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Eroica Fenice

Teatro

La stagione 2019/2020 della ”Grande magia” al Teatro Stabile di Napoli

Presentata il 16 aprile 2019 al Teatro Mercadante di Napoli, la ”stagione della grande magia” così chiamata la programmazione 2019/2020 del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale diretto da Luca De Fusco e presieduto da Filippo Patroni Griffi. Ai tre palcoscenici standard (Teatro Mercadante, Ridotto e Teatro San Ferdinando), si aggiungono altre due location singolari ovvero la Basilica di Santa Maria della Sanità ed il Museo Madre. Una ricca programmazione quella della stagione 2019/2020 al Teatro Stabile, piena di riscritture e rivisitazioni di classici teatrali, capolavori del Novecento, drammaturgia contemporanea, progetti ed eventi extra a partire da ottobre 2019 fino a maggio 2020. Grandi registi e grandi attori solcheranno i palchi dello Stabile come Lluis Pasqual, Arturo Cirillo, Enzo Moscato e anche Nando Paone, Cristina Donadio, Lello Arena, Mimmo Borrelli e tanti altri ancora. Fare teatro, non spettacolo Questo è il rinnovato impegno per la stagione 2019/2020 del Teatro Stabile che Luca De Fusco dirige e di cui, in conferenza stampa, ha sottolineato i notevoli progressi dall’inizio della sua direzione e la continua dedizione nell’assicurare al suo pubblico spettacoli di altissima qualità. La stagione inizia al Teatro San Ferdinando con lo spettacolo, fuori abbonamento, La grande magia, in scena dal 17 ottobre al 10 novembre 2019 e che riprende il capolavoro di Eduardo De Filippo, per la regia di Lluis Pasqual con in scena Nando Paone, Claudio di Palma, Alessandra Borgia, Gino De Luca, Angela De Matteo, Gennaro Di Colandrea, Luca Iervolino, Ivana Maione, Dolores Melodia, Francesco Procopio, Antonella Romano, Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano. In contemporanea andrà in scena al Teatro Mercadante, dal 23 ottobre al 10 novembre 2019, La tempesta, di William Shakespeare per la regia di Luca De Fusco ed interpretato da Eros Pagni, Gaia Aprea, Alessandro Balletta, Silvia Biancalana, Paolo Cresta, Gennaro Di Biase, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Alfonso Postiglione, Carlo Sciaccaluga, Francesco Scolaro, Paolo Serra ed Enzo Turrin. Continua poi al Teatro Mercadante con L’onore perduto di Katharina Blum tratto dal romanzo di Heinrich Boll con l’adattamento di Letizia Russo per la regia di Franco Però ed interpretato da Elena Radonicich, Peppino Mazzotta, Filippo Borghi, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos. Sempre al Teatro Mercadante, in scena dal 27 novembre all’8 dicembre 2019, La panne di Friedrich Durrenmatt, per la regia di Alessandro Maggi e con Nando Paone, Vittorio Ciorcalo, Stefano Jotti, Alberto Fasoli e Giacinto Palmarini. Allo stesso tempo, dal 28 novembre all’8 dicembre 2019, andrà in scena al Teatro San Ferdinando, lo spettacolo Festa al celeste e nubile santuario, testo e regia di Enzo Moscato e con Cristina Donadio, Vincenza Modica, Anita Mosca e Giuseppe Affinito. Segue al Teatro Mercadante, dal 10 al 15 dicembre 2019, Il maestro e la margherita di Michail Bulgakov, riscrittura di Letizia Russo per la regia di Andrea Baracco e con Michele Rondino, Francesco Bonomo, Federica Rosellini, Giordano Agrusta, Carolina Balucani, Caterina Fiocchetti, Michele Nani, Alessandro Pezzali, Francesco Bolo Rossini, Diego Sepe e Oskar Winiarski. Per il periodo natalizio, invece, al Teatro San Ferdinando, dal 20 […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Caravaggio Napoli: la straordinaria mostra al Museo di Capodimonte

Aperta a Napoli, al Museo e Real Bosco di Capodimonte dal 12 aprile al 14 luglio 2019, la mostra ”Caravaggio Napoli”: un autentico e singolare viaggio tra le sfumature artistiche del celeberrimo artista Michelangelo Merisi. Prodotta dalla casa editrice Electa, promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte e Pio Monte della Misercordia, curata da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, la mostra si articola in due parti fondamentali: la prima al Museo di Capodimonte, aperta tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30, e la seconda al Pio Monte della Misericordia, aperta dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 18 e domenica dalle ore 9 alle ore 14.30. Caravaggio Napoli, una mostra da non perdere Caravaggio visse a Napoli un totale di 18 mesi, divisi in due soggiorni: il primo tra ottobre del 1606 e giugno del 1607 e, in seguito, dall’autunno del 1609 per circa un anno fino alla sua morte avvenuta in Porto Ercole mentre era di ritorno a Roma. Questi mesi furono fondamentali per la produzione artistica del Caravaggio e non solo, anche della sua stessa vita. A Napoli emerge tutta quella che è la drammaticità delle sue opere che si avvicina particolarmente a quella che è la visione attuale del grande artista che si evince nelle opere presenti nella mostra e raccolte dalle varie gallerie d’arte, anche napoletane. Sì, perché Napoli possiede ben tre opere di Caravaggio che sono dei ”tesori nascosti”, poco noti ai turisti e agli stessi napoletani. La prima opera è ”La Flagellazione” conservata al Museo di Capodimonte e che apre la stessa mostra; quadro di forte intensità che l’artista realizzò per la chiesa partenopea di San Domenico Maggiore. La seconda opera è ”Il Martirio di Sant’Orsola”, l’ultimo dipinto che Michelangelo Merisi realizzò a Napoli e che chiude l’intera mostra, conservato attualmente presso le Gallerie d’Italia a Palazzo Zevallos Stigliano. La terza opera napoletana del Caravaggio ”Le sette opere della Misericordia”, invece, è possibile ammirarla nella seconda parte della mostra in Pio Monte della Misericordia, dove è di solito custodita. Oltre queste, altre grandi opere, caravaggesche e non, arricchiscono questa mostra che è nel suo complesso un’originale immersione nella storia e nella bellezza di una corrente artistica così tormentata ed affascinante. Il costo del biglietto di ingresso è: intero 14 euro (solo mostra) ridotto 11 euro (solo mostra) intero 15 euro (mostra+museo) ridotto 14 euro (mostra+museo) Il biglietto della mostra dà diritto ad un ingresso ridotto al Pio Monte della Misericordia. Il biglietto di accesso al Pio Monte della Misericordia dà diritto ad un ingresso ridotto alla mostra ”Caravaggio Napoli”. Per info e acquisti online: www.coopculture.it dall’Italia: 848 800 288 dall’estero e da cellulare:+39 06 399 67 050 È possibile raggiungere la mostra ”Caravaggio Napoli” con una navetta gratuita durante i fine settimana di mostra istituita dal comune di Napoli che parte da via Duomo (nei pressi del Museo Filangieri) e termina la corsa al Museo di Capodimonte. Le corse continue sono presenti dalle 8.30 (prima corsa da via […]

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Recensioni

La classe: il travolgente spettacolo della Bellini Teatro Factory

Dopo il successo al Napoli Teatro Festival la scorsa estate, arriva al Piccolo Bellini La classe (Ritratto di uno di noi), scritto da Francesco Ferrara per la regia di Gabriele Russo ed interpretato dagli allievi della Bellini Teatro Factory: Andrea Liotti, Arianna Sorrentino, Chiara Celotto, Claudia D’Avanzo, Eleonora Longobardi, Luigi Adimari, Luigi Leone, Manuel Severino, Maria Francesca Duilio, Michele Ferrantino, Rosita Chiodero, Salvatore Cutrì, Salvatore Nicolella, Simone Mazzella. Lo spettacolo, in scena dal 10 al 14 aprile 2019, narra della vita quotidiana di una “classe” di quattordici aspiranti attori che stanno per mettere in scena le varie vicissitudini legate all’attentato del 22 luglio 2011 compiuto in Norvegia da Anders Behring Breivik, noto anche alle cronache come “la strage di Utoya”, dove persero la vita circa 77 persone. Un mix di entusiasmo e frenesia Lo spettacolo si apre con uno scenario piuttosto semplice: sul palco quattordici ragazzi, ognuno con la propria sedia (tranne una, Eleonora, che arriva sempre in ritardo) ed il proprio copione, posizionati in modo da creare un semicerchio. Al centro del palco ci sono due allievi attori che stanno provando la scena dell’abbraccio dell’ipotetico incontro tra Breivik e sua madre dopo l’attentato. L’aria che si respira in questa sala di recitazione è frenetica. I ragazzi sono entusiasti del lavoro che stanno facendo e danno il massimo delle loro energie nelle prove, mettendo in scena anche quelle che sono le loro debolezze e le loro fragilità. Tra battute simpatiche e diverbi accesi, tra improvvisazioni coinvolgenti e scene toccanti, si evolve il percorso degli attori che passano da un punto all’altro della storia dell’accaduto, riuscendo anche a descrivere e a far trasparire i sentimenti e gli stati d’animo delle vittime dell’attentato fino ad arrivare all’ultima scena ovvero quella del processo. La classe: la giovane sorpresa del teatro Bellini La scena finale, quella del processo, riesce a toccare punti di elevata tensione che trasportano il pubblico in un’attenta riflessione degli avvenimenti con uno sguardo fisso sulla scena, pronto a scandire ogni singolo movimento. Il tutto si conclude con un intenso monologo finale. Gli allievi della Bellini Teatro Factory sono riusciti a portare sul palcoscenico del Piccolo Bellini, tutta quella che è la fatica, la passione, l’attenzione e la dedizione che vi è dietro la preparazione di uno spettacolo teatrale, anche con un pizzico di divertimento e di umorismo. Precisi ed attenti nel non far mai spezzare la linea sottile che vi è tra realtà e finzione, quel labile confine che hanno tenuto ben saldo per tutta la durata dello spettacolo. La classe: un misto di emozioni accompagnato dalla bravura di questi giovani attori che hanno iniziato il loro cammino col piede giusto riuscendo a coinvolgere gli spettatori in una singolare, comica e, allo stesso tempo intima e riflessiva, atmosfera.   Fonte immagine: http://www.teatrobellini.it/spettacoli/278/la-classe-ritratto-di-uno-di-noi

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Recensioni

Run Baby Run con Titti Nuzzolese: una corsa contro il tempo al TRAM

Run baby run al Teatro TRAM: il racconto di una corsa contro il tempo | Riflessione Prosegue la stagione al Teatro TRAM di Napoli, con lo spettacolo ”Run baby run”, scritto e diretto dal regista e drammaturgo Mirko Di Martino, con una dinamica Titti Nuzzolese. In scena dal 21 al 24 marzo 2019, lo spettacolo è prodotto dal Teatro dell’Osso|Teatro TRAM per quattro repliche di pura intensità ed emozione, con una profonda e dettagliata analisi di tutte le pieghe e le sfumature di una società, attraverso la storia travagliata di una madre che, per amore della figlia, è disposta a tutto. ”Uguale uguale a me” Con questa frase proiettata si apre lo spettacolo ”Run baby run”. Un’iniziale riflessione sul diventare madre, da parte di una donna sul letto di ospedale intenta ad abbracciare sua figlia, e sull’orgoglio di un genitore nel vedere una bambina ”uguale uguale” a lui, anche se non è proprio uguale, ma ciò non conta. Un’autentica immersione nei sentimenti di Marta, la protagonista, interpretata da Titti Nuzzolese, che accompagna lo spettatore nel viaggio interiore ed esteriore di una giovane madre che fa di tutto, anche i gesti più estremi, per salvare sua figlia, che è proprio ”uguale uguale” a lei. Da quel momento in poi, inizia un flashback in cui Marta racconta del suo passato e di tutto ciò che è avvenuto prima della nascita della piccola bambina. La sua tossicodipendenza, un fidanzato irresponsabile e poco presente, la fuga di casa a causa di una madre fin troppo ossessiva che la porterà al rifiuto di qualsiasi tipo di aiuto da parte sua e ad identificare la madre stessa come il pericolo più grande per lei e per sua figlia, con la costante e presente minaccia di diventare come lei. Run Baby Run: la corsa di una madre contro il tempo Il presunto pericolo che poi si trasforma in realtà poiché Marta viene considerata non adatta a ricoprire il ruolo di madre e quindi la figlia viene affidata alla nonna. Dopo il flashback iniziale, parte il tortuoso ed estremo viaggio verso Sud, verso quelle terre che Marta considerava come casa, anche se poi si renderà conto che sono passati tanti anni e che non è più così, che non deve andare così e che la sua bambina merita molto di più di tutto quello. Una profonda descrizione, ricca di colpi di scena, del viaggio e di un’anima così tormentata come quella di Marta, immerge lo spettatore in uno spettacolo a cui è davvero difficile togliere gli occhi di dosso per tutta la durata. Esemplare l’interpretazione di Titti Nuzzolese, che con tanta energia e forza è riuscita a portare in scena oltre che le gravi problematiche della protagonista (o anche della madre che è disposta a tutto), anche le sfumature più crude e difficili di una società che è sempre più vicina alla deriva e le particolarità più intime dei vari rapporti tra gli esseri umani, che talvolta sono complessi da decifrare tanto quanto singolari da raccontare. Fonte immagine: […]

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Teatro

”Karenina and I” di Tommaso Mottola: esplosione di sentimenti al Mercadante

Dopo le anteprime al Teatro Argentina di Roma il 9 marzo e al Teatro Parenti di Milano l’11, ”Karenina and I” arriva al Teatro Mercadante di Napoli, presentato in esclusiva in questi tre prestigiosi teatri in occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche italiana del film tratto dal celebre romanzo ”Anna Karenina” di Lev Tolstoj. Il film è stato introdotto da Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile di Napoli, che ha invitato a salire sul palco Valerio Caprara, storico e critico cinematografico, Tommaso Mottola, regista del film, e Gorild Mauseth, attrice e protagonista del film. ”Viviamo nel sogno fin quando non ci innamoriamo” Ecco una delle più celebri frasi di Lev Tolstoj che racchiude il senso di ”Karenina and I”. Il duro lavoro di un’attrice nel riuscire ad entrare, con tutta se stessa, in uno dei più grandi miti della letteratura russa e mondiale la quale è Anna Karenina. Anna: un personaggio così apparentemente forte, ma allo stesso tempo così fragile e costantemente infelice nella sua ostinata e a tratti ossessiva ricerca della felicità. Una figura che per oltre un secolo ha accompagnato le vite di milioni di lettori i quali hanno provato nei confronti di questo personaggio i sentimenti più svariati: amore, odio, compassione, disprezzo, pietà, ammirazione. Anna Karenina, o anche l’alter ego di un Lev Tolstoj così vicino a questo personaggio tale da diventare a tratti egli stesso personaggio. Una Karenina che entra, volente o nolente, nel cuore e nell’anima di ogni lettore così come è entrata in Gorild Mauseth, che, nel lungo processo esposto nel film, riesce a portare in scena, alla fine, tutte le sfumature di Anna in ogni minimo particolare, lasciando alle spalle, ma non dimenticando, la fatica e l’impegno nel saper interpretare con tanta dedizione un personaggio così singolare. ”Un invito all’amore, a perseguire le speranze e i sogni e a vivere la vita al massimo!” Il viaggio di Gorild Mauseth e Tommaso Mottola Ciò che Gorild Mauseth vive e racconta nel film, insieme a Tommaso Mottola, è proprio questo: perseguire le speranze ed i sogni. Un’attrice norvegese che accetta il ruolo di Anna Karenina in russo, il lungo viaggio per circa 12 mila chilometri per tutta la Russia per entrare in tutto e per tutto nel personaggio a tal punto che l’attrice stessa si trova a convivere 24 ore al giorno con Anna. La forza del saper resistere, la profonda e riflessiva analisi di se stessa e del personaggio con la presa di coscienza di quelle che sono le più sottili analogie e le più radicali differenze in un mix di incontri e di storie che influenzeranno e motiveranno l’attrice durante il suo percorso. Il contributo come voce narrante di Liam Neeson rende ancora più intima e personale la ricerca del proprio essere e del personaggio che Gorild Mauseth attua nel film e che verrà poi portata a termine con l’esemplare messa in scena. Un’Anna Karenina, quella del film, che mai è stata rappresentata in questo modo e che mai ha raggiunto un contatto […]

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Recensioni

Nino D’Angelo in ”Dangelocantabruni”: l’omaggio alla ”Voce ‘e Napule” al teatro Trianon Viviani

Dopo aver solcato, ancora una volta, il palco del teatro Ariston di Sanremo nel febbraio scorso, Nino D’Angelo torna ad emozionare il pubblico con ”Dangelocantabruni”, uno spettacolo in memoria di uno dei più grandi artisti della musica napoletana: Sergio Bruni. In scena dal 14 al 17 marzo 2019 al teatro Trianon Viviani, Nino D’angelo porta sul palco i successi musicali senza tempo con passione e dedizione accompagnato dall’orchestra guidata dal maestro Enzo Campagnoli. Nino D’Angelo torna al teatro Trianon Viviani Lo spettacolo si apre con uno scenario piuttosto semplice: sul palco Nino D’Angelo con l’orchestra posizionata su una piattaforma che ruota e cambia musicisti a seconda della musicalità da dare ad un determinato brano; alla sinistra del pubblico, invece, il direttore d’orchestra. L’artista coinvolge i suoi fans fin da subito e per tutto il resto della serata, portando in scena canzoni come ”Vieneme nzuonno”, ”Na bruna”, ”O Vesuvio”. Un dinamico Nino D’Angelo che emoziona e meraviglia il pubblico come solo pochi artisti riescono a fare, voce del popolo che canta per il popolo e con il popolo, ricordando un grande maestro con stima e tanto cuore. Le canzoni erano, infatti, intervallate da una voce narrante (voce dello stesso cantante in scena), la quale ricordava tutti quelli che sono stati i momenti più belli degli incontri tra Nino D’Angelo e Sergio Bruni, dal primo all’ultimo, creando intimità con gli spettatori lì presenti. Sergio Bruni: un’eredità senza eguali ”Un artista senza eredi, inimitabile come Sinatra e Breil”, afferma sul palco del Trianon Nino D’Angelo, parlando del Bruni come uno dei pochi che ha dato voce al popolo di Napoli con canzoni che sono ancora oggi parte fondamentale della musica partenopea e, non a caso, Eduardo stesso lo definì, tempo fa, come ” ‘A voce ‘e Napule”. Voce di Napoli che lo stesso Nino D’Angelo vede come ”padre” e nel bel mezzo dello spettacolo, stupisce ancora una volta il suo pubblico cantando una sua canzone ” ‘O pate”, canzone che lo lega profondamente al maestro e che lui avrebbe tanto voluto dedicargli quando era ancora in vita poiché vedeva in Bruni un padre che lo aveva guidato (e lo guida tutt’oggi), artisticamente, per tutto il suo percorso. Lo spettacolo musicale si conclude con la splendida canzone ”Carmela” con cui D’Angelo conclude il concerto e lascia il palco davanti ad un pubblico senza parole. Senza parole poiché profondamente immerso in una Partenope che solo Nino D’Angelo, ancora oggi, riesce ad interpretare e raccontare. Una Napoli che resiste ancora con tutte le sue forze, le sue tradizioni, la sua musica, le sue originalità. E fin quando ci saranno artisti, come Nino D’Angelo, che racconteranno Napoli con così tanta passione ed emozione, la storia potrà non dirsi perduta, ma ancora viva tra l’eco dei vicoli e delle sfumature di questa immensa città.

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