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Eroica Fenice

La Tag: Salotto Culturale contiene 239 articoli

Culturalmente

Lalineascritta di Antonella Cilento: l’arte della scrittura e della lettura trova casa dopo 25 anni

«La scrittura è un’arte che si apprende giocando a scrivere», recita il motto del Laboratorio di Scrittura Creativa Lalineascritta, fondato nel 1993 e diretto da Antonella Cilento e dallo staff sorridente ed emozionato che ci attende, lunedì 9 luglio alle 18, nei locali nel cuore del Vomero finalmente diventati “casa” della scuola. È «casa» la parola che si preferisce nominare al posto di una «sede» asettica e più neutrale. Occasione dell’incontro è l’inaugurazione del nuovo domicilio nonché la presentazione delle tante attività estive che animeranno un luglio altrimenti meno movimentato e motivante. È il caso del favoloso programma dal titolo Sogni&Scritture (nelle sere di mezz’estate), 12 lezioni con film e aperitivo: la prima pellicola è prevista in onda, a tambur battente, già giovedì 12/7, con in programma Lettera a tre mogli (1949) di Joseph L. Mankiewicz, per poi proseguire con Vogliamo vivere! (1942) di Ernst Lubitsch il 16/7, Pallottole su Broadway (1994) di Woody Allen il 18/7, Genius (2016) di Michael Grandage il 19/7, Black Narcissus (1947) di Powel&Pressburger il 23/7, La guerra lampo dei fratelli Marx (1933) il 25/7, Carnage (2011) di Roman Polanski l’11/9, Sunset Boulevard (1950) di Billy Wilder il 13/9, Scoprendo Forrester (2000) di Gus Van Sant il 28/9, Memento (2000) di Christopher Nolan il 20/9, Delitto perfetto (1954) di Hitchcock il 25/9, sino a Rumori fuori scena (1992) di Michael Frayn il 27/9. C’è grande entusiasmo per le iniziative culturali che, in mesi “sonnecchianti” come quelli estivi, restituiscono quello che invece è il primus motor della scuola: l’amore per il cinema, “la settima arte“, in un binomio indissolubile con quello per la scrittura e la lettura che si fondono nella più alta letteratura. A seguito delle vacanze d’agosto, nel bel mezzo di cotanta offerta, Lalineascritta si estende e parte, orgogliosa, anche in trasferta: venerdì 7 e sabato 8 settembre è la volta dello stage di scrittura creativa intitolato Storia&Storie – Il racconto e il romanzo storico, in collaborazione con l’Associazione Letteraria “Giovanni Boccaccio” e non a caso ambientato in pieno luogo boccaccesco quale il Palazzo Pretorio di Certaldo. Da ottobre ad aprile riprendono inoltre i corsi semestrali di scrittura narrativa, suddivisi per focus e livelli, aperti ad un massimo di 30 partecipanti, al fine di dedicare a ciascuno studente – “debuttante” o meno che sia – l’attenzione che merita. «Scrivere è inventare», è la sentenza posta a mo’ di vademecum del laboratorio tutto: ognuno è invitato a sperimentare e provare, perché qui è – semplicemente – il benvenuto. Un grande traguardo per Lalineascritta Sono tante le persone che vogliono esserci per festeggiare i 25 anni della scuola, ormai 26. A una ventina di fedelissimi che giungono di buon’ora, si aggiungono un centinaio di persone entusiaste di poter presenziare alla manifestazione. Portano bouquet di fiori, sorrisi sinceri, una sorta di “sano fervore” che sfocia dalla mente di un lettore alle prime armi come di uno scrittore in erba, sempre partendo da un moto del cuore. È come fosse una grande famiglia, quella che si è data appuntamento in un torrido lunedì al piano […]

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Culturalmente

Mama Chat: “Per ogni donna che chatta c’è sempre una persona che ascolta”

A tutte le donne e ragazze è sicuramente capitato di avere bisogno di sfogarsi con un’amica o con un familiare, per cercare di trovare forza nel confronto e nella condivisione dei propri malesseri e dubbi. La vita frenetica di tutti – ma soprattutto delle donne, che cercano di orientarsi nella quotidianità dai ritmi serrati di lavoro e famiglia – però spesso costringe la maggior parte delle persone a preferire il ripiegamento su sé stesse, piuttosto che provare a trovare conforto in una semplice telefonata o in una passeggiata in compagnia. Un po’ per timore di risultare invadenti e insistenti nel “costringere” il proprio interlocutore ad ascoltare, un po’ nella consapevolezza (fondata o meno) che poco potrebbe fare per aiutarci. È proprio dall’esperienza “maturata in realtà dove i canali di comunicazione sono spesso limitati” che nasce il servizio digitale Mama Chat. Nata nel 2016, da un’idea della giovane psicologa Margherita Fioruzzi (che ha anche un master a Dublino in “disuguaglianze sociali”) e di Marco Menconi, ex ingegnere in Google Dublino e consulente esperto digitale, cerca di rispondere alle esigenze di tutte quelle donne con gravi problemi psicologici e sociali che preferiscono chiedere aiuto protette dall’anonimato, senza rinunciare alla professionalità e all’esperienza, e sfruttando uno strumento più moderno e alla portata di tutte come una chat gratuita. Infatti, se sono sempre meno le donne che conoscono i propri diritti e chiedono consiglio presso figure esperte nel privato, sono tantissime quelle che ricercano in rete la risposta ai propri problemi, da quelli di natura legale a quelli di salute, da quelli di madri a quelli di donne. Tuttavia, spesso in internet trovare consulenze professionali è difficile, soprattutto gratuitamente, e affidarsi ai post su blog o forum diventa per molte la soluzione più immediata e semplice. Con un grave rischio: quello di non trovare una soluzione, o peggio, di perseverare nello stare male. Mama Chat: da donna a donna, da donna ad esperta Mama Chat è uno spazio digitale protetto e gratuito, pensato quindi per tutte le donne, che offre loro un supporto psico – sociale, garantendo alle utenti non solo l’anonimato e la privacy, ma anche la possibilità di confronto con figure professionali di grande esperienza e umanità. Infatti dietro Mama Chat c’è un’associazione composta per ora da 14 persone di cui 10 volontarie ed esperte di psicologia e psicoterapia femminile, di diritto familiare, e educatrici e operatrici sociali, pronta ad aiutare ogni utente. Usare questa chat è facilissimo: basta collegarsi al sito (dove sono forniti orari giornalieri) e creare un contatto cui risponde, dall’altra parte, un consulente che offre il proprio servizio gratuitamente, proprio come su chat più note come WhatsApp o Messenger (ma se non c’è nessun esperta online basta scrivere un’email). Chatta che… ti aiutiamo! «Siamo online, ma è come se fossimo un’help-line, una sorta di telefono rosa. Abbiamo uno staff di psicologhe che non fanno terapia, ma informano sui servizi cui rivolgersi. La prima fase di ascolto serve per individuare quale sia il problema della donna che ci ha contattato e che invitiamo a rivolgersi […]

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Culturalmente

Le Historiae di Seneca Il Vecchio ritrovate in un papiro erconalese

Nel mese di maggio 2018 è stato decriptato presso l’Officina dei Papiri, sita nella Biblioteca Nazionale di Napoli, un papiro di pregiata fattura e vergato in una capitale elegante, di un testo dalla complessa struttura narrativa di natura storica, in stato alquanto frammentario, che ha restituito un’opera di estremo valore letterario, giacché ascrivibile a Seneca Il Vecchio, anche conosciuto come “il Retore”, padre del più noto Seneca, senatore, questore e figura di spicco dello stoicismo: si tratterebbe, infatti, di un frammento delle Historiae ab initio bellorum civilium, finora considerate del tutto perdute. La scoperta è stata effettuata da una giovane studiosa molisana, Valeria Piano, filologa e papirologa, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II che, nell’ambito del progetto europeo Platinum, finanziato dall’Unione Europea, ha svolto un lungo lavoro, durato un anno, di ricomposizione di scampoli provenienti dal medesimo rotolo, il PHerc. 1067, uno dei più noti papiri latini della collezione di Ercolano, conosciuto come Oratio in Senatu habita ante principem, che finora si riteneva conservasse un’orazione politica composta da Lucio Manlio Torquato e pronunciata in Senato al cospetto dell’imperatore; invece, i nuovi e approfonditi studi sui sedici pezzi complessivi del rotolo, sottoposti ad accurate analisi del contenuto, unitamente a puntuali calcoli cronologici, hanno consentito l’attribuzione dell’opera a Seneca il vecchio, che vi lavorò negli ultimi anni della sua vita. L’apologeta romano Lattanzio riferiva che essa esponesse la storia dell’Urbe seguendo una metafora biologica, che assimilava le varie fasi della storia romana alle età della vita e che fu ripresa da Floro, storico romano, nella sua Epitome. Un papiro dal valore inestimabile quello delle Historiae di Seneca il Vecchio Nonostante l’esiguità dei frammenti, l’impronta della narrazione storiografica è immediatamente riconoscibile: il testo, infatti, data la presenza di un lessico politico, di espressioni di tipo storico-narrativo e di un discorso diretto, in cui spicca l’occorrenza del vocativo «Auguste», parrebbe riguardare i primi decenni del principato di Augusto e Tiberio, dunque il periodo compreso tra il 27 a.C. e il 37 d.C.; tali caratteristiche, unitamente alla totale assenza di espressioni filosofiche, hanno fatto orientare la ricercatrice verso Seneca il Vecchio quale ipotesi di attribuzione più plausibile. L’eccezionalità della scoperta, dal valore inestimabile in quanto prima notizia diretta di un testo finora non pervenuto dalle fonti antiche disponibili, è stata resa nota dal direttore Francesco Mercurio, il quale spiega: «L’attribuzione a Seneca padre è strabiliante. Il papiro ci offre una memoria storica delle vicende della prima Roma imperiale, con qualche possibile riferimento alla storia immediatamente precedente. Inoltre, il lasso di tempo individuato, i personaggi menzionati nel papiro, la presenza nella biblioteca di Ercolano della produzione di Seneca il vecchio, ci danno un’altra interessante conferma e dimostrano, in modo inequivocabile, che la Villa dei Pisoni, con essa la sua biblioteca, era un importante e vitale centro di studi fino a poco prima l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.». Chiaramente, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali giunge la soddisfazione generale e particolare della direttrice delle Biblioteche e degli Istituti Culturali Paola Passarelli, la […]

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Cinema & Serie tv

Revenge – la serie tv, quando la vendetta va servita fredda

La serie tv Revenge Revenge, serie tv andata in onda in America dal 21 settembre 2011 e in Italia dal novembre dello stesso anno, è stata ideata da Mike Kelley e si è conclusa nel 2015 con quattro stagioni. La serie è liberamente ispirata al celebre romanzo di Alexandre Dumas: “Il Conte di Montecristo“, in cui il protagonista Edmondo Dantés ritorna sotto falsa identità per vendicarsi di coloro che lo hanno incastrato e fatto rinchiudere nel Castello d’If. L’ispirazione al libro è evidente soltanto nell’idea di un progetto di vendetta architettato a tavolino e messo in atto servendosi di false generalità anagrafiche, quanto al resto la serie tv segue tutta un’altra dinamica e un altro stile e non ha più nulla a che vedere con il romanzo dello scrittore francese. La trama di Revenge in breve Amanda Clark (Emily VanCamp, apparsa in altre serie tv, quali Everwood e Brother and Sisters – Segreti di famiglia) trascorre un’infanzia e un’adolescenza travagliata a causa dell’arresto di suo padre David (James Tupper), che appare in numerosi flashback della protagonista, accusato ingiustamente di aver preso parte ad un’azione terroristica. Per questo motivo la piccola Amanda, orfana di madre, passa dall’orfanotrofio al riformatorio fin quando, raggiunta la maggiore età, non ritorna negli Hamptons per vendicarsi di coloro che hanno incastrato il padre. Nel pilot il telespettatore è proiettato nella cittadina americana quando il piano di Amanda è già cominciato, per cui si trova ad assistere ad una lussuosa ed elegante festa di fidanzamento tra Emily Thorne (la falsa identità di Amanda) e Daniel Grayson (Josh Bowman), rampollo di una delle famiglie più in vista della società: Victoria e Conrad Grayson (rispettivamente Madaleine Stowe e Henry Czerny). La festa si “macchia di orrore” quando in spiaggia la sorella di Daniel, Charlotte (Christa Allen), e l’amico Declan Porter (Connor Paolo) trovano un cadavere massacrato da colpi di pistola. Da questo momento in poi ha inizio Revenge, la vendetta di Emiliy Thorne. Revenge: il desiderio di vendetta lungo una vita intera «L’arrivo di una serie televisiva drammatica pura e inalterata di una passione antica quanto l’uomo è qualcosa da celebrare»: queste le parole del giornalista Dorothy Rabinowitz (Wall Street Journal) con cui ha elogiato la serie e il ruolo della VanCamp. Sì, perché proprio la brama di vendetta rappresenta il filone di tutta la serie, il cui titolo non a caso è Revenge: ogni azione passata e presente, ogni piano, parola, legame confluiscono tutti in un unico intreccio, quello della vendetta. Allo stesso modo in cui Edmondo Dantés, in una cella buia, aveva ricomposto i tasselli del puzzle e scoperto chi c’era dietro il suo arresto, con l’aiuto dell’abate Faria, e aveva progettato la sua vendetta, così Emily Thorne con l’aiuto di un amico del padre ricostruisce il suo passato e realizza il piano per vendicarsi. Questo suo regolamento di conti si trascina dietro una scia di sangue, uccisioni, sofferenze, ritorsioni che hanno fine soltanto quando Emily decide di mettere un punto alla storia. Forte, determinata e, in apparenza, […]

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Cinema & Serie tv

Gotham – la serie tv: le indagini del detective Gordon nella città di Batman

Trama, personaggi e curiosità sulla serie tv Gotham Gotham: la serie televisiva ambientata nella città di Batman Bruno Heller, sceneggiatore e produttore televisivo britannico, ebbe l’idea qualche anno fa di creare una serie tv da considerare un prequel/spin off dei personaggi dell’universo di Batman e di intitolarla Gotham, appunto la città del supereroe della DC Comics. Gotham va in onda per la prima volta il 22 settembre del 2014 sul canale a pagamento Fox (il mese successivo fa la sua comparsa sugli schermi italiani) e conta ad oggi quattro stagioni. La trama in breve della serie tv Gotham Il Dipartimento di Polizia della città di Gotham (GCPD) assume una nuova recluta nelle vesti di detective della sezione omicidi: James Gordon (l’attore Benjamin McKenzie, conosciuto dai più come Ryan di “The O.C“) il quale si trova fin da subito addentrato in un omicidio che ha sconvolto i cittadini, quello dei coniugi Thomas eMartha Wayne, pilastri e ultimi baluardi di onestà della città, nonché genitori di Bruce(David Mazouz), colui che da grande noi conosciamo col nome di Batman. Gordon impiega poco tempo per capire che dietro l’assassinio dei coniugi Wayne si cela un intricato sistema di corruzione e mafia; e, intenzionato a sciogliere la matassa, promette al piccolo Bruce rimasto orfano che continuerà ad indagare sulla morte dei suoi genitori. Dunque si vedrà il detective impegnato contemporaneamente nell’indagine per scoprire l’omicida dei Wayne e in quelle che ogni giorno macchiano la città, insieme al suo partner Harwey Bullock (Donal Logue). Tra investigazioni, interrogatori e scoperte, Gordon si trova coinvolto nelle guerre tra i criminali mafiosi della città: Fish Mooney(Jada Pinkett Smith), Carmine Falcone (John Doman), Salvatore Maroni. Al tempo stesso si rende conto che non sarà così semplice mantenere la promessa fatta a Bruce, e che fare il poliziotto a Gotham non sarà sempre facile. Gotham: una città tetra e corrotta Nella città di Gotham detengono il potere gli uomini di governo e i mafiosi insieme: un avviluppato apparato di criminalità, corruzione e immoralità. Nessuno ne è immune, a partire dagli stessi componenti della polizia, il Primo cittadino, il giudice. Ognuno ha un segreto per il quale tace, uno scheletro nell’armadio per il quale preferisce l’omertà alla reticenza (anche se per motivi diversi, Gotham la si potrebbe paragonare alla città di Neptune, in Veronica Mars, con un’accezione però più cruda e violenta). Gotham appare come una città dai tanti volti oscuri, troppi per poterli riconoscere, per renderli concreti e annientarli, per cui ci si imbatterà spesso in problemi e mali astratti, in sensazioni contrastanti su come agire, in sensi di colpa che ottenebrano la mente e il cuore. Ed è in questa ambientazione cupa, a volte macabra, che appaiono di volta in volta gli eroi dell’universo di Batman, i buoni e i cattivi: Oswald, noto con il nome Pinguino(Robyn Lord Taylor), Selina Kyle (Camren Bicondova), il medico legale Nygma (Cory Michael Smith) e tanti altri. Tutti i motivi per seguire Gotham La serie tv Gotham è un dark noir piena di validi motivi per seguirla: le indagini poliziesche sono interessanti e avvincenti, cominciano sempre con un colpo di scena e diventano tasselli di un puzzle dalle dimensioni enormi. Inoltre la coppia Gordon – Bullock funziona alla grande: un […]

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Cinema & Serie tv

Smallville: le avventure di Superman dai fumetti alla serie tv

Pensate ad un uomo volante con un mantello rosso e una tuta blu con su stampata a carattere cubitale la lettera S e sicuramente nell’immediato vi verrà in mente Superman, o Kal El, o Clark Kent. Insomma, indipendentemente dal nome con cui lo pensiate, è lui: il supereroe che se ne va in giro per il mondo a salvare gli uomini. Superman: dai fumetti alla serie tv Smallville Era il 1933 quando la fantasia di Jerry Siegel e Joe Shuster portò alla creazione di Superman, primo supereroe della storia dei fumetti, che divenne noto al grande pubblico pochissimi anni dopo, nel 1938, grazie alla pubblicazione della DC Comics. Il personaggio immaginario dai super poteri conquista talmente il pubblico e la critica da essere inserito dalla IGN (società di giochi e di intrattenimento) nella prima posizione della classifica dei cento maggiori eroi della storia dei fumetti (prima del celeberrimo Batman) e da diventare oggetto di innumerevoli trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali.  Tra queste merita una menzione speciale una serie tv che ha incuriosito milioni di telespettatori, vinto diversi premi e ricevuto un centinaio di candidature: Smallville.  Dieci sono le stagioni di Smallville che hanno visto come protagonista Superman, andate in onda dal 2001 (in Italia dall’anno successivo) al 2011, per opera di Alfred Gough e Miles Millar che hanno seguito la serie per ben sette stagioni nel ruolo di produttori esecutivi e capo sceneggiatori, sostituti per l’ottava stagione da Darren Swimmer e Todd Slavki, mentre le ultime due stagioni sono state seguite da Kelly Souders e Brian Peterson. La serie ha avuto poi un prosieguo sotto forma di fumetti (Smallville Season 11 e Smallville Miniseries). La trama di Smallville in breve  Il 16 ottobre del 1989 una pioggia di meteoriti contenente la kryptonite (radioattivo immaginario) colpisce la cittadina di Smallville, nel Kansas e un bambino viene ritrovato poco dopo da Jonathan e Marta Kent (John Schneider e Annette O’Toole), due coniugi che decidono di prenderlo e allevarlo come se fosse stato loro figlio: Clark Kent, il nome che scelgono per il bambino. Il pubblico viene catapultato subito a dieci anni di distanza in cui Clark Kent (Tom Welling, protagonista di Smallville) e la sua migliore amica Chloe Sullivan (Allison Mack) sono due liceali che indagano su alcuni eventi misteriosi che si verificano nella tranquilla cittadina e questo li vedrà coinvolti più volte negli affari disonesti di Lionel Luthor (John Glover), padre di Lex Luthor (l’acerrimo nemico di Superman nei fumetti, interpretato qui dall’attore Michael Rosenbaum). La vita del giovane Clark ruota intorno alle investigazioni, alla lenta scoperta dei suoi poteri e ai propri sentimenti, tra cui quello speciale che instaura fin da subito con Lana Lang (Kristin Kreuk, che in seguito alla fama raggiunta compare in numerosi film e serie tv, come Beauty and the Beast). Smallville: una serie tv che resta nei ricordi Sono trascorsi molti anni da quando ho visto l’ultima puntata di Smallville e ancora ricordo tutte le emozioni che questa serie ha saputo regalarmi. I produttori hanno avuto l’interessante quanto notevole […]

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Culturalmente

Genova commemora la Shoah con “Segrete – tracce di Memoria”

Alla Torre Grimaldina, presso il Palazzo Ducale di Genova, dal 18 gennaio al 3 febbraio, si svolge il viaggio evocativo e memoriale per la commemorazione della Shoah. La rassegna d’arte contemporanea “Segrete – tracce di Memoria” è stata inaugurata per la sua decima edizione nelle celle della Torre Grimaldina di Palazzo Ducale. Come nelle precedenti edizioni, la rassegna, ideata e curata da Virginia Monteverde, riunisce un gruppo di artisti contemporanei di levatura internazionale in collaborazione con gallerie artistiche e associazioni culturali. In un luogo intriso di suggestioni e memorie, come quello delle antiche carceri di Genova,  è stato allestito un percorso fortemente emozionale nel quale, grazie a varie opere e installazioni, si fanno riaffiorare i drammatici eventi del terrificante genocidio. Gli artisti offrono interpretazioni e spunti di riflessioni sulla giornata della Memoria. La loro arte, mezzo di comunicazione sociale e informativo, si propone come punto d’incontro tra passato e presente e fonte di sensibilizzazione, rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Si occupano dell’introduzione di riflessioni le personalità di Andreas Blank, Andreas Burger, Jan Kuck, Federica Marangoni, Giuseppe Negro, Silvano Repetto, Daniele Sigalot, e diversi giovani artisti che partecipano al Peace Project curato da Martina Campese. Numerosi eventi sono previsti a scopo pedagogico, emozionale e informativo. Un incontro con le scuole, la mostra fotografica di Roberto Menardo, esposta nelle prossimità del Binario 21. Due le esibizioni teatrali, “Lezioni elementari. Monologo sul maestro Gabriele Minardi” di e con Roberto Mussapi, in scena il giorno sabato 20 gennaio, e “Scalpiccii sotto i Platani-L’eccidio di Sant’Anna di Stazzemma” di e con Elisabetta Salvatori e Matteo Ceramelli al violino, prevista per il giorno 1 febbraio. L’evento sarà concluso da un reading di poesia di cui si è occupato Claudio Pozzani, direttore del Festival internazionale di poesia di Genova. “Segrete – tracce di Memoria”: un’ iniziativa commovente e incisiva La Torre Grimaldina, che fino al Trecento era simbolo del potere esercitato prima dal Comune e poi  durante la Repubblica di Genova, si trasforma in un simbolo di tragedia e di commemorazione grazie all’iniziativa “Segrete – tracce di Memoria”. Nel Medioevo era stato luogo di detenzione di numerosi intellettuali e personaggi politici. Il suo ambiente tetro e suggestivo, aperto al pubblico a partire dal 2008, è stato dunque trasformato in teatro di opere d’arte che si scoprono attraversando porte e inferriate dove in passato erano raccolti i prigionieri di Genova. L’arte nelle sue svariate utilizzazioni ha consentito di stimolare la memoria e la riflessione intorno a una tragedia umana e storica che non può conoscere l’oblio per gli orrori che ha provocato. “Segrete – tracce di Memoria” si è rivelata una rassegna incisiva, commovente e efficace.

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Culturalmente

La vera Cenerentola è la napoletana Zezolla

A tutti, adulti e bambini, è nota la fiaba di Cenerentola. Ma pochi forse sanno che la Cenerentola di Charles Perrault e dei fratelli Grimm, oppure la versione per piccini prodotta da Walt Disney, è in realtà il riadattamento della fiaba napoletana La Gatta Cenerentola. Tale è contenuta nella straordinaria raccolta di favole Lo cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de peccerille (1634-1636), scritta dal letterato e scrittore napoletano Giambattista Basile. La Gatta Cenerentola e il Pentamerone di Giambattista Basile La Gatta Cenerentola risulta essere una delle più maestose e complesse opere in Lingua Napoletana, e, insieme alle altre, successivamente tradotta dal filosofo Benedetto Croce. Tale versione originale in napoletano è stata resa nota al pubblico grazie alla rappresentazione teatrale di Roberto De Simone, ripresa anche da Peppe Barra. L’opera di Basile in cui si inserisce la fiaba è nota anche con il titolo di Pentamerone, seguendo il modello del Decameron di Boccaccio. La raccolta è costituita infatti da 50 fiabe, scritte in lingua napoletana, raccontate da 50 novellatrici in cinque giorni. A differenza dell’opera boccacciana, quella di Basile attinge a temi diversi e soprattutto utilizza toni fiabeschi. Non novelle, ma fiabe. Tuttavia le fiabe di Basile, sebbene lascino intendere di esser rivolte ad un pubblico infantile, risultano in alcuni tratti abbastanza crude. Pertanto la raccolta è destinata ad un pubblico di adulti, in quanto la fiaba è la forma di espressione popolare scelta da Basile per rendere immediati e fruibili una materia abbastanza complessa e l’insegnamento che se ne deduce. A differenza della Cenerentola di Walt Disney e dei fratelli Grimm, la protagonista della fiaba di Basile, Zezolla, si macchia dell’omicidio della matrigna, persuasa dall’amabile maestra, che diventerà per lei una matrigna peggiore della prima. I toni risultano dunque abbastanza forti. La stessa protagonista eroina, per un attimo, viene dipinta con un’anima dark, spinta al misfatto dalla disperazione e ancor più dalle mire di quella maestra che si finge inizialmente amorevole solo per concretizzare i suoi piani di ricchezza, sfoderando poi pura cattiveria e il più cupo egoismo. Non è la versione conosciuta dalle bambine. Ma è quella originale, in cui Basile riesce magistralmente a porre l’accento sul reale, e non solo sulla fantasia, trasmettendo al pubblico messaggi di verità attraverso la semplicità e i toni fanciulleschi. Zezolla, la Gatta Cenerentola. Orgoglio partenopeo Ma a rendere così interessante quest’opera non è certamente solo il contenuto: la ciliegina è offerta dalla veste linguistica! È straordinario pensare infatti che la prima versione in assoluto della fiaba Cenerentola sia stata scritta in lingua napoletana da un napoletano. Non a caso viene utilizzato il sostantivo “lingua” e non “dialetto”, dal momento che l’Unesco riconosce ormai il napoletano come lingua a tutti gli effetti. Questo riconoscimento, nazionale e mondiale, è dovuto alla sua lunga tradizione artistica e culturale. Il napoletano, a differenza di altri dialetti, ha una sua forma scritta, con una sua grammatica, affermatasi attraverso lo sviluppo di una letteratura tutta partenopea, composta da opere, canzoni e poesie che ne hanno sancito […]

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Culturalmente

Terme di Caracalla in 3D: i vantaggi della realtà aumentata

A partire dal 20 dicembre 2017, il percorso delle Terme di Caracalla sarà consolidato dalla disponibilità di speciali visori, che consentiranno una visione tridimensionale degli ambienti, ricostruiti nella loro architettura e decorazione originarie, al fine di fornire una vista competa del sito a 360°; tale innovativo strumento di potenziamento alla visita è stato presentato dalla Soprintendenza speciale di Roma Archeologia/Belle Arti/Paesaggio, guidata da Francesco Prosperetti ed è intitolato «Caracalla IV dimensione/ Immergetevi nelle Terme più belle del mondo». Il progetto, coordinato da Francesco Cochetti di CoopCulture con l’ideazione tecnologica di Francesco Antinucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche, frutto di un meticoloso lavoro storico e scientifico, assorbe ricerche e scavi trentennali riguardanti il sito archeologico, promossi per iniziativa dell’attuale direttrice Marina Piranomonte. «Grazie alla tecnologia – chiarisce il soprintendente Prosperetti – dotiamo le Terme di Caracalla di un indispensabile supporto per consentire di vedere non solo gli spazi, ma anche gli strabilianti apparati e gruppi scultorei che decoravano gli ambienti antichi»: le Terme di Caracalla diventano, così, il primo grande sito archeologico italiano interamente fruibile in 3D. Le Terme di Caracalla come le vedevano i romani: indietro nel tempo con il 3D I visori tridimensionali saranno a disposizione all’ingresso a un costo di 7 euro, pari a quello delle normali audioguide; la tecnologia del visore si basa su un cellulare di ultima generazione dotato di un software innovativo, che consentirà di scegliere un punto delle dieci tappe indicate nella mappa per ritrovarsi in un vero e proprio video-intrattenimento totalizzante, sia culturale che spettacolare. «Si parte con una dotazione di 30 visori, ma l’idea – spiega Giovanna Barni, presidente di CoopCulture – è aumentarne il numero in vista dell’estate; nel tempo si potrebbero aggiungere anche game e mappe digitali». L’applicazione della realtà aumentata permetterà, dunque, un costante confronto tra la realtà contemporanea delle rovine e la ricostruzione virtuale. Enormi e spettacolari, adorate dagli antichi romani che a migliaia le affollavano ogni giorno, queste grandiose terme pubbliche furono fatte costruire dall’imperatore Caracalla sul Piccolo Aventino tra il 212 ed il 216 d.C., destinate principalmente ai residenti della I, II e XII regione augustea, ovvero l’area compresa tra il Celio, l’Aventino e il Circo Massimo. Le Terme di Caracalla nei secoli hanno rappresentato una miniera di tesori a cielo aperto: le numerose opere d’arte ivi rinvenute nel corso dei vari scavi sono, infatti, andate disperse nelle piazze e nei palazzi nobiliari di tutta Italia, soprattutto nel Rinascimento. Di queste, le tre gigantesche sculture Farnese, il Toro, la Flora e l’Ercole, unitamente alla vasca in porfido rosso del frigidarium, si trovano ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; il mosaico policromo con ventotto figure di atleti, scoperto nel 1824 nell’emiciclo di una delle palestre, è ai Musei Vaticani; due grandi vasche di granito recuperate dal complesso si trovano attualmente nel cortile del Belvedere, presso i Musei Vaticani; il secondo Ercole è alla Reggia di Caserta, mentre le colonne della Biblioteca delle Terme si trovano dal XII secolo a Santa Maria in Trastevere; infine, la Colonna […]

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Cinema & Serie tv

TVD (The Vampire Diaries): la serie con Stefan Salvatore, Elena e Damon

TVD, ovvero il triangolo vampiresco tra Stefan, Elena e Damon   Nel 1991 la scrittrice Lisa J. Smith intraprende la stesura di un ciclo di romanzi dal titolo The Vampire Diaries (proseguita poi da altri autori) di genere urban fantasy. Alcuni anni dopo Kevin Williamson (noto per aver dato vita ad una delle serie più amate della fine degli anni ’90: Dawson’s Creek) e Julie Plec (produttrice della serieKyle XY) hanno trasformato i romanzi della Smith in una serie tv, dal titolo omonimo. Per otto anni i telespettatori americani prima, italiani dopo, hanno seguito le vicende della serie, che conta otto stagioni, andate in onda dal 2009 al 2017. TVD (The Vampire Diaries): l’ambientazione  Mystic Falls è il nome della cittadina immaginaria in cui è ambientata la serie (Fell’s Church nella fantasia di Lisa J. Smith). Le scene sono state girate in gran parte a Covington, capoluogo della contea di Newton in Georgia, mentre gli interni della biblioteca sono stati girati nella Hoke O’Kelley Library dell’università di Emory di Oxford. La Walton Career Academy della città di Monroe è diventata, nella serie, la Mystic Falls High School,  per il campo da football ci si è serviti invece di quello della città di Loganville. Vancouver è stata utilizzata per il pilot. Mystic Falls rappresenta il prototipo di una tipica cittadina americana, piccola e tranquilla. TVD, i protagonisti sono Stefan Salvatore, Elena e Damon Elena Gilbert (la bellissima Nina Dobrev) è un’adolescente, la cui vita è stata sconvolta dalla scomparsa prematura dei suoi genitori, morti in un incidente stradale. Dopo la perdita, Elena e suo fratello Jeremy (Steven R. MacQueen) vengono affidati alla zia Jenna (Sara Canning ) e cercano di sopravvivere al dolore ritornando alla loro vita abitudinaria. Tre sono le persone più vicine ai due fratelli, ad Elena in particolare:Caroline Forbes (Candice Accola), Bonnie Bennett (Kat Graham), Matt Donovan(Zach Roerig). Tuttavia non è la morte dei genitori a sconvolgere la vita di Elena e degli abitanti di Mystic Falls, quanto piuttosto l’arrivo in città di due fratelli: Stefan e Damon Salvatore (rispettivamente Paul Wesley e Ian Somerhalder) che avevano lasciato la città natale cento anni prima, quando si scoprì che erano dei vampiri. Stefan Salvatore, Elena e Damon saranno protagonisti di un pericoloso quanto intrigante triangolo amoroso che ha creato diverse fazioni tra i fan. Elena e Stefan o Elena e Damon?  Stefan e Damon si daranno battaglia puntata dopo puntata ma alla fine chi sceglierà Elena? E l’amore per una donna riuscirà a scalfire il legame tra i due fratelli? Ancora oggi, dopo qualche tempo dalla conclusione della serie, i fan si dichiarano divisi tra quale dei due fratelli volevano accanto alla bella Elena. Elena e Damon, Stefan ed Elena: due amori sofferti Damon e Stefan sono due fratelli estremamente diversi: uno altruista, sensibile e tormentato dal senso di colpa per essersi nutrito in passato di sangue umano; l’altro apparentemente arrogante, fragile, con la piena accettazione del suo essere vampiro. Due sentimenti li uniscono: l’amore per Elena e il bene che provano l’uno per l’altro, e questo li porterà, nel corso delle stagioni, ad allontanarsi, avvicinarsi, respingersi e farsi male, unirsi e lottare insieme. Al centro sempre lei, con il suo fascino innocente e […]

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