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Eroica Fenice

Interviste

Passaporto di Mario Riso: “un lungo viaggio a ritmo di musica”

È uscito lo scorso 20 ottobre Passaporto, il primo album da solista del batterista Mario Riso, distribuito dall’etichetta Self. A cinquant’anni Riso si rimette in gioco con una raccolta di diciotto tracce scritte nel corso di periodi diversi della sua lunga carriera da batterista, prestando per la prima volta anche la propria voce in un brano, Un temporale, realizzato con Danti dei Two Fingerz e scelto come singolo di lancio del lavoro. Il Passaporto di Mario Riso: un disco dalle anime differenti Anticipato dal brano Un temporale, in rotazione radiofonica dal 13 ottobre, Passaporto è un disco in cui Riso racconta, attraverso diversi stili, la sua storia musicale, fatta di oltre 30 anni di esperienza. Dopo aver suonato in numerosi album di grandi artisti, il batterista, compositore, produttore, nonchè autore e presentatore televisivo monzese ha voluto intraprendere quello che lui stesso ha definito “un viaggio a ritmo di musica”. “Un viaggio lungo – ha aggiunto – che porterà lontano, e come in ogni viaggio che si rispetti è necessario il passaporto!”. Il risultato è un album dalle sonorità più disparate, in cui convergono generi anche molto distanti tra loro: Mario Riso si muove con disinvoltura tra ritmi rock (a lui congeniali) – prevalenti nella maggior parte dei brani -, latini (come la travolgente Ay que le pasa al mayoral), pop e hip pop, mostrando tutta la sua poliedricità. 18 tracce dalle anime differenti che testimoniano una vita dedita completamente alla musica. Inoltre, come detto in precedenza, per la prima volta Riso canta anche, nel singolo “Un temporale”, un brano che si pone come una metafora della vita: non sempre il cielo è sereno, spesso bisogna attraversare burrasche, ma “un temporale dura soltanto un momento” e “un altro sole tornerà”, perché il sole torna sempre a splendere. “Il primo album solista della mia vita, la prima volta che canto e utilizzo la mia voce su una registrazione ufficiale – ha spiegato Riso – C’è sempre una prima volta per quasi tutto… ma questa per me rappresenta una grandissima emozione artistica. Grazie Danti per averla impreziosita col tuo contributo!”. Ad arricchire il progetto solista del musicista lombardo hanno contribuito numerosi altri artisti oltre al già citato Danti dei Two Fingerz; tra di essi Rise, Cristina Scabbia dei Lacuna Coil, Caparezza, Tullio De Piscopo, Giuliano Sangiorgi, movida e Rezophonic (progetto musicale benefico da lui fondato nel 2006). Mario Riso: una vita per la musica Tra i più famosi batteristi rock in Italia, Mario Riso, classe 1967,  ha mosso i suoi primi passi nel mondo della musica quando aveva poco più di 16 anni, mostrando da subito il suo talento da batterista. In 30 anni e passa di carriera ha suonato in più di 150 dischi italiani e si è esibito in oltre 2000 eventi tra concerti live e performance televisive. Oltre ad essere musicista e produttore, Riso ha un ruolo attivo anche nel mondo della televisione, è infatti autore e presentatore tv, nonché fondatore dei canali satellitare Rock Tv (Sky 718) ed Hip […]

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Musica

L’oreficeria, il nuovo album del cantautore Davide Viviani

Il 17 novembre è uscito L’oreficeria, il nuovo album del cantautore bresciano Davide Viviani che arriva a sei anni di distanza dal disco d’esordio Un giorno il mio ombrello sarà il tuo, pubblicato nel dicembre 2011 con la produzione artistica di Gabriele Ponticiello. La produzione di questo secondo lavoro è invece affidata ad Alessandro “Asso” Stefana (PJ Harvey, Vinicio Capossela) con la partecipazione di Marco Parente. Lo spirito del cantautore Davide Viviani, classe 1981, incarna appieno lo spirito autentico del cantautorato italiano, per il modo di comporre e interpretare i brani. Fedele alla tradizione, Viviani porta avanti lo stile di grandi nomi della musica d’autore italiana come De Andrè e De Gregori, di cui si avverte la forte influenza in questo secondo album. L’oreficeria è un disco breve – dura circa trenta minuti – ma di qualità, che viene definito folk, ma forse è riduttivo. La voce calda e gentile di Viviani racconta storie semplici ma dense, accompagnata da melodie languide e precise. Un album che prende le distanze dagli artifici elettronici che oggi rendono le canzoni un po’ tutte uguali e rimanda ad un’epoca in cui prevaleva la forza delle parole e dei suoni raffinati e non preconfezionati. Un lavoro autorevole con brani spontanei, molti dei quali nati all’improvviso e scritti d’un fiato, come spiegato dallo stesso autore. L’oreficeria, un album raccontastorie Il disco contiene otto brani, scritti e musicati da Viviani, tranne quello in inglese posto a chiusura del lavoro, Leashed, il cui testo è una poesia di una sua amica, Valentina Gosetti. Il singolo scelto per lanciare l’album è il pezzo d’apertura E a tutto quel mondo lì, “una canzone – spiega il cantautore bresciano − che nasce dall’idea di avvicinarmi il più possibile alla forma canzone, verso una struttura più conosciuta. Quello che viene detto, in fondo, è una dedica” . Oltre al testo in inglese, nell’album è presente un pezzo in dialetto bresciano: Salomon David. “Qualche tempo fa – racconta Viviani parlando del brano − mi sono imposto di fare un’esperienza da artista di strada, in giro. Un giorno ad Avignone ho incontrato e conosciuto questo musicista gitano. Ho deciso di scrivere il testo in dialetto, come strumento per raccontare meglio la veracità del personaggio e avvicinarmi il più possibile al fortissimo spirito insito nel mondo tradizionale e popolare gitano”. Dal musicista gitano alla festa di paese descritta in Lu porcu meu: “racconto di un’esperienza vissuta nel corso di una festa di paese a Palmariggi, Otranto. Ho reso caricaturali i personaggi incontrati mescolando realtà e immaginazione. Per intenderci: lì un drago, almeno nei giorni in cui ero presente, non è arrivato”. Litania della Città alta, invece, è una malinconica nenia che Viviani dedica a Bergamo Alta, un brano nato, come da lui stesso spiegato, durante una gita nella città: “un rigurgito di dolore indigesto, nato in salita, velocemente, durante una gita a Bergamo Alta”. Note meste e dolci accompagnano anche La creatura banale, canzone arrivata “senza pensarci, scritta d’un fiato come se fosse dettata da qualcuno […]

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Musica

Ritornano i Maleducazione alcolica: “Vele nere” è il nuovo album

Vele Nere è l’album che segna il ritorno sulla scena discografica di Maleducazione Alcolica, a tre anni di distanza dal precedente Resto Fuori. Si tratta del terzo lavoro della band viterbese che arriva dopo significativi cambiamenti nella formazione nata nel 2010 su iniziativa del cantante Marco Piccioni. Vele Nere: la straripante energia de la Maleducazione alcolica Il disco – pubblicato lo scorso 9 ottobre sempre su etichetta Maninalto! Records, anticipato dal singolo Ora– contiene 11 brani inediti, 4 guest e il remake di un vecchio pezzo. In perfetto stile ska/punk, il nuovo lavoro di Maleducazione alcolica racconta “di impavidi pirati e gentlemen dal bicchiere facile, d’avventure passate e di rotte ignote nelle acque agitate di questo grande villaggio globale”. Ad aprire il disco la breve intro “sinfonica” Open Fire, a cui fanno però seguito una serie di brani dalle sonorità rock/ska/punk – tipiche del gruppo viterbese – , con qualche retrogusto jazz-blues: un mix esplosivo e avvincente derivante dall’incontro tra le distorsioni e le ritmiche delle chitarre con l’arrangiamento dei fiati. Chitarre, ritmi incalzanti e fiati, su sfondi caraibici (vedi pezzi come Lolita e Ora), sono infatti gli ingredienti principali  di questo nuovo energetico lavoro di Maleducazione alcolica. Presenti anche due brani interamente in lingua inglese: White Shoes, molto Green Day style,  e Join the party, dove il suono aggressivo delle chitarre elettriche e quello squillante delle trombe si mescola alle eleganti e seducenti note del sax; sonorità che è possibile apprezzare maggiormente nella title track Vele nere, pezzo interamente strumentale, come pure la breve intro Last Dawn, che precede il brano Affondo, posto a chiusura del lavoro. Un disco maturo nei suoni, molto ricercati, e nei testi, come di consueto taglienti, a tratti amari, a tratti esilaranti. Ai ritmi vigorosi corrispondono, infatti, testi altrettanto forti, come quelli di Affondo e Terra Madre cantata con i Talco: “Terra madre terra gemella terra di sogni ingiustizie e pietà / Terra sposa, terra sorella, mendico a te la mia amata realtà/ Terra madre terra gemella terra di sogni ingiustizie e pietà/ Terra sposa, terra sorella, mendico a te la mia amata realtà/ Forse non ne sentirà parlare nessuno, sulle radio non c’è stato mai posto per noi/ Tutti i giorni tutti i santi giorni per strada, tutti i combattenti che difendono la loro/ Amata odiata amata terra di nessuno, amata odiata terra di qualcuno/ E finchè non avremo più le forze, combatteremo questo cancro che incombe/Non vogliamo più morire per gli ideali, non vogliamo più marcire sotto poteri…” Un album dinamico, che dà la scossa, mette allegria e fa venire tanta voglia di ballare, risulta infatti quasi impossibile stare fermi mentre lo si ascolta, ma invita anche alla riflessione. Consigliato agli amanti del genere e non, perché sfido chiunque a non farsi catturare da certi ritmi travolgenti. Maleducazione Alcolica: breve biografia Nata nell’estate del 2010 da un’idea del cantante Marco Piccioni, la band viterbese vede oggi la seguente formazione: Marco Piccioni: Voce, Sax Riccardo “Il maestro” Schiavoni: Voce e Chitarra Emidio “Midio” Mazzilli: Basso […]

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Libri

Le cose da dimenticare, il secondo romanzo di Kerry Lonsdale

Le cose da dimenticare è il secondo romanzo della scrittrice californiana Kerry Lonsdale, pubblicato da Leggereditore, seguito di Ogni cosa a cui teniamo (qui la nostra recensione) che si chiudeva in modo “irrisolto”. In questo secondo capitolo la Lonsdale scioglie ogni mistero fornendo al lettore le risposte che mancavano. Tuttavia, mentre nel precedente romanzo la protagonista principale era Aimee Tierney, qui l’autrice focalizza l’attenzione sul personaggio di James/Carlos, a cui affida il racconto. James e Aimee: dove eravamo rimasti? A due mesi dalle nozze con Aimee, James Donato, consulente finanziario, scompare in mare, in Messico – dove si era recato per cercare suo fratello Phil, invischiato in traffici illeciti – e viene dato per morto. L’altro fratello, Thomas, fa infatti credere a tutta la famiglia che sia stato rinvenuto il corpo senza vita di James e organizza perfino il suo funerale. Si scoprirà poi che in realtà James è vivo e si trova a Puerto Escondido, dove vive ed è conosciuto da tutti come Carlos Dominguez, pittore, vedovo e padre di due figli. Carlos non ricorda nulla della sua vita precedente perché in uno stato di fuga dissociativa, non ricorda nemmeno Aimee la quale, appena intuisce che James è ancora in vita, vola in Messico per accertarsi che sia realmente così. Lo trova, ma per lui è una perfetta sconosciuta. Aimee cerca di aiutarlo a ricordare per riportarlo a casa, senza riuscirvi. Sei anni più tardi, James riemerge dal suo stato di fuga dissociativa e inizia a ricordare il suo passato e Aimee, il suo grande amore. Ora lui vive a Oxaca, insieme ai figli Julian e Marc e alla cognata Natalya, un’ex surfista professionista, con cui ha condiviso gli anni più bui, ma sente l’esigenza di ritrovare la sua amata, nonostante abbia appreso che anche lei si è rifatta una vita: si è sposata e ha avuto un bambino.  James torna così  in California per tentare di riprendere in mano la propria vita, ma nulla sarà come prima. Scopre inoltre di essere in pericolo perché suo fratello Phil è uscito di prigione e vuole vendicarsi: è disposto a tutto pur di impedirgli di rivelare quello che ha visto in Messico, quel  giorno di sei anni prima… Le cose da dimenticare: un romanzo intricato e avvincente Per poter comprendere e apprezzare appieno questo secondo lavoro di Kerry Lonsdale è bene leggere prima il precedente, Ogni cosa a cui teniamo. L’autrice californiana conferma la sua abilità di scrittura, tuttavia, rispetto al primo romanzo, Le cose da dimenticare risulta più complesso nello stile e richiede una maggiore attenzione da parte del lettore per evitare di perdere il filo della narrazione. La Lonsdale sceglie di “giocare” con la doppia identità del protagonista alternando il racconto di James a quello di Carlos, operando continui salti indietro e avanti nel tempo. Mentre nel primo libro l’autrice raccontava la vita di Aimee prima e dopo James, in questo nuovo capitolo della storia predilige il dualismo del personaggio di James. La scrittrice sceglie di avvicendare la storia di […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Ricomincio dai Libri, conferenza stampa di presentazione

Martedì 26 settembre è stata presentata in conferenza stampa, presso la sala Giunta di Palazzo San Giacomo, Ricomincio dai Libri, la fiera del libro che si terrà a Napoli dal 29 settembre al 1 ottobre. La kermesse dedicata al libro e all’editoria, arrivata alla IV edizione, si svolgerà nella sede dell’ex Ospedale della Pace, in via Tribunali 227. Le prime tre edizioni si erano invece tenute a San Giorgio a Cremano (NA). Nata nel 2014 dalla sinergia di tre associazioni – “La Bottega delle parole”, “Librincircolo” e “Arenadiana”, col contributo del “Forum delle Associazioni” e del Comune di San Giorgio a Cremano –  la fiera quest’anno vede la collaborazione di altre due nuove realtà culturali del territorio: la “Coop. Soc. Sepofà” e l’associazione culturale “Parole Alate”. Ricomincio dai Libri: “un nuovo impulso alla lettura” Alla conferenza stampa di presentazione del programma della fiera del libro erano presenti, oltre ai presidenti delle associazioni organizzatrici – Miryam Gison de “La Bottega delle Parole”, Gianluca Calvino di “Librincircolo”, Deborah Divertito di “Se.po.fà” e Paquito Catanzaro di “Parole Alate”- anche l’assessore alla cultura Nino Daniele, l’assessore Giovani e Creatività del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, il vice Sindaco Raffaele Del Giudice, il presidente della Municipalità 4 Giampiero Perrella, l’assessore alla cultura della Municipalità 4 Giovanni Parisi e lo scrittore Pino Imperatore. Intervenuta nel corso della conferenza, l’assessore Clemente ha parlato di “uno straordinario investimento nella lettura come strumento culturale e di rigenerazione urbana dei nostri territori”. “Il programma – ha aggiunto – è meraviglioso: libri, autori, storie, ragazzi, narrativa, romanzi, attività laboratoriali, giochi, letteratura, interviste, musica, scrittura creativa, editoria, corsi, incontri, dibattiti, poesia, favole, spettacoli, teatro”. La Clemente ha poi sottolineato la volontà di scegliere come location dell’evento “una parte del centro storico della città, la parte bassa di via dei Tribunali e la sala del Lazzaretto,  per riconsegnarla alla bellezza e sottrarla al degrado”. “Ricomincio dai Libri – ha concluso – è frutto di un lavoro di squadra. Ci abbiamo creduto tanto e siamo certi che sarà un successo”. “Finalmente Napoli riavrà la sua fiera. Era ora che un’iniziativa così forte e importante si tenesse nella nostra città – ha invece detto lo scrittore Pino Imperatore -. Ricomincio dai Libri arriva in un momento storico, per la città di Napoli, straordinario. A testimoniarlo, la presenza di almeno 40 autori che pubblicano testi con le case editrici più importanti d’Europa. Questo è un motivo di orgoglio. Ecco perché è importante questa fiera: suggella questo cambiamento culturale avvenuto nella nostra città. Ricomincio dai Libri darà un nuovo impulso alla lettura, anche se le statistiche dicono il contrario. Ricominciamo al fianco di chi pensa che un libro possa cambiare la vita, in meglio, di tutti noi”. Il programma della kermesse La fiera, ad ingresso gratuito, verrà inaugurata venerdì 29 settembre presso la sala del Lazzaretto. Nel corso della mattinata verrà presentato il libro “La città ribelle” del sindaco Luigi de Magistris, alla presenza, tra gli altri, del giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo. Nel pomeriggio, tra le altre cose, si terrà invece la […]

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Libri

Gli anni del nostro incanto: il nuovo romanzo di Giuseppe Lupo

È in libreria dal 7 settembre scorso Gli anni del nostro incanto, il nuovo libro dello scrittore lucano Giuseppe Lupo, edito da Marsilio. Già Premio Campiello nel 2011 con L’ultima sposa di Palmira e autore di numerosi saggi e libri, Lupo torna con un romanzo commovente, dalla scrittura poetica, che coinvolge emotivamente il lettore. L’autore “si serve” della storia di una famiglia, trasferitasi dalla periferia a Milano nei primi anni Sessanta, per ripercorrere un ventennio di storia d’Italia: dagli anni spensierati del boom economico ai cosiddetti anni di piombo. Un racconto autentico che ha per protagonista Milano, la città simbolo dello sviluppo industriale che cambia volto dopo la strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969 e che ha dato avvio al periodo stragista. La trama Siamo a Milano agli inizi degli anni Ottanta (precisamente nel 1982), è luglio e, mentre gli italiani sono incollati alla tv per seguire le “avventure” della Nazionale di calcio impegnata in Spagna per i Mondiali (che poi vincerà), una ragazza di nome Vittoria si trova in ospedale al capezzale della madre, ricoverata per improvvisa perdita di memoria. Attraverso una foto che ritrae la loro famiglia a bordo di una Vespa, una domenica di aprile, nella Milano degli anni Sessanta – scattata da qualcuno a loro insaputa e pubblicata venti anni dopo su una rivista – Vittoria prova ad aiutare la madre a ricordare, ricostruendo il tempo passato. “Tu mi comprendi se dico che il tempo di cui ti parlo, il tempo della nostra vita anteriore, vale solo se lo ricordiamo? Se ce lo dimentichiamo, è come se il passato l’avessimo chiuso in una stanza e avessimo gettato la chiave. È materia inutile, scarto di anni, spazzatura di vita appesa a un chiodo arrugginito”. Inizia così, da una fotografia, la narrazione di uno dei  periodi più rilevanti e cruenti della storia del nostro Paese: da un lato l’Italia del miracolo economico, che si entusiasma e sogna grazie al mito della fabbrica che regala la speranza di un futuro migliore; dall’altro gli anni bui della contestazione giovanile e del terrorismo. La fine di un’epoca spensierata che lascia il posto ad un lungo periodo fatto di violenza e paura. Gli anni del nostro incanto: un ritratto di un ventennio di storia d’Italia Attraverso un racconto semplice ed originale, che scorre velocemente, Lupo restituisce un ritratto esaustivo di un ventennio contraddittorio di storia dell’Italia del secolo scorso (1960-80), descrivendo mediante le voci dei protagonisti (un padre operaio, una madre parrucchiera e i due figli, Vittoria e Indiano), i sogni e l’incanto di un periodo sereno, ma anche le inquietudini dei giovani della generazione ’60-’70,  che sfociano in contestazioni e conflitti generazionali, e il conseguente brusco cambiamento del capoluogo lombardo, in cui è ambientata la storia: da emblema del benessere a simbolo di terrore. Un romanzo dinamico, nostalgico, a tratti struggente: Gli anni del nostro incanto arriva al cuore del lettore e appassiona anche chi quegli anni li ha “vissuti” solo attraverso i libri di storia.  Consigliato!

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Libri

Otto mesi a Ghazzah Street, il nuovo atteso romanzo di Hilary Mantel

Lo scorso 31 agosto è arrivato in tutte le librerie Otto mesi a Ghazzah Street, il romanzo della scrittrice e critica letteraria britannica Hilary Mantel, pubblicato in Gran Bretagna nel 1988 ed ora nel nostro paese, edito da Fazi. L’atteso romanzo dell’autrice inglese – prima e unica donna ad aggiudicarsi il Man Booker Prize nel 2009 con Wolf Hall e quello del 2012 con Bring Up the Bodies – è estremamente attuale e coinvolgente. La Mantel racconta con grande maestria il complesso mondo saudita: un “viaggio” nell’Arabia Saudita della metà degli anni ’80 e nella sua cultura, tutta imperniata sulla religione islamica. Otto mesi a Ghazzah Street: la trama Protagonista del romanzo è Frances Shore, una cartografa britannica, una donna intelligente e dinamica che dopo aver raggiunto il marito Andrew, ingegnere, in Arabia Saudita – precisamente a Jeddah, Ghazzah Street, dove lui si trova per lavoro –  viene però catapultata in una realtà, quella saudita, totalmente opposta a quella occidentale. L’impatto è traumatico per la donna che si ritrova quasi prigioniera in casa a causa delle rigide e assurde regole del regime imperante a Jeddah, un luogo di passaggio, dove la gente rimane non più di qualche anno, un posto “dove la terra e il mare sono in continuo mutamento, e dove l’afa si attenua solo a Natale”. Camminare per strada da sola a Jeddah non è consigliabile per una donna, le case affacciano su un muro, i vicini musulmani sono riservati e si rintanano nelle proprie dimore, il marito è spesso assente per lavoro: Frances è disorientata, passa la maggior parte del tempo da sola tra le mura del suo appartamento cercando di dare un senso alle sue noiose e silenziose giornate, silenzio interrotto solo dai rumori provenienti dal piano superiore che, però, secondo quanto le è stato detto, dovrebbe essere disabitato.  Si mormora sia occupato dal fratello del viceministro che lo userebbe per incontrare la sua amante. La curiosa Frances però non bada alle voci, vuole vederci chiaro, così l’appartamento al piano di sopra diventa quasi un’ossessione per lei: inizia ad indagare, arrivando a mettere in pericolo anche la sua incolumità e quella del marito… Un romanzo autobiografico Otto mesi a Ghazzah Street può essere definito un romanzo autobiografico con risvolti da giallo: la scrittrice inglese racconta infatti attraverso gli occhi della protagonista del libro la sua esperienza di vita in Arabia Saudita, precisamente a Jeddah, a Ghazzah Street, a circa un chilometro e mezzo dal Mar Rosso, dove ha vissuto per quattro anni: una città cosmopolita, un bel posto, noioso e soffocante però per una donna, costretta a relegarsi in casa per gran parte del tempo. Frances esce molto raramente e l’unico momento di svago è rappresentato dagli incontri saltuari con le vicine di casa musulmane, nel corso dei quali davanti a un caffè ha modo di confrontarsi con una cultura tanto distante da quella occidentale, che calpesta in modo particolare i diritti delle donne. Durante la sua permanenza a Jeddah Frances conosce altri stranieri, americani e […]

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Musica

Prisoner 709, il ritorno di Caparezza: tracklist e date del tour

Michele Salvemini, in arte Caparezza, torna finalmente sulla scena discografica con un nuovo album di inediti dal titolo Prisoner 709, che uscirà il 15 settembre, a tre anni di distanza dalla sua ultima fatica: “Museica”. Per il cantautore, rapper e produttore pugliese si tratta del settimo disco della sua carriera. Prisoner 709: 16 tracce inedite Prisoner 709 contiene sedici tracce inedite. Il rapper ha svelato, attraverso i suoi profili social, sia la copertina che la tracklist del suo nuovo lavoro, nonché le collaborazioni di cui si è avvalso. L’album è stato registrato tra Molfetta e Los Angeles col contributo di Chris Lord-Alge (ingegnere del suono statunitense che in passato ha collaborato con big della musica come Madonna, Rolling Stones e Bruce Springsteen) e contiene anche duetti con alcuni colleghi. Nei brani “Prosopagnosia” e “Minimoog” Caparezza ospita John De Leo, ex voce dei Quintorigo, mentre in “Forever Jung” duetta con Darry McDaniels, storico membro dei Run DMC. In “Migliora la tua memoria con un click”, invece, l’artista pugliese si è avvalso della collaborazione di Max Gazzè, fresco del successo estivo di “Pezzo di me”, brano cantato in coppia con la cantautrice siciliana Levante. La tracklist 1. Prosopagnosia (capitolo: il reato) feat. John De Leo 2. Prisoner 709 (capitolo: la pena) 3. La caduta di Atlante (capitolo: il peso) 4. Forever Jung (capitolo: lo psicologo) feat. DMC 5. Confusianesimo (capitolo: il conforto) 6. Il testo che avrei voluto scrivere (capitolo: la lettera) 7. Una chiave (capitolo: il colloquio) 8. Ti fa stare bene (capitolo: l’ora d’aria) 9. Migliora la tua memoria con un click (capitolo: il flashback) feat. Max Gazzé 10. Larsen (capitolo: la tortura) 11. Sogno di potere (capitolo: la rivolta) 12. L’uomo che premette (capitolo: la guardia) 13. Minimoog (capitolo: l’infermeria) feat. John De Leo 14. L’infinito (capitolo: la finestra) 15. Autoipnotica (capitolo: l’evasione) 16. Prosopagno sia! (capitolo: la latitanza) Le date del tour L’uscita dell’album sarà seguita da un tour nei principali palazzetti italiani, che si aprirà il 17 novembre 2017 ad Ancona. Di seguito il calendario dei concerti: 17 novembre, Ancona – PalaPrometeo Estra 18 novembre, Bari – PalaFlorio 24 novembre, Firenze – Mandela Forum 25 novembre, Bologna – Unipol Arena 28 novembre, Napoli – Palapartenope 29 novembre, Roma – PalaLottomatica 1° dicembre, Montichiari (BS) – PalaGeorge 2 dicembre, Padova – Kioene Arena 6 dicembre, Milano – Mediolanum Forum 7 dicembre, Torino – Pala Alpitour

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Eventi/Mostre/Convegni

Lunapark del libro: Iocisto festeggia il suo terzo compleanno

“Lunapark del libro. Buon 3° compleanno iocisto” è l’evento pensato dalla libreria Iocisto  per festeggiare il suo terzo anno di attività. L’appuntamento è oggi 21 luglio in Piazza Fuga a Napoli, a partire dalle 18:30 e fino alle 23.00. Il programma della serata La manifestazione prevede la presenza di stand e tanti giochi a tema letterario, con in palio premi e sorprese, oltre a musica e spettacolo con l’esibizione di giovani artisti quali Aurora Formosa, Emilia Mitilini, Riccardo Bachrach, Alessandro Conte e i ragazzi del concorso Diamond LAb. Inoltre, si giocherà alla Totòmbola di Amedeo Colella, ossia la prima tombola cinematografica dedicata a Totò: si estrae un numero ed in base al suo significato parte un filmato  estratto da una delle tante pellicole del principe della risata. Ospite della serata sarà l’attore Francesco Paolantoni, amico nonché socio di iocisto. Iocisto presenta il Lunapark del libro su Facebook “Lo ricordate ancora il Lunapark, quello di tanto tempo fa, quello senza giostre super tecnologiche ma con i giochi che ci facevano brillare gli occhi? Quello con la pesca miracolosa, il tiro ai barattoli e quei giochi semplici e scemi che ci facevano impazzire? Ecco è proprio questo che troverete in piazza Fuga il 21 luglio alle ore 18.30”, così gli organizzatori hanno presentato l’evento su Facebook. “E se qualcuno vi dovesse chiedere: “Ma chi sono quei pazzi che si sono inventati un lunapark del libro in pieno centro di Napoli”? – recita ancora il post – Voi rispondetegli che sono gli stessi pazzi che pensavano di aprire una libreria con un solo libro. Sono quelli di iocisto che dopo 3 anni sono ancora li, a Piazza fuga, ad aspettarvi per giocare insieme!”. Il Lunapark del libro si presenta dunque come una serata adatta a grandi e piccini, un’occasione per divertirsi scoprendo o riscoprendo grandi capolavori della storia letteraria.

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Attualità

Napoli, nel carcere di Poggioreale il primo sportello per detenuti LGBT in Italia

Istituire uno sportello per detenuti  LGBT, è questo l’obiettivo  del protocollo “Al di là del muro”,  già stipulato tra la Casa Circondariale di Poggioreale e il Centro Sinapsi dell’Università Federico II di Napoli,  al quale ora ha aderito anche Arcigay Napoli. Primo sportello per persone gay e trans L’accordo – come spiegato dall’Arcigay Napoli – porterà all’istituzione, presso il carcere di Poggioreale (penitenziario con il più alto numero di detenuti in Italia e in Europa), del primo sportello stabile per persone gay, bisex e trans in Italia, per offrire consulenza e ascolto ai detenuti  ospiti nei padiglioni riservati alle persone gay e trans, ma, eventualmente, anche a tutti gli altri, nonchè al personale, per il quale l’accordo si propone  di costruire percorsi di formazione su questioni  legate al genere e all’orientamento sessuale, al fine di diffondere una cultura del rispetto delle differenze. Inoltre lo sportello vorrà essere anche uno strumento utile al contrasto della diffusione delle malattie a trasmissone sessuale.  L’obiettivo  principale, sottolinea l’Arcigay, è quello di  seguire le persone LGBT sia durante il periodo di detenzione che nella fase successiva di reinserimento, attraverso la rete territoriale costruita dal Comitato Arcigay. Sportello detenuti LGBT: le dichiarazioni di Arcigay Napoli Il Presidente di Arcigay  Napoli Antonello Sannino e la responsabile per i diritti delle persone Trans Daniela Lourdes Falanga hanno parlato di “un accordo importantissimo ottenuto grazie alla fitta rete di collaborazioni territoriali, unita alla lungimiranza e alla tenacia dell’attuale direttore, il dottor Antonio Fullone, e dei suoi più stretti collaboratori”. “Una società più equa e più giusta parte proprio dai quei luoghi, come il carcere, dove troppo spesso si assiste a una ‘sospensione’ dei diritti inviolabili dell’individuo e dove, purtroppo, si vive in  condizioni di estrema sofferenza umana e sociale”, hanno proseguito. Infine, l’Arcigay fa sapere che “nei prossimi giorni partiranno le prime visite nel carcere da parte dei nostri operatori e delle nostre operatrici e in autunno vi sarà un momento pubblico di discussione con la direzione del carcere di Poggioreale“. Un progetto importante volto a tutelare la dignità e l’identità sociale dei detenuti LGBT , in un paese come Italia più volte sanzionato per le condizioni di vita nelle sue carceri dalla Corte europea dei diritti umani.

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Attualità

Roghi tossici ad Acerra: pulizia e raccolta differenziata nel campo rom di Candelara

Il fenomeno criminale dei roghi tossici affligge da anni quella vasta area della Campania divenuta tristemente nota come Terra dei Fuochi. Molto spesso i roghi vengono appiccati presso i campi rom presenti nella zona, dove si accumulano rifiuti di ogni genere. Per contrastare l’annoso problema, lo scorso 6 luglio, il Comune di Acerra ha effettuato un intervento di pulizia di sterpaglie e raccolta dei rifiuti presso il campo rom di Candelara.  Lotta ai roghi tossici: le parole del primo cittadino di Acerra Lettieri Le operazioni di pulizia sono state realizzate alla presenza del presidente regionale di Legambiente Michele Buonomo e del Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri, il quale ha dichiarato: «Questa attività ha l’obiettivo preciso di rimuovere ogni possibile causa di incendio o rogo tossico. Puliamo per garantire l’incolumità e la salute di tutti i cittadini di Acerra». «L’azione dell’Amministrazione comunale – ha proseguito – rimane poi fissa sulle bonifiche: dopo aver diffidato la Regione Campania per ottenere il rispetto dell’Accordo di programma del 2009, pretendiamo dai vertici regionali che si realizzino e si completino le bonifiche sul territorio, con un preciso piano. Alla stessa Regione abbiamo ripetuto che siamo assolutamente contrari all’ipotesi di realizzazione della quarta linea dell’inceneritore, non consentiremo mai una cosa del genere».  Nel campo rom di Candelara si fa la raccolta differenziata L’operazione di rimozione dei rifiuti – programmata dal Comune, in collaborazione con il personale della ditta Tekra, affidataria del servizio di Igiene urbana – è stata eseguita sia all’interno che all’esterno del campo abusivo, ubicato su un terreno privato, i cui abitanti, da un anno a questa parte, attuano anche la raccolta differenziata per mantenere quanto più è possibile pulita la zona. «Cerchiamo di coinvolgere gli abitanti del campo in un piano coordinato di intervento, valutiamo positivamente l’iniziativa per evitare i roghi e la circostanza che in questo campo si faccia anche la raccolta differenziata. Torneremo per altri progetti», ha affermato il presidente regionale di Legambiente Buonomo durante le operazioni di pulizia. Il progetto sperimentale di raccolta differenziata di rifiuti nel campo rom è partito lo scorso anno con l’intento di coinvolgere le famiglie della baraccopoli nelle operazioni di raccolta rifiuti, sensibilizzandole sulle corrette norme igienico-sanitarie da osservare. Il progetto, volto anche ad una maggiore integrazione degli abitanti del campo oltre che alla tutela del territorio, sembra funzionare visto che i nomadi hanno imparato a smistare i rifiuti, usando correttamente i bidoni per la differenziata. Un’iniziativa vincente dell’amministrazione che s’inserisce in una serie di azioni di controllo sul territorio e che costituisce un esempio che andrebbe seguito anche nelle altre zone interessate dal fenomeno dei roghi e dello sversamento illegale dei rifiuti.

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Attualità

Gay Pride 2017, scontri e arresti in Turchia

Il Gay Pride 2017 in Turchia si è trasformato in una giornata di scontri: per il terzo anno consecutivo, infatti, le autorità turche hanno vietato la manifestazione a Istanbul, adducendo motivi di ordine pubblico e la salvaguardia dell’incolumità dei partecipanti e dei turisti. Tuttavia, gli attivisti della comunità LGBT, che avevano programmato la marcia con partenza da Piazza Taksim, hanno sfidato la decisione del governo e hanno sfilato nonostante il divieto. Gay Pride 2017: gli scontri con la polizia         Il comitato organizzatore del Gay Pride ha ignorato la volontà del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan confermando la manifestazione e invitando le persone a “non avere paura” e scendere in piazza. “Se sei spaventato, ti cambierai e ti abituerai. Invece dobbiamo mostrare che siamo qui per lottare in nome del nostro orgoglio”, questo l’appello rivolto. Così, nonostante  il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, la marcia è partita lo stesso, anche per onorare la memoria di  Hande Kader, la transgender di 22 anni brutalmente uccisa lo scorso agosto. Il corteo è stato però fermato dalla polizia con proiettili di gomma e l’utilizzo di idranti. Gli agenti hanno presidiato tutto il giorno la città fermando chiunque avesse con sé la bandiera arcobaleno. Durante l’evento si sono inoltre registrati tafferugli con un gruppo di persone contrarie al suo svolgersi. La polizia è pertanto intervenuta per sedare la rissa e ha arrestato dieci persone: tre attivisti e sette persone che protestavano contro il Pride. La stretta di Erdogan Il primo Gay Pride ad Istanbul è stato celebrato nel 2003. Negli anni la manifestazione è divenuta una delle più imponenti nel mondo musulmano per l’affermazione dei diritti di omosessuali, lesbiche e trans. L’ultima marcia autorizzata a Istanbul si è svolta nel 2014 con la partecipazione di più di 100mila persone, poi  la presa autoritaria di Erdoğan ha complicato la situazione delle minoranze in Turchia, dove – nonostante l’omosessualità non sia proibita per legge – è molto diffusa l’omofobia. Buona parte del popolo turco, infatti, come ha rivelato anche una recente ricerca del Centro Pew, ritiene che l’omosessualità sia “moralmente inaccettabile”, al punto che in molte città turche si registrano di frequente episodi di discriminazione e aggressioni nei confronti della comunità LGBT. I precedenti Il Gay Pride in Turchia fu bloccato la prima volta nel 2015, quando la polizia disperse i partecipanti con gas lacrimogeni. La stessa cosa si è ripetuta lo scorso anno, a giugno, durante la marcia per i diritti dei transessuali. A causa dei duri interventi della polizia i collettivi decisero poi di cancellare la giornata dell’orgoglio LGBT. Quest’anno, attraverso un comunicato stampa, l’ufficio del governatore ha riferito di non aver autorizzato l’evento perché, oltre a motivi di sicurezza e ordine pubblico, gli organizzatori non hanno mai presentato domanda. Le autorità hanno inoltre aggiunto di essere venuti a conoscenza della manifestazione solo tramite i social network. Il comitato organizzatore del Pride ha però negato quanto dichiarato dalle autorità, affermando: “Abbiamo avanzato regolare richiesta il 5 giugno 2017 e abbiamo chiesto un incontro con l’ufficio del […]

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Musica

Eternal vibes, il ritorno dei Sud Sound System

Il prossimo 30 giugno esce “Eternal vibes“, l’album che segna il ritorno sulla scena discografica dei Sud Sound System, a tre anni dal loro ultimo lavoro “Sta tornu”. “Brigante”: ribelle sognatore e innamorato L’uscita del disco, il decimo per la formazione salentina, è stata anticipata dal singolo “Brigante“, disponibile in tutti i digital stores dal 9 giugno. Il brano, come spiegato dalla band stessa su Facebook, parla di tradimenti, di illusioni e promesse disattese che il Sud Italia ha vissuto sulla propria pelle che fino a qualche decennio fa riguardavano solo il meridione e le periferie. Oggi, dicono i Sud Sound System,  «la parola “brigante” rappresenta tutti quei giovani italiani che, da Nord a Sud, uniti dalla sopportazione di istituzioni politiche ed economiche insensibili alle problematiche giovanili, sono costretti a lasciare la propria terra per realizzare i propri sogni. “Brigante” è chi si ribella, si arrabbia e allo stesso tempo è sognatore e innamorato, alla costante ricerca di un equilibrio nella società attuale». La denuncia sociale di Eternal vibes L’album, in uscita il 30 giugno in tutti i digital store e negozi di dischi  per Salento Sound System Record e distribuito da Believe, contiene 16 tracce dalle inconfondibili sonorità Made in Salento. Il disco, spiega il gruppo, è «carico di emozioni ed è un album di denuncia sociale, che invita a liberarsi dalle bugie del sistema e a mettere in discussione retoriche e luoghi comuni e l’operato delle istituzioni politiche e religiose, sotto al quale si celano le violenze della società attuale». Eternal vibes è però anche un disco di ballate d’amore e di riscoperta della propria terra. Diverse le collaborazioni di cui i Sud Sound System si sono avvalsi per la loro ultima fatica, tra cui quelle di Enzo Avitabile, U-Roy, Anthony B, Freddy Mc Gregor e Wild Life. Tracklist 1. Mistycal Sound 02. A nume de Diu 03. Nu be na carta te bruciare 04. Tegnu na scusa 05. Eternal Vibes feat. Anthony B. 06. Chi lottera vivrà feat. Enzo Avitabile 07. Na luce feat. Freddy Mc Gregor 08. Mare de lu salentu 09. Brigante 10. Balance 11. Ribelle 12. Alle pezze 13. Come un gabbiano 14. Cose de pacci 15. Indifferenza feat. U ROY 16. Tocca Sai feat. Wild Life Il tour La band salentina, tra le prime ad aver portato le sonorità reggae e la dance hall giamaicana in Italia, da giugno a settembre sarà in tour in numerose città italiane. Previsto, inoltre, anche un live in Jamaica, a Montego bay, e uno in Germania, a Bersenbruck.    

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Attualità

Coppie gay, caposcout sposa il compagno, il prete del paese lo invita a lasciare il ruolo

 Coppie gay: quanto accaduto a Staranzano, piccolo comune di circa settemila abitanti in provincia di Gorizia, dove il parroco don Francesco Fragiacomo ha chiesto la rimozione di uno dei capi scout del gruppo Agesci a seguito delle nozze di quest’ultimo col compagno è uno dei tanti episodi che fanno discutere. Coppie gay, la vicenda di Staranzano Sabato scorso Marco Di Just, uno dei capi scout di Staranzano, si è unito civilmente al compagno, il consigliere comunale Luca Bortolotto. Le nozze sono state celebrate in municipio dal sindaco Riccardo Marchesan davanti a centinaia di persone. All’indomani della cerimonia il parroco del paese, che già da tempo aveva informato l’arcivescovo di Gorizia Carlo Maria Redaelli, ha chiesto la rimozione di Di Just dal gruppo, affermando che «non ci sono più le condizioni per fare l’educatore». Secondo il parroco la figura di educatore di Di Just crea confusione nei ragazzi, andando contro gli insegnamenti della religione cattolica che vede l’amore fondato tra un uomo e una donna che si uniscono in matrimonio. Il prete ha affidato il suo pensiero al bollettino parrocchiale: «Come cittadino – afferma – ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica. Una cosa è essere accolti, un’altra è assumere responsabilità educative». «Nella Chiesa – prosegue il parroco – tutti sono accolti, ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana. Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Un messaggio che percorre tutta la Bibbia e che la fede in Cristo rende possibile. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio». Don Fragiacomo ha inoltre dichiarato di essere rimasto amareggiato per la presenza alla cerimonia di nozze del viceparroco e scout, don Genio Biasiol, protagonista anche di un intervento prima della cerimonia «come amico della coppia e come prete». Il parroco di Staranzano ha detto di essersi sentito “sfidato”, subendo quasi un affronto. La reazione della Comunità dei capi degli scout e le parole del sindaco La Comunità capi degli scout di Staranzano al momento ha deciso di non replicare a quanto dichiarato dal sacerdote. La guida spirituale, don Biasiol ha infatti detto: «Mi spiace ma la comunità capi ha deciso di non rilasciare dichiarazioni in merito». Tuttavia le parole di una delle responsabili del gruppo lasciano intendere che per ora Di Just resta a tutti gli effetti Capo unità e che dal punto di vista educativo non c’è alcun problema: «In questo momento – dice – per noi ha il placet per fare l’educatore scout, ma è da vedere con i […]

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Libri

Ogni cosa a cui teniamo, il romanzo d’esordio di Kerry Lonsdale

Ogni cosa a cui teniamo, pubblicato in Italia il 4 maggio da Leggereditore, è il romanzo d’esordio della scrittrice californiana Kerry Lonsdale. Una storia coinvolgente che racconta, attraverso una  trama e personaggi impeccabili, l’amore, il dolore e la rinascita. Quello che dalle prime righe si presenta come un romanzo tragico è in realtà un racconto dai risvolti inaspettati che appassiona il lettore e lo tiene col fiato sospeso fino alla fine. La trama di Ogni cosa a cui teniamo Aimee Tierney, la protagonista, è un aiuto cuoco che sogna di sposare James, il ragazzo che ama fin da quando è una bambina, creare una famiglia e, un giorno, forse, rilevare il ristorante dei genitori. Il sogno di una vita perfetta viene però spezzato dalla notizia della tragica morte del suo fidanzato in un incidente in barca in Messico, dove si era recato per lavoro, a due mesi dal loro matrimonio. Il romanzo si apre col funerale di James, che si svolge il  giorno e nella chiesa in cui la coppia avrebbe dovuto sposarsi. “Il giorno del nostro matrimonio James, il mio fidanzato, è arrivato in chiesa in una bara”.  Aimee non riesce a darsi pace. Nonostante il sostegno dei genitori e delle amiche di sempre, Kristen e Nadia, il dolore per la perdita del suo amato è così forte che pensa di non farcela ad andare avanti. Tuttavia, la figura di una misteriosa medium e la volontà di far luce sulle circostanze, mai chiarite, della morte del suo fidanzato, il cui corpo è stato ritrovato dopo due mesi dalla sciagura, la “distraggono” dalla voglia di annegare nella sofferenza. Grazie alla sua testardaggine, Aimee  lentamente rimette assieme i pezzi della sua vita e – sorretta anche dall’aiuto dell’affascinante fotografo Ian, nel quale si imbatte proprio quando tutto il mondo sembra esserle crollato addosso –  prova a ricominciare. Il racconto si infittisce quando, nel tentativo di capire cosa è realmente accaduto il giorno dell’incidente in barca di James,  Aimee parte per Puerto Escondido (Messico) e scopre una verità inattesa: un vortice di segreti e bugie che la porteranno a mettere in discussione tutto quello in cui aveva creduto e a liberarsi, seppur a fatica, dalle catene del passato. Ogni cosa a cui teniamo: un viaggio nell’animo umano Ogni cosa a cui teniamo è un  libro profondo, un viaggio nella mente, nel cuore e nell’animo umano. Un romanzo travolgente, sincero, ben scritto e ricco di colpi di scena. La protagonista – che racconta la sua storia attraverso un alternarsi di ricordi e di fatti correnti –  insegna che un nuovo inizio è possibile, che dal dolore, anche quello più grande, si può rinascere, che le cose cambiano e il cambiamento è necessario per crescere. Guardare avanti si può ma solo quando si è pronti a lasciar andare il passato. L’autrice è abile nel non banalizzare mai i suoi personaggi, che cala in scenari inaspettati, e riesce a tenere il lettore incollato alle pagine che, scorrono velocemente e, senza nemmeno rendertene conto sei arrivato alla […]

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Interviste

Intervista a Kafka sulla spiaggia, semifinalista del Premio De Andrè

Lo scorso 20 Aprile il gruppo napoletano Kafka sulla spiaggia si è aggiudicato la vittoria della tappa campana del Premio De Andrè, tenutasi al Cafè Street 45 di Torre del Greco, organizzata dall’associazione B.E.T.A. ed A-Different in accordo con l’organizzazione nazionale del Premio De Andrè. La band partenopea accederà dunque direttamente alla semifinale nazionale della kermesse. In vista di questo importante appuntamento, Eroica Fenice li ha intervistati. Chi sono i Kafka sulla Spiaggia? I Kafka Sulla Spiaggia nascono nel 2011. Dopo numerosi cambi di formazione quella attuale si presenta così: Luca Maria Stefanelli (voce, chitarra, piano), Domenico Maria Del Vecchio / Nikkio (batteria, voci), Giorgio Magliocco / Gioia di Vivere (chitarra, voci), Pierluigi Patitucci (basso, voci). Nel 2012 il gruppo viene notato durante un live dal produttore, fonico e musicista Carlo Di Gennaro, che gli offre la possibilità di registrare il primo singolo, Adieu, al quale nel 2013 fa seguito la pubblicazione del primo Ep, Il marinaio spiegò le vele al vento ma il vento non capì, registrato e mixato da Carlo Di Gennaro presso lo studio Kammermuzak e curato nel mastering dal fonico e musicista Michele Signore. Nello stesso anno la band vince il Premio per la miglior presenza scenica al Gielle Contest, e Adieu entra a far parte di numerose compilation. I Kafka cominciano così a suonare in giro per l’Italia e a collezionare riconoscimenti, tra cui il Premio dell’Associazione Ultrasuoni, nell’ambito del Nano Contest. Il 2015 vede impegnata la band nella registrazione – “autonoma e con improbabili mezzi”, come gli artisti stessi la definiscono – del primo album dal titolo New Beat, uscito a marzo 2016 per l’etichetta partenopea Octopus Records del produttore, fonico e musicista Giuseppe Fontanella (24 Grana). L’intervista al gruppo napoletano Kafka sulla spiaggia: Siete reduci dalla vittoria della tappa campana dedicata al Premio De Andrè, che esperienza è stata  e cosa significa per voi dover rappresentare la Campania  alle semifinali? «Ovviamente è stata una bellissima esperienza e poterla condividere con tanti amici musicisti ha reso il tutto più bello. Siamo molto orgogliosi di rappresentare la Campania in questo concorso, soprattutto in un momento storico in cui la nostra musica viene considerata un po’ “outsider” solo in Campania». De Andrè rientra tra le vostre influenze musicali? «Rientra meno di Battisti sicuramente. (Verranno a chiederti del nostro amore)». Come nasce l’idea di scegliere il titolo di un romanzo di Haruki Murakami per il nome del gruppo? «L’idea è nata quando abbiamo iniziato a porci domande del tipo “quanto quello che immaginiamo è reale?“ e cose di questo tipo. Siamo ancora alla ricerca di una risposta». Che musica è quella dei Kafka sulla spiaggia? «È musica che fa sicuramente bene al nostro animo e nasce dalla voglia di essere vivi. Siamo contro ogni forma di morte e di malattia». Perché secondo voi  per  giovani musicisti e cantanti oggi è così difficile riuscire ad emergere  e quanto aiutano a farsi conoscere iniziative come il Premio De Andrè ? «Oggi è difficile essere al passo con la  richiesta, quindi suppongo […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Parlammo a llengua nosta il 13 maggio a Piazza Dante

Sabato 13 maggio 2017 si terrà a Napoli Parlammo a llengua nosta, una manifestazione dedicata alla napoletanità, organizzata nell’ambito dell’annuale rassegna Maggio dei Monumenti, che celebra le bellezze artistiche e le tradizioni di Napoli, nonché la sua lingua. L’appuntamento è alle ore 17:00, in Piazza Dante, in area riservata, palchetto e posti a sedere per il pubblico, alle spalle della statua di Dante Alighieri. ‘Il grande libro del Regno delle due Sicilie’ e ‘Nfierno Priatorio Paraviso’  L’evento – che si svolgerà tutto in lingua napoletana nel parlato, recitato e cantato – avrà come fulcro la presentazione di due saggi: ‘Il grande libro del Regno delle due Sicilie’ e ‘Nfierno Priatorio Paraviso’. Il primo, coordinato e presentato da Carlo Capezzuto e scritto da 50 delle grandi firme del neomeridionalismo, è la storia del Sud della Penisola, dai popoli osci fino ad oggi, attraverso il periodo duo-siciliano che va dal 1734 al 1861.‘Nfierno Priatorio Paraviso’ è invece un omaggio a Dante Alighieri: i principali canti della ‘Divina commedia’ vengono rivisitati in lingua napoletana dall’autore e presentatore Nazario Napoli Bruno. Nel corso dell’evento, l’attrice Liliana Palermo declamerà passi di questa elaborazione della Divina Commedia in napoletano. Parlammo a llengua nosta : libri, balli popolari e canzoni della tradizione Oltre alla presentazione dei libri, l’appuntamento di sabato prevede anche l’esibizione dei “Brigantincanto”, tra balli popolari, canzoni della tradizione identitaria napoletana e la recitazione de ’O surdato ’e Gaeta” di Ferdinando Russo.  La manifestazione ospiterà, tra gli altri, il critico Vincenzo Martongelli e il baritono del San Carlo Alessandro Lerro. A presentarli sarà il direttore de “Il Brigante” Gino Giammarino. Il programma prevede anche la partecipazione del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e dell’Assessore alla cultura Nino Daniele. Infine, non mancherà un doveroso omaggio a Totò, cui è dedicato il Maggio dei Monumenti di quest’anno.  

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