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Eroica Fenice

La Tag: interviste contiene 113 articoli

Musica

Nessuno segna da solo con La Rua | Intervista a Daniele Incicco

“Siamo all’inizio e solo da qui si comincia” Daniele Incicco de La Rua La Rua è un gruppo originario di Ascoli Piceno, fin dall’esordio discografico nel 2015 con l’omonimo album, la band capitanata da Daniele Incicco ha fatto delle esibizioni live il suo punto di forza, dando vita a spettacoli musicali di grande impatto Lo scorso 26 Aprile, il gruppo ha pubblicato il suo terzo album “Nessuno vince mai da solo”, un lavoro targato Universal Music che conferma un sound folk solido e convincente, adornato con una veste pop di matrice radiofonica. Nessuno segna da solo segue il precedente album Sotto Effetto Di Felicità ed è stato anticipato il 19 dicembre dal singolo Alla mia età si vola che può essere considerato un po’ come il ‘manifesto teorico’ del disco ma anche della carriera della band, sempre ‘on the road’ per suonare sui palchi di tutto il mondo. “Non importa se in discesa o in salita/ o se stiamo rallentando da una vita/ l’importante è non fermarsi più//” In queste parole tutta l’energia de La Rua che in questi anni ha freneticamente inanellato, una dopo l’altra, tantissime esperienze: dalla partecipazione ad Amici alle esibizioni sul palco del Primo Maggio nel 2015, nel 2017 e anche quest’anno; al recente tour intercontinentale del Sanremo Giovani World Tour un tour mondiale con i finalisti di Sanremo Giovani 2018 organizzato dalla Rai e dal MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale); al collaborazione con Cristina D’Avena per la reinterpretazione di “È quasi magia Johnny!”; all’apertura del concerto degli Imagine Dragons nel 2013 a Milano. Per l’occasione dell’uscita di Nessuno segna da solo, abbiamo intervistato Daniele Incicco, frontman della band, che ha condiviso con noi alcune delle tante esperienze de La Rua. Intervista a Daniele Incicco, frontman de La Rua Avete partecipato al concertone del Primo Maggio nel 2015, nel 2017 ed anche quest’anno. Cosa puoi dirmi di questo evento? Il Primo Maggio è il palco più importante che c’è in Italia e salire in quel palco rende molto felici. È anche una prospettiva di lavoro molto diversa. Per noi era molto importante salire su quel palco anche per la mission che quel palco porta, ovvero andare a difendere i diritti dei lavoratori. Quindi in un certo senso ci siamo sentiti anche responsabilizzati doppiamente da quello che il Primo Maggio ci stava offrendo in quel momento. Quindi pensi che riesca ancora a ricoprire questo ruolo il concerto del Primo Maggio? Secondo me il ruolo lo ha sempre anche perché, in un certo senso, ci si mette al servizio del lavoro. Poi, lo si fa attraverso la musica, la musica è fatta di canzoni e le canzoni dicono tante altre cose, quindi non è molto facile trovare un brano che possa avere un messaggio che possa rappresentare quello. Noi abbiamo portato canzoni leggere ma con la presenza abbiamo cercato di giustificare il nostro appoggio a questo messaggio che il Primo Maggio dà. Cosa mi puoi dire invece della vostra esperienza ad Amici? È stato […]

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Musica

Psycho Club ed il loro EP-r1mo | Intervista a Giovanni Russo

Psycho Club: vi presentiamo il nostro EP-r1mo | Intervista Pubblicato lo scorso 5 Aprile, EP-r1mo è il primo disco ufficiale di inediti dello Psycho Club, progetto musicale Hip-Hop fondato nel 2009 da Giulio “Eba” Valentino. Al servizio del progetto musicale ci sono anche Giovanni “Jorys Mantello” Russo, Oreste “Xero” Mitrotti e il producer KD Music. Originari della Puglia, i quattro artisti danno vita a un album Hip-Hop dalla costituzione eterogenea e trasversale, che spazia da sonorità più vicine al rap sperimentale ad altre più moderne e sperimentali che strizzano l’occhio alla trap. Il disco mostra inoltre come il gruppo abbia utilizzato diversi approcci di scrittura: da brani aggressivi con metriche piene di tecnicismi ad altri con un imprinting più disteso ed introspettivo. Per l’occasione abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giovanni Russo, Jorys Mantello, che ci ha raccontato un po’ dello Psycho Club. Psycho Club, intervista a Giovanni Russo Come è nato lo Psycho Club? Il progetto Psycho Club nasce nel 2009, dalla volontà di Giulio “Eba”, il fondatore. Ha voluto lasciare il gruppo “aperto” quindi “Club”, è inteso in questo modo. Nel corso degli anni ci sono state infatti diverse collaborazioni con davvero tanti artisti locali. Il progetto è così, la formazione non è sempre fissa ma potrebbe variare di volta in volta. Eba è dell’83, tu sei dell’81 e Xero è del 93, appartiene dunque ad una generazione diversa dalla vostra. Cosa vi accomuna e cosa vi differenzia? Xero è un ragazzo maturo ma per la sua età è più vicino alla sfera della ‘trap’. Devo dire che, non per essere di parte, è davvero un talento, è davvero molto bravo e sicuramente si farà sentire. Mentre magari io ed Eba siamo più vicini come età e siamo più per l’old school. Per quanto riguarda il rap, siamo legati ad un genere più tradizionale anche se l’idea che abbiamo è quella di esprimerci come dei cantautori attraverso il rap. Vogliamo cercare di scrivere dei testi significativi, cercando di essere il meno scontati possibile. Oltre l’amicizia, dato che Xero ha collaborato con il progetto fin dall’inizio, a lui ci lega la musica, insomma. Vi alternate tra due approcci, uno più vicino alle sonorità old school ad altre che strizzano l’occhio alle sonorità “trap”. Cosa ci puoi dire di più a riguardo? Il sound è stato curato da Marco “KD Music”, un produttore molto bravo e molto conosciuto nell’ambiente rap. Tutte le tracce del disco, eccetto una (Fuck You Merde, nda), sono state prodotte da lui e quindi, per quanto riguarda il sound, hanno questo filo conduttore. Mentre le tematiche sono abbastanza varie. Come avviene la creazione di un brano? Lavorate insieme a KD Music sul lato musicale, oppure lui realizza il beat e dopo voi scrivete le strofe? Allora, a volte lavoriamo insieme ma altre volte basta soltanto dargli delle indicazioni: lui quasi ci legge nel pensiero e ci dà ciò che vogliamo. È sempre riuscito a rispecchiare le nostre esigenze ed è sempre stato parte integrante del brano ma anche […]

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Libri

Sulla soglia, intervista all’autrice Ida Basile

Sulla soglia. La costruzione  dell’identità attraverso i miti greci di “non passaggio”(Edizioni Epoké , intervista all’autrice Ida Basile. Chi lo ha già letto, lo ha definito “alternativo“. Soglia, costruzione dell’identità e miti greci di “non passaggio”, il saggio di Ida Basile ci fa rivivere i miti classici con grande passione, ma soprattutto da una prospettiva singolare, interessantissima, affascinante. Sulle orme dei più importanti nomi della psicoanalisi che riconoscevano nel mito il fondamento della costruzione del sé di ogni individuo, Ida Basile conia una nuova categoria, quella dei miti di non passaggio che sono però qualcosa in più: un avviso, l’allarme che ci segnala un pericolo. C. G. Jung ci parlava di un archetipico “puer“: colui che essendo apparentemente nulla, contiene al suo interno la totalità. Ebbene ognuno di noi è o è stato quel Puer: un fanciullo ancora non determinato, che è tutto e niente, totale potenzialità. Se la soglia, o limen, di cui ci parla Ida Basile, è il momento del passaggio dalla totalità alla definizione della propria identità, è chiara l’accezione dei miti che la scrittrice recupera, ben diversa da quella a cui noi siamo abituati. Atalanta, Orfeo, Adone, Ippolito, le Pretidi… non sono illustri modelli di eroiche virtù, ma tutti personaggi incompiuti, coloro che sostando presso il limen si sottraggono  al compimento del proprio destino e per questo vengono puniti aspramente dagli dei. Il mancato compimento del proprio destino è traducibile nel rifiuto del passaggio all’età adulta. Se all’interno del limen vige la totale indeterminatezza, non uscirne significa rimanere intrappolati nella totalità che ci annulla. Ed il pericolo è tutto qui, saltare la parte più dfficile, ma anche più bella di tutte. Così anche quegli “anti-eroi”, che pullulano nel cuore di questo saggio, diventano eroi (certo eroi del “non passaggio”) poiché ci insegnano a non privarci della eccezionale opportunità che abbiamo di fare del tutto quel “qualcosa” che ci renda unici e fare della nostra unicità un valore. Sulla soglia riconduce il mondo greco e i meccanismi regolatori delle società antiche fino a noi moderni, sottolineando ancora una volta il debito che abbiamo con chi, da secoli, non smette mai di arricchirci. Intervista all’autrice Ida Basile Nei ringraziamenti finali leggiamo come Sulla soglia sia stato, prima di un valido libro, un elaborato accademico. Puoi raccontarci di più su come è nato questo studio e perché? La laurea, si sa, è un momento di passaggio. Ti chiedi cosa farai dopo, ti rendi conto che il futuro è tanto affascinante quanto spaventoso, ma soprattutto il momento in cui è necessario diventare grandi e prendersi pienamente la responsabilità delle proprie azioni, sia nelle decisioni giuste che negli sbagli. Ecco, a me questo momento ha fatto paura e sulle prime, questa paura mi ha tenuta ferma sulla soglia del futuro, senza capire come oltrepassarla. La mitologia è stata la mia ancora di salvezza, mi sono chiesta come facessero gli antichi Greci a educare le persone alle varie fasi di margine, a prendere coscienza di loro stessi e delle loro responsabilità. Ne […]

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Culturalmente

Spicciati: anche un centesimo può fare la differenza

Spicciati: una bottiglia-salvadanaio per i giovani | Intervista Spicciati è un’iniziativa molto importante, ideata e lanciata dall’associazione senza scopo di lucro Start Italy, ed ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. Dal primo gennaio 2018 l’Italia non conia più le monete da 1 e 2 centesimi. Il loro costo di produzione supera il loro valore (che arriva a 4,5 centesimi per la moneta da 1 centesimo e a 5,2 centesimi per la moneta da 2 centesimi). Abbiamo raggiunto Gian Maria Miliacca, presidente di Start Italy, che si è gentilmente prestato ad una nostra intervista per conoscere meglio il progetto Spicciati. L’intervista per sapere di più su Spicciati In cosa consiste l’iniziativa? “Spicciati è un supporto innovativo e creativo al tempo stesso. L’idea di raccogliere i centesimi è stata esplorata più volte. Ma per la prima volta sarà realizzata su grande scala, con una metodologia di distribuzione che progressivamente coprirà tutta l’Italia”. Anche un solo centesimo fa la differenza e raccoglierlo per poi materializzare tante iniziative, che vedono protagonisti i giovani, è un grande risultato. L’iniziativa Spicciati sarà un ausilio rivolto a tutto campo a giovani start up. Le monetine da 1,2 e 5 centesimi, i cosiddetti “ramini”, potranno essere raccolte in una bottiglia-salvadanaio, reperibile in diverse tabaccherie, delle varie città italiane. Le tabaccherie coinvolte nel progetto sono circa 55 mila, un dato importante, che sottolinea quanto altrettanto importante sia il progetto lanciato da Start Italy. Ma qual è il ruolo delle tabaccherie nell’ambito dell’iniziativa? “Abbiamo pensato alle tabaccherie anzitutto per la loro presenza sul territorio: sono circa 55 mila i punti di raccolta in tutta Italia. Ed anche perché il tabaccaio è una figura di cui tutti i cittadini si fidano”. Le tabaccherie presenti sul territorio sono numerose e in costante crescita, secondo le stime finora accertate, quindi sceglierle come punto di riferimento è una decisione fortemente significativa. Chiunque, ogni giorno, entra in tabaccheria e ogni cittadino potrà avere la possibilità di raccogliere le monetine in rame, per favorire start up e giovani in iniziative sostenibili, volte all’agricoltura e al territorio. Cosa rappresenta la cosiddetta bottiglia-salvadanaio? “Per raccogliere i centesimi, si userà come raccoglitore una bottiglia creata appositamente, che riteniamo essere il salvadanaio più economico e al tempo stesso familiare per i cittadini. Crediamo fortemente nelle potenzialità dei giovani e dell’Italia e siamo altresì convinti che se tutti contribuiranno, potremo raggiungere grandi risultati in termini di raccolta e progetti sostenuti”. La bottiglietta nella quale saranno raccolte le monetine e i centesimi si contraddistinguerà grazie al colore del tappo, che sarà arancione. La cifra raggiunta, inoltre, sarà aggiornata in tempo reale sul sito dell’iniziativa. I progetti che i giovani potranno presentare, tramite i bandi che verranno pubblicati a partire da settembre 2019, riguardano le aree strettamente correlate alle risorse e alle caratteristiche dell’Italia del futuro. Dunque, meno “ramini” e maggiore possibilità di crescita per giovani e start up, con un aiuto concreto: questa è l’idea di fondo del progetto denominato Spicciati? “In realtà sarebbe meglio […]

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Musica

Intervista a Verdiano Vera, direttore del FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale

Il FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale, è un importante evento che mira «a ridare alla musica il suo autentico spessore, consentendo a chiunque di assaporarne il mistero ed il fascino senza tempo». Inaugurato nel 2013 come FIM, Fiera Internazionale della Musica, con una prima edizione all’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga (SV), lo scorso anno la Fiera è approdata a Milano, in Piazza Città di Lombardia, la piazza coperta più grande d’Europa, dove il prossimo 16 e 17 Maggio punterà a confermare e implementare il successo riscosso in questi anni. L’obbiettivo principale della manifestazione è quello di avvicinare i giovani, attraverso concerti, laboratori, incontri con artisti e professionisti del settore, allo studio di uno strumento e al mondo della musica inteso a 360°, per poter creare una solida rete di musicisti e professionisti del futuro che possa rivitalizzare la filiera lavorativa della musica, messa a dura a prova dai repentini cambiamenti tecnologici degli ultimi anni. L’edizione del prossimo Maggio vede un’importante innovazione dell’evento, non soltanto nel nome, ma anche nei propositi che puntano sull”Innovazione’ e sulla ‘Formazione’ dei musicisti ma anche del pubblico, per fornire gli strumenti necessari a un ascolto fatto con cognizione di causa. In Italia, a causa di un insegnamento scolastico deficitario della musica, molte persone non la comprendono appieno e finiscono per assorbirla passivamente. Tale situazione genera una diffusa incapacità di comprensione di un’arte che possiede una storia e un linguaggio propri, degni di tutte le altri arti. Quest’anno Eroica Fenice sarà media-partner dell’evento e ben presto potrete seguire gli sviluppi del FIM sui nostri portali. Per l’occasione abbiamo intervistato Verdiano Vera, uno dei ‘padri fondatori’ della manifestazione di cui è il direttore. Verdiano ci ha raccontato degli intenti e della genesi della Fiera che nel corso degli anni è cresciuta stringendo rapporti con Università e importanti realtà del settore musicale, ritagliandosi così un ruolo nella musica nazionale e internazionale sempre più importante. Intervista a Verdiano Vera, direttore del FIM Come nasce il FIM? Nasce nel 2012, in seguito ad un periodo di terribile crisi sia della discografia che del mercato degli strumenti musicali. Un periodo in cui c’era molto caos e molta confusione e gli operatori della filiera della musica erano un po’ disorientati: c’erano le case discografiche che combattevano contro il download; i distributori degli strumenti musicali che combattevano anche loro una guerra contro l’e-commerce; e i musicisti che, per avere un po’ di visibilità, frequentavano i talent show televisivi. In tutto questo disordine, con il FIM abbiamo iniziato a creare una rete per cercare di unire gli operatori della musica, quindi cercare di capire quali potessero essere le soluzioni a tutti questi problemi che capitavano tutti insieme nello stesso periodo. Questo era il 2012, poi abbiamo creato il primo FIM nel 2013 a Villanova d’Albenga, nell’Ippodromo dei Fiori, e fu un’edizione zero di questa manifestazione che ci ha dato modo di creare un laboratorio di idee per la crescita e lo sviluppo del mercato della musica: inteso sia come mercato discografico […]

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Libri

8 e un quarto: intervista all’autore Paquito Catanzaro

8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere è il nuovo libro (recentemente pubblicato dalla casa editrice napoletana Homo Scrivens) scritto da Paquito Catanzaro. In occasione della pubblicazione del testo, abbiamo intervistato l’autore. 8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere: intervista a Paquito Catanzaro Paquito, le attività interessantissime che curi sono numerose: scrittore, presentatore televisivo e radiofonico, organizzatore di eventi culturali e teatrali, docente di scrittura; vuoi parlarcene nel dettaglio? Citando Pirandello direi mi potrei definire “Uno, nessuno e centomila”. Scherzi a parte, il mio sogno è sempre stato quello di lavorare come operatore culturale, pertanto ho cercato di trasformare i miei numerosi interessi in una professione. Un obiettivo che sto riuscendo a concretizzare con tanti sacrifici (il tempo per me stesso è sempre poco), con una costante formazione (ho frequentato e frequento corsi di scrittura, di recitazione e di altre discipline), ma pure con dedizione e con una passione che si autoalimenta evento dopo evento. Nei tuoi testi compare spesso il tema della sfida (penso a Centomila copie vendute e a Quattrotretre, oltre che ad 8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere): cosa rappresenta per te l’ostacolo e l’orizzonte che dietro esso – oltre esso – si profila? Dante, Hermes e Flavio hanno in comune il desiderio di realizzare un sogno. Per poter raggiungere questo traguardo devono necessariamente darsi da fare. Si mettono in gioco e sono consapevoli di due cose: 1) non sarà così semplice realizzare questo sogno; 2) dovranno dare il 100% senza mollare un istante. Questo è il mio modo di fare e questo è quel che mi ripeto ogni volta che mi metto alla prova, tanto nella scrittura quanto nel teatro. Per quel che concerne l’orizzonte uso una parafrasi marinaresca: ho sempre lo sguardo rivolto a nord, ma mi concedo – di tanto in tanto – qualche digressione, puntando gli occhi verso le stelle. Nel tuo libro 8 e un quarto. La storia irresistibile del telepanettone che perfino Fellini avrebbe voluto dirigere ricordi: «La commedia è una cosa seria. Mica sono tutti bravi a far ridere»; quali sono i modelli comici a cui ti ispiri? Dal punto di vista della scrittura: Pino Imperatore, Stefano Benni e Andrea Vitali. Tre Scrittori (uso volutamente la lettera maiuscola) in grado di far ridere senza dover ricorrere alla banalità. La loro è una comicità intelligente, un’ironia in grado di farti riflettere (penso a Pino Imperatore che sbeffeggia la camorra nella saga degli “Esposito” oppure a Benni che dà voce a un disabile – in “Achille piè veloce” – capace come pochi di prendersi in giro da solo). Dal punto di vista televisivo, confesso che la serie “Boris” mi ha conquistato e ha ispirato diverse dinamiche del romanzo. Su 8 e un quarto ho scritto, fra l’altro, che mi pare costruito attorno all’adagio “volere è potere”; quanto ritrovi, da autore, in queste mie parole di lettrice delle […]

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Musica

Federa & Cuscini, intervista alla band napoletana

Federa & Cuscini è una band napoletana, nata prima come trio acustico e poi divenuta una vera e propria band in elettrico. Il nome rimanda alla cantautrice Federica Vezzo, frontwoman del gruppo, accompagnata in questo progetto da Gaetano Sorgente alla chitarra, Enrico De Stefano al basso e Claudio Attonito alla batteria. All’attivo hanno un EP, Viento ‘e curaggio, uscito nel 2017, numerosi premi vinti, l’ultimo a Luglio 2018 con il Festival dei Castelli Romani di Velletri ed un nuovo singolo disponibile online: Da Piccola. Sono stati selezionati per le prossime audizioni di Musicultura 2019, insieme a molti altri artisti del panorama campano. Nonostante i cambiamenti di formazione, l’utilizzo nella scrittura sia dell’italiano che del napoletano, Federa & Cuscini dimostrano essersi ritagliati uno spazio all’interno della musica partenopea, attraverso una scrittura che mira all’essenziale, utilizzando vocaboli semplici e una linearità diretta, cosa che diviene sempre più rara nel cantautorato attuale. Il loro sound è un misto di generi differenti: blues, rock, folk, soul, il tutto sempre sottolineato da una voce mantiene una decisa identità vocale. Da Viento ‘e Coraggio, il vostro primo Ep a questo ultimo singolo, Da Piccola. Cosa è cambiato in questi due anni?  Oltre alla formazione che è evidentemente cambiata, dato che adesso non siamo più un trio acustico, ma una una band completa, sicuramente è cambiato il suono di base. Ci siamo confrontati tra di noi, con i nostri gusti, proprio per cercare una sonorità nostra. Abbiamo poi messo in mano a Massimo De Vita vari brani, è stato lui a scegliere Da Piccola e da lì sono arrivate idee, suoni, proprio per ottenere una sonorità che ci distinguesse. Passare dall’acustico all’elettrico è complicato; noi abbiamo continuato a inserire dentro la nostra musica il folk, il blues, il rock, il soul, proprio come si può ascoltare già dal primo EP. Da Piccola, è un pezzo che attraverso la semplicità racconta la verità, forse proprio questo è il suo punto di forza. Come definisci la tua scrittura? In realtà non so come definirei la mia scrittura, credo in evoluzione, poiché la sento in continuo cambiamento, sia per le esperienze che vivo, sia perché man mano che ascolti, il tuo bagaglio musicale si gonfia. Spero di non perdere la comunicabilità, l’essenza del testo in sé, proprio perché mi piace che la mia scrittura arrivi diretta, in modo che le persone capiscano ciò che sto raccontando e riescano ad immedesimarsi. Da Piccola è in italiano, altri brani del precedente EP sono in dialetto, non mi limito: nella lingua in cui mi sento di scrivere, scrivo. Da Piccola, che tra l’altro sta avendo parecchio successo, ha dietro la produzione artistica di Massimo De Vita ed è stata registrata e mixata presso Le Nuvole Studio di Cardito. Com’è stato lavorare in questo contesto, essere seguiti in questa produzione artistica? Quando ho fatto ascoltare dei pezzi a Massimo, ero molto imbarazzata, poiché non mi sento una grandissima chitarrista e glieli ho suonati in acustico, voce e chitarra. Avevamo 2-3 idee, io gliele ho fatte ascoltare […]

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Teatro

Luca Ravenna e la sua comicità: intervista “botta e risposta”

Luca Ravenna e la sua comicità. | Intervista  Luca Ravenna sarà a Napoli il 16 febbraio, sul palco del Kestè. Chi è Luca Ravenna? Luca Ravenna, prima di essere qualunque altra cosa, è. Far ridere è molto difficile: non basta essere spiritosi per fare di ciò un mestiere, prima di ogni altra cosa bisognerebbe essere. Luca Ravenna, oltre a essere, è un autore, uno sceneggiatore, un attore e un comico. Milanese. Si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, vive a Roma e lavora a Roma e a Milano. Sceneggiatore appassionato. Protagonista di due edizioni di Natural Born Comedians e due di Stand Up Comedy su Comedy Central, oltre che della web-serie Non c’è problema su Repubblica.it. Scrive per la televisione e ha collaborato con il collettivo The Pills. Componente del cast della trasmissione Quelli che il calcio e di quello di Natural Born Comedians, Luca Ravenna è anche un talento bravo a stemperare con leggerezza difetti e paure e si contraddistingue per l’originalità e l’autoironia. Più di ogni altra cosa ama fare colazione, giocare a tennis e fumare sigarette. Eroica Fenice ha avuto modo d’intervistare Luca Ravenna, divertendosi insieme a lui con un “botta e risposta”. L’intervista a Luca Ravenna Luca Ravenna in un aggettivo “Pirlesco”- che non esiste come parola ma calza a pennello. Il pezzo che meglio ti rappresenta È un pezzo che farò sul palco del Kestè, che non ho sentito nemmeno io, perché sto finendo di scriverlo. Motivo per cui prendere una penna in mano? Perché se no è un casino firmare qualsiasi tipo di documento. E un microfono? Parlo a voce molto bassa di solito, spesso mangio addirittura le parole, quindi è abbastanza necessario. Comico/a preferito/a Louis C.K. Mantra Penso spesso al basilico quando sono in difficoltà, perché è il profumo più buono del mondo. Punto di forza L’amatriciana. Faccio un’amatriciana che manda fuori di testa. Motivo per cui ti abbatteresti? Se l’Inter dovesse andare in serie B. Ridere di sé. La ricetta? È una bellissima domanda a cui non so rispondere perché, come chiunque provi a far ridere di professione, sono molto permaloso se sono altri a prendermi in giro, però penso di essere abbastanza bravo a improvvisare, quindi è difficile accorgersene. Autore, sceneggiatore, attore, comico. In quali vesti ti diverti di più? Comico, senza ombra di dubbio. Anche se è più faticoso, la resa è migliore. Dieci sketch sulle paure…l’attuale più bastarda? Sempre e comunque la paura dei piccioni, anche se ‘sta cosetta del razzismo non è che mi faccia tanto più ridere. L’esperienza a Natural Born Comedians in una metafora Direi che la prima edizione è stata una delle esperienza più belle della mia vita. Era come stare alla gita delle elementari, però a ventisette anni. Quella di Stand Up Comedy su Comedy Central in un’altra Come la gita al liceo, c’erano anche persone meno simpatiche. Quelli che il calcio su Rai2 in tre parole Un sogno. Un lavoro. Uno spreco totale di risorse. The Pills. Più di centocinquanta caratteri The Pills per me […]

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Musica

Alessio Sollo e Claudio Domestico (Gnut), “L’orso ‘nnammurato” | Intervista

L’orso ‘nnammurato è un libro di poesie, ma anche un cd, nato dalla collaborazione (denominata “SolDo“) di Alessio Sollo e Claudio Domestico, in arte Gnut, pubblicato lo scorso gennaio da ad est dell’equatore. Questo meraviglioso lavoro si compone di sessantaquattro poesie di Alessio Sollo, di cui quattordici musicate, cantate e suonate da Gnut insieme ai musicisti della sua band (Marco Caligiuri, Valerio Mola, Luca Caligiuri, Gianluca Capurro, Michele Signore, “Mr. Coffee” Daniele Rossi) e ospiti speciali quali Ciro Riccardi, Brunella Selo, Dolores Melodia, Andrea Tartaglia, Monia Massa, Luca Rossi e Alexander Cerdà. Nel libro sono presenti, inoltre, le partiture musicali di queste canzoni. Un prodotto che ha molto da dire e lo fa senza fronzoli, poi «si capisce è buono, sinnò te futte!». Di seguito, la nostra intervista ai due cantautori napoletani. Buona lettura! L’intervista a Alessio Sollo e Gnut Alessio Sollo, definisci la tua amicizia con Claudio una “fratellanza umana e artistica” che rende la tua vita migliore. Ti va di parlarmene? La definizione più appropriata della nostra collaborazione potrebbe essere la storia di un’amicizia basata su una stima profondissima. Ed è su questa sintonia che abbiamo costruito le nostre canzoni. Il titolo L’orso ‘nnammurato mi rimanda a ‘O surdato ‘nnammurato, il partenopeo canto d’amore che condannava la trincea. Come questa celebre canzone, possiamo interpretare L’orso ‘nnammurato un inno d’amore universale e il grido di battaglia di tutti coloro che riescono a piangere per amore? Più che “quelli che piangono” ci piace pensare di rappresentare tutti quelli che hanno il coraggio di esternare a testa alta i propri sentimenti e le proprie debolezze. “So’sensibbile, mmocca a chi v’è mmuorto!” è il mantra dei SolDo, come si evince dal libro. “La sensibilità nei tempi moderni” è un tema che mi piacerebbe affrontare con Sollo e Gnut. È un’epoca di ostentazione di benessere e forza. Se la storia la scrivono i vincitori, la poesia è sicuramente opera dei perdenti. Siamo partiti da questo presupposto per raccontare e denudare le nostre sensibilità. Le vostre biografie mi hanno colpita profondamente. Trasudano originalità e sono d’impatto. Perché Sollo sceglie di rappresentarsi con I bambini che ammazzarono l’Italsider? Perché Gnut lo fa con la descrizione del suo migliore amico? Sollo: Ho scelto di raccontare semplicemente la mia infanzia e la mia adolescenza con quei versi; mi sembravano proprio quelli gli anni che maggiormente mi hanno influenzato come futuro artista e come uomo. Gnut: Non avrei trovato un modo migliore per parlare di me se non attraverso gli occhi e la straordinaria penna di chi mi vuole bene. Torniamo a quel pomeriggio di ottobre del 2015, quando Sollo venne folgorato dallo sguardo di una donna bellissima e sorridente che accompagnava suo marito devastato da un ictus presso la clinica di riabilitazione, dove il catautore era presente nelle vesti di vigilante. Per Sollo è stato il “giorno della consapevolezza”. Approfodiamo? Sollo: Estenderei quel giorno un po’ a tutto il periodo che mi ha visto lavorare presso una clinica di riabilitazione. Trovarsi a contatto tutti i giorni con persone che soffrono t’insegna a guardare la […]

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Libri

Il manuale Marketing Essenziale di Rosario de Vincenzo | Intervista

Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario de Vincenzo, edito dalla Mind Edizioni, tratta una tematica molto interessante e fortemente diffusa: il Marketing nelle sue varie sfaccettature. Il marketing è una disciplina che studia il mercato, il posizionamento dell’ impresa sul mercato, il rapporto tra tre soggetti:  mercato, impresa e consumatore. È una disciplina complessa che si può definire come metodo valido e necessario per le aziende che hanno come obiettivo finale l’ acquisizione di nuovi clienti. Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario de Vincenzo – Introduzione al Marketing  Il Marketing ha come scopo primario il miglioramento dell’ azienda secondo una strategia mirata ad ottenere profitto. Si fonda sulla scelta dei prodotti o servizi da vendere, scelta del mercato di riferimento (target dei consumatori) e scelta dei prezzi. Il marketing si basa su un metodo organizzato secondo la teoria delle 4P, che esiste e persiste da molti anni.  All’origine si definiva come: -Product: produzione/creazione del prodotto -Price: definizione del prezzo -Promotion: realizzazione di una forte e coinvolgente campagna pubblicitaria (avveniva tramite Tv e radio) -Place: organizzazione dei punti vendita.  L’evoluzione del marketing Nel secondo dopoguerra, le imprese dovevano creare prodotti in grado di soddisfare la massa, perché, in un periodo postguerra, nella vita dei consumatori c’era bisogno di tante cose diverse ed il marketing doveva semplicemente facilitare la vendita dei numerosi oggetti. Successivamente si apre una seconda fase del marketing, quella dell’ era dell’ Informazione e di Internet, il mercato della società odierna diventa più complesso e il consumatore più informato ed esigente. Per questo il marketing consente ad ogni tipo di impresa, all’inizio degli anni 2000, di comprendere e soddisfare le necessità dei consumatori più esigenti che diventano così protagonisti della crescita del mercato. Il Marketing punta all’anima del consumatore durante la sua terza fase definita come era della globalizzazione e della digitalizzazione. Questa terza fase è caratterizzata dai grandi cambiamenti strategici, sociali, economici e ambientali. Esso si deve orientare su valori reali e ideali forti nei quali possano credere i consumatori, portando loro benessere; per riassumere questo concetto possiamo dire che lo scopo fondamentale è il dover toccare l’ anima del cliente. Il marketing ha il compito di avvertire, ma anche di interpretare le ansie dell’ umanità, i desideri di creatività, cultura, rivalutazione delle tradizioni e tutela dell’ambiente. Per renderlo più chiaro ai nostri lettori possiamo definire l’evoluzione del marketing attraverso 3 fasi rappresentate da 3 parole chiavi: dal prodotto al cliente, dal cliente all’anima. Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario De Vincenzo – Intervista all’autore Abbiamo deciso di intervistare Rosario De Vincenzo, esperto nel settore Marketing da 25 anni ed autore del best seller: “Marketing Essenziale”, Mind Edizioni, 2018.  Poiché lei è un esperto di Marketing da anni, ci può descrivere brevemente l’ evoluzione che ha subito il processo di Marketing negli ultimi 10 anni con l’ avvento dei dispositivi digitali? Negli ultimi 10 anni si è passati dal prodotto al cliente, si tratta di un marketing focalizzato sul brand e sui servizi, arrivando oggi ad una forte concentrazione sulla produzione di “valori”, […]

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