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Eroica Fenice

La Tag: comunicato stampa contiene 25 articoli

Comunicati stampa

Documentario La gente di Napoli: fruizione gratuita

Il documentario La gente di Napoli si inserisce come la prosecuzione naturale di un progetto interessante di indagine sociale condotto da alcuni giovani studiosi che ho avuto modo di conoscere qualche anno fa. Ho seguito personalmente alcune delle fasi salienti che hanno interessato le ricerche di Vincenzo De Simone e del suo gruppo di colleghi collaboratori, attenti alle dinamiche psico-sociali dei napoletani e di Napoli. Mi trovo qui, a distanza di qualche tempo, a riparlarne, questa volta in occasione di un’appendice – per così dire – al progetto fotografico: un documentario complesso realizzato con gli stessi intenti che avevano mosso il progetto fotografico prima e la pubblicazione del libro illustrato poi. Ecco di seguito il comunicato stampa e il collegamento ipertestuale per la fruizione del documentario: Dall’omonimo progetto fotografico e di indagine psicosociale di Vincenzo De Simone, La gente di Napoli – Humans of Naples è un viaggio esclusivo tra cibo, arte, musica, teatro e calcio: l’obiettivo è quello di rafforzare e rilanciare l’immagine della città di Napoli sullo scenario internazionale attraverso gli occhi e le parole di chi la vive, soprattutto attraverso i volti di chi decide di restare o di chi è stato costretto a lasciarla. Nello svolgersi di una giornata a Napoli, i suoi personaggi raccontano le storie e le contraddizioni della loro città: tra questi Enzo Avitabile descrive la città come una casa madre, un punto da cui si parte per poi ritornarvi inesorabilmente; Laura Bouchè, emigrata a Londra, della capacità del napoletano di adattarsi a nuovi contesti; ancora Cristina Donadio sottolinea come Napoli sia avvolta da luci e ombre che spesso cerchiamo di nascondere; infine Christian Giroso, nato e cresciuto a Scampia, racconta del laboratorio teatrale Arrevuoto al quale partecipano i ragazzi della periferia di Napoli.               La carica innovativa di questo documentario rappresenta un occhio permanente sulle diverse sfaccettature della città, un sistema di connessioni tra le persone e il territorio con l’ambizione di metterli in correlazione, studiare in particolare un luogo ricco di risorse, al fine di migliorarle e di non disperderle. Si vogliono rafforzare così i rapporti d’interazione e di scambio con chi continua a impegnarsi e ad investire nella crescita di Napoli, una straordinaria possibilità per “la gente di Napoli” di essere finalmente altro rispetto agli stereotipi che la affliggono. L’amore del napoletano per la sua città è unico al mondo.               Il cast è composto da Carlo Alvino, Enzo Avitabile, Laura Bouchè, Sara Caiazzo, Sal Da Vinci, Luigi de Magistris, Cristina Donadio, Marco Ferrigno, Luciano Filangieri, Sara Gentile, Christian Giroso, Emanuela Marchese, I Nati con la Camicia, Gianni Parisi, Teresanna Pugliese, Luigi Reale, Patrizio Rispo, Pasquale Ruocco, Mario Scippa, Veronica Simioli, Ciro Vitiello.                 Le musiche di Enzo Avitabile, Andrea Sannino, LePuc, Roberto Ormanni & Il Quartet. Il documentario è disponibile sul canale YouTube e sul sito del progetto “La gente di Napoli” poiché è nostra volontà renderlo gratuito e accessibile a tutti, per sempre: un segnale positivo per dimostrare che Napoli è viva e sogna ancora nonostante le problematiche affrontate […]

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Food

Ristorante Innovative: tra tradizione e innovazione

È di inizio 2019 l’apertura del nuovo ristorante Innovative di Giuseppe Scicchitano, figlio di Assunta Pacifico, ‘a figlia d’o marenaro di cui l’omonimo ristorante ha raggiunto la notorietà per la sua eccellente zuppa di cozze, che il ristorante Innovative ripropone, per esaltarne la freschezza, cotte alla brace. Giuseppe, classe 1990, si pone l’obiettivo di portare avanti la tradizione di famiglia, con innovazione. E nel suo ambiente in via Foria 180/182, al primo piano del ristorante ‘A figlia d’o marenaro gestito da Assunta, le stanze dentro le stanze riportano la mente ad una tipica casa napoletana, ma arredata con sontuosità: cornici e statue dorate si stagliano su parati damascati, i tavoli dai bordi neri e dorati effetto marmo hanno decorazioni che richiamano le onde del mare. Il menù proposto da Giuseppe, realizzato dallo chef Sergio Scuotto, comincia con un cocktail di benvenuto accompagnato da mini bun di pesce con sfoglie di mela: all’ingresso del ristorante, infatti, il cocktail bar propone una selezione di drink classici, selezionati dall’International Bartender Association, nonché diversi Signature Cocktail, i cui nomi si rifanno alla cultura napoletana. A seguire, un’entrée di crudités di mare, con tartufi locali, gamberi, scampi ed ostriche San Michele del Gargano, il tutto accompagnato da una Falanghina spumantizzata extra dry dell’azienda Le Vignole. Un menù che richiama Napoli anche nell’estetica, come il gambero crudo avvolto in un sottile strato di provola affumicata, scottata al momento con un cannello e decorata con chips di patata, maionese al gin ed acqua di mare e maionese al blue lagoon, che con il suo color azzurro cielo ricorda la città partenopea. Ma ad incarnare appieno il principio di tradizione e innovazione è la cheesecake salata di mare, di invenzione dello stesso Giuseppe: un crumble di fresella costituisce la base per lo strato centrale di ricotta e quello superiore di tartare di gamberi e zest di limone. La cheesecake porta il nome di Maria, la nonna di Giuseppe, che “amava il pane con la ricotta”, rivisitato per l’occasione in un piatto gourmet. Ad accompagnare il piatto principale il Sommelier Pietro Marotta seleziona un Fiagre, un blend di vini 70% Fiano 30% Greco di Tufo di Taurasia dell’azienda vinicola Cantine Caggiano. Il primo piatto di spaghetti di mare è circondato da una corona di gamberi crudi, scottati alla fiamma direttamente al tavolo con un alcol di cereali ad alta gradazione. Sul finire, i due dessert: il cannolo scomposto, di chips di riso dolce, ricotta fresca e gocce di cioccolato e il curniciello, ricetta originale di Innovative commissionata alla pasticceria Poppella per la realizzazione, con crema diplomatica, cioccolato bianco e liquore strega su base di pasta frolla. A concludere il pasto un cocktail leggero di arrivederci: succo di pompelmo, lime, liquore alla nocciola e doppio rum, in un bicchierino decorato con un bordo di cacao dolce. Il lavoro di Giuseppe e del suo staff di giovani steward di sala, cuochi e barman viene supervisionato, con discrezione, da mamma Assunta, che qualcuno ha definito “il Maradona della ristorazione”. “Sarà lui il […]

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O’ Pizzaiuolo di Sergio Miccù: presentazione a LaFeltrinelli di Napoli

Il 17 gennaio a LaFeltrinelli di Piazza dei Martiri sarà presentato, alle ore 17, il libro “O’ Pizzaiuolo” scritto da Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN), edizione GM Press. Un volume, questo, dedicato alla professione strettamente napoletana del pizzaiolo, riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2017. Quaranta storie a cui si affiancano volti e aneddoti di uomini e donne eredi della Napoli ante guerra, pizzaioli da generazioni, ragazzi cresciuti impastando, con vite trascorse, il più delle volte, tra i banconi delle pizze più che tra i banchi di scuola, con notti insonni passate a far crescere “la pasta” tra sacchi di farina e stenti. L’evento, moderato dalla scrittrice Francesca Scotto, vedrà la partecipazione, accanto all’autore Sergio Miccù, di Giuseppe Branca, editore GM press, e importanti Bookblogger, che diffonderanno l’evento attraverso dirette social in modo da raggiungere decine di migliaia di utenti contemporaneamente, tra i quali Emanuele Bosso (circa 9mila follower attivi su Instagram). A raccontarci la nascita, i segreti e i volti di chi vive ogni giorno l’arte della pizza in Italia e nel mondo le letture dell’attrice Enza Palumbo. O’ Pizzaiuolo è un dialogo a più voci, ma in una lingua sola: quella del pizzaiuolo. Un viaggio che percorre quaranta tappe per conoscere da vicino come nasce il prodotto culinario più famoso al mondo, attraverso aneddoti e storie di successo raccontate da importanti pizzaioli napoletani, i luoghi in cui questo pregiato prodotto della cucina campana vede la luce, gli ingredienti speciali con cui ogni piatto viene realizzato e, ovviamente, le ricette particolari che rendono ogni pizza unica nel suo genere. Un racconto in cui ogni pizzaiolo si è ritrovato con l’altro rispecchiandosi nella stessa realtà, sebbene ognuno con i propri ricordi familiari e le proprie emozioni. Nel libro O’ Pizzaiuolo, Sergio Miccù rivendica la dignità di un mestiere, quello del pizzaiuolo, da due anni riconosciuto come arte, sebbene non ancora asceso al rango di professione riconosciuta dallo Stato, il cui ruolo è da sempre contribuire, aldilà degli stereotipi, alla crescita di Napoli nel mondo. Di fatti il ricavato del libro andrà all’Associazione I Sedili di Napoli per contribuire al restauro di Santa Maria Stella Maris, una delle tante chiese abbandonate ubicate ai Decumani nello straordinario Centro Storico di Napoli. Alla presentazione saranno inoltre presenti gli sponsor Antimo Caputo (Mulino Caputo), Giuseppe Russo Krauss (Ideatore Scugnizzo Napoletano), Raffaele Maiello (Caseificio Orchidea), Antonello Sorrentino (Sorì), Marco D’Annibale (G Metal), Lino Cutolo (Ciao Pomodoro), Diego Rubino (Inpact).    

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Al Kestè nasce AperiKult

AperiKult è il nuovo format di aperitivi che fa della cultura l’ingrediente principale. Dal 13 dicembre mostre d’arte e performance, appuntamenti per grandi e piccini,musica live, libri, presentazioni e stand up comedy Un nuovo format che mette al centro la cultura, facendone l’ingrediente principale degli aperitivi, rendendoli unici, Kult! È AperiKult la nuova sfida lanciata dal Kestè, storico locale del centro di Napoli che da 22 anni fa di arte, musica, mostre, aggregazione e rivalutazione territoriale le parole chiave delle sue attività, divenendo ora anche il primo locale baby friendly di Napoli con una programmazione dedicata. Dal 13 dicembre ogni venerdì, sabato, domenica e martedì, dalle 19.00 alle 23.00, appuntamenti “a tema” dedicati a tutti i tipi di pubblico e a tutte le fasce di età. Si parte con “VenerdINart”, che aprirà il weekend con mostre, live painting, visual art e installazioni, accompagnate da una curata e raffinata selezione musicale, eventi che andranno ad aggiungersi alle oltre 130 esposizioni che il Kestè ha ospitato nel corso degli anni. Per la prima serata in programma l`evento “Live Tablet”, una mostra in cui saranno ripercorse tutte le azioni di live painting che si sono tenute durante la scorsa stagione del locale che hanno visto la partecipazione di oltre 70 disegnatori. Ci sarà spazio anche alla creazione di quattro nuove opere realizzate su tavolette, sempre in maniera estemporanea, sempre a cura di ospiti casuali che amano l’arte condivisa ed estemporanea.  I lavori resteranno esposti per tutto il periodo natalizio, in piazza, a creare una istallazione artistica, posta in risalto dalle luci natalizie. Una “luminaria d`autore dunque, quella del Kestè, i cui elementi potranno essere acquistati; le tavolette saranno infatti messe in vendita e il ricavato sarà raccolto nel “Karusiello”di Arteteka, l’associazione che si prende cura dei giardini e della riqualificazione di Largo San Giovanni Maggiore. Altra istallazione a cura di Francesca Pacelli: “Fravaglie Napoletane”, fibre ottiche e pesci fluo, troverà il suo spazio in una delle stanze buie di “Abbash”, gli spazi sotterranei, laboratorio di arte del Kestè. Le fravaglie al posto delle sardine, perchè “ogni mare ha il suo branco di pesci”. -La selezione musicale sarà a cura di Dj Umby. Il sabato sarà dedicato ai genitori e ai loro figli con PolliciniVerdi: i bambini potranno accompagnare gli adulti al Kestè, lasciarli per un aperitivo con drink e musica per dedicarsi a giochi, spettacoli, laboratori creativi e attività legate al green e all’ambiente. Per il primo appuntamento, sabato 14 in programma il laboratorio di pittura di RiciclArte a cura di Rosita Giardino L’aperitivo del 14 sostiene la campagna #prendi3#, campagna di attivismo ambientale che sensibilizza sulla buona pratica di prendere semplicemente 3 rifiuti a testa, contribuendo così al riciclo e alla pulizia. Chi porterà 3 pezzi di plastica riceverà in omaggio un Fiero Spritz, un nuovo aperitivo al 100% naturale a cura della storica casa Martini. La selezione musicale sarà a cura di Dj Soulfood. Dal 14 dicembre, i bimbi troveranno sempre a disposizione fogli, colori e giochi, oltre alla piazza pulita […]

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Food

La Shell di Eugenio Tibaldi per il restyling del Nabilah

In Nabilah affida a Eugenio Tibaldi il suo restyling: una Shell (conchiglia) per la Villa romana di Bacoli. Luca Iannuzzi mette nelle mani e nello sguardo di Eugenio Tibaldi il suo Nabilah: il risultato è una Shell, una conchiglia ultramoderna dal fascino vintage, incastonata nella sabbia e nel tufo della Villa romana di Bacoli.  Il 1956 è stato il nostro punto di partenza. L’anno in cui il lido è stato costruito. Siamo partiti da qui per compiere uno slittamento in una sorta di “disio”, di “nostalgia per il futuro”: costruire un ambiente possibile ma non reale fatto di dettagli che rimandano ad un tempo altro, ad un futuro mancato che poteva essere. Un futuro utopico che contempla il passato come bagaglio, che registra gli errori e le incertezze come momenti di costruzione preziosa rivisitandoli in un’atmosfera che, con un termine partenopeo unico al mondo, si potrebbe definire di dolce “pucundria”. Queste le parole dell’artista che ha fatto della nostalgia, della “pucundria” la sua cifra stilistica e l’ha declinata, nel lavoro fatto per il Nabilah, in un vintage ricercato e raffinato, in un’atmosfera calda, soffusa e vagamente malinconica. La conchiglia di Tibaldi rientra probabilmente in quella scuola di pensiero che vuole le strutture in piena armonia, se non addirittura fuse e confuse, nel territorio in cui si sviluppano: e in effetti la conchiglia per i materiali utilizzati, per i colori, per la forma e per lo stesso concetto che la anima si confonde con i colori e le forme della spiaggia romana di Bacoli. Acciaio, legno, vetro e PVC, tecnologia e design, arte e architettura modellano una tensostruttura pensata per resistere al violento vento di Ponente che sferza la spiaggia in ogni stagione. Ma Tibaldi riesce nel miracolo di dare un’anima alla materia, di dare calore al vetro e al PVC, di dare una lacca vintage all’ipermoderno acciaio, di far dialogare tecnologia e natura, mondanità e storia, passato e presente. L’ambiente diventa uno spazio surreale, una bolla sospesa tra tempo e spazio: la tela e il legno si fondono con la sabbia, tre alberi, una Sterlizia Nicolai detta Semi di Uccello del Paradiso, un  Ficus Benjamin, una Dracaena Drago, rompono le barriere che separano l’interno dall’esterno, accessori da donna vengono celebrati in teche come opere d’arte, raffinatissimi suppellettili trasformano il cibo da bisogno primario in lusso, pensiero, produzione culturale, piacere.

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Centro Teatro Spazio, presentazione della stagione teatrale 2019/2020

Riparte la nuova stagione teatrale del Centro Teatro Spazio, il rinomato teatro di San Giorgio a Cremano fra tradizione e innovazione Giovedì, 3 ottobre ha avuto luogo al caffè letterario “Intra Moenia” la presentazione della nuova stagione teatrale del Centro Teatro Spazio 2019/2020.  Ha moderato la conferenza stampa lo scrittore e drammaturgo  Antonio Mocciola.  Nell’atmosfera alquanto rétro del caffè letterario il direttore artistico del teatro, Vincenzo Borrelli, prima di introdurre la presentazione degli spettacoli, ha voluto sottolineare il ‘nocciolo’ della ragione del suo infaticabile lavoro teatrale.  L’energia preziosa, atavica e che si conserva al  Teatro di via San Giorgio Vecchio, scaturisce da una sorgente infinita di passione, amore ancestrale, ambizione di fare teatro tout court e con professionalità, che nasce da quel lontano 1988, l’anno in cui Vincenzo decise di strappare al logorio incessabile del tempo e della incuria quel palco su cui aveva mosso i suoi primi passi della sua carriera il grande Massimo Troisi. L’ infinito amore per il teatro ha retto sulle molteplici difficoltà, con i quali ogni piccolo teatro deve necessariamente fare i conti nei nostri tempi, e il tempo ha restituito a Vincenzo Borrelli in ogni caso le sue soddisfazioni. Il direttore artistico ci ha tenuto a informarci che l’Accademia teatrale UNO SPAZIO PER IL TEATRO, gestita dallo stesso Borrelli, è stato riconosciuta dalla Regione Campania come scuola di formazione professionale allo spettacolo e a breve anche centro di formazione per la Regione, una scuola che ogni anno forma con professionalità  molteplici giovani, guidandoli attivamente e con consapevolezza verso l’impervio percorso della carriera teatrale e aprendogli le porte dello straordinario e catartico mondo del teatro e dell’arte. Borrelli ci ha tenuto, altresì, anche a spendere due parole sul ruolo culturale che incessantemente svolgono i piccoli teatri, molte delle volte attraverso mille difficoltà. Infatti, è innegabile la straordinaria qualità degli spettacoli che sembra essere inversamente proporzionale al seguito del pubblico. Dunque, Il direttore coglie l’occasione per spendere due parole sui piccoli teatri, sulla urgenza di fare squadra, di cooperare affinché si possa far luce nei meandri di quei palcoscenici, i quali più delle volte rimangono nell’ombra di una ingombrante superficialità, allargando anche il proprio pubblico. Non occorre, come spesso succede, farsi guerra addirittura tra piccoli teatri, ma cercare di lottare con tutte le forze per far luccicare quel vitale diamante prezioso che è il teatro e far rifulgere  in tutta la sua vividezza la vera arte. Gli spettacoli della nuova stagione teatrale del Centro Teatro Spazio Ad aprire le danze a questa nuova stagione teatrale sarà come sempre “O’ Curt” (11-12-13 ottobre), festival di corti teatrali che quest’anno farà parte dell’ambito premio Massimo Troisi. Successivamente, la stagione proseguirà  con: “Questa sera si recita a soggetto”, dall’1 al 17 novembre, per Uno Spazio per il Teatro produzioni, tratto da Luigi Pirandello con Vincenzo Borrelli e Rosaria De Cicco. Adattamento e Regia Vincenzo Borrelli. “Un comico da marciapiede”, spettacolo in programma il 24 novembre, di e con Nando Varriale che impone la sua presenza comica d’autore, sia per […]

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Vanilla Wine e Restaurant: laboratorio sensoriale di approccio al vino

Iniziano gli appuntamenti di approccio al vino al Vanilla Wine&Restaurant lungo la suggestiva costiera di Castellammare di Stabia. Dal prossimo 2 ottobre alle ore 20.00 avrà inizio il ciclo di appuntamenti dedicati all’approccio al vino. Il primo incontro sarà rivolto all’analisi sensoriale. Un viaggio esplorativo nell’affascinante mondo dei profumi, dei sapori e dei colori del vino. Si scoprirà in che forma i cinque sensi lavorano per raccontarci il vino, come interpretare i segnali che ci sono inviati dai sensi per poi tradurli e raccontare agli altri le nostre sensazioni. In questo primo corso introduttivo, saranno misurate le capacità sensoriali degli ospiti e saranno degustati i vini dalle diverse caratteristiche aromatiche. A seguire cena – degustazione a cura di con il seguente menu: Antipasto di benvenuto, Polpettina su crema di zucchine, Fagottino ripieno di ricotta e funghi, Maialino al forno bagnato al vino bianco con patate e piselli e dolce della casa. Per info e prenotazioni_E-mail [email protected]; Tel. 3518806095; Fb: Vanilla_Wine&Restaurant

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C.R.E.O, la call for artist di Machiavelli Music

Il bando C.R.E.O. nasce in collaborazione con l’associazione Artemista e con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Per Chi Crea” ed è rivolto ad artisti residenti in Italia e under 35. Gli artisti selezionati verranno accolti per un periodo di residenza creativa di 14 giorni presso il Centro Culturale Artemista di Spessa (PV) e saranno sostenuti da una borsa di studio. Lo spazio della residenza offre l’ambiente ideale per la creazione musicale ed il tempo, durante il soggiorno creativo, sarà quindi dedicato a: creazione, formazione, produzione. I tutor, professionisti nel settore musicale, offriranno un supporto su soluzioni creative, scelte di arrangiamento, pratiche esecutive, atte a rafforzare l’identità musicale di ogni progetto. Almeno uno dei brani prodotti durante la residenza sarà edito da Machiavelli Music ed incluso in un album digitale pubblicato sui principali store digitali (Spotify, Apple Music, Deezer…). Un evento live finale consentirà agli artisti di dare pubblica esecuzione ad una o più delle opere prodotte in un grande concerto-maratona che sarà ripreso e diffuso live streaming. Le proposte dovranno essere inviate entro il 10 ottobre 2019 via email, corredate di provino. La partecipazione alla selezione è gratuita. Qui trovate il testo completo del bando: versione online.

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Alessio Arena trio: il concerto al Museo Nitsch

Questa domenica 7 luglio ci sarà il concerto di Alessio Arena in trio presso l’incantevole terrazza del Museo Nitsch, a Vico Lungo Pontecorvo 29/d, nei pressi di Piazza Dante. L’ingresso è alle 19 e ci sarà prima la visita libera al museo e la degustazione di vino e alle 19:30, all’imbrunire, inizierà il concerto sulla terrazza del Museo. N.B. La prenotazione è obbligatoria! Alessio Arena, per l’occasione, presenterà il suo nuovo disco “Atacama!”, uscito a maggio del 2019 per Apogeo Records. Alessio Arena in trio: Alessio Arena: voce, chitarra, chitarrino napoletano Arcangelo Michele Caso: violoncello e mandoloncello Michele Maione: percussioni Napoli, classe 1984, cantascrittore formatosi tra Italia e Spagna, Alessio Arena pubblica a Barcellona i primi tre dischi (un EP e due album) in cui propone un’ inedita amalgama di lingue e tradizioni musicali. Lo stesso accade con i romanzi (quattro all’attivo, l’ultimo pubblicato da Fandango) dove una scrittura originale e visionaria si adegua a trame e personaggi coraggiosi. Il lavoro di Alessio Arena è situato a metà strada tra la canzone d’autore e la world music più viscerale. Il giovane chansonnier del Rione Sanità dipinge nella sua opera i paesaggi invisibili di un nuovo canzoniere mediterraneo. “Atacama!” Inciso tra Santiago del Cile, Barcellona e Napoli, Atacama! è il quarto disco del cantascrittore napoletano, il più camminante e ramingo, immaginato come l’avventura di un ritorno a casa. Alessio Arena duetta con grandi ospiti internazionali come il cileno Manuel García e la colombiana Marta Gómez, e affida il suono di queste canzoni di resistenza poetica e denuncia sociale al talento di diversi arrangiatori. Canzoni emozionanti che compongono il paesaggio inedito di un nuovo canzoniere, un personalissimo e struggente deserto fiorito. In allegato, trovi la scheda del gruppo e alcune foto, mentre qui di seguito trovi la pagina facebook: https://www.facebook.com/alessioarenaofficial/ Il costo del biglietto è di 15 euro, comprensivo dell’ingresso e della visita libera alla collezione museale, della degustazione di vino e del concerto. Per prenotare invia un’e-mail a [email protected] o chiama al 328-3849804 specificando il numero di prenotazioni, i nominativi e i recapiti cellulari. In caso di disdetta, comunicare entro le 48 ore precedenti l’evento per consentire l’inserimento di persone in lista di attesa. N.B. Per accedere al Museo il modo più comodo è da Piazza Gesù e Maria. È possibile parcheggiare nel garage Quadrifoglio a via Gesù e Maria 18 a pochi passi a piedi dal Museo Nitsch o per chi viene da Piazza Dante bisogna salire per salita Pontecorvo seguendo le indicazioni del Museo Nitsch.

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‘Li cunti’ di un cilentano di Raffaele Scorziello venerdì alla libreria IOCISTO

‘Li cunti’ di un cilentano di Raffaele Scorziello, Edizioni Magna Graecia, sarà presentato questo venerdì alla libreria IOCISTO di piazza Fuga a Napoli. Ne parlano Nunzia Gionfriddo (scrittrice e rappresentante Iplac per la Campania) e Prospero Albertini (fisico) tra le letture dell’attore Mario Mauro. Modera lo scrittore Luciano Galassi. Il tema di  ‘Li cunti’ di un cilentano, pubblicato postumo a cura di Vanda Riccio Scorziello, libro suddiviso per argomento in cinque parti, trae linfa dalla usanze e le abitudini di vita delle popolazioni cilentane dalla metà degli anni ’30 ai primi ’60 del secolo scorso. Non sono racconti di fantasia, dunque, ma più che uno spaccato di vita vissuta, e di memoria, in un arco di tempo che comprende il periodo del secondo conflitto mondiale e il suo Dopoguerra. L’autore, Raffaele Scorziello di origine cilentana, nato e vissuto a Roccadaspide, non ha mai spezzato il profondo legame con la sua gente e con il suo territorio nonostante da adulto fosse vissuto a Napoli. “Questi racconti, che l’autore avrebbe voluto ampliare, sono stati scritti a mano”, spiega la curatrice dell’opera, “solo pochi erano già stati trascritti sul PC. È toccato a me quindi mettere ordine tra i fogli, iniziando dai più autobiografici che riguardano la vita dei giovani di allora in quei luoghi, partendo proprio dalla sua esperienza; ecco così la sezione iniziale, Roccadaspide: la storia di uno di qua che comprende i primi dieci capitoli di cui l’ultimo, I bagni nel Calore, relativo ai ragazzi che, ormai adolescenti, si cimentano con i primi “contatti” con l’altro sesso”. Usi e costumi cilentani secondo Raffaele Scorziello La seconda parte riguarda gli usi e i costumi dei paesi cilentani, soprattutto nel mondo degli adulti, come il matrimonio e tutto ciò che concerne i preliminari e il fidanzamento nel modo in cui avvenivano in quel contesto. Rituali dimenticati, estranei alle nuove generazioni e, comunque, a chi ha sempre e solo abitato in zone metropolitane. “Seguono narrazioni un po’ più tecniche, relative a lavori di campagna e a quelli cosiddetti preindustriali”, continua Vanda Riccio Scorziello. Fede e credenze popolari è la parte in cui la fede è espressa in modo collettivo attraverso la Tredicina di Sant’Antonio e le Compagnie in pellegrinaggio al Sacro monte di Novi Velia. “In tempi difficili come quelli della guerra”, chiarisce Riccio Scorziello, “era facile passare dalla fede a credenze popolari a cui potersi “appigliare”, si credeva quindi alle cosiddette maare, benefiche fattucchiere sempre pronte a dare informazioni rassicuranti a quelle persone che attendevano notizie dei propri cari dal fronte da cui era molto difficile inviare lettere”. Così, come inizia con una nascita a Roccadaspide, il volume termina con Ritorno a Roccadaspide per la morte di un uomo, il Patriarca, il più anziano della sua contrada, che “aveva fatto del lavoro la sua fede”. “L’utilità di questo libro riguarda tutti noi”, tiene a precisare la curatrice della raccolta. “Gli anziani ritroveranno un po’ della loro esistenza da bambini e la potranno rapportare, nel bene e nel male, alla vita attuale. I […]

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