Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Food

Donna Luisella: pizza e fritto gourmet e gluten-free

Domenica è stata inaugurata a Napoli Donna Luisella, in corso Secondigliano 151 dell’omonimo quartiere. Così la cucina gourmet investe anche il settore della friggitoria, facendo sue le necessità dei clienti, anche celiaci e intolleranti al lattosio. Donna Luisella è una donna forte che si è lanciata con passione insieme alla sua famiglia – i pizzaioli Mirco e Danilo Fusco, la sorella Federica e il papà Claudio – nel mondo dell’imprenditoria, in un quartiere ancora periferico e su un territorio con molte problematiche. Col tempo, tanta pazienza e perseveranza si arriva sempre più lontano, e così ora è stata inaugurata una terza sede, dopo le due precedenti sorte al corso Secondigliano 144 e al corso Vittorio Emanuele 9. Il nuovo locale nasce di fronte “Benvenuti al Sud” e si concentra prevalentemente sulla cucina da asporto, ma ricorrerà anche alla sala della pizzeria storica per far accomodare la clientela durante le degustazioni. Un’attività che si propone di valorizzare il territorio di Secondigliano e che si mette a disposizione anche per aiutare i giovani. Fabiana Costa, presidente dell’Associazione Alabarè, ha voluto presenziare all’inaugurazione in segno ringraziamento verso la famiglia Fusco, che ha messo a disposizione il nuovo locale per tenere dei corsi dedicati ai giovani e per avviarli al lavoro. Presente anche Attilo Albachiara, presidente dell’Associazione Mani D’oro ed organizzatore del Trofeo Pulcinella, per sostenere questo progetto e i fratelli Fusco, già vincitori delle prime due edizione del Trofeo Pulcinella. Pizza e fritto come segni distintivi di Donna Luisella Il taglio del nastro azzurro all’ingresso ha segnato ufficialmente l’apertura di questo locale, grande quanto basta per una produzione da asporto e attento alle intolleranze. È, inoltre, provvisto di un angolo separato comprendente un forno, in modo da evitare possibili contaminazioni e produrre pizza e frittura gluten-free, senza alcun rischio per i clienti celiaci. Donna Luisella si contraddistingue per la qualità delle materie prime e il rispetto per la tradizione e i sapori di una volta, guadagnandosi tanti consensi da decidere di creare un vero e proprio marchio. La serata organizzata per far conoscere la nuova sede ha permesso anche di inaugurare le frittatine gourmet, declinate in cinque diverse versioni:  alla bolognese, con un cuore di salsiccia e friarielli, con polpette, alla genovese e con ripieno di parmigiana di melanzane. A conquistare i presenti anche buonissime pizze, tra le quali quella al baccalà, da sempre proposta come la tradizionale di Donna Luisella e quella al pesto che si distingue per l’impasto più sottile e leggero. Immancabile la pizza fritta, anche senza glutine, e una nuova prelibatezza culinaria pensata per inaugurare al meglio il locale: babà ripieni. Dall’impasto meditato per avere la giusta consistenza e il giusto sapore, con ripieni di salsicce e friarielli oppure alla genovese con polpettine, sono stati una piacevole scoperta per il palato. Tutto dà l’idea di un menù elaborato per non far mancare nulla ed offrire una scelta vasta ma non dispersiva. Un locale per farsi coccolare dal buon cibo, per tornare a casa sicuri di assaporare prodotti salutari e gustosi. […]

... continua la lettura
Food

Osteria Partenope: un piccolo ristorante di pesce nel cuore del Vomero

Presso l’Osteria Partenope, in via Cimarosa 56 al Vomero di Napoli, l’ospitalità e il buon cibo sono di casa. Un piccolo corridoio introduce al locale che il 26 novembre ha compiuto tre anni e ha avuto già tanti consensi da parte della clientela da potersi espandere ulteriormente con una nuova sala. Parola d’ordine: passione Il compleanno del piccolo ristorante è stato una serata piacevole, trascorsa in una familiare atmosfera conviviale. Il proprietario Fabio Messina, tra una degustazione culinaria e un assaggio di vino, si è lasciato andare a racconti sulla nascita dell’osteria e sulle sue ricerche culinarie. Tutto ha inizio quando decide di allontanarsi dall’attività della famiglia, sempre in ambito gastronomico dal ’38, per inseguire il suo sogno, per cominciare la sua avventura, finalmente. Tanta passione, tanto lavoro e un pizzico di fortuna gli hanno permesso di dar vita ad un progetto ambizioso: l’apertura di un ristorante in tempi di crisi economica e in un posto che solitamente punta di più sullo street food. Ma la voglia di una nuova sfida ha la meglio, e le prime soddisfazioni arrivano proprio dalla clientela, seguita a ruota anche dai familiari, in un primo momento diffidenti e preoccupati per la realizzazione di un sogno così rischioso. L’Osteria Partenope accoglie il cliente a pranzo e a cena e la passione del proprietario, la voglia di crescere ed imparare sempre nuove cose coinvolge e contagia, ricevendo così il sostegno da parte dei clienti. Regno delle Due Sicilie: le materie prime L’Osteria Partenope nasce volgendo uno sguardo al passato, alla storia, al Regno delle Due Sicilie. A partire dalle decorazioni del locale, dai quadri, che richiamano i due grandi vulcani, “Vesuvio” ed “Etna”, fino alla preparazione dei piatti e nella scelta delle materie prime. Segno distintivo delle proposte dello chef è la ricerca del prodotto di qualità, che spesso proviene proprio dalle terre e dal mare una volta uniti sotto la stessa bandiera del Regno. La passione del proprietario per il mare si traduce in un menù che propone soprattutto, ma non solo, pesce fresco e crudi. Lo staff giovane è diretto in cucina dallo chef napoletano Giancarlo Musto, che in occasione del compleanno, ha dato prova della sua bravura con una serie di piccole degustazioni di mare e pensati abbinamenti di vini. Sono stati proposti tanti piccoli assaggi: parmigiana di melanzane con provola,parmigiano Grana in un ragù; polipo con patate, sedano ed olio extravergine di oliva; carpaccio di tonno con tartufo, prezzemolo e sale dell’Himalaya; tartara di carne con capperi, aceto, olio, sale e una foglia di timo appoggiata sopra; fagioli alla messicana con crostini e salsicce di maiale nero; tartara di ricciola condita con l’arancia; ostriche; mezzi paccheri con ragù; e infine alici fritte.

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

“Cenando sotto un cielo diverso”: street food solidale

Si è tenuta il 16 novembre la conferenza stampa per presentare “Cenando sotto un cielo diverso”. Una cena benefica che si rinnova ogni anno e che di volta in volta raccoglie i fondi per diverse cause. In quest’occasione, sono destinati ai bambini ricoverati nel reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli. L’incontro ha fornito delucidazioni sull’organizzazione dell’evento e un’anticipazione su quella che sarà la location per la cena. Cenando sotto un cielo diverso: una cena nel segno dell’inclusione e della beneficenza “Cenando sotto un cielo diverso” è un evento che viene organizzato due volte nell’arco di un anno, prevedendo un’edizione estiva, ospitata sempre dal bellissimo Castello medioevale di Lettere, e una invernale “on the road”, presso una location di volta in volta diversa per valorizzare al meglio tutto il territorio campano. Per questa settima edizione si è deciso di mostrare le bellezze dell’antica città di Pompei. La sera del 3 dicembre i piatti saranno portati sulle eleganti tavole del ristorante “Tiberius“, situato vicino i famosi scavi archeologici. Una location raffinata per gustare le migliori pietanze dello street food campano, grazie al magistrale lavoro di circa 100 chef, pizzaioli, maestri panificatori, bar tender e produttori. La kermesse punta sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico campano -concentrandosi sui frutti del territorio nel corso delle quattro stagioni-, e delle figure professionali che li lavorano, sulla divulgazione degli attrattori turistici della Regione e sull’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. Con il guadagno ricavato dalla serata, verranno acquistati dei giochi per i bambini del reparto nefrologico dell’ospedale Santobono Pausillipon di Napoli. I doni saranno consegnati la settimana successiva l’evento dalle mani dell’attore, regista, autore e sceneggiatore Francesco Albanese, anche ospite della serata. Bisogna andare oltre la diversità A presenziare la conferenza, lo chef Danilo Di Vuolo e i due stellati Giovanni De Vivo e Michele De Leo, che con la loro bravura rappresentano la cucina italiana nel mondo e che hanno accettato di partecipare all’iniziativa «per un sorriso», quello che illuminerà il volto dei ragazzi diversamente abili delle associazioni coinvolte e dei bambini a cui saranno donati i giochi. Sin dal 2013 l’associazione “Tra cielo e mare” si è occupata di raccogliere fondi per i soggetti più deboli della società, quelli esclusi, svantaggiati, che vivono in condizioni di disagio difficili da affrontare. Proprio dalla marcata sensibilità alla problematica, è nata la spinta per prendere parte a questa cena e per organizzare la kermesse. Infatti “Cenando sotto un cielo diverso” fa riferimento proprio al loro cielo, che in fondo non è tanto diverso dal nostro, sostenendo molte associazioni di volontariato tra cui,  “I Disabili di Gragnano”, “L’Aliante”, “Abili alla Vita” e “Amaranta”. L’ideatrice dell’iniziativa è la psicologa ed esperta di food e beverage, Alfonsina Longobardi, che sin dall’inizio ha sempre creduto nelle potenzialità del territorio e si è battuta, anche con l’organizzazione di altri eventi, per metterlo in risalto. Riguardo il risvolto benefico della cena, dichiara: «Noi vogliamo portare luce sul territorio, sul disagio della diversità, ma una diversità intesa come persone speciali, io credo che ognuno di noi una persona speciale. Non vedo il disagio negli altri, forse lo vedo nelle […]

... continua la lettura
Food

Divin Castagne: non solo vino e castagne

Inizierà a breve la quattro giorni dedicata al vino e alla castagna, il Divin Castagne, un evento che è diventato ormai parte delle tradizioni della città di Sant’Antonio Abate che lo ospita. Il 20 ottobre darà il via alla settima edizione, in occasione della quale, tante sono le novità previste. Sabato 14 ottobre è stato organizzato un programma educational per la stampa, in modo da presentare meglio le innovazioni di questa edizione. L’accoglienza si è svolta a suon di cornetti presso la sede RAS – Restoring Ancient Stabiae – a Castellammare di Stabia. La sede, che accoglierà gli chef e gli ospiti in occasione della manifestazione, è stata designata per l’ideale che insegue. La Fondazione RAS si occupa della cura e promozione dell’area archeologica ed ha inaugurato il Vesuvian Istitute, un Campus internazionale che si propone di accogliere non solo gli studiosi interessati all’area vesuviana, ma anche convegni, come nel caso di questo evento. La quattro giorni in questa edizione fa dell’alimentazione di qualità uno dei punti cardini. Sarà organizzato un percorso per far scoprire il gusto delle scelte alimentari sane e per valorizzare quanto il territorio ha da offrire. Le tappe del percorso educativo saranno a cura dei volontari della Condotta Slow Food Monti Lattari in collaborazione con il team del Gruppo Educazione Slow Food Campania e Basilicata. I rappresentanti dello Slow Food hanno dato prova ai presenti della propria bravura in cucina e parlato dei programmi per la manifestazione. Ci sarà anche la presentazione del libro “C’era una volta il Focolare” di Anna D’Amora, per scoprire in un linguaggio dialettale misto all’italiano, ricette e storie di personaggi illustri. La tappa successiva è stata pensata per mostrare le origini de erbe presenti in un piatto gourmet. Solitamente gli chef danno un tocca originale e personale con l’aggiunta di piccole chicche ricercate, ad esempio di erbe poco conosciute ma da un sapore e un odore che fanno la differenza nella cucina di un piatto stellato. In occasione del tour, è stata visitata l’azienda agricola Montoro, proprio specializzata nella coltivazione delle erbe spontanee e che si sta espandendo anche sul mercato del pomodoro. Vasi campi variopinti da fiori profumati e commestibili, pronti per impreziosire i piatti di tanti chef. Per questa edizione di Divin Castagne, è aumentato il numero degli chef che ne prenderanno parte per un totale di 44, da quelli più riconosciuti a quelli locali. Tra i nomi risaltano soprattutto il toscano Luca Natalini, la modenese Majda Nabaoui e la campana Fabiana Scarica, che cucineranno un piatto basato sulla castagna. Legati al mondo della cucina non solo ci saranno show cooking, ma anche wine tasting organizzati presso la Corte del gusto e del vino, laboratori per i bambini ed altre attività innovative organizzate da esperti nel settore. Ma la cucina non è solo fatta di odori e sapori, ma anche di colori, ed in questo si giustappone a un quadro. La cucina è una forma artistica e quindi perché non coinvolgere l’arte durante la manifestazione Divin Castagne? Questa la linea di […]

... continua la lettura
Food

Afragola: Bere&bè, un’oasi dove bere e mangiare bene

Ha aperto i battenti il 2 ottobre Bere&bè, un prezioso locale incastonato nella città di Afragola, in provincia di Napoli. Durante una serata organizzata per la stampa, i giovani proprietari under 30 – Augusto Santoro e Ferdinando Salzano – hanno fatto sfoggio dei propri vini e di prelibatezze varie, spiegando in maniera certosina la provenienza dei vari prodotti, che ne garantiscono l’ottima qualità. Come una piccola oasi, il locale sorge per offrire un punto di ritrovo, un posto sicuro dove andare per dimenticarsi dei propri affanni. Piccolo e dotato di un grazioso patio all’esterno, consente sia di sedersi nel clima caldo interno tra i tavoli di legno, sia all’esterno rinfrescati dalla brezza serale. Il design è semplice ma capace di rendere il posto confortevole. La luce filtra attraverso i vetri delle bottiglie e il rosso e il bianco dei vini; si crea un clima confortante e accogliente, romantico se accompagnati dalla propria altra metà della mela, ilare e gioioso se in compagnia di amici. Un vero e proprio rifugio, che si presta bene a tutte le situazioni, e dove chi entra deve lasciare i pensieri fuori l’ingresso. Per bere bene: vini e cibi di ottima qualità L’eccezionalità di Bere&bè sta nella possibilità di bere vini di qualità, di farsi guidare dai proprietari nella scelta dei vini, nella loro degustazione e negli abbinamenti più adeguati con il cibo. Un posto per bere bene o per imparare a farlo, attingendo da più di un migliaio di bottiglie, con oltre 230 etichette! Si può trovare il proprio vino preferito oppure scoprire i propri gusti enogastronomici a suon di degustazioni, infatti la varietà è ampia. Il locale ne mette a disposizione diverse qualità e provenienze, attraversando l’Italia – dal Trentino Adige alla Sicilia, per le colline di Franciacorta fino in Toscana e in Campania – per poi spingersi oltre i confini nazionali e conquistare i vigneti francesi – da Reims a Epernay – con le Maison du Champagne. Ma la qualità coinvolge anche la gastronomia, per meglio esaltare il sapore intenso del vino, il locale offre una vasta gamma di stuzzicheria, facendone sempre della qualità il segno distintivo. L’offerta spazia dai salumi e formaggi nostrani alla “zingara”, un sandwich ottenuto con due fette di pane casareccio tostate e farcite, e di cui qui è presente sia la classica versione ischitana che una rivisitazione dei proprietari in chiave gourmet. Ma non finisce qui. Perché ce ne è per tutti i gusti. Si vuol far sentire a proprio agio tutti i clienti che solcano l’ingresso. Quindi per gli amanti dei sapori forti è messo a disposizione un angolo “distilleria”, per assaporare ottimi Whisky, Rum, Grappe, Gin e Vodka. Mentre per i più giovani in cerca di un leggere aperitivo pomeridiano, la scelta è tra diverse varietà di birre artigianali e i classici Spritz. Menù degustazione per la stampa In occasione della presentazione del locale alla stampa, i due giovani proprietari hanno fatto fare ai presenti un tour tra le prelibatezze alimentari e enogastronomiche offerte dal locale. Della […]

... continua la lettura
Food

Salotto Fame, panini gourmet a San Vitaliano

Risalta come un piccolo gioiello nella città di San Vitaliano, l’hamburgeria-∇ “Salotto Fame“, che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali abbinati a birre e vini italiani. Inaugurato il 30 agosto, ha proposto ieri una serata dedicata alla stampa, durante la quale lo chef ha dato prova di sé sorprendendo i presenti. Un progetto nato dall’amore dei due proprietari, coniugi, Lucia Esposito e Felice Ragosta, che condividono la passione per la ristorazione e il desiderio di offrire ai propri clienti un’esperienza unica in un ambiente rilassante e familiare. Salotto Fame, il “salotto” dove la qualità è di casa Un locale piccolo – con 65 coperti fissi – ma arioso, un design che gioca tra l’industriale e il minimal, fresco e moderno accoglie i propri “ospiti” come un vero e proprio salotto. L’intenzione è quella di far sentire il cliente a casa e di offrirgli un posto dove potersi sentire rassicurato dalla qualità dei prodotti offerti, e coccolato dalle tante piccole attenzioni che il personale garantisce. La cura nel dettaglio risalta anche dal simpatico menù che, trovandosi in un salotto, non poteva che essere un giornale: nasce così il “menews”, il giornale del salotto dove è possibile trovare le diverse pietanze proposte. Fiore all’occhiello del “Salotto Fame” è la qualità delle materie prime e la lavorazione artigianale. Non a caso Felice Ragosta vanta un curriculum di tutto prestigio, avendo lavorato in diversi ristoranti francesi e alla corte degli, ormai noti, chef stellati Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo. Così nel suo ristorante riversa l’esperienza acquisita e propone molti panini gourmet osando anche inusuali associazioni di ingredienti. Il pane, preparato giornalmente, è l’americano pane bun, in una sua versione salata, con semi di sesamo e papavero ma, in nome dell’attenzione rivolta al cliente e alle diverse intolleranze alimentari, per i clienti celiaci è garantita anche la preparazione artigianale gluten-free. Uno sguardo di riguardo viene rivolto alle salse, preparate nel rispetto degli altri sapori a cui vengono associate e con sapiente maestria, così come anche i tanti topping per la guarnizione – frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc. – Degno di nota nell’attenzione alla freschezza del prodotto, è che i panini variano nel corso dell’anno per adattarsi di volta in volta ai prodotti di stagione. Il menù degustativo proposto alla stampa In occasione della serata organizzata dalla stampa, sono stati offerti due panini gourmet, il rassicurante “Vesuvio” contraddistinto da prodotti campani e l’atipico “Cherry”, un’esperienza gustativa fuori dal normale quanto paradisiaca. Il “Vesuvio” è stato realizzato con i prodotti campani. Una composta di melanzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo DOP del Vesuvio – che adesso è possibile trovare anche in versione gialla -, fior di latte di Agerola e prosciutto cotto artigianale alle erbe di Bernardi. L’hamburger usato è quello di Fassona piemontese da 200gr, prediletto per tutti i panini per le proprietà di questa carne molto magra che, nonostante necessiti di tempi di cottura più lunghi, si mantiene molto tenera e con meno calorie. Lo “Cherry” […]

... continua la lettura
Libri

L’estate Eroica: i libri da leggere sotto l’ombrellone

Le ore scorrono lente sotto l’ombrellone o distesi al sole, i bagni non sono mai troppo lunghi. Con l’arrivo di agosto per molti arriveranno anche le vacanze vere e proprie, le tanto attese ferie da trascorrere nel segno del relax e della spensieratezza. Si cessano tutte le attività e ci si dedica all’ozio… non proprio tutte le attività, per gli amanti dei libri leggere è un’attività indispensabile e a cui non si rinuncia, anzi, è un modo per riempire le ore di ozio e relax con avventure, mondi e sentimenti mai vissuti. Certamente il caldo non aiuta la concentrazione, e pensare di riuscire a leggere “il librone” serio è una battaglia persa in partenza al solo pensiero. Sì, proprio “Quel libro”, quello che tutti i lettori non confesseranno mai di aver rimandato all’infinito, magari per anni, perché troppo importante per destinargli qualche ora distratta in treno, tra diversi impegni o prima di addormentarsi. Ogni lettore lo negherà, ma probabilmente ogni lettore ha IL suo libro rimandato di anno in anno con i buoni propositi di Capodanno. Alla fine passa talmente tanto tempo che agli amici lettori – non meno colpevoli, sia chiaro –  si dirà di averlo letto, e che sì «è proprio un capolavoro, non c’è alcun dubbio» e perché no, «ha anche scalato con un salto la gerarchia dei libri preferiti piazzandosi al vertice». Non c’è da prendersi in giro, IL libro verrà rimandato anche questa volta, ma è anche vero che l’amore per la lettura e la voglia di portarsene uno in vacanza o al mare non si estirpa con il buonsenso. Un po’ come la coperta di Linus, è necessario averne uno con sé. Quindi ecco per i più temerari e fedeli alla causa, una lista di libri pensati da noi di Eroica Fenice per consentirne la lettura nonostante il sole e il caldo infernale. Tre uomini in barca – Jerome K. Jerome. Tre amici viaggiano in barca per riposarsi dalle fatiche della vita londinese. Diverse le peripezie e le avventure che, grazie alla vis comica e alla filosofia spicciola, hanno reso questo romanzo parte integrante della storia della letteratura. I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift. Capolavoro del fantastico e della satira. Tanti viaggi, peripezie, creature straordinarie, giganti e nani, popolazioni assurde popolano questo romanzo che, a torto, è stato relegato alla narrativa per ragazzi. Il barone rampante – Italo Calvino. «Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. […] una vira tutt’altro che monotona, anzi: piena d’avventure, e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza» (prefazione di Calvino) Ecco la storia – Daniel Pennac. Tutto ha inizio quando un dittatore agorafobico (fittizio) decide di assumere un sosia. Le varie storie che il dittatore ripropone si intersecano tra realtà e fantasia. Si riflette sui ruoli e sul vago inseguimento del personaggio di una propria identità. Baci a tutti – Andrea Antonello. «Sono […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Cena di raccolta fondi per Ricomincio dai Libri

La raccolta fondi per “Ricomincio dai Libri” sarà la causa motrice della cena umoristico-musicale “Aggiungi un posto a tavola” organizzata per il 19 luglio presso la meravigliosa Chiesa di Gesù e Maria, sede degli Euforika Napoli, un’associazione volta a trasmettere il Valore dell’Arte e della Cultura come Maestre di Vita. La cena sarà un lieto momento di aggregazione per il popolo napoletano durante il quale saranno proposte le letture umoristiche di Gabriele Aprea e le canzoni travolgenti di Nando Misuraca. Ho mangiato da Dio. Cucina benissimo – Gabriele Aprea Il prezzo del biglietto per il buffet è di 10 euro e sarà trasferito sulla piattaforma Meridionare, che ospita il crowdfunding del progetto. Una modica cifra per dare una spinta alla rinascita della cultura sul territorio napoletano tramite la IV edizione della Fiera del Libro di Napoli. La kermesse è organizzate da quattro associazioni – Librincircolo, La Bottega delle Parole, Coop. Soc. Sepofà e Parole Alate – che si mostrano attente alla valorizzazione dell’arte e della cultura su territorio partenopeo e che credono nella necessità di un coinvolgimento attivo da parte di tutta la popolazione e non solo di una ristretta elite. Fiera del Libro – Ricomincio dai Libri La Fiera “Ricomincio dai Libri” ha attirato a sé molta attenzione specialmente per la gratuità dell’evento. Infatti non solo i visitatori potranno goderne senza dover svuotare il portafoglio, ma anche la partecipazione degli editori sarà volontaria e non retribuita. Durante i tre giorni dal 29 settembre all’ 1 ottobre, saranno allestiti spazi espositivi per libri, teatro, fotografia, arte, danza ma anche workshop, laboratori, concerti e molto altro: tutto in nome della cultura. La Fiera conterà la presenza di ospiti d’eccezione nel campo dell’editoria e tutto fa pensare ad una vera e propria festa della cultura. Quindi sarà possibile aiutare finanziariamente questa manifestazione partecipando alla cena umoristico-musicale, al termine della quale sono previste ricompense proporzionali alla cifra donata, come un posto riservato o la sponsorizzazione di un singolo evento. I Protagonisti Nando Misuraca, cantautore, giornalista e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music. Già Premio “Pigro-Ivan Graziani”, “Nicolardi” e “Massimo Troisi” . Ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, tra questi Renzo Arbore, Clementino, Gianni Conte, Paolo Audino, Erminio Sinni etc. È reduce dal successo all’Auditorium Rai di Napoli al premio Elsa Morante ” dove ha presentato in anteprima “Mehari Verde” brano dedicato a Giancarlo Siani. Gabriele Aprea – Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e non sense: sono gli ingredienti dei racconti di Gabriele Aprea. Filo conduttore la sottile e finissima ironia usata da Aprea per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra l’uomo e il suo scolapasta. Sesso, religione, lavoro sono solo alcuni dei temi che l’autore rilegge con il suo humour dissacrante e provocatorio. Storie che divertono sin dalle prime righe, con una prosa accattivante ed intraprendente che stimola a comprendere il variegato […]

... continua la lettura
Food

Oro rosso: non solo pomodori e pasta

«Chi mangia un pomodoro regala un tesoro». Questo lo slogan dell’evento Oro rosso che renderà protagonista Sant’Antonio Abate dal 14 al 16 luglio, e che riunirà imprenditori, chef, coltivatori e consumatori amanti del pomodoro e della pasta. Ci saranno dimostrazioni di cucina e degustazioni di piatti tipici a chilometri zero, ogni giorno prevederà musica dal vivo a partire dal primo che sarà “inaugurato” da Tony Tammaro. Oro rosso finanzia un centro polivalente per i giovani abatesi Con Oro rosso oltre a valorizzare il territorio e a omaggiare la propria tradizione, si vuole anche finanziare le attività del centro parrocchiale di Santa Maria Rosanova. Don Salvatore Branca ha acquistato quella che era una vecchia fabbrica di pomodori dismessa e negli anni l’ha trasformata in un centro socio-educativo per i giovani del paese, che conta pochissime strutture sociali. Per il momento la struttura propone doposcuola pomeridiani, attività teatrali e sportive volte a chiamare a sé quella fascia di giovani, dai 14 ai 25 anni, che, se non sono fuori classe, vengono ignorati dalle associazioni sportive. In quanto parrocchia l’attenzione viene anche posta sul singolo individuo, proponendo percorsi di crescita personale: l’obiettivo è aiutare i giovani a trovare una propria voce e, nel tempo, ad offrirgli gli strumenti per approfondire e seguire le propria vocazione, seguendoli fino ad immetterli nel mondo del lavoro. Il sogno di questo centro è aiutare la comunità di Sant’Antonio Abate, permettere alle persone di incontrarsi e crescere per sostenere quella parte di popolazione che non si vuole arrendere, che vuole qualcosa di più ma non ha i mezzi per raggiungere determinati obiettivi da sola. Per ora la struttura conta già un campo di calcio e un teatro con 200 posti a sedere, ma le persone del posto, volontari, si stanno impegnando molto per accrescere sempre di più le potenzialità di questo centro. L’evento rappresenta proprio lo sviluppo e il sogno di questo città. A collaborare con il parroco in questa iniziativa è il pastificio Paletta. Con uno sguardo sempre rivolto a valorizzare i prodotti del proprio territorio, la sua peculiarità è quella di realizzare la pasta con il grano locale senza sottoporlo a eccessive lavorazioni. Si spera con questa collaborazione di rilanciare anche lavori che spesso vengono bistrattati, come quelli nel campo dell’agricoltura. Il progetto è appena nato e quindi la pasta prodotta usando il grano locale sarà in vendita per la prima volta durante la festa dell’Oro rosso. È indubbiamente una manifestazione diversa dalle altre, con un nobile scopo finale. Acquistando i prodotti proposti si può fare nel proprio piccolo la differenza, ma non è da dimenticare che Sant’Antonio Abate è rinomata per la bontà dei suoi pomodori e sarebbe uno spreco non approfittare di una manifestazione che ruota intorno questo prodotto. Foto: Marcello Affuso

... continua la lettura
Recensioni

Prometeo: il titano ribelle al Teatro Grande di Pompei

In una terra deserta ai confini del mondo Prometeo è punito da Zeus, reo di aver rubato il fuoco e di averlo donato agli uomini, permettendo l’inizio della civiltà. In scena il dramma è tutto concentrato sulla figura del titano, ma a rompere la staticità, intervengono anche altri personaggi, funzionali a mettere in risalto l’eroica ribellione del dio al signore degli dei. La rappresentazione punta su una scenografia scarna ed essenziale e su musiche greche che ben si coniugano con il testo basato sulla traduzione di Eschilo fatta da Davide Susanetti. Prometeo: l’instancabile ribelle in difesa degli uomini Prometeo, costretto su una sedia da pesanti catene, non è stato vinto. Eroe e vittima insieme, alza il volto, non si piega, non teme Zeus, non teme il destino e a nulla valgono minacce o previsioni di dolori più grandi da sopportare: «Per me Zeus non vale niente, faccia, comandi come gli pare: il suo tempo è breve». Un’immagine nobile e dolorosa che cattura lo sguardo dello spettatore spostando l’attenzione dalla narrazione teatrale verso la forte carica emotiva del titano. Luca Lazzareschi dà vita a questo personaggio, e ne trasmette tutta l’energia primordiale, si elevano imponenti e forti le parole del dio, in boati minacciosi e rauchi che si innalzano e si abbattono sui presenti. In scena c’è lui, che racconta la storia degli dei e il tradimento, che rivendica con orgoglio la sua decisione e a nulla valgono le esortazioni del coro delle oceanine – sintetizzato da una sola attrice – a mostrare remissività e saggezza. Lo stesso consiglio gli giunge da Oceano che si è fatto strada tra gli dei usando la diplomazia e la politica e da Ermes che porta il messaggio di un Zeus infastidito dalla superbia di Prometeo. Ma il titano non si adegua, resta arrogante e spavaldo e non teme nulla perché conosce il suo destino e quello mortale di Zeus. È proprio il destino a legarlo con un altro personaggio presente nel dramma, Io, altra vittima del sopruso di Zeus e la cui dinastia genererà l’eroe che distruggerà il signore degli dei e libererà Prometeo. Un dramma al di fuori del tempo «Chi governa è sempre spietato». Queste le parole che Prometeo ripete incessantemente, e proprio lui si è sempre battuto contro il potere, prima deponendo Crono e poi contrastando Zeus. Guardando il Prometeo di Lazzareschi, è fin troppo facile riportare alla mente tante figure di ribelli che hanno fatto la storia, fin troppo e anche inutile. Questa rappresentazione non pretende parallelismi o attualizzazioni, dà vita a una vicenda fuori dal tempo e dallo spazio e offre un messaggio che si cristallizza e diventa eterno. Chi governa è sempre spietato, Zeus è un tiranno inarrestabile, sordo alle parole e inflessibile nel nome di una giustizia che protegge solo chi la esercita, una giustizia cieca alle sorti degli uomini. Poi Prometeo, il ribelle, che inevitabilmente nasce proprio dal potere spietato, nasce per distruggerlo, per ricordare che nulla è invincibile, che a Zeus sono superiori le Moire e le Erinni. «Gli […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Città di Partenope contro il bullismo agli studi Rai di Napoli

In una Napoli sempre più devastata e ripresa dai mass media ogni volta che l’emergenza rifiuti o le guerre tra clan la mettono in ginocchio nasce il sogno di rifondare la città e di tracciarne linee di confine. A reggere il peso di questa “missione” è scesa in campo da circa 9 anni Città di Partenope, un’associazione creata da un giovane pubblicitario napoletano, Claudio Agrelli, per riunire in una città virtuale tutti i napoletani che vogliono affrancarsi dalla parte “malata” della città, non solo dalla criminalità ma anche dalla volgarità e dal malcostume. Moltissime le iniziative proposte nel corso dell’anno, tra le quali quella tenuta il 27 giugno al foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, dove si è dibattuto sul tema Bullismo e cyberbulismo: tra piccoli protagonisti e grandi assenti.  Il direttore della sede Francesco Pinto e Claudio Agrelli hanno accolto i presenti e passato il testimone alla giornalista Cecilia Donadio, che ha orchestrato i tanti ospiti radunati per osservare con occhio critico il fenomeno alla ricerca di una soluzione. Il bullismo e il cyberbullismo: due cortometraggi per esplorare il problema Un cortometraggio con la regia di Maria Grazia Cucinotta conduce i presenti verso la tematica da trattare: Il compleanno di Alice mostra una bambina vittima di bullismo che subisce l’isolamento dei coetanei e la distrazione e assenza dei genitori. Il vicepresidente dell’osservatorio nazionale bullismo e doping Roberto Minerdo, il pugile medaglia di bronzo agli europei Valentino Manfredonia e l’attore Mingo De Pasquale – padre di Alice nel corto – sono stati i primi a prestare la loro voce al dibattito che ne è conseguito. Importante è una buona etica sportiva che può formare buoni cittadini con il rispetto per le regole. La palestra rappresenta anche un luogo sicuro, dove poter mettere a tacere nella propria testa le voci di quanti prevaricano sul prossimo. Il caso, invece, del cyberbullismo è stato rappresentato da un estratto della fiction Un posto al sole, in cui la bambina protagonista subisce angherie anche nei momenti di calma e nei posti in cui era solita sentirsi al sicuro. Il bullismo si sposta sui social network, nel mondo virtuale, e diventa inarrestabile. La story editor di Un posto al Sole, Sara Rescigno, l’attrice della fiction Miriam Candurro e il direttore del carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida, concentrano la propria attenzione proprio sul bullismo in rete. La sensibilizzazione nelle scuole riveste un’importanza evidente ma l’accento viene posto sugli insegnamenti dati nelle case dalle famiglie; si propone di sensibilizzare anche i genitori, di un’altra generazione e forse troppo lontani dalla realtà virtuale, e di fornire un’educazione attenta alla solidarietà e ai sentimenti del prossimo. Come arginare il problema secondo Città di Partenope Un servizio del TGR mostra la vicenda di un ragazzino di Mugnano, vittima di episodi di bullismo, e la decisione dei genitori di denunciare l’accaduto tramite lo stesso social usato per fare bullying.  Presente alla proiezione il padre del ragazzo per raccontare la propria esperienza e come è stata affrontata la situazione dalle Forze dell’Ordine. Diventa indispensabile cercare di fornire ai ragazzi degli strumenti di difesa in un […]

... continua la lettura
Teatro

Peter Brook spiega Shakespeare al San Carlo

Peter Brook Shakespeare. Ieri sera nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli è stato accolto il regista teatrale Peter Brook che ha tenuto una “Lezione su Shakespeare” in occasione del Napoli Teatro Festival Italia. Il termine “lezione” rimanda al mondo accademico, fa avvertire l’odore secco delle aule universitarie e l’eco intimidatoria del professore, detentore di tutte le certezze, che si erge dalla sua cattedra. Invece le prime parole del regista sono state spese per evitare questo fraintendimento: avrebbe parlato di Shakespeare ma non tenuto una lezione. E in effetti poco si adatta a Peter Brook la definizione di “colui che ha tutte le risposte”, anche se ci si potrebbe aspettare una figura del genere da un regista che ha dedicato la vita all’arte, alla cultura e al teatro. Dal chiaro sguardo gentile, ha discorso con voce calma e pacata, senza necessità di ricorrere a battute forzate per guadagnarsi il plauso dei presenti e mantenere viva l’attenzione. Un dialogo che ha danzato con l’equilibrio di una ballerina sulla sottile linea che separa le grandi domande dalle loro risposte. Il regista ha esplorato il Bardo, scontrandosi inevitabilmente con i tanti quesiti che solleva, con atteggiamento umile, senza mai tentare di fornire risposte. In fondo anche «Amleto di fronte al verso “Essere o non essere, questa è la domanda” non sta cercando di dare una risposta.» Peter Brook Shakespeare   Un viaggio attraverso Shakespeare mano nella mano con Brook Attraversando alcune delle principali opere shakespeariane – Amleto, Otello, Re Lear – spiega che bisogna immaginare il testo come un grattacielo e sondarne pian piano tutti i piani. Dal più basso, con espliciti riferimenti sessuali, fino in cima, da dove è possibile avere una visione delle bellezze del mondo, ma anche dei personaggi «pieni di poesia, ambizione, potere». Bisogna approfondire quanto più è possibile ogni piano di quel grattacielo, ma farsi una propria idea sull’opera equivale a chiudere inevitabilmente le altre porte d’interpretazione. «L’attore che interpretava Jago (in Otello) al Royal National Theatre  ha cominciato dicendo: io non farò la parte del cattivo, tutto quello che so è che io adesso sto interpretando un essere umano. Nessun essere umano è tutto nero o tutto bianco, nessuno di noi. […] Ciascun personaggio di Shakespeare non è mai questo o quello,  […] (ci sono) i livelli infiniti di un essere umano completo. La scoperta dell’essere umano all’interno di questi personaggi è l’aspetto più interessante per gli attori e i registi.» Sulla poliedricità degli uomini in Shakespeare, Brook porta l’esempio, in Re Lear, delle figlie del re. Le due, che poi si scontreranno tra loro e con il padre, fino a meditarne l’omicidio, sono vinte dall’ambizione, dalla competitività e dalla sete di potere. Ma all’inizio sono descritte come ragazze remissive, molto belle quanto sdolcinate. Molto importante diventa, quindi, esplorare gli infiniti aspetti dell’animo umano. «Un attore ha detto che non esistono in realtà dei ruoli piccoli nelle opere di Shakespeare, ma esistono soltanto attori». E racconta di quanta umanità sia stata donata dalla penna di Shakespeare […]

... continua la lettura
Contest

Teatro in pillole: un format per gli amanti dell’arte

In un’incantevole cornice bucolica si è svolto ieri l’appuntamento di Maggio di “Teatro in pillole”. Questo format, ideato da Stefania Russo, offre la possibilità di assistere o esibirsi, alla presenza di un ospite d’eccezione, in un breve monologo teatrale/esibizione a due o più voci, su di un tema che viene scelto di volta in volta. Il 31 maggio il contest si è svolto nel grazioso giardino di Villino Manina e, tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino, si è dato il via alla serata incentrata sul tema della passione. Ospite d’onore Gabriella Cerino, attrice televisiva e teatrale, che ha lavorato con i grandi del teatro come Gassman e Casagrande, ora docente a “La Palestra dell’Attore” del Teatro Diana. In un momento storico di forte dolore per il teatro e gli artisti in genere,- spiega ai presenti –  iniziative come queste rivestono una forte importanza: «dobbiamo tornare indietro, ci sono i corsi e i ricorsi storici […] Nel tempo addietro gli artisti erano prodotti dai sovrani […] dobbiamo cominciare da queste piccole realtà di persone che con passione promuovono il teatro, promuovono gli artisti […] forse è proprio da qui che possiamo ripartire perché il teatro abbia una nuova vita, altrimenti dovrebbe morire.». Teatro in pillole: “passione” Sulle note del tango si è esibita una coppia di ballerini, Vilia Lombardo e Nasta Marin: i passi neri di lui e il rosso volteggiare di lei hanno rappresentato il tema della serata, la passione. Subito dopo hanno avuto inizio le performance teatrali degli artisti, cominciate dopo l’irrinunciabile scaramantico rituale del “merda”. Dapprima hanno dato prova di sé i due rappresentanti della categoria Amatori. Franco Ammirati, in arte Galeno Manitira, ha proposto un monologo musicato sull’amore nei diversi suoi aspetti, dal cibo alla donna fuggevole. Teresa Freddo, che ha vinto nel corso di quella serata nella sua categoria, ha proposto un monologo, scritto da Egidio Montone, sul ricordo di un amore finito, sulla passione che sopraffa la donna innamorata, intrecciando il ricordo dell’amato con le strade della città che hanno assistito alla passata storia d’amore. La categoria professionisti è stata aperta dal monologo di Paolo Gentile, scritto da Diego Sommaripa, parte dello spettacolo “Nel campo delle viole”. Racconta di Antonio Landieri, un ragazzo che a causa della sua disabilità viene escluso dalla vita di chi gli sta intorno, ma che dentro è illuminato da una strenua vitalità, spenta quando per sbaglio viene ucciso durante una faida della camorra. Un atmosfera grave e commossa che è stata con abilità smorzata dai Fuori fermata Live: un gruppo che unisce note e versi, rendendo in musica tre celebri poesie – “Esclamazione amorosa”, “Si t’ ‘o sapessi dicere”, “Io ti floro” –  in un’unica performance molto teatralizzata che passa dal francese, al napoletano all’italiano. La terza attrice professionista, Chiara Vitiello, irrompe con il suo monologo che fa parte dello spettacolo “Melammò Puttana o della Madonna”. Una voce nuda, una candela e uno scialle bianco bastano per rappresentare la trasformazione di una donna da “puttana” a casta, su una costante dialettica che oscilla tra il sacro e […]

... continua la lettura
Interviste vip

Nino Di Costanzo e Massimo Capaccioli: dalla cucina alle stelle

Durante il Festival della Cucina Partenopea, tenutosi ad Ischia dal 12 al 14 maggio, sono stati due gli ospiti d’eccezione: lo chef pluripremiato Nino Di Costanzo e il Professore Emerito ed astrofisico Massimo Capaccioli. Di Costanzo: l’uomo sotto il cappello da chef Lo chef stellato Nino Di Costanzo si è esibito in una dimostrazione culinaria, dando sfoggio della propria bravura dinanzi gli occhi sbalorditi dei presenti. Col capo chino nel piatto e alta concentrazione ha disposto i diversi ingredienti, saggiando di tanto in tanto il risultato con lo sguardo. Con precisione chirurgica ha creato un’opera d’arte culinaria, dando ai diversi accostamenti di sapori, forma e colore anche un ricercato significato concettuale. Lo si vedeva dietro il bancone, perfettamente ordinato, armeggiare con le dita, con i cucchiaini, con i contagocce e delle piccole pinze. Ogni tanto allungava la mano per afferrare qualche fogliolina, presa direttamente dalle due piantine che aveva portato con sé e a cui, fino a poco prima della performance, aveva dedicato tutta la sua attenzione. Mentre spiegava ai presenti le caratteristiche del suo piatto, cucinava con lo sguardo assente, con gli occhi di chi mira altrove: quelli che hanno gli scultori quando scolpiscono, i poeti quando scrivono, ovvero quelli di chi produce arte – in questo caso culinaria. Un uomo semplice, il cui amore per la cucina è nato da piccolo, come racconta durante un’intervista rilasciata a questo giornale: «Io ho avuto la fortuna di fare un lavoro che è tutto fuorché un lavoro: è una passione. La molla è scattata grazie a mia nonna e mia mamma, che in cucina si divertivano come matte lavorando tantissimo». Quindi a 11 anni già sapeva che questa sarebbe stata la sua strada e sin dai 16 ha cominciato a viaggiare all’estero per studiare e fare esperienza. Ritiene sia fondamentale per uno chef ricercare sempre nuovi ingredienti e nuovi sapori, così tutt’ora viaggia molto. Per la sua attività ha puntato all’Italia, nonostante sia un posto molto difficile dove farla prosperare, «perché la cosa più vigliacca da fare è lasciare il proprio paese e tante volte parlarne male. Io mi sento molto attaccato all’Italia […] soprattutto a Ischia e al sud e quindi ho scelto la via più difficile ma sono fiero di averlo fatto». Il cielo con l’astrofisico Capaccioli La disquisizione sulla volta celeste tenuta dall’astrofisico e Professore Emerito Massimo Capaccioli è avvenuta di sera, in terrazza, in un’atmosfera rilassata grazie all’accompagnamento al pianoforte e al precedente light dinner. La sua presenza in un festival dedicato all’enogastronomia poteva sembrare ad uno sguardo veloce e superficiale fuorviante, se non inadeguata. Invece il Professore si è fatto portavoce del magma che ribolle sotto la superficie, del sangue che dà vita a tutti i diversi organi: l’Arte. Ha mostrato il cielo da una prospettiva diversa e tutti i presenti lo hanno ammirato come se lo avessero veramente guardato per la prima volta. Il cielo è negli occhi dell’uomo, è parte di lui, e in quest’ottica è creato dal suo sguardo, come ogni forma d’arte, come era successo la mattina dello stesso giorno con […]

... continua la lettura
Napoli & Dintorni

Hadel Pask: il primo pub al Vomero con piatti “social” e “panino sospeso”

A Napoli, in zona Vomero, apre un nuovo pub, l’Hadel Pask e lo fa con stile: in occasione dell’inaugurazione, il 3 maggio in Piazza dell’Immacolata 17 a partire dalle 19, si proverà ad allestire il tagliere più lungo d’Italia, un evento da Guinness World Records! Il pub nasce dall’idea dei sei fratelli proprietari che, forti di una lunga esperienza nel campo della salumeria e della macelleria, possono garantire di portare in tavola prodotti di ottima qualità. Hadel Pask si propone di coniugare i sapori tradizionali del pub con le originali proposte della cucina contemporanea, offrendo salumi, formaggi e carni prelibate sia al piatto che con panini. Il locale è curato nei dettagli, dal design industriale alle luci leggermente soffuse, a un leggero sottofondo musicale. Tutto è funzionale a far rilassare il cliente. Si crea un’atmosfera fuori dal tempo, dove è possibile assaporare le pietanze e passare una piacevole serata in compagnia. Un progetto nato dall’amore dei titolari e offerto con amore ai clienti, come ha affermato una delle titolari, durante la serata per la stampa: «Abbiamo creato con tanto amore questo locale perché riteniamo che le cose fatte con il cuore possano portare ad una buona probabilità di successo». Originale ed attrattivo il menù, che comprende una lista di taglieri, il cui nome prende spunto dai più famosi hashtag – #foodgasm, #tasty, #foodporn, #healthy – , e una lista di panini con il nome dei “social” – facebook, twitter, instagram, youtube, etc.-. Inoltre si può scegliere tra varietà di carni davvero pregiate, tra cui la Rubia Gallega e il Kobe italiano. Tutti i panini gourmet sono disponibili anche in formato ridotto per un gustoso aperitivo. Sull’onda del caffè sospeso prima e della pizza sospesa poi, si instaura la volontà e il desiderio di aiutare ancora in un altro modo i più bisognosi, e così ad Hadel Pask nasce il “panino sospeso”: ogni mese il ricavato dalle mance andrà ad un’associazione, di volta in volta diversa, che metterà a disposizione dei meno abbienti un panino. La presentazione dei prodotti offerti dall’Hadel Pask Durante la serata organizzata per la stampa, il giorno prima dell’apertura ufficiale, sono state offerte degustazioni atte a fornire maggiori informazioni sulla qualità dei prodotti usati, motivo di orgoglio dei titolari. L’attenzione dei presenti è stata subito rapita da un variopinto e profumato tagliere con diversi salumi e formaggi, accompagnato dalla birra. Tra i formaggi sono stati particolarmente apprezzati la Caciotta toscana, un semi stagionato con tartufo artigianale piccante (stagionato 30 mesi), l’originale Leerdammer, il caciocavallo ed il provolone del Monaco Dop di Sorrento. Per i salumi c’è stata l’attenzione di presentarli tutti senza glutine né lattosio, e si è spaziato in diverse tipologie: dal salame milanese alla mortadella di Bologna, dal prosciutto crudo doppia corona di Parma alla coppa di Parma, dalla pancetta e ventresca affumicata, con il peperoncino, allo speck del Tirolo e al salame napoletano. A seguire sono state proposte varie piccole estrazioni dal menù, tra cui un’originale e leggera frittura con pacchero fritto farcito con friariello e provola e un gustoso panino, la cui bontà era dovuta […]

... continua la lettura
Cucina & Salute

Spaghetti Donuts: dall’Italia l’idea, in America la nascita

Dai laboratori dell’azienda Pop Pasta, arrivano gli Spaghetti Donuts, ovvero ciambelle di spaghetti. L’idea nasce dalla più tradizionale cucina italiana (o meglio napoletana) con la famosa frittata di pasta che incontra il pragmatismo, anche culinario, del suolo americano. Così a New York, precisamente a Brooklyn, la frittata di pasta diventa street food nella forma di ciambelle. I proprietari dell’insegna sono Luigi Fiorentino e Emy Gargiulo, due coniugi di origine italiana, che hanno presentato allo Smorgasburg – uno tra i principali mercati newyorkesi dedicati alla cucina di strada – questa rivisitazione pop e moderna della classica pietanza napoletana. Gli Spaghetti Donuts hanno presto attirato positivamente l’attenzione dei media e dei social, soprattutto per la versatilità, la semplicità della preparazione e perché, come cita lo slogan, è «Il cibo perfetto da portare ad un picnic o in spiaggia e non sporca come la pizza» senza dover rinunciare al sapore. Infatti ce n’è per tutti i palati: il gusto carbonara, pomodoro, sugo alla bolognese, aglio e olio, zucchine. Per prepararli in casa, la ricetta è davvero molto semplice. Dopo aver cotto la pasta, bisogna scolarla al dente e lasciarla raffreddare, ma si può anche ri-usare la pasta avanzata dall’ultimo pasto. A parte, in una ciotola, vanno sbattute le uova, insieme al parmigiano grattugiato e a sale e pepe a piacere, mescolando. A questo punto si uniscono gli spaghetti, si ripone il tutto nelle formine per le ciambelle e si cuoce al forno oppure si frigge. Le diverse varianti si ottengono aggiungendo altri ingredienti al preparato con le uova. Un ottimo metodo per liberarsi degli avanzi in cucina e presentare una pietanza buona ed originale. Smorgasburg 2017: oltre Spaghetti Donuts c’è di più Quest’anno lo Smorgasburg Food Market di New York ha ufficialmente inaugurato la stagione il weekend del 1 aprile, per presentare, come ogni anno, cibi nuovi e originali. Tutti vanno pazzi per gli Spaghetti Donuts, ma ci sono anche altre proposte che hanno incontrato il favore dei buongustai. Da provare sono, ad esempio, i John’s Juice, dei succhi di frutta (arancia, pompelmo, ananas, anguria, ecc.) serviti direttamente all’interno del frutto stesso con una cannuccia. Coloratissimi i dessert gelato filippini di Ube Kitchen, mentre i Raclette sandwiches di Baked Cheese Haus puntano la loro fortuna sul sapore prelibato. Tra le proposte hanno spopolato anche Destination Dumplings, una versione originale delle paste ripiene, e i Dulcinea Churros, una rivisitazione dei classici churros della cucina iberica e latino-americana.

... continua la lettura