Cosmologie religiose: la guida completa ai miti di creazione nel mondo

Le cosmologie religiose: com'è nato l'universo secondo le religioni?

Fin dall’alba dei tempi, l’umanità ha alzato gli occhi al cielo ponendosi la stessa, ineluttabile domanda: come è nato tutto questo? Per dare un senso all’ignoto, ogni civiltà ha elaborato i propri miti di creazione (o cosmogonie). Queste narrazioni non sono semplici fiabe, ma le fondamenta su cui si poggiano l’identità, la cultura e l’etica dei popoli. Dallo smembramento di giganti primordiali al Big Bang descritto in chiave teologica, esploriamo come il mondo ha immaginato le proprie origini.

Filosofia del mito: le 3 tipologie di creazione

Accademicamente, i miti di creazione si dividono in tre grandi categorie universali:
1. Creatio ex materia: l’universo nasce da una materia preesistente ma informe (il Caos, l’Abisso, l’Acqua).
2. Creatio ex nihilo: l’universo è creato letteralmente “dal nulla” attraverso il pensiero, la parola o la volontà di un Creatore Supremo.
3. Emanazione e uovo cosmico: l’universo “germoglia” e si espande dall’interno di un principio divino o da un seme primordiale.

1. Psicologia del mito: perché i popoli creano cosmogonie?

Prima di viaggiare nel tempo, dobbiamo chiederci: perché miti nati a migliaia di chilometri di distanza presentano tratti identici? Secondo la psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, i miti di creazione non sono altro che la proiezione del nostro inconscio collettivo. L’atto di “mettere ordine nel Caos” del mondo esterno simboleggia l’alba della coscienza umana: la mente dell’uomo preistorico che si risveglia, separa la luce (la ragione) dalle tenebre (l’istinto animale) e inizia a dare un senso all’esistenza.

2. L’acqua e l’ordine: Mesopotamia, Egitto e Grecia

Nelle culle della civiltà, l’universo emerge sempre dall’acqua. Nell’antichissima Babilonia, il poema Enūma Eliš racconta la genesi come una feroce battaglia cosmica in cui il dio dell’ordine Marduk sconfigge Tiamat (il drago del caos) e usa il suo corpo smembrato per formare la volta celeste.

In Egitto, le differenze della cosmologia egiziana tra le varie scuole teologiche erano marcate: se a Menfi il dio Ptah crea il cosmo pensandolo e nominandolo, a Eliopoli si venerava la cosiddetta Enneade egizia (nove dèi capostipiti), generati da Atum, a sua volta emerso dal Nun, l’oceano primordiale. In Grecia, la celebre Teogonia di Esiodo descrive l’inizio dal Caos, da cui si distaccano poi Gea (Terra) e Urano (Cielo). Da queste antichissime fondamenta nasceranno poi tutti i racconti e le avventure dell’Olimpo, che oggi compongono i miti greci più celebri da conoscere. Più antica e matriarcale è invece la visione preellenica del mito pelasgico di Eurinome: la Dea Universale che danzò sulle onde primordiali per deporre l’Uovo Cosmico da cui nacque il creato.

3. L’Uovo cosmico e l’emanazione: le cosmologie prientali

In Asia, la visione del tempo è circolare, basata sull’armonia. L’archetipo dominante è l’Uovo Cosmico. Nella mitologia cinese, il dio Pangu dorme all’interno di un uovo nero contenente il Caos; al suo risveglio rompe il guscio, separando lo Yin (la terra opaca e pesante) dallo Yang (il cielo luminoso e leggero). In Giappone, le divinità fondatrici dello Shinto, Izanagi e Izanami, rimescolano il mare primordiale con una lancia ingioiellata: dalle gocce cadute dalla lama si coagulano le prime isole. Secondo i Veda e la cosmologia indiana, invece, l’universo è un’emanazione diretta del divino e vive di cicli infiniti (Yuga e Kalpa), un respiro in cui il mondo viene creato da Brahma e distrutto da Shiva per l’eternità.

4. Sacrificio e Sangue: Miti del Nord e Mesoamericani

Se ci spostiamo in climi rigidi o in civiltà guerriere, la creazione richiede sempre un prezzo violento. La complessa mitologia norrena racconta che dallo shock termico tra ghiaccio e fuoco nacque il primo degli Jötunn (i giganti della mitologia nordica), Ymir. Odino e i suoi fratelli lo uccisero per creare il regno di Midgard: la sua carne divenne terra e il suo sangue formò gli oceani. Il destino di questo nuovo universo e degli dèi stessi venne poi affidato all’inflessibile volere delle Norne, le tre divinità del destino.

Parallelamente, nell’antica America l’universo era visto come un organismo instabile. La cosmologia dei Maya narrata nel libro sacro Popol Vuh, spiega come gli dèi fecero vari tentativi per plasmare l’uomo (fango e legno), riuscendoci infine solo impastando il mais. E per quanto riguarda la cosmologia degli Aztechi, essi ritenevano di vivere sotto l’era del “Quinto Sole”, un mondo mantenuto in equilibrio unicamente attraverso il continuo sacrificio divino e umano, essenziale per far muovere gli astri ed evitare un cataclisma finale.

5. Il canto e il sogno: Africa e aborigeni australiani

In Africa, il popolo Dogon narra che il dio Amma gettò dei “semi” nello spazio che, vibrando, tessero a spirale la struttura del creato. In Oceania, gli Aborigeni Australiani tramandano il Dreamtime (Tempo del Sogno): l’universo è stato formato dal canto e dal passaggio degli spiriti antenati. La creazione per loro non è un evento del passato, ma una dimensione spirituale continua a cui accedere tramite i riti.

6. Creatio ex nihilo: Persia e le fedi abramitiche

Un passo cruciale nell’evoluzione del pensiero cosmogonico si deve alla mitologia persiana. In queste terre viene infatti introdotto un forte dualismo cosmico, una lotta primordiale e spirituale tra il creatore della Luce (Ahura Mazda) e lo spirito dell’Oscurità (Ahriman).

Da queste precise radici teologiche si sviluppa il concetto abramitico, termine che raggruppa le fedi monoteiste discendenti dal patriarca Abramo. Qui assistiamo alla rivoluzione della Creatio ex Nihilo: l’universo nasce dal nulla, mosso unicamente dalla pura volontà di un Dio unico. Scoprire in cosa credono gli ebrei significa proprio comprendere la radice di questo dogma, codificato nei testi della Genesi (Torah): il Signore plasma il mondo in sei giorni attraverso l’irrefrenabile potere della Sua Parola, stabilendo per sempre l’ordine cosmico.

Questa stessa cosmologia viene ereditata a pieno dal Cristianesimo, che vi aggiunge la dimensione del Logos (il Verbo divino che si fa carne), portando poi a complessi sviluppi dottrinali che oggi delineano con precisione la differenza tra cristiani cattolici, ortodossi e protestanti. In modo assolutamente speculare, anche la religione islamica si erge sul medesimo pilastro abramitico: nelle sure del Corano, Allah crea i cieli e la terra in sei ere (Ayyam), plasmando un cosmo in perfetta espansione e totale sottomissione al Suo imperscrutabile volere. Questi antichi e immensi racconti ci dimostrano come l’umanità, pur attraverso dogmi e metafore profondamente diverse, abbia sempre tentato di dare un volto razionale, etico e spirituale al grande mistero delle proprie origini.

Articolo aggiornato ad aprile 2026

 

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