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Eroica Fenice

La Tag: recensioni contiene 6 articoli

Libri

Suzanne Kelman: La scelta di Josef, il nuovo romanzo

La scelta di Josef, nuovo romanzo di Suzanne Kelman, è in libreria dal 7 gennaio per la Newton Compton editori. Non è certo un caso che si sia scelto di pubblicarlo nel mese dedicato alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto: la toccante storia scritta dalla Kelman, infatti, vuole ricordare le azioni di quanti, pur vivendo esistenze apparentemente ordinarie, decisero di combattere il sistema creato dai nazisti, arrivando persino a rischiare la loro stessa vita. Pur trattandosi di un racconto di fantasia, infatti,  il romanzo La scelta di Josef racchiude in sé l’essenza dello spirito di resistenza che si sviluppò durante la Seconda Guerra Mondiale. Anzi, la stessa autrice racconta di aver preso spunto da una toccante vicenda di cui era venuta a conoscenza in modo fortuito. Nella postfazione, infatti, la Kelman dice di essersi imbattuta, durante delle ricerche per uno spettacolo teatrale a cui stava lavorando, la storia di un uomo che aveva deliberatamente contratto una malattia mortale solo per potere ottenere in ospedale le medicine necessarie a curare l’ebreo che nascondeva in casa sua. Questo atto, tanto drammatico e coraggioso, ha avuto un impatto tale sull’autrice, da costruire su di esso tutta l’architettura del suo  romanzo, dando al suo protagonista il cognome Held che in olandese significa eroe, in onore dei tanti eroi della resistenza olandese. Chi salva una vita, salva il mondo intero: il romanzo di Suzanne Kelman L’arco narrativo de La scelta di Josef si estende durante tutto il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Ci troviamo ad Amsterdam, durante l’occupazione delle truppe naziste. La città appare sporca, triste e cupa, adattandosi perfettamente allo stato d’animo dei suoi abitanti. In questo quadro desolante e desolato c’è anche chi, come il professor Josef Held, cerca di andare avanti con la sua vita tranquilla e solitaria, scandita da pochi rituali fissi.  Vedovo da ormai venti anni, Josef ha scelto deliberatamente di rinchiudersi in una bolla di autoisolamento, profondamente convinto di non meritare il calore di un abbraccio umano. Unici ponti con la realtà quotidiana sono i pranzi settimanali con sua nipote Ingrid, e il suo lavoro come docente di matematica all’Università di Amsterdam. Qui, il professore fa la conoscenza di due persone, apparentemente agli antipodi e che, ognuna secondo modalità proprie, avranno un forte impatto sulla sua vita: da un lato, la gentile signora Hannah Pender, dall’altro, lo studente Michael Blum, brillante, sfacciato e per metà ebreo. Proprio questa sua condizione lo obbligherà, di punto in bianco, ad abbandonare l’Università, rendendo evidente, per la prima volta in maniera chiara, quali conseguenze stia avendo l’occupazione nazista sulla quotidianità del Paese. L’allontanamento di Michael è, per Josef, la mano che solleva il velo di Maya e, nel momento in cui il ragazzo si presenta spaventato alla sua porta in cerca di aiuto, Josef non può fare altro che accoglierlo e, con un impulsivo atto di coraggio, gli offrirà un nascondiglio nella sua soffitta. Da questo momento in poi, Josef vive una doppia vita, dovendo necessariamente mantenere una parvenza di normalità con gli altri, […]

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Libri

Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo, lo struggente romanzo di Amar

“Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo”, dello scrittore francese Philippe Amar, è un romanzo che tocca le corde più sensibili del cuore. Una moderna favola, quasi natalizia, che ha il pregio di donare speranza e serenità. Edito in Italia da Garzanti, è in edicola da Ottobre 2020. Protagonista del romanzo è il piccolo Victor, un ragazzino di soli dodici anni che, suo malgrado, è dovuto crescere troppo in fretta: abbandonato alla nascita dalla madre, rimasto orfano di un padre che non ha mai conosciuto, se non attraverso sporadiche cartoline, Victor ha vissuto i primi anni della sua vita sballottato da una famiglia affidataria all’altra, finché, a quattro anni, è stato accolto in casa di Tatie. Con lei ha imparato il significato del termine “famiglia”, ha costruito un legame basato sull’affetto e la stima reciproci. Tuttavia, Tatie è anziana e una malattia al cuore le impedisce di prendersi ulteriormente cura di Victor il quale, mentre in cuor suo aveva sperato di essere legalmente adottato dalla sua tutrice, si trova nuovamente immesso nel circuito delle adozioni. Victor, tuttavia, crede di sapere cosa sia meglio per lui e decide di cercare da solo una “futura mamma”. Con l’aiuto di Momo, l’anziano e gentile gestore di un bar frequentato dal protagonista, e dei suoi migliori amici, si iscrive su un sito di incontri, sotto falsa identità, e qui viene colpito da Lily, una giovane pasticcera. Il problema è che non ha messo in conto un possibile rifiuto da parte di Lily. Pur restando affascinata dall’entusiasmo di Victor, la pasticcera non ha nessuna intenzione di fargli da madre, almeno finché non avrà fatto ordine nella sua vita. Come Victor, anche Lily ha alle spalle un vissuto difficile, che l’ha portata ad essere diffidente verso gli uomini e verso la felicità in generale. Con la caparbietà che contraddistingue gli adolescenti, Victor decide di non arrendersi e, giorno dopo giorno, si impegna a escogitare stratagemmi e rocambolesche imboscate per intrappolare e conquistare la mamma che il suo cuore ha scelto. Ho soffiato il mio desiderio fino al cielo tocca argomenti pesanti con la leggerezza che contraddistingue il cuore dei bambini o dei sognatori, privandoli del dolore e restituendoli al lettore ammantati di magia.  È uno di quei libri che si leggono tutti d’un fiato, non solo per merito di una scrittura sempre scorrevole ed elegante ma anche grazie alla capacità autoriale di costruzione dei personaggi, che appaiono in tutta la loro umanità. Questi, verosimili e per nulla stereotipati, sono talmente ben costruiti da sembrare reali, tangibili e ciò permette al lettore di entrare facilmente in empatia con tutti loro. Il filo che unisce tutti i personaggi è, ovviamente, l’amore, che nel romanzo è presente in diverse forme: prima tra tutte, quella della fame d’amore, che è il tratto distintivo del piccolo protagonista. Per spiegare la sua necessità, Victor dice :”Tra una madre e un figlio è una storia d’amore. È questo che voglio vivere. Voglio volerle bene, ma voglio anche mancarle…“. Egli desidera ardentemente trovare […]

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Libri

Il posto dei santi, l’emozionante romanzo di Bianca Favale

Il posto dei santi è il romanzo d’esordio di Bianca Favale, edito da ScatoleParlanti per la collana “Voci”. Alma farebbe qualsiasi cosa per nascondere la relazione che porta avanti da sempre con Nina, la sua prima fidanzata, moglie e madre di famiglia. La sua esistenza è intrisa di bugie e accompagnata dalla pigra attesa del momento in cui lei e Nina potranno vivere il loro amore alla luce del sole. La forza di una promessa la costringe a guardare in faccia la realtà e a non aspettare più un istante per alzare il sipario della sua vita. Il posto dei santi, la trama Il romanzo ha un inizio crudo e diretto. La storia di Alma fin da subito sembra risaltare agli occhi del lettore con fervore ed irruenza. I forti contrasti cromatici, e le descrizioni ampie di abbigliamento e gusti, sembrano demarcare la linea dura e precisa di quelli che saranno gli esordi di una strabiliante vita. Le prime pagine de Il posto dei santi focalizzano l’attenzione sugli anni di vita di una protagonista piuttosto giovane. Alma frequenta infatti le scuole elementari e si pone una serie di domande che rendono il susseguirsi dei giorni una continua scoperta. Sarà qui che il concetto di “brutto anatroccolo” tenterà più volte di farsi spazio e prendere forma nella vita della giovane protagonista. Il romanzo della Favale ci racconta una serie di aspetti riguardo l’omosessualità: l’oblio, le domande, l’accettazione, la vergogna e la risoluzione con sé stessi, ma ancora di più ci racconta il concetto di “fase”. Più volte quando si è omosessuali, infatti, si ascolta la tipica frase che l’orientamento sessuale può essere stato viziato e cambiato da qualche cattiva conoscenza o da un lieve turbamento interiore, ma di fatto si tende a pensare che la situazione sia questione di tempo. Anche nel romanzo “il posto dei santi”, l’omosessualità della protagonista vive diversi momenti: la negazione, il mutismo, la curiosità, la sperimentazione, il dubbio, persino i percorsi obbligati, ma nulla di tutto questo sembrerà ostacolare il viaggio interiore che Alma compirà durante tutto il romanzo. Nel romanzo della Favale ci si imbatterà in due tipi di famiglie: una più conservatrice e severa, e l’altra maggiormente inclusiva. Entrambi gli approcci saranno esplicati dall’autrice in maniera esaustiva e completa, in modo da fornire uno specchio globale di tutte le realtà dei giorni nostri. Alma oltre ad essere la protagonista del romanzo, sembra rivestire il ruolo della libertà. Se dapprima, infatti i compromessi e le limitazioni sociali sembrano strapparle la voce, d’altra parte, col tempo, Alma diventerà l’emblema del coraggio e dell’accettazione. Ad accompagnare un grande personaggio come quello della protagonista, è senz’altro quello di Nina, una delle persone più importanti della sua vita. Nina, infatti, pur essendo l’opposto di Alma, troverà la chiave di volta per diventare il fulcro di tutta la sua vita. Il loro rapporto è fresco, intenso e gioviale. Le loro conversazioni saranno sia leggere che profonde. I loro sguardi sembrano attraversare la carta stampata per raggiungere quello del lettore, fino […]

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Musica

Ghemon presenta il nuovo album Scritto Nelle Stelle

Dal 24 aprile, finalmente disponibile su tutte le piattaforme “Scritto nelle stelle”, il 6° album solista di Ghemon, ultimo progetto del rapper /bluesman avellinese Dopo un’iniziale spostamento della data d’uscita (originariamente prevista per il 20 marzo), Scritto Nelle Stelle (Carosello Records / Artist First) giunge sul mercato discografico. Ormai a 3 anni dal suo ultimo lavoro, Mezzanotte, Ghemon  (pseudonimo di Giovanni Luca Picariello) ritorna con il suo inconfondibile stile e la naturale capacità di fondere rap, soul, blues, funky e cantautorato italiano in un solo elemento inscindibile. Il cantante aveva già ottenuto recensioni positive sia con i precedenti lavori, sia con la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 2019. Atteso dai fan, lo spostamento dell’uscita e del relativo tour (dal 4 aprile con partenza a Napoli, Common Ground) non hanno fermato l’artista campano, che arriva con un disco d’impatto, orecchiabile ma che non stanca, grazie anche al lessico ricercato e alle sonorità che variano dal jazz alla disco. Tra instore digitali, videoparty ufficiali e tracklist ipotetiche L’artista ha dimostrato un attaccamento ai fan non scontato, organizzando dirette Instagram e chiamate singole con coloro che hanno preordinato l’album. Sulla stessa frequenza è il video ufficiale del terzo singolo Buona Stella, visibile su Youtube. Il video risulta infatti essere un collage di numerose videochiamate di amici, fan e componenti della band intenti a cantare il brano, ciascuno nella propria casa, riuscendo a trasmettere un grande senso di positività e leggerezza che in questo momento risultano sicuramente non scontati, permettendoci una riflessione sul ruolo della musica anche in situazioni fuori dal comune come quella attuale. Durante la fase di rilascio dei singoli, l’artista aveva poi pubblicato sulla sua pagina Instragram diversi video in cui, raccontando il disco e la sua genesi, come un moderno Pollicino seminava briciole della tracklist da far indovinare ai suoi fan nei commenti, ricompensando i più intuitivi con pass backstage da utilizzare durante il tour. Track by track di Scritto Nelle Stelle: un incontro atteso tra rap e soul Il nuovo lavoro mette a nudo Ghemon come artista e persona, attraverso un album che ha come tema principale l’amore, le sue cause e relative conseguenze. Questioni Di Principio è il brano di apertura, già conosciuto in quanto primo singolo che il cantante aveva diffuso. Un’analisi pungente che l’artista compie su di sé, spingendosi a non accontentarsi o giustificarsi musicalmente e umanamente. In Un Certo Qual Modo: secondo brano, altro singolo. Ghemon tenta (e i numeri streaming gli danno ragione) la hit. La canzone ha chiare influenze disco, con un ritornello che entra in testa e fatica ad uscirne. Nel terzo brano Champagne, il cantautore ripercorre i passi di una vecchia storia conclusasi, brindando alla fine della relazione su una produzione estremamente funky. Segue nella tracklist Due Settimane, che riprende le vicende di un quotidiano diverbio di una coppia; traccia aiutata da una base particolarmente ricca, che rimanda ancora una volta alla disco anni ’70. Cosa Resta Di Noi è forse il lavoro più riuscito della prima parte dell’album . […]

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Libri

Piste ulteriori per oggetti dirottati di Pasquale Del Giudice

Piste ulteriori per oggetti dirottati è una raccolta poetica del giovane autore Pasquale Del Giudice, pubblicata per Ensamble Edizioni. Ogni componimento rappresenta, come il titolo stesso suggerisce, una prospettiva nuova per qualcosa di consueto; oggetti quotidiani che la mente ha ormai registrato e che l’occhio non ha più l’esigenza di sfiorare, grazie allo sguardo dell’autore e all’attenzione prestatagli, da “oggetti orfani” vengono riportati al ruolo di cose -per citare Remo Bodei- se non addirittura di soggetti, umanizzati e ai quali vengono attribuite sensazioni ed emozioni propriamente umani. In questo modo l’autore fa proprio l’esercizio primordiale del poeta, giocando con la propria fantasia e immaginazione, riportando sulla carta quello che è la vita immaginaria delle cose o appunto “piste ulteriori”. Piste ulteriori per oggetti dirottati, la raccolta poetica Il punto di partenza per l’autore Pasquale Del Giudice sembra risalire alla notte dei tempi, il vuoto, il buio assoluto del nulla e poi uno scoppio. “Il sogno creatore” non a caso è il titolo del primo componimento. «Una massa informe conteneva tutte le combinazioni, l’Universo si sta espandendo e raffreddando» Lo sguardo sulle cose è però distaccato dalla consuetudine, si rinnova e rinasce e così tutto ciò che circonda l’autore sembra essere nuovo. Le cose assumono nuovi contorni, appena uscite dagli stampi della sua immaginazione. I componimenti seguono la traiettoria di un vero e proprio processo di formazione; una volta fuori dal caos primordiale, si è quasi costretti ad imparare e l’unica strada possibile è quella dell’errore. Cadendo, graffiandosi, si impara dove e come mettere un piede d’avanti all’altro. La soggettività nei primi componimenti è mantenuta; è l’uomo che impara. E ciò che impara, le sue passioni e attitudini lasciano segni evidenti sulla sua pelle, sul suo “involucro esteriore”, tracce visibili dell’invisibile. «Il corpo si modella come acqua / al suo recipiente abituale, al proprio mestiere / la schiena degli studiosi si ingobbisce, / le dita dei chitarristi sviluppano calli / si ammalano di artrosi, quelle dei benzinai / assumono strane colorazioni / le mani dei pittori sono tavolozze / sbiadite dall’acquaragia, i fumatori incalliti / hanno i polpastrelli e i denti ingialliti, / i pugili il naso rotto e graffi e rabbia in volto.»

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Libri

Datacrazia: un’antologia per ripensare la società dei dati

Datacrazia è l’antologia curata da Daniele Gambetta e pubblicata da D Editore per la collana Eschaton. Una raccolta di testi per capire la politica, la cultura algoritmica e i conflitti al tempo dei big data. Datacrazia è innanzitutto un bel libro da avere tra le mani perché dà un senso di compattezza, di solidità. Elementi che, peraltro, ritroveremo nell’organizzazione dei 23 testi raccolti in cinque parti. Circa 380 pagine per inquadrare un tema che spesso rischia di oscillare tra l’utopia e la distopia. L’antologia curata da Daniele Gambetta trova la misura giusta analizzando il tema da prospettive diverse. Si alterna la lente politica con quella sociologica, quella musicale con quella etica. Sguardi diversi per capire il fenomeno della datificazione e delle relative conseguenze nelle nostre vite. Datacrazia: uno sguardo dall’interno Leggendo un libro su big data, machine learning, algoritmi e datacrazia ci si aspetterebbe la descrizione di un universo digitale lontano da questioni epistemologiche, etiche, storiografiche, politiche. La lettura di Datacrazia, invece, è soprattutto questo. Un tentativo di sistematizzare un’impalcatura teorica per capire quali siano gli strumenti da usare nell’approccio a questi temi. Non si tratta solo di codici, parte comunque fondamentale, ovviamente, ma di capire quali sono le idee che nascondono. Oggi l’uomo tende a fondersi col digitale, tanto a livello cognitivo che sensitivo e materiale. Ormai i device sono estensioni del corpo e della mente e contribuiscono alla costruzione della rappresentazione del nostro mondo. Offrono suggerimenti sui nostri gusti musicali, sui prodotti che vorremmo o dovremmo acquistare, sulle serie che vorremmo o dovremmo guardare. Frammentano la nostra attenzione e ci rendono sfuggenti, emotivi, talvolta isolati e incapaci di riconoscere la verità. Ma i tentativi di influenzare la nostra rappresentazione della realtà sono sempre esistiti. Il punto è come si declini ciò oggi. In particolare, come fa notare Manconi, i bot nelle reti sociali «non puntano, come nella classica propaganda, a suggerire esplicitamente cosa si dovrebbe pensare, ma forniscono piuttosto rappresentazioni distorte e arbitrarie di cosa pensino gli altri, o meglio di cosa pensi la rete. Emerge così l’importanza che le reti sociali assumono nella quotidiana (guerra sulla) costruzione di una rappresentazione della società. Questa è sempre più frutto della auto-comunicazione di massa, ma qui si insinuano anche, con dissimulazioni sempre più sofisticate, attori con enormi risorse e strategie oscure volte a imporre la loro informazione, analizzando, processando e catturando la nostra comunicazione». La nostra rappresentazione del mondo, dunque, può essere deliberatamente influenzata da grandi attori politici ed economici. In un’intervista rilasciata da Roberto Pizzato, Nello Cristianini spiega che l’intelligenza artificiale «acquisisce informazioni, le processa, impara, fa dei piani, sceglie ed esegue delle azioni, o meglio si comporta in modo da massimizzare il suo profitto. […] Se l’obiettivo del sistema è massimizzare i clic, massimizzerà i clic» non preoccupandosi di filter bubble o di creazione di disuguaglianze. «Siamo di fronte ad un cambiamento paragonabile alla rivoluzione industriale. Cambiano i paradigmi stessi della nostra società, abbiamo bisogno di nuovi valori, di nuove leggi per regolare questo processo. […] Non è […]

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