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Eroica Fenice

La Tag: Garzanti contiene 8 articoli

Libri

Le donne della Gioconda: il romanzo di Josselin Guillois

Le donne della Gioconda, è il romanzo d’esordio romanzo di Josselin Guillois, edito da Garzanti. Trama e prime considerazioni Si tratta di un romanzo storico, perfettamente delineato e soprattutto molto dinamico e dunque scorrevole, ma non per questo poco dettagliato. La ricercatezza dei dettagli è tangibile nella descrizione accurata ed elegantemente sapiente, delle opere d’arte. Non solo la Gioconda, ma anche le opere del Veronese, le tele di Rubens e tante altre che fanno parte dei tesori inestimabili della Francia. Le donne della Gioconda è un libro vivace, dove il carattere cronologico assume un valore decisamente importante, e “porta a spasso” i lettori tra le varie vicissitudini che lo caratterizzano. “Il Louvre, il celebre museo è nelle mani dei nazisti; le opere d’arte ivi contenute sono in pericolo ed il modo per trarle in salvo è uno solo. Parigi, a pochi giorni dallo scoppio della guerra, i nazisti hanno stilato un vero e proprio piano per attaccare i francesi, e per occupare la capitale. La Gioconda e con essa molti altri capolavori sono in pericolo. Ma c’è un uomo pronto a rischiare la vita per salvare il Louvre: si chiama Jacques Jaujard, è il direttore dei Musei nazionali e sta per dare inizio alla più grande evacuazione di opere d’arte della storia. Sarà una impresa ardua, mai tentata prima d’allora e che per ovvie ragioni l’uomo non può compiere da solo. Insieme a lui, in azione, tre donne: la moglie Marcelle, la figlioccia Carmen e l’attrice Jeanne offrono il loro aiuto. Tutto evolverà, si tramuterà in gesta eclatanti, attraverso un corpo narrativo interessante e che spesso lascia col fiato sospeso”. Le donne della Gioconda: le donne come protagoniste indiscusse Le donne della Gioconda è un vero e proprio tributo al coraggio femminile, un ritratto di parole, delineato attraverso la bellezza di un’opera d’arte intorno alla quale ruota tutto: un romanzo finemente strutturato. Le protagoniste sono catturate in fasi di snodo della propria crescita, spesso in uno spazio privato culturalmente assimilato alla femminilità. Un romanzo composito, si può dire di narrazione “mista”, dato che spesso la descrizione delle opere d’arte assume un ruolo forse preponderante rispetto al resto. Tutto ciò ovviamente si distanzia dalla produzione letteraria, anche attuale, che vede l’uomo come unico protagonista di vicende storiche, civili o azioni di coraggio. Ancor più suggestiva è la narrazione cosiddetta corale, ossia, un libro all’interno del quale, tutti i personaggi sono armonicamente connessi tra loro, proprio come le voci di un coro, senza che nessuno assuma il rilievo di protagonista principale della vicenda. Ogni elemento direttamente collegato alla storia, si comprende grazie alle azioni degli altri, in un amabile susseguirsi di vicissitudini, fortemente intrecciate tra loro. Ed è così che vicende personali, paure, timori, passioni, diventano il fulcro di pagine pullulanti di storia e finzione, realtà ed elementi testuali di “decoro”. Le donne della Gioconda è un romanzo che racconta di amore, di bellezza descritta attraverso l’arte, e si può dire anche di patriottismo… quello che muove i personaggi a mettere in salvo le […]

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Libri

L’umanità dietro la tragedia: Note su Hiroshima

“Non è solo il sonno della ragione che genera mostri, non è solo l’odio razziale che spinge l’umanità verso il baratro. C’è anche una cupa e agghiacciante razionalità che percorre le vie del Male e semina morte in nome di un Bene presunto. Tale fu l’olocausto nucleare scatenato il 6 agosto 1945 quando un bombardiere americano scaricò l’atomica su Hiroshima.” Queste parole sono tratte dal saggio Note su Hiroshima, edito Garzanti. Kenzaburō Ōe visita Hiroshima 18 anni dopo il bombardamento atomico del 6 Agosto 1945, spinto dalla volontà di comprendere e superare il sentimento della sofferenza. Nel 1963 infatti è nato il suo primo figlio, Hikari, affetto da una rarissima lesione celebrale e ciò porta Kenzaburō a scagliarsi contro i pregiudizi sociali nei confronti dell’handicap. Questo evento ha in parte influenzato il suo interesse nel dedicarsi alla scrittura di articoli per una rivista mensile circa gli hibakusha di Hiroshima, le vittime sopravvissute all’attacco della bomba nucleare, uomini e donne che hanno vissuto letteralmente sulla propria pelle il peso e la sofferenza di questa tragedia. Successivamente Kenzaburō ha raccolto tutti i suoi articoli e li ha pubblicati in un unico volume, Note su Hiroshima. Inoltre, è stato vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1994. Il giorno della IX conferenza mondiale contro la bomba atomica e all’idrogeno, Ōe si trova ad Hiroshima per prendere parte a quella che avrebbe dovuto essere una grande marcia per la pace. Un evento che avrebbe dovuto attirare non solo l’interesse degli hibakusha, ma dell’umanità intera. Invece di fronte ai suoi occhi si presenta una scena di disinteresse e superficialità da parte dei rappresentati politici dei paesi. Le manifestazioni di pace non attirano la partecipazione attiva dell’élite politica e ciò che segue sono discorsi lunghi, ampollosi ma privi di significato, soprattutto alle orecchie di chi quella tragedia l’aveva e stava ancora vivendo. Ciò che porterà Kenzaburō Ōe a visitare Hiroshima l’anno successivo nel 1964 sarà l’impatto che gli abitanti del luogo hanno lasciato in lui, la traccia indelebile delle loro parole e dei loro silenzi molto più eloquenti dei discorsi formali che sembravano ignorare l’incancellabile strascico di orrore che la bomba atomica aveva lasciato negli abitanti di Hiroshima. Le interviste che Ōe fa agli abitanti mostrano la volontà di ripristinare la dignità della propria vita. Una ricerca e un atto di coraggio che ad occhi esterni può sembrare impossibile da perseguire. Talvolta ciò si traduce nell’atto del suicidio inteso come atto di libertà e non un peccato. Kenzaburō intervista persone di tutte le generazioni: anziani che sono sopravvissuti a figli e nipoti, giovani madri che danno alla luce figli deformi, bambini che ancora prima di riuscire a parlare sono già vittima delle conseguenze della bomba atomica. Tutte queste informazioni non sono né facili da comprendere né da digerire, ma ciò che più rimane impresso durante la lettura è la grande forza e il rispetto che gli hibakusha nutrono per la vita. Questo saggio lancia un messaggio all’umanità tutta, da un lato la necessità di sapere […]

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Tutto ha inizio con te di Kate Eberlen – Recensione

“Spetta solo a noi seguire il destino”. Questo il messaggio in codice contenuto nel nuovo romanzo romantico di Kate Eberlen, Tutto ha inizio con te, uscito in Italia per Garzanti nella scorrevole traduzione di Claudia Marseguerra.  Due sono i ragazzi ritratti in copertina: lei, che fissa l’obiettivo, e lui, che la cinge in un abbraccio ma guarda di lato. Entrambi indossano una candida veste bianca, colore etereo di purezza per eccellenza, che nel romanzo di Kate Eberlen “Tutto ha inizio con te” parla anche un’altra lingua: quella inebriante della danza, che di parole non ha bisogno, quanto di passi coordinati, ritmo e affiatamento, gesti resi naturali dai ballerini che si fanno portavoce di destini.  Destino è una parola-chiave nel romanzo di Kate Eberlen, scrittrice londinese appassionata dell’Italia, dove già la sua prima opera – Vorrei incontrarti ancora una volta – ebbe un notevole successo nel 2017, sempre pubblicata da Garzanti.   LA TRAMA DI “TUTTO HA INIZIO CON TE” DI KATE EBERLEN  I ragazzi ritratti nella copertina di Tutto ha inizio con te potrebbero essere proprio i protagonisti del romanzo: lei ha il nome di un fiore, la violetta, ma tutti la chiamano Letty. È timida, riservata, con un passato di disturbi alimentari e storie sbagliate, tutte conclusesi in un limbo commisto di revenge-porn e violenza psicologica. Viene da Londra e ama il latino, che studia a Oxford insieme al greco, al corso di laurea in Lettere Classiche. Lui è tutto il contrario: si chiama Alf ed è stato cresciuto da sua madre, proprietaria di una scuola di ballo a Blackpool, nel profondo Lancashire affacciato sul mare di Irlanda. Estroverso e sicuro di sé, ha un certo successo con le ragazze ed un sorriso irresistibile.  I due ragazzi non si incontrano in Inghilterra ma – ed è qui che mette il suo zampino il destino – a Roma, dove frequentano la stessa scuola di lingua italiana ed inizialmente vengono allontanati dalla stessa insegnante, che vuole evitare che tra loro parlino in inglese, ma giorno dopo giorno si avvicinano ed innamorano, nonostante le tante differenze iniziali e le difficoltà che pian piano metteranno a dura prova il loro amore.  In ogni pagina del romanzo si respira aria di danza, una passione comune a Letty e Alf, che dapprima tengono nascosta, ma poi scelgono di manifestare in una coreografia improvvisata in Piazza Navona, dove eseguono un pas de deux memorabile che darà coraggio ai loro sentimenti inquieti, conquistando gli sguardi estasiati di tutti i presenti.  Un ruolo innegabile nella storia narrata da Kate Eberlen viene riservato proprio alla città di Roma, città eterna per antonomasia e romantica fin nella musicalità del suo nome e dei giochi di parole ad esso connessi. Sintomatico, in questo discorso linguistico-etimologico, il rimando che si crea a partire dal cognome dell’autrice; “Erleben”, infatti, in tedesco vuol dire “vivere, esperire”. Ed è proprio questo che Kate Eberlen racconta nei suoi romanzi: storie di vita, tentativi di realizzazione a dispetto di difficoltà che inizialmente appaiono insormontabili. Il tutto magistralmente […]

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Il quaderno delle parole perdute, di Pip Williams | Recensione

Lo scorso maggio è uscito nelle librerie “Il quaderno delle parole perdute“, romanzo d’esordio della scrittrice Pip Williams (traduzione di Stefano Beretta) che sta registrando enorme successo in tutto il mondo. Edito da Garzanti (collana Narratori moderni), nonché ispirato ad una storia vera, il romanzo è un inno al diritto delle donne di dare la propria opinione, la propria voce, la propria essenza alle cose. Il quaderno delle parole perdute – la sinossi Siamo ad Oxford, nel periodo che va a cavallo dalla fine dell’Ottocento all’inizio del Novecento. La protagonista del romanzo è Esme, la figlia di uno dei lessicografi impegnati nell’elaborazione dell’Oxford English Dictionary, in quanto seleziona le parole da inserire tra i lemmi. Esme, orfana di madre e legatissima al padre è sempre stata affascinata dalle parole e dal suo lavoro tant’è che ama trascorrere ore ed ore in questo grande edificio, lo “Scriptorium” a vedere il padre selezionare lemmi, nascosta sotto il suo tavolo. Esme, una volta cresciuta, inizia a lavorare allo Scriptorium supportando i lessicografi nelle attività di segreteria e si rende conto che il dizionario che i lessicografi stanno elaborando non prende in considerazione tanti lemmi, frutto della vita quotidiana, magari delle “classi” meno abbienti e molte parole vengono scartate. Il dizionario a cui stava lavorando il padre registrava solo le parole degli uomini e delle classi ricche. Cosi inizia a raccogliere lei le parole scartate, “perdute”. Esme si rende conto che la lingua non è qualcosa di immutabile  che si arricchisce di tutto quello che incontra e tutti contribuiscono a formarla, ricchi, poveri, uomini, donne, bambini. Secondo lei, le parole, registrate nel dizionario, hanno il dovere di rappresentare quest’evoluzione quindi raccogliere tutti i lemmi, compresi quelli più colloquiali che magari le classi ricche non usano. Ma lei faceva parte della classe ricca e, quindi, la sua conoscenza è parziale, pertanto decide di andare al mercato con la sua domestica (Lizzie che per lei è un’amica) per impararle e inserirle nel suo personale “dizionario”. “Le parole non avevano mai fine. Non avevano fine i loro significati, o i modi in cui erano state usate. La storia di alcune risaliva ad epoche talmente remote che la nostra moderna conoscenza di esse non era niente più che un’eco dell’originale, una deformazione. In precedenza avevo pensato il contrario, che le parole deformi del passato fossero goffi abbozzi di ciò che sarebbero diventate; che le parole formate sulle nostre lingue, nel nostro tempo, fossero vere e complete. Ma mi stavo rendendo conto che, in effetti, tutto quanto veniva dopo quella prima espressione era una corruzione.” Fonte immagine: Ufficio Stampa

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Un tè a Chaverton House, recensione del romanzo

È uscito per Garzanti Un tè a Chaverton House, il nuovo romanzo “highly British” di Alessia Gazzola: una storia romantica sospesa nel tempo – dal Novecento ad oggi – e nello spazio, tra la Sicilia del dopoguerra e l’Inghilterra dei giorni nostri, Brexit inclusa. «Un angolino dello splendore di un villaggio della campagna inglese: è tutto ciò che si possa desiderare in questa nostra vita»: è con una citazione scelta ad hoc dal romanzo di Gill Hornby “Miss Austen: A Novel of the Austen Sisters” (in italiano edito da Neri Pozza, 2020) che si apre la nuova deliziosa avventura di Alessia Gazzola, “Un tè a Chaverton House”, pubblicato da Garzanti. La scrittrice messinese, autrice de L’allieva – alle cui vicende di Alice Allevi ha dato volto televisivo Alessandra Mastronardi -, torna alla ribalta con una vicenda in perfetto stile british con magiche e sognanti atmosfere à-la-Downton Abbey. Un tè a Chaverton House, trama Angelica Bentivegna è una ventisettenne milanese con una passione a tutto tondo per l’inglese. Il suo essere buffa, carina ed intrinsecamente adorabile ne fa una perfetta eroina gazzoliana. Lasciata dal fidanzato Davide, licenziata dalla panetteria in cui lavora e dove sforna golosi cornetti, si appassiona ad una storia di famiglia raccontatale da un’iconica prozia Edvige, docente di filosofia in pensione che vive da sola col suo gatto Parmenide e si interroga sulla misteriosa scomparsa del padre. Un romanzo ideale da leggere in un pomeriggio in lockdown con un plaid sulle gambe ed una tazza fumante di british tea. Recensione Si chiamava Angelo il padre di Edvige, il bisnonno di Angelica alla ricerca del quale comincia un’avventura effervescente che, dalle grigie nebbie di Milano, trasporta direttamente nelle campagne inglesi del Dorset più autentico. Angelo fu catturato dagli inglesi e dichiarato morto in guerra. Lasciò moglie e figlie tra Palermo e Mondello, che lasciarono poi in favore di Milano. Che fine fece Angelo? Quale verità scoprì sua moglie, tanto ingombrante da non volerla condividere con le sue stesse figlie? Angelica prende a cuore la questione che, pur a distanza di decenni, ancora continua ad inquietare la prozia filosofa. Ed è così che l’impianto narrativo si snoda in un doppio binario: il passato ormai stanco e lontano in Italia, più che remoto nel dopoguerra siciliano, altrettanto cristallizzato a Milano, ed un presente che da quella staticità vuole affrancarsi, e lo fa cercando un nuovo dinamismo all’estero, in Inghilterra, seguendo la lingua tanto amata e le tracce dell’avo perduto in terra straniera. La terra stessa assume un significato filosofico, essendo – da un lato – l’occupazione del bisnonno Angelo, contadino a Chaverton House a fedele servizio del Lord della tenuta, e dall’altro l’humus stesso dell’esistenza di Angelica, che in quell’antenato sente evocare il suo stesso nome e fremere una voglia irredimibile di dare una scossa, una direzione “altra” alla sua grama vita. «Tutti hanno tra le proprie conoscenze qualcuno che è uscito dagli schemi, che hai preso per pazzo perché con niente in mano è partito per la Nuova Zelanda e ci […]

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Il gatto che amava la gentilezza di Rachel Wells

Una lettura luminosa, perfetta per questi tempi bui. È uscito per Garzanti il nuovo romanzo di Rachel Wells, “Il gatto che amava la gentilezza”. Ecco la nostra recensione! “A chi può mai venire in mente di prendere un cane, quando ha nei paraggi due gatti perfetti?”: è questo l’ingenuo interrogativo posto da Alfie, il gattino letterario che abbiamo tutti imparato ad amare grazie ai romanzi di Rachel Wells, l’autrice britannica che ha saputo combinare le sue più grandi passioni – la scrittura e i gatti – dando vita ad una fortunata serie di romanzi da 200.000 copie vendute. “Il gatto che amava la gentilezza” è uscito a novembre tra le novità di Narrativa Straniera presso Garzanti, ed ha continuato a raccontare le vivaci avventure di Alfie, il gatto londinese stavolta alle prese con una vicenda che lascia rivivere un’atmosfera da “Lilli e il Vagabondo”. Laddove nel cartone disneyano a turbare la tranquilla esistenza dei cani di casa era un bambino, nel romanzo della Wells – tutto narrato in prima persona felina da Alfie -, è un nuovo cagnolino, acquistato dagli “umani” della villetta in Edgar Road, anch’essi pungolati da dubbi vari e preoccupazioni quotidiane. Alfie è infatti, in tutto e per tutto, il “gatto di casa”. Un gattino adorabile che non perde occasione per mettere in pratica il principio semplicissimo di cui si rende portatore universale: “essere gentili”. Alfie è rocambolescamente diventato papà di George, gattino adorabile anch’esso impegnato a crescere a suon di domande e qualche dispetto. Non viene invece accolto con gran gioia l’arrivo di Cetriolino, cucciolo di cane di appena due mesi, che rende subito George geloso e diffidente, perché la novità che il cagnolino rappresenta, in una famiglia di umani che adorano i gattini, attira su di sé tutte le attenzioni, causando in George il tipico timore di vedersi “spodestato” dall’ultimo arrivato. “Il gatto che amava la gentilezza”: una lettura luminosa Cosa fare per essere gentili nei riguardi di chi è venuto per restare? È questo l’insegnamento che Alfie, questa volta, è chiamato delicatamente a tenere. È papà Alfie, infatti, a dare a George una lezione essenziale da incidere in grande nel cuore: “Ricordati quel che ti dico sempre. C’è abbastanza amore per tutti”. E qui i riferimenti letterari non possono non rimandare a Luis Sepúlveda e alla sua intramontabile “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Cetriolino inizialmente si diverte a giocare con una palla da tennis, “un gioco che i gatti considerano degno di loro”. Ci penserà George, allora, seguendo i consigli ed interpretando a modo suo gli ammonimenti di Alfie, ad insegnare al cagnolino quello che meglio sa fare: proverà a comunicare l’ebbrezza di essere un gatto, benché Cetriolino sia e resti inevitabilmente un cucciolo di cane! È anche la storia di un’amicizia, quella raccontata così “dolcemente” in questo nuovo romanzo di Rachel Wells: quella della combriccola felina capitanata da Alfie e George che, piano piano, facendo tesoro delle differenze, accoglie il cucciolo canino con la gentilezza che […]

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Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo, lo struggente romanzo di Amar

“Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo”, dello scrittore francese Philippe Amar, è un romanzo che tocca le corde più sensibili del cuore. Una moderna favola, quasi natalizia, che ha il pregio di donare speranza e serenità. Edito in Italia da Garzanti, è in edicola da Ottobre 2020. Protagonista del romanzo è il piccolo Victor, un ragazzino di soli dodici anni che, suo malgrado, è dovuto crescere troppo in fretta: abbandonato alla nascita dalla madre, rimasto orfano di un padre che non ha mai conosciuto, se non attraverso sporadiche cartoline, Victor ha vissuto i primi anni della sua vita sballottato da una famiglia affidataria all’altra, finché, a quattro anni, è stato accolto in casa di Tatie. Con lei ha imparato il significato del termine “famiglia”, ha costruito un legame basato sull’affetto e la stima reciproci. Tuttavia, Tatie è anziana e una malattia al cuore le impedisce di prendersi ulteriormente cura di Victor il quale, mentre in cuor suo aveva sperato di essere legalmente adottato dalla sua tutrice, si trova nuovamente immesso nel circuito delle adozioni. Victor, tuttavia, crede di sapere cosa sia meglio per lui e decide di cercare da solo una “futura mamma”. Con l’aiuto di Momo, l’anziano e gentile gestore di un bar frequentato dal protagonista, e dei suoi migliori amici, si iscrive su un sito di incontri, sotto falsa identità, e qui viene colpito da Lily, una giovane pasticcera. Il problema è che non ha messo in conto un possibile rifiuto da parte di Lily. Pur restando affascinata dall’entusiasmo di Victor, la pasticcera non ha nessuna intenzione di fargli da madre, almeno finché non avrà fatto ordine nella sua vita. Come Victor, anche Lily ha alle spalle un vissuto difficile, che l’ha portata ad essere diffidente verso gli uomini e verso la felicità in generale. Con la caparbietà che contraddistingue gli adolescenti, Victor decide di non arrendersi e, giorno dopo giorno, si impegna a escogitare stratagemmi e rocambolesche imboscate per intrappolare e conquistare la mamma che il suo cuore ha scelto. Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo tocca argomenti pesanti con la leggerezza che contraddistingue il cuore dei bambini o dei sognatori, privandoli del dolore e restituendoli al lettore ammantati di magia.  È uno di quei libri che si leggono tutti d’un fiato, non solo per merito di una scrittura sempre scorrevole ed elegante ma anche grazie alla capacità autoriale di costruzione dei personaggi, che appaiono in tutta la loro umanità. Questi, verosimili e per nulla stereotipati, sono talmente ben costruiti da sembrare reali, tangibili e ciò permette al lettore di entrare facilmente in empatia con tutti loro. Il filo che unisce tutti i personaggi è, ovviamente, l’amore, che nel romanzo è presente in diverse forme: prima tra tutte, quella della fame d’amore, che è il tratto distintivo del piccolo protagonista. Per spiegare la sua necessità, Victor dice :”Tra una madre e un figlio è una storia d’amore. È questo che voglio vivere. Voglio volerle bene, ma voglio anche mancarle…“. Egli desidera ardentemente trovare […]

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Un lago pieno di misteri di S.K. Tremayne

SK Tremayne, pseudonimo di Sean Thomas, scrittore inglese, conosciuto per i romanzi “La gemella silenziosa” (Garzanti, 2015) e “Il bambino bugiardo” (Garzanti, 2017) che hanno avuto grande successo in Italia, offre al pubblico dei lettori un avvincente romanzo. Infatti, ad ottobre è uscito nelle librerie l’ultimo libro dello scrittore inglese SK Tremayne, “Nelle profondità del lago” edito dalla casa editrice Garzanti (Collana Narratori Moderni), tradotto da Claudia Marseguerra. “Nelle profondità del lago” di SK Tremayne- La sinossi Siamo nella brughiera del freddissimo Dartmoor e Kath è appena sopravvissuta ad un incidente che le stava quasi costando la vita e non sa come la sua auto sia finita nel lago ghiacciato. Tutto lascia pensare ad un tentativo di suicidio ma lei non ricorda nulla: i medici parlano di amnesia temporanea. Intanto suo marito Adam è arrabbiato con lei perché con il suo gesto non ha pensato alle conseguenze che potrebbe arrecare alla loro figlia, Lyla, una ragazzina molto sensibile forse affetta dalla sindrome di Asperger. Lyla però ha visto qualcosa quella notte ma non sa spiegarlo: sicuramente questa cosa la inquieta e i genitori non sanno come aiutarla, è particolarmente nervosa, ha comportamenti strani e si isola spesso con i suoi amatissimi cani nel bosco. Come se non bastasse un uomo sconosciuto si aggira nella brughiera e lascia tracce strane, tipo simboli legati alla stregoneria, alle quali Kath non riesce a trovare una spiegazione, tanto che non sa se è la sua testa che le fa brutti scherzi o queste cose accadono davvero. Così inizia ad avere paura e a non fidarsi di nessuno, nemmeno di suo fratello Dan e di suo marito Adam. Poi, grazie all’aiuto di sua cognata Tessa, di professione psicologa, riesce pian piano a ricostruire i suoi ricordi e a capire con molta sofferenza cosa è accaduto quella notte e a comprendere anche qualcosa in più sulla sua famiglia, su suo fratello Dan, ma soprattutto su sua  madre, appassionata di stregoneria, morta qualche anno prima, che ha lasciato irrisolti molteplici misteri, come quello di aver lasciato in eredità la sua casa solo al fratello e niente a lei. “Nelle profondità del lago” di SK Tremayne L’opera di SK Tremayne è un romanzo ben scritto, con una trama avvincente che lascia il lettore con il fiato sospeso, sebbene la trama raggiunga il suo epilogo in breve tempo.  Bellissime sono le descrizioni della brughiera, del Dartmoor e dei paesaggi invernali che permettono al lettore di sentirsi immerso in questo splendido altopiano inglese.   Fonte immagine: https://www.ibs.it/nelle-profondita-del-lago-libro-s-k-tremayne/e/9788811605416?inventoryId=227542857

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