Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La Tag: Fazi Editore contiene 63 articoli

Libri

L’ invenzione dei corpi, il nuovo romanzo di Pierre Ducrozet

L’ invenzione dei corpi è il nuovo romanzo di Pierre Ducrozet, edito da Fazi L’invenzione dei corpi: uno sguardo alla trama Siamo ad Iguala, Messico, 2014. Un giovane professore di informatica, Álvaro Beltrán, sfugge ad uno dei più feroci massacri perpetrati dalla polizia collusa coi narcos. L’orrore negli occhi, nella mente nitidi quegli attimi di terrore; un trauma che non svanisce. Beltrán percorre la strada della sopravvivenza, a fatica, sperando di raggiungere la tanto agognata giustizia. Ma la violenza che credeva di essersi lasciato alle spalle ha solamente cambiato sembianze e Beltrán cade nelle mani di un magnate del web ossessionato dalla ricerca dell’immortalità, diventando cavia di una serie di esperimenti condotti sull’uomo, che mirano a creare un automa, immortale. Tutto ciò diventa un vero e proprio calvario dal quale non riuscirà facilmente a liberarsi, fino a quando… qualcosa o qualcuno arriverà a salvarlo. In questo struggente quanto appassionante romanzo, la vendetta si fa spazio tra baracche abbandonate, deserto, sterpaglie, aridità, sentieri stretti e tortuosi, che creano una sorta di insieme eterogeneo dal quale lasciarsi trasportare. “Passa sulle costole, sullo stomaco, scende verso i fianchi, la pelle si ritrae e s’incava…” è quanto si legge in un importante e quasi inquietante passaggio del romanzo ed è proprio ciò che accade. Le parole, intrise di rabbia, “trafiggono” la mente, attirando l’attenzione del lettore. Un romanzo che trasporta in una dimensione onirica: in una “rete” di mistero. L’invenzione dei corpi è un libro intenso, che cattura l’attenzione sin dalle prime pagine, con una scrittura analitica e scorrevole, semplice e affascinante al tempo stesso. La narrazione si articola in modo tale da scatenare un forte senso di appartenenza al testo. Ciò significa che nulla è lasciato al caso. Il lettore diverrà parte integrante delle vicende del protagonista che potrebbero rappresentare le vicende di tutti. Sicuramente ciò che colpisce maggiormente è lo stile dell’autore francese Pierre Ducrozet, che riesce a mescolare bene le parole, scegliendo temi moderni ed attuali, creando una forte iper-testualità, che conferisce dinamismo al testo. Elementi eterogenei da una parte e del tutto opposti dall’altra; leggendo infatti si scorgeranno una serie di evidenze diacroniche che permettono al lettore di raggruppare tutti quegli elementi fondamentali alla comprensione della trama. “Le sfumature non aiutano la narrazione”, si legge, ma in questo caso non è così. Nella vita reale succede che siano proprio le diverse sfumature di significato a dare senso a qualcosa, così come nella narrazione. L’invenzione dei corpi è tutto ciò; si concretizza in una serie di passaggi quasi obbligati, che tra follia e forte raziocinio portano il lettore in una dimensione talvolta spaventosa ed inverosimile.  Un intenso viaggio attraverso le parole, faccia a faccia con una enorme mole di interrogativi di natura etica, morale, sociale, tutto permeato dalla massiccia presenza della tecnologia, imponente sulla vita odierna. Una rete, non solo web, ma costellata da tasselli di spicco, variegati, che preme sull’attenzione del lettore e nella quale confluisce il progetto finale sul quale si fonda il senso dell’affascinante romanzo. L’invenzione dei corpi […]

... continua la lettura
Libri

La chimera di Praga, il nuovo romanzo di Laini Taylor

La chimera di Praga è un romanzo dell’autrice Laini Taylor edito da Fazi editore. Trama e ambientazione del romanzo “Karou è una studentessa d’arte, ha diciassette anni e di certo non passa inosservata lungo le strade di Praga. Ad attirare l’attenzione i suoi lunghi capelli blu, la sua pelle ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi e parla tante lingue. Spesso scompare per giorni e nessuno sospetta che durante quelle assenze vada in giro per il mondo a compiere missioni per Sulphurus, il demone chimera che l’ha adottata quando è nata. La giovane Karou non sa praticamente nulla delle proprie origini e non ha ricordi dei genitori. Ecco quindi che tutti si chiedono chi sia quella giovane un po’ strana che si aggira per le strade di Praga. Da quale famiglia provenga, l’avventuriera diciassettenne”. La chimera di Praga è un romanzo molto coinvolgente, dove spesso il lettore è attanagliato da una serie di fitte domande. Il ritmo della narrazione è incalzante e non lascia nulla al caso. Grazie alla protagonista, alle vicende che la riguardano, al suo presente così vuoto di dettagli relativi al passato ma anche di una serie di ricordi, il romanzo assume velocità, diventando dinamico ed affascinante al tempo stesso. La chimera di Praga: un romanzo tra mistero e suggestione L’autrice configura i dettagli di uno scenario mozzafiato: i vicoli di Praga, così affascinanti e ricchi di storia ed antichità incontaminata. Proprio lì, in quello spazio tra passato e presente, si muove la protagonista, avvolta da una profonda solitudine, che smuove il cuore del lettore, creando una sorta di “attaccamento morboso” al romanzo. Un mondo vero ma al tempo stesso fantastico, grazie alla natura di Karou che improvvisamente sparisce per compiere non si sa bene che genere di “commissioni”. Avventura, sogno, fantasia, sconfinati poteri magici sono solo alcuni dei tanti tasselli ipnotici e notevolmente interessanti che costellano La chimera di Praga. Tutto ha un suo senso, al momento giusto tutto, man mano, tutto trova la sua rivelazione. Una storia e dei personaggi atipici si fanno spazio all’interno del romanzo, tra magia e bellezza, tra sogno e realtà. Chimere e serafini accompagneranno il lettore in una storia senza tempo, dove tutto è possibile, all’interno della quale ogni personaggio rivela una parte di sè, ma con un pizzico di mistero, grazie ad un alone di fantasia che manterrà viva l’attenzione. La chimera di Praga è un romanzo dall’andatura abbastanza scorrevole, pur essendo un po’ complesso in alcuni passaggi. Grazie allo stile relativamente accessibile utilizzato dall’autrice, si leggerà in un arco temporale relativamente breve ma non bisognerà escludere dalla propria attenzione nulla. Ogni cosa, seppur apparentemente insignificante, potrà rivelarsi importante per la comprensione delle vicende e degli avvenimenti. Il genere è simile a quello di uno Young adult ma è molto vicino ad un fantasy. Una cosa è certa: non mancano colpi di scena e molteplici misteri, non tutti rivelati. Probabilmente è proprio questo il fattore principale che dona consistenza a tutto; ogni parola, personaggio, avvenimento, sentimento è perfettamente identificabile ma […]

... continua la lettura
Libri

L’altro di Thomas Tryon, recensione

Fazi Editore lo scorso marzo ha pubblicato nella collana Darkside L’altro di Thomas Tryon, con la traduzione di Giuseppe Marano Fazi Editore (collana Darkside) lo scorso marzo ha pubblicato il celebre romanzo di Thomas Tryon L’altro (Titolo originale “The other” e tradotto dall’inglese da Giuseppe Marano), nonché sua opera d’esordio. Romanzo del 1971 (uscito in Italia per la prima volta nel 1972) e ambientato nel 1935, L’altro è uno dei grandi classici dei libri Horror nonché bestseller della letteratura americana. Thomas Tryon, prima di diventare uno scrittore, ha lavorato come attore e ha lavorato con attori del calibro di Dean Martin e Charlton Heston.  L’Altro di Thomas Tyron, la sinossi Siamo nel New England degli anni Trenta, in una cittadina di fantasia dal buffo nome di “Pequot Landing”. Protagonisti del romanzo sono Holland e Niles Perry, due gemelli di dodici anni, molto diversi tra loro. Un po’ inquietante Holland, molto più permissivo e docile Niles Perry, succube del fratello. I ragazzi sono da pochissimo orfani di padre (Vining Perry) e vivono in una fattoria con la madre e la nonna; durante quell’estate si verificano cose strane in città. Qui inizia il viaggio nella psiche umana, negli angoli bui di ciascuno di noi, non solo di chi soffre di malattie mentali, come la schizofrenia, che è la protagonista del romanzo. Thomas Tryon descrive questo viaggio utilizzando un linguaggio poetico ed elegante, capace di attirare con maestria il lettore nella trama. L’altro di Thomas Tyron è un romanzo consigliato a chi ama il genere horror. “Forse avrete letto dell’incidente, quel freddo sabato di novembre in cui Vining Perry, padre dei dodicenni Holland e Niles, trovò la morte mentre trasportava l’ultima delle pesanti ceste dal piano per la trebbia nel fienile giù alla cantina delle mele, in vista dell’inverno. Tutti la considerarono una grande tragedia. E negli otto mesi successivi al funerale di Vining Perry non fu permesso giocare lì sotto. Ma arrivati a giugno, dopo che la scuola era finita, con la disciplina attenuata e i libri di storia e geografia riposti, quando era cominciata l’ora legale, con gli adulti occupati altrove, e i pomeriggi piacevolmente lunghi e perfetti per svagarsi nella cantina delle mele, ci fu chi ignorò il divieto. Com’era fresca, buia e silenziosa! E segreta, anche”. “La voce di Holland, notò Niles, era severa e gelida. La testa inclinata leggermente verso il basso, gli occhi grigi, di pietra, che fissavano da sotto le sopracciglia a punta, la sua espressione non era sconosciuta a Niles: risoluta, decisa, implacabile. Tenendo in alto la candela, guardandolo salire sulla scala per puntare una spalla alla botola, Niles sentì un brivido inquietante, simile a una macchia che si espandeva a poco a poco, diffondendosi attraverso tutte le pareti e le membrane del suo stomaco”. Fonte immagine: Fazi editore  

... continua la lettura
Libri

Valentino Ronchi, il primo romanzo del poeta: Riviera

Il poeta Valentino Ronchi, a due anni dall’esordio in versi, Buongiorno ragazzi, pubblica per Fazi editore il romanzo Riviera. Per quanto la scrittura si distenda in linee orizzontali, non si può fare a meno di avvertire un richiamo sotteso al linguaggio lirico che, nella prima raccolta poetica, occupava invece lo spazio orizzontale della prosa, con versi lunghi e irregolari. La prima prova narrativa dell’autore trattiene dunque molti dei caratteri della poesia; il racconto si distende lungo le strade di una periferia milanese, permettendo al lettore di osservare da vicino la vita di una famiglia qualunque, regalando squarci di semplice bellezza.  Riviera, nel romanzo di Valentino Ronchi  Riviera è la storia di Marianna Delfini, una bambina meravigliosa, nata nella periferia milanese in un luogo che sembra assomigliarle; l’animo della ragazza, le sue azioni sembrano rispecchiare la pacatezza delle acque del canale lungo il quale sorge la casa della famiglia Delfini. Da qui prende le mosse il racconto, ambientato all’inizio del secolo scorso. La Riviera, un tempo luogo di villeggiatura, è ormai un posto solitario e isolato, il cui vecchio splendore rivive solo nei ricordi di chi lo ha attraversato. Il racconto si compone proprio per ricordi, come immagini che sovvengono alla memoria del narratore e che ricostruiscono a singhiozzi la vita di chi ha vissuto tra le mura della villetta lungo il canale; i genitori di Marianna, il loro innamoramento, la zia indomabile, i nonni materni. Le piccole cose quotidiane sono i fili rossi che legano il racconto così come, nella realtà, le vite delle persone. A vivere, nelle parole del Ronchi, sono anche gli oggetti che i protagonisti hanno toccato, e sui quali hanno lasciato le loro tracce, le stesse che restano impigliate nei riflessi delle acque del canale lungo il quale ognuno di loro ha passeggiato in diversi momenti della storia.  La nascita di Marianna è raccontato con leggiadria e dolcezza, caratteristiche che andranno a radicarsi nell’aspetto e nei modi della giovane.  Così, la narrazione procede con leggerezza, come dipinta in toni pastello, che accompagnano il lettore, senza travolgerlo, nei ricordi della famiglia Delfini.  Lo stile dell’autore è puntuale e delicato e le pagine procedono lievi. La Riviera sembra, attraverso la penna di Valentino Ronchi, trasformarsi in una Macondo urbana e periferica, immersa nella stessa magia in grado di illuminare e impreziosire le cose banali e quotidiane. I protagonisti del racconto appaiono nei radi dialoghi, sovrastati dalla voce narrante che riesce comunque a non spodestarli, costruendo personalità chiare e insieme sfuggenti; i loro veri sentimenti sono omessi, a prevalere sono le azioni sul pensiero.   In questo contesto i luoghi non sono mero sfondo ma parte integrante della vita dei personaggi che si srotola piana e leggera, passando di età in età con gentilezza e lasciando nelle parole l’impronta di gesti d’altri tempi, di un’eleganza antica e ormai desueta.   Marianna, che con la sua bellezza e le sue doti non passa inosservata, sembra attraversare la vita sempre in punta di piedi, accettando lo svolgersi degli eventi senza mai opporre resistenza.  […]

... continua la lettura
Libri

A passeggio con John Keats. L’inedito di Cortázar

Si può scrivere un saggio letterario senza essere pedanti? Cortázar dimostra che ciò è possibile con l’inedito A Passeggio con John Keats. Julio Cortázar è uno di quegli autori che non ha bisogno di presentazioni. Scrittore argentino tra i più importanti della letteratura sudamericana e mondiale ha legato la propria fama a opere come il romanzo Rayuela, in italiano Il gioco del mondo, il primo libro-game della storia dove il lettore diventa il vero protagonista e ai tanti racconti, come le fantasie animalesche di Bestiario o Le bave del diavolo che ha ispirato Michelangelo Antonioni per il suo Blow-up del 1966. Ma oltre ad essere stato un narratore in equilibrio tra la dimensione reale e quella fantastica, Cortázar si è anche dedicato allo studio di autori quali Edgar Allan Poe, Arthur Rimbaud e John Keats. E proprio al poeta più rappresentativo del romanticismo inglese Cortázar dedicò, negli anni cinquanta, un saggio che, in realtà, saggio non è: A passeggio con John Keats, opera fino a questo momento inedita in Italia e che giunge da noi pubblicata da Fazi editore e tradotta da Elisabetta Vaccaro e Barbara Turitto. A passeggio con John Keats. Romanticismo e surrealismo a braccetto Pubblicato postumo nel 1996, A passeggio con John Keats fu scritto da Cortázar in totale solitudine e fin dalle prime pagine si capisce bene come quest’opera sia lontana  dalla forma del saggio: «Mi diverte semplicemente l’idea di andarmene a passeggio per la memoria sottobraccio a John Keats, e favorire ogni tipo di incontri, presentazioni e appuntamenti. Perché il termine appuntamento non è da sottovalutare, come si vede. Prendo sottobraccio Keats, atteggiamento più naturale per conoscerlo rispetto all’altro, così frequente, in base al quale issano il poveretto su una nuvola, mentre il critico riunisce sedie e tavoli per edificare una piattaforma di cui non c’era il benché minimo bisogno». Lungo gli undici capitoli che si dipanano lo scrittore argentino evita di abbandonarsi all’ampollosità tipica di tanti accademici in favore di un discorso più informale, che però non rinuncia allo stile che caratterizza l’autore de Gli autonauti della cosmostrada. Cortázar racconta la vita di Keats e le sue opere, finendo però per creare un parallelo con la sua di vita: i viaggi del poeta inglese lungo la Scozia e lo scambio epistolare con Fanny Brawne si mescolano con le atmosfere di Buenos Aires, i profumi e gli odori delle città italiane visitate dall’autore negli anni cinquanta e gli scambi epistolari che Cortázar aveva con i suoi amici. A passeggio con John Keats non è il solito saggio zeppo di pedanteria che ci si aspetterebbe da un’opera del genere, ma una narrazione che esula dal semplice zelo per entrare più in profondità tanto nell’anima di Keats quanto in quella di uno scrittore particolare come Julio Cortázar. Fonte immagine: Fazi editore

... continua la lettura
Libri

Juli Zeh e il suo nuovo romanzo distopico: Cuori vuoti

Tra i titoli di gennaio curati da Fazi Editore, Cuori vuoti è un romanzo distopico di Juli Zeh, pubblicato per la collana Le strade e tradotto da Madeira Giacci. «“Rifletti un attimo”, aveva ripreso lei poggiandogli una mano sull’avambraccio, “il suicidio ti dà un potere incredibile. Puoi fare cose per le quali non potrai più essere punito. Per un piccolo intervallo di tempo potrai essere chi vuoi e fare quello che ti pare. Sei il re del mondo. L’arma più pericolosa che esista”.» La scrittrice tedesca Juli Zeh riversa l’impegno profuso negli intensi dibattiti sociali e politici all’interno della sua produzione artistica. Ogni romanzo risente del background dell’autrice, sia esso legato alla microstoria personale o a quella con la s maiuscola. La vita della Zeh è infatti un intreccio costante fra queste due dimensioni: figlia dell’ex direttore del parlamento federato tedesco, il Bundestag, la sua formazione ha seguito i binari paralleli della giurisprudenza e della letteratura, fino a confluire in una fervente attività creativa. Cuori vuoti, romanzo d’apertura dell’annata 2021, non è infatti il primo titolo della scrittrice curato dalla casa editrice Fazi. Tra i suoi più recenti e memorabili lavori figurano il thriller psicologico L’anno nuovo e Turbine, un dramma individuale inasprito dalla lotta socialista e della campagna di collettivizzazione di pieno ‘900. L’atmosfera familiare già respirata nei precedenti romanzi della Zeh apre il suo ultimo lavoro. In una tranquillità sospesa, e per questo apparente, si muovono due coppie: Britta e Richard, chiusi in una routine nata con la loro unica figlia, e Knut e Janina, affiatati e in parte incoscienti, sereni nella loro vita familiare. Britta e Janina si conoscono grazie al loro essere divenute madri, pur nella diversità di approccio alla dimensione genitoriale. In questo mondo apparentemente privo di evidenti caratterizzazioni, fisso e per questo stabile, la vita di una delle due donne prende una svolta inattesa. L’intrigo sottostante all’apparenza è per Britta l’unica ragione per continuare a credere nella lotta quotidiana. La già precaria stabilità familiare corre in parallelo con la sua esperienza lavorativa. Insieme al collega Babak ha fondato un servizio di prevenzione suicidi. Dimostrando in uno scenario distopico la potenza della comunicazione massmediale e del sistema di controllo regolato dagli algoritmi digitali, i due collaboratori riescono a rintracciare gli individui che in modo più o meno evidente esprimono il desiderio di porre fine alla propria vita. Britta, con l’ausilio di tecniche psicologiche, ha il compito di distogliere i possibili suicidi dal loro estremo desiderio. Il risvolto dell’operazione è però un altro. I casi irrecuperabili, gli individui più a rischio, vengono posti di fronte a una scelta: morire in solitudine, inghiottiti dall’oblio, o morire per una “giusta causa”, cedendo il proprio istinto suicida alle grandi organizzazioni. Queste ultime risultano essere i veri clienti della società il Ponte: dai grandi enti di salvaguardia dell’ambiente e degli animali, ai principali organi dell’ISIS. I mezzi di sostegno della società di Britta e Babak nascono da questa fitta rete di collaborazioni, la quale sembra però messa in pericolo da […]

... continua la lettura
Libri

Robert Bernard Reich – Il sistema (Fazi Editore)

Robert Bernard Reich è professore ordinario di Politiche pubbliche presso la Goldman School of Public Policy dell’Università della California, Berkeley. Ha prestato servizio in tre amministrazioni statunitensi ed è co-autore del film Inequality for All e del documentario Netflix Saving Capitalism. Pubblicato in Italia dalla Fazi Editore, Il sistema è il suo ultimo lavoro. Negli Stati Uniti la rabbia e la frustrazione date da sensazioni di declino sociale e tradimento sono alla base di un malessere profondo che si è già tradotto in un pericolo reale. Per spiegare cosa sia accaduto nel sistema americano e perché una buona fetta della popolazione si senta tradita, Robert Bernard Reich sposta la prospettiva dello scontro politico. La contrapposizione non è più tra Democratici e Repubblicani ma tra Democrazia e Oligarchia. Secondo Reich, il problema è che tanto il partito repubblicano quanto quello democratico sostengono gli interessi di una piccola minoranza di persone ai danni della collettività. In America non ci sono assistenza sanitaria né sussidi di disoccupazione, un bambino su cinque vive in povertà e quasi 51 milioni di famiglie non possono permettersi spese mensili essenziali, ma il solo tentativo di introdurre nel dibattito pubblico il tema della redistribuzione della ricchezza viene attaccato duramente e bollato come “socialismo”. Ma, nota Robert Bernard Reich, l’unica forma di socialismo che l’America conosce è quella per i ricchi, come dimostra il salvataggio finanziario di Wall Street del 2008. «Dimon era al timone di JPMorgan quando la banca ricevette dal governo federale 25 miliardi di dollari quale contributo per contrastare la crisi finanziaria, provocata in larga parte dalle sconsiderate e fraudolente pratiche creditizie di JPMorgan e altre grandi banche. Lo stesso Dimon, però, quell’anno fu pagato 20 milioni di dollari. Se questo non è socialismo, che cos’è?». Sfruttando l’esempio di Jamie Dimon, il CEO di JPMorgan che si dichiara democratico e pronto ad assicurare una “responsabilità sociale dell’impresa”, Reich dimostra perché persone che lavorano per aziende troppo grandi per fallire non possano perseguire realmente gli interessi della collettività, a dispetto di quanto dichiarino. Infatti, per raggiungere il suo (legittimo) obbiettivo di massimizzazione del profitto, Dimon ha dato il suo sostegno agli sgravi fiscali di Trump esercitando pressioni sul Congresso per ottenerle, si è opposto all’imposta patrimoniale della senatrice Warren e ha esortato il Congresso ad allentare i regolamenti bancari. Tutto ciò danneggia la collettività che non può essere ripagata con la “responsabilità sociale d’impresa”, cioè la disponibilità delle grandi aziende a destinare parte dei profitti in progetti sociali. Spetterebbe al governo affrontare problemi sociali, ambientali ed economici ma l’impossibilità di farlo è dovuta proprio alla volontà delle grandi aziende che esercitano pressioni affinché i problemi non vengano realmente risolti. Attraverso la promessa di una “responsabilità sociale”, queste società evitano l’introduzione di leggi, regolamenti e imposizioni fiscali che ridurrebbero i loro introiti a beneficio della collettività. Ma la responsabilità sociale serve soprattutto a giustificare agli occhi dell’opinione pubblica i privilegi che scaturiscono da un sistema truccato. Se i CEO e i miliardari tenessero realmente al benessere delle comunità […]

... continua la lettura
Libri

Piranesi: il nuovo suggestivo romanzo di Susanna Clarke

Piranesi è il nuovo romanzo dell’autrice Susanna Clarke, famosissima scrittrice inglese di romanzi fantasy. Il romanzo, edito da Fazi, suggella il ritorno eclatante della Clarke con un libro che ha molto da dire e che sicuramente coinvolgerà dalla prima all’ultima pagina. Piranesi: trama e dettagli della narrazione Piranesi vive in una casa spettrale, non si sa da quanto tempo, probabilmente da tanto, forse da sempre. Ogni giorno visita, esplorando, i grandissimi saloni sui vari piani della struttura, i corridoi, le statue, scoprendo i misteri che avvolgono tutto e di cui fa menzione su un diario. I saloni più alti non si vedono nitidamente a causa della fitta coltre di nebbia che li avvolge, mentre delle maree imprevedibili che risalgono, non si comprende bene da dove, sommergono i saloni inferiori. Piranesi si confronterà con le proprie paure, fobie, crogiolandosi in una serie infinita di interrogativi che coinvolgeranno anche il lettore. Ovviamente non è solo ed improvvisamente si troverà a fare i conti con tante possibili minacce e soprattutto con diversi ricordi che non combaceranno. L’ambientazione è da scrutare con attenzione e potrebbe facilmente confondere, anche se, come viene detto all’interno del libro, “La casa ha tre livelli”, paragonabili ai diversi personaggi che compongono il romanzo, come tanti tasselli man mano identificabili. La scrittura è accorta, anche se lascia spesso sulle spine, con l’utilizzo di frasi spezzate o allusioni. Piranesi è uno dei personaggi all’interno del romanzo; egli si muove con un alone di mistero, in un ambiente avvolto in una fitta coltre di interrogativi. Insieme a lui c’è l’Altro, che però incontra solo due volte a settimana (così come viene annotato nel diario che il protagonista scrive), un personaggio che non è facile identificare, spesso assorto nei propri pensieri, altre volte pungente, altre ancora sarcastico, si potrebbe dire poco aperto, particolarmente dedito alla vita intellettuale. Piranesi e l’Altro sono alla ricerca di una grande verità, che però si rivela difficile da scovare e si perde in segreti, enigmi ben tessuti, rivelazioni, considerazioni personali e tanto altro ancora. Il diario di cui Piranesi fa menzione nel corso della narrazione descrive alcuni particolari (che sembrerebbero tipici di una casa dell’orrore) utili al lettore. Ogni tassello, ogni particolare merita attenzione. Nulla è da tralasciare. È facile, così come il protagonista stesso afferma più volte, perdersi in duecento metri di larghezza, propri di un salone, oppure imbattersi in qualche statua ricoperta di alghe. Naturalmente tutto ciò contribuisce a rendere il libro ancor più interessante e non distoglie, come si potrebbe pensare, dalla storia vera e propria, anzi, aggiunge elementi fondamentali per capirne pienamente il significato. Piranesi è un libro estremamente suggestivo, all’interno del quale le annotazioni del personaggio principale, dal quale il romanzo prende il nome, fungono da “guida” per capire quanto succede o almeno provare a farlo. Il lettore avrà la sensazione di procedere in un labirinto di parole, immerso in un’ambientazione spettrale che però nasconde un fitto significato. Procedendo in questa interessantissima lettura, si ha spesso la sensazione che possa accadere qualcosa da un […]

... continua la lettura
Libri

Saverio Simonelli: Cercando Beethoven | Recensione

Saverio Simonelli è nato a Roma nel 1964. Laureato in Filologia germanica, è giornalista professionista dal 1987 e dal 1998 è responsabile dei programmi culturali e di approfondimento dell’emittente satellitare Tv2000. Ha tradotto e pubblicato varie opere di Thomas Mann e altri scrittori. Nel 2002 e nel 2004 ha pubblicato con Andrea Monda due saggi sulla letteratura fantastica e fantasy: Tolkien il Signore della Fantasia e Gli Anelli della Fantasia. Nel 2012 ha scritto Nel paese delle fiabe, tratto dal documentario Sulla strada dei Grimm, realizzato in coproduzione con il Goethe-Institut. Cercando Beethoven di Saverio Simonelli prende forma proprio in occasione del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven. La storia prende vita nel 1800 ad Heiligenstadt: siamo a Vienna, nella capitale europea della musica, nel luogo esatto in cui Beethoven trascorre abitualmente la sua villeggiatura. Wilhelm, Andreas e Queenia, i tre protagonisti del racconto, uniti dalla testa passione-ossessione, la musica. Wilhelm, ventenne, sognatore, romantico, aspira a diventare un grande musicista, nonostante non creda molto in se stesso e nel proprio talento; Andreas è violinista e pianista e Queenia è la ragazza della quale Wilhelm si innamora. Lo scopo dei tre ragazzi è quello di incontrare il Maestro, ragion per cui decidono di irrompere nella casa del compositore al fine di scoprirne i segreti più reconditi. Purtroppo però il gesto folle non porterà i giovani ad ottenere nulla circa la vita di Beethoven e fortunatamente il misfatto non verrà scoperto da nessuno. Wilhelm intende, dunque, incontrare Beethoven e grazie all’amico Andreas riesce ad introdursi nel teatro in cui il compositore deve esibirsi. Utilizzando un discorso del poeta Novalis, riesce a conquistare l’attenzione di Beethoven. All’incontro tra i due, ne seguiranno altri. Cercando Beethoven di Saverio Simonelli Beethoven, nonostante venga descritto come un uomo trasandato nel vestire, burbero, dai modi arroganti, scostante e solitario, è tuttavia anche capace di dimostrare affetto a pochi eletti. I protagonisti assoluti del romanzo sono Beethoven e la musica. Una musica che non è artefatta, non è composta per far breccia nel cuore e nell’orecchio degli ascoltatori, ma, al contrario, è per Beethoven l’unico mezzo per conoscere se stesso, per dare suono e forma al proprio dolore e ai propri sentimenti. Gli accadimenti narrati all’interno del romanzo si sviluppano sullo sfondo della guerra che porterà Napoleone Bonaparte a invadere l’impero asburgico. Ci ritroviamo nei salotti frequentati dai nobili: il lusso domina la vita degli uomini d’affari che si incontrano appunto nei salotti e nei teatri in cui la musica è protagonista indiscussa della scena, salotti in cui, tuttavia, mai si vedrà Beethoven.  Saverio Simonelli, grazie ad una scrittura accurata e ricercata, ma anche molto scorrevole, ha la capacità di analizzare meticolosamente la psiche dei personaggi del romanzo, che sono molteplici. L’autore inoltre fa spesso riferimento ai grandi autori e musicisti del periodo storico, come Novalis, Mozart, Goethe, Himmel,  Immagine: Fazi Editore

... continua la lettura
Libri

Kevin Barry: L’ultima nave per Tangeri | Recensione

Kevin Barry, nato nel 1969, è uno scrittore irlandese. È autore di due raccolte di racconti e tre romanzi. La città di Bohane è stata vincitrice del Premio letterario internazionale di Dublino 2013. Il suo romanzo Night Boat to Tangier è stato tra i finalisti del Booker Prize 2019. Barry è anche un editore di Winter Papers, un annuale di arte e cultura. Nato a Limerick, Barry ha passato gran parte della sua giovinezza viaggiando. Ha vissuto a Cork, Santa Barbara, Barcellona e Liverpool prima di stabilirsi a Sligo. A Cork Barry ha lavorato come giornalista freelance. Desideroso di diventare uno scrittore, acquistò una roulotte e la parcheggiò in un campo nel West Cork, trascorrendo i sei mesi successivi a scrivere quello che definiva un romanzo terribile. Barry si è descritto come un delirante egocentrico, una di quelle creature mostruose che sono composte per il 99% da un ego puro e genuino. Siamo nell’Ottobre del 2018 e i protagonisti del romanzo sono Maurice Hearne e Charlie Redmond. Ci troviamo nel porto di Algeciras, città situata nell’estremo sud della Spagna. Maurice e Charlie sono due ex narcotrafficanti irlandesi, ormai cinquantenni, che si ritrovano in questa città poco distante da Gibilterra ed è il punto di partenza e di arrivo per Tangeri. I due uomini si trovano in questo posto poiché sono alla ricerca di Dilly Hearne, la figlia di Maurice. Dalle prime pagine del libro trapelano poche notizie circa la vita della ragazza, poiché sappiamo solo che la giovane si è convertita alla vita da punkabbestia. L’ultima nave per Tangery di Kevin Barry I due uomini vengono descritti a tratti in maniera comica, a tratti in maniera tragica.  All’interno del romanzo, che ha tutte le caratteristiche del noir, si susseguono molteplici dialoghi, mentre le immagini delle descrizioni dei paesi di montagna della Spagna prendono forma davanti agli occhi del lettore. Andalusia e Irlanda, bettole, spiagge deserte. Due uomini il cui destino ormai è segnato a causa degli eventi accaduti in passato, due ex criminali ormai destinati al fallimento. In passato si sono ubriacati, sono stati vittima dell’eroina, hanno perfino amato e tradito la stessa donna, Cynthia, che è stata anche causa di un accoltellamento tra i due. Dopo il ricovero di entrambi in un ospedale psichiatrico e la disintossicazione, l’unico filo che lega i due uomini è proprio la giovane ragazza, Dilly. L’ultima nave per Tangeri di Kevin Barry è un romanzo struggente, malinconico, pungente. La scrittura è scarna, essenziale, immediata. Tra passato e presente, tra rimorsi e rimpianti, Kevin Barry dà vita ad un racconto che è quasi privo di trama, poiché appare come una sorta di flusso di coscienza da parte dei due protagonisti, che non hanno modo per sfuggire al loro passato e non sanno però neppure come vivere il loro futuro. Immagine: Fazi Editore

... continua la lettura