia, chiamato aulos.

Melpolmene: Musa della tragedia, nell’iconografia che la vede protagonista calza spesso i coturni, sandali tipici della tragedia greca, un coltello o un bastone in mano e ha il capo adornato di cipresso. La caratterizza uno sguardo greve, serioso, che esprime appieno la difficoltà della tragedia greca. Secondo una delle tradizioni più diffuse della mitologia greca, la Musa Melpolmene avrebbe generato, insieme al dio fluviale Acheloo, le Sirene, famose per il loro canto letale ai marinari.

Urania: considerata madre del dio delle nozze Imene, il significato del suo nome è celeste, come l’abito che ne avvolge le forme piacevoli. Intorno alle chiome una corona di stelle, e vicino spesso un globo o strumenti matematici. Muse e mitologia raggiungono con questa splendida divinità un raggio d’influenza molto largo: il mito di Urania ha suggestionato autori come Manzoni o Pontano, in quanto a lei è associata l’astronomia e la letteratura didascalica. Uno dei simboli più potenti e permanenti nella storia della cultura.

Polimnia: una corona di perle intorno al capo, un mantello a coprire la schiena e un’espressione concentrata e devota: così è di solito raffigurata Polimnia, divinità associata all’orchestra, ma anche alla geometria. Piuttosto vasto il campo di arti e scienze che le vengono attribuiti: considerata anche l’inventrice dell’agricoltura, degli inni, del mimo, è indicata in molte leggende come la madre del mitico Orfeo.

Tersicore: bellissima Musa della danza, questa splendida divinità olimpica ha sovente il capo avviluppato nell’alloro ed è raffigurata in abiti simili a quelli degli aedi. Rappresentata seduta, nell’atto di suonare una lira e circondata da danzatrici, Tersicore è espressione dell’eleganza della danza, della grazia e della soavità dell’arte. La sua bellezza delicata scaturisce in gran parte dalla raffigurazione delle sue dita, lunghe e affusolate.

Nove incantevoli divinità che conducono per mano nei meandri della cultura greca, anticipandone la bellezza e la suggestione. Nove simboli dell’arte che hanno attraversato l’arte e la letteratura di ogni secolo.

Fonte dell’immagine: https://pixabay.com/it/photos/muse-donna-scultura-statua-4394716/

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A proposito di Duilia Giada Guarino

Il mio nome è Duilia e sono laureata in Filologia moderna. La mia vocazione più grande è la scrittura, in tutte le sue forme.

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