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Eroica Fenice

La categoria Eventi nazionali contiene 58 articoli

Eventi nazionali

Finale di Sanremo 2018, vincono Meta e Moro

E si giunse alla serata finale di Sanremo 2018. Un’edizione del festival che più che per le canzoni verrà ricordata per i continui cambi d’abito di Michelle Hunziker e per la psicotica tendenza del conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni a voler cantare ad ogni costo, imponendo alle nostre povere orecchie tutta la sua discografia. Ma bando alle ciance e diamo un’occhiata a come è stata questa serata finale. Una finale con ospiti musicali e un toccante monologo La finale di Sanremo si apre con Luca Barbarossa e con la sua Passame er sale , a cui poi seguono Ognuno ha il suo racconto di Red Canzian e Mai mai mai dei campani The Kolors. È già giunto il momento del primo ospite, Laura Pausini, che scende dalla mitica scalinata. Su quel palco, dove nel 1993 vinse come giovane proposta con La solitudine, la Pausini presenta il suo nuovo singolo Non è detto. Poi, sotto esortazione di Fiorello in collegamento telefonico, la cantante duetta con Baglioni (e ti pareva !) sulle note di Avrai, per poi esibirsi sulle note di Come se non fosse stato mai amore e concludendo l’esibizione tra i fan fuori al teatro Ariston. La gara ricomincia con gli Elio e le storie tese e la loro canzone-congedo Arrivedorci, un vero e proprio epitaffio alla carriera del gruppo milanese. La mancanza di un microfono non ferma Ron che, con la sua Almeno pensami, sembra quasi cantare accompagnato dalla presenza del compianto Lucio Dalla, che è anche l’autore della canzone. Antonella Clerici e i giovanissimi cantanti di “Sanremo Young” sono i secondi ospiti della serata, i quali si esibiscono sulle note di Penso positivo di Jovanotti. Da notare la scenografia della performance, quella di un cantiere con operai che lavorano: insomma, una palese allegoria del futuro da precariati e disoccupati che attende il gruppo di adolescenti una volta divenuti adulti. Dopo questa inutile ospitata tocca a Max Gazzé con la suggestiva La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, una storia d’amore mitologica con sfumature ovidiane, che l’accompagnamento d’arpa rende ancora più magica. È poi il turno di Annalisa con Il mondo prima di te anche se, più che sulla canzone, la nostra attenzione ricade sul vestito che sembra ricavato da dei sacchi di juta. Dopo l’ennesimo tentativo andato a male di Baglioni di risultare simpatico (si finge sosia di Marco Columbro, che ridere…), sale sul palco Renzo Rubino che “copia” l’idea dei ballerini anziani, che sono i nonni del cantante, a lo Stato Sociale. La nona performance è quella dei Decibel di Enrico Ruggeri e della loro Lettera dal Duca, il cui ritornello presenta le classiche due-tre frasi in inglese (perché l’inglese fa sempre rock, non scordiamocelo). Seguono Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico e i primi sbadigli: Imparare ad amarsi è la classica canzone piena di cliché e frasi fatte, su quanto è importante volersi bene. Se ne poteva fare a meno, in tutta sincerità. Eguale opinione vale anche per Eterno di Giovanni Caccamo: la tipica sanremese ballata d’amore […]

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Sanremo, recensione della quarta serata

Sanremo, quarta serata: si dà il via alle danze con una versione un po’ particolare di Heidi, e si proclama la vittoria di Ultimo col suo Ballo delle Incertezze Tremate, tremate, le streghe son tornate! Ah no, nessuna storia horror degna del miglior Stephen King, ma soltanto una versione un po’ particolare dell’innocente cartone animato Heidi, eseguita sul palco del festival di Sanremo da Claudio Baglioni, Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker che, abbigliati con giubbotti di pelle e borchie da rockettari sfegatati dell’ultima ora, hanno fatto registrare il più alto tasso di traumi infantili della serata. Così è iniziata la penultima serata del Festival di Sanremo, quella che, da tradizione, è dedicata ai duetti e alla proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte. E sono proprio loro che danno il via alle danze: hanno calcato il palco, nell’ordine, Leonardo Monteiro, Mirkoeilcane, Alice Caioli, Giulia Casieri, Mudimbi, Eva, Lorenzo Baglioni e, ultimo ma non ultimo, Ultimo. Si perdoni il (forse) troppo facile gioco di parole, dal momento che poi Ultimo è arrivato primo. Romano, ventidue anni, si è aggiudicato la vittoria con il suo Ballo delle incertezze, sbaragliando il favorito Baglioni, che già spopolava sui social da mesi con il suo inno alla grammatica e anche Mirkoeilcane, che ha però vinto il Premio della Critica “Mia Martini”. Minuto, visionario e quasi stralunato, Mirkoeilcane (anche se un po’ tutti ci siamo chiesti dove fosse il suo amico a quattro zampe, preannunciato dal suo nome) ha presentato la sua Stiamo tutti bene, una sorta di recital o monologo trasposto in musica. I duetti dei big: Piero Pelù e la Nannini la fanno da padrone a Sanremo Dopo aver incoronato il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo, è la volta dei big e dei loro duetti. Chi avranno scelto? Interpreteranno al meglio le canzoni insieme agli ospiti? Ci terranno inchiodati al divano fino all’alba, visto che Baglioni, col suo savoir faire da Zio Fester della Famiglia Addams, ha preannunciato 64 ospiti a inizio serata? Mentre proviamo a ricordare dove abbiamo messo il thermos di caffè per riuscire a sopportare una sfilza pantagruelica di ospiti, o mentre escogitiamo metodi per tenere aperti gli occhi che ricordano un po’ Arancia Meccanica, ecco che appare Renzo Rubino, ricordato dai più solo come “quello che prese il posto di Moro e Meta la sera in cui non li fecero esibire”, e apre le danze insieme all’attrice Serena Rossi, da lui definita la sua attrice preferita, forse in un impeto di captatio benevolentiae. Dopo Rubino, è la volta di Sarcina e compagni: Le Vibrazioni portano a Sanremo Skin, energica e pimpante come in un concerto degli Skunk Anansie. Skin è capace di farci mettere in discussione la pubblicità di Clinians con Valeria Mazza che viene riproposta a tamburo battente in tutte le pause, giacché, più che la Mazza, è proprio Skin a sembrare sempre uguale, sempre così perfetta, eterea, androgina e imbalsamata nel suo fantastico universo rock e figo. Tocca poi a Noemi, duetto tutto al femminile con Paola Turci; Mario Biondi porta sul palco Ana Carolina e Daniel Jobim e Annalisa si fa […]

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Terza serata Sanremo 2018: ascolti record

Per la terza serata Sanremo 2018 continua a raccogliere ascolti record: dopo mercoledì, quella di giovedì 8 febbraio miete più di 10 milioni di telespettatori con uno share di oltre il 50%, superando gli ascolti delle serate di Carlo Conti, Fabio Fazio, dell’elezione del nuovo papa di alcuni anni fa e del primo contatto dei marziani con il pianeta Terra. L’essere mitologico che non guarda Il Festival della canzone italiana vive nelle profondità della Terra. Ma in Italia individui bugiardi trascorrono la settimana del Festival lanciando anatemi sugli spettatori e non vogliono ammettere di essere i primi a seguirlo: vergogna! Chi scrive appartiene alla terza categoria, gli estimatori di Sanremo, anche del Sanremo 2018 un po’ ingessato, tirato, controllato e “vittoriano” di Claudio Baglioni: una leggenda narra che se pronunci il suo nome, lui automaticamente cominci a cantare un brano del repertorio in modalità random. Canta: Claudio Baglioni! Sanremo 2018, alla sua terza serata, si apre ovviamente con un’esibizione fuori gara di Claudio Baglioni che, come tutti sappiamo, sa cantare. E canta una di quelle canzoni che, in un modo o nell’altro, conosciamo da quando avevamo otto anni. Arrivano poi gli artisti di Sanremo 2018 Giovani, disinvolti e carichi per l’esibizione all’Ariston. Il primo è Mudimbi con il brano Il mago, dal gusto un po’ rap, fra l’ironico e il fiabesco. Le luci passano su Eva con Cosa ti salverà, seconda concorrente della sezione Giovani, ex X-Factor: look forte, aggressivo, fra piercing e tatuaggi, una voce dolce velata di timidezza. Come terzo c’è Ultimo (grandissimi giochi di parole della Michelle internazionale, Ah-Ah), imberbe cantante che però con Il ballo delle incertezze ci fa sentire la sua voce calda. E il pubblico si infiamma per il giovane cantante. Chiude la sezione giovani di Sanremo 2018 Leonardo Monteiro che porta all’Ariston Bianca, con un tocco di soul che non guasta nei tipici accordi sanremesi. La classifica delle nuove proposte In attesa della classifica ci godiamo i veri conduttori di Sanremo 2018, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, che animano questa rassegna dichiaratamente nostalgica dei tempi andati. La giuria demoscopica si esprime sui Giovani: quarto Leonardo Monteiro, terza Eva, argento per Ultimo e medaglia d’oro per Mudimbi. Scopriremo il vincitore di Sanremo giovani proprio in occasione della serata di venerdì. La serata dei Big fra ospiti e (troppe) canzoni di Baglioni Tamburi, scala-robot che cala, violini, suspence, un nuovo cambio d’abito per i tre padroni di casa. Per fortuna Michelle Hunziker (vestita da Angela Merkel) interrompe un siparietto non-divertente fra Pierfrancesco Favino e Der Claudio Baglioni per annunciare il primo concorrente in gara! Giovanni Caccamo con il brano Eterno: la sua barba fluente-hipster è nuova, la delicatezza della voce già nota, con un brano sanremese-romantico e una manciata di stonature-pelle-d’oca. Arrivano in after dalle piazze di Bologna i componenti dello Stato Sociale con Una vita in vacanza: i ragazzi si sono fatti (su questo non c’è dubbio) notare con il loro pezzo fra serio e faceto sulla gioia di lavorare e non di vivere nel sacrificio. […]

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Festival di Sanremo 2018, la seconda serata tra ospiti e nuove proposte

Dopo il successo della prima serata, il Festival di Sanremo 2018 fa registrare ancora buoni ascolti. Tuttavia i dati registrano un calo rispetto alla serata di debutto: i telespettatori sono stati 9 milioni 687 mila (contro gli 11 milioni 600 mila spettatori della prima serata), pari al 47.7% di share. Lo scorso anno la seconda serata del festival condotto da Carlo Conti e Maria De Filippi aveva raggiunto una media di 10 milioni 367 mila spettatori, pari al 46.6% di share. Claudio Baglioni, dunque, supera Carlo Conti di un punto di share ma perde quasi 700 mila telespettatori. Ma veniamo al resoconto dell’infinita seconda serata sanremese. In apertura Michelle Hunziker, avvolta in un lungo abito fucsia (firmato Alberta Ferretti) stile fiabesco, intona il brano “Il pozzo dei desideri”, colonna sonora di Biancaneve e i sette nani; Baglioni l’accompagna al pianoforte posto al centro del palco. Al “siparietto” si unisce anche Favino che, insieme agli altri due conduttori,  gioca a imitare la vocina di Biancaneve. Potevamo farne anche a meno. Festival di Sanremo 2018: il debutto della categoria  giovani I conduttori – che appaiono decisamente più rilassati rispetto alla prima sera – danno il via alla gara delle nuove proposte. Si esibiscono i primi quattro giovani, i restanti quattro canteranno nella serata di giovedì. A rompere il ghiaccio è il toscano Lorenzo Baglioni (no, non è parente del Claudio nazionale)  che – accompagnato dagli “studenti per caso”, muniti di zaino e vestiti con look accademico – presenta quello che promette di diventare un tormentone: un esilarante inno al “congiuntivo”. Subito dopo si esibisce Giulia Casieri con “Come Stai”, bella voce, canzone orecchiabile, ma non ce ne ricorderemo a lungo, anzi ce ne siamo già dimenticati. Le risponde Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene”. Lui è un po’ Giorgio Faletti, un po’ Daniele Silvestri, ma il testo è uno dei pochi degni di nota, anzi, senza esagerare, forse il migliore del Festival. Chiude la gara dei giovani Alice Caioli con “Specchi rotti”, canzone fastidiosa e lagnosa, ma la giuria demoscopica inspiegabilmente la premia e si ritrova in cima alla classifica parziale finale, seguita da Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri e, ingiustamente ultimo, Mirkoeilcane. La gara dei big Dopo la pausa pubblicitaria,  Michelle Hunziker si presenta sul palco con un nuovo abito della Ferretti, stavolta color cipria, ricamato con motivi floreali, con effetto nude look. Ci piace decisamente di più. Raggiunta dai suoi colleghi conduttori, dà il via alla gara dei big. In “campo” scendono solo dieci cantanti. Ad aprire le danze sono Le Vibrazioni, che nella prima serata avevano invece cantato per ultimi. Al secondo ascolto il pezzo “Così sbagliato” convince di più. Al termine dell’esibizione del gruppo milanese tocca alla Hunziker ufficializzare la sospensione del duo Meta-Moro per  presunta violazione del regolamento:  “sul caso Meta-Moro sono in corso tutti gli accertamenti del caso”, dice la presentatrice svizzera. In attesa di sapere quale sarà il destino dei due cantautori, la gara prosegue con la bella Nina Zilli che, fasciata in elegante e sontuoso abito nero, canta “Senza Appartenere”, un […]

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Sanremo 2018: la prima serata del Festival

Una media del 50% di share, stando ai dati Auditel. Che piaccia o no, che sia considerato superato o meno, Sanremo è un po’ come le partite della Nazionale Italiana: resta una delle poche (e ultime) cose a riunire la famiglia davanti alla tv. Sanremo 2018, 68esima edizione targata Claudio Baglioni, è partito ieri sera martedì 6 febbraio. Conducono lo stesso Baglioni, Pierfrancesco Favino e Michelle Hunziker. 20 i Big in gara, più 37 Pooh. Ma andiamo per gradi e vediamo i momenti più salienti della prima serata del Festival della Canzone Italiana! Sanremo 2018: si parte Come ogni inizio che si rispetti, si parte con la sigla. Cantata da tutti i concorrenti in gara, sullo schermo diviso in venti quadratini, la sigla fornisce allo spettatore quella stramba sensazione di essere finito in una puntata dello Zecchino d’Oro. O in un reparto di geriatria. Scaldapubblico: Baglioni gioca subito la carta Fiorello. Vabbè, è quasi troppo facile. Fiore compare da solo prima di tutti, trascina il pubblico, risolve brillantemente la situazione con il contestatore di turno che ancora prima del fischio d’inizio si piazza sul palco dell’Ariston per protestare (un classico). Fiorello cantante, Fiorello intrattenitore: insomma, un vero showman. Battute a raffica, conclude con “Buon Sanremo 1918” (profetico) e introduce il conduttore (e direttore artistico del Festival) Claudio Baglioni, che, tirato come se fosse stato assemblato con la colla vinilica (fffatto?!) e a suo agio come un elefante in una cristalleria, entra scendendo la famosa scalinata (quest’anno in stile Transformers). Un po’ come i bambini che a Natale recitano la poesia in piedi sulla sedia, inizia un monologo su musica, parole, fiore, cuore, amore, con la stessa presenza scenica di un pacco di farina. Dopo 36473 ore di spiegazione dell’Iliade e un mezzo sonnellino, arriva il buon Favino che a sua volta, con gli aggettivi “bella”, “simpatica” e “svizzera”, presenta lei: Heidi! Ah no, è Michelle Hunziker. Scollatura da capogiro, solito sorriso a 132 denti (perchè ridi sempre? Le chiede Favino. Ci poniamo la stessa domanda da 15 anni), qualche dichiarazione d’amore di troppo, Michelle Hunziker si è dimostrata all’altezza del ruolo: brava e spigliata, ha portato avanti da sola il Festival, soprattutto nella prima ora. Fa troppo la simpatica però, confondendo lo studio di Striscia la Notizia con il palco dell’Ariston. Il numero delle scarpe con Baglioni e Favino a carponi inguardabile. Pierfrancesco Favino ha carburato lentamente, salvo poi «esplodere» con un mash-up canoro davvero spassoso. Farà di più. Sanremo 2018: i Big in gara Ma passiamo alle canzoni in gara. A rompere il ghiaccio, Annalisa con “Il mondo prima di te”: una ballad godibile, a parte l’outfit da Doremì nightclub. Prosegue Ron (che è come Bublè a Natale: viene scongelato solo a Sanremo) con un inedito del compianto Lucio Dalla. The Kolors e il ciuffo di Stash, il sempre poetico Max Gazzè, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico (sul web si vocifera che per votarla il codice sia quello di Hammurabi, cit.), Ermal Meta e Fabrizio Moro, Mario Biondi Sogni d’Oro. Ma ecco che succede qualcosa […]

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L’editoria dalla Nuvola di Roma Eur: Più libri più liberi 2017

Torna, alla sua sedicesima edizione, dal 6 al 10 dicembre, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, Più libri più liberi. Quest’anno, la manifestazione ha scelto un nuovo teatro: rotta la tradizione che vuole come sede il Palazzo dei Congressi della capitale, Più libri più liberi si sposta su La Nuvola! No, nessuna conferenza in mongolfiera o in aeroplano, ma nel nuovo Roma Convention Center La Nuvola, il nuovo centro congressi nel quartiere dell’EUR, nato dal progetto di Massimiliano Fuksas. Di una magnificenza tra l’ultramoderno e il fatato (come raccontano le immagini di Roland Halbe per la campagna di comunicazione della sedicesima edizione della fiera), all’interno di un edificio in vetro (“la teca”) si trova l’auditorium, la cosiddetta Nuvola, che conta 1850 posti. Per questa sedicesima edizione è stata scelta una delle strutture più all’avanguardia d’Europa, perfettamente attrezzata per accogliere la folla di editori e visitatori che prenderanno parte a Più libri più liberi. Il progetto: Più libri più liberi 2017 apre le porte dell’editoria “L’obiettivo è quello di offrire al maggior numero possibile di piccole case editrici uno spazio per portare in primo piano la propria produzione, spesso “oscurata” da quella delle imprese più grandi, garantendogli la vetrina che meritano. Una vetrina d’eccezione, al centro di Roma e durante il periodo natalizio”, si legge sul sito della manifestazione. Più libri più liberi nasce nel 2002, dalla visione del Gruppo Piccoli Editori dell’Associazione Italiana Editori, ed è oggi sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Inoltre, per l’importanza che riveste nell’ambito dell’editoria, rientra nel progetto ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea. Un programma ricco di eventi anche quello di quest’anno: dalla musica alla politica, dalla poesia alla gastronomia, dalla storia al personaggio storico. Più libri più liberi non è soltanto l’occasione di conoscere e confrontarsi con autori ed editori provenienti da ogni parte della nazione (e non solo), è anche un momento d’incontro, di dibattito, in cui chiunque può regalarsi l’opportunità di ampliare il suo sguardo sul mondo e offrire il proprio punto di vista. Si pensi a “Il giornalismo come guardiano della democrazia e della legalità”, un convegno tenuto da Emiliano Fittipaldi, oppure “Dall’omertà ai social. Come cambia la comunicazione della mafia”, presentazione dell’omonimo libro di Enzo Ciconte con l’intervento di Raffaele Cantone, o ancora alla puntata di Quante storie condotta da Corrado Augias che verrà girata in diretta dalla sala La Nuvola, e durante la quale interverranno anche il Presidente del Senato Pietro Grasso e Luca Zingaretti: pochi esempi del panorama di eventi che Più libri più liberi mette a disposizione di chiunque ne sia interessato. Più libri più liberi dà la possibilità di entrare in un mondo che sembra davvero fatto di nuvole. Tra parole e sogni nel cassetto poi tirati fuori, bisognerebbe cogliere l’occasione di respirare un’atmosfera di cultura ed opportunità.

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Bucarelli e Guttuso, la mostra allo GNAM

Dal 3 ottobre al 26 novembre, lo GNAM (Galleria Nazionale dell’Arte Moderna) ospita due mostre parallele su due personaggi chiave per il nostro paese e per l’arte nel suo senso più generale: Palma Bucarelli e Renato Guttuso. Lo Gnam, crocevia dell’arte moderna È necessario cominciare questa riflessione con un grosso prerogativo: lo GNAM è un luogo bellissimo. Uno dei migliori che abbiamo in questo paese, dove l’arte non la si visita semplicemente, ma la si vive e respira, passeggiando all’interno di una delle strutture più affascinanti, dove, a pochi metri l’uno dall’altro, ci si può ritrovare ad ammirare un Klimt e un Van Gogh. Proprio all’interno di quasi oasi culturale, posta nel verde della Villa Borghese, si tiene la mostra parallela su Palma Bucarelli e Renato Guttuso. Palma Bucarelli. La sua Collezione Curato da Marcella Cossu, il percorso mette in mostra l’anima e e la volontà di Palma Bucarelli, direttrice del museo dal 1941 al 1975,  attraverso il suo lascito testamentario allo GNAM stesso di cinquantotto opere. Si legge in esso un’apertura verso l’arte contemporanea, una visione d’ampio respiro, destinata, in qualche modo, ad essere fautrice di un movimento in divenire. Due anime, forti e diversamente uguali, si incontrano lungo le sale, e sono conviventi: una figurativa e una astratta.  Il suo amore, come detto, per l’avanguardia si manifesta con la presenza di lavori come il Senza Titolo di Piero Dorazio o Rivolta di Giulio Turcato, e, proseguendo, ci si può anche imbattere in un ritratto della stessa Bucarelli, ad opera del noto Marino Mazzacurati. Alla lunga lista di nomi e opere nazionali, si aggiungono quelle internazionali, come Passage d’un Chasseur di André Masson o Mother with Child di Henry Moore. Stupendo, a dir poco,  il lavoro grafico di Christo,  il Ponte Sant’Angelo Wrapped del ’69, una piccola chicca  in cui l’artista sognava di incartare il famoso ponte che unisce la città di Roma col Vaticano. Renato Guttuso. Un uomo innamorato. A trent’anni esatti dalla scomparsa di Renato Guttuso, con il lavoro della curatrice Barbara Tomassi, lo GNAM ospita una mostra in cui sono tratteggiati e messi sotto l’occhio di tutti, due caratteristiche principali del noto pittore: la forte energia creatività e una vitalità inarrestabile, incontenibile, che sfocia nel magma estetico delle sue opere. Osservando quadri come La visita della sera o Il merlo o, ancora, Battaglia e cavalli feriti si legge chiaramente una propensione artistica verso i colori accesi, verso un continuo slancio emotivo che da sempre caratterizza il pittore e la sua arte. Mai lontano dai punti salienti della cultura pittorica e non solo, Guttuso ha sempre assistito e fatti suoi i vari accadimenti storici e culturali della sua epoca. Come detto da Alberto Moravia nel 1938, all’interno dei suoi lavori si può percepire “ansioso e sensuale accanimento ad afferrare la realtà nelle sue più segrete e inafferrabili risorse.” Tutte le info sulla mostra, le date e i prezzi qui .  

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Monet a Roma: il seme dei sogni

Dal 19 ottobre al 11 febbraio, il Complesso del Vittoriano di Roma ospita “Monet“, la grande esposizione dedicata interamente al grande pittore impressionista Claude Monet. Sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Lazio, la grande retrospettiva è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet, Paris. Monet a Roma, l’interratività del pensiero Può capitare, con certi sogni, di ritrovarti a non saperli descrivere bene, a non essere in grado di replicarli ad alta voce ad un interlocutore esterno, eppure di portarteli dietro per un bel po’ dopo il risveglio. Li senti strisciare dentro di te, influenzare, suggestionare la tua personale percezione del reale. Questo accade ai visitatori di “Monet”, l’esposizione sull’artista francese, ma, soprattutto, l’esposizione dentro l’artista, attorno ad esso e al suo percorso. Partendo da alcuni ritratti di famiglia, su cui spicca lo stupendo Ritratto di Michel Monet neonato, e alcune caricature, arte appressa da ragazzino nel collegio di Le Havre e che gli permetterà di guadagnare qualche soldo all’inizio, fino ad arrivare al cospetto di alcuni capolavori del maestro dell’impressionismo come Ninfee, Le Rose e Londra.Parlamento.Riflessi sul Tamigi si snoda e concretizza  un lungo viaggio onirico, un percorso di visioni delicatamente posate su tela, in cui i colori, lì accesi e lì più cupi, si incontrano, si scontrano, si fondono fino a diventar quasi materia informe, indelineabile eppure assolutamente comprensibile, possibile da agguantare a chi è disposto a guardare con gli occhi del sogno. Nel cammino, il cui passo cambia ritmo tra l’estasi e la frenesia a seconda del quadro con cui si scontra, si assiste, come già detto, anche ad una vera e propria lezione sull’artista, lezione silenziosa, priva di oratori dichiarati, in cui si possono osservare i mutamenti e la maturazione artistica del pittore. Necessario plauso vanno fatti alla curatrice Marianne Matheu e agli organizzatori tutti, capaci di creare, con sobrietà e senza alcuna necessità di enfatizzazione, un percorso didattico aperto a tutti, persino il più impreparato degli estimatori di Claude Monet. Colore su colore, Monet ci mostra com’è possibile rappresentare ciò che c’è di più bello al mondo: la semplicità. Tutte le info su prezzi e orari della mostra di Monet a Roma qui  

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Riti settennali di Guardia Sanframondi. I fedeli incontrano l’Assunta

I Riti settennali tributati alla Madonna dell’ Assunta, che si celebrano a Guardia Sanframondi (Bn) ogni sette anni, sono una delle manifestazioni religiose più coinvolgenti, controverse e particolari al mondo. Evento particolare in cui la penitenza interiore trova la sua espressione più radicale nella penitenza esteriore, è difficile descriverli, esattamente come è impossibile raccontare la devozione dei guardiesi nei confronti dell’ Assunta. L’unica cosa da fare è tracciare una panoramica della manifestazione e parteciparvi, a cuore aperto. Il ritrovamento miracoloso dell’Assunta Leggenda vuole che in un tempo imprecisato, due maiali, condotti al pascolo da un garzone, iniziassero improvvisamente a scavare nel territorio di Limata, ai confini tra Guardia e San Lorenzo Maggiore, mentre un suono sempre più incalzante di campanelli si diffondeva nell’aria. Venne così ritrovata la statua dell’ Assunta. Nessuno riusciva a tirarla fuori dalla buca, tuttavia, finché un vecchio cieco del rione Croce, portato sul luogo e riavuta miracolosamente la vista, notò che il Bambinello in braccio alla Madonna aveva in mano una spugna. I presenti ne fecero una riproduzione con del sughero e degli spilli all’interno e solo quando tutti cominciarono a battersi con essa, la statua venne rimossa. Si provò a condurla verso i vari paesi limitrofi ma si fece pesante e non trasportabile. Solo quando si prese la strada per Guardia, la Madonna ridivenne leggera. Storicamente la statua viene fatta risalire al secolo XI, mentre gli studiosi di oggi la datano al secolo XIV. Dei due campanelli, uno più piccolo dell’altro, attaccati ad un sostegno di legno, con due sporgenze laterali con cui poterli prendere, il più grande reca la scritta ‘Jesus Maria 1048’, sicuramente l’anno della fusione, mentre su entrambi sono incisi i nomi di ‘ Assunta e Pietro Pascale’, con molta probabilità i nomi degli offerenti I Riti settennali I Riti o “Festa dell’ Assunta” si svolgono in 7 giorni ogni 7 anni, anche se in passato la statua dell’ Assunta era portata in processione ogni volta i fedeli ne avvertissero il bisogno. La settimana successiva al 15 agosto, i rioni di Guardia, Croce, Portella, Fontanella e Piazza, procedono con due processioni, di “penitenza” e di “comunione”. I Misteri che in parte le compongono, di origine medievale, sono rappresentazioni sceniche della Sacra Scrittura, della Vita dei Santi, di Dogmi della Chiesa e vengono rappresentati da fedeli che, in costumi d’epoca talvolta pregiati, sfilano mantenendo inalterate le loro pose figurative ed usando solo la mimica. Ogni quadro è preceduto da un “vessillifero”, un angelo o un paggio che reca un’insegna col titolo del Mistero ed è seguito da un gruppo di fedeli del rione di appartenenza. “I disciplinanti, o flagellanti”, partecipano alle processioni rionali in saio bianco e cappuccio con occhiaie, sono disposti per due in una lunga fila e sono così chiamati perché usano la ‘disciplina’, strisce metalliche, unite da una catenella, con le quali si percuotono le spalle. Il sabato, in un corteo preceduto da una croce, sfila il clero locale e diocesano presieduto dal Vescovo, con una fune incrociata sul petto […]

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Festival Nazionale del Cinema e della televisione a Benevento

Benevento organizza la I edizione del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione ed ospiterà, tra il 5 ed il 9 luglio, l’universo dei media in tutte le sue forme. La manifestazione sarà inaugurata, il 4 luglio, con lo spettacolo West Side Story, realizzato grazie alla sinergia tra l’Orchestra Filarmonica di Benevento e la Compagnia Balletto di Benevento. Con esso il BCT (Benevento Cinema e Televisione) aprirà la stagione estiva beneventana, che proseguirà con Città Spettacolo ed ancora altri eventi che animeranno la città. Il Festival vedrà cinque giorni di incontri ravvicinati con i protagonisti del piccolo e del grande schermo per potersi confrontare senza barriere di genere su temi che animano la Tv italiana ed il nostro cinema. Benevento diventa un palcoscenico a cielo aperto dove ogni giorno, in maniera gratuita e accessibile a tutti, si svolgeranno manifestazioni e esibizioni diverse tra loro. Ad ogni zona il suo spettacolo: ecco il programma del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione Con Pellicole da assaporare, ogni sera il Corso Garibaldi saranno allestiti stand enogastronomici che proporranno un prodotto ispirato ad un lungometraggio, accompagnati da relative rappresentazioni cinematografiche. Nel corso del festival, inoltre, la città sannita ospiterà alcune importanti mostre legate al panorama televisivo e cinematografico italiano, con esposizioni gratuite e percorsi guidati di altissimo livello. La prima mostra, inaugurata il 5 luglio, celebrerà Alberto Sordi e resterà a Benevento per tutto il mese. Ogni giorno i protagonisti del cinema e della televisione saranno a disposizione del pubblico per interviste, dialoghi, confronti. Personaggi come: Toni Servillo, Paolo Ruffini, il cast di Gomorra, Lino Banfi, ed anche Sergio Castellitto, Gerry Calà, Eugenio Bennato e Le Iene e tantissimi altri. Il Festival proporrà, nell’accattivante scenario dell’Hortus Conclusus, un Cinema sotto le stelle  allestito nello spazio della Terrazza dal Multisala Gaveli di Benevento. Nel pomeriggio si potrà assistere alla Proiezione delle pellicole animate di maggior successo degli ultimi anni e si potrà avere un confronto con gli ideatori, i disegnatori ed i produttori dei films. Piazzetta Vari e Piazza Castello, infine, faranno da cornice ad uno Spettacolo musicale, nel quale personaggi televisivi ed attori riproporranno sigle televisive e cinematografiche, per vivere una notte di musica, direttamente dal piccolo e dal grande schermo. Nel corso della manifestazione saranno assegnati premi, scelti da una giuria composta da esperti nel settore, a personaggi e protagonisti del cinema e della televisione che maggiormente si sono distinti negli ultimi anni. Uno di questi è Il Noce d’Oro, che richiama alla mente uno dei maggiori motivi per cui la città è celebre: le streghe di Benevento ed il punto della città presso cui si riunivano. É proprio lì che verrà consegnato Il Noce d’Oro ai protagonisti del Festival nel corso dell’ultima serata di gala dell’evento. L’ultima serata dell’evento vedrà anche lo svolgimento di ben due concorsi a tema. Il primo, Diversamente uguali, dedicato ai giovani con meno di 35 anni, premierà due prodotti cinematografici: un documentario di 10 minuti basato su fatti realmente accaduti e un lungometraggio di 60 minuti; entrambi […]

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