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Eroica Fenice

La Tag: Newton Compton Editori contiene 17 articoli

Libri

La violinista di Auschwitz: un romanzo di Ellie Midwood

La violinista di Auschwitz è il nuovo romanzo di Ellie Midwood edito da Newton Compton. Un romanzo storico che però ha molto da raccontare e che ha tanto da insegnare, in una lettura che si configura come avvincente ed interessante al tempo stesso; un libro che fa riflettere su ciò che stato, una “fetta” di storia dolorosa che non deve più ripetersi. La trama “Ad Auschwitz ogni giorno è una durissima lotta per la sopravvivenza. Alma è la detenuta 50381, il numero tatuato sulla sua pelle. È rinchiusa con migliaia di altre donne, portata via dai suoi affetti, circondata da un filo spinato che non le lascia scampo. Una realtà estremamente lontana alla sua vita precedente. Era una violinista, incantava il suo pubblico con note melodiche e soavi che riempivano il cuore. D’un tratto purtroppo la dura e terribile presa dell’Olocausto ha invaso l’Europa e nulla ha potuto salvarla. Quando la responsabile del campo femminile nomina Alma direttrice dell’orchestra, lei è tentata di rifiutare. Poi accade qualcosa. Così… improvvisamente. Proprio come quella realtà terribile nella quale si trova rinchiusa da un giorno all’altro. Qualcosa scombussola ancor di più, la sua esistenza provata, e soprattutto privata di ogni identità”. La violinista di Auschwitz: una storia straziante si fa spazio tra le pagine del romanzo “Rasata come una pecora e identificata da un numero anziché da un nome”, si legge in un passo de La violinista di Auschwitz. Eppure lei, Alma, appare sin da subito come un personaggio forte, caratteristica che rende ancor più avvincente il romanzo che ricordiamo, essendo di caratura storica, delinea i contorni di un preciso quanto drammatico momento storico. La storia è straziante, lacera il cuore, e ancora oggi ci si chiede “perché”?! Perché tutto quell’orrore, quei massacri, quello spettro malvagio e senza senso alcuno. È grazie a romanzi come questi che quella realtà spesso descritta dai libri di storia, riesce ad entrare dentro ogni persona, fino all’anima. Si delinea, grazie alla narrazione precisa e quasi analitica, il profilo di una protagonista, Alma, che insegna  a cercare, e se possibile vedere, la bellezza anche tra le macerie. Alma cattura l’attenzione, ciò che quotidianamente vive ed osserva, mette in subbuglio il cuore, avvicinandola fortemente al lettore. Si legge di giornate scandite da una routine disarmante, pranzi e cene a base di “zuppa”, acqua sporca all’interno della quale i più “fortunati” trovavano una rapa marcia, poi silenzi improvvisamente squarciati da grida disarmanti, donne dagli occhi vuoti. Le parole del romanzo rendono perfettamente l’immagine di tutto ciò, di quegli attimi infiniti che i protagonisti, per lo più donne, vivono e che infiammano il cuore dei lettori. Accade che tutto ciò, la narrazione così vivida di particolari e attenzione alla descrizione di eventi e comportamenti, soprattutto femminili, entra dentro. Quel blocco asettico e maledetto un giorno assunse un velo di normalità (se così la si può chiamare) quando improvvisamente Alma cominciò a suonare. Le donne non ancora costrette a letto le fecero spazio nel blocco 11, quello delle sperimentazioni, osservandola con timida dolcezza, con […]

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La bibliotecaria di Saint-Malo di Mario Escobar, la nostra recensione

Il 2 settembre 2021 la Newton Compton Editori ha pubblicato il romanzo “La bibliotecaria di Saint-Malo” dello scrittore spagnolo Mario Escobar (traduzione di M. Lanfranco), autore de “Il libro segreto di Hitler” (Newton Compton Editori, 2020). “La bibliotecaria di Saint-Malo”, ambientato in Francia ai tempi della seconda guerra mondiale e, quindi, dell’occupazione tedesca con il regime di Vichy, è un inno all’amore in tutte le sue sfaccettature, dall’amicizia alla passione, dal legame con la propria terra alla solidarietà per il prossimo. La Bibliotecaria di Saint-Malo, la sinossi Jocelyn è una giovane sposa, gestisce la Biblioteca della cittadina francese di Saint Malo ed è molto innamorata di suo marito Antoine, che la ricambia con tutto se stesso. Benché sia molto giovane, Jocelyn si ammala di tubercolosi e appena riesce a recuperare un po’ di energie, vede suo marito partire per il fronte: è appena scoppiata la Seconda Guerra Mondiale. Inizia l’occupazione tedesca in Francia e la sua vita, come quella di milioni di persone nel mondo, viene stravolta dalle bombe, dalla miseria, dalla mancanza di umanità, dalla violenza gratuita. “Sai cosa vuol dire essere ebrei?” “No” risposi incuriosita. Volevo che mi mostrasse come vivevano quella triste realtà i bambini.  […] “Essere ebrei significa avere sempre paura, guardarsi alle spalle per assicurarsi che nessuno ti segua, lasciare le valigie vicino alla porta in caso di fuga, pregare in silenzio il venerdi e piangere per un terra mai vista” I tedeschi controllano anche la cultura: epurano le biblioteche del Paese e bruciano opere letterarie di pregio perché scritte, a loro parere, da autori sovversivi e contrari al regime. Jocelyn non può permettere che i suoi amati libri, l’unica speranza del futuro, vadano persi con tutto il sapere millenario che portano con sé. Così li nasconde e inizia a partecipare alla Resistenza. Saranno le persone più improbabili a prendervi parte e molti suoi amici la supporteranno, come Celyn e Denis, che conosce da sempre. Mentre attende il marito che torna dalla guerra, Jocelyn conosce Hermann, un ufficiale tedesco amante della cultura e, nonostante le ideologie diverse, tra di loro nasce un forte sentimento che lei avrà molta difficoltà ad accettare ma che le permetterà, suo malgrado, di andare avanti e sopportare la miseria, le ingiustizie e, soprattutto la solitudine che attanaglia le sue notti.  “La bibliotecaria di Saint-Malo” è un inno alla vita: anche in una condizione di violenza e di odio quale è quella vissuta dagli ebrei nella Seconda Guerra Mondiale ma che tanti popoli vivono ancora al giorno d’oggi, gli esseri umani si innamorano, fanno figli, diventano amici, malgrado le opinioni diverse, le ideologie opposte, la differente cultura di provenienza. Il miracolo dell’umanità. “La bibliotecaria di Saint-Malo” è un libro molto ben scritto che ha una trama avvincente in grado di appassionare il lettore, non è il solito libro sulla Shoah ma molto più di questo. Da leggere assolutamente.     Fonte immagine: Ufficio Stampa

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Tokyo a Mezzanotte: Un amore tra USA e Giappone

Tokyo a Mezzanotte è il nuovo romanzo di Mia Another, edito Newton Compton. L’autrice, classe 1992, ha iniziato la sua avventura nel selfpublishing nel 2014, pubblicando romanzi di genere New Adult. Insieme a Newton Compton ha pubblicato Come petali di ciliegio, che ha ottenuto uno straordinario successo. Tokyo a Mezzanotte: trama del romanzo Con un biglietto di sola andata tra le mani e un colloquio fissato per un’azienda importante, Hailey vola in Giappone carica di aspettative, in attesa di ricongiungersi con suo fratello Jamie, al quale è molto legata. Quando arriva a Tokyo non trova la realtà da lui millantata: l’ufficio e i suoi dipendenti, l’appartamento da sogno non sono altro che fandonie, inventate da lui per gestire il fallimento e non dare preoccupazioni alla famiglia. Hailey però è lì, a migliaia di chilometri da casa e a fare i conti con un misero stipendio da stagista e i debiti di suo fratello ed è decisa a risolverli. Per questo, accetta di lavorare come hostess in un club per soli uomini, il Temple, dove le accompagnatrici sono delle dee che non possono essere toccate. È proprio lì che incontra Naoki Saito, il CEO della società per cui lavora, determinando uno sconvolgimento della dinamica capo/dipendente che avevano intrattenuto fino a quel momento. Hailey e Naoki: quando due opposti non possono fare a meno di attrarsi Il romanzo della giovane scrittrice, Mia Another, racconta l’incontro tra Stati Uniti e Giappone, due mondi distanti non solo geograficamente. La Another riesce a farlo incarnando nei suoi due protagonisti le differenze culturali tra i due Paesi, caratterizzandoli minuziosamente e non cadendo mai negli stereotipi. Hailey è una ragazza sfacciata, che non conosce pudore, reticente alle regole, Naoki è riservato, composto e introverso. Un incontro paragonabile a uno scontro tra personalità divergenti, tra forze naturali, destinato a una collisione, a un continuo –ma piacevole– battibeccarsi. «La verità è che tu sei troppo per me. Troppo irruenta, troppo tempestosa, troppo energica e io non riesco a starti dietro. Rincorro quel biglietto senza poterlo mai afferrare.» Hailey e Naoki sono come lo yin e lo yang, due opposti destinati a completarsi sin dal primo istante, necessari l’uno all’altra per crescere, maturare e lasciarsi andare. Tokyo a Mezzanotte non è solo una storia d’amore ma anche di cambiamento e accettazione. I personaggi compiono un vero e proprio viaggio nella loro psiche, Hailey e Naoki partono da posizioni dure e decise e abbattono insieme pregiudizi e tabù delle proprie culture, imparando a comprendersi e amarsi. Eppure, non avviene senza difficoltà. Tokyo a Mezzanotte ci insegna che l’amore non è la medicina per tutto e una forte attrazione non è abbastanza per superare tutte le difficoltà della vita, anzi certe volte riesce a complicare le situazioni e a enfatizzare le incomprensioni. L’autrice riesce a sovvertire con maestria le dinamiche che lei stessa crea, cominciando dalla relazione impari tra capo e stagista, che viene ribaltata quando Naoki diventa cliente di Hailey, fino a renderli inconsapevolmente pari quando entrambi si innamorano. Il romance di […]

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Dante enigma: il romanzo-evento di Matteo Strukul

Dante enigma (Newton Compton editori), romanzo storico nato dalla penna di Matteo Strukul, noto ai più per essere l’autore della saga “I Medici“, a poco più di un mese dalla data di uscita, è già in vetta alle classifiche di vendita. Ambientato nella Firenze di fine Duecento, Matteo Strukul si muove nell’arco temporale delle sanguinose lotte tra guelfi e ghibellini, che culmineranno nella famosa battaglia di Campaldino. A guidare le scelte di Corso Donati, capo guelfo alla guida di Firenze, fu la morte dell’alleato conte Ugolino della Gherardesca, imprigionato dal vescovo Ruggieri degli Ubaldini  nella Torre della Muda a Pisa insieme ai figli e ai nipoti. È da questo momento che Dante si ritrova ad essere fenditore, attivo in prima persona in una guerra che lo porterà sul campo di battaglia di Campaldino, dove sarà testimone di atroci tormenti e crudeltà umana. Da questo punto di vista, si può dire che “Dante enigma” racconti la prima discesa  negli Inferi del Sommo. Un Inferno in terra, generato dalla sete di sangue e potere degli uomini.   Dante enigma: l’inedita faccia del padre della Commedia Quando pensiamo a Dante Alighieri, l’immagine che si staglia nella nostra mente è quella di un uomo maturo, vestito di rosso e coronato d’alloro, con il profilo aquilino e lo sguardo severamente magnetico. Questa immagine cristallizzata nel tempo, tuttavia, non è quella che traspare dal romanzo di Strukul, il quale preferisce restituirci un quadro inedito e sicuramente meno idealizzato del poeta che ha contribuito alla nascita della lingua italiana. Al centro di Dante enigma, infatti, non è il poeta, ma il giovane uomo diviso innamorato di Beatrice ma sposato a Gemma Donati, desideroso di raggiungere la fama grazie alla sua penna ma, allo stesso tempo, animato dalla volontà di servire la Patria con le armi. Particolarmente interessanti sono il rapporto con la moglie legittima e l’amicizia, forse solo immaginaria, con Giotto. Il legame tra questi due uomini geniali, sebbene non storicamente accertato, è descritto come una comunanza di spiriti e di intenti, oltre che di attitudini artistiche. Giotto e Dante sono entrambi degli spiriti innovativi, si può quasi dire che Strukul li descriva come anime gemelle. Non si può dire lo stesso, invece, per la relazione tra Dante e Gemma.  Quest’ultima viene descritta come una donna bellissima e innamorata del marito, eppure totalmente abbandonata a se stessa, costretta a combattere contro il fantasma di un amore idealizzato. Tuttavia, una cifra distintiva della Gemma descritta in Dante enigma, è sicuramente la caparbietà, grazie alla quale riuscirà, almeno in parte, a ritagliarsi un posto nel cuore del Sommo, pur non essendo in grado di scalzare completamente da esso l’immagine di Beatrice. A proposito della “donna gentile”, sebbene essa sia spesso presente nella mente di Dante, come una sorta di retropensiero, in realtà non ha grande spazio nel romanzo: è un personaggio privo di spessore, persino privo di sembianze fisiche, come fosse puro spirito pur essendo, all’epoca dei fatti, ancora viva. Anche un altro personaggio fondamentale, Guido Cavalcanti, resta in secondo piano, protagonista solo […]

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Io non ho più paura di Niccolò Palombini

Niccolò Palombini, autore di Io non ho più paura, è nato il 10 luglio 2002 e vive a Roma con la sua famiglia. Ha due fratelli gemelli. Frequenta l’ultimo anno di liceo scientifico. All’età di sedici anni è stato colpito da un osteosarcoma ad alto grado di malignità. Gli piace fare sport, soprattutto giocare a calcio, viaggiare e andare allo stadio, ma più di ogni altra cosa gli piace vivere sereno con le persone che ama. Io non ho più paura, edito Newton Compton Editori, di Niccolò Palombini è una sorta di diario di bordo che il giovane ragazzo scrive all’età di sedici anni, quando è stato improvvisamente colpito dalla malattia. Nelle prime pagine del libro, l’autore scrive: “Ogni giorno il destino ci mette di fronte a sfide inimmaginabili: solo i più forti, fortunati e determinati possono farcela. Guerrieri? Supereroi? Non so cosa siamo, ma una cosa di sicuro la so: non bisogna mai smettere di lottare.” Niccolò, che dagli amici si fa chiamare Nicco o Nic, è un ragazzo come tanti. Appassionato di  sport, ama giocare a calcio, adora trascorrere il tempo con gli amici e con le persone che ama. Inizia improvvisamente ad avvertire un fastidio ad una gamba ed il dolore si fa lancinante ed insostenibile proprio mentre gioca a calcio e tira in porta una punizione. Durante la notte comincia ad avvertire scosse elettriche all’arto e decide perciò, di comune accordo con la madre, di recarsi da un medico, che appare molto tranquillo di fronte alla problematica esposta dal ragazzo, data la sua giovane età. In seguito, però, poiché i fastidi non accennano a passare, il ragazzo viene sottoposto ad una lastra e la diagnosi è la peggiore che potesse avere: osteosarcoma. Comincia ben presto il calvario di chemioterapie, di ospedali, di ansia e paura, di lacrime dei fratelli del giovane ragazzo. L’intervento, il terrore di perdere la gamba, i capelli persi. “L’ospedale mi faceva impazzire, intorno a me era tutto buio: dove mi trovo? Perché mi ritrovo sempre qui? Non mi piaceva quel posto, era tutto nero, quell’aria filtrata mi faceva venire gli attacchi di panico. Io sono sempre stato forte e lì sentivo solo dolore, odiavo quella sensazione.” Niccolò, nelle pagine del libro, si sfoga. Getta su carta le ansie e le paure vissute in quei giorni. Ci parla però della voglia di vivere, di lottare, di uscirne fuori più forte di prima. Ci parla di rapporti che sono durati nel tempo, di persone che gli sono state accanto, che l’hanno aiutato a vincere il dolore, ma ci parla anche di rapporti che durante il decorso della malattia si sono affievoliti. Io non ho più paura di Niccolò Palombini è un atto di forza e di coraggio, è le perseveranza di un ragazzo che è cresciuto, è cambiato, ha lottato e ne è uscito più forte di prima. Il cancro spaventa, terrorizza anche solo leggerne la parola, figuriamoci sentirsi dire “è toccato a te, è tuo, è in te”. Mille interrogativi pervadono quotidianamente la […]

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Il piccolo negozio del lieto fine di Ali Mc Namara

Il piccolo negozio del lieto fine (Titolo originale: Kate & Clara’s Curious Cornish Craft Shop; Traduzione dalla lingua inglese di Mariacristina Cesa) edito da Newton Compton, è l’ultimo romanzo di Ali Mc Namara, scrittrice inglese, autrice di bestseller quali Colazione da Darcy, ai primi posti di tutte le classifiche italiane, Innamorarsi a Notting Hill (editi da Newton Compton). “Il piccolo negozio del lieto fine”- la sinossi Siamo a St Felix, una cittadina di mare della Cornovaglia, approdo dei turisti e  degli innumerevoli pittori che decidono di ritrarre i suoi magnifici paesaggi.  Kate, madre single,  vive qui  da qualche anno con sua figlia Molly e gestisce uno dei tanti negozietti di St Felix, dove può vendere le sue creazioni artigianali.  Jack è un ex militare, un incidente di guerra l’ha costretto sulla sedia a rotelle che decide di cambiare vita, trasferendosi a St Felix e aprendo un negozio di articoli artistici. Divorziato, Jack ha un figlio diciottenne, Ben.  Un cavalletto per quadri e una vecchia macchina per cucire diventano protagonisti di una storia magica che riesce a prendere vita grazie a Kate e Jack. Stamattina, mentre aprivo il negozio, ho dato la mia solita controllata alla vetrina per accertarmi che ogni cosa fosse in ordine e che non fosse caduto o scivolato giù niente durante la notte. Era tutto immutato, ma con un’aggiunta: un altro ricamo sotto il piedino della macchina da cucire, come se qualcuno avesse appena finito di lavorarci. Stavolta raffigurava un’enorme onda turchese che si infrange contro alcuni scogli grigio-azzurri. Di nuovo un lavoro splendido, ma chi l’aveva realizzato e come era riuscito a intrufolarsi nella mia vetrina? Non avevo detto niente ad Anita al suo arrivo. L’avevo già interrogata con insistenza quando era comparso il primo ricamo, ma era chiaro che sia lei che Sebastian non ne sapevano niente. Adesso, invece, avevo la sensazione che potesse saperne qualcosa Jack. Una storia di tanti anni fa dove Clara, una sarta di St Felix degli Anni Cinquanta, madre di Maggie, ragazzina da poco guarita dalla poliomelite amante dell’arte e delle opere del vecchio pittore Freddie, si innamora di Arty, un’artista locale. «Sovrapponi il ricamo al dipinto», mi dice. «Falli coincidere alla perfezione». «Okay», acconsento titubante, chiedendomi cosa dovrei vedere. «Guardalo», insiste Jack. «Cioè, guardalo davvero e dimmi cosa vedi». Grazie a Kate e Jack  si darà giustizia a chi la merita dopo tanti anni, facendo riemergere questa vecchia storia grazie alla magia di St Felix.  “Il piccolo negozio del lieto fine” è un romanzo molto leggero, dalla trama semplice, ma avvincente, consigliato a chi ama le storie a lieto fine.  Vivamente consigliato per le letture sotto l’ombrellone.      Fonte immagine: Ufficio Stampa

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L’impero. La vittoria impossibile: il nuovo libro di Anthony Riches

L’impero. La vittoria impossibile è il decimo romanzo della saga storica dell’autore Anthony Riches, edito da Newton Compton Editori. Perennemente in cerca di vendetta, Marco Valerio Aquila si trova di nuovo al centro del caos che scuote la città di Roma. 186 d.C. : dopo essere sfuggiti per un soffio al tradimento imperiale nelle foreste della Germania, Marco Valerio Aquila e i Tungri vengono inviati in Gallia, dove un fuorilegge di nome Maturno sta seminando il caos. Un gran numero di disertori e schiavi liberati, però, si unisce alla causa, e quello di Maturno potrebbe diventare qualcosa di più di un semplice brigantaggio: per la prima volta da una generazione, nell’aria c’è odore di ribellione. Lasciarsi alle spalle i ricordi di Roma è un sollievo, ma il protagonista scoprirà presto il pericolo insito nel suo viaggio verso occidente. L’impero. La vittoria impossibile: un romanzo storico “senza tempo” Un romanzo fortemente avvincente, all’interno del quale niente è lasciato al caso. Sin dalle prime pagine, un incipit perfettamente delineato solletica l’attenzione del lettore, catapultandolo nel passato. L’impero. La vittoria impossibile è perfettamente coeso e la trama si “misura” con una serie di elementi e fattori di notevole spessore. Catturare l’attenzione con un romanzo storico non è facile, qualcuno nel tempo ha sottolineato quanto i romanzi appartenenti a questo genere, in realtà piacciano esclusivamente agli appassionati, ma L’impero. La vittoria impossibile è diverso. Tutto si evolve, cresce, diventa difforme, si frammenta per poi ricongiungersi, con elementi eterogenei, posti in un costante intreccio che miscela passato e presente. La lettura è piuttosto semplice e molto avvincente: si concentra in una miscela perfetta di storicità ed identità. Ogni personaggio è dettagliatamente descritto, così come l’ambientazione all’interno del quale si muove. Centauri, soldati, centurioni, ciambellani, esperti militari, storie vissute e vicende dolorose, questi sono i punti cardine al cospetto di un romanzo che lascerà senza fiato. Così come “Sicuramente, alcuni degli uomini si dimostreranno all’altezza del compito, quando scenderanno in campo”, allo stesso modo l’autore Anthony Riches dopo aver conservato in un cassetto il proprio romanzo (come ha più volte affermato) non delude le aspettative di chi legge, coinvolgendo e trasportando in una dimensione scandita da funzioni narrative e testuali fortemente avvincenti. In tal senso nasce un vero e proprio confronto, sottolineato ancora oggi dai letterati e critici del nostro tempo. Il confronto canonico fra epos e romanzo o, meglio, la netta distinzione tra romanzo drammatico e romanzo neorealista (e quindi anche storico). L’impero. La vittoria impossibile non è un semplice romanzo storico, bensì l’identificazione di ciò che un libro appartenente a tale genere debba rappresentare. Il titolo fa riferimento ad una vittoria impossibile (e questo è un passaggio che si scoprirà solo leggendo il romanzo), ma una cosa è certa: questo libro rappresenta il trionfo del genere storico come identità prettamente tale. L’impero. La vendetta impossibile non fa storia: è storia vera e propria. La narrazione è intervallata da discorsi diretti tra i personaggi che riportano il lettore in quella precisa epoca storica, agli albori di una […]

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La bambina venuta dalla foresta: il nuovo romanzo di Glendy Vanderah

La bambina venuta dalla foresta è il nuovo romanzo di Glendy Vanderah, edito da Newton Compton. Si tratta di un libro che sta riscuotendo una grande fama mondiale, tradotto in ben quattro lingue. Trama e presentazione del romanzo Con il cuore a pezzi per la perdita di sua madre, Joanna Teale decide dedicarsi nuovamente ad una delle sue passioni, ossia la ricerca universitaria sugli uccelli che nidificano nelle foreste dell’Illinois. Una sorta di sfida con se stessa, con la quale dimostrare che un ostacolo non può fermarla. La protagonista si getta a capofitto in questa nuova ed interessante impresa, che però viene improvvisamente interrotta dall’apparizione di una misteriosa bambina, che si presenta alla sua porta a piedi nudi e coperta di lividi. La piccola afferma che il suo nome è Orsa, e dice di essere stata mandata dalle stelle per assistere a cinque miracoli. La trama è ricca e suggestiva, misteriosa e fantasiosa al tempo stesso, nulla è lasciato al caso: parola dopo parola, pagina dopo pagina, il mondo reale, spesso doloroso e difficile da comprendere, si mescola con qualcosa di estremamente straordinario, ispessendosi di significato e bellezza. Jo e Orsa, le due protagoniste, sono due essenze segnate da cicatrici e dolori. Jo in cerca di dimostrare a tutti e a se stessa che, nonostante tutto, al di là del dolore, può ancora vivere in modo normale; dal canto suo, Orsa, alla ricerca di miracoli e meravigliosamente ammaliata. La bambina venuta dalla foresta è un libro molto interessante, profondo, che tocca gli angoli più nascosti del cuore, riuscendo a tenere alta l’attenzione. Con stupore, meraviglia e anche un alone di mistero, la protagonista “accompagna” il lettore in un vero e proprio viaggio esistenziale e personale, costituito da tanti tasselli, uno diverso dall’altro. Tutto confluisce in una narrazione ricca di elementi di risonanza, belli e a tratti tristi. La protagonista darà prova della propria forza dopo la perdita della mamma. Il dolore che prova non ferma il suo lavoro di etologa a contatto diretto con la natura, nella quale si immerge senza remore. Tanti i temi trattati, di notevole spessore, sui quali l’autrice si sofferma con una particolare sensibilità, che arriva dritta fino al lettore. Toccare i cuori e al contempo accarezzarli non è facile, e farlo attraverso le parole ancor meno. In questo riesce bene Glendy Vanderah in un romanzo che sprigiona emozioni, ammaliando e alimentando ragionate riflessioni di forte spessore. L’impasto linguistico che l’autrice crea, ha la capacità di descrivere ed identificare in modo coinciso e chiaro i luoghi ed i personaggi dello splendido romanzo, coinvolgendo emotivamente ma anche razionalmente, il lettore. È un po’ il “miracolo della scrittura”, così come il quinto miracolo con il quale familiarizza il lettore, scorrendo tra le pagine del romanzo. Ovviamente il finale sarà tutto da scoprire, ma presenta delle ottime premesse.   Immagine in evidenza: ufficio stampa

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Oligarchia, un gioiello del noir edito da Newton Compton

Recensione di Oligarchia, il nuovo romanzo di Scarlett Thomas Qualcuno è morto nella scuola. Potrebbe essere suicidio, omicidio. Potrebbe essere stato il bullismo o l’anoressia. Ma a chi potrebbe mai interessare se è appena uscito l’ultimo modello di scarpe all’ultima moda? Cosa può uccidere una persona con una vita perfetta? Riscopertasi figlia di un oligarca, Natasha, conosciuta da tutti come Tash, viene mandata dal padre in un collegio femminile inglese. Nonostante la sua nuova vita sia totalmente diversa da quella in Russia, Tash ci mette poco ad ambientarsi. Un po’ per grazie alle sue compagne, coinvolgenti nei loro modi di fare e di dire, un po’ per i suoi quindici anni durante i quali è difficile capire chi si è davvero, e dove è molto più semplice imitare gli altri. Quello che si era mostrato inizialmente un libro leggero e senza nessuno scrupolo oltre quello di mostrare come la gioventù ricca, poco istruita e mal controllata, vada lentamente a bruciare fino a consumarsi, si è rilevato essere tutt’altro. A bruciare e consumare le ragazze fino alle ossa infatti, inaspettatamente, non saranno il fumo, le droghe e le feste, ma l’anoressia. Si presenterà tra le pagine come un dettaglio. Qualcosa di accennato, inserito per distrazione. Come a dire ‘’che ci si può fare, nella vita sconsiderata di giovani ragazze ricche, questa è la prassi’’, per poi iniziare a diventare qualcosa di ridondante. Sempre più presente. Sempre più oppressivo. Fino ad uccidere. Oligarchia: un libro per tutti? Una delle necessità da sottolineare per leggere questo libro è di non prendere seriamente nulla di ciò che è scritto. Per la maggior parte Tash si confronterà infatti con personaggi corrotti dalla vita che le spiegheranno la loro filosofia di vita, molto lontana dalla realtà delle giovani che, se non inserita nel contesto di riferimento, potrebbe essere facilmente fraintendibile. Quindi è necessario prendere il libro e l’insieme di tutti i suoi temi (che saranno tra i più variegati: dall’abuso al suicidio, alle molestie e ovviamente all’anoressia) con la stessa frivolezza con cui ci vengono presentati. Non deve insomma essere diverso da guardare un episodio di Bojack Horseman. Oligarchia è un libro complesso. Non nello stile, tra i più scorrevoli possibili. Quasi da leggere sotto un ombrellone con una coca light (siamo tutti a dieta per l’estate!) ma piuttosto per il modo in cui decide di trattare i suoi argomenti. Ogni cosa, con la penna della Thomas acquisisce un tono ironico, giocondo, quasi noir. L’umorismo nero del libro, che spinge il lettore a osservare il mondo disastrato della protagonista con la sua stessa superficialità e cinismo potrebbe far storcere il naso a più di una persona. Non è un libro per tutti, ma se piace il genere, è un gioiellino.   Fonte immagine: Ufficio Stampa.

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Il falso manoscritto: il nuovo romanzo di Jesùs Valero

Il falso manoscritto è il nuovo romanzo dell’autore Jesús Valero edito da Newton Compton Editori. Trama del romanzo e breve sinossi Mentre lavora al restauro di un’antica chiesa di Donostia, Marta Arbide ritrova un manoscritto antico celato dietro ad una falsa parete. È il diario di Jean de la Croix, un monaco medievale al quale, mille anni prima, fu affidata la missione di portare al sicuro una misteriosa reliquia, nascondendola ai sicari che, per ordine di papa Innocenzo III, volevano impossessarsene. Il contenuto di quelle pagine è così sconvolgente che Marta decide di far luce sulla storia di Jean, aiutata nelle ricerche da un sacerdote dal passato oscuro, Inigo Etxarri. Dalla ricerca di indizi, e con numerosi (forse troppi) interrogativi, nascerà un viaggio attraverso i secoli, che condurrà i due personaggi cardine del romanzo, fino all’anno trentatré, a poche ore prima della morte di Gesù. Un viaggio di parole, fatto di misteri e tanti dubbi, accompagnerà il lettore sin dalle prime pagine. Chiese, antichi tasselli del passato, elementi di via quotidiana, costellano la ricca ed avvincente narrazione, facendo luce su scorci di inesorabile bellezza, avvolti in una densa nube di mistero: tutto ciò condurrà il lettore in un’epoca storicamente lontana, ma ricca di mistero e suggestione. Il falso manoscritto: mistero e suggestione La lettura de Il falso manoscritto è dinamica: la trama, abilmente costruita su fatti storici e personaggi ricchi di pathos, rende tutto particolarmente misterioso. Facile la comprensione del testo, che si snoda tra periodi storici (essenzialmente tre) molto diversi tra loro. Tale caratteristica però, non costituisce affatto un problema, anzi: gran parte degli elementi di vivacità del romanzo, infatti, sono dati dai tasselli e da quanto appartiene e contraddistingue, identificandole, le varie epoche storiche. Un oggetto misterioso, riesce a dare vita ad una serie di intrecci ed interconnessioni, ma anche a varie “coincidenze” di carattere storico e non storico, che accompagnano in una lettura diversa dal solito. Il falso manoscritto può essere definito un thriller di ambientazione storica, adatto non solo a chi ama il genere, ma perfettamente adattabile ai gusti di tutti. Il falso manoscritto sollecita la curiosità del lettore, proponendo un intreccio essenziale ed utilizzando il ragionamento come “metodo d’indagine”: pagina dopo pagina, si prosegue in modo imprevedibile, per provare a scoprire la verità su un oggetto misterioso. Si può sicuramente dire che nulla è lasciato al caso, nemmeno il finale, probabile preludio di un secondo libro. Ma soprattutto, quell’oggetto tanto ricercato, potrebbe semplicemente non esistere ed aver suggestionato, con un forte velo di curiosità, i protagonisti. Sicuramente un romanzo dalle tante facce, definibile quasi “tridimensionale”. Il binomio perfetto tra storia e realtà, al quale però si aggiunge un terzo fattore, il mistero. Attraverso i dialoghi fra i personaggi (non solo quelli principali) e le ambientazioni sembra quasi di calarsi nelle epoche storiche visitate nel tempo. Un romanzo, Il falso manoscritto, che potrebbe rivoluzionare la storia della chiesa, così come potrebbe certamente cambiare la visione di quanti credono di non amare il genere.   Immagine in evidenza: […]

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