Frasi sulla morte: le parole delle poetesse

frasi sulla morte

Dare una spiegazione alla fine della vita è un’arte complessa, che molti scrittori hanno maneggiato con straordinaria eleganza, proponendoci frasi sulla morte memorabili.

Frasi sulla morte: come le poetesse evocano la scomparsa

Come presupposto alla vita, c’è la morte, condizione necessaria e destino ineluttabile; la morte ci permette di ricordare che siamo vivi e da sempre viene esorcizzata attraverso l’arte.
Qualunque fosse il medium prescelto, nelle arti figurative, nella letteratura o in musica, la morte è stata rappresentata secondo diverse sfaccettature e interpretazioni, che hanno permesso all’artista di mostrare la sua sensibilità e la sua visione di questo evento traumatico, ma impossibile da rifuggire.
Di seguito sono riportate le interpretazioni dello sguardo attento di cinque poetesse.

«Morire / È un’arte, come qualsiasi altra cosa. / Io lo faccio in un modo eccezionale / Io lo faccio che sembra un inferno / Io lo faccio che sembra reale. / Ammetterete che ho la vocazione»
-Sylvia Plath

L’autrice del novecento racconta la morte come una vera e propria rappresentazione, che doma con doti eccezionali. Questa frase è un’esplicitazione della visione della poetessa Sylvia Plath, che durante la sua vita ha tentato più volte il suicidio come atto di rinascita.

«Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina. Chi ama non conosce morte, perché l’amore fa rinascere la vita nella divinità»
-Emily Dickinson

Non si muore davvero, quando si viene ricordati. In questo scritto di Emily Dickinson, c’è la volontà di esplicitare come la morte sia solo la cessazione delle attività biologiche, e che l’amore dato durante la propria vita permette a chi ha amato ed è stato amato di essere ricordato e di rimanere incastonato nella memoria di chi ha contraccambiato quel sentimento, diventando immortale.

«Se la morte fosse un vivere quieto / un bel lasciarsi andare / un’acqua purissima e delicata / o deliberazione di un ventre / io mi sarei già uccisa /Ma poiché la morte è muraglia / dolore, ostinazione violenta / io magicamente resisto»
-Alda Merini

Scegliere la vita come atto di resistenza.  Alda Merini racconta la morte in quanto dolore e disperazione, qualcosa da cui rifuggire, perché non dà pace.

«La morte vorrei affrontarla ad armi pari / anche se so che infine dovrò perdere, / voglio uno scontro essendo tutta intera, / che non mi prenda di nascosto e lentamente»
-Patrizia Cavalli

L’autrice, scomparsa recentemente, racconta la morte come una data già segnata, una battaglia in atto, che non vuole perdere con un colpo alla schiena. Patrizia Cavalli ribadisce a gran voce di non volersi lasciare sopraffare da questo destino già scritto.

«La morte è un osso triste; contuso, diresti, / e tuttavia lei mi attende, anno dopo anno, / per risanare così delicatamente una vecchia ferita, / per svuotare il mio respiro dalla sua cattiva prigione.»
-Anne Sexton

Come Sylvia Plath anche Anne Sexton è stata una poetessa del genere confessionale e ha condiviso lo stesso destino anche nella morte. La poesia Voler morire racconta proprio la sua ossessione verso questo momento cruciale e impossibile da evitare, ma allo stesso tempo catartico.

 

Immagine: Pexels

A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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