L’architettura dell’immaginario: guida alle fiabe, alle favole e al folklore mondiale

C'era una volta, favola e fiaba

Le storie che ci raccontavano da piccoli sembrano semplici. Ma scavando un po’, scopriamo che fiabe e favole sono antichi strumenti per superare le paure o insegnare le regole del vivere sociale. Se studi queste tematiche al liceo, ti accorgerai che c’è un abisso tra la morale di Esopo e l’oscurità dei fratelli Grimm. E no, la Disney non ha inventato nulla. Anzi, ha spesso ripulito racconti nati con ben altro scopo. Facciamo chiarezza.

Le differenze: favola, fiaba e folklore

La favola è un racconto breve. Spesso i protagonisti sono animali con difetti umani e finisce sempre con un insegnamento chiaro, la “morale” pratica. La fiaba, invece, è pura magia. Si svolge in tempi lontani (“C’era una volta”) e racconta di prove impossibili che l’eroe deve superare per crescere. Il folklore, infine, racchiude l’intero patrimonio di miti, proverbi e leggende di un popolo; storie spesso legate a luoghi veri, nate per spiegare le origini del mondo.

Genere narrativo Cosa c’è dentro? (Caratteristiche) A cosa serve? (Obiettivo)
Favola Animali parlanti, racconto breve, situazioni realistiche. Insegna un comportamento giusto o sbagliato (la morale).
Fiaba Magia, streghe, fate. Non sappiamo mai esattamente l’anno. Farci immedesimare nell’eroe per superare le nostre fobie.
Leggenda (Folklore) Luoghi veri, personaggi quasi storici o eroi locali. Unire un popolo e spiegare perché un bosco o un monte sono nati in quel modo.

L’architettura del racconto: favole e schemi magici

Migliaia di anni fa, davanti al fuoco, le persone si passavano regole e segreti per la sopravvivenza parlando, raccontandosi storie. Oggi la letteratura ci dice che c’è una netta differenza tra fiaba e favola. La favola è un testo scritto per darci una tirata d’orecchi. In fondo, leggere le favole classiche, un patrimonio antichissimo, ci mette davanti ai nostri difetti. In queste storie, se il corvo è vanitoso o il lupo è crudele, finiscono regolarmente male per insegnare a noi come comportarci.

La fiaba funziona invece come un videogioco a livelli. Vuoi capire cos’è la fiaba e come ha ispirato il modo di raccontare? C’è sempre un pezzo mancante o un problema iniziale. Il protagonista scappa di casa, incontra chi gli dona oggetti magici e infine supera una prova durissima. Questo schema base è stato studiato in modo definitivo dallo studioso russo Vladimir Propp. Se ti incuriosisce la teoria, potresti sfogliare le 10 fiabe più belle e vedere se ritrovi questo schema. E a proposito di imparare divertendosi: a scuola molti insegnanti ti chiederanno magari di leggere favole in lingua inglese per migliorare il vocabolario e memorizzare la grammatica in modo facile e veloce.

💡 Lo sapevi che…? Le antiche storie prendono vita.

Le fiabe più famose hanno fornito lo spunto ai più celebri cartoni animati che abbiamo visto tutti. Ti sei mai chiesto come Walt Disney abbia intuito le potenzialità di racconti come Biancaneve? Se vuoi fare un salto dietro le quinte del cinema d’animazione, leggi la nostra storia della Disney, dalla prima intuizione all’impero globale dell’intrattenimento.

C'era una volta un principe che cavalcava alla luce della luna; illustrazione dello svedese John Bauer del 1914 per la fiaba L'anello di Helena Nyblom.
C’era una volta un principe che cavalcava alla luce della luna. Illustrazione dello svedese John Bauer (1914) per la fiaba L’anello di Helena Nyblom.

I maestri dell’immaginario: da Basile ai fratelli Grimm

Come sono finite le storie dei contadini sui libri di testo? In Europa c’è stato un autore geniale, nato a Napoli nel Seicento, che le ha scritte per primo: parliamo di Giambattista Basile, maestro della fiaba barocca. Con il suo libro “Lo cunto de li cunti” ha anticipato tutti. Qualche decennio dopo, in Francia, le signore dell’alta borghesia leggevano nei loro salotti eleganti le ironiche favole di La Fontaine per prendersi in giro a vicenda.

🔮 Questo approfondimento fa parte della sezione enciclopedica dedicata a Mitologia, religioni ed esoterismo: l’evoluzione delle credenze umane.

Il momento più importante arriva però in Germania nell’Ottocento. I celebri fratelli Grimm decisero di salvare le storie raccontate a voce prima che andassero perdute per sempre. Spesso conosciamo le loro opere a memoria grazie ai film, ignorando perle affascinanti che puoi trovare cercando tra le fiabe dei fratelli Grimm meno conosciute. Più a nord, in Danimarca, uno scrittore dall’animo sensibile raccontava favole d’amore e sacrificio, come quella famosissima de La Sirenetta di Andersen. Se ti chiedi se anche l’Italia abbia fatto la sua parte, sappi che nel 1956 l’autore Italo Calvino raccolse le fiabe italiane più belle. La voglia di magia non passa mai: infatti puoi ancora trovare in libreria tantissime favole moderne scritte dagli autori di oggi per le nuove generazioni.

Doppio ritratto dei fratelli Wilhelm (a sinistra) e Jacob Grimm, di Elisabeth Maria Anna Jerichau-Baumann
Doppio ritratto dei fratelli Wilhelm (a sinistra) e Jacob Grimm, di Elisabeth Maria Anna Jerichau-Baumann.

L’ombra e la foresta: psicologia, archetipi e traumi nascosti

Perché le fiabe hanno sempre il bosco o il buio come protagonisti? Semplice, la foresta è il nostro subconscio. Diversi psicologi famosi, come Carl Jung, hanno studiato gli archetipi e i simboli nella psicologia delle favole. Cosa significa? Significa che in ogni fiaba ci sono “ruoli fissi” legati alle paure dell’uomo. Pensa all’orco delle favole: incarna la paura degli abusi o del padre aggressivo che non sa controllare la rabbia.

Archetipo narrativo Cosa rappresenta per la nostra mente Un esempio famoso
L’Ombra (Il lupo) Le pulsioni violente, i cattivi desideri o il lato oscuro di chi incontriamo. Il lupo di Cappuccetto Rosso.
La madre terribile La solitudine e il panico che ci assale se i genitori ci abbandonano per non avere risorse. La perfida matrigna in Hansel e Gretel.
Il Sé (L’eroe/Lo scemo) Il percorso difficile, fatto di sacrifici e traumi, che serve a farci diventare adulti capaci. Il figlio più piccolo o preso in giro.

Se andiamo a rileggere le stesure originali del passato ci accorgeremo che erano vietatissime ai minori. Erano violente e piene di sangue. Studiare la vera storia di Cappuccetto Rosso, ad esempio, ti mostrerà che alla fine la nonna e la bambina vengono divorate definitivamente; non compare alcun cacciatore che le salva! La fiaba originale nasceva per lanciare il messaggio brutale: non allontanarsi dal villaggio ed evitare gli sconosciuti. È molto affascinante notare come gli animali parlanti e la loro influenza ci permettano di fare una parodia della società moderna, esorcizzando invidie e cattiverie tipiche dell’uomo nascondendoci dietro ad asini o volpi. Non mancano ovviamente gemme che svelano un’inattesa dolcezza formativa. Per capirne di più, ti basterà leggere alcune fiabe sconosciute con un grande insegnamento di vita.

Geografia del mito: il folklore e le leggende locali

C’è una cosa davvero bizzarra che unisce l’intera umanità: le stesse trame si rintracciano in tutti i Paesi del mondo, pur essendo così lontani. Cenerentola è l’esempio principe. Lo scrittore Basile ne scrisse una prima versione tutta campana in cui era lei a commettere addirittura omicidi; la vera storia della Cenerentola napoletana, Zezolla, è decisamente pulp. Se viaggiamo con la fantasia verso gli abissi innevati del Nord Europa, incontreremo creature inquietanti tipiche delle fiabe russe, come la vecchina cannibale Baba Yaga che cammina in una casa su enormi zampe di gallina.

L’Asia unisce sempre i propri racconti alla profonda devozione per l’ambiente che ci ospita. Analizzare a fondo il ruolo degli animali nelle favole coreane mostra una saggezza mistica e un forte attaccamento alla tradizione. Anche il Giappone ha una fantasia visiva imbattibile: moltissimi fumetti manga moderni traggono forza proprio dalle antiche leggende popolari giapponesi su fantasmi, spiriti volpe e goblin dispettosi. Ritornando in Europa, il fascino di storie cupe ed eroiche sopravvive nelle leggende popolari spagnole, per poi addentrarsi nell’Irlanda verde, dove si narra del minuscolo folletto irlandese (Leprechaun) alla ricerca dell’oro nascosto sotto l’arcobaleno. Ma purtroppo il mondo di chi scriveva ha anche partorito drammi storici per la caccia alle presunte creature occulte in combutta col diavolo, spingendo gli studiosi a domandarsi con rabbia scientifica qual è l’origine delle streghe.

Dal racconto orale allo schermo: cinema e serie tv

I miti antichi non passano affatto di moda: semplicemente, oggi usano Netflix invece dei libri rilegati. Per intere generazioni, i protagonisti hanno il volto del cartone animato del fine settimana, al punto che moltissimi sognano i nemici memorabili presenti in una speciale top 10 dei cattivi (villain) della Disney. C’è chi invece vuole vedere il lato oscuro delle cose ed esplora serie tv moderne basate esattamente sui racconti tradizionali per l’infanzia, come accade nello show animato di cui trovi l’analisi leggendo della cruda serie Netflix The Grimm Variations. Inoltre, enormi successi di botteghino sfruttano lo scheletro inesauribile di queste antiche trame per sfornare colossal spettacolari, come confermano le opinioni legate alla recensione del film “Il cacciatore e la regina di ghiaccio”.

Alla fin fine, la narrazione antica influenza continuamente l’insegnamento letterario e la stessa pedagogia. Si fondono musica, prosa, fiaba e ritornelli da insegnare ai bambini. Questo mix straordinario rende preziose persino le riletture di fiabe famose rielaborate creativamente negli spettacoli odierni, ben documentati ascoltando Le favole al telefono cantate e suonate per far riavvicinare i più giovani. Tutte queste tradizioni ancestrali resistono al fuoco e alle connessioni veloci degli smartphone, restando l’unico modo che abbiamo per capire le radici profonde delle paure dell’uomo di oggi.

Domande frequenti per interrogazioni ed esami 

❓ Qual è la differenza tra favola e fiaba che devo sapere per scuola?

Molto facile: la favola è un testo breve in cui spesso gli animali si comportano come persone. Serve sempre per trasmettere un insegnamento e una morale netta (il cattivo o il superbo vengono puniti). La fiaba è legata invece alla magia, non sai mai dove o quando si ambienta (C’era una volta) e descrive la crescita interiore dell’eroe umano alle prese con un bel po’ di nemici o mostri.

❓ Chi sono gli autori più celebri per questi racconti?

Per le favole ricorda i classici dell’antichità greco-romana come Esopo e Fedro (in epoca moderna c’è il francese Jean de La Fontaine). Per le fiabe europee segnati: il napoletano Giambattista Basile (che per primo mise tutto nero su bianco), i celebri fratelli tedeschi Grimm e lo scrittore danese Hans Christian Andersen (autore della Sirenetta e del Brutto Anatroccolo).

❓ Cos’è esattamente il folklore e a che serve?

Il folklore è l’intero gruppo di canti, miti, credenze superstiziose e abitudini tipiche di un intero popolo. Racconta spesso di un luogo reale (una montagna o un bosco vero). Serve soprattutto a definire l’identità di un gruppo etnico e unire tutti i membri tra loro sentendosi parte di un’unica terra d’origine.

❓ Perché i lupi e gli orchi ci sono sempre in questi racconti?

La psicologia ci dice che la mente umana proietta in mostri e belve quelle paure inconfessabili e ataviche di cui non riesce a parlare in modo diretto. Il lupo (L’Ombra) serve a rappresentare l’istinto animale più distruttivo e incontrollabile. L’orco o la strega cattiva indicano spesso la figura autoritaria violenta del padre e il panico psicologico di finire da soli a non aver abbastanza cibo.

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