Burkhanismo: le origini e le divinità della religione

Burkhanismo: le origini e le divinità della religione

Con il termine “burkhanismo” si indica una religione dei popoli indigeni nata tra il 1904 e il 1930 nella regione russa del Gorno-Altaj (attuale repubblica dell’Altaj). A causa dello zarismo, che volle evitare la nascita di un movimento nazionalista, la religione fu abolita, ma sopravvive ancora oggi. Scopriamo le origini della religione e le sue divinità.

Burkhanismo: le origini

Il burkhanismo era un movimento religioso che prevedeva l’unione di elementi del pre-sciamanesimo, sciamanesimo, buddhismo del Tibet e dell’ortodossia. Secondo Andrei Vinogradov, il burkhanismo era nato per mobilitare i turchi-mongoli e per unire famiglie e clan in un solo impero.

Le origini del burkhanismo risalgono al 1904, in particolare alle visioni avute da Chet Chelpan e da sua figlia Chugul di un cavaliere vestito di bianco al galoppo di un cavallo bianco. Il cavaliere prese il nome di “Ak-Burkhan”, ovvero “burkhan bianco”, ed era un segno che l’eroe messianico Oirat Khan, con il quale si intendeva il principe dei khoydi “Amursana”, sarebbe giunto presto. Inoltre, anche nel burkhanismo, come nella tradizione mongola e turca, esistono tre mondi: il mondo superiore, medio e inferiore, che corrispondono rispettivamente al cielo, alla terra e all’oltretomba.

Moltissimi Altaici si riunirono in preghiera grazie a Chet e Chugul, ma furono fermati dai russi e Chet e Chugul vennero arrestati; Chugul venne rilasciata dopo poco tempo, mentre Chet fu rilasciato solo nel 1906. Con il loro arresto, Tyryi Akemchi fu al capo del movimento religioso e aggiunse elementi del buddhismo.  

Divinità burkhaniste del mondo superiore

Ak-Burkhan

La prima tra le divinità del cielo venerate nel burkhanismo è “Ak-Burkhan” o “Burkhan bianco”, ovvero il cavaliere vestito di bianco al galoppo del cavallo bianco. La parola “Burkhan” significa “dio” o “buddha” nelle lingue mongole e la religione prese il nome proprio da questa figura divina.

Il termine altaico della religione è, invece, “Ak Jang” – cioè “fede bianca” – dove “Jang” indica anche la legge e l’autorità, mentre “bianca” fa riferimento al mondo superiore, ovvero il cielo. Solitamente Ak-Burkhan è rappresentato come un anziano con capelli e vestiti bianchi.

Jajyk

Jajyk è uno spirito informe del burkhanismo, che permette la comunicazione tra il mondo umano e quello degli dèi. Secondo gli Altaici vi è un “Jajyk bianco” che si occupa di consegnare i messaggi agli dèi del mondo superiore, e un “Jajyk giallo” che porta le comunicazioni agli dèi del mondo medio.

Ot-ene

Ot-ene è considerata la “Madre del fuoco”, per questo prima di un sacrificio viene venerata.

‘Umai

‘Umai simboleggia la dea della nascita e dei bambini.

Gli dèi del mondo superiore sono emanazioni di Uch Kurbustan.

Uch Kurbustan

Uch Kurbustan rappresenta una trinità divina del burkhanismo, dove “Uch” sta per “tre” nelle lingue turche e “Kurbustan” deriva da “Khormazta” in sogdiano. È, inoltre, legato a tre eroi messianici:

  • Amursana, ovvero un condottiero appartenente ai khoydi, che dalla Cina scappò in Russia, dopo che la Zungaria fu distrutta dai Qing nel 1756;
  • Shunu rappresenta la figura altaica di Asena, l’antenato lupo noto da diversi popoli turchi;
  • Oirat rappresenta l’antenato mitologico di vari capi mongoli occidentali del XVII secolo.

Degli dèi del “mondo medio”, invece, fanno parte diversi spiriti, che possono essere collegati alle montagne, alle sorgenti d’acqua o alla caccia. Tra questi: Ul’gan, un antenato spirituale di vari clan altaici e Altai-eezi, ovvero il Signore dell’Altaj.

Gli dèi dell’oltretomba, invece, non erano accettati dal burkhanismo, soprattutto Erlik, dio della morte e dell’inferno nella mitologia turco-mongola. Probabilmente, ciò era dovuto al fatto che il burkhanismo rifiutava lo sciamanesimo altaico e le figure degli sciamani che si occupano di comunicare con gli dèi dell’oltretomba.

Fonte immagine: Wikipedia

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