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Eroica Fenice

ll Panismo

Il Panismo: la lente di Gabriele D’Annunzio

Il Panismo è una corrente intrinseca del Decadentismo che influenzò i migliori artisti che aspiravano a promuovere una letteratura ed un’arte libera dalle preoccupazioni della società industrializzata. Per la natura del decadentismo, strettamente collegato alle tematiche della vita interiore e del mistero, questo movimento diede origine a diverse correnti poetiche come il simbolismo, l’estetismo, il panismo ed il surrealismo.

Il panismo deriva dal greco (παν, tutto) e si riferisce alla tendenza del confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l’assoluto, due concetti chiave anche della corrente letteraria del decadentismo. Per alcuni autori in particolar modo per il poeta D’Annunzio il tutto corrisponde alla natura e il nome fa riferimento al dio greco Pan, divinità dei boschi e della natura. Il Panismo è una particolare concezione della realtà che prevede che la natura abbia caratteristiche umane e che l’uomo possa immergersi pienamente nella natura, dimenticando quasi la distinzione tra il poeta-scrittore e il mondo naturale. Il panismo è un percezione molto profonda del mondo e della natura che crea quasi una fusione tra gli elementi naturali e l’essere umano. Questa corrente esalta la bellezza e la gioia di vivere, poiché fa riferimento a tutte le meraviglie naturali che permettono agli scrittori e ai poeti di esprimere i loro sentimenti e i loro stati d’animo, osservando la loro bellezza. Poiché l’Io può confondersi ed essere parte della natura, vivendo una compenetrazione gioiosa e un senso di comunione con tutto ciò che lo circonda, ogni persona riesce a vivere secondo il ritmo naturale della vita e potenzia se stesso.

Il Panismo – Esempio chiave nella letteratura italiana

Un esempio chiave lo ritroviamo nei versi della poesia La pioggia nel pineto di D’Annunzio, in cui il poeta si fonde con la natura, la quale ripercorre il suo corpo e i suoi sentimenti e la protagonista Ermione compie una completa fusione con il bosco. Le parole e le immagini del panismo dannunziano hanno un senso evocativo. È questo il panismo dannunziano che riesce ad esprimere quel sentimento che l’essere umano prova con il tutto e riesce a sentire la vitalità che esprime la natura e i paesaggi. La poesia La pioggia nel pineto è incentrata sul tema della natura, infatti il poeta D’Annunzio passeggia con Ermione (Eleonora Duse) nel pineto durante un temporale estivo e descrive minuziosamente la pioggia che batte sui diversi elementi della natura ed è capace di sentirne i rumori e di immergersi nella natura che si trasforma dopo un temporale.

D’Annunzio, guardando Ermione, si accorge che la pioggia cade anche sulle sue ciglia e sembra che lei pianga con gioia, Ermione sembra essere verdeggiante ed appare come una ninfa che esce dall’albero. Il poeta pensa che la loro vita sia fresca e profumata, tutti questi riferimenti comunicano il loro benessere in questa unione con la natura. La concezione del panismo è quella di percepire la natura tramite la forza dei cinque sensi e non con un ragionamento logico, infatti il poeta D’Annunzio sceglie volutamente di ripetere parole e frasi e scrive una poesia molto celebre che corrisponde a un susseguirsi di sensazioni uditive, visive, olfattive e tattili.

Il lettore tramite i versi della poesia La pioggia nel pineto riesce a percepire il ritmo della natura ed immedesimarsi come se si trovasse anche lui in quel momento nel pineto, infatti proprio come l’ideale del panismo prevede, la natura diventa amica, conforto e gioia e permette di far provare all’ uomo sensazioni positive e vitali.

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