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Musica e TV: la storia di Sanremo, Eurovision e dei tormentoni

In breve: il rapporto tra musica e televisione ha plasmato la cultura nazionalpopolare degli ultimi settant’anni. I festival canori (come Sanremo e l’Eurovision) hanno trasformato la competizione musicale in un rito collettivo. Negli anni, i format televisivi si sono evoluti, passando dai varietà storici come Canzonissima ai moderni talent show (come Amici), diventati oggi i principali trampolini di lancio per l’industria discografica e per la creazione dei celebri tormentoni estivi.

La televisione ha cambiato per sempre le dinamiche di fruizione della musica. Prima dell’avvento dei videoclip o dello streaming, il piccolo schermo rappresentava l’unico palcoscenico capace di garantire a un artista un pubblico di milioni di persone in una sola serata. Le esibizioni dal vivo si sono così trasformate in macchine dell’intrattenimento, unendo il talento vocale alla costruzione del personaggio mediatico. L’Italia, in particolare, ha vissuto questa transizione in modo viscerale, affidando alla televisione pubblica il compito di unificare il Paese attraverso le canzoni. Di seguito analizziamo i festival storici, i format contemporanei e i personaggi che hanno dominato lo share televisivo.

Il Festival di Sanremo: l’istituzione della canzone italiana

Il Festival della canzone italiana, comunemente noto come Festival di Sanremo, non è semplicemente una gara musicale, ma l’evento mediatico più importante del Paese. Nato nel 1951 per incrementare il turismo nella città ligure, si è evoluto decennio dopo decennio, riflettendo le censure, le mode e le contraddizioni della società italiana. Sul palco dell’Ariston sono nate carriere leggendarie, come testimoniano le intramontabili canzoni di Michele Zarrillo, vincitore tra le Nuove Proposte nel 1987 con “La notte dei pensieri”, o la voce storica di artiste divenute vere e proprie icone pop televisive, tra cui spiccano le immortali canzoni di Orietta Berti.

Nel corso del ventunesimo secolo, la kermesse ha saputo rinnovarsi profondamente. Da evento considerato obsoleto, la direzione artistica ha abbracciato la fluidità del mercato odierno, portando in gara il cantautorato indie, l’hip hop e l’urban. Questo rinnovamento ha permesso il trionfo di voci fuori dagli schemi tradizionali: l’analisi delle raffinate canzoni di Arisa (vincitrice sia tra le Nuove Proposte che tra i Big) dimostra perfettamente come il palco sanremese sia ancora in grado di premiare sia il talento vocale assoluto che l’estetica moderna.

Curiosità: perché si chiama “Festival della canzone” e non “dei cantanti”?
Nelle prime edizioni di Sanremo (e in generale per molti anni a seguire), al centro della gara non c’era l’interprete, ma il brano stesso e gli autori che lo avevano composto. Per questo motivo, era prassi comune che la medesima canzone venisse eseguita in due versioni diverse (spesso con arrangiamenti diametralmente opposti) da due cantanti separati.

Il nostro archivio articoli su Sanremo e i suoi protagonisti:

L’Eurovision e la dimensione internazionale

Nato sulla scia organizzativa di Sanremo, l’Eurovision Song Contest ha superato la sua natura originaria di competizione canora per diventare un fenomeno pop monumentale. È il programma televisivo non sportivo più seguito al mondo. L’esagerazione scenografica, il kitsch e le esibizioni teatrali sono la cifra stilistica di un evento che fotografa i mutamenti culturali europei, un microcosmo che racchiudiamo nella classifica delle 5 canzoni più belle dell’Eurovision.

Il contest ha funto spesso da cassa di risonanza per i diritti civili, rendendo il palco un veicolo politico oltre che musicale. La consacrazione di figure non binarie e icone LGBTQIA+ ha segnato le edizioni moderne, una tendenza analizzata nell’articolo dedicato ai vincitori queer dell’Eurovision.

Le nostre analisi sui contest europei:

Dai varietà storici all’impero dei talent show

L’industria discografica è inseparabile dal palinsesto televisivo. Negli anni Sessanta e Settanta, il successo di un brano dipendeva dai grandi varietà del sabato sera. Eventi in diretta e programmi come Canzonissima, legati all’epoca d’oro delle soubrette, stabilivano le tendenze del Paese. Con l’ingresso nel nuovo millennio, il monopolio della ricerca del talento si è spostato sui Talent Show.

Curiosità: chi vende di più, chi vince o chi perde nei talent?
Statistiche alla mano, i talent show italiani (come Amici) hanno spesso premiato discograficamente i secondi classificati o i concorrenti eliminati prematuramente. Artisti come Elodie, Annalisa e Angelina Mango non hanno vinto la categoria generale della loro edizione, eppure oggi dominano incontrastati le classifiche dello streaming.

Il format ideato da Maria De Filippi (“Amici”) ha di fatto monopolizzato la generazione della nuova scena pop italiana femminile e maschile. La visibilità quotidiana, unita alle logiche di televoto e al supporto del pubblico adolescenziale, trasforma allievi sconosciuti in macchine da platino nel giro di pochi mesi.

I nostri approfondimenti sui talent e sulle nuove popstar italiane:

Il tormentone estivo e le icone televisive

L’intreccio tra musica pop e televisione raggiunge l’apice con due fenomeni cult: il tormentone estivo e la sigla televisiva. Il tormentone segue regole acustiche rigorose: ritmo incalzante, testo scanzonato, bridge esotico o latino e un ritornello progettato per non abbandonare la mente dell’ascoltatore. Negli anni Novanta, programmi televisivi come il Festivalbar scandivano i mesi estivi decretando la canzone vincitrice della stagione.

Parallelamente, l’intrattenimento domestico ha generato figure mitologiche. Dalle regine del varietà, capaci di cantare e condurre spettacoli monumentali con ascolti che oggi risultano irraggiungibili, fino al fenomeno sociologico delle sigle dei cartoni animati, un mercato parallelo in cui artiste specifiche hanno venduto milioni di dischi senza mai aver bisogno dei circuiti radiofonici tradizionali.

Il nostro archivio articoli su sigle, tormentoni e soubrette:

Enciclopedia musicale di Eroica Fenice

Il palco di Sanremo, le arene dell’Eurovision e i programmi televisivi assorbono continuamente le influenze della musica underground per trasformarle in successi popolari. Per comprendere la complessa rete dei generi moderni che arrivano in televisione, ti invitiamo a consultare i nostri archivi articoli generali:

Domande frequenti

Cosa si intende per tormentone estivo?
È una canzone progettata dalle case discografiche per dominare le radio e le piattaforme streaming durante i mesi caldi. Si caratterizza solitamente per un ritmo da ballo (spesso influenzato dal reggaeton o dalla musica dance), una struttura armonica semplice e un ritornello altamente ripetitivo e facile da memorizzare.

Chi ha vinto più volte il Festival di Sanremo?
Nel corso della storia, il record assoluto di vittorie appartiene a pari merito a Claudio Villa e Domenico Modugno, che hanno trionfato per ben quattro volte ciascuno sul palco del Teatro Ariston.

Come funziona la gara dell’Eurovision Song Contest?
L’ESC è un concorso europeo in cui i Paesi partecipanti presentano un brano originale. La vittoria viene assegnata sommando il voto delle giurie tecniche di ogni nazione (che assegnano i famosi “douze points”, ovvero 12 punti) e i risultati del televoto del pubblico a casa, che non può però votare per la canzone del proprio Paese.

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