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Eroica Fenice

Libri

Il Ramo Più Preciso Del Tempo: Intervista a Ketti Martino

La raccolta poetica Il Ramo Più Preciso Del Tempo della scrittrice Ketti Martino è un testo edito da Oèdipus (2018) con postfazione di Costanzo Ioni. Tutte le poesie puntano l’ attenzione sul tempo e i mutamenti, l’ alternanza tra le delusioni e le evoluzioni che il tempo riserva. Questa straordinaria raccolta di poesia Il Ramo Più Preciso Del Tempo è ricca di vuoti, silenzi e riflessioni, è una navigazione verso le nuove frontiere sociali ed espressive che l’uomo è in grado di  percorrere attraverso il tempo. L’insieme di queste poesie rappresenta un viaggio interiore che ciascun essere umano compie, denso di rielaborazioni delle significative esperienze personali e sociali. Il focus delle poesie è l’interazione e la cooperazione tra lo sguardo, la memoria il pensiero e la comunicazione e dona a ciascun lettore numerosi spunti di riflessione. I versi di questa raccolta poetica Il Ramo Più Preciso Del Tempo della scrittrice napoletana Ketti Martino si presentano come un labirinto di emozioni con versi dalla struttura complessa che accompagnano il lettore in un percorso tra partenze e arrivi, tra lasciare e tenere, tra realtà e sospensione onirica (Tempo Soggettivo e Tempo Oggettivo). Tramite le rime della poetessa Ketti Martino si osservano le diverse e numerose vicende della vita, i profondi cambiamenti nel bene e nel male. Dalla raccolta poetica Il Ramo più Preciso Del Tempo traspare la profonda sensibilità dell’autrice Ketti Martino, l’originalità degli argomenti e delle metafore adoperate. È una poesia avvolgente, molto espressiva che narra momenti di intima riflessione dell’autrice. Queste poesie hanno il grande potere di trasmettere ai lettori sia la bellezza che la profondità e permette ai sentimenti di compiere un viaggio nel tempo, concetto centrale di questa raccolta, tramite bellissime metafore. La raccolta poetica Il Ramo Più Preciso Del Tempo – Intervista alla scrittrice Ketti Martino 1. Cosa vorresti comunicare ai lettori con la scelta del titolo “Il Ramo Più Preciso del Tempo?” Il titolo di un libro è sempre un forte indicatore di quanto si va poi a dire nelle pagine, pertanto, nella scelta di questo titolo, che adopera un verso dell’ultimo testo della raccolta, si è cercato di suggerire, se non una chiave di lettura, almeno delle coordinate rispetto a quanto poi il lettore si troverà dinanzi nel corso della lettura. L’apparire enigmatico del titolo è un effetto, voluto o meno, connaturato al carattere stesso del Tempo, indecifrabile di per sé in quanto sfugge a qualsivoglia definizione, se non banale. Infatti alla domanda su cosa fosse il Tempo filosofi, letterati, fisici, nel corso dei secoli, si sono prodotti in un campionario di risposte tanto varie quanto lontane tra loro, benché tutte accomunate dall’interesse e dal fascino per questo immenso mistero che ci avvolge tutti. 2. Puoi indicarci quale valore viene attribuito al tempo e al mondo nella strofa: “Il mondo, nel taglio verticale della tenda; arancio, l’occhio addormentato. Corre per vie erbose il tempo, annega la stagione nell’incanto?” È un testo che appartiene alla prima sezione del libro, Liturgia della casa, in cui l’attenzione al […]

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Cinema e Serie tv

Il Professore ed il Pazzo | Recensione del film con Mel Gibson e Sean Penn

Recensione del film con Mel Gibson e Sean Penn l Professore ed il Pazzo Il Professore ed il Pazzo è il primo film recitato insieme da due attori premi Oscar Mel Gibson e Sean Penn, i quali non hanno certo deluso le aspettative, tutt’altro. Le loro interpretazioni hanno, infatti, reso viva e carica di emozioni contrastanti una storia vera e poco conosciuta al pubblico del grande schermo: l’amicizia tra il filologo britannico James Murray, a cui venne affidato nel 1857 l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary e William Chester Minor, assassino folle rinchiuso in un manicomio criminale. La storia della lingua inglese è particolarmente affascinante e trova un momento decisivo nella realizzazione del primo dizionario completo che possa contenere il più alto numero di parole. Il Professore ed il Pazzo – Trama  Il film è la storia vera del professor James Murray (Mel Gibson) al quale viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il professore ha l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di vocaboli possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn), un ex professore ricoverato in un manicomio, perché giudicato malato di mente. Le migliaia di lemmi che il Dr. Chester gli invia tramite posta sono fondamentali per la compilazione del dizionario che i due creeranno, diventando nel contempo amici.

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Eventi/Mostre/Convegni

Convegno Cultura Mannara 2019 – Mutazioni culturali

Convegno Cultura Mannara 2019 – Mutazioni culturali Questa iniziativa nasce dall’idea di voler analizzare le mutazioni culturali-artistiche e dalla necessità di promuovere un nuovo modo di esprimere l’arte conservata nei Musei. Le realtà culturali partenopee, l’artigianato d’eccellenza e l’arte della tradizione si fondono alle tecnologie digitali per dare un nuovo impulso alla fruizione delle arti. All’interno della manifestazione Cultura Mannara dal 20 al 25 Marzo 2019 é stato organizzato il 22 Marzo un convegno dall’Associazione Pro Loco Capodimonte e III Municipalità in partnership con il Museo Archeologico Nazionale, il cui argomento centrale é stato il fondamentale utilizzo delle tecnologie al servizio delle arti, per creare uno spazio di confronto sulle modalità di gestione del patrimonio storico-artistico attraverso il linguaggio delle nuove tecnologie digitali.  L’ introduzione al Convegno é stata la seguente: «La mutazione culturale é la nuova sfida del Museo Archeologico (MANN)   il passato ed il presente, la tradizione e l’innovazione si devono incrociare per avere uno sguardo moderno ed una nuova chiave di lettura delle arti. Il linguaggio tecnologico interagisce con le tradizioni culturali, quindi bisogna promuovere il cambiamento e creare una connessione tra l’arte e le tecnologie. Il logo strepitoso che ritroviamo nella locandina del programma Cultura Mannara é stato ideato dall’architetto Manco che ringrazio insieme al direttore del Museo Archeologico Nazionale (MANN) Paolo Giulierini che ha ben compreso l’intento e l’ anima del progetto innovativo.» Il direttore Paolo Giulierini interviene così: «É la seconda edizione di questo progetto culturale voluto dalla dott.ssa Francesca Ferrara, dott.ssa Nara Lattero e dott. Rosario Manco. L’idea é quella di compiere una metamorfosi positiva della struttura del Museo MANN per far comprendere la sua importanza archeologica. Le opere del MANN e le eccellenze napoletane artigianali devono essere valorizzate tramite il linguaggio moderno e tecnologico. Verrà proposta una riflessione culturale sugli oggetti unici del patrimonio artigianale che sarà ospitato all’interno del Museo. Ci sarà una task force che prevede l’esportazione di prodotti di alto livello di artigianato alle mostre d’arte dei musei europei. L’obiettivo é di considerare l’artigianato come una nuova forma d’arte da ospitare nel Museo. È molto importante puntare sulla qualità partenopea, si deve creare sinergia tra la tecnologia e le opere d’arte per far comprendere a tutti che non esiste dicotomia tra tecnologia ed opere d’arte museali.“ Il professore dell’ Università Luigi Vanvitelli Ludovico Solima ha proseguito il Convegno Cultura Mannara 2019 – Mutazioni culturali: «Deve sussistere un rapporto tra tecnologia ed arte. Bisogna fondarsi su quattro principi tecnologici che possono essere adoperati al servizio delle arti museali: Internet of Things, Big Data, Artificial Intelligence e Global 3D Printing. Internet of Things mira a creare una connessione digitale tra gli oggetti e sarà sviluppato in un futuro prossimo 2020-2022. Internet of Things é capace di creare Information Asymmetry, Suggest Itineraries e Smart Objects che permette la creazione di  una forte connessione tra i visitatori e le opere d’arte ad esempio le mostre in 3D, metodi ottimali per creare percorsi artistici-museali suggestivi. Big Data e Analyticssono dispositivi fondamentali che servono per […]

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Musica

L’album Beautiful Sadness di Fil Bo Riva

L’ album Beautiful Sadness di Fil Bo Riva è l’originale disco uscito il 22 Marzo 2019 per Artist First. Nato e cresciuto a Roma, Fil Bo Riva nome d’ arte di Filippo Bonamici si è trasferito nel 2012 a Dublino per studiare musica. Dopo anni di specializzazione, giovanissimo nel 2016 a Berlino ha pubblicato il suo primo EP intitolato If You’re Right, It’s Alright. All’ inizio della sua carriera si è fatto notare per aver suonato in diverse città europee ed per essere stato musicista all’ apertura di tour di famosi artisti, tra cui Matt Corby, Aurora, Milky Chance e Joan As a Police Woman. Ha partecipato a festival internazionali ed ha cantato e suonato durante tour europei e molti suoi concerti sono stati sold out. Dopo un primo acclamato EP, tre tour europei di grande successo e la nomination agli ultimi Europe Talent Award a soli 26 anni Fil Bo Riva è un artista fortemente apprezzato. Fil Bo Riva – Stile Musicale e caratteristiche dell’ Album Beautiful Sadness  Lo stile musicale di Fil Bo Riva è caratterizzato dall’ energia delle chitarre e da ritornelli dal significato potente. Nei suoi testi si ritrova sempre l’ idea di allontanarsi dal mondo reale, per chi già conosce e già ha apprezzato la musica di Fil Bo Riva ha ascoltato il suo timbro di voce caldo e molto profondo, una delle caratteristiche principali della sua musica. Il timbro di voce di Fil Bo Riva è una ricerca che ha voluto fare su se stesso per sviluppare un nuovo timbro di voce infatti c’è stata un’ evoluzione dalla voce rauca ad una più soffice e profonda. Il giovane cantante Fil Bo Riva si è ispirato ad un artista celebre Jim Morrison con la sua voce molto bassa e potente. Fil Bo Riva si concentra con la sua band particolarmente sul suo disco Beautiful Sadness, un album speciale composto da 13 canzoni sincere e senza tempo in uscita a livello internazionale il 22 Marzo 2019. Con meticolosità Fil Bo Riva studia con attenzione e precisione sia gli accordi musicali sia i testi per garantire a tutti coloro che ascolteranno l’ album un piacevole prodotto musicale. L’ idea centrale dell’ album Beautiful Sadness è spiegata con queste parole dal cantante Fil Bo Riva: “L’idea era quella della fotografia, stiamo cercando di costruire con l’album un vero film.  È un processo fatto di accumulazione di istanti e sensazioni e, dato che tutti noi abbiamo il culto della forma dell’album, ci siamo presi il tempo necessario per dargli la giusta forma.” Una tematica dell’ album Beautiful Sadness è l’amore, molte canzoni sono ispirate ad esperienze personali realmente vissute, si tratta di un album soggettivo ed intenso. Nei 13 testi presenti nell’ album Beautiful Sadness di Fil Bo Riva non mancano sfumature poetiche come nella canzone Baby Behave nella quale egli canta “Inside your wondering eyes I see the stars” con la quale sa esprimere una grande dolcezza che si ritrova anche nella canzone L’ Over la cui tematica […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Comic(ON)OFF 2019 una ricca rassegna di eventi

Il Salone Internazionale del Fumetto Comicon ha annunciato il programma di Comic(ON)OFF 2019, una ricca rassegna di eventi dedicati al fumetto che si svolgeranno in diversi luoghi napoletani di cultura come Goethe-Institut, Institut-Français Grenoble, Instituto Cervantes, il Museo Archeologico Nazionale MANN e il Museo Villa Pignatelli a partire dal mese di Aprile. Il primo avrà come protagonista il maestro del Fumetto Lorenzo Mattotti con la mostra “Seguendo le tracce“, ospitata dal Museo Villa Pignatelli, che si terrà a Napoli dal 6 aprile al 27 maggio. Il Salone Internazionale del Fumetto Comicon quest’anno compie vent’anni e festeggia proprio con il maestro Mattotti questo significativo anniversario. Comic(ON)OFF 2019 una ricca rassegna di eventi All’interno del programma Comic(ON)OFF 2019 troviamo una ricca rassegna di eventi e di partnership, come quella con l‘Institut Francais Grenoble, che darà vita ad una retrospettiva di Serge Clerc, fumettista definito come colui che ha uno “stile atomico” che sa unire sapientemente la linea chiara e il design con echi del modernismo degli anni Cinquanta. L‘Instituto Cervantes in collaborazione con l’Istituto Orientale di Napoli ospiterà la mostra dedicata all’opera dell’autore argentino Jorge Gonzàlez, tra i più sofisticati artisti e illustratori ispanofoni viventi. Più volte premiato per Fueye- Il suono del tango, vincitore del Premio internazionale “FNAC-Sinsentido” è celebre per le sue peculiari graphic novels.  Si ricorda inoltre che ci saranno interessanti mostre fumettistiche come quella di Riccardo Marassi ospitata dal 13 Marzo presso l’Ordine dei Giornalisti di Napoli e quella della Metro Art Tour presso le stazioni di Toledo e Museo con la figura centrale di Corto Maltese. La conferenza stampa Ottavio Lucarelli, presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Campania, ha introdotto la conferenza stampa presentando il progetto Comicon come un evento culturale importante per la città di Napoli ed ha lasciato poi la parola al presidente del Salone Internazionale del Fumetto Comicon Claudio Curcio.  C. Curcio: “Il Comicon da 20 anni è diventato un appuntamento culturale della città. Le tante novità del programma Comic(ON)OFF 2019 arricchiscono la città di Napoli di eventi per un mese e mezzo precedenti il Comicon (25-29 Aprile). L’intenzione è quella di invadere la città con idee fumettistiche che coinvolgeranno gli istituti Grenoble e Cervantes, in modo che la cultura si possa unire ai fumetti. Molto importante è l’incontro con l’Institut Français Grenoble che ospiterà la mostra di Serge Clerc e il Goethe Institut che ospiterà l’importante mostra introdotta dalla referente culturale del Goethe Institut Johanna Wand qui presente”. J. Wand: “Siamo in collaborazione con il Comicon da oltre 10 anni il Goethe Institut ha deciso di realizzare ed ospita una mostra fumettistica intitolata Redrawing from the Past (8Aprile-6 Luglio), perché crediamo fortemente nel dialogo interculturale. Quest’anno si dà spazio ad un progetto-spettacolo di 5 disegnatrici europee che tramite le loro graphic novels raccontano storie di tutti coloro che sono sopravvissuti all’Olocausto. Le disegnatrici hanno reperito materiali dai racconti di testimoni veri ed hanno saputo unire la storia all’arte grafica.” C. Curcio: “Dopo la presentazione della mostra tedesca, ricordo che il programma del Comic(ON)OFF 2019 prevede l’evento […]

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Cinema e Serie tv

Alexander McQueen – Il genio della moda

Alexander McQueen – Il genio della moda é un giovane di origine britannica considerato un vero talento della moda, un genio tutto energia e istinto! Genio degli elementi fantastici, Alexander McQueen é stato definito come l’hooligan dell’ alta moda per il suo stile totalmente diverso dalle regole tradizionali dell’ alta moda. Stilista dallo stile spregiudicato ha saputo creare un connubio perfetto tra il mondo della moda ed il mondo dell’ arte con raffinata sensibilità creativa e il suo tocco eclettico gotico-punk. La sua visione della moda é contemporanea e talvolta é stata definita provocatoria ha cambiato il modo di percepire gli abiti sulla passerella, contrastando le regole dell’ old fashion system. Alexander McQueen – Il genio della moda – Trama Dal 10 al 13 marzo al cinema é stato proiettato con immenso successo il film documentario Alexander McQueen – Il genio della moda diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui. Un evento speciale dedicato al talento creativo, alla genialità e all’energia creativa dello stilista Alexander McQueen che ha segnato la storia della moda degli ultimi 20 anni. Tutti gli spettatori sono invitati a conoscere la storia di questo genio che rivoluzionò il mondo della moda attraverso il suo lavoro e presentando i suoi abiti di alta moda come fossero opere d’ arte. Nel film documentario ci sono le interviste di archivio dello stilista inglese A. McQueen, le numerose testimonianze dei collaboratori e dei parenti, tra cui la madre dell’ artista creativo e l’ amica-musa intensa Isabella Blow. Il film ripercorre l’ intera evoluzione del processo creativo dello stilista Alexander McQueen: da giovane artista della prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row alla consacrazione nel mondo della moda, fino alla sua tragica, prematura morte all’età di 40 anni. Alexander McQueen – Elementi chiave del film documentario Cressciuto nell’East London, Alexander McQueen era un semplice ragazzo della working class inglese senza grandi prospettive. Dopo aver studiato presso la prestigiosa scuola di sartoria di Savile Row, lo stilista A. McQueen é entrato nel gruppo fiorentino Gucci dal 2001. Nel corso della propria carriera, Alexander McQueen ha vinto il riconoscimento di “stilista inglese dell’anno” per quattro volte dal 1996 al 2003 ed il consiglio Fashion Designer Awards lo ha premiato come “stilista dell’anno” nel 2003. La sua produzione é stata incrementata grazie all’apertura di nuove boutique a Londra, Milano e New York e nel 2003 ha collaborato con la Puma, realizzando la linea di scarpe di ginnastica. Nel 2011 ha firmato anche uno degli abiti da sposa più celebri quello di Kate Middleton, Duchessa di Cambridge. Alexander McQueen – Il genio della moda –  Analisi del suo stile creativo La moda del brand Alexander McQueen é un connubio perfetto tra stile dark, fascino teatrale ed un estro fuori dagli schemi. Tutti i suoi abiti sono caratterizzati da una sensibilità haute couture e un tipico tocco ribelle e punk. Nella moda anticonvenzionale dello stilista Alexander McQueen fondamentali sono gli accessori in particolar modo scarpe e borse. Durante le sue numerose sfilate sono state presenti in passerella […]

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Teatro

La Rondine al Bellini – Intervista a Luigi Tabita

La Rondine è uno spettacolo teatrale interpretato da Lucia Sardo e Luigi Tabita con la straordinaria regia di Francesco Randazzo che porta a teatro la strage di Orlando, accaduta all’interno del celebre locale Pulse di Orlando, in Florida. Un uomo armato di fucile semiautomatico il 12 Giugno 2016 supera i controlli all’ingresso e compie un attentato accecato dall’odio per gli omosessuali presenti nel locale americano. Il fautore della strage è stato identificato dalla polizia come cittadino statunitense di 29 anni che svolgeva il lavoro di guardia privata per la sicurezza. Seguendo le affermazioni degli agenti di polizia, l’ipotesi di un atto di terrorismo non è da eliminare, in quanto il cittadino newyorkese era stato precedentemente indagato dall’FBI per sospetti di terrorismo. La Rondine al Piccolo Bellini – Trama  Nello spettacolo teatrale che si svolgerà dal 12 al 17 Marzo 2019 presso il Piccolo Bellini di Napoli s’incontrano due protagonisti Marta e Matteo. La prima è una severa maestra di canto che riceve la visita di Matteo, un giovane che desidera migliorare la propria tecnica vocale per cantare il giorno della commemorazione di sua madre, scomparsa di recente. L’intero spettacolo si fonda sull’appassionato confronto  tra Marta e Matteo che li porta a scoprire la verità sui terribili dettagli della strage di Orlando 2016. Per approfondire il senso di questo significativo spettacolo La Rondine presso il Bellini, abbiamo deciso di intervistare l’attore protagonista Luigi Tabita che ci ha risposto con grande slancio e professionalità e ci ha svelato elementi che saranno spunti di riflessione e di interpretazione della pièce teatrale. Intervista a Luigi Tabita  1. Simbolicamente la Rondine rappresenta la libertà, quale significato viene attribuito alla rondine in questa rappresentazione teatrale? La Rondine nella pièce è il titolo della canzone che Matteo, il personaggio che interpreto, vuole imparare per cantarla alla cerimonia del funerale della madre e si presenta a casa della maestra di canto Marta. Ma in realtà poi si scoprirà che la cerimonia non è per la madre, ma per una persona che li accomuna. Quindi la rondine diventa il punto di incontro delle loro vite e delle loro anime. 2. “Cos’è che ci rende umani?” è la domanda chiave dell’intero spettacolo. Lei come attore cosa pensa ci renda davvero umani e solidali? L’amore. E questo spettacolo è un inno all’amore contro ogni forma di odio e discriminazione. 3. Quale è la caratteristica introspettiva-soggettiva che l’attore Luigi Tabita ha voluto donare al protagonista Matteo? È un lavoro che tocca delle corde intime e profonde della mia vita. Fortunatamente, essendo anche un attivista della comunità LGBT, ho attinto anche dall’esperienza vissuta sulla mia pelle, dagli incontri, dalle storie di chi, come me, si batte ogni giorno per una società pluralista ed inclusiva. Ogni sera quando si chiude il sipario mi sento svuotato, capisco delle cose del mio personaggio e ogni sera scopro delle cose di me, essendo la storia di Matteo molto simile alla mia”. 4. Se dovesse definire con 3 parole chiave il rapporto intenso che hanno i due protagonisti Marta […]

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Cinema e Serie tv

Attrici famose che non hanno mai vinto l’Oscar

La celebre Notte degli Oscar 2019 che si è tenuta tra il 24 e 25 Febbraio ha decretato vincitrice Olivia Colman nel film La Favorita, rappresentazione cinematografica della storia della sovrana d’Inghilterra, diretta da Yorgos Lanthimos, che ha sfoderato un’ inconsueta ironia nel descrivere la condizione della donna in una società patriarcale. Le attrici famose che non hanno mai vinto l’Oscar sono numerose, tra cui spicca nel 2019 il nome della talentuosa attrice Glenn Close, stimata in tutto il mondo del cinema sia italiano che internazionale Attrici famose che non hanno mai vinto l’Oscar Glenn close Glenn Close è costantemente classificata come una delle attrici famose più talentuose degli ultimi quarant’anni. Ha vinto tre Emmy Awards e ha ricevuto sei Nomination per gli Oscar, ma neanche quest’anno durante la Notte degli Oscar 2019 è stata premiata. Nonostante abbia interpretato magistralmente il ruolo della protagonista femminile nel film The Wife, inaspettatamente non si è aggiudicata la statuetta d’oro degli Oscar 2019. Questa interpretazione nella pellicola The Wife ha riscontrato grandi consensi della critica internazionale e degli spettatori (il film ha ottenuto più di un milione di incassi). Un successo che non é stato premiato, ma che la rende una delle attrici più espressive del panorama cinematografico. Glenn Close è ben nota al pubblico, perché ha recitato con successo nei famosi film  Il grande freddo, Dangerous Liaison, e Attrazione fatale, anch’essi film che avrebbero meritato un Oscar anni fa. Glenn Close è un’ attrice indimenticabile, perché ha toccato quota ottanta interpretazioni, dimostrando una professionalità e una versatilità uniche. È stata candidata all’Academy per la nomination come migliore attrice per i film nel 1988 Attrazione fatale e nel 1989 Les liaisons dangereuses. Amy Adams Amy Adams è un’attrice celebre che ha ricevuto numerose nomination all’Oscar senza vincere mai la famosa statuetta d’ oro. I film che l’hanno resa celebre e amata al pubblico del grande schermo sono Il dubbio, The Fighter e The Master, ma la sua migliore interpretazione é quella nel film American Hustle per il quale riceve la nomination come migliore attrice protagonista agli Oscar nel 2014. Il film American Hustle –  L’ apparenza inganna  è percepito dalla critica con grande entusiasmo ed è stato definito come un’ottima rappresentazione degli eccessi degli anni ’70 in America. Annette Bening Il suo talento è celebre dal 2000 quando ha ricevuto la nomination come migliore attrice protagonista per il film American Beauty. Nel 2005 è stata nominata per la statuetta d’ oro per l’importante film Being Julia per il ruolo di Julia Lambert, una donna complessa, attrice nella Londra degli anni ’30. Condannata a primeggiare, la donna vive una vita da star apatica, finché non ritrova l’entusiasmo per il suo mestiere di attrice, grazie alle attenzione e al coraggio di un pretendente americano. Non vince l’Oscar né per il film Being Julia né per la pellicola I ragazzi stanno bene nel 2011. Sigourney Weaver Attrice conosciuta per aver portato sul grande schermo l’interessante interpretazione di un’eroina protagonista di Alien, uno dei migliori film di […]

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Cinema e Serie tv

Olivier Ayache-Vidal in Il professore cambia scuola

Recensione del film Il professore cambia scuola di Olivier Ayache-Vidal Il film francese Il professore cambia scuola ha come protagonista il professore François (Denis Podalydès). Questo film è proiettato nelle sale cinematografiche dal 7 Febbraio 2019 e ha riscontrato approvazione sia da parte della critica francese  che da parte di numerosi spettatori. Un film sincero, estremamente umano e aperto alla speranza. Con questo prodotto cinematografico il regista Olivier Ayache-Vidal e l’attore Denis Podalydès hanno dato vita a un’indagine accurata sulla scuola pubblica e sul sistema didattico che risulta fragile su svariati aspetti. Il film di Olivier Ayache-Vidal Il professore cambia scuola – Trama Il professore, interpretato dall’espressivo e talentuoso attore Denis Podalydès, dopo aver esibito alcune sue teorie sulla didattica a una funzionaria ministeriale per impressionarla,  si ritrova da un giorno all’altro a insegnare nella più dimenticata periferia parigina. Inizialmente scoraggiato dall’inefficacia dei suoi metodi con la nuova e vivace classe multiculturale, François capisce che dovrà adoperare un altro metodo di insegnamento per farsi ascoltare dai suoi ragazzi e farli appassionare alle sue lezioni. Questa emozionante commedia francese di Olivier Ayache-Vidal con l’attore della comédie-française Denis Podalydès e l’attore Abdoulaye Diallo è un film sull’ importanza del ruolo degli insegnanti e sulla possibilità per tutti i ragazzi di credere nelle proprie capacità, trovare la fiducia in se stessi ed inseguire con coraggio le proprie passioni. Il metodo di insegnamento dei docenti dovrebbe fondarsi sull’ascolto attivo, sulla comprensione e sull’ incoraggiamento. Il punto di vista di Olivier Ayache-Vidal e gli elementi chiave del film Questo film è stato ritenuto un’opera d’arte del mondo della scuola, delicato, toccante e con una giusta dose di comicità che dona agli spettatori un lato ironico. Indaga con accuratezza il mondo della scuola pubblica, l’insegnamento e i problemi delle periferie che condizionano la condotta degli allievi. Il regista Olivier Ayache-Vidal ha voluto dar vita alla commedia francese Il professore cambia scuola, un film sociale che va alla ricerca dell’autenticità dei sentimenti dei ragazzi che si nasconde dietro atteggiamenti aggressivi e ricchi di paura da parte di adolescenti spaventati. Il regista ci spiega come è nata questa commedia: «di fronte a una situazione che va oltre le sue previsioni il professore François si rende conto che uno stesso metodo non produce i medesimi effetti ovunque. Questa sensazione spaventosa ed eccitante della necessità di una ricerca perpetua di una pedagogia adatta a ciascun caso è l’ argomento chiave che ha guidato il mio lavoro e che il film cerca di proporre. Esiste una scena significativa quando il professore François lotta per convincere gli alunni poco motivati a leggere un libro, in quel momento cruciale si percepisce che non sono gli alunni a doversi adattare a lui, ma il contrario».  Alla domanda«Conoscere una materia non vuol dire avere le doti pedagogiche adatte per insegnarla?» il regista Olivier Ayache-Vidal risponde: «È esattamente questa la questione. Sono due aspetti molto diversi che costituiscono l’insegnamento. È come un pilota di F1 che non è detto abbia le capacità per essere un buon insegnante di […]

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Eventi/Mostre/Convegni

La Biblioteca Nazionale ospita “Itinerari di Napoli”

Il 7 Febbraio 2019 la Biblioteca Nazionale di Napoli ha ospitato “Itinerari di Napoli” presso la storica Sala Rari. Tutti i partecipanti accolti in una sala tanto celebre ed elegante hanno atteso con trepidazione l’inizio della conferenza stampa per presentare il progetto dell’app napoletana (piattaforma turistica) che dal 2016 ha avuto molto successo sul Web “Itinerari di Napoli IDN“. Quest’app crea un ponte di collegamento tra due portali: Itinerari della Campania e Alberghi di Napoli, per offrire ai visitatori della nostra amata città un servizio turistico ben organizzato e di qualità. L’idea è quella di potenziare i servizi turistici per una migliore conoscenza e fruizione del tempo libero di centinaia di viaggiatori che visitano ed hanno grande interesse verso la città di Napoli. La Biblioteca Nazionale ospita “Itinerari di Napoli” – Conferenza stampa Alla presentazione del progetto sono intervenuti Massimiliano Sacchetto, Direttore Tecnico del progetto “Itinerari di Napoli”, Ugo Cilento, storico imprenditore napoletano di alta moda, e Giuseppe Schioppa, esponente del Museo del Corallo di Torre del Greco. Dopo i saluti iniziali per introdurre la conferenza stampa di presentazione del progetto, Massimiliano Sacchetto afferma: “Itinerari di Napoli si propone come movimento di aggregazione e di crescita che ha come obiettivo principale quello di tutelare la bellezza della città di Napoli, ricca di storia cultura e tradizioni. La Biblioteca Nazionale di Napoli ospita Itinerari di Napoli, perché essa rappresenta il fulcro della città e tende ad essere un centro di crescita e di cultura, perciò ha aderito alla promozione del nostro progetto. Itinerari di Napoli ha come scopo fondamentale quello di promuovere la cultura della città che ha tanto da offrire, bisogna soltanto curare e migliorare la Comunicazione dell’offerta turistica. Si ha davvero necessità di una maggiore promozione online per far conoscere ai visitatori italiani e stranieri l’eccellenza napoletana, rappresentata da sedi culturali quali la Villa Floridiana al cui interno troviamo il  Museo Duca di Martina e il Museo di Capodimonte con le relative riunioni ed eventi artistici-culturali organizzati. L’offerta turistica va valorizzata e potenziata tramite l’eccellenza degli imprenditori napoletani come ad esempio Ugo Cilento, bisogna raccontare la tradizione artigianale delle aziende come la sua.”  Massimiliano Sacchetto passa la parola all’imprenditore Ugo Cilento che interviene così: “La mia azienda è all’ottava generazione e con piacere ho partecipato a questo progetto Itinerari di Napoli, perché è importante che ci sia unione tra artigianato ed offerta culturale, come ad esempio una manifestazione di moda a cui ho partecipato qualche anno fa presso la Reggia di Caserta che è considerata polo turistico di grande importanza.” Dopo gli interventi di Massimiliano Sacchetto e Ugo Cilento, in sala tutti i partecipanti  hanno compreso ed hanno riflettuto sull’importanza dei diversi settori famosi della città di Napoli tra cui il turismo, l’eccellenza della tradizione artigianale, museale e musicale come il Conservatorio di Napoli. Prosegue Giuseppe Schioppa: “Il Museo del Corallo rappresenta una tradizione per la storia napoletana. Il corallo e la sua lavorazione donano un immenso valore alla cultura partenopea che viene comunicato e diffuso ad italiani e stranieri attraverso […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Napoli Città della Conversazione: il Diverso

Il 7 Febbraio 2019 si é tenuta presso l’Istituto Nazareth di Napoli la Discussione sul tema del Diverso. Questo incontro é stato inserito nel mese dedicato a Napoli Città della Conversazione L’iniziativa promossa dal Comune di Napoli, Napoli Città della Conversazione, è nata con l’intento di organizzare svariati incontri culturali volti a stimolare l’arte della conversazione e del dialogo, per allontanarsi per qualche ora dai dispositivi digitali e favorendo il contatto face-to-face tra le persone. Discussione sul tema del Diverso è stato un evento organizzato dalla Graus Edizioni, introdotto e moderato da Alessia Cherillo, con la partecipazione di quattro autori collaboratori della casa editrice: Armando De Martino, Angela Procaccini, Rosanna Sannino, Alessandro Perna. Partendo dai proprio libri, hanno argomentato la tematica del Diverso con interessanti riflessioni. Discussione sul tema del Diverso per Napoli Città della Conversazione L’Istituto Nazareth ha ospitato nella sua sede l’iniziativa Discussione sul tema del Diverso, importante tappa di Napoli Città della Conversazione. Tutti i partecipanti sono stati accolti in una sala moderna con sedie verdi, tipico colore della speranza, valido auspicio per il superamento dei pregiudizi tra persone che hanno caratteristiche differenti dal comune. Alessia Cherillo (Graus Edizioni), dopo aver introdotto il tema della diversità, ha ceduto poi la parola allo scrittore Armando De Martino che ha commentato: «La tematica della Diversità è complessa, si parte dal giudizio negativo della gente per giungere al concetto di Diversità. Quando le persone si allontanano dalla conoscenza non hanno la possibilità di comprendere bene la bellezza della Diversità che ci rende unici. La Diversità diventa enorme, perché nasce dal pregiudizio di cose che non si conoscono. La velocità di Internet amplifica il concetto del Diverso, perché la conoscenza di molte tematiche come l’immigrazione e il femminicidio non vengono approfondite, ci si dedica poco tempo, perché presi dalla rapidità delle informazioni online». Prosegue il discorso la scrittrice Angela Procaccini: «Il mio libro D è il racconto che riassume la determinazione la dignità e la dolcezza delle donne. Una delle vicende raccontate è quella di una ragazza anoressica che sente un forte senso di estraneità dagli altri, che la rende molto diversa dal gruppo di ragazze che frequenta e che corrisponde ad una situazione grave di senso di diversità. L’altro racconto è quello di una ragazza madre tunisina fuggita da casa dopo aver subito l’atto vandalico dei fratelli che le hanno rovinato il volto con l’acido. Questa storia affronta con coraggio la tematica della Diversità e delle sue gravi conseguenze che possono sfociare in scelte estreme». Partendo da queste due storie la riflessione in sala è giunta a questa considerazione: durante il periodo dell’adolescenza bisogna forgiare l’idea che la Diversità è una ricchezza e non deve essere fonte di Avversità, siamo Umani con caratteristiche differenti che devono coesistere e cooperare per un futuro migliore e più intenso senza pregiudizi. Guardando la sala la scrittrice Rosanna Sannino ha affermato: «Stare tra i giovani è interessante, siete tutti Meravigliosamente Diversi! Ricordate la Diversità non è negativa anzi siamo frutto della Diversità non è […]

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Libri

Il manuale Marketing Essenziale di Rosario de Vincenzo | Intervista

Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario de Vincenzo, edito dalla Mind Edizioni, tratta una tematica molto interessante e fortemente diffusa: il Marketing nelle sue varie sfaccettature. Il marketing è una disciplina che studia il mercato, il posizionamento dell’ impresa sul mercato, il rapporto tra tre soggetti:  mercato, impresa e consumatore. È una disciplina complessa che si può definire come metodo valido e necessario per le aziende che hanno come obiettivo finale l’ acquisizione di nuovi clienti. Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario de Vincenzo – Introduzione al Marketing  Il Marketing ha come scopo primario il miglioramento dell’ azienda secondo una strategia mirata ad ottenere profitto. Si fonda sulla scelta dei prodotti o servizi da vendere, scelta del mercato di riferimento (target dei consumatori) e scelta dei prezzi. Il marketing si basa su un metodo organizzato secondo la teoria delle 4P, che esiste e persiste da molti anni.  All’origine si definiva come: -Product: produzione/creazione del prodotto -Price: definizione del prezzo -Promotion: realizzazione di una forte e coinvolgente campagna pubblicitaria (avveniva tramite Tv e radio) -Place: organizzazione dei punti vendita.  L’evoluzione del marketing Nel secondo dopoguerra, le imprese dovevano creare prodotti in grado di soddisfare la massa, perché, in un periodo postguerra, nella vita dei consumatori c’era bisogno di tante cose diverse ed il marketing doveva semplicemente facilitare la vendita dei numerosi oggetti. Successivamente si apre una seconda fase del marketing, quella dell’ era dell’ Informazione e di Internet, il mercato della società odierna diventa più complesso e il consumatore più informato ed esigente. Per questo il marketing consente ad ogni tipo di impresa, all’inizio degli anni 2000, di comprendere e soddisfare le necessità dei consumatori più esigenti che diventano così protagonisti della crescita del mercato. Il Marketing punta all’anima del consumatore durante la sua terza fase definita come era della globalizzazione e della digitalizzazione. Questa terza fase è caratterizzata dai grandi cambiamenti strategici, sociali, economici e ambientali. Esso si deve orientare su valori reali e ideali forti nei quali possano credere i consumatori, portando loro benessere; per riassumere questo concetto possiamo dire che lo scopo fondamentale è il dover toccare l’ anima del cliente. Il marketing ha il compito di avvertire, ma anche di interpretare le ansie dell’ umanità, i desideri di creatività, cultura, rivalutazione delle tradizioni e tutela dell’ambiente. Per renderlo più chiaro ai nostri lettori possiamo definire l’evoluzione del marketing attraverso 3 fasi rappresentate da 3 parole chiavi: dal prodotto al cliente, dal cliente all’anima. Il manuale “Marketing Essenziale” di Rosario De Vincenzo – Intervista all’autore Abbiamo deciso di intervistare Rosario De Vincenzo, esperto nel settore Marketing da 25 anni ed autore del best seller: “Marketing Essenziale”, Mind Edizioni, 2018.  Poiché lei è un esperto di Marketing da anni, ci può descrivere brevemente l’ evoluzione che ha subito il processo di Marketing negli ultimi 10 anni con l’ avvento dei dispositivi digitali? Negli ultimi 10 anni si è passati dal prodotto al cliente, si tratta di un marketing focalizzato sul brand e sui servizi, arrivando oggi ad una forte concentrazione sulla produzione di “valori”, […]

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Culturalmente

Il gruppo artistico Die Brücke: un ponte sul futuro

Il gruppo artistico Die Brücke (il Ponte) è stato un gruppo di artisti dell’ avanguardia tedesca formatosi a Dresda nel 1905. Questo gruppo si pone come cuore originario dell’ espressionismo tedesco ed è caratterizzato dall’opposizione verso la politica e società a differenza dell’espressionismo francese. I fondatori furono i quattro studenti di architettura Jugendstil (Art Nouveau) guidati da Hermann Obrist: Fritz Bleyl, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner e Karl Schmidt-Rottluff. Coloro che si dedicarono completamente alla pittura furono Heckel, Kirchner e Schmidt-Rottluff che decisero di esporre nel 1906 a Dresda i loro dipinti nella fabbrica di lampadari di Karl-Max Seifert, occasione in cui furono chiarite le premesse ideologiche del movimento nel manifesto Die Brücke. L’intenzione di questi artisti era quella di realizzare un nuovo rapporto tra arte e condizione umana. Lo scopo dichiarato del gruppo Die Brücke era il seguente: «attirare a sé tutti gli elementi rivoluzionari e in fermento», per riuscire a sovvertire le vecchie regole convenzionali e realizzare le loro opere d’arte attraverso la «spontaneità dell’ispirazione», ciascuno secondo il proprio temperamento, realizzando in realtà una produzione sostanzialmente omogenea. Il gruppo artistico Die Brücke trae il nome da un passaggio del testo Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche, in cui si parla del potenziale dell’ umanità di rappresentare gradualmente un “ponte” verso un futuro perfetto. Infatti i membri del gruppo artistico Die Brücke puntarono a creare un ponte tra la tradizionale pittura neoromantica tedesca e la nuova pittura espressionista moderna, si pone come un ponte  di collegamento tra vecchio e nuovo, contrapponendo all’ Ottocento realista e impressionista un Novecento espressionista.  Il gruppo artistico Die Brücke – Cuore dell’espressionismo tedesco I membri del gruppo artistico Die Brücke si isolarono in un quartiere operaio di Dresda e svilupparono uno stile comune basato su colori accesi, tensione emozionale, immagini violente. Nei musei della città potevano vedere gli straordinari dipinti dei pittori Vincent Van Gogh e Edvard Munch e le sculture delle popolazioni dell’Oceania. Il gruppo si ispirava principalmente ad Edvard Munch, ai pittori del periodo post-impressionista – tra cui Van Gogh e Gauguin – e all’arte extraeuropea, soprattutto quella africana che spinse alcuni componenti verso l’intaglio del legno. Anche la grafica a stampa, in particolare quella a tecnica xilografica, fu un mezzo largamente impiegato dal gruppo Die Brücke, visto l’efficace effetto economico che finalmente metteva d’accordo l’ artista con il fruitore dell’opera. Chiunque poteva permettersi di acquistare un’opera del gruppo. Die Brücke rappresentò il cuore originario dell’espressionismo tedesco. Gli obiettivi del gruppo sono principalmente due: la volontà di staccarsi da una tradizione figurativa statica e opprimente e creare un “ponte” fra l’emotività dell’artista e la realtà che lo circondava. Un ponte quindi tra l’artista e il mondo esterno, che in quegli anni stava cambiando ed evolvendo in tutti i campi. Il gruppo artistico Die Brücke – Ideali Gli artisti del gruppo artistico Die Brücke si discostavano dai Fauves francesi, perché credevano ancora nell’ importanza del soggetto rappresentato nel dipinto. I temi principali affrontati da questi pittori furono: la vita nella metropoli, l’ erotismo, […]

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Cinema e Serie tv

Non ci resta che il crimine, di Massimiliano Bruno

Non ci resta che il crimine è un film comico e nostalgico diretto da Massimiliano Bruno ambientato a Roma con i mitici attori Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi ed Ilenia Pastorelli, proiettato nelle sale cinematografiche italiane dal 10 Gennaio 2019. Una commedia fresca con una storia veloce ed accattivante con tratti nostalgici nei confronti delle abitudini degli anni ’80 italiani. Tre amici, Alessandro Gassmann, Gianmarco Tognazzi e Marco Giallini, insoddisfatti della loro vita (per motivi familiari, sentimentali o professionali), decidono in maniera creativa di organizzare un tour criminale, anzi un tour alla scoperta dei luoghi dei misfatti della Banda della Magliana, famosa organizzazione criminale della storia nera dell’Italia degli anni Settanta ricordata nel celebre serial Romanzo Criminale. Non ci resta che il crimine – Trama Moreno (Marco Giallini) è un uomo di mezza età fissato con la Banda della Magliana. Ha anche gravi problemi con la ex moglie dato che non riesce a pagarle gli arretrati. Sebastiano (Alessandro Gassman) è un uomo imbranato che ha gravi problemi coniugali. Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) è invece un uomo con grandi complessi di inferiorità che non riesce a farsi valere con suo suocero. I tre protagonisti di Non ci resta che il crimine incontrano Gianfranco (il regista Massimiliano Bruno) un loro vecchio compagno di scuola che bullizzavano da adolescenti, mentre cercavano di fare qualche soldo, organizzando tour nei luoghi legati alla banda della Magliana. Il vecchio amico ha ottenuto un grande successo nella vita e fa di tutto per dimostrare la propria vittoria ai sui ex tormentatori. Non ci resta che il crimine – Regista e particolari adoperati Il regista Massimiliano Bruno ha creato un perfetto scenario ed alcuni costumi tipici degli anni ’80 come i Ray Ban specchiati, giubbotti di pelle, pantaloni a zampa di elefante e la Roma clandestina dominata dalla banda della Magliana che gestiva locali di lusso e scommesse. Il regista Bruno, con grande maestria, ha saputo mescolare autobiografia e invenzione romanzesca, ritorna ai tempi della sua adolescenza in una commedia che parte come un fantasy e subito diventa un poliziesco. L’inizio fantasy è da non perdere, risulta molto divertente e fantasioso il passaggio dal 2018 al 1982. Proprio qui si possono notare frasi ad effetto che il regista ha voluto evidenziare come “Sono dipendente da WhatsApp” e “Io ho bisogno del medicinale Triatec“, battute che fanno riflettere su quello che abbiamo e che non avevamo tra cui iPhone da rivendere con decenni d’anticipo e tormentoni futuri (Tre parole di Valeria Rossi) da diffondere a scoppio anticipato. Al contrario durante il film i tre attori sottolineano spesso quanto le cose buone non vengono più riproposte sul mercato come i gelati Eldorado tricolore o i giradischi in vinile, in contrapposizione alla situazione di oggi più ricca, più moderna, ma meno genuina e divertente rispetto agli anni ’80. Omaggiando il cinema degli anni ’70 e ’80, con zoom improvvisi sui volti dei protagonisti in stile poliziesco, tra cui la mitica scena della rapina in banca con i costumi dei Kiss, […]

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Libri

I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici

Con il libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici la talentuosa scrittrice Agnese Palumbo ci conduce nei meandri di Napoli, guardando la città con occhi diversi. Il libro I love Napoli è stato presentato dall’ autrice presso La Feltrinelli Point di Pomigliano D’ Arco il 12 Dicembre 2018. Un’ accogliente sala della Feltrinelli Point è in trepidazione per l’ inizio della presentazione del libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici. Il colore rosso delle sedie della sala è come il cuore pulsante di amore delle persone che amano la città di Napoli. I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici – Trama Si scende tra i vicoli, si sale ai quartieri, la gente canta, con pochi euro pranzi e se sei fortunato arrivi fino al mare. Le mura greche e le Madonne barocche, pezzi di templi incastonati e sacerdotesse nascoste a San Gregorio Armeno. Chiunque giunga a Napoli, trova quello che cerca, ‘o sole mio potente che s’ infrange sul giallo tufo, il filo d’olio che impregna le freselle, il vociare dei venditori ambulanti. Da San Martino, da Posillipo, dalle terrazze di Castel dell’Ovo, una città che cambia faccia e cambia bellezza: morbida, colorata e malinconica, il libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici è il desiderio di andare oltre, non solo di guardare la bellezza del mare e del Vesuvio, ma guardare Napoli da un punto di vista del tutto diverso. I love Napoli : Storie insolite e luoghi magici – Intervista all’autrice  Cosa intendi dire quando affermi: “Questa città non è un luogo comune?” La scrittrice Agnese Palumbo risponde con un sorriso dicendo: “Ho giocato sul doppio senso di questa frase. La città di Napoli è una cartolina tutti la immaginano cosi’, in realtà per andare al di là del luogo comune Napoli non è solo una città bella da visitare, ma è soprattutto una città che coinvolge le persone che la visitano ricordo una coppia di milanesi che hanno subito una metamorfosi arrivano in città rigidi, passeggiando per le vie della città vengono ammaliati dalla magia e dalla napoletaneità.” Perché il ciuccio è simbolo del calcio napoletano? Il ciuccio ha un suo significato estremamente simbolico ed interessante originariamente era un cavallo simbolo di Napoli un cavallo rampante indomito che dava la sensazione di una libertà ingestibile il primo sovrano fu Corrado di Svevia che ad un certo punto mise le redini al cavallo perché lui stava imbrigliando Napoli. Il simbolo della città rimase il cavallo, perché Napoli è uno spirito libero come lo è l’anima del cavallo. Quando il Calcio Napoli decise quale identità dovesse avere il giorno della sua Fondazione nel 1926 scelsero come simbolo questo cavallo. Col passare del tempo il Napoli non vinceva partite e quindi le persone napoletane mormorando lo fecero divenire un ciuccio e nel paradosso ironico anche il ciuccio ha una grande valenza. Perché Napoli é definita la città del Sole? La sua indole straordinaria che vanta un clima straordinario, ha plasmato antropologicamente la natura dei napoletani […]

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Cinema e Serie tv

Van Gogh: “La follia è una benedizione per l’arte!”

«La follia è una benedizione per l’arte!» Questa é una delle più importanti citazioni del film Van Gogh sulla soglia dell’ eternità interpretato magistralmente dall’attore statunitense Willem Dafoe e diretto dal regista Julian Schnabel. Si tratta di un film importante e di grande sensibilità, dedicato al genio incompreso Van Gogh un maestro senza tempo. Vincent Van Gogh era un pittore istintivo e sregolato che dipingeva senza mai correggersi, prendendo per buone sempre i primi colpi di pennello. Le sue pennellate erano brevi e nervose che esprimevano il mondo interiore dell’ artista. Considerato dalla critica un capolavoro filmico Van Gogh sulle soglia dell’ eternità é proiettato dal 3 Gennaio 2019 nelle sale cinematografiche e vanta già un record di incassi. Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Trama Film Il film “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” prosegue con un ritmo ben determinato che riassume con grazia ed eleganza i 3 momenti chiave della vita del pittore Van Gogh. La prima tappa fondamentale é l’incontro tra Van Gogh (William Defoe) e Gauguin (Oscar Isaac) e il loro soggiorno ad Arles, il secondo momento é il ricovero al manicomio di Saint-Rémy ed il terzo é la permanenza di Van Gogh ad Auvers, dove il pittore mori’ misteriosamente. Tra Vincent Van Gogh e suo fratello Theo (Rupert Friend)vi era un rapporto viscerale che si evince durante tutto il film. Theo, convinto sostenitore dell’arte di Vincent, cercò di supportare il fratello con tutti i suoi mezzi fino alla morte del pittore. È di sole che ha bisogno la salute e l’arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi, il pittore olandese Vincent si trasferisce da Parigi ad Arles nel sud della Francia poiché la sua arte e la sua salute hanno un’ immensa necessità di sole e di vitalità, si ritrova a contatto con la forza misteriosa della natura. Vincent Van Gogh ha sfidato i suoi contemporanei che hanno biasimato la sua arte a tal punto da renderlo folle. Bandito dalla ‘casa gialla’ e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello Theo. Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Caratteristiche del film e del protagonista  Il regista Schnabel, trasportato come Van Gogh dalla luce della Provenza coglie quel passaggio folgorante che viene ritratto spesso nei dipinti del pittore olandese. Tutta la storia di Vincent Van Gogh, come quella di Gauguin, è segnata dal destino, marcata dall’insuccesso, e dall’incomprensione dei contemporanei che per questo motivo conduce l’artista all’isolamento. L’arte di Van Gogh contraddistinta da campi di grano, fogliame d’autunno, cipressi monumentali, giardini selvatici, fiori floridi, fondali gialli, arancio ardente dei crepuscoli, é colore vivo rovesciato sulla tela come magma incandescente, opere d’ arte poco apprezzato dai suoi contemporanei. Alieno al mondo che lo circondava, l’artista Van Gogh esprimeva un malessere profondo, una disperazione totale e una lucidità intensa che lo rendeva spesso odioso agli altri. L’ attore Willem Dafoe interpreta con successo il pittore Van Gogh esprimendone con gli occhi la visionarietà. Si […]

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Cinema e Serie tv

Paola Cortellesi in “La Befana vien di notte”

Paola Cortellesi in La Befana vien di notte interpreta un personaggio del tutto innovativo, rompendo gli stereotipi sulla dolce ma bruttissima vecchietta che il 6 Gennaio di ogni anno porta i doni e le calze a tutti i bambini del mondo. La Cortellesi recita nei panni di una Befana rivoluzionaria, rivalutando la dignità della Befana che per anni è stata surclassata da Babbo Natale. Una commedia fantasy adatta ai bambini ed adulti da non perdere assolutamente! Paola Cortellesi in La Befana vien di Notte – Trama La Befana vien di notte, il film diretto da Michele Soavi, racconta la storia di Paola, una maestra di scuola elementare che ha un segreto da nascondere: bella e giovane di giorno, di notte si trasforma nell’eterna e leggendaria Befana! Viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, Mr. Johnny, che ha un conto da saldare con la Befana la quale, il 6 Gennaio di vent’anni prima, gli ha inavvertitamente rovinato l’infanzia. Sei alunni assistono al rapimento, e dopo aver scoperto la doppia identità della loro maestra, decidono di affrontare, a bordo delle loro biciclette, una straordinaria avventura e mille peripezie, che li cambierà per sempre. La Befana di Paola Cortellesi La storia è semplice, ma originale: la maestra Paola ha una doppia vita,  di giorno  insegna ai bambini delle elementari, da mezzanotte alle 8 invece, da 500 anni, si trasforma in Befana con unghie lunghe, naso aguzzo, rughe e scopa volante. Nonostante il suo aspetto estetico poco gradevole, l’attrice Paola Cortellesi ha deciso di sfidare gli stereotipi negativi che si hanno sulla Befana, indossando anche un naso grande e aguzzo che la rende brutta sul grande schermo. Ha abbracciato con entusiasmo questo progetto cinematografico dando vita insieme ad un eccezionale Stefano Fresi ad una commedia fantasy e di formazione tipica dello stile americano ma poco conosciuta in Italia. È questa la grande sfida che Paola Cortellesi ha affrontato: interpretare una vecchia e brutta Befana e donarle fascino, allegria e un tocco da supereroina, senza pensare ai canoni estetici della bellezza tradizionale. Stefano Fresi interpreta il ruolo di Mr Johnny, un bambino che ha subito l’abbandono della Befana e che decide di vendicarsi una volta diventato adulto. Questo ruolo, recitato magistralmente dall’attore, è davvero complesso, perché la cattiveria proviene da una grossa delusione che viene svelata dai dialoghi tra Mr Johnny e la Befana. Stefano Fresi dà vita ad un personaggio cattivo-esilarante che contribuisce a rendere la commedia ancor più originale. Paola Cortellesi in La Befana vien di Notte – Film dai valori umani e sociali  Paola Cortellesi interpreta una Befana contemporanea. Dietro l’apparente versione comica della Befana, la Cortellesi si è calata nella parte di una vera e propria supereroina con doppia identità. Il fatto che non sia solo Befana, ma viva il quotidiano da maestra, la rende contemporanea e risulta ben adattata alla società attuale che ci circonda. Uno dei messaggi fondamentali che passa ai ragazzi, suoi allievi, è quello di “Restate uniti, che da soli non si va da nessuna parte“. In un […]

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