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Eroica Fenice

Attualità

Ratisbona, abusi e violenze sui bambini del coro cattolico

In seguito alle numerose denunce, presentate dai bambini del coro di Ratisbona, è finalmente emerso con tutto il suo orrore l’ennesimo scandalo, macchia indelebile per la reputazione della Chiesa Cattolica. Sulla base delle indagini svolte, è stato infatti scoperto che sono più di 500 i minori che nel corso degli anni sono stati sottoposti a violenze ed abusi sessuali. L’inchiesta, diretta dall’avvocato Ulrich Weber, ha avuto luogo su istanza della diocesi di Ratisbona, la quale ha cercato di fare luce sulle pesanti accuse che nel corso del tempo si sono accumulate contro la scuola privata cattolica di cui facevano parte i ragazzi del famoso coro. Stando alla ricostruzione operata da Weber, all’interno della scuola, non solo i bambini venivano picchiati e maltrattati ma in molti casi, addirittura, vi sono stati abusi di natura sessuale. Tra gli autori di questi crimini sono stati individuati molti soggetti, identificati fra insegnanti e religiosi. L’incresciosa vicenda ottiene finalmente oggi la giusta attenzione, ed è descritta in un apposito fascicolo in cui sono raccolte tutte le testimonianze degli abusi e delle violenze subite dai giovani membri del coro. La lettura della relativa documentazione non sarà probabilmente facile, poiché è impossibile accettare che dei bambini abbiano dovuto subire torture fisiche e psicologiche talmente atroci. Lo scandalo di Ratisbona ed il fratello dell’ex Papa, Georg Ratzinger Ad accrescere la gravità della vicenda, vi è poi la considerazione che per 30 anni, dal 1964 al 1994, quel coro è stato diretto da Georg Ratzinger, fratello dell’ex Papa Benedetto XVI. Georg, in una serie di dichiarazioni pubbliche, ha affermato che, pur essendo consapevole degli episodi di violenza che si sono verificati a causa dell’eccessiva severità dei mezzi di insegnamento adoperati, era comunque all’oscuro degli abusi sessuali. Ovviamente non è possibile a priori valutare la sincerità di queste parole, ma appare di certo inverosimile, che in tanti anni, egli non abbia mai avuto notizia degli orrori che avevano luogo nella scuola. Di conseguenza viene spontaneo domandarsi se per evitare scandali questi abbia deciso di occultare la vicenda. Riportando le parole di Weber, a G. Ratzinger va “rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante sapesse”. Di fronte alle prove degli abusi commessi, l’attuale vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, ha reso nota la sua volontà di disporre un risarcimento pecuniario tra i 5 ed i 20 mila euro a favore di ciascuna vittima. Ma ovviamente questa non sarà che una misera e vana consolazione. Le conseguenze negative di certe esperienze non si cancellano con il denaro, le vite di quei bambini saranno segnate per sempre, e questo peso dovrà pendere sulla coscienza della Chiesa, che in quanto istituzione avrebbe dovuto vigilare in modo adeguato sull’operato di coloro che agiscono in sua vece.

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Viaggi e Miraggi

Baia di Ieranto, la spiaggia delle sirene

La baia di Ieranto, bellissima spiaggia situata a Nerano, frazione di Massa Lubrense, è indiscutibilmente uno dei luoghi più belli del territorio. Tutelata dal FAI ed inserita nell’area marina protetta di Punta Campanella, questo stupendo luogo è per molti un vero paradiso. Sono molti i motivi che spingono turisti e campani a visitare questa meravigliosa baia, famosa sia per la sua bellezza che per la sua storia. Posizionata davanti ai faraglioni di Capri, la spiaggia, circondata da scogli, grotte ed affascinanti insenature naturali, offre un paesaggio pittoresco ed incantevole caratterizzato da intensi profumi della natura ed un mare placido e cristallino. L’accesso alla baia è gratuito tutti i giorni dall’alba fino ad un’ora prima del tramonto. Per arrivare alla spiaggia è necessario raggiungere Nerano con l’auto o con i mezzi pubblici, e da qui intraprendere un lungo sentiero a piedi della durata di circa 40 minuti, un po’ scosceso e in alcuni punti particolarmente impegnativo. Complice il sole battente, anche i soggetti più allenati potrebbero risentire del percorso e di conseguenza non è consigliabile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Ovviamente la difficoltà del percorso non deve scoraggiare coloro che sono intenzionati a visitare questa bellissima meta: con scarpe comode ed una adeguata scorta d’acqua, si arriva alla baia tranquillamente anche perché lungo il sentiero si trova un’area picnic, luogo ideale per una pausa con colazione a sacco. Unica vera pecca della baia sono le sue dimensioni: infatti, la parte sabbiosa è particolarmente piccola, di conseguenza se non si vuole correre il rischio di doversi sistemare sugli scogli, è necessario raggiungere la spiaggia nelle prime ore del mattino, così da aggiudicarsi i posti migliori. La Baia di Ieranto e le sue leggende Questo luogo, non è solo famoso per la sua bellezza, ma anche per la storia e i miti di cui è protagonista. In particolare, secondo Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C, la Baia era la probabile dimora delle sirene nonché luogo di incontro tra queste ed Ulisse. Un’altra storia intorno a questo luogo è quella della campana di Sant’Antonio Abate. Secondo la leggenda, alcuni pirati depredarono la chiesa di Sant’Antonio dalla sua campana di bronzo ma, nella fuga in mare, una forza misteriosa bloccò la nave impedendole di prendere il largo e solo quando i pirati lanciarono in mare la campana poterono finalmente scappare. Della baia di Ieranto, dal fascino mediterraneo, è impossibile non restare affascinati: qui, dove la bellezza della natura e la magia dei miti si mescolano in modo così profondo!

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Viaggi e Miraggi

Civita di Bagnoregio: La città che muore

In provincia di Viterbo, nella meravigliosa valle dei calanchi, sorge la suggestiva Civita di Bagnoregio che è di diritto uno dei borghi più belli d’Italia. Civita, frazione di Bagnoregio (VT) si presenta come un meraviglioso borgo, situato sulla estremità di un monte, circondato da una immensa valle, in cui la fitta vegetazione si alterna alla roccia dei calanchi che caratterizzano quel territorio. Il paese, fondato dagli Etruschi circa 2500 anni fa è indubbiamente uno spettacolo per gli occhi, è impossibile non sbalordirsi dinnanzi alla vista di questo luogo che con la sua estrema bellezza pare un dipinto. Civita è bellissima già da lontano, ma addentrandosi nel borgo si scopre il vero cuore di questo paese tardo-medievale dove il tempo sembra essersi fermato. All’interno della piccola cittadina e possibile trovare incantevoli piazze, ristoranti tipici e soprattutto meravigliose stradine che dal centro del paese conducono verso panorami mozzafiato sulla valle circostante. Civita, la città che muore Ciò che maggiormente caratterizza Civita è la sua posizione. Il borgo sorge su di una platea tufacea soggetta alla costante erosione dovuta agli agenti atmosferici. A causa di questa erosione, anno dopo anno, il monte e di conseguenza anche il borgo sovrastante si stanno lentamente sgretolando. La cittadina è quindi un gioiello che con il tempo diventa sempre più piccolo, e che un domani potrebbe per sempre scomparire. Il fatto che la sopravvivenza di Civita è minacciata dalla costante erosione, ha portato lo scrittore Bonaventura Tecchi a definirla come la città che muore. Come visitare il borgo: Per visitare Civita, è necessario recarsi a Bagnoregio, la quale è una città molto caratteristica ed ospitale.  Qui dopo aver parcheggiato l’auto è necessario intraprendere un piccolo percorso esclusivamente pedonale, particolarmente suggestivo grazie ai bellissimi scorci su Civita e sulla valle circostante. Il panorama è talmente bello che secondo alcuni, la possibilità di ammirare Civita da lontano, già di per se è uno spettacolo sufficiente ad appagare i visitatori. Giunti al termine del percorso, per accedere al borgo, è necessario acquistare l’ apposito biglietto per percorrere il lungo ponte pedonale, unica via d’accesso a Civita. Per la visita è consigliabile un abbigliamento comodo ed inoltre per godere a pieno della cittadina, si suggerisce di evitare i giorni festivi poiché in essi il paese e invaso da turisti. La città che muore è indiscutibilmente un luogo stupendo, un borgo tardo-medievale rimasto fuori dal tempo, capace di meravigliare ed incantare i visitatori.

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Viaggi e Miraggi

Il bosco dei mostri di Bomarzo

Bomarzo, comune in provincia di Viterbo, oltre ad essere un bellissimo borgo del centro Italia, ha anche il vanto di ospitare il sacro bosco dei mostri, una meravigliosa attrazione turistica, unica nel suo genere. La storia del sacro bosco dei mostri è molto peculiare, il parco venne progettato dal principe di Bomarzo, Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini), e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. L’eccentrico nobile, anziché commissionare un classico giardino signorile, tipico del 500, decise di disporre la realizzazione di una grande opera, estremamente peculiare, capace di meravigliare e stupire i visitatori. Il parco fu pensato e realizzato come un bosco incantato, abitato da mostri, draghi, creature mitologiche e animali esotici, tutti scolpiti negli enormi massi di pietra di cui è ricco quel territorio. Come però molto spesso accade, le idee innovative non sempre vengono comprese, e purtroppo in seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che per secoli venne abbandonato fino a divenire addirittura un pascolo utilizzato dai pastori della zona. Fortunatamente dopo centinaia di anni, questa meravigliosa opera fu riscoperta e valorizzata, anche grazie all’attenzione che ha ricevuto da grandi artisti ed intellettuali tra i quali Salvador Dalì. Il percorso all’interno del parco, detto anche villa delle meraviglie, è assolutamente in grado di suggestionare e rapire i visitatori che hanno la fortuna di vedere di persona le bellissime sculture. Il bosco con i suoi enormi prati dove stendersi a consumare una colazione al sacco, incantevoli cascate, e “mostri” dietro ad ogni angolo, si presenta come una meta turistica perfetta. Il sacro bosco dei mostri e le sue meraviglie Tra le sculture più famose, che è possibile trovare nel parco possiamo citare innanzitutto l’”orco”, un’enorme volto mostruoso scavato nella roccia, che cela una stanza in cui le voci vengono distorte così creando un effetto spaventoso. O ancora la Sirena dalle due code, il gladiatore, la tartaruga gigante e l’enorme orca che sembra uscire dalla terra per inghiottire i passanti. Queste ovviamente sono solo alcune delle molte opere realizzate nel bosco, e tra tutte, una menzione speciale merita la “casa pendente”, una deliziosa casetta realizzata con una particolare pendenza, capace di creare una forte e divertente sensazione di smarrimento in chi vi entra. Il sacro bosco dei mostri è indubbiamente un attrazione unica nel suo genere e quindi meta turistica obbligata per coloro che sono intenzionati a visitare il Lazio e le sue innumerevoli meraviglie. Concludendo con le parole di Orsini: “Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orsi, orchi et draghi”. Per quanto attiene la vista al parco, l’ingresso ha un costo di 10 euro e non è previsto l’obbligo di prenotazione. Per ulteriori informazioni è possibile visitare l’apposito sito.

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Attualità

Difendi la città: sportello online a tutela della reputazione napoletana

Sul sito ufficiale del Comune di Napoli è stato disposto lo sportello online “Difendi la città” , uno strumento, messo a disposizione di tutti i cittadini, che permette di denunciare coloro che, in qualsiasi forma, abbiano diffamato Napoli. Con lo sportello “Difendi la città”, mediante la compilazione dell’apposito form, è possibile segnalare al Comune di Napoli qualsiasi immagine, video, articolo o dichiarazione che siano potenzialmente lesivi dell’immagine napoletana. Effettuata la segnalazione, il Comune, mediante il lavoro svolto dagli appositi uffici, provvederà, in base alle caratteristiche del caso concreto, a reprimere la condotta diffamatoria, arrivando, nel caso se ne presenti necessità, fino alla querela contro gli autori dell’offesa. L’iniziativa è indubbiamente volta a combattere il persistere dei pregiudizi e luoghi comuni relativi alla città partenopea. Napoli, città meravigliosa, si è trovata spesso ad essere criticata a causa delle questioni che sfortunatamente, fino ad un passato non troppo lontano, ne hanno pregiudicato gravemente l’immagine. La costante emergenza rifiuti, la criminalità dilagante e l’ignoranza sono solo alcune delle prerogative negative che, nonostante i progressi compiuti, spesso sono associate tutt’oggi a Napoli e ai napoletani. Napolì, una canzone dei 99 Posse, famoso gruppo musicale partenopeo, recita “Napulitano terrone e ignorante, magnate’o sapone, lavate cu l’idrante e tuornatenne a casa felice e cuntento”. Il testo di questo brano rispecchia il malessere generale di una popolazione fiera, che per troppo tempo si è vista denigrare da coloro che, anziché riconoscere le bellezze di Napoli, hanno preferito additare la città come una “fogna infernale”, volendo citare il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero. Nonostante la “fama negativa”, Napoli negli ultimi anni è stata la protagonista di un enorme processo di riqualificazione e crescita, che ne ha migliorato la vivibilità e che ha reso la città campana una delle mete turistiche italiane più famose al mondo. Ciò è stato possibile grazie all’impegno congiunto delle istituzioni e dei cittadini, che ogni giorno hanno lavorato sodo per rendere Napoli un posto migliore. Ovviamente non tutti i problemi sono stati risolti, ma bisogna comunque riconoscere che non esistono città perfette. Difendi la città, iniziativa a tutela degli interessi di Napoli Date queste premesse, bisogna comunque comprendere che l’iniziativa “Difendi la città” non è fondata solo sullo spirito patriottico dei napoletani. Il capoluogo campano è una città turistica, ed in tale settore, come in molti altri, una buona reputazione si pone come prerogativa indispensabile. Lo sportello online ha la funzione di tutelare la reputazione intesa come la considerazione o stima di cui la città gode nella società. Tale considerazione è nella realtà contemporanea di fondamentale importanza, ed il legislatore ne ha preso atto, disponendo apposite norme volte a tutelarla. Le ragioni morali e pratiche che giustificano lo sportello “Difendi la città” sono molteplici, ma non sono mancate critiche. Innanzitutto, è stato rilevato che “minacciare azioni legali” contro coloro che esprimono opinioni negative su Napoli, comporterebbe un inaccettabile violazione del diritto costituzionale a manifestare liberamente il proprio pensiero. Tale affermazione è però condivisibile solo in parte, in quanto la Costituzione italiana riconosce anche il diritto all’onore e alla reputazione., di conseguenza […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Dinosauri alla riserva naturale Cratere degli Astroni

I dinosauri, creature maestose, amate da grandi e piccini, tornano a solcare il territorio Napoletano con la spettacolare mostra “Dinosauri in carne e ossa” che avrà luogo dal 4 marzo al 5 novembre, presso la riserva naturale oasi del WWF Cratere degli Astroni. L’area protetta nasce all’interno di un antico cratere vulcanico e si presenta come un meraviglioso bosco ricchissimo di flora e fauna. Nel punto più basso della riserva sono inoltre presenti tre laghetti: il Lago grande, il Cofaniello piccolo ed il Cofaniello grande, caratterizzati da una rigogliosa vegetazione tipica delle zone lacustri. Il Cratere degli Astroni, può essere considerato come un polmone verde per la città di Napoli, un pezzo di natura incontaminata a pochi passi dal capoluogo campano. All’interno dell’oasi è possibile, in particolare, trovare animali come la volpe, la donnola il riccio e tantissimi altri, ormai purtroppo sempre più rari nel nostro territorio. Dinosauri al Cratere L’oasi degli Astroni, dal 4 marzo al 5 novembre, sarà la sede di una mostra imprendibile, divertentissima per gli adulti ma magica per i più piccoli! Con le installazioni di “Dinosauri in carne e ossa” il parco si trasformerà in una giungla preistorica. I visitatori, muniti di un apposita mappa, che sarà fornita all’ingresso, potranno immergersi in un avventura unica, alla ricerca di creature ormai scomparse da milioni di anni. La mappa prevede vari percorsi, e per trovare tutte le creature disseminate nel parco, sarà necessario camminare non poco, però ne varrà decisamente la pena, perché la vista di un gigantesco mammut tra gli alberi, di uno spaventoso Spinosauro o di un T-Rex intento a nutrirsi con la sua recente preda, vale assolutamente la fatica. Il punto forte della mostra sta nel fatto che le installazioni, curate nei minimi particolari, sono state collocate in luoghi strategici, in perfetta armonia con l’ambiente circostante, così dando la stupenda impressione di trovarsi di fronte ad animali vivi e vegeti. Il Cratere degli Astroni, luogo di per se meraviglioso, grazie alla mostra “Dinosauri in carne ed ossa”, rende possibile uno straordinario viaggio, di milioni di anni, a ritroso nel tempo. La mostra è aperta il venerdì (dalle 14,30 alle 18,30) ed il sabato e la domenica (dalle 9,30 alle 18,30), con chiusura della biglietteria 2 ore prima. Per gruppi e scolaresche la mostra è sempre aperta previa prenotazione.  Il parco non ospita punti ristoro, ma sono presenti aree picnic. Il percorso, in alcune parti particolarmente scosceso ed impegnativo, non è consigliato alle persone anziane o con limitata capacità motoria. Per informazioni sui costi è possibile chiamare il numero 0815883720 oppure visitare il sito.    

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Viaggi e Miraggi

Bratislava, gioiello Slovacco

Nel corso degli ultimi anni, il turismo è sempre più alla ricerca di nuove mete, capaci di far innamorare i viaggiatori con il giusto compromesso tra bellezza e i costi del viaggio. In quest’ottica, la meravigliosa Bratislava, capitale della Slovacchia, si presenta come una destinazione ideale. Bratislava, indubbiamente meno rinomata rispetto ad altre capitali europee, deve molta della sua fama allo splendido centro storico. Piazze incantevoli incorniciate da un’architettura imponente e coloratissima, stradine romantiche ideali per perdersi e scorci pittoreschi rendono questa città un vero gioiello. Bratislava è la destinazione ideale per chi ha poco tempo La città, economica ed accogliente, può essere visitata in un paio di giorni, la maggioranza delle attrazioni sono collocate nel centro e ciò la rende una metà ideale per un  weekend oppure per una tappa all’interno di un itinerario più ampio. Molti scelgono di accompagnare Bratislava ad altre mete, infatti dalla capitale slovacca è possibile raggiungere in treno, spendendo davvero poco, città come Vienna, Praga e Budapest. Cosa vedere: la città vecchia. Il centro storico ha molti punti d’accesso, ma il più importante è la famosa porta di San Michele. Con le sue stradine colorate e pulsanti di vita, il centro di Bratislava è forse una delle attrazioni più belle della città. Uno dei must è vagare tra i vicoli alla ricerca delle famose statue disseminate qua e là, come quella del guardone che sbuca dal tombino, quella del soldato che si riposa sulla panchina o ancora quella del paparazzo nascosto dietro ad un angolo. Il castello: simbolo indiscusso della città, il castello bianco di Bratislava si erge su una collina che permette ai visitatori di ammirarlo da più prospettive. La struttura, maestosa ed imponente, ospita diverse collezioni del Museo Nazionale Slovacco e dalle sue torri offre un panorama meraviglioso. Chiesa blu: la Chiesa di Santa Elisabetta è una delle attrazioni più amate della città, una chiesetta azzurra unica nel suo genere. L’interno è nella norma, ma l’esterno è capace per la sua peculiarità di lasciare piacevolmente interdetti i visitatori. Cattedrale di San Martino: Bellissima chiesa gotica del XV secolo, che dal 1563 al 1830 è stata il luogo in cui gli Asburgo furono incoronati sovrani d’Ungheria. Inoltre si ritiene che essa conservi l’impronta carbonizzata del presunto fantasma dell’ex governatore di Bratislava Hans Klement Zwespenbauer. UFO: sulle sponde del Danubio, nei pressi del ponte Novi Most, si erge un particolarissima struttura a forma di disco volante! All’interno, un ristorante panoramico ed una terrazza dalla quale è possibile godere di una vista eccezionale della città. Bratislava, una città in forte crescita Questa capitale è un luogo ricco di storia, ma dal punto di vista turistico, purtroppo, ha iniziato a svilupparsi solo negli ultimi anni. Ciò fa si che, allontanandosi dal centro, la città possa sembrare non l’ideale per un viaggio, ma sarebbe un errore fermarsi alle apparenze. Bratislava ha moltissimo da offrire e grazie alla sua posizione strategica e alle sue dimensioni relativamente modeste può essere la soluzione ideale per una breve e piacevole vacanza. La città si presta ad essere visitata in […]

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Culturalmente

Tempio di Serapide: nuova luce per l’antico “macellum” di Pozzuoli

Nel cuore di Pozzuoli, sorge il tempio di Serapide, uno dei più importanti siti archeologici della Campania. La struttura risalente all’età Flavia, è conosciuta in tutto il mondo per le sue peculiarità architettoniche e geologiche; ma purtroppo, come spesso accade per il patrimonio storico italiano, essa non è valorizzata come meriterebbe.  Per molto tempo, a causa del ritrovamento nel 1750 di una statua del dio egizio Serapide, si è erroneamente ritenuto che l’opera fosse un luogo di culto, ma oggigiorno, superata ogni incertezza, gli archeologi hanno chiarito che essa era l’antico “macellum“, cioè il mercato cittadino. Il tempio di Serapide si presenta alla vista come una piazza di forma quadrata incorniciata dai resti di un porticato dal quale si accedeva alle botteghe. Era costituito originariamente da 36 colonne di granito grigio, sormontate da capitelli corinzi decorati da conchiglie contenenti piccoli delfini. Al centro della piazza è presente una struttura circolare sopraelevata, un tempo circondata da colonne. Il monumento, bellissimo ed imponente, ricorda altri macellum che sono stati rinvenuti in città come Roma e Pompei, però da essi si differenzia grazie ad una peculiarità che lo rende unico nel suo genere. Il tempio di Serapide, infatti, oltre ad essere un meraviglioso sito archeologico, assume anche un importantissimo rilievo scientifico in quanto caratterizzato dal fenomeno del bradisismo flegreo Il bradisismo è un fenomeno vulcanico che consiste in un abbassamento o innalzamento del livello del suolo. Non è percepibile in via immediata ma può essere constatato nel corso degli anni grazie alla sommersione o emersione di edifici e coste. Il tempio di Serapide per molto tempo è stato lo strumento adoperato per rilevare questo fenomeno. Le colonne dell’antico macellum infatti fino al 1983 erano parzialmente sommerse, mentre adesso sono al di sopra del livello del mare, testimoniando in modo inconfutabile il bradisismo. Appurata la notevole importanza che il tempio riveste sia in ambito geologico che archeologico, è necessario constatare come esso fino ad oggi non ha ricevuto adeguata attenzione, ed è per questo che assume rilievo l’iniziativa del comune di Pozzuoli, che si propone, mediante un ambizioso progetto curato dall’architetto Filippo Cannata, di esaltare la bellezza del macellum. A partire dalla prossima primavera, dopo tanto buio, il tempio di Serapide sarà illuminato da un nuovo impianto di luci colorate a LED, appositamente pensato per realizzare giochi di colori volti a valorizzare questa splendida opera.

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Notizie curiose

Bed and Boarding: a Napoli il primo capsule hotel d’Italia

L’11 gennaio 2017, sarà inaugurato, presso l’aeroporto Capodichino di Napoli, bed and boarding, il primo capsule hotel d’Italia. L’albergo sarà composto da capsule, cioè moduli abitativi di circa 4 mq, all’interno dei quali saranno presenti tutte le comodità essenziali. L hotel sarà aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Ciascuna capsula sarà dotata di connessione internet, di finestre con oscuranti, pareti insonorizzate, aria condizionata e tv. Il letto sarà lungo 2 metri e largo 70 centimetri, accanto ad esso sarà presente una piccola scrivania, con prese elettriche ed inoltre, in ogni modulo sarà collocatò un monitor touch screen per informazioni sui voli e funzione sveglia. Il bagno è privato ma esterno alla capsula. La prenotazione della stanza può essere effettuata direttmente nell’area dedicata a Bed and Boarding presente in aeroporto, oppure tramite il sito o l’apposita applicazione per smartphone. I prezzi sono 8 euro per la prima ora, 7 dalla seconda ora in poi e 25 euro per le 9 ore notturne. Il primo Bed and Boarding Italiano, che regala a Napoli un ennesimo primato a livello nazionale L’idea dei capsule hotel è nata in Giappone nel 1979. Lo scopo è stato quello di far fronte alle sempre più impellenti esigenze di spazio e costo, realizzando un compromesso tra la necessità di predisporre hotel a prezzi accessibili e quella di mantenere un minimo di comfort per i clienti. Nel corso degli anni sempre più paesi hanno accolto il sistema dei capsule hotel, manifestando come la società moderna preferisca elaborare ed adottare soluzioni sempre più economiche e funzionali. Indubbiamente i capsule hotel non possono essere equiparati alle comode e spaziose camere d’albergo alle quali normalmente un viaggiatore è abituato, però grazie ai prezzi estremamente competitivi e ai servizi essenziali offerti, essi si pongono come una valida opportunità per coloro che pur di risparmiare sono disposti a rinunciare a quelle comodità che possono essere ritenute sostanzialmente superflue. La città di Napoli nel corso degli ultimi anni sta dimostrando sempre più la sua natura di polo turistico, capace di attrarre e soddisfare visitatori provenienti da ogni parte del mondo. In quest’ottica di sviluppo mutano e si evolvono i servizi e le strutture del settore alberghiero, elementi essenziali per far fronte alle orde di viaggiatori che ogni anni scelgono il capoluogo campano come meta dei propri viaggi.

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Cinema & Serie tv

Sing: animali da palcoscenico

Sing, prodotto da Illumination Entertainment ed Universal Pictures, è stato presentato in anteprima il 14 dicembre, ed arriverà ufficialmente nei cinema italiani il prossimo 4 gennaio. In un mondo abitato da animali, dove ognuno cerca la propria strada, Buster Moon (voce di Matthew McConaughey), un intraprendente koala, ha deciso di dedicarsi alla sua più grande passione: il teatro! Purtroppo però i sogni del giovane impresario dovranno fare i conti con la realtà, una serie di insuccessi lo spingeranno a tentare l’ultima possibilità per salvare il suo amato palcoscenico, un concorso musicale, non proprio in regola, con in palio un altissimo premio. Alla competizione parteciperanno moltissimi animali, ma tra questi verranno selezionati solo un saccente topolino (Seth MacFarlane), una timida e dolce elefantina (Tory Kelly), un eccentrico maiale in coppia con una maialina madre di moltissimi figli (Reese Witherspoon), un gorilla che cerca di sottrarsi alla criminalità (Taron Egerton) ed infine una irresistibile porcospina (Scarlett Johansson). Sing si propone di reinterpretare in chiave cartoon il mondo dei talent show. Il film è a tutti gli effetti una commedia musicale, per quanto la trama possa sembrare a tratti scontata, riesce comunque a coinvolgere il pubblico. I personaggi, diversissimi tra loro, sono accomunati da un grandissimo talento, che si scontra però con gli impegni e le difficoltà della quotidianità. Dalla maialina casalinga al gorilla gangster, ognuno ha la passione per il canto, ed ognuno dovrà fare difficili compromessi per il successo. La commedia fa della musica il suo più grande punto di forza. I protagonisti si diletteranno ad interpretare famosissimi brani musicali, pietre miliari come “Hallelujah” si accompagneranno a testi più recenti come “Bad romance”, rendendo il film uno spettacolo travolgente dove sarà molto difficile non ritrovarsi ad intonare uno dei vostri successi preferiti. Sing, con la sua trama leggera e la sua musicalità, è uno spettacolo da vedere e soprattutto sentire

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Attualità

Eutanasia anche per chi è sano: proposta shock in Olanda

Il termine Eutanasia, letteralmente “buona morte“, indica la pratica volta a procurare volontariamente e nel suo interesse, la morte di un individuo, le cui condizioni di vita siano irreparabilmente compromesse da una malattia, menomazione o condizione psichica. Quello della morte assistita è un argomento particolarmente complesso che lo stato Olandese già nel 2002 ha ampiamente trattato, divenendo uno dei primi Paesi al mondo a prevedere espressamente il diritto all’eutanasia per coloro che sono malati terminali, oppure afflitti da dolori insopportabili. Ciò che oggi fa discutere è la proposta presentata dai ministri della salute Edith Schippers e della giustizia Ard van de Steur, di estendere il diritto alla dolce morte anche per coloro che considerano semplicemente completa la propria vita e quindi intendono porvi fine. Secondo i promotori della proposta, gli anziani che, in seguito agli opportuni accertamenti medici e psicologici, siano in grado di dimostrare la loro piena e consapevole volontà di porre termine alla propria vita, dovrebbero avere il diritto di assumere farmaci per farlo, indipendentemente dal fatto che siano malati o meno. Il tema dell’eutanasia è sempre stato oggetto di accesi dibattiti, ma le evoluzioni legislative che negli ultimi anni si stanno realizzando in materia, hanno acceso forti polemiche che obbligano la classe politica ed i cittadini, tutti, ad interrogarsi sulla questione. Non è facile prendere una posizione su di un argomento così complesso, ed è per questo che è necessario sforzarsi di conoscere le opinioni contrastanti. Tralasciando le ragioni di natura meramente religiosa che appartengo alla sfera del credo di ciascuno, da un punto di vista oggettivo possiamo affermare che l’eutanasia va considerata come strumento per permettere a chi si trova in condizioni limite, di poter terminare le proprie sofferenze. Vi sono patologie incurabili che sottopongono i malati a sofferenze fisiche e psicologiche inimmaginabili, così come vi sono situazioni, come la morte cerebrale, in cui un essere umano “cessa sostanzialmente di vivere”. In caso si verifichino queste ipotesi, con il consenso del soggetto interessato, o dei familiari che per forza di cose ne fanno le veci, è difficile condannare la scelta di chi decide di farla finita. Più complessa è la situazione se consideriamo l’eutanasia anche per coloro che, non affetti da particolari malattie, decidono di togliersi la vita perché stanchi di vivere. Eutanasia anche per i soggetti sani: suicidio legalizzato? Sorge il legittimo timore che questa possibilità possa portare gli anziani, soprattutto se soli, a scegliere la morte come soluzione a quelle che sono le inevitabili conseguenze dell’invecchiamento. Il pensiero che una persona in difficoltà possa decidere di togliersi la vita, semplicemente facendosi somministrare un farmaco, ovviamente spaventa e non poco. Ciò non significa prendere una posizione contraria alla proposta, né tantomeno appoggiarla. La questione non sembra avere una soluzione univoca, poiché accanto al timore per chi potrebbe fare scelte avventate, vi deve essere anche il rispetto per chi consapevolmente vuole decidere del proprio destino. L’auspicio è che il governo Olandese consideri tutti gli aspetti e i possibili risvolti della proposta, predisponendo, in caso di approvazione, tutte le garanzie necessarie ad evitare l’ abuso di un […]

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Attualità

Parcheggiatori abusivi: proposta di arresto

La piaga dei parcheggiatori abusivi, uomini che senza nessun titolo o permesso si “appropriano” di zone pubbliche, pretendendo dagli automobilisti un pagamento affinché questi possano parcheggiare, è un fenomeno che riguarda tutta l’Italia ed in particolare le regioni del Meridione. Proprio dall’estremo sud è arrivata nei giorni scorsi una proposta che potrebbe mettere fine a questa illegittima ed ingiusta pratica. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di fronte alla insostenibile situazione che si è venuta a creare nella propria città, ha formalmente invitato il legislatore italiano ad esaminare la possibilità di prevedere l’arresto per i parcheggiatori abusivi. Attualmente, l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore è un illecito punibile con una sanzione esclusivamente amministrativa. La proposta di Orlando, nello specifico, mira ad ottenere una modifica dell’articolo 7 del codice della strada, in base alla quale: coloro già sanzionati una prima volta e diffidati dall’autorità, vengano sorpresi una seconda volta nell’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore, potranno essere puniti, se il fatto non costituisce un reato più grave, con l’ arresto da sei mesi ad un anno. Inoltre se l’attività è svolta con l’ausilio di minori, si applicherà l’ arresto da uno a tre anni. L’arresto dei parcheggiatori abusivi, la fine di un incubo per gli automobilisti Il fenomeno è purtroppo fortemente radicato anche nel contesto Napoletano, ogni giorno i cittadini sono costretti a fare i conti con parcheggiatori che pretendono di essere pagati per una prestazione imposta ed in genere mal eseguita.  Soprattutto nelle zone del centro cittadino e del lungomare è quasi impossibile trovare un parcheggio libero da questo “servizio”. Una delle caratteristiche peggiori che connotano questo problema è la violenza e l’ intimidazione che sono costretti a subire gli sfortunati conducenti. Chi non paga è consapevole che ciò potrebbe pregiudicare l’incolumità del proprio veicolo e non solo. Quella dei parcheggiatori abusivi è una questione molto grave, la quale non deve essere sottovalutata in quanto è connessa alla criminalità organizzata. La Camorra controlla i parcheggiatori, assegna le zone e percepisce una percentuale sui proventi, insomma gestisce e lucra su quello che possiamo definire il racket dei parcheggi. Sulla base di queste premesse la proposta del sindaco di Palermo appare come una necessaria reazione, la quale potrebbe costituire un valido strumento per contrastare questa pratica e ridare finalmente serenità agli automobilisti.

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Attualità

Mezzi pubblici, biglietti a bordo per combattere l’evasione

Napoli, città viva e pulsante, è purtroppo notoriamente caratterizzata dai disagi che riguardano i mezzi pubblici. Precarie condizioni dei veicoli, ritardi e servizio insufficiente hanno spesso posto i riflettori, in maniera negativa, sui trasporti partenopei. In tale ambito ha fatto molto discutere la sconcertante notizia della falsificazione di abbonamenti per i mezzi pubblici. La scoperta, avvenuta grazie al lavoro congiunto della Guardia di Finanza e dei controllori di Unico Campania ed Anm, ha dato rilievo alle istanze di coloro che da anni auspicano una riforma del sistema dei trasporti, capace di contrastare questi fenomeni criminosi. Gli abbonamenti fasulli, del tutto simili a quelli originali, si contraddistinguono per i colori leggermente più chiari, un’erronea sfumatura del colore nella parte superiore del biglietto e per una peggiore qualità del logo della Regione Campania. Evasione e biglietto a bordo dei mezzi pubblici Il fenomeno dell’evasione sui mezzi pubblici, nelle sue varie forme, ha raggiunto livelli preoccupanti, e ciò costa alle società dei trasporti milioni di euro ogni anno. Per contrastare questa rovinosa tendenza sono state previste una serie di misure volte ad intensificare i controlli e ad agevolare la possibilità per i passeggeri di munirsi dell’adeguato titolo di viaggio. Tra le novità più rilevanti vi è sicuramente l’iniziativa dell’ANM di reinserire, così come era previsto in passato, la possibilità di acquistare il biglietto sull’autobus. Il progetto, in fase di elaborazione, dovrebbe portare entro alcuni mesi alla sperimentazione di questo nuovo servizio su alcune linee di prova. Secondo Alberto Ramaglia, amministratore unico ANM, la possibilità di acquistare il titolo di viaggio direttamente a bordo dei mezzi pubblici sarà capace di smorzare enormemente l’evasione. Ulteriore innovazione, prevista a partire da settembre, sarà il ritorno della Polizia Municipale a bordo degli autobus. Gli agenti, il cui compito primario è quello di garantire la sicurezza di conducenti e passeggeri, avranno anche la funzione di controllare il possesso e la validità del biglietto di viaggio. Le varie iniziative, predisposte per combattere il fenomeno dei viaggiatori senza biglietto, si pongono come necessari strumenti per arginare comportamenti opportunistici che vanno a danno dell’intera collettività. L’auspicio è che tali innovazioni, idonee ad incrementare le risorse delle aziende dei trasporti, siano accompagnate da progetti volti a migliorare il servizio, adeguando il sistema dei mezzi pubblici napoletani agli standard già da tempo assicurati nelle altre grandi città italiane.

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Culturalmente

Museo Archeologico, polemiche sulle opere trasferite

Il Museo Archeologico di Napoli, uno dei poli culturali più importanti della capitale campana, è negli ultimi giorni al centro di spinose polemiche. La notizia, circa il trasferimento di numerose opere presso una “sede succursale” di Ferrara, ha suscitato il risentimento e le rimostranze di molte organizzazioni napoletane, schieratesi per preservare l’integrità del patrimonio storico, vanto della nostra regione. L’accordo, stipulato tra il direttore del museo archeologico Paolo Giulierini e l’amministrazione della regione Emilia-Romagna, ha ad oggetto il trasferimento di molti ritrovamenti attualmente in deposito. Le opere, reperti archeologici provenienti da Pompei ed Ercolano, saranno destinate al Palazzo Bellini a Comacchio (Fe). Secondo alcuni, per il museo archeologico, si tratterebbe di un inammissibile “scippo di opere” a danno della regione Campania. Tra gli oppositori al trasferimento possiamo citare le associazioni cittadine “Rinascita artistica del mezzogiorno” ed “Uguaglianza e libertà“. Infine, anche l’attivista e giornalista Barbara Giardiello ha fatto sentire la propria voce, lanciando una petizione contro l’attuazione dell’accordo. Le polemiche sorte danno rilievo a due aspetti di cruciale rilievo nell’ambito della preservazione e valorizzazione del patrimonio storico italiano: da una parte vi è la necessità di creare collaborazioni e permettere la circolazione delle opere su tutto il territorio, dall’altra quella di evitare che regioni particolarmente ricche di storia e cultura, possano essere depredate dei propri tesori. Se è vero che le opere oggetto di trasferimento si trovano in deposito, e quindi potrebbe apparire più opportuno trasferirle pur di renderle visibili, è anche vero che Napoli è una città estremamente ricca di siti sottovalutati in attesa di una destinazione proficua. Luoghi splendidi, come Palazzo Fuga, attendono da anni di essere valorizzati e sfruttati come meritano. Tutte le opere che si trovano in deposito potrebbero essere esposte nel territorio Campano evitando così lo spreco delle enormi potenzialità dei reperti e delle meravigliose ambientazioni che la regione ha la fortuna di possedere.  A rendere ulteriormente accese le polemiche vi sarebbero le accuse di Antonio Luongo, ex consigliere comunale di Napoli. Secondo l’ex consigliere, la nomina di Giulierini, fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini nato a Ferrara, sarebbe servita al fine di ottenere il trasferimento delle opere, così da incrementare le possibilità che Ferrara possa essere nominata capitale della cultura nel 2018. Tralasciando i dibattiti ed i presunti retroscena della vicenda, certo è che i tesori archeologici di Napoli non solo delineano l’identità storica della città, ma soprattutto sono una delle più importanti fonti di profitto per il territorio, ed in quest’ottica il trasferimento potrebbe apparire come una inammissibile espropriazione.  

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Riflessioni

Donazione degli organi: scelta da eroi

La donazione degli organi, particolare procedura medica mediante la quale un soggetto può, sulla base di una scelta libera e consapevole, decidere di salvare una vita, si presenta indubbiamente come una delle maggiori forme di altruismo di cui l’essere umano è capace. Questa peculiare forma di “beneficenza”, nel corso degli ultimi anni sta acquistando sempre maggiori consensi, anche grazie alla crescente informazione e sensibilizzazione della popolazione. L’aumento della percentuale dei donatori non è però ancora sufficiente, ed in quest’ottica si rende necessaria una esposizione chiara e sintetica del tema, volta a definire esaurientemente perché donare, e soprattutto come farlo. La donazione è un atto di profonda generosità, grazie al quale è letteralmente possibile salvare delle vite. Malattie ed incidenti purtroppo ogni giorno affliggono migliaia di persone, e talvolta l’unica possibilità di salvezza è rappresentata da un trapianto. Le possibilità di ottenere questa operazione però sono molto basse, perché l’alto numero di richieste confrontato con il numero effettivo di donanti dà luogo ad una situazione tragica in cui la sopravvivenza è rimessa allo scorrimento in lunghissime liste d’attesa e spesso la morte sopraggiunge prima del proprio turno.  In una prospettiva cruda e razionale bisogna considerare che tutti potremmo donare, così come tutti, un giorno, potremmo necessitare di una donazione, per noi o per i nostri cari La donazione può avere luogo in vita (ad esempio donazione di rene, porzione di fegato ecc), ed in questo caso non sorgono particolari questioni, data la possibilità del donante di manifestare la propria volontà. Più problematica è l’ipotesi di donazione successiva alla morte, in quanto non sempre è possibile risalire alla volere del potenziale donatore. Quando non risulta una dichiarazione di volontà del soggetto, favorevole o contraria all’espianto degli organi, la scelta spetta ai familiari dello stesso. Questa decisione è particolarmente sofferta ed è per questo che ogni individuo dovrebbe personalmente operare la propria scelta, quando è in grado di farlo. Le modalità mediante le quali è possibile acconsentire alla donazione dei propri organi sono essenzialmente quattro: Compilare il tesserino blu del ministero della salute, da conservare presso i propri documenti personali. Compilare una dichiarazione su di un foglio bianco indicando le proprie generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita) ed esponendo la propria volontà di donare. L’atto deve essere sottoscritto e conservato. Aderire al AIDO, Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule. Registrare la propria volontà presso gli appositi sportelli delle ASL e dei comuni convenzionati, o presso il proprio medico di famiglia. Per coloro che sono spaventati all’idea di donare, è importante comprendere che il prelievo degli organi ha luogo solo in seguito all’accertamento di morte con criteri neurologici. Tale operazione è realizzata da un collegio di medici esperti, secondo una procedura espressamente disciplinata dalla legge. Solo con la morte, intesa come cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello, è possibile autorizzare l’espianto degli organi. Per essere chiari, contrariamente a quanto normalmente si ritiene, nè il coma, nè lo stato vegetativo, configurano morte cerebrale, e quindi in entrambi i casi l’espianto […]

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Cinema & Serie tv

Stonewall: la storia del pride

Stonewall, film del 2015 diretto da Roland Emmerich, con protagonisti jeremi Irvine e Jonathan Rhis Meyers, è arrivato nelle sale cinematografiche italiane il 5 Maggio. La pellicola narra le vicenda dei moti di Stonewell, il fatto storico avvenuto nell’arco del 1969 che è simbolicamente considerato come il momento di nascita del movimento di liberazione omosessuale. Per comprendere in modo corretto, l’effettiva importanza rappresentata dai moti di Stonewall per la comunità lgbt, è necessario calarsi nel contesto culturale dell’America degli anni ’60. L’omosessualità era considerata una malattia, ed assumere atteggiamenti gay in pubblico poteva comportare l’arresto. In quest’ottica di profonda discriminazione l’essere omosessuale poteva rappresentare una vera e propria condanna. Coloro che non riuscivano a celare la propria diversità divenivano motivo di vergogna, e molto spesso, abbandonati dalle famiglie, finivano per strada costretti a prostituirsi per sopravvivere. La legislazione del epoca non attribuiva nessun diritto agli omosessuali. L’essere gay era causa di licenziamento, indossare indumenti dell’altro sesso era reato ed ovviamente segni d’affetto in pubblico erano considerati come un oltraggio al pudore. Addirittura la polizia, con la tecnica dell entrapment, utilizzava agenti in borghese come adescatori per gli omosessuali, vere e proprie trappole per arrestarli. In questo clima di insostenibile odio e disprezzo gli omosessuali furono costretti a ghettizzarsi, nacquero quindi quartieri friendly in cui potessero vivere e riunirsi. Tra questi a New York, assume fondamentale importanza Cristhoper Street nel Greenwich Village, sede del famoso bar gay Stonewall. Lo stonewall non era però un posto sicuro per i gay. La legislazione del tempo proibiva di vendere alcool a gruppi di omosessuali, ciò comportava che i bar gay erano tutti necessariamente gestiti dalla criminalità organizzata. All’interno di questi luoghi la mafia conduceva i propri loschi traffici. Droga, prostituzione e ricatti erano all’ordine del giorno e ciò contribuiva a degradare la vita di coloro che cercavano solo un posto dove poter essere se stessi. Dati i legami con la malavita e la manifesta omofobia dell’epoca, i bar omo erano spesso sede di incursioni della polizia. Molti omosessuali venivano arrestati solo perché indossavano abiti dell’altro sesso, ed i loro nomi, talvolta, erano pubblicati sui quotidiani, così da irrogare nei confronti degli sfortunati una vera e propria condanna sociale. La situazione divenne col tempo insostenibile ed il 27 giugno 1969 il popolo gay decise di reagire all’ennesima incursione allo Stonewall, scatenando una rivolta contro la polizia che resterà per sempre nella storia della lotta per i diritti lgbt. Per la prima volta gli omosessuali decisero di reagire uniti e compatti contro i soprusi di cui erano da troppo vittime. Centinaia di persone, uomini e donne si ribellarono alla polizia, costringendola a ricorrere alle forze speciali.  Mentre la polizia caricava i manifestanti, un cordone di transessuali unito e compatto decise di non indietreggiare, e venne intonato in modo orgoglioso, un canto di scherno che resterà negli annali: “Siamo le ragazze dello Stonewall abbiamo i capelli a boccoli non indossiamo le mutande mostriamo il pelo pubico e portiamo i nostri jeans sopra i nostri ginocchi da checche! “ L’insurrezione del 27 fu […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Tattoo Fest Napoli 2016 alla Mostra D’Oltremare

Costattoo presenta l’International Tattoo Fest Napoli 2016. L’evento, che si svolgerà il 20, 21 e 22 maggio presso la mostra d’oltremare, sarà un occasione imperdibile per tutti gli amati delle espressioni artistiche legate al mondo della Body-art e della Body-modification. Nel corso della fiera, i visitatori avranno la possibilità di entrare in contatto con quasi 300 tatuatori di fama nazionale ed internazionale, ma le sorprese non finiscono qui. Infatti, il festival offrirà una ricca area ristoro con stand per tutti i gusti ed infine un’apposita area interamente dedicata allo svago con musica, balli ed animazione Il Tattoo Fest si pone come una manifestazione volta a riflettere ed assecondare la sempre crescente passione che moltissimi italiani coltivano per i tattoo e le varie forme di modificazione del corpo in genere. Queste forme d’arte, nonostante l’antichissima origine, negli ultimi anni stanno riscuotendo un successo enorme. In tale ottica Costantino Sasso, titolare del Costattoo Studio ha assecondato le istanze di tatuatori e tatuati (o aspiranti tali) mediante un evento che sarà sicuramente in grado di soddisfare gli appassionati di queste meravigliose forme artistiche. Durante la manifestazione avrà luogo una appassionante competizione tra i migliori tatuatori in fiera. Alla fine, saranno sottoposti a votazione i lavori realizzati durante l’evento, e gli artisti che avranno dato forma alle opere più belle, saranno premiati con trofei creati per l’occasione. L’accesso alla fiera sarà consentito solo ai possessori di regolare biglietto. Il ticket giornaliero avrà un costo di 16 euro, mentre l’abbonamento, valido per le 3 giornate dell’evento, avrà un costo di 36 euro. L’acquisto è possibile sia presso i rivenditori autorizzati, sia sul sito ufficiale del Tattoo Fest. Con l’International Tattoo Fest Napoli, la capitale campana diverrà per tre giorni la patria di tutti coloro che amano il mondo dei tattoo. La mostra d’oltremare diverrà il luogo d’incontro ideale tra professionisti e clienti, i quali potranno commissionare vere “opere d’arte” sulla propria pelle. Il mondo della body-art e della body-modification si presenta come una dimensione colorata e accattivante, capace di attirare l’attenzione, stupire ed incantare anche coloro che non farebbero mai un tattoo. Il tattoo fest sarà un evento eccezionale, ricco di attività e possibilità di intrattenimento. Centinaia di professionisti faranno sfoggio delle proprie abilità. La mostra diverrà il luogo dove poter assistere alla magia di artisti che con grande maestria, saranno in grado di trasformare il copro umano in opere meravigliose ed uniche. Il festival del tattoo sarà sicuramente in grado divertire ed incuriosire gli amanti del genere e non solo.  

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