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Eroica Fenice

La Tag: recensioni food contiene 15 articoli

Food

Giallo datterino presenta le nuove pizze invernali

Si è svolta martedì 28 gennaio la presentazione delle nuove pizze winter edition della pizzeria Giallo Datterino a Villaricca, provincia di Napoli: dalla collaborazione con lo chef stellato Paolo Gramaglia. Sono cinque le pizze che si vanno ad aggiungere alla rosa di quelle già presenti nel menù della pizzeria. Giallo Datterino le cinque proposte winter edition Lo chef Paolo Gramaglia ha presentato le cinque nuove pizze della Giallo Datterino winter edition, che decide di cavalcare l’onda della fusione tra tradizione e modernità. Con la volontà di accontentare un pubblico sempre più esigente ed attento ad abbinamenti e rivisitazioni dei grandi classici, così come i palati di clienti di qualsiasi età. Si parte con Porgi l’altra guancia, una pizza ricca e tipicamente invernale, che presenta stracotto di guanciale di maiale, provola di Agerola, all’uscita perlacee di cicorietta, chips di cotica croccante, quenelle di patate ai 3 pepi, basilico, parmigiano e olio extravergine d’oliva. Il carciofo della domeniche napoletane, una pizza che strizza l’occhio al tipico contorno domenicale delle famiglie napoletane, ‘a carcioffola, che si presenta con una vellutata di carciofo di Schito, provola di Agerola, all’uscita carciofo in 2 cotture al vapore e alla brace, pancetta tesa, mousse di alici, servita in una cloche al fumo di carciofo. Bruschetta…Mi, una pizza più fresca e leggera delle precedenti, ma che comunque richiama i sapori e le sensazioni della tradizione più povera e semplice, composta da fumetto di suino al vino rosso in pomodoro corbarino, provola di Agerola, all’uscita filetti di pomodoro semi-dry, fonduta di provolone del Monaco e spuma all’essenza di bruschetta. La zeppola di genovese di Paolo Gramaglia incontra il forno di Ciro Spinelli, una pizza alla cui base troveremo una vera e propria ciambella di pasta choux, fritta e cotta al forno, ripiena di genovese su salsa di pecorino. Il goloso del cioccolato, per concludere in bellezza con un dolce fatto di un tris di sfere fritte, cuore ripieno di ricotta al miele, ricoperte di cioccolato bianco, fondente e al latte. Non resta che andarle ad assaggiare tutte alla pizzeria Giallo Datterino Corso Europa 310-322 Villaricca.

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Food

Ris8, il riso della piana di Sibari a Napoli

Magisa, azienda indipendente nata sul suolo calabrese, ha presentato il riso di loro produzione alla stampa il 29 gennaio durante l’evento Ris8 (o anche RisOtto), tenutosi presso la taverna La Riggiola in Via Satriano 12, a  Chiaia Magisa, storia dell’azienda Fondata a Sibari nel 2004 e resa operativa nel 2006, la riseria Magisa vede a capo le sorelle Maria, Giusi e Sara Praino (da cui deriva anche il nome, che altri non è che l’acronimo delle prime lettere dei loro nomi), affiancate dal padre Giancarlo. Da allora l’obiettivo dell’azienda, che può contare 450 risaie, è quello di esaltare le proprietà organolettiche del riso prodotto nella piana di Sibari, la cui coltivazione risale al 250 d.c., tramite l’uso di tecniche artigianali e a basso costo nella lavorazione in tutte le sue fasi. Un riso che, grazie anche al sole, la vicinanza al mare e le temperature miti, può vantare caratteristiche uniche. Ris8, resoconto della degustazione La stampa ha avuto  l’opportunità di assaggiare il riso della piana di Sibari durante Ris8, un evento di degustazione tenutosi a La riggiola a Chiaia, taverna fondata nel 2017 da Pietro Micillo e ai cui fornelli troviamo lo chef Francesco Pucci, le cui origini calabresi si sono fatte sentire nella preparazione dei sei piatti proposti. Questi ultimi sono stati accompagnati dai vini prodotti da due aziende vitivinicole: la napoletana CantaVitae, fondata a Marano da Michelangelo Schiattarella e la calabrese Spadafora, giunta alla quarta generazione di produttori di vino. La degustazione Ris8 si è aperta con un panino di farina Jemma farcito con scarola e sashimi di baccalà. La Jemma è una tipologia di riso nero creata da Giancarlo Piano e dal dottor Giandomenico Polenghi, adatta a chi segue uno stile di vita sano. L’antipasto dal retrogusto dolce anticipa una delle prime tre portate, il riso nero al salto con fagioli a formella e cozze che rappresenta in pieno il felice connubio tra un classico della cucina partenopea e l’uso di una materia prima proveniente direttamente dalla Calabria. A seguire, il risotto Karnak, una variante del riso Carnaroli, con zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale. Anche qui un piatto gradevole, sebbene pecchi leggermente di sapore per via della lieve supremazia dello zafferano sugli altri ingredienti. La contaminazione con la gastronomia napoletana prosegue prima con un sartù di riso, preparato seguendo la ricetta tradizionale, e con un bottone di riso Jemma ripieno di ricotta e torzella, posato su un letto di genovese. Anche qua il sodalizio tra i prodotti di due diverse regioni del sud è riuscito, come dimostra anche il dessert costituito da una cassata di farina Jemma cotta nel forno. La bravura e le intuizioni di chef Pucci riescono nell’intento di valorizzare il prodotto delle sorelle Praino, cosicché da rendere partecipi anche i giornalisti della qualità di un riso che non ha nulla da invidiare a quello delle grandi produzioni industriali. Anzi, queste ultime avrebbero soltanto da imparare da piccole realtà come questa! A noi di Eroica Fenice non resta che ringraziare La Taverna Riggiola […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Degustì Tour fa tappa presso l’Old Friends a Bacoli

Degustì, il tour degustativo enogastronomico promosso dalla Luigi Castaldi Group ha fatto tappa presso la steak house Old Friends di Bacoli, in via fusaro 23, giovedì 23 gennaio. Protagonisti della serata sono stati i piatti della tradizione napoletana abbinati ai vini dei Feudi di Guagnano. Tutti gli eventi targati Degustì sono dedicati ai professionisti, a tutti gli appassionati del settore, al mondo dei foodies, agli amanti del buon cibo e dei prodotti di qualità. Degustì a Bacoli: il menù O’per e ‘o muss  In abbinamento: Verdeca, Diecianni Verde, Salento IGT Trippa In abbinamento: Nero di Velluto, Negramaro, Salento IGT Pasta e patate In abbinamento: Cupone, Salice Salentino, Negramaro, Riserva DOC Carne alla Genovese In abbinamento: Le Camarde, Negramaro & Primitivo, Salento IGT Old Friends Il locale nasce nel 1991 vantando di essere il precursore di quelle catene di steak house che successivamente si espanderanno in tutto il territorio. L’idea si basava sulla realizzazione di un ristorante in controtendenza rispetto alla tradizionale cucina napoletana, poiché, come ben risaputo, quest’ultima predilige pietanze marinare ai piatti a base di carne. Il locale però ha cercato di portare avanti piatti sempre rivolti alla tradizione napoletana, ma lontani dalle acque partenopee, affacciandosi più verso l’entroterra. Ciò supportato da catene di distribuzione di qualità come la Luigi Castaldi Group e da ottimi produttori e distributori di vini come i Feudi di Guagnano, che incentrano la propria produzione principalmente su vini a base di Primitivo e Negramaro. Luigi Castaldi Group Nata nel 1970, la Luigi Castaldi Group, azienda di distribuzione Food & Beverage, è oggi uno dei punti di riferimento nell’ambito del settore Ho.Re.Ca. Forte di una lunga esperienza, competenza ed intuizione, si appresta quest’anno a festeggiare il 50esimo anno di attività: un traguardo che comprova la capacità di adattarsi a un mercato in continuo divenire. Dai vini alle birre, passando per la variegata proposta più strettamente alimentare, l’azienda mira ad ottimizzare, con dinamismo e propositività, i propri servizi, rendendoli esclusivi. Immagine in evidenza: LuigiCastalgiGroup

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Cucina e Salute

Christmas is coming to Sciuè il panino vesuviano

I giovanissimi fratelli Giuseppe e Marco De Luca, capitanati da papà Mauro, accolgono e celebrano il dodicesimo mese dell’anno, foriero di aria di festa e tradizione, inaugurando i nuovi menù natalizi da “Sciuè il panino vesuviano” e “Sciuè, pizzainteglia” Il Natale, si sa, è la festa preferita da tutti, grandi e piccini: vuoi per l’aria di festa, vuoi per i regali, vuoi per il cibo. Ed è proprio a quest’ultimo elemento che si sono ispirati, per Sciuè, ilpaninovesuviano e Sciuè, pizzainteglia i fratelli De Luca, capitanati dal più grande dei due, Giuseppe, chef e maestro panificatore: l’idea è quella di proporre, sotto forma di panino e pizza, le atmosfere e i sapori tipici del Natale. Burro, acciughe, lime, insalata russa e la pizza in teglia… No, non c’è da spaventarsi, non troverete tutti questi prodotti sulla stessa fetta: si comincia con la prima, una freschissima e saporita focaccia, guarnita con burro montato al lime, acciughe del Cantabrico e germogli; il burro montato al lime è delicato e fresco, e crea le giuste note di contrasto per il sapore forte e la sapidità delle acciughe: a questo bisogna poi aggiungere e menzionare la leggerezza dell’impasto, dovuta alla lunga lievitazione a cui Giuseppe sottopone i suoi impasti, contribuendo a rendere questa esperienza culinaria estremamente piacevole e, soprattutto, facilmente digeribile. Si passa, poi, alla focaccia che strizza l’occhio alla tradizione più verace, presentandosi ricoperta di gamberi, ravanello, insalata russa e capperi: anche in questo caso, forse in maniera più inaspettata, a colpire è la leggerezza e delicatezza di questa proposta dello chef, che riesce ancora una volta a trasformare e portare la tradizione a nuovi livelli. …baccalà fritto, papaccelle, minestra maritata e il panino vesuviano E per quelli che proprio non riescono ad aspettare lo scoccare dell’ora di cena del 24, o del pranzo del 25, allora potranno cominciare il duro allenamento di stomaco e mascelle in casa Sciuè, dove si è già dato il via alle danze: si parte con un pane al sesamo nero, farcito con vossignoria il baccalà, per l’occasione mantecato con il nipponico pane panko, accompagnato da provola affumicata, crema di papaccelle e scarola riccia; il sapore della crema di papaccelle è forte e tenta di sovrastare il resto dei sapori ma, con il giusto bilanciamento di amarezza, dato dalla scarola riccia, il panino si presenta ben equilibrato e piacevole al palato. Per le giornate più fredde, invece, è il caso di dare una chance alla ciabatta con crema maritata di broccoli, che fa da letto alla cicoria e allo stracotto di manzo: in questo panino si viene abbracciati dai sapori, le consistenze e gli odori tipici dell’inverno, e sembrerà davvero di essere tornati bambini, a casa dei nonni. Piccola chicca, quest’ultimo panino è da provare anche nella versione senza glutine, nel quale l’esplosione dei sapori risulta addirittura migliore dell’originale. Che sia a pranzo o a cena, vale sempre la pena fare un salto a Pomigliano d’Arco e lasciarsi guidare dai giovanissimi fratelli De Luca, non fosse altro che per […]

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Sapori e Salute: la cena evento nella location di Villa Diamante

La panoramicissima location di Villa Diamante ha ospitato, giovedì 28 novembre, la cena evento Sapori&Salute, un incontro tra cucina, benessere e sperimentazione L’evento Sapori&Salute è stato organizzato e fortemente voluto da Luigi Barone, neo Presidente APCI della provincia di Napoli proprio nella Villa Diamante, di cui è chef resident, un ex convento restaurato e riconvertito, incastonato in una delle balze di via Manzoni. Tema della serata Sapori&Salute è stato il connubio tra cucina sperimentale, sapore e benessere: gli chef campani dell’APCI, chiamati a rapporto dal neo presidente e amico Luigi Barone, si sono cimentati in una cucina innovativa, creativa, ma soprattutto salutare e gustosa. I piatti, prevalentemente a base di pesce, sono stati preparati con tecniche di cottura innovative e non invasive, come la cottura sottovuoto a basse temperature, capaci di lasciare inalterate i sapori, i colori, le proprietà nutritive e organolettiche proprie del pescato proposto. La cucina proposta è una cucina che mira al benessere, che lavora materie prime locali e di alta qualità, che non ricorre a conservanti, additivi, coloranti, addensanti, miglioratori, potenzialmente nocivi per la salute. A scandire le varie portate della serata Sapori&Salute, moderata da Angela Merolla, ci sono stati gli interventi di dottori e specialisti del settore della salute, della ricerca e della prevenzione: il Dott. Carmine Fonderico (medico specialista gastroenterologia ed endoscopia digestiva) che ha spiegato quali siano i benefici della dieta mediterranea, la Dottoressa Denise Orta (biologa nutrizionista) che ha fornito qualche piccola coordinata per una dieta più sana ed equilibrata, sfatando miti e false credenze su principi nutritivi tanto demonizzati come i carboidrati, i grassi e il colesterolo. Infine, la Dottoressa Bianca Coppola (dottoressa in informazione scientifica sul farmaco e ambientale) ha spiegato ha messo in guardia dal pericolo costituito dai metalli pesanti e quali siano gli effetti e le conseguenze di una loro eccessiva assunzione.   Il risultato di questo mix tra sapere e sapori è stato una cena godibile e raffinata, seppur leggera e salutare, in una location dal panorama mozzafiato e dagli arredi caldi, contemporanei e tremendamente chic, ma soprattutto una cena con un intento benefico: Villa Diamante, infatti, ha devoluto in beneficenza l’intero incasso della cena alla Fondazione Bambino Gesù Onlus. Il Menù proposto è frutto dello studio e della ricerca degli chef dell’APCI, provenienti dai più noti e rinomati ristoranti della Campania. Chef Rosario Dello Iacono, chef del Ristorante Blue Marlin Club-Boscotrecase, ha proposto un aperitivo in finger food, coloratissimo, estremamente fashion e dai sapori e dalle consistenze contrastanti.  Gli chef Pasquale Masullo e Rosa Barone, (Villa Diamante), hanno proposto come antipasto il loro baccalà rinforzato: un pesce cotto a basse temperature in sottovuoto con un’insalata rinforzata di verdurine colorate, in pieno tema natalizio.  Il primo piatto proposto dagli chef Giuseppe De Mare (Mirò Eventi Villa De Mare Castel Volturno CE) e Salvatore Andretta (Villa Sabella Bacoli NA) è un risotto con doppia consistenza di carciofi, seppie e crumble di olive nere. Chef Antonio Aniello (Tenuta Paino Sessa Aurunca CE) e Chef Antonio Grasso (Ristorante La Frescheria NA) hanno proposto un secondo […]

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Il nuovo panino solidale di D’Ausilio

La macelleria-burgeria D’Ausilio di Napoli lancia un nuovo panino “solidale” per sostenere Montesanto. Raffaele D’Ausilio è il volto di una storia e una passione antica, radicata nella sua famiglia da ben quattro generazioni: l’amore per la carne. Passione e appartenenza sono alla base del progetto nato nel 2005 che ha visto costruirsi in via Tarsia 9, nel cuore di Montesanto, prima la Macelleria e, da tre anni a questa parte, l’adiacente burgeria, gestita gastronomicamente in collaborazione con il griller Venerando Valastro, il mago del barbecue proveniente da Scampia. Il nuovo progetto per La scalzabanda La stessa dedizione, che viene offerta nelle proposte gastronomiche della burgeria, diviene cura e premura per un quartiere come Montesanto, bisognoso di una rivalutazione sociale, essendo uno dei cuori pulsanti della città, in cui è possibile ammirare, ascoltare e assaporare la vera essenza della Napoli popolare. Infatti, D’Ausilio ha costruito un progetto solidale in segno di riconoscenza a quella via che qualche anno fa lo ha accolto: il panino Capitano Raf, un bun contenente un burger di sashi beef, pregiata carne di vacca finlandese, con fondo di cottura: è il nuovo simbolo dell’integrazione sociale. Per ogni panino acquistato dal 22 ottobre al 31 marzo 2020, infatti, tre euro saranno riservati all’acquisto di strumenti musicali da donare a La scalzabanda, l’orchestra del quartiere. Questo progetto, nato nel febbraio del 2012, accoglie oggi 75 musicisti, tra ragazzi e bambini di Montesanto, oltre che extra comunitari e giovani diversamente abili, dalla provenienza socio-economica eterogenea. Il nuovo panino solidale di D’Ausilio: qualità e tradizione Il Capitano Raf ha un sapore semplice e puro come l’iniziativa che rappresenta. E allo stesso modo si presenta il nuovo menù dalle proposte molto varie. Si parte dalle classiche bombette pugliesi, rigorosamente girate a mano durante la cottura, per decisa volontà del griller, accompagnate da patate alla brace cotte con la buccia. Sicuramente da provare è la ricercatezza e la raffinatezza del panino Bicentenario, un burger di porchetta e marchigiana accompagnato da provola di bufala, crema di patate al rosmarino, tappo di sfogliatella riccia e maionese al tartufo. La purezza è riproposta nella tagliata di costata danese, maturata quaranta giorni, condita dal sale di Maldon, cioè sale cristallizzato in leggerissimi fiocchi, che rispettano e sostengono il sapore della carne e che ti stupisce a colpo d’occhio e di naso. Si assapora poi la tradizione con una rivisitazione della tradizione napoletana: ‘O piezzo ‘e carne è un panino con tagliata di Angus, parmigiana di cipolle alla genovese e maionese al pepe nero. Per rendere al meglio questo nuovo progetto, propriamente partenopeo, i piatti sono accompagnati da birre artigianali napoletane del birrificio Kbirr di Fabio Ditto, dalle note piacevolissime. Il progetto D’Ausilio si propone così come un nuovo modello di incontro tra eccellenze imprenditoriali e centro rivalutativo di Montesanto, oltre che come punto di riferimento ottimale per la vendita e il consumo di carne di alta qualità. Fonte immagine: ufficio stampa Laura Gambacorta.

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Chocolartì by Olivarte: un bon bon dal cuore Mediterraneo

Per chi pensa che in Campania l’arte culinaria abbia ormai raggiunto il suo picco più alto, si sbaglia. Olivarte ci presenta un nuovo prodotto: Chocolartì, tutto il gusto del cioccolato che racchiude in un equilibrio perfetto un cuore fatto di olio d’oliva. Olivarte si presenta a noi come “una nuova e giovane azienda, ma con una missione antica”, ovvero quella della produzione dell’olio di oliva. L’alta qualità dei suoi prodotti a marchio D.O.P. si traduce in una sintesi che comprende la selezione oculata delle olive in un’area geografica ben delimitata, la cura della coltivazione e della trasformazione in olio. Le varietà di olive selezionate spaziano da quelle del frantoio, leccino, cappellese e rotondella. Insomma possiamo considerarla una chiara e deliziosa presentazione di parte della macchia mediterranea che porta il marchio di Olivarte e che si sposa perfettamente con quella che è la missione dell’azienda: contribuire nella conoscenza e nella consumazione dell’olio di oliva di qualità, con una promozione che non si limita al suolo nazionale, ma spazia per l’Europa. Tuttavia il loro operato non si limita solo a questo. Infatti il 16 Ottobre all’Enoteca Continisio in Via Crispi, siamo stati invitati ad assaggiare un prodotto all’avanguardia: chocolartì. Dalla mente di Olivarte all’arte di Gennaro Bottone. Olio e cioccolato, due ingredienti che fanno parte della nostra tavola da sempre, ma che difficilmente possono combinarsi nel nostro immaginario in un unico bon bon. Ebbene Anna Smeraglia, affidandosi all’arte del mastro cioccolataio Gennaro Bottone,  abbatte questo muro in modo più che convincente, presentando un vasto assortimento di cioccolatini che spaziano dalla semplice combinazione “classica” di olio evo e cioccolato, ai bon bon aromatizzati al limone, peperoncino e, per i più curiosi, al tartufo bianco. Cosa? Come? Sì! Le affinità tra i due prodotti sono molte, partendo dai toni amari e piccanti, fino a considerare le proprietà benefiche costitutive. Entrambi ricchi di sostanze anti-ossidanti, efficaci nella prevenzione di disturbi cardio-vascolari, la combinazione di olio e cioccolato porta anche ad una conclusione raffinata e gustosa dei pasti. Chocolartì infatti è stato concepito come un piccolo dessert e un’idea innovativa per “bussare con i piedi” alla porta dei nostri cari, soprattutto con l’avvicinarsi delle feste natalizie. Infatti Anna Smeraglia confessa di avere altre idee in cantiere al cui centro rimarrà l’olio di oliva, ovvero la produzione di un panettone. Ma la nostra esperienza sensoriale non finisce qui! Ad impreziosire ed esaltare il gusto di questo cioccolatino, ci pensa Stefano Continisio, sommelier e maestro assaggiatore ONAF, se non anche uno dei proprietari dell’Enoteca Continisio, grazie al vino selezionato ad hoc per l’occasione. Dalle colline salernitane, passiamo quindi ai vigneti francesi della Côte Vermeille con un assaggio di Banyuls, le cui proprietà zuccherine sostenute dal tannino si sposano perfettamente con la particolarità ed eccezionalità del sapore di chocolartì. E se tutto ciò non basta a stuzzicare la vostra fantasia, non vi resta che provarlo. Per maggiori informazioni sull’azienda e i suoi prodotti: www.olivartesas.it

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Tenuta di Bacco, dove la mitologia incontra il gusto

Venerdì 20 settembre si è tenuta la presentazione alla stampa delle novità in carta previste per l’appuntamento con “Vendemmia con gusto”, evento che si terrà sabato 28 settembre presso la Tenuta di Bacco, azienda agricola e ristorante al confine tra Monte di Procida e Bacoli. Tenuta di Bacco: piatti di mare e vini selezionati Ingredienti di prima scelta, ottimo vino, atmosfera di rara eleganza, il tutto incorniciato da una location esclusiva: questi sono gli elementi che hanno contribuito al successo dell’anteprima di “Vendemmia con Gusto”, evento organizzato dal patron Vincenzo Guardascione e dalla direttrice della Tenuta Mena D’Alessio, in collaborazione con Laura Gambacorta, per presentare il menu a base di pesce dello chef Roberto Mazzocchi. Prima di cominciare con la degustazione, il patron ha illustrato le caratteristiche della vigna a terrazzamento, con un agrumeto biologico non trattato, nel rispetto della natura. La tenuta è anche socia e fondatrice dell’Associazione del mandarino dei campi flegrei, che ha dato vita ad una partnership con Mennella per la produzione di gelati e panettoni a base di mandarino. Per quanto riguarda il vigneto, è stata adottata una tecnica di pacciamatura naturale su terreno di consistenza sabbiosa volta a favorire l’irrigazione ottimale della vigna. Il ristorante ha inaugurato ufficialmente ad aprile ed è aperto tutti i giorni a cena, fatta eccezione del mercoledì, mentre il sabato e la domenica è possibile anche pranzare. I clienti possono inoltre usufruire della piscina, che contribuisce a creare l’atmosfera suggestiva tipica di un luogo ricco di storia e di tradizione enogastronomica. Un perfetto connubio di terra e mare Un eccellente Piedirosso della casa servito freddo ha accompagnato un buffet composto da gorgonzola, cacio e pere e da una selezione di salumi pregiati dell’Enoprosciutteria Scamardella dal 1907, tra cui la pancetta salamata, la bresaola, il cotto Rosa e il crudo San Giacomo abbinati a pane caldo e grissini all’acqua di mare del panificio Malafronte. Al tavolo sono stati serviti un antipasto di polpo arrosto su base di vellutata di faglioli cannellini al timo e cipolla marinata, un soffritto di mare leggermente piccante, scommessa del menu autunnale, seguiti da un primo di riso carnaroli cavolo bianco, gamberi e polvere di alghe e una genovese di mare, vero e proprio cavallo di battaglia dello chef. Dopo la deliziosa ricciola scottata servita su crema di zucca e rosti di patate, la cena si è chiusa con uno squisito cannolo scomposto, il tutto accompagnato da una Falanghina, rigorosamente di produzione propria. Chi volesse provare il piacere di gustare piatti di ottima qualità, godendo di un’atmosfera raffinata e ospitale, nella cornice dei campi flegrei, di certo apprezzerà le delizie enogastronomiche della Tenuta.

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Il Pomodoro Cannellino Flegreo: sfida contro il tempo

L’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo ha organizzato martedì 23 luglio un tour guidato presso il Parco Archeologico di Cuma, all’interno del quale vengono coltivati dei pomodori speciali, dal gusto zuccherino e dalla polpa morbida e succosa. Stiamo parlando della varietà cannellino: erroneamente confuso con quella dei fagioli, questo pomodorino dalla forma inconfondibile, con una strozzatura al centro, veniva coltivato in tempi antichi, ma a causa della mancata conservazione del seme oggi è molto difficile da trovare sul commercio. Allo scopo di rilanciare e valorizzare un prodotto tutto campano, l’Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo, in collaborazione col comune di Pozzuoli, ha incentivato i produttori agricoli ad estendere la produzione e così, in pochi anni, si è passata da un’estensione della coltivazione da 5 a 15 ettari su 65 ettari totali a disposizione. A tal proposito, inoltre, è sorto il progetto MAC (Monteruscello Agro City), promosso dall’Assessore all’Urbanistica Roberto Gerundo, il quale intende riqualificare aree urbane e terreni agricoli del puteolano per sostenere gli otto produttori che si stanno occupando di coltivare il cannellino. Il sapore del Pomodoro Cannellino Flegreo proviene dal passato Tra l’erba fitta dell’Acropoli di Cuma si estendono filari di pomodorini rossi e verdi, alcuni maturi al punto giusto, altri più acerbi. Il sole è caldissimo, picchia sui resti dell’antica città di Cuma, le cui nudità sono esposte allo sguardo dei visitatori. Proprio da qui parte la visita guidata, dipanandosi poi tra il tempio di Giove e l’antica via Domiziana. Ciò che rimane dello splendore di un tempo viene conservato in un’area archeologica che tenta di valorizzare un territorio in grado di regalare frutti preziosi. Così nasce il connubio tra archeologia e gastronomia: in mezzo alle pietre cotte dal sole e alle colonne spezzate a metà è possibile gustare un prodotto raro, che ha un gusto che proviene direttamente dal ‘800, quando veniva impiantato in grandi quantità. La tecnica di coltivazione è attenta, quasi un’opera d’arte. I fusti vengono intrecciati a canne di bambù, per rendere più agevole la raccolta una volta maturi, e vengono protette da speciali diserbanti che prevengono gli attacchi della flora infestante. I semi, inoltre, per non andare perduti, vengono conservati e lavati, in modo da essere innestati nuovamente nel terreno. Anche le sue proprietà sono peculiari: il fatto che abbia un alto tasso di zuccheri e un ph alto lo rende un prodotto adatto soprattutto ad essere conservato in succo o in confettura. Proprio in queste due forme è stato possibile degustarlo durante l’evento, declinato in varianti fantasiose: grigliato, sotto forma di maionese,  in salsa base per ravioli ripieni, addirittura il suo succo è stato utilizzato per realizzare dei cocktail freschi e dissetanti. Tante dunque le eccellenze campane tra chef e pizzaioli radunate per dare la possibilità al pomodoro cannellino flegreo di esprimere tutto il suo sapore folgorante, in un’azione di marketing che consente di rilanciare in un solo colpo cultura, gastronomia ed economia.

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Pizzeria Da Zero: come in cinque anni si rivaluta il Cilento

Pizzeria da Zero: si nasce in Cilento e si va ovunque Il Cilento, zona della Campania molto famosa per le località balneari “nasconde” anche molto altro. È una terra ricca di tradizioni e di riti, soprattutto per quanto riguarda la gastronomia. È sempre necessario ricordare che il Cilento è la culla della cosiddetta dieta mediterranea, denominazione che comprende uno stile di vita invidiato in tutto il globo, con alla base il consumo di prodotti stagionali come ortaggi, frutta e verdura, pochissima carne, prodotti ittici, olio extravergine d’oliva e la salubrità eccelsa dell’ambiente dove si vive. Pizzeria da Zero: il fatturato e la crescita La storia di Pizzeria da Zero parte da un piccolo paesino del Cilento, con meno di diecimila abitanti: parliamo di Vallo della Lucania. Un rapporto strettissimo con le aziende locali, i piccoli agricoltori e le coltivazioni del posto, in alcuni casi anche salvandone alcuni tra questi e portandoli in giro per l’Italia. Alla fine del 2018, il gruppo Da Zero ha fatturato più di 3 milioni di euro e non ha intenzione di fermarsi. Il gruppo della pizzeria Da Zero si propone di raggiungere (e forse, anche di superare) i 5 milioni di euro entro quest’anno. Ha ben ragione di credere nell’impresa, visto l’andamento più che positivo delle cinque sedi sparse su territorio nazionale: oltre a Vallo della Lucania, pizzeria da Zero ha ben due sedi a Milano, una a Matera ed una a Torino. Una diffusione su territorio nazionale che non solo ha portato nuova linfa e vigore nel mondo pizza, ma anche nella manodopera: infatti, più del 60% degli operatori della pizzeria Da Zero (nelle sue varie sedi) è di provenienza cilentana. Pizzeria da Zero: gli inizi Paolo De Simone, responsabile della produzione e dello sviluppo, racconta gli esordi: «Ci siamo resi conto, cinque anni fa, che la tradizione gastronomica del Cilento non era ben valorizzata. Allora abbiamo pensato di portare in scena i prodotti della nostra terra, includendo tantissimi presidi Slow Food. La pizza proposta, come idea e modalità, è quella della pizza napoletana. Ad oggi, con le nostre cinque pizzerie attive, siamo arrivati ad un totale di circa 700mila pizze sfornate.» Pizzeria da Zero: la pizza Primula Palinuri Con l’hashtag #DaZeroaCinque, il gruppo ha presentato la pizza Primula Palinuri, omaggio a tutto tondo alla propria terra. La pizza è guarnita con mozzarella di bufala, pesto di rucola, cacioricotta di capra cilentana, pomodorino giallo, olio EVO, basilico e riprende appunto i colori del fiore di cui porta il nome. Inoltre- come tengono a sottolineare- è un invito a scoprire, apprezzare e valorizzare gli artigiani che hanno messo a disposizione gli ingredienti di prima qualità. Giuseppe Boccia, infatti, sottolinea come moltissimi parlino di cibo “Made in Italy” senza avere ben preciso di cosa si parli. Inoltre, aggiunge, c’è necessità di valorizzare la “Dieta Mediterranea” come fattore attrattivo turistico, visto che moltissimi viaggi e vacanze vengono fatte appunto anche in base alle mete del “mangiar bene”. [Foto copertina: Credit Enzo Finizola]

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