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Eroica Fenice

Musica

Francesco Sbraccia e il suo ultimo album Etimologia | Intervista

Francesco Sbraccia è un musicista di Teramo nato nel 1990. Nel 2014 pubblica i suoi primi brani, seguiti dall’ EP in inglese “No Worries“. Ha aperto concerti di artisti del calibro di Skin, Cosmo e Galeffi. Ha collaborato a stretto contatto con compositori di fama internazionale, tra cui il premio Oscar Nicola Piovani. A gennaio 2018 è uscito su YouTube il video del suo primo singolo in italiano “La tua qualità” che sarà presente nel suo ultimo album Etimologia, in commercio dal 9 Novembre 2018 per Genziana Dischi. Compositore e maestro di pianoforte, Francesco Sbraccia ricrea un habitat sonoro ideale dove tornare a respirare, pensare e vivere. Questo album esprime infatti l’ urgenza espressiva, meditata a lungo, delle cose essenziali ed importanti della vita. I brani sono semplici, privati di ogni peso, accompagnati da una musica lieve ed orecchiabile. Francesco Sbraccia- L’ intervista Etimologia è lo studio linguistico sull’ origine delle parole, perché hai voluto intitolare il tuo album in questo modo? L’album si chiama “Etimologia” per analogia con la branca della linguistica che hai appena definito. L’intero disco è dedicato al rispetto e al recupero del proprio tempo naturale, quello che ci fa stare bene e in armonia con gli altri e con l’ambiente. Dico recupero perché ho l’impressione (e personalmente è sicuramente così) che si sia perso negli ultimi anni, in cui la condivisione delle attività e delle informazioni è cosi rapida da risultare vorticosa e indurre a pensare che se non si sta al suo passo si è inattivi e inetti. A me piace vivere con tempi più lenti e di cose diverse dalla condivisione di un “successo” su un social network. “Etimologia” è l’espressione di questa mia inclinazione che ho negato negli ultimi anni, un tornare alle “origini” di questa negazione per vincerla e assecondare di più il mio modo di essere. Le parole delle canzoni raccontano la storia dell’ artista. Quali emozioni e/o esperienze hai voluto raccontare alle persone appassionate di musica che ti ascolteranno? In Etimologia parlo di rispetto di se stessi, del proprio tempo, delle proprie inclinazioni. Lo faccio con parole lontane dalla tecnologia, non contestualizzate in un tempo preciso, senza riferimenti espliciti al presente, a messaggi vocali, YouTube, Whatsapp; in questo senso è un lessico “classico”, che ho scelto per creare una sensazione di intimità, uno stato d’animo contemplativo. Etimologia è anche sinonimo di origine. Quale canzone esprime maggiormente la voglia di tornare ad essere fedele a te stesso? Senza alcun dubbio “Naturale”. È nata in un momento di crisi profonda, le sono particolarmente affezionato. Perché dopo un album in lingua inglese hai deciso di interpretare tutte le canzoni di Etimologia in lingua italiana? L’ho fatto per esigenze di musicalità, mi sentivo incapace di scrivere in italiano in un modo che mi soddisfacesse anche musicalmente. Col tempo ho trovato come essere me stesso anche scrivendo in italiano. Ne sono contento perché le sfumature della nostra lingua, ovviamente, mi appartengono molto di più che quelle inglesi, e posso cercare di comunicare quello che voglio non soltanto […]

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Attualità

Intervista al regista Enzo Liguori

Dopo aver assistito alla conferenza stampa al Teatro Totò di Napoli  Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo, ecco l’intervista al regista Enzo Liguori riguardo al musical Scuola vs Bulli, uno spettacolo musicale che ha l’obiettivo di sensibilizzare e prevenire i fenomeni di bullismo. Questo interessante musical ideato da Giovanna Pignieri e con la regia di Enzo Liguori, fa parte del progetto educativo che il Teatro Totò propone alle scuole e che mira a contrastare il dilagare del bullismo, fenomeno sociale di natura aggressiva, che si diffonde particolarmente in età adolescenziale nelle scuole. Il pubblico della conferenza stampa e del musical Scuola vs Bulli è formato soprattutto da teenagers, che hanno il vero potere di cambiare le cose. Scuola vs Bulli  – Intervista al regista Enzo Liguori  Questo musical è stato ideato per dare un importante contributo artistico-teatrale alla lotta contro il fenomeno sociale del bullismo che, purtroppo, è molto diffuso tra i teenagers soprattutto nelle scuole medie e superiori. Si tratta di un fenomeno aggressivo e complesso sia maschile che femminile, la cui causa principale è l’incomunicabilità tra i giovani, che sono diventati meno solidali e che si confrontano sempre di meno. I ragazzi e le ragazze parlano poco dei loro problemi (timidezza, obesità, scelte di abbigliamento differenti, problemi di deambulazione, insicurezze caratteriali) e questo sfocia in una forte aggressività. Il musical mette in evidenza quanto sia stupido compiere atti di bullismo e ci insegna a non colpevolizzare nessuno. Spesso sia il bullo che la vittima sono entrambi persone deboli e con scarsa autostima a causa dell’ ambiente sociale in cui si trovano a vivere.   Ecco le domande sottoposte all’ attenzione del regista napoletano Enzo Liguori: Da cosa nasce l’ idea di far recitare piccole scene di bullismo tratte dal musical Scuola vs Bulli nelle classi? L’idea nasce dalla voglia di coinvolgere attivamente gli alunni delle scuole, attraverso le incursioni teatralizzate, facendogli vivere una situazione che è al limite tra la finzione e la realtà, un’occasione che serva a scuoterli, a farli riflettere su un aspetto che spesso tendono a sottovalutare. Dall’ anteprima del musical si evince che il collaboratore scolastico ha un grande peso. Quale ruolo svolge e quanto è influente nell’ educazione dei ragazzi?  I collaboratori scolastici sono figure importanti per gli alunni, spesso veri e propri confidenti che accompagnano i giovani studenti durante tutto il periodo scolastico. I collaboratori scolastici sono figure di riferimento e supporto anche per il corpo docente che hanno un ruolo fondamentale nella formazione, non solo scolastica, ma soprattutto personale, degli alunni. I docenti saranno il ponte che collegherà gli alunni al teatro e a tutto ciò che il progetto “Pugno vs Pugno” prevede. Un ruolo delicato, quindi, che solo un docente è in grado di ricoprire. Durante il musical vi é un riferimento ai colori BIANCO E NERO. Cosa simboleggiano? “Bianco e Nero” è il brano più importante del Musical “Scuola vs Bulli” scritto da Giovanna Pignieri e musicato da Massimo D’Ambra con le coreografie di Ettore Squillace. Il Musical […]

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Libri

Khrystyna Gryshko, intervista alla giovane scrittrice

Khrystyna Gryshko è nata e vissuta durante la sua infanzia a Pidluzhzhya, un piccolo villaggio ucraino. A 13 anni si è trasferita, dove ha scritto a 16 anni  il suo primo romanzo per ragazzi chiamato “EREA”. A 17 anni invece ha scritto il “Bucaneve calpestato“. Dopo essersi laureata in Economia e Management presso Bocconi di Milano ha pubblicato “Benvenuti a Neverland”.  Il genere che Khrystyna Gryshko predilige è però la poesia. Ha scritto una bella raccolta di liriche, “Io mi bacio da sola“, che ha destato un grande interesse nella critica. Su questo e tanto altro abbiamo avuto il piacere di intervistarla. Khrystyna Gryshko, la nostra intervista 1 – Krystyna cosa significa per te “Fra le anime la distanza è surreale, sai?” Con queste parole intendo dire che a giorno d’oggi la distanza che c’è fra le persone è surreale. Passiamo più tempo online a chattare o a navigare che a rapportarci direttamente a delle persone. 2- “Codardi! Non siete mai voi stessi! Avete paura di specchiarvi?” Verso chi è diretto questo tuo grido? Tutta la poesia dal titolo “Performance” che trovate nella mia raccolta “Io mi bacio da sola” (DreamBook) è diretta verso la sfera politica. Non soltanto italiana, ma planetaria. Di particolare interesse trovo la cosiddetta figura di publicist. Sono infatti molte persone a creare l’immagine ad un politico che molto spesso non corrisponde a ciò che la persona è in realtà. Io qui parlo di identità finta. Della paura di rispecchiare quella vera. Parlo di necessità che sento di poter essere sé stessi, non soltanto io in quanto individuo libero, ma anche i nostri politici. 3 – “Non ti vergogni della tua corruzione, che parte dall’educazione nelle scuole”, perché la scuola elementare ucraina ti ha deluso? Sì, assolutamente. È dall’età di 13 anni che studio in Italia. Ho anche vinto la borsa di studio quando ero in Bocconi a studiare Economia Aziendale e Management. Da noi, in Ucraina, invece, la maggioranza dei concorsi è corrotta. Questo mi rammarica molto e mi fa sentire fortunata di essere in un posto diverso ed aver avuto un’esperienza direi opposta. 4 – “Bambino interiore che poggia un fiore”, ti riferisci alla tua anima di fanciulla che ancora si emoziona per tutte le cose del mondo? Sì, esattamente. Credo che ci siano poche persone che davvero a giorno d’oggi si emozionano per piccole cose, piccoli gesti, piccole “cose del mondo” come dici. Io però mi ritrovo ad esserlo, ma mi ritrovo anche a poggiare un fiore su una bara di chi ha purtroppo perso questa sua parte. 5 – “Quali sono i tuoi progetti futuri? Continuerai a scrivere poesie o hai in programma di scrivere un romanzo?“ Mi considero una scrittrice poliedrica e pertanto nei miei progetti futuri pertanto rientrano pubblicazioni di svariate raccolte oltreché altri romanzi attualmente in via di sviluppo. Il progetto più ambizioso su cui sto lavorando è la realizzazione di una mia sceneggiatura cinematografica tratta dal mio stesso romanzo “Benvenuti a Neverland”. Si conclude così l’intervista alla scrittrice e poetessa Khrystyna Gryshko, che ci ha fatto vivere […]

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Libri

Intervista a Massimo Smith, uno scrittore versatile

Massimo Smith uno scrittore versatile, vanta una carriera a 360 gradi nel mondo della scrittura. Ha lavorato come autore di recensioni, ha scritto numerosi romanzi tra cui “La fabbrica dei suicidi“, “Il rasoio di Occam” e “Io non esisto“, è stato autore teatrale, sceneggiatore e direttore editoriale. Massimo Smith è uno scrittore versatile che conosce bene quanto sia importante scegliere le parole più adatte da utilizzare per dare maggiore significato e fluidità ad un testo, quale che sia poesia, romanzo, opera teatrale ed altri generi narrativi. Il suo carisma caratteriale si evince dai suoi testi, molti dei quali contengono un insieme di intrecci da svelare. Massimo Smith conferisce molta importanza al lettore e vuole che egli si senta coinvolto da quello che legge, traendone una riflessione che non sia imposta oppure indicata chiaramente dallo scrittore. I suoi romanzi fanno riflettere sulla società moderna, cogliendone aspetti diversi, talvolta contrastanti, come ricchezza e povertà, solidarietà ed egoismo, giustizia ed ingiustizia. Massimo Smith uno scrittore versatile – L’ Intervista  Abbiamo intervistato lo scrittore Massimo Smith, facendo un excursus sulla sua variegata carriera. L’ autore si è reso disponibile a risponderci con grande naturalezza e chiarezza. Ha cercato, inoltre, con spiccata sincerità di mettere in luce gli elementi fondamentali della sua scrittura. Massimo, lei è autore sia di romanzi che di testi teatrali. In quale delle due tipologie di scrittura si rispecchia maggiormente il suo carattere? In entrambe: interpreto la narrativa e la drammaturgia come due delle infinite facce del mestiere di scrivere. Durante la mia carriera ho scritto tanti testi destinati al teatro. Alcuni sono andati in scena, altri no, così come tre dei romanzi che ho scritto sono stati pubblicati, e altri due attendono in un cassetto. Poi ci sono stati i musical, le sceneggiature cinematografiche, le poesie, e tante altre pagine scritte per ambiti non univocamente codificabili. Sto dicendo che scrivere, per me, significa vivere senza pensare se devo l’esistenza a questa parte del mio corpo più di quell’altra. Respiro, il mio cuore batte, il fegato fa il suo lavoro e il cervello prova a essere sufficientemente vigile, così, nel complesso, vivo. Ecco, scrivo allo stesso modo, senza preoccuparmi di quale narrazione mi racconti meglio. Secondo la sua opinione quanto è importante la leggerezza di un libro? È vero che la leggerezza e la fluidità di un testo permettono all’autore di avere maggiore credibilità e di ottenere anche la piena attenzione da parte del lettore? Riuscire a sottrarre peso a uno scritto è un’opera titanica che tocca ad ogni scrittore. Penso che nessun autore di lingua italiana sfugga alla regola che vuole una quotidiana genuflessione dinanzi alla Leggerezza di Italo Calvino. Da qui a riuscire a rendere leggero un testo, è una battaglia che viene combattuta sul ring privato su cui ciascuno di noi incrocia i guantoni col bianco abbacinante della pagina vuota. Io non esisto è un testo dal significato profondo e psicologico. Perché ha deciso di dare un titolo cosi’ incisivo al suo libro? Quali sono le tematiche trattate e perché […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo

Teatro ed istruzione uniscono le proprie forze per combattere il bullismo e superare qualsiasi tipo di barriera che possa creare discriminazione tra i giovani. Questo è il focus del progetto “Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo”. Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento ed intenzionale di natura sia fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo ed attuato nei confronti di persone considerate dal bullo come bersaglio debole ed incapace di difendersi. Come nel bullismo tradizionale della vita reale, il cyberbullismo prevede una presa in giro provocatoria ed offensiva su internet per diffondere a macchia d’olio la debolezza della vittima di bullismo al di fuori delle mura della classe, coinvolgendo così una grandissima porzione di persone. Ciò provoca conseguenze negative nella mente delle vittime che non sanno reagire e che si ritrovano oggetto di scherno da parte di numerosi compagni. I motivi della discriminazione sono: l’aspetto estetico, la timidezza, l’orientamento sessuale ed un abbigliamento ritenuto poco convenzionale. La vittima prova un senso di isolamento e solitudine, perché fortemente discriminata da tutti. Location della conferenza stampa “Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo” e del musical “Scuola contro Bulli” Un teatro accogliente ospita insegnanti, alunni e giornalisti; dinanzi a loro si apre il tendone di scena ed il palco è organizzato in maniera eccellente, poiché è stato riprodotto il tipico ambiente scolastico con banchi, sedie e cattedra che ospiteranno i relatori della conferenza stampa. Zaini e cappottini sullo sfondo rendono l’ambiente più realistico, tutto illuminato da una luce verde che simboleggia la calma e la speranza, una luce che è preludio della conferenza stampa e del suo significato. Lo stesso vale per l’aquilone verde stretto tra le mani di un bambino rappresentato nella locandina ufficiale del progetto “Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo.” La locandina è simbolo di un messaggio antiviolenza e rappresenta la libertà che ogni alunno deve provare per essere se stesso senza discriminazioni. Per contrasto sul palco vi è l’immagine di un bambino a mani aperte dove spicca la scritta STOP BULLISMO, rappresentato sulla locandina del Musical Scuola vs Bulli, recitato dagli allievi dell’ Accademia delle Arti Teatrali del Teatro Totò di Napoli. Un musical che si può definire come emblema dell’amicizia e della solidarietà. Conferenza Stampa del Progetto “Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo” Il 15 novembre il Teatro Totò di Napoli ha dunque presentato il progetto “Pugno vs Pugno – un verso contro il bullismo”. Si tratta di un’iniziativa ideata e realizzata da Vincenzo Liguori, nata con il patrocinio dall’assessorato all’istruzione del Comune di Napoli, con l’obiettivo di prevenire i fenomeni di bullismo e promuovere l’inclusione sociale. Il musical Scuola vs Bulli ideato da Giovanna Pignieri e con la regia di Enzo Liguori fa parte del progetto educativo che il teatro Totò propone alle scuole e che mira a contrastare il dilagare del bullismo, fenomeno sociale di natura aggressiva, che si diffonde particolarmente in età adolescenziale nelle scuole. Gli interlocutori della conferenza […]

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Riflessioni culturali

Modi di dire francesi, gli 8 più famosi

Siete curiosi di scoprire gli 8 modi di dire francesi più famosi? La lingua francese vanta una viscerale quantità di proverbi, che sono una parte essenziale della cultura francese. La saggezza popolare spesso riesce a tradurre con una semplice frase, nel modo più vivido e diretto possibile, stati d’animo, ma soprattutto consigli di buon senso da diffondere a macchia d’olio. I proverbi francesi sono dotati di tanta bellezza e musicalità e caratterizzati da un significato profondo ed efficace. Durante le conversazioni italiane si usano espressioni brevi, ma esaustive per rappresentare un concetto, un ideale o per dare un consiglio ad un’altra persona. Anche i francesi adoperano numerosi modi di dire durante i loro dialoghi, che rendono unica l’eleganza della loro lingua. Abbiamo selezionato i modi di dire francesi più interessanti e particolari. Gli 8 modi di dire francesi più utilizzati In francese si direbbe : Voilà on marche! Une promenade entre les 8 proverbes francaises très utilisés avec la relative traduction et sens! Ecco percorriamo una passeggiata tra i 8 modi di dire più famosi in Francia, maggiormente utilizzati con la relativa traduzione e significato. 1. Il ne faut pas jamais dire: fontaine, je ne boirai pas de ton eau Non bisogna mai dire: fontana, non berrò la tua acqua Ha il medesimo significato italiano del proverbio “Mai dire Mai“. Ha un significato molto realistico e che non tramonta mai, perché non si può dichiarare che un’azione non avverrà o non verrà svolta mai da nessuno, poiché la vita è imprevedibile e ricca di colpi di scena improvvisi. L’acqua (l’eau) è un elemento naturale molto ricorrente nelle espressioni francesi. 2. La faim chasse le loup hors du bois La fame fa uscire il lupo dal bosco I soldi come la fame sono importanti nella vita di ogni persona, perché rappresentano un bisogno primario e per questo si avanza subito verso di loro. La necessità ci spinge, a volte, a compiere azioni frettolosamente. Il lupo (le loup) viene adoperato spesso come elemento tipico della Francia per la sua aggressività e determinazione, capace di ottenere subito ciò che vuole. Il bosco (le bois) come la fontana (la fontaine) del precedente proverbio sono adoperati spesso nella lingua francese, perché sono parole che rientrano nel settore ambientalistico a cui la tradizione francese è legata. 3. L’union fait la force L’unione fa la forza Questo proverbio ha un equivalente perfetto in italiano la cui traduzione é l’”unione fa la forza“. Con queste 4 parole si sottolinea l’importanza dell’unione e delle azioni collettive per raggiungere obiettivi comuni o per combattere per una giusta causa. Questo proverbio è adoperato maggiormente in Francia, perché la parola Union rappresenta lo spirito combattivo della cultura francese sempre pronto a battersi per il raggiungimento dei risultati, anche in caso di proteste politiche e sociali. 4. Sage est le juge qui écoute et tard juge Saggio è il giudice che ascolta e tardi giudica In italiano ci può essere la similitudine con l’”Apparenza inganna“, perché l’apparenza è spesso ingannevole e per questo bisogna saper […]

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Libri

Il dolore in un sorriso di Giuseppe De Martino

Giuseppe De Martino con il suo Il dolore in un sorriso è uno dei protagonisti del salotto letterario del Chiaja Hotel de Charme, noi lo abbiamo intervistato. Durante la conferenza stampa Poeté 10&Lode 10 anni di Letture e Libertà, tenutasi al Comune di Napoli per dare l’avvio al salotto letterario che si terrà presso Chiaja Hotel de Charme, ho incontrato in qualità di referente di Eroica Fenice l’autore emergente del libro Il dolore in un sorriso di Giuseppe De Martino. Questo giovane autore sarà presente ad uno dei numerosi incontri letterari, parlando del suo testo dal significato profondo. Giuseppe De Martino ci ha svelato i retroscena del suo libro con grande naturalezza e con spiccata sincerità. Ha dimostrato una grande maturità, parlando dell’inutile e stupida discriminazione da egli subita, lasciando a tutti noi un grande messaggio: bisogna saper riemergere dalle situazioni difficili, a testa alta e finalmente sorridere. Il dolore in un sorriso – Intervista a Giuseppe De Martino Il dolore in un sorriso titolo significativo che Giuseppe De Martino ha dato al suo testo che inizia con un ossimoro (parole opposte che rivelano sentimenti opposti) e questa opposizione persiste come fil rouge di tutta la vicenda raccontata. Dalla sofferenza all’amore, dalle insicurezze alla rivincita, dalla catarsi al desiderio di vivere completamente. L’intervista all’autore inizia proprio con una domanda in merito al titolo: 1. Il titolo del tuo libro è molto originale, perché racchiude il dolore ed il sorriso, si può dire due parole dal significato opposto. Perchè lo hai scelto? Ho scelto questo titolo perché fin da piccolo mi è stata negata la possibilità di sorridere, sono stato vittima di bullismo e dell’omofobia più cruda, tanto da sviluppare un’omofobia interiorizzata, ovvero ho iniziato a credere davvero che la mia omosessualità fosse una malattia, che io fossi sbagliato e che mentre tutti sorridevano e si vivevano il loro amore alla luce del sole, io dovessi serrare la bocca e restare nel buio della mia stanza. Ma è stato in uno di questi momenti più bui che ho aperto Word e ho lasciato che le mie emozioni, le mie paure guidassero le mie mani. Ho iniziato quindi a scrivere il libro  e quando le mie mani hanno scritto la parola “fine” la mia bocca, che era rimasta serrata, si è aperta in un sorriso. Da qui appunto il titolo Il dolore in un sorriso. 2. Spesso si dice che dalle battaglie più dure nascono vincitori più forti. Questa idea é presente nel tuo testo? Assolutamente sì, Più grande è la lotta più glorioso sarà il trionfo (cortometraggio The Butterfly Circus – Joshua Weigel). Mi vengono queste parole in mente pensando alle storie di tutti noi combattenti, che se pure cadiamo sempre, che se pure ci vogliono spezzare le ali, noi riusciamo comunque a volare. Spero che la storia di Cameron (protagonista del mio romanzo), sia d’esempio a tutti quelli che sono caduti, esempio per alzarsi e sorridere di nuovo, ma questa volta farlo con più forza. 3. Dalla trama si evince che l’amicizia é stato un […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà

Parte la decima edizione di Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà, il salotto letterario creato e diretto da Claudio Finelli, a partecipazione gratuita! Parte la decima edizione di Poeté 10&Lode – Dieci Anni di Letture e Libertà, il salotto letterario creato e diretto da Claudio Finelli, con un fitto calendario di appuntamenti pomeridiani (tutti ad ingresso gratuito, con inizio alle 18.30), che da ottobre 2018 a maggio 2019 animeranno l’elegante salotto del Chiaja Hotel De Charme. Anche quest’anno la manifestazione, con uno sguardo privilegiato alle discriminazioni fondate su identità di genere e orientamento sessuale, presenta libri e autori che raccontano storie dalle tematiche svariate quali l’ omofobia, l’omotransfobia, la discriminazione verso le donne, la discriminazione presente nella realtà del mondo adolescenziale, la solidarietà giovanile, l’emancipazione femminile e la vittoria sulle malattie. Tutte queste storie,  se non fossero presentate e descritte, rischierebbero di restare nell’ombra; in realtà sono vicende raccontate che riescono a coinvolgere e a far riflettere tutti. Il fil rouge di tutte le conferenze di Poeté 10&Lode Dieci Anni di Letture e Libertà che si susseguiranno é l’importanza assoluta dei valori dell’ AMORE, della SOLIDARIETA’ e dell’INCLUSIONE SOCIALE, che riuscirà a creare una mentalità nuova ed aperta agli ospiti, affinché si possa vivere in un mondo libero e senza pregiudizi. Come accaduto nelle precedenti edizioni, le conferenze letterarie di Poetè intendono focalizzare gli incontri su temi importantissimi quali la fratellanza, la sorellanza, la solidarietà, perché solo vivendo in una società più solidale ed unita, saremo in grado di garantire un mondo in cui l’amore trionfa finalmente sull’odio e sulla cattiveria e sulle discriminazioni di ogni genere. La manifestazione ha il sostegno morale della Regione Campania, della Consigliera delle Pari Opportunità della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Napoli ed il costante supporto di diverse associazioni tra cui l’Arcigay Napoli, il Coordinamento Campania Rainbow, Napoligaypress, la Fondazione Genere Identità Cultura e tante altre. Conferenza Stampa di Poeté 10&Lode Durante la conferenza stampa per presentare Poeté 10&Lode – Dieci anni di Letture e Libertà, tenutasi il 25 Ottobre 2018 presso il Comune di Napoli – Sala Giunta, erano presenti il direttore artistico Claudio Finelli, l’Assessore alla Cultura e Turismo Gaetano Daniele, l’Assessore alle Pari Opportunità Simonetta Marino e il direttore del salotto Chiaja Hotel De Charme Pietro Fusella. L’intervista iniziale all’ Assessore Gaetano Daniele termina con il focus della conferenza stampa: “L’amore è il motore della vita che genera libertà!“ All’inizio della conferenza ha introdotto il salotto letterario Poeté Claudio Finelli con le seguenti parole: «Dieci anni: un anniversario importante, un punto d’arrivo, dal quale guardare con orgoglio a questo viaggio iniziato per caso nel lontano 2008. Un punto da cui ripartire, con sempre maggiore consapevolezza, per creare spazi di libertà e condivisione evocando memorie, voci e suggestioni. In dieci anni, Poetè ha cercato le chiavi più efficaci per aprire l’uscio del nostro immaginario e creare una nuova cultura libera. Con Poetè si sogna di creare un mondo più giusto e inclusivo in cui tutti si […]

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Cinema & Serie tv

Euforia, il significativo film di Valeria Golino | Recensione

Euforia, un film che non si dimentica facilmente. Si chiama Euforia il nuovo film di Valeria Golino che esce nelle sale cinematografiche italiane dal 25 Ottobre 2018. Un film da non perdere, interpretato da due attori straordinari, che riescono a conferire ai due protagonisti, Matteo ed Ettore, la giusta energia ed il giusto pathos, dando vita ad una pellicola che non si dimentica facilmente. Film Euforia – Trama Matteo è un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Suo fratello Ettore vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati e dove insegna alle scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per non sbagliare si è sempre tenuto un passo indietro, nell’ombra. La scoperta di una malattia grave che ha colpito Ettore (della quale lo si vuole tenere all’oscuro) spinge Matteo a tornare a frequentarlo e ad occuparsi di lui. Nelle note di regia è la stessa Golino ad offrire una definizione del termine che dà il titolo al film:”Si tratta di quella bella e pericolosa sensazione sperimentata dai subacquei nelle grandi profondità: un sentimento di assoluta felicità e di libertà totale“. Euforia – Analisi dei personaggi Matteo, interpretato dall’attore Riccardo Scamarcio, ha tutte le sfumature di un personaggio complesso perfettamente inserito in un mondo precario in cui è difficile avere un equilibrio stabile. Questo personaggio soffre a causa delle scelte della sua vita (omosessuale amante delle droghe), che hanno provocato la forte insoddisfazione della madre. Cerca in tutti i modi di coprirsi di denaro, lusso e cose belle solo per attenuare e non far notare la sua sofferenza e la sua lontananza dalla madre e soprattutto dal fratello maggiore. Valerio Mastrandrea si è calato perfettamente nei panni e nei pensieri del protagonista Ettore che prende progressivamente coscienza di una grave malattia, quale il tumore al cervello. Un personaggio complesso ed impegnativo che passa dalla salute alla malattia con dignità alternata a momenti di paura in cui si scoprono le sue fragilità di uomo. Il film a primo impatto narra la vicenda di due fratelli completamente diversi caratterialmente, che vivono sotto lo stesso tetto a causa della malattia del protagonista Ettore. In realtà, la malattia anche se è il motore che dà il via a tutta la vicenda non è l’unico tema del film. Si tratta di una riflessione molto ampia e profonda su come l’irrompere di una malattia modifichi le dinamiche relazionali, portando allo scoperto nodi irrisolti, ma anche aprendo spazio a un nuovo modo di osservare l’altro e su come l’amore possa aiutare sia Matteo che Ettore. Entrambi i fratelli hanno bisogno dell’amore dell’altro per superare le vicende della propria vita: Matteo ricco ma insicuro finalmente ritrova la complicità e la stima del fratello maggiore che lo ignorava da anni; Ettore, invece, malato e fragile ha bisogno dell’allegria del fratello minore per superare questo momento complicato e triste della sua vita. La chiave di tutto il film è l’ amore reciproco che, anche se temporaneamente, salva la vita di Matteo ed Ettore. Euforia – […]

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Musica

Canzoni bellissime degli anni 2000: la nostra top 5

Gli anni 2000 sono stati tra gli anni di maggiore successo della musica italiana ed internazionale, costellata da famosi brani musicali, tra cui abbiamo provato ad individuare e racchiudere in una raccolta 5 canzoni bellissime degli anni 2000. Artisti singoli e band si sono alternate nel panorama musicale ed hanno ottenuto milioni di ascolti e  visualizzazioni dei famosi video caricati su YouTube o  tramite il celebre canale tv di trasmissione musicale MTV, seguita da numerosi teenagers appassionati di musica. Gli anni 2000 sono stati caratterizzati da brani musicali di enorme successo nazionale ed internazionale, che hanno coinvolto vari generi come il pop e il rock e il soul, canzoni che hanno fatto appassionare, ballare, emozionare e cantare a squarciagola milioni di giovani. 5 canzoni bellissime degli anni 2000: Titoli, autori e significati  Di sole e d’azzurro, di Giorgia Di sole e d’azzurro è un brano musicale del 2001 della cantante italiana Giorgia. Eseguita per la prima volta dal vivo il 26 febbraio 2001 sul palco del Teatro Ariston, è uno dei brani più conosciuti dell’artista, sempre presente nei suoi concerti. È stata scritta per la cantante soul italiana da Zucchero ed è stata ritenuta una canzone “difficile”: in effetti, parte da tonalità basse per raggiungere quelle più alte, fino al culmine nel ritornello finale, in 3 minuti di canzone si ascoltano i continui cambi di registro (Petto, soffiato, falsetto, voce piena e voce mista). Nel 2002, Di sole e d’azzurro è stata utilizzata come colonna sonora per uno spot Barilla in Francia. Di sole e d’azzurro è una canzone simbolo dei grandi sentimenti e contiene versi che possono essere dedicati ad un amico, ma anche alla persona che amiamo, perché ha come focus centrale la voglia di aiutare e di far stare meglio la persona che abbiamo al nostro fianco. Questa canzone può essere dedicata ad una persona che abbiamo accanto, che sta vivendo un momento particolarmente difficile, per mostrare tutta la nostra vicinanza. Whenever, Whenever, di Shakira Tra le 5 canzoni bellissime degli anni 2000 non può certamente mancare Whenever, Whenever , un singolo della cantante colombiana Shakira, pubblicato il 27 agosto 2001. Shakira con il suo stile pop latino propose ai suoi fan Whenever Whenever in lingua inglese, tradotta anche in lingua spagnola con il titolo Suerte. La canzone ha avuto un grandissimo successo a livello mondiale, raggiungendo la vetta nelle classifiche di tutta l’America Latina, Italia, Germania Irlanda, Australia Danimarca e Svezia. Il videoclip comincia con Shakira che riemerge dalle onde marine e inizia a ballare. Poi lo scenario si sposta sulla cantante che danza in un deserto fra dei cavalli e il sole di fuoco che tramonta. Alla fine la cantante continua la coreografia fra montagne innevate e, alla fine, si tuffa, finendo in una vasca. Questo video elaborato possiede varie sceneggiature suggestive e racchiude i diversi paesaggi naturali tipici di diverse nazioni del mondo. In un unico video si alternano il mare e le scogliere, il deserto con il sole di fuoco che tramonta e le montagne innevate, la […]

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Cinema & Serie tv

Il Bene Mio del regista Pippo Mezzapesa – Recensione

Il Bene Mio del regista Pippo Mezzapesa è nelle sale cinematografiche dal 4 ottobre 2018 Il film italiano Il Bene Mio del regista Pippo Mezzapesa è proiettato nelle nostre sale cinematografiche dal 4 ottobre 2018. Questo film ha come riferimento primario il terremoto ad Amatrice e tutte le conseguenze disastrose che ne sono derivate, quindi é un film che riprende direttamente la realtà e la vita dei cittadini di Provvidenza. (Amatrice nella vita reale). Amatrice è un luogo simbolo di una tragedia recente, il film il Bene Mio del regista Pippo Mezzapesa ha un’ottica costruttiva di messaggio sociale e di sostegno, poiché racconta quanto sia importante tenere vivi, non solo i ricordi, ma anche i luoghi che sono stati colpiti dalla furia di disastri ambientali come il terremoto ad Amatrice. Dalle parole del regista Pippo Mezzapesa scopriamo quale é stata la sua fonte di ispirazione nel girare questa pellicola: “È in queste strade che ho cercato le ragioni per cui un uomo decide di non andar via. Nel vuoto di case senza più anima, è nata la storia di Provvidenza e del suo ultimo abitante: Elia, un uomo che resiste. La sua è una lotta personale contro la rimozione del ricordo e l’inesorabile smembramento di una comunità che vorrebbe spegnere quell’ultima luce di Provvidenza“. Il protagonista Elia, interpretato magistralmente da Sergio Rubini, é un uomo forte che argina l’oblio, si prende cura di quello che inevitabilmente il tempo e l’abbandono distruggono e lo fa con risolutezza e amore per il suo paese. Il Bene Mio – La trama Elia, ultimo abitante di Provvidenza, paese distrutto da un terremoto, rifiuta di adeguarsi al resto della comunità che, trasferendosi a “Nuova Provvidenza”, ha preferito dimenticare. Per Elia, invece, il suo paese vive ancora e, grazie all’aiuto del suo vecchio amico Gesualdo, cerca di tenerne vivo il ricordo. Quando il Sindaco gli intima di abbandonare Provvidenza, Elia sembrerebbe quasi convincersi a lasciare tutto, se non cominciasse, d’un tratto, ad avvertire una strana presenza. In realtà, a nascondersi tra le macerie della scuola, dove durante il terremoto perse la vita sua moglie, è Noor. Lei è una giovane donna in fuga e sarà questo incontro, insieme al desiderio di continuare a custodire la memoria di Provvidenza, a mettere Elia di fronte a un’inesorabile scelta. Il Bene Mio –  Struttura e protagonisti del film La struttura del racconto, nonostante abbia un forte realismo e sia tratto da una storia vera, somiglia alla struttura di una fiaba, ricca di soffitte nascoste, presenze misteriose e segreti da scoprire. La presenza misteriosa é la chiave centrale del racconto che dà una svolta alla vicenda tramite la protagonista Noor, interpretata dall’ affascinante attrice Sonya Mellah di nazionalità algerina-spagnola che conferisce fascino al suo personaggio. Noor rappresenta l’esigenza primaria di sopravvivenza, è il movimento, il futuro per il protagonista Elia lo sprona a reagire e a prendere una decisione. Nell’Italia dei terremoti, la pellicola Il bene mio rappresenta una medicina preziosa per chi ha dovuto lasciare i propri luoghi di […]

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Libri

Giuseppe Montesano, intervista allo scrittore napoletano

“Come diventare vivi” intervista allo scrittore Giuseppe Montesano presente a Ricomincio dai Libri Lo scrittore Giuseppe Montesano autore del famoso libro “Come diventare vivi” ha avuto l’ opportunità di presentare e far conoscere, in maniera più dettagliata, il suo testo durante la Fiera del Libro 2018 presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La nostra testata giornalistica, in qualità di media-partner della Fiera del Libro “Ricomincio dai Libri” si è impegnata a scoprire ed approfondire in anteprima la tematica centrale del libro “Come diventare Vivi” ed ha rivolto alcune domande all’ autore del libro Giuseppe Montesano. “Come diventare vivi” – Trama del libro Giuseppe Montesano parla e si rivolge a ciascuno di noi: a chi gli si siede vicino in metropolitana, a chi cammina per strada, a chi non teme la propria ignoranza, perché sa trasformarla in sete di conoscenza. Con le pagine di questo libro partiamo per un viaggio attraverso le conquiste delle neuroscienze che si ribellano alla dittatura digitale. Giuseppe Montesano –  L’ Intervista Abbiamo intervistato l’autore Giuseppe Montesano e con lui abbiamo discusso della sua opera letteraria e degli spunti di riflessione che ne possono derivare dalla sua lettura. Il suo libro “Come diventare vivi” è da considerarsi come un invito alla disconnessione cioè ad un uso moderato ed intelligente dei dispositivi digitali? Sì. Ma dubito che se non si abbia davvero “voglia” ci si possa allontanare dalla schiavitù digitale del digita-clicca-pigia-clicca-digita-pigia-clicca. Tutti fanno ciò che tutti fanno, imitativamente, e spesso senza mai trovare se stessi per tutta la vita. Ci vuole non poco coraggio per uscire dall’imitazione e diventare se stessi. Quando ci riesce di trovare noi stessi, solo allora tutta la vita cambia e diventa interessante, sorprendente e fascinosa. “Come diventare vivi” è un titolo incisivo. Come e perché ha elaborato e scelto questo titolo? Perché non penso che siamo veramente, pienamente, completamente vivi: vivacchiamo, piuttosto. Tutte le persone sanno bene dentro di loro cosa vuol dire essere vivi sul serio: vuol dire essere felici di vivere, entusiasti del mondo e delle persone, e significa sentire che siamo capaci di fare bene quello che facciamo e di godere della sensazione che ci danno le cose che facciamo bene. Siamo sempre così? Solo tre ore al giorno? Solo tre minuti? Io credo che si debba cercare di essere il più possibile “vivi”, cioè capaci di godere del proprio corpo e della propria mente. Ma per farlo bisogna usarli davvero: e non affidare la nostra mente ad altri o ad altro, per esempio ai dispositivi digitali che pensano al nostro posto. Facendo così, tra poco essi godranno anche al nostro posto e noi saremo vuoti e indifferenti… Si rivolge ad un pubblico che lei definisce “lettori selvaggi “. Questi lettori appassionati possono considerare il suo vademecum come fonte di ispirazione per coltivare una mentalità aperta tramite l’amore per la lettura, allontanandosi dal mondo dei social networks? Lettori selvaggi non si nasce, ma si diventa. Il libro è rivolto a chiunque abbia voglia di diventare più vivo di […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Ricomincio dai Libri 2018, al via oggi la fiera del libro di Napoli

“Ricomincio dai Libri 2018” è il nome della Fiera del Libro di Napoli che si terrà dal 5 al 7 ottobre presso una prestigiosa e suggestiva  location: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Ricomincio dai Libri 2018 non è alla sua prima edizione, ma si tratta della quinta edizione consecutiva di questa fiera che rappresenta un interessante evento culturale, ad ingresso gratuito, di grande spessore per la città di Napoli, che mira a diffondere la cultura attraverso libri presentati durante le conferenze da autori di livello nazionale. Gli autori, tra cui Giuseppe Montesano, Fabio Genovesi e Maurizio De Giovanni, saranno lieti di presentare in fiera i loro testi per comunicare il loro messaggio culturale, affinché possa essere fonte di ispirazione e di riflessione per coloro che assisteranno alle conferenze. Per i bambini, invece, numerose associazioni organizzeranno attività ludiche e culturali. Intervista agli organizzatori della fiera Ricomincio dai Libri 2018 Con la speranza che l’evento del 2018 ospitato nel cuore di Napoli abbia lo stesso successo della scorsa edizione, Eroica Fenice, in qualità di media-partner della Fiera, si è impegnata a conoscere ed approfondire in anteprima la tematica centrale, che sarà il fil rouge di questo evento culturale. Il tema affrontato quest’anno è quello delle “frontiere” inteso sia in senso geopolitico, che sociale, che emotivo. Abbiamo intervistato due membri dello staff della fiera Ricomincio dai Libri, Roberto Malfatti e Valentina Barile e ne abbiamo parlato con loro. Perché quest’anno è stato scelto il tema delle frontiere come argomento centrale di Ricomincio dai Libri? Sono cinque anni che andiamo in questa direzione: il nostro primo obiettivo quando abbiamo cominciato a progettare questo sogno è stato impegnarci a restare umani, sempre dentro e fuori Ricomincio dai Libri, per cui la prima cosa da fare quest’ anno era evidenziare maggiormente la cura e l’attenzione verso la pagina più drammatica che si sta scrivendo nella storia italiana ed europea degli ultimi anni. Secondo la previsione degli organizzatori, quale frontiera tra quella geopolitica, sociale ed emotiva coinvolgerà maggiormente i lettori che parteciperanno alla fiera? Il programma è ben strutturato, tutti gli incontri hanno il giusto dosaggio tematico, coinvolgono tutti le tre sfumature del tema. Incontri con le scuole, incontri che vedono il dialogo tra genitori e figli, incontri legati a tematiche generazionali in modo molto trasversale, libri ed autori che parlano di storie vere, forti, libri reali che vanno a solleticare tutti e tre i punti di vista che abbiamo legato alle Frontiere Lorenzo Marone è il nuovo direttore editoriale della fiera. Come è entrato a far parte del progetto? I legami creativi, le amicizie si coltivano e diventano solide con il passare del tempo e la stima cresce con lo scorrere degli anni. E’ successo, tra gli altri, con Lorenzo Marone, grande amico delle prime edizioni; è sempre stato al nostro fianco e quando un anno fa ci siamo seduti per mettere un altro mattoncino reale nei nostri sogni, abbiamo pensato a lui come capitano di questa squadra. La sua umiltà, la sua spontaneità e poi la sua semplicità, […]

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Cinema & Serie tv

Tutti in piedi, la prima commedia del regista Franck Dubosc

Il famoso attore francese Franck Dubosc debutta al cinema per la prima volta come regista e dona tutto se stesso al servizio della commedia romantica “Tutti in piedi” di rara eleganza ed equilibrio, nelle sale cinematografiche italiane dal 27 settembre. Per l’attore Franck Dubosc interpretare la commedia francese Tout au debout è stata una grande sfida, perché si è trovato ad affrontare il tema della disabilità per la prima volta, argomento molto forte ed interessante, che in questa pellicola viene trattato con grande rispetto e delicatezza. Franck Dubosc, conosciuto come l’eroe delle commedie popolari francesi ha interpretato diversi ruoli -molto diversi però dal personaggio di Jocelyn del film “Tutti in piedi”- una delle sue migliori interpretazioni è nella commedia ” Le Marquis” di Dominique Farrugia. In qualità di regista e di attore Franck Dubosc offre alla sua bravissima partner Alexandra Lamy un personaggio attento carismatico e divertente, regalando al pubblico una commedia sui generis, consigliata a tutti gli spettatori appassionati del grande schermo. La sua partner Florence, interpretata da Alexandra Lamy, ottima attrice, scelta dall’attore e regista Dubosc per la sua raffinatezza ed energia, che interpreta una donna che ha problemi di deambulazione costretta su una sedia a rotelle, la cui gioia di vivere supera tutto. Dialoghi pungenti e per nulla banali si alternano, che entrambi i protagonisti riescono a recitare con grande maestria e la commedia risulta di grande impatto e coinvolgente per tutto il pubblico. Tutti in piedi – La trama Jocelyn è un uomo d’affari di successo, un inguaribile seduttore e un bugiardo incallito. Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie. Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L’equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence che è costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale. Jocelyn appare come un uomo bugiardo e superficiale, mentre Florence (Alexandra Lamy) appare come una donna decisa e sorridente che, dopo il suo incidente stradale, riesce a svolgere attività sportive come il tennis o coltivare le sue passioni musicali come suonare il pianoforte e il violino. Il regista Franck Dubosc ha cercato di interpretare nella sua commedia romantica sia il punto di vista di un uomo nei confronti di una donna disabile sia il punto di vista di una donna costretta sulla sedia a rotelle che ha paura del pregiudizio e si impegna per farsi accettare e ci riesce tramite le sue attività che la rendono una donna solare e vitale. Questa commedia risulta completa agli occhi dello spettatore, perché alterna momenti divertenti e momenti commoventi è una precisa rappresentazione della vita vera ed è piena di innovazione e simpatia, perché la disabilità viene guardata con occhi diversi e non viene interpretata come un ostacolo insormontabile. Sono messi in evidenza i punti di forza della disabilità per questa ragione la commedia è denominata Tutti in piedi, perché tramite l’evoluzione del punto di vista […]

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Cinema & Serie tv

Separati ma non troppo, la nuova commedia di Dominique Farrugia | Recensione

Separati ma non troppo. Si tratta di una nuova commedia francese esilarante e da non perdere quella che il regista Dominique Farrugia propone agli spettatori e che viene proiettata nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 13 settembre 2018. Il regista decide di ambientare il film a Parigi e descrive la situazione reale e piuttosto attuale del 60% delle coppie parigine divorziate che si vedono costrette a vivere una convivenza forzata a causa della mancanza di fondi. Nonostante la tematica sia complessa viene interpretata con grande maestria dagli attori Gilles Lellouche nei panni di Yvan, marito senza un posto fisso che cerca di migliorare la sua carriera come agente sportivo e Louise Bourgoin, che interpreta la moglie Delphine, infermiera in carriera che si prende cura del lavoro e dei suoi figli. Separati ma non troppo di Dominique Farrugia – Trama Delphine e Yvan divorziano. Poiché la situazione economica di Yvan non gli permette di trovare una casa, si ricorda che, in realtà, è detentore del 20% della casa in cui vive ancora la ex-moglie. Torna, allora, a vivere sotto lo stesso tetto con Delphine, in quel 20% che gli spetta: sarà in questa situazione particolare e piuttosto assurda che i due ex-coniugi si renderanno conto della bellezza dei piccoli momenti di felicità di questa convivenza forzata sotto lo stesso tetto per riprendere il titolo originale in lingua francese “Sous le même toit!”  Si tratta di un film molto luminoso, l’ambientazione é nel 19 distretto di Parigi popolato da case operaie ricco di personaggi secondari che fanno da sfondo alla vicenda. Mélange di emozioni: Separati, ma non troppo è una commedia che racchiude in sé diversi generi e lo spettatore può osservare momenti comici e momenti drammatici, ogni protagonista si ritrova a recitare momenti diversi ed interpretare un mélange di emozioni differenti. Yvan e Delphine con i due figli ci regalano numerosi spunti di riflessione. Il protagonista Yvan rappresenta la precarietà esistenziale, un uomo con due figli che non ha una stabilità economica, Delphine rappresenta, invece, una donna in carriera, stanca della disoccupazione del marito Yvan e che vuole dare una svolta alla sua vita. I due figli rappresentano le caratteristiche tipiche dei teenagers, adolescenti pieni di incertezze della società odierna dove le opportunità scarseggiano. Separati ma non troppo – Struttura e momenti salienti Questa commedia è ricca di episodi che si susseguono con un ritmo dinamico e coinvolgente, momenti ridicoli, di gelosia e sequenze divertenti si alternano fino a terminare con un colpo di scena finale, inatteso e carico di riflessioni per ciascun spettatore. Gilles Lellouche si é dimostrato un attore dal potenziale comico straordinario, adatto all’interpretazione di un uomo complesso come Yvan e l’ attrice Louise Bourgoin grazie al suo appeal straordinario si è ben calata nei panni di Delphine. Il regista Dominique Farrugia propone uno slancio comico con sequenze diverse che comprendono battute improvvisate degli attori, l’emotività é il motore centrale della scena iniziale e finale della pellicola, mentre la commedia domina per quasi tutta la durata del film, […]

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