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Eroica Fenice

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Caffè Kamo, il caffè perfetto per ogni occasione

Il Caffè Kamo ha presentato al Grand Hotel Santa Lucia di Napoli la nuova linea delle cialde monodose. In occasione dell’evento sono state spiegate ai presenti le caratteristiche delle differenti varietà pensate per soddisfare sia i bisogni dei cosiddetti coffee lovers, sempre alla ricerche di nuove esperienze di gusto, sia di chi quotidianamente sfrutta la pausa caffè per ricaricare le energie. Specialmente a Napoli, dove nasce il Caffè Kamo, il caffè non è una semplice bevanda come un’altra, non serve solo a dare la “carica” necessaria, il caffè è un modo di concepire la vita: è augurare a se stessi e agli altri una buona giornata, è riscaldare il cuore insieme ad un sorriso, è dissolvere qualche angustia nell’aroma che emana, è festeggiare in compagnia, è rallentare il respiro durante una giornata troppo frenetica. Tutto questo l’azienda Projeko lo sa molto bene, quindi ha sviluppato diverse linee del Caffè Kamo a seconda di diversi palati, esigenze, orari e momenti della giornata. Le cialde monodose del caffè Kamo sono ispirate a tre vulcani La linea delle cialde monodose comprende quattro prodotti, i nomi dei quali sono ispirati a tre vulcani, eccetto il decaffeinato chiamato semplicemente “Deca”: “Tolima” dall’omonimo vulcano colombiano, è caratterizzato dall’aroma fine con sentori di nocciola tostata; “Tambora” dal vulcano indonesiano, ha un sapore equilibrato e segnato da delicate note di cacao; “Fuego” dal vulcano guatemalteco, ha un carattere deciso e un corpo consistente. La gamma dei prodotti Kamo si può suddividere in due grandi famiglie, la linea Al bar, formata dai prodotti “Ho.Re.Ca. Italia – con sei miscele – e “Ho.Re.Ca. Estero” per il mercato estero, e la linea A casa, costituita da cinque miscele di caffè in grani. Tutte le varietà vengono selezionate nei paesi d’origine e, successivamente, vengono tostate, miscelate e confezionate negli stabilimenti italiani dell’azienda. L’attenzione al dettaglio dei fratelli Rubino, fondatori della Projeko, si nota anche nel modo in cui il prodotto viene presentato al cliente. Infatti il design del packaging, una griglia a rombi che si scompone e ricompone sulle superfici, riprende le punte dei vulcani e i colori del caffè. Kamo: il caffè e la storia dei fratelli Rubino Michele e Marizia Rubino, sono due giovani che hanno ereditato la passione per il caffè ascoltando in casa il padre, Francesco Rubino, parlare della sua attività. Nel 1953 Francesco aveva avviato una piccola torrefazione a Napoli che poi, per la crescente domanda, aveva abbandonato per trasferirsi in una sede più grande. Un amore tramandato di generazione in generazione e giunto alla fondazione dell’azienda Projeko, che si occupa di realizzare il Caffè Kamo e di distribuirlo nel migliore dei modi; infatti il marchio Kamo viene diffuso tramite diversi canali, grazie ad hotel, ristoranti e caffetterie, ma anche con la vendita al dettaglio in negozi specializzati e con l’uso di internet e dei social. L’attenzione e la curiosità degli amanti del caffè sono soddisfatte da costanti aggiornamenti sulle novità, rubriche, foto sui canali ufficiali e da eventi organizzati per consentire la degustazione gratuita dei prodotti. Ma per chi il caffè lo ama di […]

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Bar Centrale 4.0 riapre e fa innamorare i vomeresi

Ha riaperto i battenti lo storico Bar Centrale in una nuova versione 4.0, in Piazza Ferdinando Fuga al Vomero, Napoli. Il bar è inglobato nella struttura della Stazione della Funicolare, riuscendo a trasformare nel suo punto di forza ciò che poteva renderlo un piccolo bar senza troppe prospettive. Il vincente progetto architettonico si deve alla bravura dell’arch. Alessandro Castellano in collaborazione con gli arch. Marco Russiello e Giuseppe Coloprisco e con CDS Ingegneria. L’ambiente si qualifica come un’estensione della Funicolare, riprendendone i motivi e i materiali usati non solo nel decoro delle superfici interne, nella pavimentazione e nel disegno della controsoffittatura, ma anche nella sapiente scelta degli arredi. Entrando nel Bar Centrale 4.0 il cliente è subito colpito dall’atmosfera, che rimanda ai primi Caffè degli anni Trenta, e dai piccoli dettagli che ricordano la location della Funicolare, come le scritte a neon sospese in alto con riferimento alle fermate della Funicolare che collega il Vomero a Via Toledo. Bar Centrale 4.0. Non solo un Caffè ma un’oasi di ristoro La famiglia Reginelli, fondatrice dell’attività, con questa ristrutturazione del bar punta in alto e sembra essere capace di soddisfare le aspettative, proponendo il bar non solo come un luogo dove prendere un buon caffè ristoratore, ma anche come una piccola ed graziosa oasi dove trascorrere il tempo serenamente sorseggiando un cocktail, un tè caldo o ancora dove sostare per un light lunch o un aperitivo. Un punto d’incontro per sedersi e incontrare gli amici seduti ai tavoli sistemati all’esterno, oppure per ordinare al bancone. All’interno mentre si sorseggia una bevanda, è possibile anche osservare l’installazione agganciata al soffitto in movimento perpetuo, dedicata ad esposizioni estemporanee a tema programmate di mese in mese. Mentre per gli amanti del cinema e delle arti visive, il Bar Centrale propone videoproiezioni di film rari e antologie fotografiche. Una ristrutturazione che cambia il concetto stesso di “bar”, e lo sottolinea accostando al nome il 4.0, che ne indica la nuova versione migliorata. «Quattro Punto Zero non è solo una cifra di tendenza – affermano i soci Marco Reginelli e Mario Rubino – ma una dicitura che trova riscontro reale in tutte le nuove specialità e in tutte le nuove idee messe in campo, a cominciare dal nuovo lay out del locale.» Le prelibatezze presenti nel menù Le novità non risiedono solo nella struttura architettonica e nel design, ma anche nei servizi proposti, puntando anche ad una maggiore attenzione e cura del menù. Il Bar Centrale 4.0 consente a chi desidera assaggi più sostanziosi, i salati, i “Boccaccielli” di Pietro Parisi di vari gusti, la “Scarpetta Autorizzata” novità esclusiva,  brevettata e progettata da Mario Rubino – una sorta di vassoio personale da poter reggere con una mano sola e da poter portare con sé, comprendente tutto il necessario con pane, sugo, verdure, forchette e bicchiere di vino -. Il menù è arricchito anche dalle pietanze inventate da Salvatore Falco, tra cui tartare, cous cous, roll, insalate e terrine. Immancabile il dolce per il quale c’è vasta gamma […]

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Eventi/Mostre/Convegni

“Pino Daniele”: il libro di Jacopo Ottenga Barattucci che riscopre Pino a partire dal sentimento

Il 13 gennaio la nota “Libreria Raffaello” a Napoli ha ospitato la presentazione del libro “Pino Daniele. Dove tutto ha senso c’è sentimento” di Jacopo Ottenga Barattucci, edito dalla casa editrice partenopea Kairós Edizioni. Il libro è il risultato degli studi dell’autore, classe 1993, in “Linguaggi della musica, dei media e dello spettacolo” e delle conoscenze musicali acquisite con il diploma in pianoforte ottenuto al Conservatorio di Pescara. Autore di racconti e collaboratore con testate giornalistiche online, Jacopo ha dato fondo a tutta la sua passione nella stesura del libro ed ha così travolto col suo entusiasmo quanti hanno avuto modo di leggerlo in anteprima. Gli interventi durante la presentazione di Jacopo Ottenga Barattucci  Desta meraviglia il beneplacito di Gino Giglio, percussionista e amico di Pino Daniele, compagno di classe di quella famosa 5C, e uno dei pochi ad aver veramente conosciuto Pino, l’uomo e non solo l’artista. Nella prefazione scrive : «In questo libro […] l’autore descrive, con attenta analisi, le ispirazioni che hanno condotto il cantautore napoletano alla stesura dei suoi brani. Con ammirevole profondità d’animo, Jacopo Ottenga Barattucci coglie l’esatto senso poetico di alcuni capolavo­ri di Daniele, che io, essendo stato suo vecchio amico, ho condiviso in pieno».   Parole lodevoli che ha pronunciato anche dinnanzi alla platea riunita per la presentazione del libro. Lieto di appoggiare il giovane capace di cogliere il sentimento che ha ispirato il cantante a scrivere le sue canzoni, si è lasciato andare anche in simpatiche confessioni ed aneddoti che ritraggono un Pino ancora giovane, dagli occhi pieni di sogni e ignaro dell’impatto che avrebbe poi avuto nel mondo della musica italiana. Alla presentazione, moderata dal giornalista Giuseppe Giorgio, ha presieduto anche Rosario Jermano, musicista e collega di vecchia data di Pino Daniele. Il suo apporto all’incontro si è incentrato maggiormente sugli aspetti tecnici della loro collaborazione e, tra vari aneddoti ambientati in studi di registrazione e risalenti alle prime tracce, ha delineato il profilo del Pino artista, ormai consapevole della strada che stava percorrendo. Gli interventi dei due musicisti hanno, quindi, raccontato Pino Daniele sia come uomo che come artista, esattamente come Jacopo Ottenga Barattucci si era ripromesso di fare con il suo libro, e a quanto pare riuscendoci. “Pino Daniele” non è una biografia né una discografia, ma un’analisi a tutto tondo del cantante, ripercorrendo il suo percorso artistico e il sentimento che lo ha guidato passo dopo passo nelle sue produzioni. Dopo una prima parte in cui viene raccontata a grandi linee la carriera del cantautore, Jacopo si sofferma sulle canzoni raggruppandole per temi. Ne risulta che il filo conduttore è il sentimento, capace di riunire le inevitabili contraddizioni dell’animo di Pino: l’amore e l’odio per la sua terra natale, i diversi sguardi destinati alla figura femminile, l’oscillazione tra appocundria e alleria. È stato un piacevole incontro dai toni pacati e sereni, che per un attimo ha fatto rivivere Pino Daniele. Una chiacchierata sincera e appassionata, che ha spazzato via le tante e vuote parole snocciolate alla morte dell’ amato cantante partenopeo, e ha ricollocato sotto la giusta luce […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Centro Health Park di Napoli conduce alla bellezza passo dopo passo

Il 14 dicembre a Napoli è stato organizzato un pomeriggio all’insegna del benessere, della bellezza e della salute. L’Health Park – Andrea Grimaldi Group ha organizzato un friendly drink e ha colto l’occasione per introdurre i presenti nel mondo della chirurgia estetica e per rispondere ad alcune delle domande che le donne si pongono guardandosi allo specchio. Belli sì, ma senza correre rischi inutili Il gruppo Health Park di Napoli fa della sicurezza il suo marchio distintivo, non a caso si è aggiudicato il certificato di eccellenza bureau veritas 2017, proprio per l’attenzione rivolta alle metodologie di sicurezza impiegate durante gli interventi e nel pre e post operatorio. Il centro ha collaudato un proprio metodo, volto a seguire da vicino il paziente passo dopo passo, accertandosi che sia sicuro di volersi sottoporre ad un’operazione e dissipando ipotetici dubbi e paure, sempre all’insegna della trasparenza. Durante il primo consulto viene delineato un percorso personalizzato e in un secondo momento, il paziente viene guidato, nei passi precedenti e successivi all’operazione, da un’infermiera. Prima di procedere con l’intervento, è buona norma fare tutti gli esami prescritti dal medico di riferimento, poi il paziente viene ricoverato in una delle struttura del gruppo. La fase post-operatoria dura sei mesi e prevede controlli e incontri durante i quali sono forniti consigli e suggerimenti. Tutti questi step sono stati pensati per preservare sia fisicamente che psicologicamente, chi decide di sottoporsi ad un intervento. Un centro che opera in più campi Il gruppo lavora in più direzioni. Oltre a possedere più strutture per le diverse attività mediche e in diverse città d’Italia – tra cui Milano e Firenze – promuove anche attività di ricerca scientifica. L’indagine si orienta verso lo studio di nuovi ausili e di nuovi prodotti nel campo del wellness. Health Park può vantare anche collaborazioni importanti per tali ricerche, come quella con il dipartimento di Chirurgia e Medicina Estetica del Queen Mary Hospital. Un percorso di benessere che si rispetti, non cura solo l’aspetto esteriore del corpo, ma sana anche il suo interno, l’anima che contiene. Quindi il centro non poteva fare a meno di fornire anche trattamenti in Spa. Anche in questo caso, si prevede la stessa attenzione al paziente e le tecnologie usate sono sempre al passo con le ultime innovazioni nel campo. Viene individuato il quadro fisiologico complessivo del soggetto, così da modellare il trattamento estetico migliore. Non finisce qui, perché il centro Health Park ha anche creato una propria linea di prodotti, in modo da seguire il paziente anche una volta tornato a casa. Si tratta di un negozio provvisto di prodotti Cosmeceutici naturali e biologici, che vengono consigliati dal personale. Sono messi in vendita prodotti cosmetici che interessano diverse aree del corpo – viso, gambe, capelli e corpo – ed anche integratori alimentari. Il Gruppo Health Park di Napoli – Andrea Grimaldi Group In un clima rilassato e sereno, tra un aperitivo e un sorriso, è avvenuto l’incontro con lo staff. A spiegare i vari trattamenti offerti dal centro e […]

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Food

Donna Luisella: pizza e fritto gourmet e senza glutine a Napoli

Domenica è stata inaugurata a Napoli Donna Luisella, in corso Secondigliano 151 dell’omonimo quartiere. Così la cucina gourmet investe anche il settore della friggitoria, facendo sue le necessità dei clienti, anche celiaci e intolleranti al lattosio. Donna Luisella è una donna forte che si è lanciata con passione insieme alla sua famiglia – i pizzaioli Mirco e Danilo Fusco, la sorella Federica e il papà Claudio – nel mondo dell’imprenditoria, in un quartiere ancora periferico e su un territorio con molte problematiche. Col tempo, tanta pazienza e perseveranza si arriva sempre più lontano, e così ora è stata inaugurata una terza sede, dopo le due precedenti sorte al corso Secondigliano 144 e al corso Vittorio Emanuele 9. Il nuovo locale nasce di fronte “Benvenuti al Sud” e si concentra prevalentemente sulla cucina da asporto, ma ricorrerà anche alla sala della pizzeria storica per far accomodare la clientela durante le degustazioni. Un’attività che si propone di valorizzare il territorio di Secondigliano e che si mette a disposizione anche per aiutare i giovani. Fabiana Costa, presidente dell’Associazione Alabarè, ha voluto presenziare all’inaugurazione in segno ringraziamento verso la famiglia Fusco, che ha messo a disposizione il nuovo locale per tenere dei corsi dedicati ai giovani e per avviarli al lavoro. Presente anche Attilo Albachiara, presidente dell’Associazione Mani D’oro ed organizzatore del Trofeo Pulcinella, per sostenere questo progetto e i fratelli Fusco, già vincitori delle prime due edizione del Trofeo Pulcinella. Donna Luisella: il senza glutine a Napoli diventa gourmet Il taglio del nastro azzurro all’ingresso ha segnato ufficialmente l’apertura di questo locale, grande quanto basta per una produzione da asporto e attento alle intolleranze. È, inoltre, provvisto di un angolo separato comprendente un forno, in modo da evitare possibili contaminazioni e produrre pizza e frittura gluten-free, senza alcun rischio per i clienti celiaci. Donna Luisella si contraddistingue per la qualità delle materie prime e il rispetto per la tradizione e i sapori di una volta, guadagnandosi tanti consensi da decidere di creare un vero e proprio marchio. La serata organizzata per far conoscere la nuova sede ha permesso anche di inaugurare le frittatine gourmet, declinate in cinque diverse versioni:  alla bolognese, con un cuore di salsiccia e friarielli, con polpette, alla genovese e con ripieno di parmigiana di melanzane. A conquistare i presenti anche buonissime pizze, tra le quali quella al baccalà, da sempre proposta come la tradizionale di Donna Luisella e quella al pesto che si distingue per l’impasto più sottile e leggero. Immancabile la pizza fritta, anche senza glutine, e una nuova prelibatezza culinaria pensata per inaugurare al meglio il locale: babà ripieni. Dall’impasto meditato per avere la giusta consistenza e il giusto sapore, con ripieni di salsicce e friarielli oppure alla genovese con polpettine, sono stati una piacevole scoperta per il palato. Tutto dà l’idea di un menù elaborato per non far mancare nulla ed offrire una scelta vasta ma non dispersiva. Un locale per farsi coccolare dal buon cibo, per tornare a casa sicuri di assaporare prodotti salutari e gustosi. Un […]

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Osteria Partenope: un piccolo ristorante di pesce nel cuore del Vomero

Presso l’Osteria Partenope, in via Cimarosa 56 al Vomero di Napoli, l’ospitalità e il buon cibo sono di casa. Un piccolo corridoio introduce al locale che il 26 novembre ha compiuto tre anni e ha avuto già tanti consensi da parte della clientela da potersi espandere ulteriormente con una nuova sala. Parola d’ordine: passione Il compleanno del piccolo ristorante è stato una serata piacevole, trascorsa in una familiare atmosfera conviviale. Il proprietario Fabio Messina, tra una degustazione culinaria e un assaggio di vino, si è lasciato andare a racconti sulla nascita dell’osteria e sulle sue ricerche culinarie. Tutto ha inizio quando decide di allontanarsi dall’attività della famiglia, sempre in ambito gastronomico dal ’38, per inseguire il suo sogno, per cominciare la sua avventura, finalmente. Tanta passione, tanto lavoro e un pizzico di fortuna gli hanno permesso di dar vita ad un progetto ambizioso: l’apertura di un ristorante in tempi di crisi economica e in un posto che solitamente punta di più sullo street food. Ma la voglia di una nuova sfida ha la meglio, e le prime soddisfazioni arrivano proprio dalla clientela, seguita a ruota anche dai familiari, in un primo momento diffidenti e preoccupati per la realizzazione di un sogno così rischioso. L’Osteria Partenope accoglie il cliente a pranzo e a cena e la passione del proprietario, la voglia di crescere ed imparare sempre nuove cose coinvolge e contagia, ricevendo così il sostegno da parte dei clienti. Regno delle Due Sicilie: le materie prime L’Osteria Partenope nasce volgendo uno sguardo al passato, alla storia, al Regno delle Due Sicilie. A partire dalle decorazioni del locale, dai quadri, che richiamano i due grandi vulcani, “Vesuvio” ed “Etna”, fino alla preparazione dei piatti e nella scelta delle materie prime. Segno distintivo delle proposte dello chef è la ricerca del prodotto di qualità, che spesso proviene proprio dalle terre e dal mare una volta uniti sotto la stessa bandiera del Regno. La passione del proprietario per il mare si traduce in un menù che propone soprattutto, ma non solo, pesce fresco e crudi. Lo staff giovane è diretto in cucina dallo chef napoletano Giancarlo Musto, che in occasione del compleanno, ha dato prova della sua bravura con una serie di piccole degustazioni di mare e pensati abbinamenti di vini. Sono stati proposti tanti piccoli assaggi: parmigiana di melanzane con provola,parmigiano Grana in un ragù; polipo con patate, sedano ed olio extravergine di oliva; carpaccio di tonno con tartufo, prezzemolo e sale dell’Himalaya; tartara di carne con capperi, aceto, olio, sale e una foglia di timo appoggiata sopra; fagioli alla messicana con crostini e salsicce di maiale nero; tartara di ricciola condita con l’arancia; ostriche; mezzi paccheri con ragù; e infine alici fritte.

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Eventi/Mostre/Convegni

“Cenando sotto un cielo diverso”: street food solidale

Si è tenuta il 16 novembre la conferenza stampa per presentare “Cenando sotto un cielo diverso”. Una cena benefica che si rinnova ogni anno e che di volta in volta raccoglie i fondi per diverse cause. In quest’occasione, sono destinati ai bambini ricoverati nel reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale Santobono Pausilipon di Napoli. L’incontro ha fornito delucidazioni sull’organizzazione dell’evento e un’anticipazione su quella che sarà la location per la cena. Cenando sotto un cielo diverso: una cena nel segno dell’inclusione e della beneficenza “Cenando sotto un cielo diverso” è un evento che viene organizzato due volte nell’arco di un anno, prevedendo un’edizione estiva, ospitata sempre dal bellissimo Castello medioevale di Lettere, e una invernale “on the road”, presso una location di volta in volta diversa per valorizzare al meglio tutto il territorio campano. Per questa settima edizione si è deciso di mostrare le bellezze dell’antica città di Pompei. La sera del 3 dicembre i piatti saranno portati sulle eleganti tavole del ristorante “Tiberius“, situato vicino i famosi scavi archeologici. Una location raffinata per gustare le migliori pietanze dello street food campano, grazie al magistrale lavoro di circa 100 chef, pizzaioli, maestri panificatori, bar tender e produttori. La kermesse punta sulla valorizzazione del patrimonio enogastronomico campano -concentrandosi sui frutti del territorio nel corso delle quattro stagioni-, e delle figure professionali che li lavorano, sulla divulgazione degli attrattori turistici della Regione e sull’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. Con il guadagno ricavato dalla serata, verranno acquistati dei giochi per i bambini del reparto nefrologico dell’ospedale Santobono Pausillipon di Napoli. I doni saranno consegnati la settimana successiva l’evento dalle mani dell’attore, regista, autore e sceneggiatore Francesco Albanese, anche ospite della serata. Bisogna andare oltre la diversità A presenziare la conferenza, lo chef Danilo Di Vuolo e i due stellati Giovanni De Vivo e Michele De Leo, che con la loro bravura rappresentano la cucina italiana nel mondo e che hanno accettato di partecipare all’iniziativa «per un sorriso», quello che illuminerà il volto dei ragazzi diversamente abili delle associazioni coinvolte e dei bambini a cui saranno donati i giochi. Sin dal 2013 l’associazione “Tra cielo e mare” si è occupata di raccogliere fondi per i soggetti più deboli della società, quelli esclusi, svantaggiati, che vivono in condizioni di disagio difficili da affrontare. Proprio dalla marcata sensibilità alla problematica, è nata la spinta per prendere parte a questa cena e per organizzare la kermesse. Infatti “Cenando sotto un cielo diverso” fa riferimento proprio al loro cielo, che in fondo non è tanto diverso dal nostro, sostenendo molte associazioni di volontariato tra cui,  “I Disabili di Gragnano”, “L’Aliante”, “Abili alla Vita” e “Amaranta”. L’ideatrice dell’iniziativa è la psicologa ed esperta di food e beverage, Alfonsina Longobardi, che sin dall’inizio ha sempre creduto nelle potenzialità del territorio e si è battuta, anche con l’organizzazione di altri eventi, per metterlo in risalto. Riguardo il risvolto benefico della cena, dichiara: «Noi vogliamo portare luce sul territorio, sul disagio della diversità, ma una diversità intesa come persone speciali, io credo che ognuno di noi una persona speciale. Non vedo il disagio negli altri, forse lo vedo nelle […]

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Divin Castagne: non solo vino e castagne

Inizierà a breve la quattro giorni dedicata al vino e alla castagna, il Divin Castagne, un evento che è diventato ormai parte delle tradizioni della città di Sant’Antonio Abate che lo ospita. Il 20 ottobre darà il via alla settima edizione, in occasione della quale, tante sono le novità previste. Sabato 14 ottobre è stato organizzato un programma educational per la stampa, in modo da presentare meglio le innovazioni di questa edizione. L’accoglienza si è svolta a suon di cornetti presso la sede RAS – Restoring Ancient Stabiae – a Castellammare di Stabia. La sede, che accoglierà gli chef e gli ospiti in occasione della manifestazione, è stata designata per l’ideale che insegue. La Fondazione RAS si occupa della cura e promozione dell’area archeologica ed ha inaugurato il Vesuvian Istitute, un Campus internazionale che si propone di accogliere non solo gli studiosi interessati all’area vesuviana, ma anche convegni, come nel caso di questo evento. La quattro giorni in questa edizione fa dell’alimentazione di qualità uno dei punti cardini. Sarà organizzato un percorso per far scoprire il gusto delle scelte alimentari sane e per valorizzare quanto il territorio ha da offrire. Le tappe del percorso educativo saranno a cura dei volontari della Condotta Slow Food Monti Lattari in collaborazione con il team del Gruppo Educazione Slow Food Campania e Basilicata. I rappresentanti dello Slow Food hanno dato prova ai presenti della propria bravura in cucina e parlato dei programmi per la manifestazione. Ci sarà anche la presentazione del libro “C’era una volta il Focolare” di Anna D’Amora, per scoprire in un linguaggio dialettale misto all’italiano, ricette e storie di personaggi illustri. La tappa successiva è stata pensata per mostrare le origini de erbe presenti in un piatto gourmet. Solitamente gli chef danno un tocca originale e personale con l’aggiunta di piccole chicche ricercate, ad esempio di erbe poco conosciute ma da un sapore e un odore che fanno la differenza nella cucina di un piatto stellato. In occasione del tour, è stata visitata l’azienda agricola Montoro, proprio specializzata nella coltivazione delle erbe spontanee e che si sta espandendo anche sul mercato del pomodoro. Vasi campi variopinti da fiori profumati e commestibili, pronti per impreziosire i piatti di tanti chef. Per questa edizione di Divin Castagne, è aumentato il numero degli chef che ne prenderanno parte per un totale di 44, da quelli più riconosciuti a quelli locali. Tra i nomi risaltano soprattutto il toscano Luca Natalini, la modenese Majda Nabaoui e la campana Fabiana Scarica, che cucineranno un piatto basato sulla castagna. Legati al mondo della cucina non solo ci saranno show cooking, ma anche wine tasting organizzati presso la Corte del gusto e del vino, laboratori per i bambini ed altre attività innovative organizzate da esperti nel settore. Ma la cucina non è solo fatta di odori e sapori, ma anche di colori, ed in questo si giustappone a un quadro. La cucina è una forma artistica e quindi perché non coinvolgere l’arte durante la manifestazione Divin Castagne? Questa la linea di […]

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Afragola: Bere&bè, un’oasi dove bere e mangiare bene

Ha aperto i battenti il 2 ottobre Bere&bè, un prezioso locale incastonato nella città di Afragola, in provincia di Napoli. Durante una serata organizzata per la stampa, i giovani proprietari under 30 – Augusto Santoro e Ferdinando Salzano – hanno fatto sfoggio dei propri vini e di prelibatezze varie, spiegando in maniera certosina la provenienza dei vari prodotti, che ne garantiscono l’ottima qualità. Come una piccola oasi, il locale sorge per offrire un punto di ritrovo, un posto sicuro dove andare per dimenticarsi dei propri affanni. Piccolo e dotato di un grazioso patio all’esterno, consente sia di sedersi nel clima caldo interno tra i tavoli di legno, sia all’esterno rinfrescati dalla brezza serale. Il design è semplice ma capace di rendere il posto confortevole. La luce filtra attraverso i vetri delle bottiglie e il rosso e il bianco dei vini; si crea un clima confortante e accogliente, romantico se accompagnati dalla propria altra metà della mela, ilare e gioioso se in compagnia di amici. Un vero e proprio rifugio, che si presta bene a tutte le situazioni, e dove chi entra deve lasciare i pensieri fuori l’ingresso. Per bere bene: vini e cibi di ottima qualità L’eccezionalità di Bere&bè sta nella possibilità di bere vini di qualità, di farsi guidare dai proprietari nella scelta dei vini, nella loro degustazione e negli abbinamenti più adeguati con il cibo. Un posto per bere bene o per imparare a farlo, attingendo da più di un migliaio di bottiglie, con oltre 230 etichette! Si può trovare il proprio vino preferito oppure scoprire i propri gusti enogastronomici a suon di degustazioni, infatti la varietà è ampia. Il locale ne mette a disposizione diverse qualità e provenienze, attraversando l’Italia – dal Trentino Adige alla Sicilia, per le colline di Franciacorta fino in Toscana e in Campania – per poi spingersi oltre i confini nazionali e conquistare i vigneti francesi – da Reims a Epernay – con le Maison du Champagne. Ma la qualità coinvolge anche la gastronomia, per meglio esaltare il sapore intenso del vino, il locale offre una vasta gamma di stuzzicheria, facendone sempre della qualità il segno distintivo. L’offerta spazia dai salumi e formaggi nostrani alla “zingara”, un sandwich ottenuto con due fette di pane casareccio tostate e farcite, e di cui qui è presente sia la classica versione ischitana che una rivisitazione dei proprietari in chiave gourmet. Ma non finisce qui. Perché ce ne è per tutti i gusti. Si vuol far sentire a proprio agio tutti i clienti che solcano l’ingresso. Quindi per gli amanti dei sapori forti è messo a disposizione un angolo “distilleria”, per assaporare ottimi Whisky, Rum, Grappe, Gin e Vodka. Mentre per i più giovani in cerca di un leggere aperitivo pomeridiano, la scelta è tra diverse varietà di birre artigianali e i classici Spritz. Menù degustazione per la stampa In occasione della presentazione del locale alla stampa, i due giovani proprietari hanno fatto fare ai presenti un tour tra le prelibatezze alimentari e enogastronomiche offerte dal locale. Della […]

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Salotto Fame, panini gourmet a San Vitaliano

Risalta come un piccolo gioiello nella città di San Vitaliano, l’hamburgeria-∇ “Salotto Fame“, che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali abbinati a birre e vini italiani. Inaugurato il 30 agosto, ha proposto ieri una serata dedicata alla stampa, durante la quale lo chef ha dato prova di sé sorprendendo i presenti. Un progetto nato dall’amore dei due proprietari, coniugi, Lucia Esposito e Felice Ragosta, che condividono la passione per la ristorazione e il desiderio di offrire ai propri clienti un’esperienza unica in un ambiente rilassante e familiare. Salotto Fame, il “salotto” dove la qualità è di casa Un locale piccolo – con 65 coperti fissi – ma arioso, un design che gioca tra l’industriale e il minimal, fresco e moderno accoglie i propri “ospiti” come un vero e proprio salotto. L’intenzione è quella di far sentire il cliente a casa e di offrirgli un posto dove potersi sentire rassicurato dalla qualità dei prodotti offerti, e coccolato dalle tante piccole attenzioni che il personale garantisce. La cura nel dettaglio risalta anche dal simpatico menù che, trovandosi in un salotto, non poteva che essere un giornale: nasce così il “menews”, il giornale del salotto dove è possibile trovare le diverse pietanze proposte. Fiore all’occhiello del “Salotto Fame” è la qualità delle materie prime e la lavorazione artigianale. Non a caso Felice Ragosta vanta un curriculum di tutto prestigio, avendo lavorato in diversi ristoranti francesi e alla corte degli, ormai noti, chef stellati Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo. Così nel suo ristorante riversa l’esperienza acquisita e propone molti panini gourmet osando anche inusuali associazioni di ingredienti. Il pane, preparato giornalmente, è l’americano pane bun, in una sua versione salata, con semi di sesamo e papavero ma, in nome dell’attenzione rivolta al cliente e alle diverse intolleranze alimentari, per i clienti celiaci è garantita anche la preparazione artigianale gluten-free. Uno sguardo di riguardo viene rivolto alle salse, preparate nel rispetto degli altri sapori a cui vengono associate e con sapiente maestria, così come anche i tanti topping per la guarnizione – frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc. – Degno di nota nell’attenzione alla freschezza del prodotto, è che i panini variano nel corso dell’anno per adattarsi di volta in volta ai prodotti di stagione. Il menù degustativo proposto alla stampa In occasione della serata organizzata dalla stampa, sono stati offerti due panini gourmet, il rassicurante “Vesuvio” contraddistinto da prodotti campani e l’atipico “Cherry”, un’esperienza gustativa fuori dal normale quanto paradisiaca. Il “Vesuvio” è stato realizzato con i prodotti campani. Una composta di melanzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo DOP del Vesuvio – che adesso è possibile trovare anche in versione gialla -, fior di latte di Agerola e prosciutto cotto artigianale alle erbe di Bernardi. L’hamburger usato è quello di Fassona piemontese da 200gr, prediletto per tutti i panini per le proprietà di questa carne molto magra che, nonostante necessiti di tempi di cottura più lunghi, si mantiene molto tenera e con meno calorie. Lo “Cherry” […]

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Libri

L’estate Eroica: i libri da leggere sotto l’ombrellone

Le ore scorrono lente sotto l’ombrellone o distesi al sole, i bagni non sono mai troppo lunghi. Con l’arrivo di agosto per molti arriveranno anche le vacanze vere e proprie, le tanto attese ferie da trascorrere nel segno del relax e della spensieratezza. Si cessano tutte le attività e ci si dedica all’ozio… non proprio tutte le attività, per gli amanti dei libri leggere è un’attività indispensabile e a cui non si rinuncia, anzi, è un modo per riempire le ore di ozio e relax con avventure, mondi e sentimenti mai vissuti. Certamente il caldo non aiuta la concentrazione, e pensare di riuscire a leggere “il librone” serio è una battaglia persa in partenza al solo pensiero. Sì, proprio “Quel libro”, quello che tutti i lettori non confesseranno mai di aver rimandato all’infinito, magari per anni, perché troppo importante per destinargli qualche ora distratta in treno, tra diversi impegni o prima di addormentarsi. Ogni lettore lo negherà, ma probabilmente ogni lettore ha IL suo libro rimandato di anno in anno con i buoni propositi di Capodanno. Alla fine passa talmente tanto tempo che agli amici lettori – non meno colpevoli, sia chiaro –  si dirà di averlo letto, e che sì «è proprio un capolavoro, non c’è alcun dubbio» e perché no, «ha anche scalato con un salto la gerarchia dei libri preferiti piazzandosi al vertice». Non c’è da prendersi in giro, IL libro verrà rimandato anche questa volta, ma è anche vero che l’amore per la lettura e la voglia di portarsene uno in vacanza o al mare non si estirpa con il buonsenso. Un po’ come la coperta di Linus, è necessario averne uno con sé. Quindi ecco per i più temerari e fedeli alla causa, una lista di libri pensati da noi di Eroica Fenice per consentirne la lettura nonostante il sole e il caldo infernale. Tre uomini in barca – Jerome K. Jerome. Tre amici viaggiano in barca per riposarsi dalle fatiche della vita londinese. Diverse le peripezie e le avventure che, grazie alla vis comica e alla filosofia spicciola, hanno reso questo romanzo parte integrante della storia della letteratura. I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift. Capolavoro del fantastico e della satira. Tanti viaggi, peripezie, creature straordinarie, giganti e nani, popolazioni assurde popolano questo romanzo che, a torto, è stato relegato alla narrativa per ragazzi. Il barone rampante – Italo Calvino. «Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. […] una vira tutt’altro che monotona, anzi: piena d’avventure, e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza» (prefazione di Calvino) Ecco la storia – Daniel Pennac. Tutto ha inizio quando un dittatore agorafobico (fittizio) decide di assumere un sosia. Le varie storie che il dittatore ripropone si intersecano tra realtà e fantasia. Si riflette sui ruoli e sul vago inseguimento del personaggio di una propria identità. Baci a tutti – Andrea Antonello. «Sono […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Cena di raccolta fondi per Ricomincio dai Libri

La raccolta fondi per “Ricomincio dai Libri” sarà la causa motrice della cena umoristico-musicale “Aggiungi un posto a tavola” organizzata per il 19 luglio presso la meravigliosa Chiesa di Gesù e Maria, sede degli Euforika Napoli, un’associazione volta a trasmettere il Valore dell’Arte e della Cultura come Maestre di Vita. La cena sarà un lieto momento di aggregazione per il popolo napoletano durante il quale saranno proposte le letture umoristiche di Gabriele Aprea e le canzoni travolgenti di Nando Misuraca. Ho mangiato da Dio. Cucina benissimo – Gabriele Aprea Il prezzo del biglietto per il buffet è di 10 euro e sarà trasferito sulla piattaforma Meridionare, che ospita il crowdfunding del progetto. Una modica cifra per dare una spinta alla rinascita della cultura sul territorio napoletano tramite la IV edizione della Fiera del Libro di Napoli. La kermesse è organizzate da quattro associazioni – Librincircolo, La Bottega delle Parole, Coop. Soc. Sepofà e Parole Alate – che si mostrano attente alla valorizzazione dell’arte e della cultura su territorio partenopeo e che credono nella necessità di un coinvolgimento attivo da parte di tutta la popolazione e non solo di una ristretta elite. Fiera del Libro – Ricomincio dai Libri La Fiera “Ricomincio dai Libri” ha attirato a sé molta attenzione specialmente per la gratuità dell’evento. Infatti non solo i visitatori potranno goderne senza dover svuotare il portafoglio, ma anche la partecipazione degli editori sarà volontaria e non retribuita. Durante i tre giorni dal 29 settembre all’ 1 ottobre, saranno allestiti spazi espositivi per libri, teatro, fotografia, arte, danza ma anche workshop, laboratori, concerti e molto altro: tutto in nome della cultura. La Fiera conterà la presenza di ospiti d’eccezione nel campo dell’editoria e tutto fa pensare ad una vera e propria festa della cultura. Quindi sarà possibile aiutare finanziariamente questa manifestazione partecipando alla cena umoristico-musicale, al termine della quale sono previste ricompense proporzionali alla cifra donata, come un posto riservato o la sponsorizzazione di un singolo evento. I Protagonisti Nando Misuraca, cantautore, giornalista e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music. Già Premio “Pigro-Ivan Graziani”, “Nicolardi” e “Massimo Troisi” . Ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, tra questi Renzo Arbore, Clementino, Gianni Conte, Paolo Audino, Erminio Sinni etc. È reduce dal successo all’Auditorium Rai di Napoli al premio Elsa Morante ” dove ha presentato in anteprima “Mehari Verde” brano dedicato a Giancarlo Siani. Gabriele Aprea – Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e non sense: sono gli ingredienti dei racconti di Gabriele Aprea. Filo conduttore la sottile e finissima ironia usata da Aprea per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra l’uomo e il suo scolapasta. Sesso, religione, lavoro sono solo alcuni dei temi che l’autore rilegge con il suo humour dissacrante e provocatorio. Storie che divertono sin dalle prime righe, con una prosa accattivante ed intraprendente che stimola a comprendere il variegato […]

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Food

Oro rosso: non solo pomodori e pasta

«Chi mangia un pomodoro regala un tesoro». Questo lo slogan dell’evento Oro rosso che renderà protagonista Sant’Antonio Abate dal 14 al 16 luglio, e che riunirà imprenditori, chef, coltivatori e consumatori amanti del pomodoro e della pasta. Ci saranno dimostrazioni di cucina e degustazioni di piatti tipici a chilometri zero, ogni giorno prevederà musica dal vivo a partire dal primo che sarà “inaugurato” da Tony Tammaro. Oro rosso finanzia un centro polivalente per i giovani abatesi Con Oro rosso oltre a valorizzare il territorio e a omaggiare la propria tradizione, si vuole anche finanziare le attività del centro parrocchiale di Santa Maria Rosanova. Don Salvatore Branca ha acquistato quella che era una vecchia fabbrica di pomodori dismessa e negli anni l’ha trasformata in un centro socio-educativo per i giovani del paese, che conta pochissime strutture sociali. Per il momento la struttura propone doposcuola pomeridiani, attività teatrali e sportive volte a chiamare a sé quella fascia di giovani, dai 14 ai 25 anni, che, se non sono fuori classe, vengono ignorati dalle associazioni sportive. In quanto parrocchia l’attenzione viene anche posta sul singolo individuo, proponendo percorsi di crescita personale: l’obiettivo è aiutare i giovani a trovare una propria voce e, nel tempo, ad offrirgli gli strumenti per approfondire e seguire le propria vocazione, seguendoli fino ad immetterli nel mondo del lavoro. Il sogno di questo centro è aiutare la comunità di Sant’Antonio Abate, permettere alle persone di incontrarsi e crescere per sostenere quella parte di popolazione che non si vuole arrendere, che vuole qualcosa di più ma non ha i mezzi per raggiungere determinati obiettivi da sola. Per ora la struttura conta già un campo di calcio e un teatro con 200 posti a sedere, ma le persone del posto, volontari, si stanno impegnando molto per accrescere sempre di più le potenzialità di questo centro. L’evento rappresenta proprio lo sviluppo e il sogno di questo città. A collaborare con il parroco in questa iniziativa è il pastificio Paletta. Con uno sguardo sempre rivolto a valorizzare i prodotti del proprio territorio, la sua peculiarità è quella di realizzare la pasta con il grano locale senza sottoporlo a eccessive lavorazioni. Si spera con questa collaborazione di rilanciare anche lavori che spesso vengono bistrattati, come quelli nel campo dell’agricoltura. Il progetto è appena nato e quindi la pasta prodotta usando il grano locale sarà in vendita per la prima volta durante la festa dell’Oro rosso. È indubbiamente una manifestazione diversa dalle altre, con un nobile scopo finale. Acquistando i prodotti proposti si può fare nel proprio piccolo la differenza, ma non è da dimenticare che Sant’Antonio Abate è rinomata per la bontà dei suoi pomodori e sarebbe uno spreco non approfittare di una manifestazione che ruota intorno questo prodotto. Foto: Marcello Affuso

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Recensioni

Prometeo: il titano ribelle secondo Massimo Luconi al Teatro Grande di Pompei

In una terra deserta ai confini del mondo Prometeo è punito da Zeus, reo di aver rubato il fuoco e di averlo donato agli uomini, permettendo l’inizio della civiltà. In scena il dramma è tutto concentrato sulla figura del titano, ma a rompere la staticità, intervengono anche altri personaggi, funzionali a mettere in risalto l’eroica ribellione del dio al signore degli dei. La rappresentazione punta su una scenografia scarna ed essenziale e su musiche greche che ben si coniugano con il testo basato sulla traduzione di Eschilo fatta da Davide Susanetti. “Prometeo” di Massimo Luconi: l’instancabile ribelle in difesa degli uomini Prometeo, costretto su una sedia da pesanti catene, non è stato vinto. Eroe e vittima insieme, alza il volto, non si piega, non teme Zeus, non teme il destino e a nulla valgono minacce o previsioni di dolori più grandi da sopportare: «Per me Zeus non vale niente, faccia, comandi come gli pare: il suo tempo è breve». Un’immagine nobile e dolorosa che cattura lo sguardo dello spettatore spostando l’attenzione dalla narrazione teatrale verso la forte carica emotiva del titano. Luca Lazzareschi dà vita a questo personaggio, e ne trasmette tutta l’energia primordiale, si elevano imponenti e forti le parole del dio, in boati minacciosi e rauchi che si innalzano e si abbattono sui presenti. In scena c’è lui, che racconta la storia degli dei e il tradimento, che rivendica con orgoglio la sua decisione e a nulla valgono le esortazioni del coro delle oceanine – sintetizzato da una sola attrice – a mostrare remissività e saggezza. Lo stesso consiglio gli giunge da Oceano che si è fatto strada tra gli dei usando la diplomazia e la politica e da Ermes che porta il messaggio di un Zeus infastidito dalla superbia di Prometeo. Ma il titano non si adegua, resta arrogante e spavaldo e non teme nulla perché conosce il suo destino e quello mortale di Zeus. È proprio il destino a legarlo con un altro personaggio presente nel dramma, Io, altra vittima del sopruso di Zeus e la cui dinastia genererà l’eroe che distruggerà il signore degli dei e libererà Prometeo. Un dramma al di fuori del tempo «Chi governa è sempre spietato». Queste le parole che Prometeo ripete incessantemente, e proprio lui si è sempre battuto contro il potere, prima deponendo Crono e poi contrastando Zeus. Guardando il Prometeo di Lazzareschi, è fin troppo facile riportare alla mente tante figure di ribelli che hanno fatto la storia, fin troppo e anche inutile. Questa rappresentazione non pretende parallelismi o attualizzazioni, dà vita a una vicenda fuori dal tempo e dallo spazio e offre un messaggio che si cristallizza e diventa eterno. Chi governa è sempre spietato, Zeus è un tiranno inarrestabile, sordo alle parole e inflessibile nel nome di una giustizia che protegge solo chi la esercita, una giustizia cieca alle sorti degli uomini. Poi Prometeo, il ribelle, che inevitabilmente nasce proprio dal potere spietato, nasce per distruggerlo, per ricordare che nulla è invincibile, che a Zeus sono superiori le Moire e […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Città di Partenope contro il bullismo agli studi Rai di Napoli

In una Napoli sempre più devastata e ripresa dai mass media ogni volta che l’emergenza rifiuti o le guerre tra clan la mettono in ginocchio nasce il sogno di rifondare la città e di tracciarne linee di confine. A reggere il peso di questa “missione” è scesa in campo da circa 9 anni Città di Partenope, un’associazione creata da un giovane pubblicitario napoletano, Claudio Agrelli, per riunire in una città virtuale tutti i napoletani che vogliono affrancarsi dalla parte “malata” della città, non solo dalla criminalità ma anche dalla volgarità e dal malcostume. Moltissime le iniziative proposte nel corso dell’anno, tra le quali quella tenuta il 27 giugno al foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, dove si è dibattuto sul tema Bullismo e cyberbulismo: tra piccoli protagonisti e grandi assenti.  Il direttore della sede Francesco Pinto e Claudio Agrelli hanno accolto i presenti e passato il testimone alla giornalista Cecilia Donadio, che ha orchestrato i tanti ospiti radunati per osservare con occhio critico il fenomeno alla ricerca di una soluzione. Il bullismo e il cyberbullismo: due cortometraggi per esplorare il problema Un cortometraggio con la regia di Maria Grazia Cucinotta conduce i presenti verso la tematica da trattare: Il compleanno di Alice mostra una bambina vittima di bullismo che subisce l’isolamento dei coetanei e la distrazione e assenza dei genitori. Il vicepresidente dell’osservatorio nazionale bullismo e doping Roberto Minerdo, il pugile medaglia di bronzo agli europei Valentino Manfredonia e l’attore Mingo De Pasquale – padre di Alice nel corto – sono stati i primi a prestare la loro voce al dibattito che ne è conseguito. Importante è una buona etica sportiva che può formare buoni cittadini con il rispetto per le regole. La palestra rappresenta anche un luogo sicuro, dove poter mettere a tacere nella propria testa le voci di quanti prevaricano sul prossimo. Il caso, invece, del cyberbullismo è stato rappresentato da un estratto della fiction Un posto al sole, in cui la bambina protagonista subisce angherie anche nei momenti di calma e nei posti in cui era solita sentirsi al sicuro. Il bullismo si sposta sui social network, nel mondo virtuale, e diventa inarrestabile. La story editor di Un posto al Sole, Sara Rescigno, l’attrice della fiction Miriam Candurro e il direttore del carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida, concentrano la propria attenzione proprio sul bullismo in rete. La sensibilizzazione nelle scuole riveste un’importanza evidente ma l’accento viene posto sugli insegnamenti dati nelle case dalle famiglie; si propone di sensibilizzare anche i genitori, di un’altra generazione e forse troppo lontani dalla realtà virtuale, e di fornire un’educazione attenta alla solidarietà e ai sentimenti del prossimo. Come arginare il problema secondo Città di Partenope Un servizio del TGR mostra la vicenda di un ragazzino di Mugnano, vittima di episodi di bullismo, e la decisione dei genitori di denunciare l’accaduto tramite lo stesso social usato per fare bullying.  Presente alla proiezione il padre del ragazzo per raccontare la propria esperienza e come è stata affrontata la situazione dalle Forze dell’Ordine. Diventa indispensabile cercare di fornire ai ragazzi degli strumenti di difesa in un […]

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Teatro

Peter Brook spiega Shakespeare al San Carlo

Peter Brook Shakespeare. Ieri sera nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli è stato accolto il regista teatrale Peter Brook che ha tenuto una “Lezione su Shakespeare” in occasione del Napoli Teatro Festival Italia. Il termine “lezione” rimanda al mondo accademico, fa avvertire l’odore secco delle aule universitarie e l’eco intimidatoria del professore, detentore di tutte le certezze, che si erge dalla sua cattedra. Invece le prime parole del regista sono state spese per evitare questo fraintendimento: avrebbe parlato di Shakespeare ma non tenuto una lezione. E in effetti poco si adatta a Peter Brook la definizione di “colui che ha tutte le risposte”, anche se ci si potrebbe aspettare una figura del genere da un regista che ha dedicato la vita all’arte, alla cultura e al teatro. Dal chiaro sguardo gentile, ha discorso con voce calma e pacata, senza necessità di ricorrere a battute forzate per guadagnarsi il plauso dei presenti e mantenere viva l’attenzione. Un dialogo che ha danzato con l’equilibrio di una ballerina sulla sottile linea che separa le grandi domande dalle loro risposte. Il regista ha esplorato il Bardo, scontrandosi inevitabilmente con i tanti quesiti che solleva, con atteggiamento umile, senza mai tentare di fornire risposte. In fondo anche «Amleto di fronte al verso “Essere o non essere, questa è la domanda” non sta cercando di dare una risposta.» Peter Brook Shakespeare   Un viaggio attraverso Shakespeare mano nella mano con Brook Attraversando alcune delle principali opere shakespeariane – Amleto, Otello, Re Lear – spiega che bisogna immaginare il testo come un grattacielo e sondarne pian piano tutti i piani. Dal più basso, con espliciti riferimenti sessuali, fino in cima, da dove è possibile avere una visione delle bellezze del mondo, ma anche dei personaggi «pieni di poesia, ambizione, potere». Bisogna approfondire quanto più è possibile ogni piano di quel grattacielo, ma farsi una propria idea sull’opera equivale a chiudere inevitabilmente le altre porte d’interpretazione. «L’attore che interpretava Jago (in Otello) al Royal National Theatre  ha cominciato dicendo: io non farò la parte del cattivo, tutto quello che so è che io adesso sto interpretando un essere umano. Nessun essere umano è tutto nero o tutto bianco, nessuno di noi. […] Ciascun personaggio di Shakespeare non è mai questo o quello,  […] (ci sono) i livelli infiniti di un essere umano completo. La scoperta dell’essere umano all’interno di questi personaggi è l’aspetto più interessante per gli attori e i registi.» Sulla poliedricità degli uomini in Shakespeare, Brook porta l’esempio, in Re Lear, delle figlie del re. Le due, che poi si scontreranno tra loro e con il padre, fino a meditarne l’omicidio, sono vinte dall’ambizione, dalla competitività e dalla sete di potere. Ma all’inizio sono descritte come ragazze remissive, molto belle quanto sdolcinate. Molto importante diventa, quindi, esplorare gli infiniti aspetti dell’animo umano. «Un attore ha detto che non esistono in realtà dei ruoli piccoli nelle opere di Shakespeare, ma esistono soltanto attori». E racconta di quanta umanità sia stata donata dalla penna di Shakespeare […]

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Contest

Teatro in pillole: un format per gli amanti dell’arte

In un’incantevole cornice bucolica si è svolto ieri l’appuntamento di Maggio di “Teatro in pillole”. Questo format, ideato da Stefania Russo, offre la possibilità di assistere o esibirsi, alla presenza di un ospite d’eccezione, in un breve monologo teatrale/esibizione a due o più voci, su di un tema che viene scelto di volta in volta. Il 31 maggio il contest si è svolto nel grazioso giardino di Villino Manina e, tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino, si è dato il via alla serata incentrata sul tema della passione. Ospite d’onore Gabriella Cerino, attrice televisiva e teatrale, che ha lavorato con i grandi del teatro come Gassman e Casagrande, ora docente a “La Palestra dell’Attore” del Teatro Diana. In un momento storico di forte dolore per il teatro e gli artisti in genere,- spiega ai presenti –  iniziative come queste rivestono una forte importanza: «dobbiamo tornare indietro, ci sono i corsi e i ricorsi storici […] Nel tempo addietro gli artisti erano prodotti dai sovrani […] dobbiamo cominciare da queste piccole realtà di persone che con passione promuovono il teatro, promuovono gli artisti […] forse è proprio da qui che possiamo ripartire perché il teatro abbia una nuova vita, altrimenti dovrebbe morire.». Teatro in pillole: “passione” Sulle note del tango si è esibita una coppia di ballerini, Vilia Lombardo e Nasta Marin: i passi neri di lui e il rosso volteggiare di lei hanno rappresentato il tema della serata, la passione. Subito dopo hanno avuto inizio le performance teatrali degli artisti, cominciate dopo l’irrinunciabile scaramantico rituale del “merda”. Dapprima hanno dato prova di sé i due rappresentanti della categoria Amatori. Franco Ammirati, in arte Galeno Manitira, ha proposto un monologo musicato sull’amore nei diversi suoi aspetti, dal cibo alla donna fuggevole. Teresa Freddo, che ha vinto nel corso di quella serata nella sua categoria, ha proposto un monologo, scritto da Egidio Montone, sul ricordo di un amore finito, sulla passione che sopraffa la donna innamorata, intrecciando il ricordo dell’amato con le strade della città che hanno assistito alla passata storia d’amore. La categoria professionisti è stata aperta dal monologo di Paolo Gentile, scritto da Diego Sommaripa, parte dello spettacolo “Nel campo delle viole”. Racconta di Antonio Landieri, un ragazzo che a causa della sua disabilità viene escluso dalla vita di chi gli sta intorno, ma che dentro è illuminato da una strenua vitalità, spenta quando per sbaglio viene ucciso durante una faida della camorra. Un atmosfera grave e commossa che è stata con abilità smorzata dai Fuori fermata Live: un gruppo che unisce note e versi, rendendo in musica tre celebri poesie – “Esclamazione amorosa”, “Si t’ ‘o sapessi dicere”, “Io ti floro” –  in un’unica performance molto teatralizzata che passa dal francese, al napoletano all’italiano. La terza attrice professionista, Chiara Vitiello, irrompe con il suo monologo che fa parte dello spettacolo “Melammò Puttana o della Madonna”. Una voce nuda, una candela e uno scialle bianco bastano per rappresentare la trasformazione di una donna da “puttana” a casta, su una costante dialettica che oscilla tra il sacro e […]

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