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Eroica Fenice

La Tag: pizza contiene 19 articoli

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50 Top Pizza, la guida on-line delle migliori pizzerie del mondo

Fatte ‘na pizza c’a pummarola ‘ncoppa vedrai che il mondo poi ti sorriderà. (Pino Daniele) Fritta, al forno, tradizionale o gourmet, la pizza è da sempre uno degli alimenti più amati in Italia e nel mondo, grazie al connubio di ingredienti genuini, impasto soffice e gusto inconfondibile. Negli ultimi anni è salito sempre di più il livello delle pizzerie in tutto il territorio nazionale ed ha acquistato sempre più prestigio la figura professionale del pizzaiolo, vera e propria “rock star” degli chef. 50 Top Pizza, premi speciali e riconoscimenti alle migliori pizzerie d’Italia e del mondo Non poteva mancare un riconoscimento per la miglior pizzeria d’Italia e del mondo: si tratta di 50 Top Pizza, una delle più importanti guide on-line del settore firmata Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro, rinomato giornalista enogastronomico. L’evento di premiazione ha avuto luogo il 24 luglio presso il Teatro Mercadante di Napoli, sul cui palco sono saliti i vari pizzaioli a ritirare il premio, conferito in base a diversi parametri tra cui prodotto, servizio, arredamento, carta dei vini, delle birre e degli oli extra vergine d’oliva. A giudicare la qualità delle pizzerie sono stati chiamati 100 ispettori, che hanno dato il loro giudizio critico nel totale anonimato e pagando regolarmente il conto. Al termine di questa accurata selezione, è stata stilata la classifica delle top 50, oltre ad 8 riconoscimenti internazionali conferiti a pizzerie dei 5 continenti: Premio Olitalia Migliore Pizzeria in Asia 2018: ‘Ciak Concept’ – Shop 265, 2F Cityplaza, Taikoo Shing – Hong Kong Premio Solania Migliore Pizzeria in Giappone 2018: ‘Da Isa’ – 1-28-9 Aobadai, Meguro 153-0042, Tokyo – Giappone Premio Consorzio di Tutela della Doc Prosecco Migliore Pizzeria in Sud America 2018: ‘Pizzeria Guerrin’ – AV. Corrientes 1368, Buenos Aires – Argentina Premio Birrificio Valsugana Migliore pizzeria in Oceania 2018: ‘400 Gradi’ – 99 Lygon Street Brunswick East, 3057 VIC Melbourne, Victoria – Australia Premio D’Amico Migliore Pizzeria in Nord Europa 2018: ‘Pizzeria Luca’ – Lauttasaarentie 28, 00200 Helsinki – Finlandia Premio De Nigris 1889 Migliore Pizzeria New York Style 2018: ‘Patsy’s Pizzeria’ -2287 1st Avenue and East 117th Street, East Harlem, New York – USA Premio Consorzio Tutela Provolone Valpadana Migliore Pizzeria Chicago Style 2018: ‘Lou Malnati’s Pizzeria’ – 439 N Wells St, Chicago – USA Premio Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop Migliore Pizzeria Napoletana fuori dall’Italia 2018: ‘Spaccanapoli’, 1769 W. Sunnyside Ave. Chicago – USA Tra le migliori pizzerie italiane, secondo 50 Top Pizza, spiccano quelle campane, una supremazia del tutto naturale e comprensibile secondo il giudizio di Luciano Pignataro, data l’origine del prodotto e la selezione degli ingredienti, in primis la mozzarella di bufala. Dopo un’attenta e difficile selezione, ecco chi si classifica nella top 10, conquistandosi un posto nell’olimpo delle pizzerie d’Italia: 1 Pepe In Grani – Caiazzo (CE) – Campania 2 I Masanielli – Francesco Martucci – Caserta – Campania 3 50 Kalò di Ciro Salvo – Napoli – Campania 4 I Tigli – San Bonifacio (VR) – Veneto 5 Pizzaria La […]

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La pizzeria Imperatore lancia Wine Vs Pizza, una sfida tutta da gustare!

Giovedì 19 luglio la pizzeria Imperatore ha inaugurato l’evento “Wine Vs Pizza”, dando il via ad un match all’ultimo sangue tra deliziosi ingredienti e vini raffinati, una lotta tutta campana tra gusti eterogenei. Allo scoccare del gong un incontro di dionisiaco valore ha delineato dei ghirigori di gusti con vino alla mescita, che in un brio di sperimentazione, ha richiamato in una sola serata quella che è la maggiore tradizione culinaria ed enologica campana. Gli abbinamenti di gusto sono stati il tocco di raffinatezza della serata che non ha fatto sconti al palato, traducendo prelibati sapori in emozioni al sapore di terra e vicoli. Le pizze e le fritture, prodotti dalla pizzeria Imperatore, frutto di più di un secolo di tradizione nell’arte della pizza, pregni di ingredienti DOP, si sono miscelati a eccellenti vini di produttori campani, che sono scesi in campo a rappresentare le varie province. Le aziende protagoniste sono state Tenuta Cavalier Pepe pepe, che con un rosato DOC  di Taurasi  ha rappresentato l’Irpinia; per il Sannio, l’azienda Castelle di Castelvenere (BN), che ha presentato una originale Falanghina DOP; per il salernitano,l’azienda Casula Vinaria con un vino spumante Brut. “Wine Vs Pizza”: uno scontro di prelibati sapori alla Pizzeria Imperatore Ad aprire il sipario della sfida è stato il vino “Chiena” di Casula Vinaria, un vino spumante che è la somma di tre vini bianchi, tutte e tre diversi tra loro: il Fiano, la Falanghina e la Malvasia. Con il “Chiena” ad avvicendarsi è stato il fritto della tradizione, composto da crocché di patate, frittatina di maccheroni e ciurilli (fiori di zucca pastellati, ripieni di ricotta e mortadella classica in vescica Slow Food e granella di pistacchio di Bronte). Lo scontro di sapori in Wine Vs Pizza ha ottenuto il risultato sperato in questa prima fase della serata. I due cugini, Gennaro e Salvatore, proprietari della Pizzeria Imperatore, hanno presentato la fatidica sfida, delineando, anche con sprazzi di tecnicismo,  la sensazione ideale dell’interazione di gusto tra vino e cibo. Presupponendo la soggetività in materia di gusto, lo scopo di un buon vino è  quello di ripulire il palato in modo da spingere nuovamente ad un inebriante e soave morso di eccellenti sapori. Difatti, tra le bollicine dell’ ebbrezza del particolare vino spumante “Chiena” si sono rifugiati i sapori appetitosi delle fritture e da lì hanno spinto le nostre papille gustative a richiedere altri boati di paradisiaci sapori ed emozioni. La sfida è continuata con la margherita, composta da pomodoro Bio, fior di latte di Vico Equense, basilico e olio Imperatore. Il vino che è sceso in campo è stato il beneventano “Kydonia” dell’azienda Castelle di Castelvenere. La Falanghina dal colore oro è un richiamo di sapori tipici della Falanghina, inframmezzati da un venereo tocco mieloso, che conferisce al vino quella sapidità dolce che ricorda visioni della antica Magna Grecia. La margherita, che in tutto il suo prelibato sapore di eccellenti ingredienti (caratterizzata da una  perfetta consistenza della pasta, fino a raggiungere un perfetto equilibrio) è stata sovrastata dalla forza […]

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Risorge “Il Falangone” con un menù tutto da provare!

Sul territorio di San Giuseppe Vesuviano sorge “Il Falangone” storico ristorante/pizzeria ai piedi del Monte Somma. In una posizione privilegiata, si estende per tutta la sua lunghezza strizzando l’occhio ad un panorama incantevole, che con il calare del sole dà il meglio di sé. Le vetrate, che sostituiscono le pareti, proiettano il cliente nel mezzo del cielo, mentre gli interni ampi e luminosi danno al ristorante un tocco di eleganza in più. La nuova gestione ha voluto puntare sulla versatilità della struttura, che si adatta a diversi tipi di clientela, e su un team giovane e competente. “Il Falangone” in occasione della serata “Pizz’art… perché ogni pizza è un’opera d’arte” ha sfoggiato un menù gourmet di degustazione incentrato sulle gustose pizze proposte da Nunzio Marino e dai suoi aiutanti Pasquale e Gennaro. “Il Falangone” presenta un menù gourmet di pizze con vini appositamente scelti Ad ogni pizza è stato opportunamente associato un vino diverso in modo da esaltare i sapori dei prodotti scelti. Il momento degli assaggi è stato inaugurato dalla classica Pizza Margherita, abbinata ad un “Otto Uve – Gragnano della Penisola Sorrentina” di Salvatore Martusciello. Parallelamente a ciascuna portata si è potuto apprendere qualche insegnamento dal sommelier Ernesto La Matta, Consigliere Regionale su base territoriale dei Comuni Vesuviani. Infatti proprio l’ “Ais Campania” ha curato gli abbinamenti tra le pietanze e le bevande presentate nel corso della serata. Con precisione certosina La Matta ha spiegato come assaporare un buon vino, la storie e la provenienza di tutti quelli serviti a tavola, spiegando anche quali siano le caratteristiche della bevande che le permettono di esaltare i gusti della pizza corrispondente. Tanti piccole digressioni che hanno reso possibile apprezzare ulteriormente il menù proposto. In un clima cordiale e conviviale la serata si è svolta senza imprevisti tra i diversi assaggi. La Pizza Ortolandia ha conquistato gli amanti delle verdure con un’ottima crema di melanzane, peperoni, zucchine, provola di Agerola, olio estratto a freddo e scaglie di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi. La bevanda bianca scelta è stata “Villa Dora – Vigna del Vulcano – Lacryma Christi del Vesuvio doc.” dal luminoso colore giallo paglierino e dal sapore fresco e delicato. Il trio di pizze si chiude con la Pizza Tartufona, condita con datterino giallo del Vesuvio, provola di Agerola, tartufo nero, salsiccia di maialino nero casertano, pepe, scaglie di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi, olio extravergine bio. Stavolta il vino proposto, “Villa Dora- Forgiato – Lacryma Christi del Vesuvio doc.”, era di un rosso inteso con note violacee e molto intenso all’olfatto con note speziate di cacao e liquirizia, ottimo quando abbinato a sapori forti come le carni rosse. Una gustosa sorpresa: la pizza dolce A sorprendere è stata l’ultima pizza servita, che si distacca completamente dal trio precedente perché dolce. Una gustosa bizzarìa nata dalla collaborazione tra Nunzio Marino ed il pasticcere Antonio Benedetto. La serata non poteva non concludersi nel migliore dei modi con questa portata che riscontra la sua unicità anche nel nome, “Mustachoc“. Crema pasticcera, vaniglia con ricotta e menta, fragole […]

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Grumé, pizza e cucina a Grumo Nevano

Mercoledì 13 giugno a partire dalle ore 20 ha avuto luogo l’inaugurazione di Grumé, il nuovissimo e golosissimo ristorante pizzeria di Grumo Nevano. Grumé, il nuovo punto di riferimento per gli amanti del buon cibo a Grumo Nevano, nasce dall’idea di un gruppo di amici, che appassionati di cucina, hanno deciso di avviare un progetto imprenditoriale volto all’apertura di un locale capace di offrire ai propri clienti piatti gourmet di altissima qualità ed un ambiente sofisticato ma anche confortevole e familiare. Grumé: cucina Gourmet a Grumo Nevano Il menù di Grumè si presenta come un vero spettacolo per il palato. Durante la serata di inaugurazione, gli ospiti hanno potuto gustare pietanze squisite ed invitanti. Al ricco antipasto a base di frittura all’Italiana, ha fatto seguito la degustazione di alcuni dei piatti forti del ristorante, tra i quali la tartare di carne e la genovese. Ovviamente non poteva mancare la pizza, regina delle tavole partenopee, che è stata proposta da Grumé in una versione tanto ricercata quanto tradizionale, nata dalla collaborazione con il maestro pizzaiolo Roberto Susta. L’offerta proposta da Grumè prevede una vasta serie di piatti tipici realizzati con ingredienti di altissima qualità. I clienti potranno gustare svariate prelibatezze della cucina Napoletana, piatti immancabili in un ristorante gourmet fedele alla cultura culinaria Campana, il tutto ovviamente accompagnato da una vasta selezione di vini e birre. All’interno del locale, curato nei minimi particolari, si respira un aria accogliente ed informale, idonea a renderlo il luogo ideale per eventi di ogni genere, dalle uscite con gli amici alle cene di lavoro. La competenza e professionalità dello staff di questa nuova realtà imprenditoriale sarà sicuramente in grado di soddisfare i gusti e le pretese dei commensali. Grumè si trova a Grumo Nevano in via San Domenico 65 e sarà aperto sia a pranzo che a cena, tutti i giorni tranne il martedì. Il ristorante, facilmente raggiungibile, si trova a pochi metri dall’uscita “Grumo Nevano” dell’asse mediano ed è situato in una zona ricca di parcheggi.

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A giugno Napoli Pizza Village 2018, orgoglio mondiale

Napoli Pizza Village 2018, ormai alla sua VII edizione, è un contenitore di esperienze in continua evoluzione. Spina dorsale del Lungomare Caracciolo, quella che può essere definita una vera e propria festa, si rinnova, e quest’anno avrà luogo dall’1 al 10 giugno. La manifestazione napoletana ha ormai assunto notorietà mondiale, facendo sfoggio delle sue numerose iniziative nei grandi titoli della stampa straniera. Seppur le novità siano motivo di grande interesse nei confronti di Napoli Pizza Village 2018, il cuore pulsante di questa grande festa resta una passione che con duro lavoro persone come Claudio Sebillo e gli altri organizzatori fomentano con la speranza di chi non dimentica la tradizione. Il punto di snodo è l’aver letto in quello che non è un semplice prodotto alimentare un segno caratterizzante di Napoli, qualcosa in cui rispecchiarsi. Obiettivo di Napoli Pizza Village 2018 è creare un momento nel quale la storia e la cultura possano essere comunicate in tutte le loro sfaccettature. La promozione della pizza l’ha già portata, il 7 dicembre 2017, a un riconoscimento fondamentale quale quello di Patrimonio dell’UNESCO, momento che va vissuto come tappa significativa, non come un traguardo definitivo. Se con la pizza si può continuare a raccontare Napoli, smettere di supportarla significherebbe tacere. Napoli Pizza Village 2018 tra musica e sapori Claudio Sebillo, organizzatore di Napoli Pizza Village, nell’incontro di presentazione del 29 maggio nella Sala Giunta del suggestivo Palazzo San Giacomo, provoca gli assessori presenti: «Dovete allargare il Lungomare». L’affluenza è sicuramente motivo di orgoglio, insieme all’inevitabile entusiasmo di organizzatori e partecipanti. La crescita del Napoli Pizza Village è prima di tutto nelle menti di chi ci crede. Solo da qui la possibilità di essere rinomata in tutta Italia, un’occasione per raccontare dieci fra le più solari giornate di Napoli, possibilità supportata dalla partnership di RTL 102.5, che seguirà in diretta in numerose fasce orarie eventi che vedranno protagonisti i pizzaioli, napoletani e non. L’apertura è a tutte le possibili filosofie di pizze al mondo, con foodblogger rinomati che provengono dalle realtà più diverse. Ma non solo. Napoli Pizza Village 2018 gode di un palco caldo di grandi protagonisti della musica italiana, con artisti come Mario Biondi, Fabrizio Moro, Ultimo, Noemi, Nesli, Le Vibrazioni, Annalisa, Lo Stato Sociale, per non parlare di artisti napoletani come Gigi Finizio e Maria Nazionale. L’assessore Gaetano Daniele riconosce tutti loro come componenti di una squadra di cui andar fieri, e afferma che la pizza è un fattore di internazionalizzazione di una Napoli che sa fare, una Napoli coraggiosa. Questa pagina bella in fase di scrittura è patrimonio dell’umanità, una delle migliori offerte culturali e turistiche dell’anno. «Tanti vengono a questa festa, per stare bene», afferma Nino Daniele. La città si tiene insieme, e convive con tutti i suoi ospiti. A credere all’iniziativa con grande ardore è la famiglia Caputo, che porta al Napoli Pizza Village 2018 il Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, alla sua XVII edizione. Da un’idea di Carmine Caputo, la credenza fondamentale è quella che l’anima della pizza sia il […]

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Eventi/Mostre/Convegni

TuttoPizza 2018 alla Mostra d’Oltremare di Napoli

Dove, se non a Napoli, capitale mondiale della pizza, poteva tenersi Tuttopizza, il salone internazionale della pizza, che presenta tutte le novità e le innovazioni in questo settore? Dal 21 al 23 maggio la Mostra d’Oltremare di Napoli ospita Tuttopizza 2018, la terza edizione del salone internazionale della pizza organizzata da Raffaele Biglietto, che può vantare una lunghissima esperienza nel settore fieristico e Sergio Miccu, presidente dell’Associazione Pizzaioli Napoletani, che compie 20 anni, dedicato agli operatori del mondo Ho.Re.Ca. (hotellerie-restaurant-catering) specializzati nel ramo pizzeria. La terza edizione di quest’anno, oltre a riconfermarsi come un valido punto d’incontro tra appassionati, venditori ed addetti ai lavori, ha promosso le novità legate al mondo della pizza, forte dallo scorso anno del titolo di patrimonio dell’Unesco, presentando elaborate pizze gourmet, accostamenti audaci e nuove tecniche di lavorazione, senza però dimenticare quella che è la tradizione italiana ed in particolare campana: molto spazio è stato infatti dedicato agli espositori di prodotti locali come la mozzarella di bufala, il fiordilatte di Agerola, l’olio extravergine di oliva, alcune tipologie di pomodori e di farine tipicamente napoletane. Presenti alla fiera nomi del calibro di Perrella, Molino Caputo e Rosso Pomodoro, la Torrente, Birra Poretti, Nastro Azzurro e tantissime altre eccellenze campane ed italiane. Nel corso dell’evento, della durata di tre giorni, si susseguiranno seminari, masterclass, cooking  show con i nomi più noti dell’ambiente, incontri di confronto e di aggiornamento professionale. Nell’ambito della fiera si svolgerà, inoltre, il Trofeo Tuttopizza, quest’anno duplicato rispetto alle precedenti edizioni perché alla gara classica riservata a team composti da 5 persone, che si terrà il 22 maggio, si terrà il 23 maggio quella a tema Gluten Free, tema a cui è dedicata un’area intera all’interno della mostra. Tuttopizza 2018, gli Artigiani del Gusto protagonisti al Villaggio del Gusto di Perrella Tra le numerosissime novità -come la cola piemontese Molecola, totalmente italiana, offerta e presentata nello stand di Perrella nelle varianti classica, senza zucchero e decaffeinata- e le innovazioni presentate nel salone, notevoli le proposte degli Artigiani del Gusto al Villaggio del Gusto di Perrella, prodotti d’eccellenza campana: come pomodori sia rossi che gialli, olio extravergine d’oliva, formaggi e salumi e conserve, presentati agli operatori della ristorazione. Vero motivo di vanto e fiore all’occhiello del progetto è la Farina Intera realizzata dal Molino Varvello, in collaborazione dell’Università degli Studi di Bologna, la sola farina bianca che, grazie alla Lavorazione Fedele, riesca a mantenere le parti più nobili del chicco di grano. A presentare al pubblico questa portentosa e salutare novità, che ha anche il beneficio di ridurre la glicemia postprandiale sia in soggetti sani che in sovrappeso, è Diego Vitagliano, promotore della Farina Intera in Campania, nel giorno d’apertura, lunedì 21 maggio alle 12:00, in un’incontro moderato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta e da Giuseppe Gargiulo. Ciascuno dei sei momenti denominati “Incontri di Gusto” sarà poi seguito da un momento di “Mani in pasta” che vedrà protagonisti i più noti pizzaioli del momento, accanto a Laura Gambacorta, e da numerosi cooking show.

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Pizzeria Ristorante Franco, dove i ripieni sono una cosa seria!

Mercoledì 16 maggio il giovane pizzaiolo e patron Francesco Gallifuoco ha presentato presso la sua pizzeria ristorante Franco, ubicata a pochi passi dalla stazione centrale di Napoli, la nuova sezione del menù tutta dedicata ai ripieni che prenderà il nome di “Le grotte di Franco”. Attiva dal 1966, questa pizzeria da sempre unisce piatti della tradizione partenopea con ricette sperimentali.  Il suo intento di innovare è dimostrato anche dai due primati che le sono stati riconosciuti: nel maggio 2016 è stato il primo locale di Napoli ad avere il menù in braille e nel febbraio 2017 il primo in Italia a disporre di un menù nella lingua dei segni. La gestione attuale vede a capo proprio Francesco Gallifuoco, che insieme al fratello Pasquale, alla mamma Maria Calabrese, una delle pioniere dell’arte bianca al femminile, alla zia Silvana e allo chef Gennaro Zannotti, tiene viva la tradizione gastronomica partenopea iniziata con il padre Marco, che rilevò lo storico “Il fungo velenoso”. La serata di ieri sera, una cena per addetti ai lavori organizzata dalla giornalista Laura Gambacorta, è stata incentrata su una tipologia di pizza molto spesso sottovalutata o preparata con malagrazia: il ripieno. Frutto di mesi di sperimentazioni che hanno portato alla creazione delle ben dodici ricette che saranno disponibili a menù, “le grotte di Franco”, ribattezzate scherzosamente così perché presentano volutamente una forma cavernicola atta ad ottimizzare la cottura, si sono rivelate una deliziosa scoperta. Pizzeria Ristorante Franco e le spettacolari “Grotte di Franco” Durante la cena abbiamo avuto modo di gustarne quattro: la prima prende spunto dalla ricetta del gateau di patate con alcune rivisitazioni, è infatti preparato con patate viola, prosciutto cotto, provola di Agerola e polvere di patate; la seconda è stato realizzato con carne tritata, pistacchio, stracciata di bufala e granella di pistacchio; la terza, più vicina alla tradizione, reinterpreta il cuzzetiello con polpette al ragù, provola di Agerola e salsa di basilico. La quarta e ultima grotta è il “fondente”, al cui interno troviamo ricotta di pecora addolcita e cioccolato fondente Lindt all’arancia. Altra particolarità dei ripieni della pizzeria ristorante Franco è la crosta di formaggio sulla superficie esterna che li rende deliziosi al palato, e insieme alla leggerezza dell’impasto e all’accostamento di ingredienti, delicati e sapidi al punto giusto. Ad accompagnare la degustazione sono state tre birre in bottiglia artigianali: Verbum 5%, una bianca caratterizzata da una schiuma molto densa che si presenta come panna montata; una chiara, la Gaudens 5%, caratterizzata da una buona frizzantezza e moderatamente amara e, infine, una cremosa, la Monasta 7%, una birra doppio malto dal piacevole sapore aromatico.  

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Ferrillo Day: i 25 anni della Pizzeria Ferrillo di Napoli

La pizzeria Ferrillo, pizza ai piani alti (via Michelangelo da Caravaggio 33, Napoli) si è aperta a nuovi itinerari gastronomici in occasione del Ferrillo Day (16 maggio 2018), in cui, offrendo la degustazione delle sue pizze gourmet, il pizzaiolo Maurizio Ferrillo ha festeggiato i suoi 25 anni di attività gastronomica. Il Ferrillo Day: dalle origini alla pizza Il Ferrillo Day, evento organizzato dall’Associazione Spaghettitaliani rappresentata da Luigi Farina, ha visto protagonista l’arte pizzaiuola di cui Maurizio Ferrillo continua a diffondere e insegnare col suo mestiere. La pizza è soltanto l’esito finale di un’attenta scelta preliminare di ingredienti di primo ordine. L’uso di prodotti partenopei, dalla varietà di farina a quella di pomodori, dai prodotti caseari a verdura e ortaggi, fa sì che la pizza di Maurizio Ferrillo mantenga il contatto con la tradizione partenopea, dando spazio a uno sperimentalismo culinario tale da rendere unica e saporita la regina pizza napoletana. Come ha riferito lo stesso Maurizio Ferrillo, che ha accolto tutti gli ospiti con garbo, cortesia e sana napoletanità, la preparazione della pizza parte dalla lievitazione del panetto, lunga 30 ore, al fine di raggiungere la giusta consistenza durante la manipolazione e la preparazione. La cottura tiene, poi, conto anche degli effetti della cottura della pizza e dei suoi ingredienti, facendo sì che l’amalgama dei sapori si armonizzi senza confondersi. Si tratta questo di un passaggio molto importante, in quanto quel che si è detto risulta essere più vero e più complesso per quel che riguarda le pizze da asporto. La questione si lega indissolubilmente alla pizzeria Ferrillo poiché, come ha informato Luigi Farina dell’Associazione Spaghettitaliani, essa è stata tra le prima pizzerie a intraprendere la consegna delle pizze da asporto. Le pizze gourmet da asporto di Maurizio Ferrillo mantengono comunque tutte le caratteristiche culinarie, sapore aroma, fragranza, di quelle appena uscite dal forno, ma a questo punto era forse anche inutile specificarlo, rigorosamente a legna. Pizzeria Ferrillo: tra fritture e pizze Il punto di forza della pizzeria Ferrillo sta nell’uso di ingredienti genuini e soprattutto partenopei. A partire dalla frittura offerta da Maurizio Ferrillo, si assapora la freschezza dei prodotti fatti in casa: frittatine di pasta, panzarotti, mozzarelle impanate e arancini serbano un sapore unico e leggero che fungono da “apripista” per la pizza. Come si accennava, il panetto della pizza risulta ottimamente lavorato, come si è potuto saggiare dalla friabilità dell’impasto. Un impasto morbido al tatto e al gusto, delimitato da un cornicione altrettanto gustoso, nel rispetto dell’arte pizzaiola. Tra le varie pizze offerte da Maurizio Ferrilo, oltre le classiche ma intramontabili marinara e margherita, si ricordano alcuni esperimenti moderni quali l’accostamento di mozzarella di bufala campana, pomodorino giallo e pancetta, o ancora l’accostamento di provola e fiori di zucca, in un bilancio equilibrato tra dolcezza e acidità di ingredienti che rende pieno il sapore della pizza. Ma la vera specialità di Maurizio Ferrillo è la Panafritta: una pizza fritta che, prima di essere cotta nell’olio, viene impanata con uovo e  pangrattato, stratagemma che elimina la possibilità della presenza di olio […]

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Oro Bianco, degustazione a 4 mani con Antonio Maraucci e Marco Pellone

Lunedì 7 maggio presso la pizzeria “Oro bianco” a Piazza Nazionale si è tenuta “Maggio napoletano”, serata per la stampa – e non solo – in cui quattro talentuose mani hanno impastato, farcito e sfornato bellezza. L’evento ha avuto come protagonisti il “pizzaiolo residente” Antonio Maraucci e un altro giovane quanto bravo pizzaiolo partenopeo, Marco Pellone, della pizzeria “Ciro Pellone”. Maraucci, proveniente da una famiglia di pizzaioli della classica tradizione napoletana, da circa un anno si è messo in proprio, dopo aver praticato per 15 anni l’arte bianca nel famoso ristorante al Borgo Marinari. Marco Pellone ha ereditato, insieme al fratello, l’omonimo locale alla Loggetta, piccolo quartiere vicino lo stadio San Paolo, dal padre Ciro, figlio a suo volta di uno dei pizzaioli dello storico Trianon. I due giovani pizzaioli si sono conosciuti un anno fa in occasione del “San Marzano day 2017”; accomunati dalla stessa passione, diventano amici e decidono di collaborare nella realizzazione di questa cena a “quattro pizze”. “Maggio napoletano” di Antonio Maraucci e Marco Pellone. Il menù La serata è iniziata con una squisita frittura mista “Oro Bianco” (crocché di patate vere, verdura pastellata, fiori di zucca, zeppolline e frittatina) seguita dalla degustazione dei quattro piccoli capolavori, realizzati con le farine Caputo o farine W280. La prima, ideata da Antonio Maraucci, è stata realizzata con asparagi, gamberetti, provola e scaglie di limone all’uscita; per la seconda, ideata invece da Marco, sono stati utilizzati peperoni verdi, pomodorini, provola e cacioricotta del Cilento; a seguire la seconda pizza di Maraucci con pesto, pomodorini del piennolo, ricotta e provola; l’ultima è stata realizzata con pancetta, fior di latte, zucchine e foglie di menta. E per concludere abbiamo avuto il piacere di assaggiare anche la classica Marinara. La serata si è conclusa all’insegna della dolcezza delle leggere e per niente unte graffe, presenti nel menù del locale, e due vassoi di squisitezze della gelateria “Il Bacio” – che vanta oltre sessanta gusti diversi di gelato e semifreddi – di Espedito Martino, suocero di Maraucci e proprietario della pizzeria “Oro Bianco” che ha deciso di aprire solo un anno fa. Un investimento ampiamente ripagato il suo, soprattutto per merito di Antonio e del suo staff, che hanno saputo regalarci – grazie alle materie prime utilizzate, alla sofficità degli impasti e alla creatività nell’accostamento dei sapori – una cena veramente deliziosa.

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Pizza a’ Street in via Merliani 51: Luciano Sorbillo raddoppia al Vomero

Dopo l’apertura nel locale di vico Acitillo avvenuta nel settembre del 2016, Luciano Sorbillo raddoppia la sua presenza al Vomero, approdando con il marchio “Pizza a’ Street” in via Merliani 51, nel cuore dell’aria pedonale del quartiere napoletano. Una tradizione di famiglia che continua nel tempo da quando Luigi Sorbillo, nonno di Luciano e classe 1907, nel 1935 aprì la storica pizzeria di Via dei Tribunali 35, trasmettendo la sua arte e la sua sconfinata passione all’intera prole (ben ventuno figli!). E fu così che Rodolfo, padre di Luciano e terzo dei ventuno figli di Luigi, nel 1959 fu il primo ad introdurre una novità assoluta che rivoluzionò il mondo della pizza napoletana: il cornicione ripieno di ricotta. Erede di tale maestria di famiglia, Luciano Sorbillo decide di creare il marchio “Pizza a’ Street”, che nasce dall’idea dei primi locali piuttosto “stretti” nei quali erano nate le prime attività della famiglia Sorbillo, riprendendo una tradizione trasmessa per generazioni ma con un approccio innovativo che punta ad una sua ulteriore evoluzione. “Pizza a’ Street” e la gustosa “Merliani 51” di Luciano Sorbillo Prodotti di prima scelta e dai marchi made in sud: questa è la filosofia che guida Luciano nella scelta degli ingredienti perfetti per la creazione delle sue pizze a’ street. Dall’olio beneventano dell’oleificio Coppola ai prodotti caseari di provenienza agerolese, profumi e sapori campani si fondono per dare vita ad una pizza dall’impasto leggero e presentata non solo nella sua versione classica, ma anche in gustosi ed inediti accostamenti. È così che nasce la “Merliani 51”, una pizza creata da Luciano proprio in onore del nuovo locale di via Merliani, al gusto di fave, pancetta e fior di latte, il tutto adagiato su un impasto con l’aggiunta di mandorle tritate, che conferiscono un piacevole tocco di delicatezza e rendono tale pizza perfetta per un pranzo o una cena tipicamente primaverile. Ad accompagnare la pizza nella sua versione classica e nelle sue vesti innovative, Luciano Sorbillo propone una scelta di birre artigianali dell’Antico Monastero umbro di San Biagio, immerso nel Parco del Monte Subasio, in cinque versioni dalle note e dai profumi differenti: Monasta, Verbum, Gaudens, Aurum, Ambar, da abbinare alle diverse creazioni di casa Sorbillo. Attraverso una scrupolosa cura dei dettagli ed il sapiente accostamento di ingredienti made in sud, la pizza di Luciano Sorbillo rappresenta un connubio perfetto tra la tradizione della famiglia Sorbillo e la volontà di reinterpretare, in chiave moderna e personale, quella tradizione, con un risultati originali ed assolutamente da provare.

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