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Eroica Fenice

Cinema & Serie tv

Caccia al tesoro dei Vanzina: tentato furto a San Gennaro!

Mercoledì 22 novembre, presso il cinema Metropolitan di Via Chiaia, ha avuto luogo la proiezione in anteprima del film Caccia al Tesoro che arriverà nelle sale italiane il 23 Novembre. Al termine della visione, si è svolta una conferenza stampa a cui hanno partecipato i fratelli Vanzina, insieme a parte del cast. In particolare erano presenti Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Serena Rossi e Gennaro Guazzo. Caccia al tesoro è una commedia divertentissima prevalentemente ambientata a Napoli. Il film narra la storia di Domenico Greco (Vincenzo Salemme), un attore di teatro fallito e pieno di debiti, che vive con la cognata, Rosetta (Serena Rossi) vedova di suo fratello. Purtroppo il figlio di Rosetta è affetto da una grave patologia cardiaca e l’unica speranza di salvezza è rappresentata da un’operazione in America, il cui costo è di ben 160 mila euro. La famiglia non ha però i fondi per sostenere tale spesa e, per questa ragione, in preda alla disperazione, decide di rivolgersi a San Gennaro! Domenico e Rosetta si recano in chiesa per pregare e qui inizia un’esilarante escalation di equivoci e fraintendimenti, che porterà i due ad avere la convinzione che il santo li abbia autorizzati a rubare parte del proprio tesoro per pagare l’intervento. Nel corso del film, la storia di Domenico e Rosetta si intreccerà poi con quella dello sfortunato Ferdinando (Carlo Buccirosso) e di suo figlio Gennarino (Gennaro Guazzo). Questi decidono di partecipare all’operazione criminale, ma lungo la loro strada troveranno molti imprevisti, tra i quali Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri), ladri romani anch’essi intenzionati a rubare il tesoro! Caccia al tesoro dei Vanzina: San Gennà pienzace tu! Il film, girato tra Napoli, Torino e Cannes, si presenta come una commedia fresca e divertente, in cui viene dato molto risalto al forte legame che lega i napoletani all’amato San Gennaro. I protagonisti, da buoni partenopei hanno un enorme rispetto per il patrono e decidono di organizzare il colpo solo perché convinti che il Santo abbia dato loro il permesso. Per quanto la pellicola abbia come oggetto un furto, la storia è articolata in modo tale da far prevalere le buone intenzioni dei protagonisti, anziché i loro intenti criminali, ed è forse per questo che essi hanno avuto la benedizione del Santo. Purtroppo, per esigenze di produzione, nella commedia non compare il Duomo di Napoli, reale sede del tesoro del santo, bensì la stupenda chiesa di san Paolo Maggiore. In ogni caso il bellissimo capoluogo campano è mostrato come una città viva, colorata e calorosa. Ciò rende particolarmente orgogliosa Serena Rossi, che nel corso della Conferenza stampa ha più volte ribadito quanto essa sia fiera delle proprie origini napoletane. Uno dei temi centrali della commedia è quello del furto del tesoro del Santo e di conseguenza appare impossibile non pensare al celebre film di Dino Risi Operazione San Gennaro. Enrico Vanzina chiarisce però che non si tratta di un remake del film di Risi, poiché in Caccia al tesoro la storia è diversa ed […]

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Food

Pizzeria Agorini di Cardito: il regno della pizza gourmet

La Pizzeria Agorini di Cardito, il 21 novembre, ha aperto le sue porte agli operatori dell’informazione per la presentazione del suo nuovo concept, interamente dedicato alla pizza. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’imprenditore Emilio Agorini ed il giovane e talentuoso pizzaiolo Salvatore Impero, creatore del marchio PIZZA CLOUD. Situata a Cardito, in Corso Italia 66, la Pizzeria Agorini offre ai propri clienti un ambiente sofisticato e ricercato, ma anche familiare, dove potersi rilassare assaporando le prelibatezze realizzate dallo staff altamente qualificato. Durante l’evento di presentazione, prima dell’inizio della degustazione, il pizzaiolo Salvatore Impero e l’imprenditore Emilio Agorini hanno svelato agli ospiti della serata il proprio progetto, illustrandone le peculiarità ed i punti di forza. In particolare, Impero, ha presentato ai commensali la sua PIZZA CLOUD, marchio da lui brevettato, e di cui va giustamente fiero. “Pizza Cloud è una pizza che si distacca dalla tradizione, proponendo una fusione tra pizza napoletana e gourmet. L’impasto è realizzato con una miscela di farine macinate a pietra, in prevalenza semi-integrali, fatto lievi-maturare dalle 48 alle 96 ore a temperatura controllata di +2°. La pizza tonda viene cotta a 400/450°c per 2 minuti, in modo da ottenere una crosta sottile, croccante fuori e morbida dentro”. Menù della serata ANTIPASTO: Frittatina pistacchi e mortadella Crocchè di patate viola con speck e provola Zeppoline allo zenzero Verdurine in pastella PIZZE: PIZZA CLOUD: …Tradizione Napoletana! Napoletana DOP: Pomodoro San Marzano DOP, Pomodorini del piennolo DOP, olive taggiasche, alici di Menaica (presidio slow food), origano di montagna, aglio fresco, olio evo bio e basilico fresco. San Marzano DOP: Pomodoro San Marzano DOP, fior d’Agerola, olio evo bio e basilico fresco. PIZZA CLOUD: …Le tendenze! Oro Verde: Fior d’Agerola, pesto di pistacchio di Bronte, buccia di limone di Sorrento grattugiata, pistacchi di Bronte (presidio slow food), Parmigiano Reggiano 24/36 mesi DOP, olio evo bio e basilico fresco. Maialino Nero: Provola affumicata d’Agerola, friarielli saltati in padella con peperoncino in olio evo, salsiccia di maialino nero Casertano, Parmigiano Reggiano 24/36 mesi e basilico fresco. Pizza CLOUD: … Per buongustai! Cynara: Mozzarella di bufala Campana DOP, prosciutto cotto affumicato Karl Bernardi, carciofi freschi alla griglia, buccia di arance tarocco Gallo Igp grattugiate, Parmigiano Reggiano 24/36 mesi DOP, olio evo bio e basilico fresco. Cascata Jamon: Mozzarella di bufala Campana DOC, datterini gialli invecchiati Igp, patata viola, formaggio Cashel Blue, prosciutto crudo Jamon Serrano Monte Nevado, olio bio e basilico fresco. Babà. Pizzeria Agorini: il giusto connubio tra tradizione e gourmet Durante la presentazione del progetto, il pizzaiolo Salvatore Impero ha avuto modo di chiarire che oggi si fa spesso un abuso del termine gourmet, esso è utilizzato nei più svariati contesti, ed è quindi così privato della propria natura. In modo scherzoso, Impero ironizza sul fatto che nella realtà contemporanea la nozione gourmet è addirittura utilizzata per alcune tipologie di cibo per gatti! E sulla base di queste considerazioni, egli fonda la sua volontà di elaborare un tipo di pizza gourmet che possa essere realmente definita tale. Nel perseguire questo […]

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Culturalmente

Il Gigante di Palazzo: La statua parlante di piazza Plebiscito

Nei giardini del museo Nazionale di Napoli giace, semi dimenticato, il Gigante di Palazzo, un imponente busto di marmo, rinvenuto a Cuma, e risalente al periodo compreso tra la fine del I secolo e gli inizi del II secolo d.C. Purtroppo, come spesso accade per le opere ammassate nei musei, la storia di questa statua non è adeguatamente valorizzata ed, in particolare, pochissimi sono a conoscenza della enorme importanza che essa ha avuto nella storia di Napoli. Sulla targa posta accanto all’opera vi è scritto “torso colossale di Giove, cosiddetto Gigante di Palazzo”, ed è quest’ultimo l’appellativo che maggiormente assume rilievo poiché esso è il nome dato alla statua dal popolo napoletano. Il busto di Giove, opera avente circa 2000 anni, fu rinvenuta durante gli scavi effettuati a Cuma, e venne portato a Napoli nel 1668 per volere del viceré Spagnolo don Pedro Antonio D’Aragona. Alla statua vennero aggiunte braccia e gambe e fu posta su di una base di marmo posizionata accanto al palazzo vicereale di piazza Plebiscito (da qui il nome gigante di palazzo). La strada che conduceva verso Santa Lucia fu denominata salita del gigante, e lo stesso appellativo fu dato anche alla maestosa fontana dell’Immacolatella (oggigiorno collocata in via Partenope) che all’epoca si erigeva proprio accanto all’opera, e che per questo fu chiamata fontana del gigante. Il Gigante di Palazzo: La voce del popolo Napoletano Tralasciando la grande bellezza dell’opera, ciò che rileva ai fini della comprensione della sua importanza storica, è l’utilizzo che i napoletani ne hanno fatto. Infatti la statua, che doveva essere il simbolo del potere precostituito, divenne invece, ben presto, lo strumento con il quale il popolo partenopeo manifestò il proprio dissenso contro i regnanti. I napoletani iniziarono ad utilizzare la statua come punto di ritrovo dove fare satira e leggere componimenti aventi lo scopo di attaccare e schernire il potere politico. Il gigante di piazza Plebiscito (o Gigante di Palazzo) divenne tanto importante per i rivoltosi che, lo stesso viceré don Antonio, decise di porre una sentinella a guardia della statua così da impedire a chiunque di soffermarsi a leggere versi. Nonostante le iniziative dei sovrani, i napoletani continuarono ad attaccare le autorità utilizzando il Gigante di Palazzo come portavoce del proprio dissenso. Il popolo, sfidando la sorveglianza e non curante del rischio, riusciva puntualmente ad apporre sul gigante componimenti, critiche ed offese. In tale ottica, assume particolare rilievo la vicenda che vide come protagonista il viceré Luis De la Cerda, Duca di Medinaceli. Quest’ultimo per combattere l’impudenza partenopea annunciò la sua intenzione di offrire 8.000 scudi a chiunque avesse fornito notizie utili all’arresto dei rivoltosi. Come risposta a questa iniziativa, i napoletani, il giorno seguente, fecero trovare sul gigante un foglio con il quale venivano offerti ben 80.000 scudi a chi avesse portato la testa del viceré in piazza Mercato. Per quanto le autorità si sforzassero di frenare il fenomeno, il Gigante di Palazzo continuò ad essere per molto tempo la voce del popolo napoletano. Purtroppo però nel 1806, Giuseppe […]

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Attualità

Arriva il Monopoly Napoli, interamente dedicato alla città

Il Monopoly Napoli, il gioco di società più famoso al mondo, onorerà Napoli con un edizione speciale, interamente dedicata al capoluogo Campano. La versione Napoletana dell’inimitabile gioco da tavolo, verrà presentata ufficialmente il 10 novembre e stando alle anticipazioni, il tabellone, le singole caselle e le modalità di gioco saranno elaborate in modo da ritrarre i luoghi e i costumi tipici della Città Partenopea. Il Monopoly, fa la sua comparsa all’inizio del XX secolo quando fu inventato da Elizabeth Magie, la versione originale fu poi modificata da Charles Darrow ed il gioco venne lanciato nel mercato nel 1935 dalla società Parker Brothers, oggi di proprietà della Hasbro. Da allora il famoso gioco da tavolo ha fatto tantissima strada, evolvendosi e conquistando milioni di persone. Nel corso degli anni il Monopoly è stato più volte reinventato così da poterlo adattare alle nuove tendenze ed alle aspettative delle nuove generazioni. I giocatori del Monopoly hanno come obiettivo quello di prevalere sui propri avversari, ottenendo così il “monopolio del gioco”. In estrema sintesi, il gioco finisce quando un partecipante riesce ad eliminare tutti gli altri, concentrando nelle proprie mani tutte le risorse disponibili. Accanto alla versione classica, oggi la Hasbro, propone il gioco in un numero sempre crescente di accattivanti versioni speciali. Tra queste, a titolo meramente esemplificativo possiamo citare il Monopoly Disney e quello Disney villans, il Monopoly Star wars, Il monopoly città di Italia, Il monopoly Game of thrones e così via. Le versioni sono tantissime ed è impossibile non trovarne una capace di suscitare il nostro interesse. Un Monopoly Napoli dedicato alla città Partenopea Napoli sarà la prima città italiana a cui sarà interamente dedicata una versione del gioco, e quindi i cittadini partenopei saranno i prima ad avere la possibilità di giocare una partita di monopoly interamente ambientata nella propria città. Possiamo affermare che la scelta della Hasbro  è sicuramente un grandissimo onore nonché segno della crescente importanza che la città Campana sta acquisendo non solo a livello nazionale ma anche e soprattutto mondiale. Per il lancio del Monoply Napoli sono state organizzate diverse iniziative, in particolare il gioco sarà presentato ufficialmente venerdì 10 novembre  alle ore 10,30 al comune di Napoli presso la sala Giunta di Palazzo San giacomo. Infine il 12 novembre alle ore 10 sarà organizzato presso Piazza Vittoria un apposito evento dove i partecipanti potranno finalmente giocare, o forse sarebbe meglio dire «jucà», al Monopoly Napoletano.

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Teatro

Glob(e)al Shakespeare: “Giulio Cesare” ed “Una commedia di errori” al Teatro Bellini

Glob(e)al Shakespeare, è questo il nome dell’ambizioso progetto con il quale Gabriele Russo ha deciso di proporre al pubblico del Teatro Bellini una rappresentazione innovativa ed imprendibile di alcuni dei più grandi capolavori del drammaturgo inglese William Shakespeare. Per un mese, dal 3 al 26 ottobre, il Bellini sarà allestito e rivisitato in modo da ricordare il Globe Theatre di Londra, meraviglioso esempio di teatro elisabettiano seicentesco. Ogni sera, con un unico biglietto, sarà possibile assistere a due spettacoli. Per ogni giorno di programmazione, infatti, è prevista la messa in scena di due rappresentazioni shakespeariane, una tragedia e una commedia, così da regalare agli spettatori la possibilità di godere doppiamente delle magnifiche opere del poeta inglese. In particolare, dal 10 al 15 ottobre ed il 26 ottobre, andranno in scena gli spettacoli Giulio Cesare. Uccidere il tiranno ed Una commedia di errori. Glob(e)al Shakespeare: Giulio Cesare. Uccidere il tiranno Il Giulio Cesare, tragedia scritta da Shakespeare intorno al 1600, ha ad oggetto la storia dell’omicidio del grande dittatore romano. Come narrano le fonti storiche, Cesare, acquisito un enorme potere su Roma, iniziò ad essere considerato come minaccia da parte di molti uomini politici del tempo, i quali, per preservare la propria autorità, decisero di tradirlo. Durante una seduta del Senato il tiranno fu brutalmente ucciso a pugnalate, e l’omicidio fu giustificato come mezzo necessario per salvare Roma dalla dittatura. “Siamo eroi o macellai?” La famosa tragedia, messa in scena mediante un’interessante riscrittura ad opera di Fabrizio Sinisi e con la regia di Andrea De Rosa, cerca di offrire al pubblico un’analisi introspettiva di quelle che sono le ragioni che hanno spinto i cospiratori ad uccidere il tiranno. Gli attori, con straordinaria intensità, riescono a dar voce ai risvolti emotivi ed alle riflessioni che inevitabilmente travolgono gli animi degli assassini: Bruto, Cassio e Casca (Isacco Venturini, Daniele Russo e Nicola Ciaffoni). Essi si aggirano e si nascondono sul palco cercando di spiegare e giustificare le proprie azioni, cercando di convincere e convincersi della presunta nobiltà della propria scelta. In scena, accanto ai traditori, vi è però anche Antonio (Rosario Tedesco), il quale, estraneo alla congiura, darà della vicenda una propria essenziale interpretazione. Lo spettacolo, con grande intelligenza e forza, pone attenzione sul tema, attualissimo, della violenza e della guerra usati come strumento per perseguire i propri obiettivi. Fu giusto uccidere il tiranno per salvare Roma dalla dittatura? Nella tragedia Cesare viene ucciso perché visto come personificazione della minaccia alla democrazia, ma nella realtà la minaccia muore con il dittatore? O forse continua ad esistere insieme a tutti coloro che accettano ed acclamano la dittatura stessa? “Uccidere il tiranno può non bastare perché spesso il potere del tiranno risiede proprio nella comunità che lo subisce, che arriva a proteggerne e tutelarne il dominio”. Glob(e)al Shakespeare: Una commedia di errori Quest’opera di Shakespeare, ispirata ai Menecmi di Plauto, viene presentata con una riscrittura di Marina Dammacco, Emanuele Valenti e Gianni Vastarella. Lo spettacolo è portato in scena dalla compagnia Punta Corsara ed è […]

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Napoli & Dintorni

Pet Pride, la prima edizione a Napoli

Con il patrocinio del Comune di Napoli, e molti sponsor tra i quali il Consorzio Centro commerciale naturale e Radio Marte, il 6, 7 ed 8 ottobre, si svolgerà, presso la Galleria Principe di Napoli, la prima edizione del Pet Pride Napoli, un evento imperdibile dedicato ai nostri amati animali ed ai loro padroni! Il Napoli Pet Pride ha aperto ufficialmente le proprie porte ieri venerdì 6 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Ha avuto luogo la presentazione dell’iniziativa e a seguire l’apertura degli stand e dell’info-point, dove sarà possibile richiedere informazioni circa il programma della manifestazione ed in particolare circa la possibilità di iscrivere i propri animali alle sfilate dei giorni successivi. Oggi e domani 8 ottobre, a partire dalle ore 11.00 fino alle ore 20.00, sarà possibile assistere a dimostrazioni ed approfondimenti circa i più svariati temi relativi al mondo animale, tra i quali la pet therapy, l’utilizzo dei cani per combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti, il rapporto tra animali e moda, le nuove tecniche di toelettatura e molto altro ancora. In particolare saranno presenti veterinari pronti a dare informazioni e chiarimenti su vaccini, profilassi e micromappatura. L’innovativa iniziativa merita attenzione non solo per l’interesse suscitato nei confronti degli amanti del mondo animale, ma anche e soprattutto per la sua capacità di valorizzare ed utilizzare in modo proficuo uno spazio cittadino di grandissima bellezza ed importanza storica, quale la Galleria Principe Di Napoli.  Al Napoli Pet Pride la sfilata sarà aperta a tutti A differenza delle solite sfilate canine, quelle che avranno luogo oggi e domani presso il pet pride, non riguarderanno solo i cani di specifiche razze: l’iniziativa è infatti volta a tutti i pelosi indipendentemente dalla razza di appartenenza. Finalmente, insomma, una sfilata per cani dove il pedigree lascerà spazio alla simpatia e alla capacità dei nostri amici a quattro zampe di accattivarsi le grazie dei giudici. Per partecipare alla sfilata sarà necessario pagare una quota di iscrizione di 10 euro, ed al termine della manifestazione gli animali proclamati vincitori riceveranno dei premi. Infine ma non meno importante, il ricavato derivato dalla sfilata sarà donato in beneficenza ad associazioni di volontariato che si occupano di prestare cure ed assistenza agli animali randagi presenti sul territorio campano. Il Pet Pride Napoli, sarà il luogo perfetto dove poter condividere la propria passione per gli animali, divertirsi e soprattutto aiutare i pelosi meno fortunati.  

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Attualità

Strage a Las Vegas, 59 morti e oltre 500 feriti

Domenica 1° ottobre, Las Vegas, la città del Nevada famosa in tutto il mondo come il paradiso dei casinò e del gioco d’azzardo, è divenuta lo scenario di una strage senza precedenti, una ferita insanabile nell’animo del popolo americano e del mondo intero. Stephen Paddock, un pensionato americano di 64 anni, dopo aver ucciso una guardia di sicurezza, si è affacciato ad una finestra al trentaduesimo piano del Mandalay Bay Hotel, e da lì ha iniziato a sparare all’impazzata sulla folla di oltre 40.000 persone che si era riversata nelle strade per il concerto del Route 91 Harvest Festival, un’importantissima rassegna di musica country. Il killer ha continuato ad uccidere fino a quando, prossimo all’arresto, ha deciso di suicidarsi. Nonostante il repentino intervento degli agenti della SWAT, la follia sanguinaria di Paddock è riuscita a provocare 59 morti e oltre 500 feriti. Uno degli aspetti più sconcertanti dell’intera vicenda è che, stando alle prime ricostruzioni, il killer non aveva nessun precedente penale nè aveva mai dato segnali di squilibrio mentale. Secondo gli amici e i parenti di Paddock, questi era un uomo benestante che conduceva una vita semplice insieme alla moglie. Di conseguenza è impossibile non interrogarsi sulle ragioni che possono aver portato un uomo, apparentemente mite e normale, a procurarsi un arsenale di armi e compiere un’atrocità di tale portata. Las Vegas: una strage senza movente Il movente del killer è ancora incerto. Da una parte vi è l’ISIS che ha rivendicato l’attentato tramite un comunicato web: stando alla dichiarazione dell’organizzazione criminale, Paddock si sarebbe convertito all’Islam alcuni mesi prima e avrebbe quindi dato luogo all’attacco in veste di soldato dello stato islamico; dall’altra parte vi è l’FBI che per il momento smentisce la presenza di ogni legame tra l’attentatore e le cellule terroristiche islamiche. La gravissima vicenda si configura come la più grande strage americana dopo l’11 settembre. Essa scuote profondamente gli animi e sollecita su più fronti le polemiche sulla tematica dell’utilizzo delle armi da fuoco negli USA. Polemica già accesa dalla strage di Orlando avvenuta nel giugno 2016, ove persero la vita 49 persone. Quanto successo a Las Vegas è per molti l’ennesima dimostrazione della pericolosità di un sistema in cui è eccessivamente semplice procurarsi armi usate per uccidere poveri innocenti. A prescindere delle ragioni che hanno spinto l’assassino, bisogna riconoscere che questa orribile vicenda contribuirà ad accrescere il clima di terrore che si sta diffondendo negli ultimi anni. Sempre più spesso terroristi e folli di ogni sorta decidono di dare sfogo alla loro sete di sangue in luoghi e contesti dove le persone si riuniscono per svagarsi e trascorrere momenti di piacere. L’attentato al Bataclan di Parigi, quello di Nizza, l’attentato ai mercatini di natale di Berlino, quello al concerto di Ariana Grande a Manchester, quello al Pulse di Orlando ed infine la strage di Las Vegas, sono solo alcune delle troppe tragedie che inevitabilmente insinuano la paura nei nostri animi ed un odio profondo contro gli artefici di tutto questo male.

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Attualità

Facebook, arrivano le news a pagamento

Facebook, nella realtà contemporanea, non solo è il più importante social network del mondo, ma è anche divenuto lo strumento mediante il quale milioni di persone decidono ogni giorno di informarsi. Mentre nel passato l’attività “informativa” veniva svolta prevalentemente da professionisti dotati di adeguate competenze, e ciò comportava la garanzia di un’informazione accurata e diligente, oggi chiunque può immettere in rete informazioni, più o meno veritiere. Questa circostanza ha comportato il dilagare del fenomeno delle “Fake News” notizie del tutto false, diffuse solo per creare disinformazione ed aumentare le visualizzazioni, così da ottenere un rendiconto di natura meramente economica. La consapevolezza che in rete circolino moltissime notizie false, e la difficoltà di individuare le fonti effettivamente attendibili, hanno evidenziato la necessità di elaborare soluzioni volte a guidare i lettori nel caos dell’informazione mediatica, così da indirizzarli verso news serie e corrette. Facebook e le news a pagamento L’innovativo progetto, che è ancora in fase di sperimentazione, si fonda sulla collaborazione tra il social americano e ben 10 partner editoriali mondiali. L’idea è quella di utilizzare Facebook come tramite tra editori e lettori. In questo modo, gli utenti di Fb potranno acquistare in modo agevole e diretto le news, garantendosi così la sicurezza di disporre di un prodotto editoriale accurato ed attendibile. Per il momento è prevista la sperimentazione di due modelli di pagamento, entrambi relativi alla visualizzazione di “Instant articles” (articoli visibili solo da utenti che accedono a Facebook mobile e che si aprono direttamente nell’app senza dover aprire finestre del browser): il primo è quello del “Paywall” in base al quale sarà consentito leggere gratis solo un certo numero di news; il secondo si sostanzia nella modalità “Freemium” con la quale saranno gli editori a decidere quali articoli offrire gratis sul social e quali a pagamento. La transazione economica per l’acquisto delle notizie non avverrà sul social, il 100% dei ricavi sarà destinato alle società editrici e saranno queste ultime a decidere le modalità e l’entità del pagamento delle notizie. Ovviamente a questo punto sorge spontaneo chiedersi quale sarà il rendiconto per Facebook, e la risposta, data da Tessa Lyons, product manager del News Feed di Facebook, è che la piattaforma nella sua battaglia contro le fake news ha interesse a garantire per i suoi utenti la possibilità di reperire in modo agevole notizie certe ed attendibili.

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Attualità

Ratisbona, abusi e violenze sui bambini del coro cattolico

In seguito alle numerose denunce, presentate dai bambini del coro di Ratisbona, è finalmente emerso con tutto il suo orrore l’ennesimo scandalo, macchia indelebile per la reputazione della Chiesa Cattolica. Sulla base delle indagini svolte, è stato infatti scoperto che sono più di 500 i minori che nel corso degli anni sono stati sottoposti a violenze ed abusi sessuali. L’inchiesta, diretta dall’avvocato Ulrich Weber, ha avuto luogo su istanza della diocesi di Ratisbona, la quale ha cercato di fare luce sulle pesanti accuse che nel corso del tempo si sono accumulate contro la scuola privata cattolica di cui facevano parte i ragazzi del famoso coro. Stando alla ricostruzione operata da Weber, all’interno della scuola, non solo i bambini venivano picchiati e maltrattati ma in molti casi, addirittura, vi sono stati abusi di natura sessuale. Tra gli autori di questi crimini sono stati individuati molti soggetti, identificati fra insegnanti e religiosi. L’incresciosa vicenda ottiene finalmente oggi la giusta attenzione, ed è descritta in un apposito fascicolo in cui sono raccolte tutte le testimonianze degli abusi e delle violenze subite dai giovani membri del coro. La lettura della relativa documentazione non sarà probabilmente facile, poiché è impossibile accettare che dei bambini abbiano dovuto subire torture fisiche e psicologiche talmente atroci. Lo scandalo di Ratisbona ed il fratello dell’ex Papa, Georg Ratzinger Ad accrescere la gravità della vicenda, vi è poi la considerazione che per 30 anni, dal 1964 al 1994, quel coro è stato diretto da Georg Ratzinger, fratello dell’ex Papa Benedetto XVI. Georg, in una serie di dichiarazioni pubbliche, ha affermato che, pur essendo consapevole degli episodi di violenza che si sono verificati a causa dell’eccessiva severità dei mezzi di insegnamento adoperati, era comunque all’oscuro degli abusi sessuali. Ovviamente non è possibile a priori valutare la sincerità di queste parole, ma appare di certo inverosimile, che in tanti anni, egli non abbia mai avuto notizia degli orrori che avevano luogo nella scuola. Di conseguenza viene spontaneo domandarsi se per evitare scandali questi abbia deciso di occultare la vicenda. Riportando le parole di Weber, a G. Ratzinger va “rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse”. Di fronte alle prove degli abusi commessi, l’attuale vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, ha reso nota la sua volontà di disporre un risarcimento pecuniario tra i 5 ed i 20 mila euro a favore di ciascuna vittima. Ma ovviamente questa non sarà che una misera e vana consolazione. Le conseguenze negative di certe esperienze non si cancellano con il denaro, le vite di quei bambini saranno segnate per sempre, e questo peso dovrà pendere sulla coscienza della Chiesa, che in quanto istituzione avrebbe dovuto vigilare in modo adeguato sull’operato di coloro che agiscono in sua vece.

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Viaggi e Miraggi

Baia di Ieranto, la spiaggia delle sirene

La baia di Ieranto, bellissima spiaggia situata a Nerano, frazione di Massa Lubrense, è indiscutibilmente uno dei luoghi più belli del territorio. Tutelata dal FAI ed inserita nell’area marina protetta di Punta Campanella, questo stupendo luogo è per molti un vero paradiso. Sono molti i motivi che spingono turisti e campani a visitare questa meravigliosa baia, famosa sia per la sua bellezza che per la sua storia. Posizionata davanti ai faraglioni di Capri, la spiaggia, circondata da scogli, grotte ed affascinanti insenature naturali, offre un paesaggio pittoresco ed incantevole caratterizzato da intensi profumi della natura ed un mare placido e cristallino. L’accesso alla baia è gratuito tutti i giorni dall’alba fino ad un’ora prima del tramonto. Per arrivare alla spiaggia è necessario raggiungere Nerano con l’auto o con i mezzi pubblici, e da qui intraprendere un lungo sentiero a piedi della durata di circa 40 minuti, un po’ scosceso e in alcuni punti particolarmente impegnativo. Complice il sole battente, anche i soggetti più allenati potrebbero risentire del percorso e di conseguenza non è consigliabile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Ovviamente la difficoltà del percorso non deve scoraggiare coloro che sono intenzionati a visitare questa bellissima meta: con scarpe comode ed una adeguata scorta d’acqua, si arriva alla baia tranquillamente anche perché lungo il sentiero si trova un’area picnic, luogo ideale per una pausa con colazione a sacco. Unica vera pecca della baia sono le sue dimensioni: infatti, la parte sabbiosa è particolarmente piccola, di conseguenza se non si vuole correre il rischio di doversi sistemare sugli scogli, è necessario raggiungere la spiaggia nelle prime ore del mattino, così da aggiudicarsi i posti migliori. La Baia di Ieranto e le sue leggende Questo luogo, non è solo famoso per la sua bellezza, ma anche per la storia e i miti di cui è protagonista. In particolare, secondo Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C, la Baia era la probabile dimora delle sirene nonché luogo di incontro tra queste ed Ulisse. Un’altra storia intorno a questo luogo è quella della campana di Sant’Antonio Abate. Secondo la leggenda, alcuni pirati depredarono la chiesa di Sant’Antonio dalla sua campana di bronzo ma, nella fuga in mare, una forza misteriosa bloccò la nave impedendole di prendere il largo e solo quando i pirati lanciarono in mare la campana poterono finalmente scappare. Della baia di Ieranto, dal fascino mediterraneo, è impossibile non restare affascinati: qui, dove la bellezza della natura e la magia dei miti si mescolano in modo così profondo!

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Viaggi e Miraggi

Civita di Bagnoregio: La città che muore

In provincia di Viterbo, nella meravigliosa valle dei calanchi, sorge la suggestiva Civita di Bagnoregio che è di diritto uno dei borghi più belli d’Italia. Civita, frazione di Bagnoregio (VT) si presenta come un meraviglioso borgo, situato sulla estremità di un monte, circondato da una immensa valle, in cui la fitta vegetazione si alterna alla roccia dei calanchi che caratterizzano quel territorio. Il paese, fondato dagli Etruschi circa 2500 anni fa è indubbiamente uno spettacolo per gli occhi, è impossibile non sbalordirsi dinnanzi alla vista di questo luogo che con la sua estrema bellezza pare un dipinto. Civita è bellissima già da lontano, ma addentrandosi nel borgo si scopre il vero cuore di questo paese tardo-medievale dove il tempo sembra essersi fermato. All’interno della piccola cittadina e possibile trovare incantevoli piazze, ristoranti tipici e soprattutto meravigliose stradine che dal centro del paese conducono verso panorami mozzafiato sulla valle circostante. Civita, la città che muore Ciò che maggiormente caratterizza Civita è la sua posizione. Il borgo sorge su di una platea tufacea soggetta alla costante erosione dovuta agli agenti atmosferici. A causa di questa erosione, anno dopo anno, il monte e di conseguenza anche il borgo sovrastante si stanno lentamente sgretolando. La cittadina è quindi un gioiello che con il tempo diventa sempre più piccolo, e che un domani potrebbe per sempre scomparire. Il fatto che la sopravvivenza di Civita è minacciata dalla costante erosione, ha portato lo scrittore Bonaventura Tecchi a definirla come la città che muore. Come visitare il borgo: Per visitare Civita, è necessario recarsi a Bagnoregio, la quale è una città molto caratteristica ed ospitale.  Qui dopo aver parcheggiato l’auto è necessario intraprendere un piccolo percorso esclusivamente pedonale, particolarmente suggestivo grazie ai bellissimi scorci su Civita e sulla valle circostante. Il panorama è talmente bello che secondo alcuni, la possibilità di ammirare Civita da lontano, già di per se è uno spettacolo sufficiente ad appagare i visitatori. Giunti al termine del percorso, per accedere al borgo, è necessario acquistare l’ apposito biglietto per percorrere il lungo ponte pedonale, unica via d’accesso a Civita. Per la visita è consigliabile un abbigliamento comodo ed inoltre per godere a pieno della cittadina, si suggerisce di evitare i giorni festivi poiché in essi il paese e invaso da turisti. La città che muore è indiscutibilmente un luogo stupendo, un borgo tardo-medievale rimasto fuori dal tempo, capace di meravigliare ed incantare i visitatori.

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Viaggi e Miraggi

Il bosco dei mostri di Bomarzo

Bomarzo, comune in provincia di Viterbo, oltre ad essere un bellissimo borgo del centro Italia, ha anche il vanto di ospitare il sacro bosco dei mostri, una meravigliosa attrazione turistica, unica nel suo genere. La storia del sacro bosco dei mostri è molto peculiare, il parco venne progettato dal principe di Bomarzo, Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini), e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. L’eccentrico nobile, anziché commissionare un classico giardino signorile, tipico del 500, decise di disporre la realizzazione di una grande opera, estremamente peculiare, capace di meravigliare e stupire i visitatori. Il parco fu pensato e realizzato come un bosco incantato, abitato da mostri, draghi, creature mitologiche e animali esotici, tutti scolpiti negli enormi massi di pietra di cui è ricco quel territorio. Come però molto spesso accade, le idee innovative non sempre vengono comprese, e purtroppo in seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che per secoli venne abbandonato fino a divenire addirittura un pascolo utilizzato dai pastori della zona. Fortunatamente dopo centinaia di anni, questa meravigliosa opera fu riscoperta e valorizzata, anche grazie all’attenzione che ha ricevuto da grandi artisti ed intellettuali tra i quali Salvador Dalì. Il percorso all’interno del parco, detto anche villa delle meraviglie, è assolutamente in grado di suggestionare e rapire i visitatori che hanno la fortuna di vedere di persona le bellissime sculture. Il bosco con i suoi enormi prati dove stendersi a consumare una colazione al sacco, incantevoli cascate, e “mostri” dietro ad ogni angolo, si presenta come una meta turistica perfetta. Il sacro bosco dei mostri e le sue meraviglie Tra le sculture più famose, che è possibile trovare nel parco possiamo citare innanzitutto l’”orco”, un’enorme volto mostruoso scavato nella roccia, che cela una stanza in cui le voci vengono distorte così creando un effetto spaventoso. O ancora la Sirena dalle due code, il gladiatore, la tartaruga gigante e l’enorme orca che sembra uscire dalla terra per inghiottire i passanti. Queste ovviamente sono solo alcune delle molte opere realizzate nel bosco, e tra tutte, una menzione speciale merita la “casa pendente”, una deliziosa casetta realizzata con una particolare pendenza, capace di creare una forte e divertente sensazione di smarrimento in chi vi entra. Il sacro bosco dei mostri è indubbiamente un attrazione unica nel suo genere e quindi meta turistica obbligata per coloro che sono intenzionati a visitare il Lazio e le sue innumerevoli meraviglie. Concludendo con le parole di Orsini: “Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orsi, orchi et draghi”. Per quanto attiene la vista al parco, l’ingresso ha un costo di 10 euro e non è previsto l’obbligo di prenotazione. Per ulteriori informazioni è possibile visitare l’apposito sito.

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Attualità

Difendi la città: sportello online a tutela della reputazione napoletana

Sul sito ufficiale del Comune di Napoli è stato disposto lo sportello online “Difendi la città” , uno strumento, messo a disposizione di tutti i cittadini, che permette di denunciare coloro che, in qualsiasi forma, abbiano diffamato Napoli. Con lo sportello “Difendi la città”, mediante la compilazione dell’apposito form, è possibile segnalare al Comune di Napoli qualsiasi immagine, video, articolo o dichiarazione che siano potenzialmente lesivi dell’immagine napoletana. Effettuata la segnalazione, il Comune, mediante il lavoro svolto dagli appositi uffici, provvederà, in base alle caratteristiche del caso concreto, a reprimere la condotta diffamatoria, arrivando, nel caso se ne presenti necessità, fino alla querela contro gli autori dell’offesa. L’iniziativa è indubbiamente volta a combattere il persistere dei pregiudizi e luoghi comuni relativi alla città partenopea. Napoli, città meravigliosa, si è trovata spesso ad essere criticata a causa delle questioni che sfortunatamente, fino ad un passato non troppo lontano, ne hanno pregiudicato gravemente l’immagine. La costante emergenza rifiuti, la criminalità dilagante e l’ignoranza sono solo alcune delle prerogative negative che, nonostante i progressi compiuti, spesso sono associate tutt’oggi a Napoli e ai napoletani. Napolì, una canzone dei 99 Posse, famoso gruppo musicale partenopeo, recita “Napulitano terrone e ignorante, magnate’o sapone, lavate cu l’idrante e tuornatenne a casa felice e cuntento”. Il testo di questo brano rispecchia il malessere generale di una popolazione fiera, che per troppo tempo si è vista denigrare da coloro che, anziché riconoscere le bellezze di Napoli, hanno preferito additare la città come una “fogna infernale”, volendo citare il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero. Nonostante la “fama negativa”, Napoli negli ultimi anni è stata la protagonista di un enorme processo di riqualificazione e crescita, che ne ha migliorato la vivibilità e che ha reso la città campana una delle mete turistiche italiane più famose al mondo. Ciò è stato possibile grazie all’impegno congiunto delle istituzioni e dei cittadini, che ogni giorno hanno lavorato sodo per rendere Napoli un posto migliore. Ovviamente non tutti i problemi sono stati risolti, ma bisogna comunque riconoscere che non esistono città perfette. Difendi la città, iniziativa a tutela degli interessi di Napoli Date queste premesse, bisogna comunque comprendere che l’iniziativa “Difendi la città” non è fondata solo sullo spirito patriottico dei napoletani. Il capoluogo campano è una città turistica, ed in tale settore, come in molti altri, una buona reputazione si pone come prerogativa indispensabile. Lo sportello online ha la funzione di tutelare la reputazione intesa come la considerazione o stima di cui la città gode nella società. Tale considerazione è nella realtà contemporanea di fondamentale importanza, ed il legislatore ne ha preso atto, disponendo apposite norme volte a tutelarla. Le ragioni morali e pratiche che giustificano lo sportello “Difendi la città” sono molteplici, ma non sono mancate critiche. Innanzitutto, è stato rilevato che “minacciare azioni legali” contro coloro che esprimono opinioni negative su Napoli, comporterebbe un inaccettabile violazione del diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero. Tale affermazione è però condivisibile solo in parte, in quanto la Costituzione italiana riconosce anche il diritto all’onore e alla reputazione., di conseguenza […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Dinosauri alla riserva naturale Cratere degli Astroni

I dinosauri, creature maestose, amate da grandi e piccini, tornano a solcare il territorio Napoletano con la spettacolare mostra “Dinosauri in carne e ossa” che avrà luogo dal 4 marzo al 5 novembre, presso la riserva naturale oasi del WWF Cratere degli Astroni. L’area protetta nasce all’interno di un antico cratere vulcanico e si presenta come un meraviglioso bosco ricchissimo di flora e fauna. Nel punto più basso della riserva sono inoltre presenti tre laghetti: il Lago grande, il Cofaniello piccolo ed il Cofaniello grande, caratterizzati da una rigogliosa vegetazione tipica delle zone lacustri. Il Cratere degli Astroni, può essere considerato come un polmone verde per la città di Napoli, un pezzo di natura incontaminata a pochi passi dal capoluogo campano. All’interno dell’oasi è possibile, in particolare, trovare animali come la volpe, la donnola il riccio e tantissimi altri, ormai purtroppo sempre più rari nel nostro territorio. Dinosauri al Cratere L’oasi degli Astroni, dal 4 marzo al 5 novembre, sarà la sede di una mostra imprendibile, divertentissima per gli adulti ma magica per i più piccoli! Con le installazioni di “Dinosauri in carne e ossa” il parco si trasformerà in una giungla preistorica. I visitatori, muniti di un apposita mappa, che sarà fornita all’ingresso, potranno immergersi in un avventura unica, alla ricerca di creature ormai scomparse da milioni di anni. La mappa prevede vari percorsi, e per trovare tutte le creature disseminate nel parco, sarà necessario camminare non poco, però ne varrà decisamente la pena, perché la vista di un gigantesco mammut tra gli alberi, di uno spaventoso Spinosauro o di un T-Rex intento a nutrirsi con la sua recente preda, vale assolutamente la fatica. Il punto forte della mostra sta nel fatto che le installazioni, curate nei minimi particolari, sono state collocate in luoghi strategici, in perfetta armonia con l’ambiente circostante, così dando la stupenda impressione di trovarsi di fronte ad animali vivi e vegeti. Il Cratere degli Astroni, luogo di per se meraviglioso, grazie alla mostra “Dinosauri in carne ed ossa”, rende possibile uno straordinario viaggio, di milioni di anni, a ritroso nel tempo. La mostra è aperta il venerdì (dalle 14,30 alle 18,30) ed il sabato e la domenica (dalle 9,30 alle 18,30), con chiusura della biglietteria 2 ore prima. Per gruppi e scolaresche la mostra è sempre aperta previa prenotazione.  Il parco non ospita punti ristoro, ma sono presenti aree picnic. Il percorso, in alcune parti particolarmente scosceso ed impegnativo, non è consigliato alle persone anziane o con limitata capacità motoria. Per informazioni sui costi è possibile chiamare il numero 0815883720 oppure visitare il sito.    

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Viaggi e Miraggi

Bratislava, gioiello Slovacco

Nel corso degli ultimi anni, il turismo è sempre più alla ricerca di nuove mete, capaci di far innamorare i viaggiatori con il giusto compromesso tra bellezza e i costi del viaggio. In quest’ottica, la meravigliosa Bratislava, capitale della Slovacchia, si presenta come una destinazione ideale. Bratislava, indubbiamente meno rinomata rispetto ad altre capitali europee, deve molta della sua fama allo splendido centro storico. Piazze incantevoli incorniciate da un’architettura imponente e coloratissima, stradine romantiche ideali per perdersi e scorci pittoreschi rendono questa città un vero gioiello. Bratislava è la destinazione ideale per chi ha poco tempo La città, economica ed accogliente, può essere visitata in un paio di giorni, la maggioranza delle attrazioni sono collocate nel centro e ciò la rende una metà ideale per un  weekend oppure per una tappa all’interno di un itinerario più ampio. Molti scelgono di accompagnare Bratislava ad altre mete, infatti dalla capitale slovacca è possibile raggiungere in treno, spendendo davvero poco, città come Vienna, Praga e Budapest. Cosa vedere: la città vecchia. Il centro storico ha molti punti d’accesso, ma il più importante è la famosa porta di San Michele. Con le sue stradine colorate e pulsanti di vita, il centro di Bratislava è forse una delle attrazioni più belle della città. Uno dei must è vagare tra i vicoli alla ricerca delle famose statue disseminate qua e là, come quella del guardone che sbuca dal tombino, quella del soldato che si riposa sulla panchina o ancora quella del paparazzo nascosto dietro ad un angolo. Il castello: simbolo indiscusso della città, il castello bianco di Bratislava si erge su una collina che permette ai visitatori di ammirarlo da più prospettive. La struttura, maestosa ed imponente, ospita diverse collezioni del Museo Nazionale Slovacco e dalle sue torri offre un panorama meraviglioso. Chiesa blu: la Chiesa di Santa Elisabetta è una delle attrazioni più amate della città, una chiesetta azzurra unica nel suo genere. L’interno è nella norma, ma l’esterno è capace per la sua peculiarità di lasciare piacevolmente interdetti i visitatori. Cattedrale di San Martino: Bellissima chiesa gotica del XV secolo, che dal 1563 al 1830 è stata il luogo in cui gli Asburgo furono incoronati sovrani d’Ungheria. Inoltre si ritiene che essa conservi l’impronta carbonizzata del presunto fantasma dell’ex governatore di Bratislava Hans Klement Zwespenbauer. UFO: sulle sponde del Danubio, nei pressi del ponte Novi Most, si erge un particolarissima struttura a forma di disco volante! All’interno, un ristorante panoramico ed una terrazza dalla quale è possibile godere di una vista eccezionale della città. Bratislava, una città in forte crescita Questa capitale è un luogo ricco di storia, ma dal punto di vista turistico, purtroppo, ha iniziato a svilupparsi solo negli ultimi anni. Ciò fa si che, allontanandosi dal centro, la città possa sembrare non l’ideale per un viaggio, ma sarebbe un errore fermarsi alle apparenze. Bratislava ha moltissimo da offrire e grazie alla sua posizione strategica e alle sue dimensioni relativamente modeste può essere la soluzione ideale per una breve e piacevole vacanza. La città si presta ad essere visitata in […]

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Culturalmente

Tempio di Serapide: nuova luce per l’antico “macellum” di Pozzuoli

Nel cuore di Pozzuoli, sorge il tempio di Serapide, uno dei più importanti siti archeologici della Campania. La struttura risalente all’età Flavia, è conosciuta in tutto il mondo per le sue peculiarità architettoniche e geologiche; ma purtroppo, come spesso accade per il patrimonio storico italiano, essa non è valorizzata come meriterebbe.  Per molto tempo, a causa del ritrovamento nel 1750 di una statua del dio egizio Serapide, si è erroneamente ritenuto che l’opera fosse un luogo di culto, ma oggigiorno, superata ogni incertezza, gli archeologi hanno chiarito che essa era l’antico “macellum“, cioè il mercato cittadino. Il tempio di Serapide si presenta alla vista come una piazza di forma quadrata incorniciata dai resti di un porticato dal quale si accedeva alle botteghe. Era costituito originariamente da 36 colonne di granito grigio, sormontate da capitelli corinzi decorati da conchiglie contenenti piccoli delfini. Al centro della piazza è presente una struttura circolare sopraelevata, un tempo circondata da colonne. Il monumento, bellissimo ed imponente, ricorda altri macellum che sono stati rinvenuti in città come Roma e Pompei, però da essi si differenzia grazie ad una peculiarità che lo rende unico nel suo genere. Il tempio di Serapide, infatti, oltre ad essere un meraviglioso sito archeologico, assume anche un importantissimo rilievo scientifico in quanto caratterizzato dal fenomeno del bradisismo flegreo Il bradisismo è un fenomeno vulcanico che consiste in un abbassamento o innalzamento del livello del suolo. Non è percepibile in via immediata ma può essere constatato nel corso degli anni grazie alla sommersione o emersione di edifici e coste. Il tempio di Serapide per molto tempo è stato lo strumento adoperato per rilevare questo fenomeno. Le colonne dell’antico macellum infatti fino al 1983 erano parzialmente sommerse, mentre adesso sono al di sopra del livello del mare, testimoniando in modo inconfutabile il bradisismo. Appurata la notevole importanza che il tempio riveste sia in ambito geologico che archeologico, è necessario constatare come esso fino ad oggi non ha ricevuto adeguata attenzione, ed è per questo che assume rilievo l’iniziativa del comune di Pozzuoli, che si propone, mediante un ambizioso progetto curato dall’architetto Filippo Cannata, di esaltare la bellezza del macellum. A partire dalla prossima primavera, dopo tanto buio, il tempio di Serapide sarà illuminato da un nuovo impianto di luci colorate a LED, appositamente pensato per realizzare giochi di colori volti a valorizzare questa splendida opera.

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Notizie curiose

Bed and Boarding: a Napoli il primo capsule hotel d’Italia

L’11 gennaio 2017, sarà inaugurato, presso l’aeroporto Capodichino di Napoli, bed and boarding, il primo capsule hotel d’Italia. L’albergo sarà composto da capsule, cioè moduli abitativi di circa 4 mq, all’interno dei quali saranno presenti tutte le comodità essenziali. L hotel sarà aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Ciascuna capsula sarà dotata di connessione internet, di finestre con oscuranti, pareti insonorizzate, aria condizionata e tv. Il letto sarà lungo 2 metri e largo 70 centimetri, accanto ad esso sarà presente una piccola scrivania, con prese elettriche ed inoltre, in ogni modulo sarà collocatò un monitor touch screen per informazioni sui voli e funzione sveglia. Il bagno è privato ma esterno alla capsula. La prenotazione della stanza può essere effettuata direttmente nell’area dedicata a Bed and Boarding presente in aeroporto, oppure tramite il sito o l’apposita applicazione per smartphone. I prezzi sono 8 euro per la prima ora, 7 dalla seconda ora in poi e 25 euro per le 9 ore notturne. Il primo Bed and Boarding Italiano, che regala a Napoli un ennesimo primato a livello nazionale L’idea dei capsule hotel è nata in Giappone nel 1979. Lo scopo è stato quello di far fronte alle sempre più impellenti esigenze di spazio e costo, realizzando un compromesso tra la necessità di predisporre hotel a prezzi accessibili e quella di mantenere un minimo di comfort per i clienti. Nel corso degli anni sempre più paesi hanno accolto il sistema dei capsule hotel, manifestando come la società moderna preferisca elaborare ed adottare soluzioni sempre più economiche e funzionali. Indubbiamente i capsule hotel non possono essere equiparati alle comode e spaziose camere d’albergo alle quali normalmente un viaggiatore è abituato, però grazie ai prezzi estremamente competitivi e ai servizi essenziali offerti, essi si pongono come una valida opportunità per coloro che pur di risparmiare sono disposti a rinunciare a quelle comodità che possono essere ritenute sostanzialmente superflue. La città di Napoli nel corso degli ultimi anni sta dimostrando sempre più la sua natura di polo turistico, capace di attrarre e soddisfare visitatori provenienti da ogni parte del mondo. In quest’ottica di sviluppo mutano e si evolvono i servizi e le strutture del settore alberghiero, elementi essenziali per far fronte alle orde di viaggiatori che ogni anni scelgono il capoluogo campano come meta dei propri viaggi.

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