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Eroica Fenice

Food

Divin Castagne: non solo vino e castagne

Inizierà a breve la quattro giorni dedicata al vino e alla castagna, il Divin Castagne, un evento che è diventato ormai parte delle tradizioni della città di Sant’Antonio Abate che lo ospita. Il 20 ottobre darà il via alla settima edizione, in occasione della quale, tante sono le novità previste. Sabato 14 ottobre è stato organizzato un programma educational per la stampa, in modo da presentare meglio le innovazioni di questa edizione. L’accoglienza si è svolta a suon di cornetti presso la sede RAS – Restoring Ancient Stabiae – a Castellammare di Stabia. La sede, che accoglierà gli chef e gli ospiti in occasione della manifestazione, è stata designata per l’ideale che insegue. La Fondazione RAS si occupa della cura e promozione dell’area archeologica ed ha inaugurato il Vesuvian Istitute, un Campus internazionale che si propone di accogliere non solo gli studiosi interessati all’area vesuviana, ma anche convegni, come nel caso di questo evento. La quattro giorni in questa edizione fa dell’alimentazione di qualità uno dei punti cardini. Sarà organizzato un percorso per far scoprire il gusto delle scelte alimentari sane e per valorizzare quanto il territorio ha da offrire. Le tappe del percorso educativo saranno a cura dei volontari della Condotta Slow Food Monti Lattari in collaborazione con il team del Gruppo Educazione Slow Food Campania e Basilicata. I rappresentanti dello Slow Food hanno dato prova ai presenti della propria bravura in cucina e parlato dei programmi per la manifestazione. Ci sarà anche la presentazione del libro “C’era una volta il Focolare” di Anna D’Amora, per scoprire in un linguaggio dialettale misto all’italiano, ricette e storie di personaggi illustri. La tappa successiva è stata pensata per mostrare le origini de erbe presenti in un piatto gourmet. Solitamente gli chef danno un tocca originale e personale con l’aggiunta di piccole chicche ricercate, ad esempio di erbe poco conosciute ma da un sapore e un odore che fanno la differenza nella cucina di un piatto stellato. In occasione del tour, è stata visitata l’azienda agricola Montoro, proprio specializzata nella coltivazione delle erbe spontanee e che si sta espandendo anche sul mercato del pomodoro. Vasi campi variopinti da fiori profumati e commestibili, pronti per impreziosire i piatti di tanti chef. Per questa edizione di Divin Castagne, è aumentato il numero degli chef che ne prenderanno parte per un totale di 44, da quelli più riconosciuti a quelli locali. Tra i nomi risaltano soprattutto il toscano Luca Natalini, la modenese Majda Nabaoui e la campana Fabiana Scarica, che cucineranno un piatto basato sulla castagna. Legati al mondo della cucina non solo ci saranno show cooking, ma anche wine tasting organizzati presso la Corte del gusto e del vino, laboratori per i bambini ed altre attività innovative organizzate da esperti nel settore. Ma la cucina non è solo fatta di odori e sapori, ma anche di colori, ed in questo si giustappone a un quadro. La cucina è una forma artistica e quindi perché non coinvolgere l’arte durante la manifestazione Divin Castagne? Questa la linea di […]

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Food

Afragola: Bere&bè, un’oasi dove bere e mangiare bene

Ha aperto i battenti il 2 ottobre Bere&bè, un prezioso locale incastonato nella città di Afragola, in provincia di Napoli. Durante una serata organizzata per la stampa, i giovani proprietari under 30 – Augusto Santoro e Ferdinando Salzano – hanno fatto sfoggio dei propri vini e di prelibatezze varie, spiegando in maniera certosina la provenienza dei vari prodotti, che ne garantiscono l’ottima qualità. Come una piccola oasi, il locale sorge per offrire un punto di ritrovo, un posto sicuro dove andare per dimenticarsi dei propri affanni. Piccolo e dotato di un grazioso patio all’esterno, consente sia di sedersi nel clima caldo interno tra i tavoli di legno, sia all’esterno rinfrescati dalla brezza serale. Il design è semplice ma capace di rendere il posto confortevole. La luce filtra attraverso i vetri delle bottiglie e il rosso e il bianco dei vini; si crea un clima confortante e accogliente, romantico se accompagnati dalla propria altra metà della mela, ilare e gioioso se in compagnia di amici. Un vero e proprio rifugio, che si presta bene a tutte le situazioni, e dove chi entra deve lasciare i pensieri fuori l’ingresso. Per bere bene: vini e cibi di ottima qualità L’eccezionalità di Bere&bè sta nella possibilità di bere vini di qualità, di farsi guidare dai proprietari nella scelta dei vini, nella loro degustazione e negli abbinamenti più adeguati con il cibo. Un posto per bere bene o per imparare a farlo, attingendo da più di un migliaio di bottiglie, con oltre 230 etichette! Si può trovare il proprio vino preferito oppure scoprire i propri gusti enogastronomici a suon di degustazioni, infatti la varietà è ampia. Il locale ne mette a disposizione diverse qualità e provenienze, attraversando l’Italia – dal Trentino Adige alla Sicilia, per le colline di Franciacorta fino in Toscana e in Campania – per poi spingersi oltre i confini nazionali e conquistare i vigneti francesi – da Reims a Epernay – con le Maison du Champagne. Ma la qualità coinvolge anche la gastronomia, per meglio esaltare il sapore intenso del vino, il locale offre una vasta gamma di stuzzicheria, facendone sempre della qualità il segno distintivo. L’offerta spazia dai salumi e formaggi nostrani alla “zingara”, un sandwich ottenuto con due fette di pane casareccio tostate e farcite, e di cui qui è presente sia la classica versione ischitana che una rivisitazione dei proprietari in chiave gourmet. Ma non finisce qui. Perché ce ne è per tutti i gusti. Si vuol far sentire a proprio agio tutti i clienti che solcano l’ingresso. Quindi per gli amanti dei sapori forti è messo a disposizione un angolo “distilleria”, per assaporare ottimi Whisky, Rum, Grappe, Gin e Vodka. Mentre per i più giovani in cerca di un leggere aperitivo pomeridiano, la scelta è tra diverse varietà di birre artigianali e i classici Spritz. Menù degustazione per la stampa In occasione della presentazione del locale alla stampa, i due giovani proprietari hanno fatto fare ai presenti un tour tra le prelibatezze alimentari e enogastronomiche offerte dal locale. Della […]

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Food

Salotto Fame, per gustare panini gourmet di qualità

Risalta come un piccolo gioiello nella città di San Vitaliano, l’hamburgeria-braceria “Salotto Fame“, che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali abbinati a birre e vini italiani. Inaugurato il 30 agosto, ha proposto ieri una serata dedicata alla stampa, durante la quale lo chef ha dato prova di sé sorprendendo i presenti. Un progetto nato dall’amore dei due proprietari, coniugi, Lucia Esposito e Felice Ragosta, che condividono la passione per la ristorazione e il desiderio di offrire ai propri clienti un’esperienza unica in un ambiente rilassante e familiare. Salotto Fame, il “salotto” dove la qualità è di casa Un locale piccolo – con 65 coperti fissi – ma arioso, un design che gioca tra l’industriale e il minimal, fresco e moderno accoglie i propri “ospiti” come un vero e proprio salotto. L’intenzione è quella di far sentire il cliente a casa e di offrirgli un posto dove potersi sentire rassicurato dalla qualità dei prodotti offerti, e coccolato dalle tante piccole attenzioni che il personale garantisce. La cura nel dettaglio risalta anche dal simpatico menù che, trovandosi in un salotto, non poteva che essere un giornale: nasce così il “menews”, il giornale del salotto dove è possibile trovare le diverse pietanze proposte. Fiore all’occhiello del “Salotto Fame” è la qualità delle materie prime e la lavorazione artigianale. Non a caso Felice Ragosta vanta un curriculum di tutto prestigio, avendo lavorato in diversi ristoranti francesi e alla corte degli, ormai noti, chef stellati Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo. Così nel suo ristorante riversa l’esperienza acquisita e propone molti panini gourmet osando anche inusuali associazioni di ingredienti. Il pane, preparato giornalmente, è l’americano pane bun, in una sua versione salata, con semi di sesamo e papavero ma, in nome dell’attenzione rivolta al cliente e alle diverse intolleranze alimentari, per i clienti celiaci è garantita anche la preparazione artigianale gluten-free. Uno sguardo di riguardo viene rivolto alle salse, preparate nel rispetto degli altri sapori a cui vengono associate e con sapiente maestria, così come anche i tanti topping per la guarnizione – frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc. – Degno di nota nell’attenzione alla freschezza del prodotto, è che i panini variano nel corso dell’anno per adattarsi di volta in volta ai prodotti di stagione. Il menù degustativo proposto alla stampa In occasione della serata organizzata dalla stampa, sono stati offerti due panini gourmet, il rassicurante “Vesuvio” contraddistinto da prodotti campani e l’atipico “Cherry”, un’esperienza gustativa fuori dal normale quanto paradisiaca. Il “Vesuvio” è stato realizzato con i prodotti campani. Una composta di melanzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo DOP del Vesuvio – che adesso è possibile trovare anche in versione gialla -, fior di latte di Agerola e prosciutto cotto artigianale alle erbe di Bernardi. L’hamburger usato è quello di Fassona piemontese da 200gr, prediletto per tutti i panini per le proprietà di questa carne molto magra che, nonostante necessiti di tempi di cottura più lunghi, si mantiene molto tenera e con meno calorie. Lo […]

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Libri

L’estate Eroica: i libri da leggere sotto l’ombrellone

Le ore scorrono lente sotto l’ombrellone o distesi al sole, i bagni non sono mai troppo lunghi. Con l’arrivo di agosto per molti arriveranno anche le vacanze vere e proprie, le tanto attese ferie da trascorrere nel segno del relax e della spensieratezza. Si cessano tutte le attività e ci si dedica all’ozio… non proprio tutte le attività, per gli amanti dei libri leggere è un’attività indispensabile e a cui non si rinuncia, anzi, è un modo per riempire le ore di ozio e relax con avventure, mondi e sentimenti mai vissuti. Certamente il caldo non aiuta la concentrazione, e pensare di riuscire a leggere “il librone” serio è una battaglia persa in partenza al solo pensiero. Sì, proprio “Quel libro”, quello che tutti i lettori non confesseranno mai di aver rimandato all’infinito, magari per anni, perché troppo importante per destinargli qualche ora distratta in treno, tra diversi impegni o prima di addormentarsi. Ogni lettore lo negherà, ma probabilmente ogni lettore ha IL suo libro rimandato di anno in anno con i buoni propositi di Capodanno. Alla fine passa talmente tanto tempo che agli amici lettori – non meno colpevoli, sia chiaro –  si dirà di averlo letto, e che sì «è proprio un capolavoro, non c’è alcun dubbio» e perché no, «ha anche scalato con un salto la gerarchia dei libri preferiti piazzandosi al vertice». Non c’è da prendersi in giro, IL libro verrà rimandato anche questa volta, ma è anche vero che l’amore per la lettura e la voglia di portarsene uno in vacanza o al mare non si estirpa con il buonsenso. Un po’ come la coperta di Linus, è necessario averne uno con sé. Quindi ecco per i più temerari e fedeli alla causa, una lista di libri pensati da noi di Eroica Fenice per consentirne la lettura nonostante il sole e il caldo infernale. Tre uomini in barca – Jerome K. Jerome. Tre amici viaggiano in barca per riposarsi dalle fatiche della vita londinese. Diverse le peripezie e le avventure che, grazie alla vis comica e alla filosofia spicciola, hanno reso questo romanzo parte integrante della storia della letteratura. I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift. Capolavoro del fantastico e della satira. Tanti viaggi, peripezie, creature straordinarie, giganti e nani, popolazioni assurde popolano questo romanzo che, a torto, è stato relegato alla narrativa per ragazzi. Il barone rampante – Italo Calvino. «Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. […] una vira tutt’altro che monotona, anzi: piena d’avventure, e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza» (prefazione di Calvino) Ecco la storia – Daniel Pennac. Tutto ha inizio quando un dittatore agorafobico (fittizio) decide di assumere un sosia. Le varie storie che il dittatore ripropone si intersecano tra realtà e fantasia. Si riflette sui ruoli e sul vago inseguimento del personaggio di una propria identità. Baci a tutti – Andrea Antonello. «Sono […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Cena di raccolta fondi per Ricomincio dai Libri

La raccolta fondi per “Ricomincio dai Libri” sarà la causa motrice della cena umoristico-musicale “Aggiungi un posto a tavola” organizzata per il 19 luglio presso la meravigliosa Chiesa di Gesù e Maria, sede degli Euforika Napoli, un’associazione volta a trasmettere il Valore dell’Arte e della Cultura come Maestre di Vita. La cena sarà un lieto momento di aggregazione per il popolo napoletano durante il quale saranno proposte le letture umoristiche di Gabriele Aprea e le canzoni travolgenti di Nando Misuraca. Ho mangiato da Dio. Cucina benissimo – Gabriele Aprea Il prezzo del biglietto per il buffet è di 10 euro e sarà trasferito sulla piattaforma Meridionare, che ospita il crowdfunding del progetto. Una modica cifra per dare una spinta alla rinascita della cultura sul territorio napoletano tramite la IV edizione della Fiera del Libro di Napoli. La kermesse è organizzate da quattro associazioni – Librincircolo, La Bottega delle Parole, Coop. Soc. Sepofà e Parole Alate – che si mostrano attente alla valorizzazione dell’arte e della cultura su territorio partenopeo e che credono nella necessità di un coinvolgimento attivo da parte di tutta la popolazione e non solo di una ristretta elite. Fiera del Libro – Ricomincio dai Libri La Fiera “Ricomincio dai Libri” ha attirato a sé molta attenzione specialmente per la gratuità dell’evento. Infatti non solo i visitatori potranno goderne senza dover svuotare il portafoglio, ma anche la partecipazione degli editori sarà volontaria e non retribuita. Durante i tre giorni dal 29 settembre all’ 1 ottobre, saranno allestiti spazi espositivi per libri, teatro, fotografia, arte, danza ma anche workshop, laboratori, concerti e molto altro: tutto in nome della cultura. La Fiera conterà la presenza di ospiti d’eccezione nel campo dell’editoria e tutto fa pensare ad una vera e propria festa della cultura. Quindi sarà possibile aiutare finanziariamente questa manifestazione partecipando alla cena umoristico-musicale, al termine della quale sono previste ricompense proporzionali alla cifra donata, come un posto riservato o la sponsorizzazione di un singolo evento. I Protagonisti Nando Misuraca, cantautore, giornalista e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music. Già Premio “Pigro-Ivan Graziani”, “Nicolardi” e “Massimo Troisi” . Ha collaborato con importanti nomi della musica italiana, tra questi Renzo Arbore, Clementino, Gianni Conte, Paolo Audino, Erminio Sinni etc. È reduce dal successo all’Auditorium Rai di Napoli al premio Elsa Morante ” dove ha presentato in anteprima “Mehari Verde” brano dedicato a Giancarlo Siani. Gabriele Aprea – Parodia, dialogo in assenza, spiazzamento e non sense: sono gli ingredienti dei racconti di Gabriele Aprea. Filo conduttore la sottile e finissima ironia usata da Aprea per mettere a nudo il rapporto tra l’uomo e i suoi problemi esistenziali, da quelli più intimi ad un semplice ascensore fuori servizio. E poi, il rapporto d’amore che sta alla base dei suoi racconti: quello tra l’uomo e il suo scolapasta. Sesso, religione, lavoro sono solo alcuni dei temi che l’autore rilegge con il suo humour dissacrante e provocatorio. Storie che divertono sin dalle prime righe, con una prosa accattivante ed intraprendente che stimola a comprendere il variegato […]

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Food

Oro rosso: non solo pomodori e pasta

«Chi mangia un pomodoro regala un tesoro». Questo lo slogan dell’evento Oro rosso che renderà protagonista Sant’Antonio Abate dal 14 al 16 luglio, e che riunirà imprenditori, chef, coltivatori e consumatori amanti del pomodoro e della pasta. Ci saranno dimostrazioni di cucina e degustazioni di piatti tipici a chilometri zero, ogni giorno prevederà musica dal vivo a partire dal primo che sarà “inaugurato” da Tony Tammaro. Oro rosso finanzia un centro polivalente per i giovani abatesi Con Oro rosso oltre a valorizzare il territorio e a omaggiare la propria tradizione, si vuole anche finanziare le attività del centro parrocchiale di Santa Maria Rosanova. Don Salvatore Branca ha acquistato quella che era una vecchia fabbrica di pomodori dismessa e negli anni l’ha trasformata in un centro socio-educativo per i giovani del paese, che conta pochissime strutture sociali. Per il momento la struttura propone doposcuola pomeridiani, attività teatrali e sportive volte a chiamare a sé quella fascia di giovani, dai 14 ai 25 anni, che, se non sono fuori classe, vengono ignorati dalle associazioni sportive. In quanto parrocchia l’attenzione viene anche posta sul singolo individuo, proponendo percorsi di crescita personale: l’obiettivo è aiutare i giovani a trovare una propria voce e, nel tempo, ad offrirgli gli strumenti per approfondire e seguire le propria vocazione, seguendoli fino ad immetterli nel mondo del lavoro. Il sogno di questo centro è aiutare la comunità di Sant’Antonio Abate, permettere alle persone di incontrarsi e crescere per sostenere quella parte di popolazione che non si vuole arrendere, che vuole qualcosa di più ma non ha i mezzi per raggiungere determinati obiettivi da sola. Per ora la struttura conta già un campo di calcio e un teatro con 200 posti a sedere, ma le persone del posto, volontari, si stanno impegnando molto per accrescere sempre di più le potenzialità di questo centro. L’evento rappresenta proprio lo sviluppo e il sogno di questo città. A collaborare con il parroco in questa iniziativa è il pastificio Paletta. Con uno sguardo sempre rivolto a valorizzare i prodotti del proprio territorio, la sua peculiarità è quella di realizzare la pasta con il grano locale senza sottoporlo a eccessive lavorazioni. Si spera con questa collaborazione di rilanciare anche lavori che spesso vengono bistrattati, come quelli nel campo dell’agricoltura. Il progetto è appena nato e quindi la pasta prodotta usando il grano locale sarà in vendita per la prima volta durante la festa dell’Oro rosso. È indubbiamente una manifestazione diversa dalle altre, con un nobile scopo finale. Acquistando i prodotti proposti si può fare nel proprio piccolo la differenza, ma non è da dimenticare che Sant’Antonio Abate è rinomata per la bontà dei suoi pomodori e sarebbe uno spreco non approfittare di una manifestazione che ruota intorno questo prodotto. Foto: Marcello Affuso

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Recensioni

Prometeo: il titano ribelle al Teatro Grande di Pompei

In una terra deserta ai confini del mondo Prometeo è punito da Zeus, reo di aver rubato il fuoco e di averlo donato agli uomini, permettendo l’inizio della civiltà. In scena il dramma è tutto concentrato sulla figura del titano, ma a rompere la staticità, intervengono anche altri personaggi, funzionali a mettere in risalto l’eroica ribellione del dio al signore degli dei. La rappresentazione punta su una scenografia scarna ed essenziale e su musiche greche che ben si coniugano con il testo basato sulla traduzione di Eschilo fatta da Davide Susanetti. Prometeo: l’instancabile ribelle in difesa degli uomini Prometeo, costretto su una sedia da pesanti catene, non è stato vinto. Eroe e vittima insieme, alza il volto, non si piega, non teme Zeus, non teme il destino e a nulla valgono minacce o previsioni di dolori più grandi da sopportare: «Per me Zeus non vale niente, faccia, comandi come gli pare: il suo tempo è breve». Un’immagine nobile e dolorosa che cattura lo sguardo dello spettatore spostando l’attenzione dalla narrazione teatrale verso la forte carica emotiva del titano. Luca Lazzareschi dà vita a questo personaggio, e ne trasmette tutta l’energia primordiale, si elevano imponenti e forti le parole del dio, in boati minacciosi e rauchi che si innalzano e si abbattono sui presenti. In scena c’è lui, che racconta la storia degli dei e il tradimento, che rivendica con orgoglio la sua decisione e a nulla valgono le esortazioni del coro delle oceanine – sintetizzato da una sola attrice – a mostrare remissività e saggezza. Lo stesso consiglio gli giunge da Oceano che si è fatto strada tra gli dei usando la diplomazia e la politica e da Ermes che porta il messaggio di un Zeus infastidito dalla superbia di Prometeo. Ma il titano non si adegua, resta arrogante e spavaldo e non teme nulla perché conosce il suo destino e quello mortale di Zeus. È proprio il destino a legarlo con un altro personaggio presente nel dramma, Io, altra vittima del sopruso di Zeus e la cui dinastia genererà l’eroe che distruggerà il signore degli dei e libererà Prometeo. Un dramma al di fuori del tempo «Chi governa è sempre spietato». Queste le parole che Prometeo ripete incessantemente, e proprio lui si è sempre battuto contro il potere, prima deponendo Crono e poi contrastando Zeus. Guardando il Prometeo di Lazzareschi, è fin troppo facile riportare alla mente tante figure di ribelli che hanno fatto la storia, fin troppo e anche inutile. Questa rappresentazione non pretende parallelismi o attualizzazioni, dà vita a una vicenda fuori dal tempo e dallo spazio e offre un messaggio che si cristallizza e diventa eterno. Chi governa è sempre spietato, Zeus è un tiranno inarrestabile, sordo alle parole e inflessibile nel nome di una giustizia che protegge solo chi la esercita, una giustizia cieca alle sorti degli uomini. Poi Prometeo, il ribelle, che inevitabilmente nasce proprio dal potere spietato, nasce per distruggerlo, per ricordare che nulla è invincibile, che a Zeus sono superiori le Moire e le Erinni. «Gli […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Città di Partenope contro il bullismo agli studi Rai di Napoli

In una Napoli sempre più devastata e ripresa dai mass media ogni volta che l’emergenza rifiuti o le guerre tra clan la mettono in ginocchio nasce il sogno di rifondare la città e di tracciarne linee di confine. A reggere il peso di questa “missione” è scesa in campo da circa 9 anni Città di Partenope, un’associazione creata da un giovane pubblicitario napoletano, Claudio Agrelli, per riunire in una città virtuale tutti i napoletani che vogliono affrancarsi dalla parte “malata” della città, non solo dalla criminalità ma anche dalla volgarità e dal malcostume. Moltissime le iniziative proposte nel corso dell’anno, tra le quali quella tenuta il 27 giugno al foyer dell’Auditorium della Rai di Napoli, dove si è dibattuto sul tema Bullismo e cyberbulismo: tra piccoli protagonisti e grandi assenti.  Il direttore della sede Francesco Pinto e Claudio Agrelli hanno accolto i presenti e passato il testimone alla giornalista Cecilia Donadio, che ha orchestrato i tanti ospiti radunati per osservare con occhio critico il fenomeno alla ricerca di una soluzione. Il bullismo e il cyberbullismo: due cortometraggi per esplorare il problema Un cortometraggio con la regia di Maria Grazia Cucinotta conduce i presenti verso la tematica da trattare: Il compleanno di Alice mostra una bambina vittima di bullismo che subisce l’isolamento dei coetanei e la distrazione e assenza dei genitori. Il vicepresidente dell’osservatorio nazionale bullismo e doping Roberto Minerdo, il pugile medaglia di bronzo agli europei Valentino Manfredonia e l’attore Mingo De Pasquale – padre di Alice nel corto – sono stati i primi a prestare la loro voce al dibattito che ne è conseguito. Importante è una buona etica sportiva che può formare buoni cittadini con il rispetto per le regole. La palestra rappresenta anche un luogo sicuro, dove poter mettere a tacere nella propria testa le voci di quanti prevaricano sul prossimo. Il caso, invece, del cyberbullismo è stato rappresentato da un estratto della fiction Un posto al sole, in cui la bambina protagonista subisce angherie anche nei momenti di calma e nei posti in cui era solita sentirsi al sicuro. Il bullismo si sposta sui social network, nel mondo virtuale, e diventa inarrestabile. La story editor di Un posto al Sole, Sara Rescigno, l’attrice della fiction Miriam Candurro e il direttore del carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida, concentrano la propria attenzione proprio sul bullismo in rete. La sensibilizzazione nelle scuole riveste un’importanza evidente ma l’accento viene posto sugli insegnamenti dati nelle case dalle famiglie; si propone di sensibilizzare anche i genitori, di un’altra generazione e forse troppo lontani dalla realtà virtuale, e di fornire un’educazione attenta alla solidarietà e ai sentimenti del prossimo. Come arginare il problema Un servizio del TGR mostra la vicenda di un ragazzino di Mugnano, vittima di episodi di bullismo, e la decisione dei genitori di denunciare l’accaduto tramite lo stesso social usato per fare bullying.  Presente alla proiezione il padre del ragazzo per raccontare la propria esperienza e come è stata affrontata la situazione dalle Forze dell’Ordine. Diventa indispensabile cercare di fornire ai ragazzi degli strumenti di difesa in un mondo, quello virtuale, […]

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Teatro

Peter Brook spiega Shakespeare al San Carlo

Ieri sera nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli è stato accolto il regista teatrale Peter Brook che ha tenuto una “Lezione su Shakespeare” in occasione del Napoli Teatro Festival Italia. Il termine “lezione” rimanda al mondo accademico, fa avvertire l’odore secco delle aule universitarie e l’eco intimidatoria del professore, detentore di tutte le certezze, che si erge dalla sua cattedra. Invece le prime parole del regista sono state spese per evitare questo fraintendimento: avrebbe parlato di Shakespeare ma non tenuto una lezione. E in effetti poco si adatta a Peter Brook la definizione di “colui che ha tutte le risposte”, anche se ci si potrebbe aspettare una figura del genere da un regista che ha dedicato la vita all’arte, alla cultura e al teatro. Dal chiaro sguardo gentile, ha discorso con voce calma e pacata, senza necessità di ricorrere a battute forzate per guadagnarsi il plauso dei presenti e mantenere viva l’attenzione. Un dialogo che ha danzato con l’equilibrio di una ballerina sulla sottile linea che separa le grandi domande dalle loro risposte. Il regista ha esplorato il Bardo, scontrandosi inevitabilmente con i tanti quesiti che solleva, con atteggiamento umile, senza mai tentare di fornire risposte. In fondo anche «Amleto di fronte al verso “Essere o non essere, questa è la domanda” non sta cercando di dare una risposta.»   Un viaggio attraverso Shakespeare mano nella mano con Brook Attraversando alcune delle principali opere shakespeariane – Amleto, Otello, Re Lear – spiega che bisogna immaginare il testo come un grattacielo e sondarne pian piano tutti i piani. Dal più basso, con espliciti riferimenti sessuali, fino in cima, da dove è possibile avere una visione delle bellezze del mondo, ma anche dei personaggi «pieni di poesia, ambizione, potere». Bisogna approfondire quanto più è possibile ogni piano di quel grattacielo, ma farsi una propria idea sull’opera equivale a chiudere inevitabilmente le altre porte d’interpretazione. «L’attore che interpretava Jago (in Otello) al Royal National Theatre  ha cominciato dicendo: io non farò la parte del cattivo, tutto quello che so è che io adesso sto interpretando un essere umano. Nessun essere umano è tutto nero o tutto bianco, nessuno di noi. […] Ciascun personaggio di Shakespeare non è mai questo o quello,  […] (ci sono) i livelli infiniti di un essere umano completo. La scoperta dell’essere umano all’interno di questi personaggi è l’aspetto più interessante per gli attori e i registi.» Sulla poliedricità degli uomini in Shakespeare, Brook porta l’esempio, in Re Lear, delle figlie del re. Le due, che poi si scontreranno tra loro e con il padre, fino a meditarne l’omicidio, sono vinte dall’ambizione, dalla competitività e dalla sete di potere. Ma all’inizio sono descritte come ragazze remissive, molto belle quanto sdolcinate. Molto importante diventa, quindi, esplorare gli infiniti aspetti dell’animo umano. «Un attore ha detto che non esistono in realtà dei ruoli piccoli nelle opere di Shakespeare, ma esistono soltanto attori». E racconta di quanta umanità sia stata donata dalla penna di Shakespeare anche a un semplice messaggero. In […]

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Contest

Teatro in pillole: un format per gli amanti dell’arte

In un’incantevole cornice bucolica si è svolto ieri l’appuntamento di Maggio di “Teatro in pillole”. Questo format, ideato da Stefania Russo, offre la possibilità di assistere o esibirsi, alla presenza di un ospite d’eccezione, in un breve monologo teatrale/esibizione a due o più voci, su di un tema che viene scelto di volta in volta. Il 31 maggio il contest si è svolto nel grazioso giardino di Villino Manina e, tra un piatto di pasta e un bicchiere di vino, si è dato il via alla serata incentrata sul tema della passione. Ospite d’onore Gabriella Cerino, attrice televisiva e teatrale, che ha lavorato con i grandi del teatro come Gassman e Casagrande, ora docente a “La Palestra dell’Attore” del Teatro Diana. In un momento storico di forte dolore per il teatro e gli artisti in genere,- spiega ai presenti –  iniziative come queste rivestono una forte importanza: «dobbiamo tornare indietro, ci sono i corsi e i ricorsi storici […] Nel tempo addietro gli artisti erano prodotti dai sovrani […] dobbiamo cominciare da queste piccole realtà di persone che con passione promuovono il teatro, promuovono gli artisti […] forse è proprio da qui che possiamo ripartire perché il teatro abbia una nuova vita, altrimenti dovrebbe morire.». Teatro in pillole: “passione” Sulle note del tango si è esibita una coppia di ballerini, Vilia Lombardo e Nasta Marin: i passi neri di lui e il rosso volteggiare di lei hanno rappresentato il tema della serata, la passione. Subito dopo hanno avuto inizio le performance teatrali degli artisti, cominciate dopo l’irrinunciabile scaramantico rituale del “merda”. Dapprima hanno dato prova di sé i due rappresentanti della categoria Amatori. Franco Ammirati, in arte Galeno Manitira, ha proposto un monologo musicato sull’amore nei diversi suoi aspetti, dal cibo alla donna fuggevole. Teresa Freddo, che ha vinto nel corso di quella serata nella sua categoria, ha proposto un monologo, scritto da Egidio Montone, sul ricordo di un amore finito, sulla passione che sopraffa la donna innamorata, intrecciando il ricordo dell’amato con le strade della città che hanno assistito alla passata storia d’amore. La categoria professionisti è stata aperta dal monologo di Paolo Gentile, scritto da Diego Sommaripa, parte dello spettacolo “Nel campo delle viole”. Racconta di Antonio Landieri, un ragazzo che a causa della sua disabilità viene escluso dalla vita di chi gli sta intorno, ma che dentro è illuminato da una strenua vitalità, spenta quando per sbaglio viene ucciso durante una faida della camorra. Un atmosfera grave e commossa che è stata con abilità smorzata dai Fuori fermata Live: un gruppo che unisce note e versi, rendendo in musica tre celebri poesie – “Esclamazione amorosa”, “Si t’ ‘o sapessi dicere”, “Io ti floro” –  in un’unica performance molto teatralizzata che passa dal francese, al napoletano all’italiano. La terza attrice professionista, Chiara Vitiello, irrompe con il suo monologo che fa parte dello spettacolo “Melammò Puttana o della Madonna”. Una voce nuda, una candela e uno scialle bianco bastano per rappresentare la trasformazione di una donna da “puttana” a casta, su una costante dialettica che oscilla tra il sacro e […]

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Interviste vip

Nino Di Costanzo e Massimo Capaccioli: dalla cucina alle stelle

Durante il Festival della Cucina Partenopea, tenutosi ad Ischia dal 12 al 14 maggio, sono stati due gli ospiti d’eccezione: lo chef pluripremiato Nino Di Costanzo e il Professore Emerito ed astrofisico Massimo Capaccioli. Di Costanzo: l’uomo sotto il cappello da chef Lo chef stellato Nino Di Costanzo si è esibito in una dimostrazione culinaria, dando sfoggio della propria bravura dinanzi gli occhi sbalorditi dei presenti. Col capo chino nel piatto e alta concentrazione ha disposto i diversi ingredienti, saggiando di tanto in tanto il risultato con lo sguardo. Con precisione chirurgica ha creato un’opera d’arte culinaria, dando ai diversi accostamenti di sapori, forma e colore anche un ricercato significato concettuale. Lo si vedeva dietro il bancone, perfettamente ordinato, armeggiare con le dita, con i cucchiaini, con i contagocce e delle piccole pinze. Ogni tanto allungava la mano per afferrare qualche fogliolina, presa direttamente dalle due piantine che aveva portato con sé e a cui, fino a poco prima della performance, aveva dedicato tutta la sua attenzione. Mentre spiegava ai presenti le caratteristiche del suo piatto, cucinava con lo sguardo assente, con gli occhi di chi mira altrove: quelli che hanno gli scultori quando scolpiscono, i poeti quando scrivono, ovvero quelli di chi produce arte – in questo caso culinaria. Un uomo semplice, il cui amore per la cucina è nato da piccolo, come racconta durante un’intervista rilasciata a questo giornale: «Io ho avuto la fortuna di fare un lavoro che è tutto fuorché un lavoro: è una passione. La molla è scattata grazie a mia nonna e mia mamma, che in cucina si divertivano come matte lavorando tantissimo». Quindi a 11 anni già sapeva che questa sarebbe stata la sua strada e sin dai 16 ha cominciato a viaggiare all’estero per studiare e fare esperienza. Ritiene sia fondamentale per uno chef ricercare sempre nuovi ingredienti e nuovi sapori, così tutt’ora viaggia molto. Per la sua attività ha puntato all’Italia, nonostante sia un posto molto difficile dove farla prosperare, «perché la cosa più vigliacca da fare è lasciare il proprio paese e tante volte parlarne male. Io mi sento molto attaccato all’Italia […] soprattutto a Ischia e al sud e quindi ho scelto la via più difficile ma sono fiero di averlo fatto». Il cielo con l’astrofisico Capaccioli La disquisizione sulla volta celeste tenuta dall’astrofisico e Professore Emerito Massimo Capaccioli è avvenuta di sera, in terrazza, in un’atmosfera rilassata grazie all’accompagnamento al pianoforte e al precedente light dinner. La sua presenza in un festival dedicato all’enogastronomia poteva sembrare ad uno sguardo veloce e superficiale fuorviante, se non inadeguata. Invece il Professore si è fatto portavoce del magma che ribolle sotto la superficie, del sangue che dà vita a tutti i diversi organi: l’Arte. Ha mostrato il cielo da una prospettiva diversa e tutti i presenti lo hanno ammirato come se lo avessero veramente guardato per la prima volta. Il cielo è negli occhi dell’uomo, è parte di lui, e in quest’ottica è creato dal suo sguardo, come ogni forma d’arte, come era successo la mattina dello stesso giorno con […]

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Napoli & Dintorni

Hadel Pask: il primo pub con piatti “social” e “panino sospeso”

A Napoli, in zona Vomero, apre un nuovo pub, l’Hadel Pask e lo fa con stile: in occasione dell’inaugurazione, il 3 maggio in Piazza dell’Immacolata 17 a partire dalle 19, si proverà ad allestire il tagliere più lungo d’Italia, un evento da Guinness World Records! Il pub nasce dall’idea dei sei fratelli proprietari che, forti di una lunga esperienza nel campo della salumeria e della macelleria, possono garantire di portare in tavola prodotti di ottima qualità. Hadel Pask si propone di coniugare i sapori tradizionali del pub con le originali proposte della cucina contemporanea, offrendo salumi, formaggi e carni prelibate sia al piatto che con panini. Il locale è curato nei dettagli, dal design industriale alle luci leggermente soffuse, a un leggero sottofondo musicale. Tutto è funzionale a far rilassare il cliente. Si crea un’atmosfera fuori dal tempo, dove è possibile assaporare le pietanze e passare una piacevole serata in compagnia. Un progetto nato dall’amore dei titolari e offerto con amore ai clienti, come ha affermato una delle titolari, durante la serata per la stampa: «Abbiamo creato con tanto amore questo locale perché riteniamo che le cose fatte con il cuore possano portare ad una buona probabilità di successo». Originale ed attrattivo il menù, che comprende una lista di taglieri, il cui nome prende spunto dai più famosi hashtag – #foodgasm, #tasty, #foodporn, #healthy – , e una lista di panini con il nome dei “social” – facebook, twitter, instagram, youtube, etc.-. Inoltre si può scegliere tra varietà di carni davvero pregiate, tra cui la Rubia Gallega e il Kobe italiano. Tutti i panini gourmet sono disponibili anche in formato ridotto per un gustoso aperitivo. Sull’onda del caffè sospeso prima e della pizza sospesa poi, si instaura la volontà e il desiderio di aiutare ancora in un altro modo i più bisognosi, e così ad Hadel Pask nasce il “panino sospeso”: ogni mese il ricavato dalle mance andrà ad un’associazione, di volta in volta diversa, che metterà a disposizione dei meno abbienti un panino. La presentazione dei prodotti offerti dall’Hadel Pask Durante la serata organizzata per la stampa, il giorno prima dell’apertura ufficiale, sono state offerte degustazioni atte a fornire maggiori informazioni sulla qualità dei prodotti usati, motivo di orgoglio dei titolari. L’attenzione dei presenti è stata subito rapita da un variopinto e profumato tagliere con diversi salumi e formaggi, accompagnato dalla birra. Tra i formaggi sono stati particolarmente apprezzati la Caciotta toscana, un semi stagionato con tartufo artigianale piccante (stagionato 30 mesi), l’originale Leerdammer, il caciocavallo ed il provolone del Monaco Dop di Sorrento. Per i salumi c’è stata l’attenzione di presentarli tutti senza glutine né lattosio, e si è spaziato in diverse tipologie: dal salame milanese alla mortadella di Bologna, dal prosciutto crudo doppia corona di Parma alla coppa di Parma, dalla pancetta e ventresca affumicata, con il peperoncino, allo speck del Tirolo e al salame napoletano. A seguire sono state proposte varie piccole estrazioni dal menù, tra cui un’originale e leggera frittura con pacchero fritto farcito con friariello e provola e un gustoso panino, la cui bontà era dovuta […]

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Cucina & Salute

Spaghetti Donuts: dall’Italia l’idea, in America la nascita

Dai laboratori dell’azienda Pop Pasta, arrivano gli Spaghetti Donuts, ovvero ciambelle di spaghetti. L’idea nasce dalla più tradizionale cucina italiana (o meglio napoletana) con la famosa frittata di pasta che incontra il pragmatismo, anche culinario, del suolo americano. Così a New York, precisamente a Brooklyn, la frittata di pasta diventa street food nella forma di ciambelle. I proprietari dell’insegna sono Luigi Fiorentino e Emy Gargiulo, due coniugi di origine italiana, che hanno presentato allo Smorgasburg – uno tra i principali mercati newyorkesi dedicati alla cucina di strada – questa rivisitazione pop e moderna della classica pietanza napoletana. Gli Spaghetti Donuts hanno presto attirato positivamente l’attenzione dei media e dei social, soprattutto per la versatilità, la semplicità della preparazione e perché, come cita lo slogan, è «Il cibo perfetto da portare ad un picnic o in spiaggia e non sporca come la pizza» senza dover rinunciare al sapore. Infatti ce n’è per tutti i palati: il gusto carbonara, pomodoro, sugo alla bolognese, aglio e olio, zucchine. Per prepararli in casa, la ricetta è davvero molto semplice. Dopo aver cotto la pasta, bisogna scolarla al dente e lasciarla raffreddare, ma si può anche ri-usare la pasta avanzata dall’ultimo pasto. A parte, in una ciotola, vanno sbattute le uova, insieme al parmigiano grattugiato e a sale e pepe a piacere, mescolando. A questo punto si uniscono gli spaghetti, si ripone il tutto nelle formine per le ciambelle e si cuoce al forno oppure si frigge. Le diverse varianti si ottengono aggiungendo altri ingredienti al preparato con le uova. Un ottimo metodo per liberarsi degli avanzi in cucina e presentare una pietanza buona ed originale. Smorgasburg 2017: oltre Spaghetti Donuts c’è di più Quest’anno lo Smorgasburg Food Market di New York ha ufficialmente inaugurato la stagione il weekend del 1 aprile, per presentare, come ogni anno, cibi nuovi e originali. Tutti vanno pazzi per gli Spaghetti Donuts, ma ci sono anche altre proposte che hanno incontrato il favore dei buongustai. Da provare sono, ad esempio, i John’s Juice, dei succhi di frutta (arancia, pompelmo, ananas, anguria, ecc.) serviti direttamente all’interno del frutto stesso con una cannuccia. Coloratissimi i dessert gelato filippini di Ube Kitchen, mentre i Raclette sandwiches di Baked Cheese Haus puntano la loro fortuna sul sapore prelibato. Tra le proposte hanno spopolato anche Destination Dumplings, una versione originale delle paste ripiene, e i Dulcinea Churros, una rivisitazione dei classici churros della cucina iberica e latino-americana.

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Eventi/Mostre/Convegni

Mare in Mostra: l’unione fa la forza anche “in fondo al mar”

Si è tenuta venerdì 21 alle ore 11 la presentazione “Mare in Mostra” presso il Centro Subacqueo Sant’Erasmo a Napoli. Il tema, uno dei più caldi e più cari al popolo partenopeo, è stato la tutela e la difesa dell’ambiente marino. A presenziare l’incontro, i rappresentanti delle quattro associazioni, che si sono unite nella “crociata” per sensibilizzare sull’argomento e per rimediare, nei tempi e nelle modalità possibili, ai danni ormai fatti. Mare in Mostra: Prevenire con la sensibilizzazione e curare con la pulizia dei fondali e delle spiagge I diversi interventi sono stati aperti da Roberto Malfatti, Presidente della Coop. Soc. Sepofà (Seminare le Politiche del Fare), un’agenzia di promozione editoriale e culturale, che crede nell’attivismo, nell’informazione ma anche nel “fare” e nella concreta possibilità di cambiare il presente, laddove se ne senta la necessità. Infatti il Presidente si è mostrato entusiasta della collaborazione, sottolineando l’importanza della “costruzione di una rete concreta sul territorio con l’intento di combattere la cultura dall’incuria in favore della cultura della cura del bene comune, com’è la risorsa mare“. A seguire, Davide De Stefano, Presidente dell’Associazione FondaliCampania, che ha posto l’accento sull’importanza della sensibilizzazione e della prevenzione. Fondamentali sono le attività di pulizia dei fondali e delle spiagge, le mostre e le diverse iniziative accomunate tutte dalla difesa dell’ambiente, ma finché tutti nella propria quotidianità non eviteranno di inquinare, la situazione non cambierà. Una verità vecchia come il mondo, ma purtroppo è ancora necessario ricordarla. L’orgoglio per un florido passato deve andare di pari passo con la protezione del presente, la valorizzazione della risorsa marina, ed è proprio sull’esortare ad una maggiore responsabilità civile che insiste il Presidente. A dare ancora maggior risalto al problema, un suggestivo video prodotto dalle associazioni presenti alla conferenza. Il messaggio è chiaro: giovani in spiaggia che con trascuratezza lasciano o abbandonano oggetti in spiaggia e un futuro in cui quella stessa spiaggia è al pari di una discarica. Basta un piccolo gesto per evitare un futuro irreparabile: si pensi che le bottiglie di plastica e oggetti di uso quotidiano rappresentano il 70% circa dei rinvenimenti nella pulizia delle spiagge e dei fondali. FondaliCampania si preoccupa, a riguardo, di porre cartelli in diverse spiagge e porti del Golfo di Napoli con i tempi di biodegradabilità dei diversi oggetti. Trattandosi di rispetto per l’ambiente, non poteva mancare l’E.I.T.A.L. Campania (Ente Italiano per la Tutela degli Animali), che si interessa di salvaguardare e preservare la salute degli ecosistemi. Molto conosciuta per l’attenzione rivolta alla tutela degli animali, è anche un ente di denuncia e azione, che agisce trasversalmente anche negli altri ambiti nella difesa della natura. D’altronde, come ha affermato il delegato E.I.T.A.L. Portici, Fabrizio Palumbo, “il mare è la culla dei nostri sogni, quello che ci dà pace guardandolo e ascoltandolo nei momenti difficili […]. Rispettandolo, rispettiamo anche noi stessi; proteggendolo, proteggiamo noi stessi“. La parola è stata poi data a Gaetano Gallo, delegato del Centro Subacqueo Sant’Erasmo, che ha ospitato l’evento e che si qualifica anche come nucleo di sommozzatori per la Protezione civile, occupandosi di diverse […]

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Cucina & Salute

Uova di cioccolata ripiene, l’idea originale per Pasqua

Il tempo vola e la Pasqua si avvicina. Ai grandi e ai piccini saranno donate uova di cioccolato e tutti metteremo sù qualche chilo allegramente. Ma quest’anno potreste introdurre un elemento di novità nella tradizione… Personalizzare le uova di cioccolato Dato che la preparazione del classico grande uovo è un po’ lunga e articolata, un’idea più semplice e versatile da realizzare è quella di creare dei piccoli ovetti di cioccolata da riempire e guarnire in diversi modi. Possono essere un dono pasquale gradito a chi non vuole tentare il girovita con eccessive quantità di cioccolata, oppure un delizioso dessert per chiudere il pranzo pasquale. Innanzitutto occorre preparare la base. Si può optare sia per comprare un piccolo ovetto di cioccolata da riempire in un secondo momento, sia per creare una base dalla forma di un mezzo guscio. Nel primo caso, si consiglia di usare un coltellino con lama seghettata riscaldata su una fiamma, per tagliare a metà l’uovo oppure romperne solo la calotta superiore e inserire, in un secondo momento, il ripieno scelto. Qualora, invece, si volesse procedere alla preparazione, ecco di seguito gli step da seguire. Si tratta di una lavorazione molto semplice, che pertanto può anche prevedere il coinvolgimento dei più piccoli come aiutanti. Come preparare le uova di cioccolata ripiene Bisogna far sciogliere a bagnomaria 400gr di cioccolato del gusto preferito, per poi toglierlo dal fuoco per farlo raffreddare in una terrina. Intanto i piccoli aiutanti possono gonfiare dei palloncini, che saranno in un secondo momento immersi nella cioccolata fusa. Si prepara un foglio di carta da forno su cui bisogna versare un cucchiaio di cioccolata, allargando leggermente per formare la base delle uova. Adesso è il momento di immergere nella cioccolata un palloncino alla volta, rigirandolo più volte per formare più di uno strato e, dopo averli lasciati colare, si appoggiano sulle basi preparate in precedenza. Bisogna conservare i palloncini in frigorifero finché il cioccolato non si sarà rappreso completamente. A questo punto non resta che praticare un piccolo forellino in cima ai palloncini, tenendolo tra le dite per non farli scoppiare; lentamente i palloncini si sgonfieranno staccandosi dalla cioccolata. Così sono pronti i gusci di cioccolato. Ripieni: quale scegliere? Una bella idea per creare un dessert fresco è quella di riempire un guscio di cioccolata con della frutta e una spolverata di zucchero a velo. Si può guarnire con delle foglioline di menta e fiocchi di panna oppure con una cialda. Un’alternativa è ricorrere alla panna cotta, o al gelato, oppure, per i più esperti in cucina, si può realizzare un piccolo ripieno di tiramisù oppure di crema al mascarpone. Per dare spazio alla propria fantasia, si può creare una crema di base per divertirsi a personalizzare con diverse guarnizioni. Un suggerimento è adagiare al centro della crema un cerchio di albicocca sciroppata per simulare il tuorlo dell’uovo (la si può tagliare delle giuste dimensioni ricorrendo a un coppapasta). Le uova ripiene di crema possono anche essere usate come un dolce segnaposto, ponendo, al centro della crema nell’uovo, come […]

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Notizie curiose

La cometa verde di San Patrizio

Dal primo fino al 12 aprile sarà possibile ammirare la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák. Per osservarla bene si consiglia di prepararsi all’avvistamento il primo giorno del mese, quando la cometa transiterà a soli 21,2 milioni di chilometri dalla Terra con una vicinanza mai raggiunta prima d’ora – sarà nuovamente visibile dalla Terra solo il prossimo 20 gennaio 2088 -. Pur essendo visibile dall’emisfero boreale, è poco probabile che si riuscirà a cogliere il particolare colore verde della cometa. Quindi per chi si troverà nell’emisfero australe e per chi vorrà ammirarne il colore, c’è la possibilità di connettersi e registrarsi al sito della Slooh Community per accedere alla visualizzazione online dai telescopi fissati alle Canarie. Dove si trova la cometa verde di San Patrizio? La cometa sarà visibile dall’emisfero boreale e, in situazioni ottimali di clima e condizioni di luminosità, si potrebbe avvistare ad occhio nudo. Purtroppo quest’anno il passaggio della cometa coincide con la fase di plenilunio, quindi sarà opportuno ricorrere a binocoli o, ancora meglio, a telescopi. Ma dove indirizzarli? La cometa si troverà a metà strada tra la costellazione dell’Orsa Maggiore e quella del Dragone, a nord della volta celeste. Queste costellazioni sono circumpolari, ciò vuol dire che alle nostre latitudini non tramontano mai e che quindi sarà possibile procedere all’osservazione in ogni momento dal crepuscolo all’alba. Gli studiosi suggeriscono, inoltre, che quest’anno si potrà verificare un fenomeno che ha lasciato molti col naso all’insù  e la bocca aperta nel lontano 1973. Quell’anno la cometa 41P si avvicinò tanto al Sole che la magnitudo salì e con essa aumentò anche la luminosità di ben 10mila volte, rendendola visibile chiaramente ad occhio nudo. Ebbene, ciò potrebbe accadere il 12 del mese, quando si avvicinerà al perielio con una distanza di circa 156 milioni di chilometri e raggiungerà una luminosità fino a magnitudo 6,5. In questa occasione si potrebbero verificare outburst, ossia esplosioni nel nucleo dovute alle radiazioni solari e, in tal caso, la luminosità contribuirebbe rendere la cometa visibile ad occhio nudo. La scoperta e il colore della cometa di San Patrizio La cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák prende il nome dai tre astronomi che in tre periodi diversi e indipendentemente l’uno dall’altro l’hanno scoperta. Il primo astronomo ad avvistarla fu l’americano Horace Parnell Tuttle nel 31 maggio 1858, poi il francese Michael Giacobini nel 1907 e infine fu la volta dello slovacco Lubor Kresák nel 1951. È stata scoperta tre volte proprio perché si tratta di una cometa periodica, di corto periodo, cioè che compie un giro attorno al Sole ogni 5 anni e mezzo – alla sua periodicità fa riferimento la lettera P. Inoltre la cometa 41P è una delle 4 periodiche delle “magnifiche 7” che solcheranno il cielo nel 2017. La definizione di “cometa di San Patrizio” è causata dalla vicinanza alla festa ma anche dal suo caratteristico colore verde. Infatti il nucleo, formato da ghiaccio e polveri, quando è in parte sciolto dal calore del Sole, rilascia il colore verde per la sua stessa composizione chimica. Però durante gli avvistamenti non sarà possibile ammirare […]

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