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Eroica Fenice

Eventi/Mostre/Convegni

Teniamoci per mano Onlus: clown, risate e fantasia

La salute si basa sulla felicità. La salute si basa sulla felicità: dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura delle arti. (Patch Adams) Nessun posto è come casa. Ma qualsiasi luogo può essere casa. Basta il tepore dei proprio cari, qualche oggetto a cui agganciare dolci ricordi e un sorriso. Sì, un sorriso perché tra le corsie d’ospedale, dentro quelle mura grigiastre, tra punture, attese snervanti e flebo, risulta proprio difficile spalancare le labbra e lasciarsi andare alla gioia. E se questo è complesso per gli adulti, figurarsi per i bambini. Negli ultimi anni, però, gli ospedali si sono attrezzati rendendo le stanze di degenza meno traumatiche, cercando in qualche modo di ricreare un clima di normalità. Molto del merito del successo di questo tentativo dipende da figure incredibilmente sottovalutate: i clown dottori. Quasi sempre volontari, questi piccoli grandi eroi dei nostri tempi, dedicano il loro tempo per intrattenere i pazienti con scherzi, giochi e trucchetti di magia. “Teniamoci per mano Onlus” è una delle associazioni più importanti d’Italia e sabato 21 e domenica 22 aprile ha organizzato una bellissima iniziativa, la “Festa del sorriso”. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Annamaria Tortora. Come nasce l’associazione “Teniamoci per mano Onlus”? L’associazione di clownterapia “Teniamoci per mano onlus”, nasce nel 2010 a Napoli e fonda a distanza di poco tempo altre 2 sedi operative nelle città di Roma e Bologna. Da pochi mesi hanno inaugurato una quarta sede anche a Mazara del Vallo, che è diventata al momento la sede/quartier generale in Sicilia, dove è presente una grandissima squadra di clown volontari che portano il sorriso in quasi tutte le province della grande regione. L’associazione è operativa in oltre 30 strutture sanitarie in tutta Italia e conta circa 600 volontari. Di cosa vi occupate? Su quali fronti siete operativi come “Teniamoci per mano Onlus”? La clownterapia è una terapia medica alternativa che non vuole sostituirsi alle cure tradizionali ma essere di supporto: infatti i clown attraverso il gioco e la fantasia riescono a trasformare semplici stanze di ospedale in veri e propri stanze da gioco, stimolando il buon umore dei pazienti e del personale medico. Gli studi scientifici hanno dimostrato che ridere attiva tutte le parti del corpo umano producendo beta endorfine da parte delle ghiandole surrenali che producono cortisolo, un ormone che regola la risposta allo stress e aiuta a sopportare meglio il dolore, fisico o psicologico con grandi benefici sui pazienti, in modo particolare su quelli più piccoli che possono godere, anche nelle situazioni più compromesse, di veri e propri momenti di magia.  Il riscontro che percepiamo dal nostro intervento è sempre molto positivo, sia da parte del personale medico, che approva il nostro operato diventando spesso anche nostro complice, sia da parte dei bambini e dei genitori. Un bambino ricoverato da molto tempo, ha sempre lo sguardo rivolto alla finestra…lo si legge negli occhi che vorrebbe evadere e tornare a correre con i suoi amichetti, purtroppo lì dove […]

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Concerti

Mannarino, il re di Roma conquista l’Augusteo

Mercoledì all’Augusteo l’impero è caduto sotto scroscianti applausi. Non poteva che iniziare da “Roma”, inno malinconico dedicato alla sua amata città, il viaggio musicale in cui Alessandro Mannarino ha condotto gli spettatori del teatro partenopeo per due splendide serate. Arena dopo arena, sold-out dopo sold-out, il cantante romano torna a Napoli, città che ne ha visto crescere il talento con numerosi concerti nel corso degli ultimi anni. Ma quello che è salito ieri sul palco è sicuramente l’incarnazione più matura di un musicista che ha saputo reinventarsi e rimettere in discussione il suo modo di fare musica. Mannarino ora è un artista completo, un cantautore metropolitano eclettico e mai banale, in grado di dar voce, con la stessa grinta e la stessa ispirazione, alle sue due anime, quella più folk e danzereccia, che connotava i suoi primi lavori, e quella “blues” e politicamente impegnata che abbiamo potuto apprezzare nei suoi due ultimi dischi. Mannarino, tra catarsi e poesia La scaletta proposta ha visto vecchi successi e bravi nuovi riarrangiati per l’occasione in maniera egregia – soprattutto “Marilù”, “Rumba Magica” e “Malamor” – e coerente non solo alla location ma anche agli intenti narrativi. Arricchite da sonorità di “confine”, le storie raccontate si incastrano alla perfezione in un mosaico di degrado globale, di baracche, prigioni e totem da scardinare, a cui riesce a contrapporsi con efficacia soltanto la spinta vitalistica dell’amore. La catarsi è completa e funziona solo se condivisa, e allora dopo aver incantato la platea con le sue rime più crude, nell’ultima mezz’ora Alessandro sceglie di abbattere la quarta parete e di ballare, saltare e brindare insieme al suo pubblico intonando le sue strofe più gioiose. L’impero è già crollato L’evoluzione di Mannarino è tangibile ascoltando i suoi ultimi tre dischi in parallelo. In “Al Monte“, infatti, aveva lasciato i panni di stornellatore dei perduti amori di “Supersantos” per occuparsi di tematiche di forte rilievo politico e sociale. Canzoni come “Scendi giù”, ispirata alla vicenda di Stefano Cucchi, e “Gli animali”, in cui cita George Orwell, ne sono l’emblema. Nell’ultimo suo lavoro, “L’impero crollerà“ – che dà anche il nome al tour – continua su questa falsa riga per quanto concerne i contenuti mentre nel contempo prosegue spedito nella sua ricerca musicale. Lo ritroviamo, perciò, a scatenarsi nuovamente, ma in giacca, cravatta e sombrero. A differenza dei suoi colleghi che hanno iniziato quell’inevitabile quanto apparentemente necessario processo di omologazione verso i sound made in USA, Mannarino rivolge la chitarra più a meridione, contaminando il romanesco con le sonorità del Sud America. Il suo è un ritorno alle origini in tutti i sensi. I colori e i carnevali di quelle terre lontane, difatti, non sono che la eco delle danze a piedi nudi di quel ragazzo che correva sul lungomare di Ostia e sognava un giorno di fare della sua arte il suo lavoro. Un ragazzo che oggi si è fatto poeta e uno dei più amati cantori dalla sua generazione. “La notte è scura Ma io e te ci ripariamo”. Grazie Alessà! […]

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Food

La Chimney Cake arriva a Napoli da Sweet Chimney

Finalmente anche in Italia sbarca il brand Sweet Chimney, che ha portato in auge il dolce tipico ungherese che da sempre fa impazzire l’Europa. Venerdì 20 aprile apre in Campania e precisamente a Frattamaggiore, in Via Roma 141, la prima bakery dedicata interamente al tipico dolce ungherese, preparato con un impasto brioche e aromatizzato alla cannella. Da un’idea dei due cugini Giovanni e Michele Pace, i quali dopo alcuni viaggi a Budapest e Praga, innamorati del Chimney Cake, hanno deciso di aprire il primo punto vendita in Italia. L’impasto viene modellato su un lungo filoncino di circa un centimetro, arrotolato intorno ad un bastone metallico e cosparso di zucchero e cannella. Originariamente viene cotto sui carboni ma in alcune città dell’est lo si cuoce anche in dei forni particolari che fanno roteare il bastone, permettendo al dolce di cuocere perfettamente. A fine cottura lo zucchero si sarà sciolto, dorando il dolce e creando uno strato superficiale croccante e gustoso. In Ungheria si chiama kürtőskalács e a fine cottura si cosparge con diverse granelle: mandorle, nocciole, cioccolato e cocco. In Repubblica Ceca, invece si chiama Trdl o Trdlink e si è solito farcirlo con gelato, creme e frutta, ma lo si può mangiare anche nella sua semplicità. La Chimney Cake arriva a Frattamaggiore Dopo aver acquistato dei rulli per testare il prodotto nei forni di casa, sono iniziati gli esperimenti per Giovanni e Michele. E da qui la decisione di riportare il dolce nel Bel Paese, rendendolo il più particolare e possibile. La ricerca è iniziata proprio dalle ricette originali, con l’arrivo anche di un pasticcere dell’est che prima ha aiutato i due giovani imprenditori a scegliere l’impasto migliore e in seguito ha formato l’attuale pasticciere della bakery. Dopo tantissime prove i due cugini hanno deciso di optare per una ricetta vegana, senza latte e senza uova. La versione classica è quella con zucchero e cannella, ma da Sweet Chimney è possibile trovarne in tantissime varianti, con yogurt frozen e diverse creme, tante delle quali create dal pasticciere. Inoltre ci saranno degli special, che varieranno di mese in mese, a seconda di quelli che possono essere i gusti stagionali. L’appuntamento è per venerdì 20 aprile alle ore 19, con l’inaugurazione del locale e tutti i Chimney al prezzo eccezionale di soli 2 euro.

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Comunicati stampa

Anche la Pasticceria Seccia è nel #CuoreDiNapoli

Tempo di cuori e coppe ai Quartieri Spagnoli e non si tratta dei classici giochi con le carte francesi e napoletane. Sabato 21 aprile a via Concordia anche la Pasticceria Seccia aderisce infatti alla manifestazione finale del progetto #CuoreDiNapoli e mette sul tavolo da gioco il cuore che da sempre infonde nelle sue creazioni dolciarie, anche letteralmente, attraverso decorazioni e prodotti ad hoc per le degustazioni del pomeriggio. Il fiore all’occhiello dei Quartieri, laboratorio di pasticceria tradizionale napoletana da generazioni, cala anche un paio di coppe interessanti: la prima è la Coppa Campania, il trofeo vinto l’11 aprile 2018 contro la Castel Volturno dalla squadra di calcio dilettante sportiva FCD Montecalvario, di cui Seccia è sponsor ufficiale tra i vari, giunta ormai agli sgoccioli del campionato di seconda categoria e prossima alla promozione dopo un anno di grande lavoro. E c’è spazio per coppe di altra natura, legate a competizioni fotografiche che non hanno avuto nulla da invidiare alle gare di olimpica memoria: i vincitori di Zeppoliadi, la maratona fotografica del 17 marzo scorso abbinata agli assaggi di zeppoline di San Giuseppe – grande successo di critica e pubblico -, saranno proclamati alle ore 17 del 21 aprile in presenza di alcuni dei giurati coinvolti per l’occasione, e riceveranno in premio gli aperisciù d’oro, d’argento e di bronzo, come ogni podio olimpico richiede per i primi tre classificati. Sei riconoscimenti, tre assegnati dalla giuria “Social”, ovvero con i mi piace della rete e degli iscritti al social network Facebook – grande il riscontro ricevuto nei commenti dal popolo dei Quartieri, che si è visto ritrarre nelle foto e al lavoro, e c’è ancora tempo per votare le foto fino alla mezzanotte del 19 aprile – e gli altri tre dalla giuria di qualità, composta dal presidente Gianni Fiorito e dai fotografi e professionisti del settore come Andrea Carlino, Gianfranco Irlanda, Mario Laporta, Marco Maraviglia, Lucia Patalano, Pasquale Sanseverino e Francesco Soranno. Otto giudici che hanno esaminato in un mese 156 scatti, prima attraverso una valutazione complessiva e poi con una shortlist generata dalla prima scrematura, da cui sono uscite le migliori tre foto a loro insindacabile giudizio. Una bella sfida per loro in cattedra così come per i fotoamatori che si sono misurati a marzo con le strade, la gente, lo street food e la street art del cuore di Napoli. Un cuore che batte forte anche quest’anno nella cornice del progetto omonimo dell’Accademia di Belle Arti, che si prepara ad avvolgere turisti e passanti con tanta musica e installazioni artistiche, grazie agli artisti, ai musicisti di strada e ai 150 studenti del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte coinvolti anche in questa edizione 2018 di #CuoreDiNapoli. Tanti i commercianti, i negozianti, gli esercenti e le pasticcerie come Seccia che hanno aderito con un dolce a forma di cuore, un taglio di capelli ispirato al logo pixellato della kermesse, una pizza o un panino dalla silhouette inconfondibile. Un #CuorediNapoli bello da vedere, da vivere e da mangiare, degustando un biscotto, una […]

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Comunicati stampa

Eles Couture,“Grace…la vie en chic” all’Alma Flegrea di Napoli

“Grace…la vie en chic”; questo il titolo del Fashion Event di Eles Couture in scena il prossimo 19 aprile all’Alma Flegrea di Napoli per presentare la new collection “Primavera Estate 2018”. Grace Jones,  la “venere nera” dello show biz internazionale, icona della moda nel mondo, è dunque la musa ispiratrice di questa nuova, vincente stagione, di un brand di moda fondato da Ester Gatta appena tre anni fa ma già in pole position anche nello spettacolo con la realizzazione di costumi di scena al femminile  sia per l’audiovisivo che per il teatro. In una suggestiva ambientazione curata da Barbara Coscetta (Bombon Flower) e Sasà Giglio che richiama le romantiche stradine di Montmartre, il quartiere degli artisti della mitica Parigi, quasi a voler suggellare una sana e vincente contaminazione tra etnie diverse, la superba “Grace” e 20 splendide mannequin sfileranno in passerella trenta abiti realizzati secondo i dettami della tradizione della sartoria napoletana, nota in tutto il mondo, confezionati rigorosamente a mano avendo particolare cura delle rifiniture e della scelta di tessuti preziosi come lo chiffon, il mikado, il taffetà, la seta spesso accostati a pizzi macramè ed a ricami di paillettes e micro corallini. La palette di colori  gioca su nuance pastello che vanno dal rosa , al verde acqua per arrivare poi a tonalità più forti come il fuxia ed ai basici blu e total black sempre simbolo di un’eleganza sobria e raffinata. Special guest della kermesse, ravvivata da performance musicali della band  “Eclissi di Soul”,  volti noti dello Showbiz televisivo. A seguire dinner buffet curato da Paolo Tortora. Attesi centinaia di ospiti, esponenti del mondo dell’impresa e del professionismo campano.

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Comunicati stampa

Il 23 aprile a Sarno “Piantalo!” della DANIcoop

“Piantalo! – Trapianta il tuo Pomodoro San Marzano” è l’appuntamento in programma a Sarno (Sa) lunedì 23 aprile a partire dalle ore 9,00 presso la sede della cooperativa DANIcoop in Via Ingegno 32. Promotrice dell’iniziativa è la Società Cooperativa Agricola DANIcoop (operante sul mercato attraverso il brand Gustarosso), che ormai da anni protegge e tramanda la tradizione del pomodoro San Marzano non solo tutelando gli agricoltori e la terra, ma anche promuovendo la scoperta del territorio attraverso eventi come il Pomodoro San Marzano Day. “Piantalo!” è rivolto agli operatori del settore, agli estimatori del pomodoro Gustarosso, nonché ai semplici appassionati del buon cibo che desiderano conoscere le origini di uno degli alimenti principi della Dieta Mediterranea. Aprile è un mese cardine per la vita agricola in quanto la natura si risveglia, il clima diventa più mite e la terra si prepara ad accogliere le piantine (fino a quel momento protette in vivaio) che diventeranno durante i mesi successivi le ben note alte piante di pomodoro San Marzano. Tre i momenti in cui si articolerà l’evento. Alle ore 9,00 si inizierà con l’appuntamento di “orientamento al lavoro” rivolto agli studenti degli istituti superiori locali (alberghiero, tecnico agrario e linguistico) a cui verranno illustrate le varie possibilità di impiego fornite da realtà come quelle della cooperativa agricola. Alle ore 10,30 ci si dirigerà verso i campi di contrada Faricella, noti come Giardini del Pomodoro San Marzano, dove, con l’ausilio dello staff DANIcoop e soprattutto dei soci agricoltori, sarà possibile trapiantare le piantine di pomodoro San Marzano messe a disposizione dalla cooperativa. Il trapianto avverrà in maniera tradizionale con gli attrezzi che gli agricoltori utilizzano da secoli. I pizzaioli presenti avranno la possibilità di contrassegnare con un cartello l’appezzamento di terreno a loro associato da cui proverranno i pomodori che impreziosiranno le loro pizze. Il terzo momento sarà quello conviviale: dalle ore 12 in poi, nei Giardini del Pomodoro San Marzano, ci saranno dei punti ristoro dove si potranno assaggiare piatti tipici a base di pomodoro San Marzano con lo chef Mirko Balzano che, grazie allo sponsor Pasta Armando, preparerà assaggi di pasta al pomodoro e col maestro pizzaiolo Silvio Zigarelli della pizzeria Nanà di Napoli che offrirà le sue pizze. Inoltre ci sarà una speciale partnership con il format emiliano “Pic Nic in fiore”, ideato dal dottore Liberato Aliberti, che si trasferirà per un giorno tra i giardini del pomodoro San Marzano regalando agli ospiti momenti di sano relax lontano dallo stress della città. A realizzare i “pic” (così sono chiamati gli assaggi previsti dal format) saranno gli chef Giovanni Sorrentino del ristorante I Gerani di Santa Maria La Carità e Gaetano Cerrato della trattoria ‘O Romano di Sarno e il maestro pizzaiolo Giuseppe Maglione della pizzeria Daniele Gourmet di Avellino. A ciò si aggiungerà la partecipazione spontanea ed estemporanea di diverse realtà ristorative e ricreative del territorio. L’evento è gratuito ed aperto a tutti. Per consentire un’adeguata accoglienza degli ospiti si prega di dare un cortese cenno di adesione contattando l’azienda via mail all’indirizzo info@gustarosso.it oppure per via telefonica al […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Il Pio Monte della Misericordia promuove la cultura con “Sette Opere Per la Misericordia”

Sette opere. Sette borse di studio in palio. Il Pio Monte della Misericordia si dimostra anche quest’anno attento al talento dei giovani studenti dell’Accademia di Belle Arti riproponendo il premio “Sette Opere Per la Misericordia”. Il vernissage è stato inaugurato venerdì 6 aprile nelle sale dedicate alle mostre temporanee della Fondazione “Circolo Artistico Politecnico” mentre la premiazione avverrà il 21 al Pio Monte della Misericordia di Napoli. In palio, non solo la possibilità di esporre, ma anche di guadagnare un premio di 1000 euro e un viaggio con soggiorno per due giorni a Torino, in occasione della fiera “Artissima“. Abbiamo intervistato a proposito Maria Cristina Antonini, docente di pittura dell’Accademia, e due partecipanti, Luca Cuccurullo e Luca Esposito. Professoressa Antonini, come nasce l’idea di istituire questo premio d’arte ispirato alle Sette Opere della Misericordia? L’idea è del Pio Monte della Misericordia, nello specifico della Contessa Maria Grazia Leonetti che lo ha inventato e che ha voluto gratificare il talento dei giovani talentuosi. Le loro opere saranno poi accostate in mostra ad altre sette di artisti famosi. Per l’Accademia è il quinto anno che i ragazzi si misurano con questo tema della Misericordia nelle categorie proposte cioè pittura, grafica, disegno, scultura, fotografia, installazione e video-proiezione. Le opere vincitrici saranno poi acquisite dal Pio Monte ed entreranno a far parte della loro prestigiosa collezione e saranno esposte ciclicamente così da dare ulteriore visibilità agli studenti. Per questi motivi e per la serietà con cui viene gestito ed organizzato, in Accademia è sicuramente l’evento più atteso dell’anno. Luca Cuccurullo, parlaci del tuo lavoro. Il lavoro è stato concepito partendo da una domanda. Perché io voglio comunicare attraverso quest’opera “la Misericordia”? Io sono mai stato misericordioso? Me come generico cittadino europeo. Cittadino di un’Europa che dovrebbe accogliere ed alloggiare queste persone in difficoltà, che scappano da fame e guerra. Coloro che arrivano vanno spesso incontro a situazioni diverse da quelle da cui scappano, ma non comunque dignitose. Vanno incontro all’astio di una popolo che ancora non è pronto ad accoglierli. L’Europa ha da offrire più i limiti della sua burocrazia, che misericordiosi interventi. In fondo cos’è l’Europa, se non ciascun cittadino che la abita? Il fenomeno è epocale, ed in una fase, se pur già decennale, comunque ai primi stadi. E comunque c’è malcontento da entrambe le parti. Rimane quindi ancora un problema irrisolto, che non sembra prendere la giusta direzione. Ho voluto rappresentare quindi il tutto come una barca fantasma, che aleggia su di noi, il quale potrà prendere corpo, solo grazie alla consapevolezza di chi li dovrebbe accogliere. Finché non accadrà ciò, rimarrà solo un chiacchiericcio, fomentato dai media. In un’Europa bianca, piatta e sterile nei confronti di questa povera gente. Luca Esposito, e invece il tuo? Ispirandomi all’opera di Misericordia “Seppellire i morti”, ho pensato ad un’immagine che avevo catturato circa un anno fa, e facente parte di un progetto più ampio che conta all’incirca trenta fotografie. Il culto per la salma di chi ci ha lasciati è la continuazione del rispetto e della venerazione […]

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Comunicati stampa

“Tutto Gelato” punta al gourmet con il gusto “Pummarol’ ro Piennol”

A San Giorgio a Cremano il gelato diventa gourmet. Si chiama “Tutto Gelato” la storica gelateria del vesuviano che ha lanciato una linea di gourmet campano molto particolare. Gourmet ed estivo, “Pummarol’ ro Piennol” è il gelato nostrano ai pomodorini del Piennolo del Vesuvio. Ebbene sì, per gli amanti del gelato c’è una novità all’orizzonte. Chi dice che anche il gelato non può essere gourmet? Il pomodorino del Piennolo è uno dei prodotti tipici più antichi della zona vesuviana, il caratteristico nome deriva dalla sua forma: quella di un piccolo pendolo, ed i pomodorini vengono conservati in grappoli secondo una antica tradizione agricola. Il gelato viene realizzato con pomodorini, basilico e acqua. Il titolare, Alfredo Raiola, punta su tradizione ed eccellenze del territorio campano, rivisitandole però in maniera del tutto nuova e fantasiosa. “Oltre ai tradizionali gusti del gelato, abbiamo pensato di proporre al pubblico anche qualcosa di diverso che potesse stuzzicare la loro curiosità ed il loro palato”. In casa Raiola quella del gelato è una storia che prosegue da oltre trent’anni. Una tradizione familiare che cresce con amore e passione. Insieme a “Pummarol ro Piennol”, ci sono altri gusti che portano avanti le eccellenze del territorio. Da provare sicuramente il gelato alla “Melannurca rossa campana I.g.p”. Oltre agli accostamenti tipici campani troviamo però anche altri gusti di regioni diverse, come il gelato “Gorgonzola D.o.p.  e pere con noci e fichi caramellati” per gli amanti di gusti più montani per esempio, quello alla “Mandorla bianca con mandarino tardivo di Ciaculli”, località palermitana, e ciliegina sulla torta il gelato al “Parmigiano Reggiano D.o.p. stagionato 18 mesi con miele di eucalipto e aceto balsamico di Modena”. Il 14 e 15 aprile a Villa Bruno a San Giorgio a Cremano si terrà “Le nostre Eccellenze”, evento culturale enogastronomico a km 0, dove sarà presente anche “Tutto Gelato” e si potrà degustare gratuitamente un nuovo gusto che verrà presentato al pubblico.

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Recensioni

Francesco Cicchella incanta il Teatro Diana con “Millevoci tonight show”

Applausi, risate, una irresistibile voglia di scatenarsi. Il pubblico del Diana ha un nuovo idolo: Francesco Cicchella. Il 29enne comico di “Made in Sud” ha fatto ieri il suo trionfale debutto a teatro con uno spettacolo, “Millevoci tonight show”, che lo ha visto non solo protagonista ma istrionico mattatore. Ma in fondo le premesse per una serata da non perdere erano già evidenti in conferenza stampa. A partire dalla regia a firma di Gigi Proietti, che ha dato quel tocco di varietà, di vero e proprio show alla rappresentazione, al cast di supporto – spassosi gli interventi di Vincenzo De Honestis, coadiuvati dal talento dei ballerini Giovanni Quaranta e Ciro Salatino – e ovviamente alla band di Paco Ruggiero, che ha supportato le performance dell’attore, che ha espresso sul palco non solo talento ma anche genialità. Con una impalcatura e un videowall da sceneggiatura, il napoletano ha alternato ricordi, aneddoti, canzoni, sketch e originali parodie. Abbiamo così avuto il piacere di conoscere un Gigi D’Alessio che, tra un problema amoroso e l’altro, plagia Orietta Berti, un Ranieri superman che balla, canta e ferma asteroidi e un Bublè fan sfegatato di Gigione. Francesco Cicchella è un mostro da palcoscenico In due ore di spettacolo Cicchella, nonostante fosse al debutto, ha mostrato di essere completamente a suo agio davanti alla gremita platea presente al Teatro Diana e ciò gli ha permesso di sfoggiare tutte le sue doti di intrattenitore che a “Tale e Quale Show” si erano cominciate ad intravedere. Dal programma della Rai, oltre all’enorme bagaglio d’esperienza, ha portato alcune imitazioni, come quella di Tiziano Ferro, ma non sono mancate eccezionali new entry come quella di Tony Servillo, che ha regalato perle di comicità col suo teatro riscritto in chiave moderna. “Millevoci tonight show” è, in definitiva, un vero e proprio trionfo. Trionfo di idee, musica e comicità. Il trionfo di un ragazzo umile che in punta di piedi ha conquistato con la sua voce e il suo carisma un meritato spazio nel cuore degli italiani e che siamo sicuri che di applausi e di sorrisi ne ha ancora tanti da ricevere.

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Recensioni

“Per strada”, Francesco Brandi rilegge Kerouac al Piccolo Bellini

Il copioso incedere della neve. Le auto si fermano, le ruote arrancano, le catene inciampano. Due sconosciuti si incontrano. E sotto la tormenta riusciranno, forse per la prima volta, a mettere a nudo i loro drammi, quelli di una generazione drammaticamente povera di identità. Questa è la storia raccontata da “Per strada“, spettacolo che segna il debutto alla regia di Raphael Tobia Vogel, e che ieri ha catalizzato l’attenzione degli spettacoli del Piccolo Bellini. Il testo di Francesco Brandi, che vede lui stesso e Francesco Sferrazza Papa protagonisti, si focalizza sulle vicende di due personaggi apparentemente antitetici, Paul e Jack, ma soprattutto sui disagi, i timori e le paure dei trentenni di oggi. Tra riso e dramma, tra tensione e innocenti battute, la strada che i due percorrono è una sorta di tapis roulant emotivo. Esausti nella loro immobilità, i due rappresentano classi sociali diverse ma che condividono l’incapacità cronica di affrontare la realtà secondo le proprie esigenze, di assecondare il proprio sentire. Jack, il cui unico amico è un cane di pezza, biasima per la sua situazione e per le ansie che lo assalgono il padre fedifrago e poi la compagna, mentre Paul è incatenato nei ranghi di una perfezione apparente che cela rapporti forzati e insoddisfacenti. Il tentativo di suicidio del primo e il matrimonio alle porte per il secondo non sono altro che la firma, la pietra tombale che può finalmente suggellare la loro sconfitta. “Per strada”: non c’è Kerouac ma Francesco Brandi So let it out and let it in, hey Jude, begin, You’re waiting for someone to perform with. And don’t you know that it’s just you, hey Jude? You’ll do, the movement you need is on your shoulder. Nessuna danza, nessun pazzo da seguire, nessuna luce abbagliante ad illuminare la notte, né fuoco d’artificio da guardare con stupore. Le strade di Francesco Brandi non sono più quelle di Kerouac. Ridotte ai minimi termini le emozioni, enfatizzate allo stremo le apparenze, tutto ciò che rimane è un cumulo enorme di noia. Noia da cui Jack e Paul sapranno evadere solo invertendo i ruoli, mettendosi l’uno nei panni dell’altro. Lo spettacolo, che sarà in scena fino a domenica 8 aprile, alterna note comiche e tragiche, ed è ben realizzato sotto tutti i punti di vista. Le installazioni hanno offerto un forte senso di immersività e profondità alla scena, contribuendo alla creazione di un’atmosfera dal forte impatto emozionale, che accompagna lo scorrere degli eventi, insieme ad un timer che di tanto in tanto appare sullo sfondo, scandendo il ritmo di quelle vite intrappolate in una noia paralizzante. Di grande spessore le interpretazioni dei due attori, calati in ruoli di non poca difficoltà, che riescono a coinvolgere il pubblico in una perfetta sincronia emotiva con i personaggi, seminando dietro di sè diversi ed interessanti spunti di riflessione. Consigliato.

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Eventi/Mostre/Convegni

Pasquetta a Napoli 2018: il Nabilah vuole stupire col “Taste – Nic”

Pasquetta a casa o al ristorante? Braciata con amici o relax fuoriporta? Questi sono i dubbi che attanagliano un po’ tutti alla vigilia Pasquetta. Una nuova e interessantissima alternativa vuole darcela il Nabilah, uno dei club più belli d’Italia secondo il “The Guardian”, dove verrà inaugurato un nuovo format, il “Taste – Nic”. Il “Taste – Nic” rivela fin dal nome la sua natura ibrida tra il classico pranzo al sacco e i sapori raffinati della cucina gourmet. Sono previsti, infatti, diversi “Gourmet Points” sparsi per tutta la struttura e che saranno in grado di soddisfare anche la clientela più esigente. Dal tradizionale all’innovativo, dal vegetariano alla carne passando per dolci, centrifughe e vino, il Nabilah diventerà un arcipelago di delizie da non perdere, anche perché a preparare i piatti saranno chef provenienti da tutta la Campania. Tra questi spicca il nome di Vincenzo Guarino, una stella Michelin con il ristorante “Il Pievano”, che sarà dietro i fornelli per uno show cooking dove illustrerà a tutti la sua “cucina creativa mediterranea“. Come colonna sonora della giornata si alterneranno alla console, dalle 11 in poi Vox Inside Live, Lunare Project, Bonky, Cerchietto e Paulus. Un occhio di riguardo lo avranno anche i bambini dato che sarà riservata loro un’intera area. Divertimento, musica e gastronomia, il tutto in un ambiente curato nei minimi dettagli e che ha come cornice il mare di Bacoli… la ricetta per la Pasquetta perfetta è servita! Pasquetta a Napoli 2018: Gli chef coinvolti e i piatti del “Taste – Nic” – Chef Vincenzo Guarino (“Il Pievano”, Toscana) – Gnocchi farciti con provola su crema di piselli, gambero rosso crudo, latte cotto affumicato, pane saporito e i suoi germogli. – Chef Ray Arthey (Hadel Pask , Napoli)   – Piatto unico composto da moro (riso con guandules e cocco) e secondi a scelta tra cotoletta di funghi, bistecca di soia alla genovese, o bocconcini di saitan e verdure. – Chef Marco Iavazzo  – Panino con misticanza, agnello, piselli al lime e menta, crema di ricotta salata e granella di fava fritta. – Pasticciere Vincenzo Ferrieri (SfogliateLab , Napoli) – Sfogliatella rustica (3 gusti: fave e pancetta, melanzane e provola, e salsiccia e friarielli) e sfogliatella classica (3 gusti: limone, pistacchio, ricotta e pere). – Chef Vincenzo Ruggiero (ristorante “Il Falangone”, San Giuseppe Vesuviano)  – Riccioli di seppia grigliata agli agrumi della costiera su passatina di piselli e praline di patata allo zafferano. – Chef Marco De Cesare (ristorante “Amabile”, Cercola) – Due proposte: mezzo spaghettone ondulato al soffritto di polpo verace, oppure mantecato di baccalà e patate con scarola napoletana e pane carasao. – Chef Umberto Ventriglia – Crostone di pane ai cereali con misticanze orientali, burrata, champignon marinati, cipolla di Alife caramellata e bufalo affumicato. – Scuola Dolce & Salato (Maddaloni) – Gateau con salsicce e friggitelli e pizza rustica ripiena. – Maestro pasticciere Aniello Di Caprio (pasticceria Lombardi) – Dolce: Lingotto Rocher. – Chef Vittorio Zigarelli (Panamar, Napoli)  – SantanTonno: tonno rosso, maionese alle acciughe, friarielli in doppia consistenza. – Chef Rosario Matina (Serafino, Napoli)  – Arancine, panelle  e cannoli siciliani. – Spain – Burritos di pollo. E tante altre leccornie per grandi e piccini…

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Eventi/Mostre/Convegni

ASocialdinner, una serata disconnessi dal mondo

383 milioni di smartphone venduti nel terzo trimestre del 2017. 1.8 miliardi di iscritti a Facebook e 800 milioni attivi su Instagram. Storie, boomerang, like, followers. I social hanno modificato drasticamente le modalità con cui ci interfacciamo alla realtà e interagiamo con l’altro. Essere connessi è diventata la conditio sine qua non per una comunicazione efficace e ciò ha indebolito ulteriormente le nostre skills sociali e aumentato l’imbarazzo nell’affrontare vis a vis gli sconosciuti. Da qui, da questa constatazione nasce l’esigenza di ristabilire i rapporti di forza tra reale e virtuale alla ricerca di modalità più sane di reciprocità. Con questo intento la PL Management di Fabio Ummarino ha ideato il format delle Asocialdinner, cene dove ogni forma virtuale di interferenza è bandita. La seconda, che ha visto un grandissimo riscontro di pubblico, ha avuto luogo ieri sera nella splendida Villa Mazzarella (Via Francesco Petrarca, 115). ASocialdinner, un piccolo viaggio nel tempo “Lasciate i telefoni o voi che entrate”. Il portale per il nostro viaggio nel tempo parte da qui. Nessun marchingegno strano o scienziato pazzo, soltanto un gesto semplice, e si parte. Si scendono pochi gradini ma sembra già di essere altrove. Gli occhi, giunti nel salone, sono timorosi ma pieni di entusiasmo. La meravigliosa veduta sul golfo, la musica, un lauto buffet e una selezione di cocktail, ma soprattutto persone che parlano, scherzano, ballano. In un attimo è tutto diverso, tutto sembra tornato ai primi anni ’90. La tentazione di condividere quel momento con i nostri amici dei social network è forte, ma resistiamo. Ci accomodiamo ad un tavolo, interagiamo con una signora che ci racconta del suo problema con il fumo e poi con un gruppo di ragazzi con cui si instaura subito un’ottima alchimia. La serata è un susseguirsi di piatti prelibati, persone e chiacchiere, di sorrisi nuovi e potenziali amicizie. Dopo un po’, anche quelli che inizialmente sembravano più timidi e restii, li vediamo conversare con qualcuno ai margini del buffet o sulla meravigliosa terrazza. I più coraggiosi si lanciano in pista e si danno alle danze. Il muro di diffidenza con il quale ciascuno aveva varcato quella porta è ormai stato abbattuto e ci si gode la serata tra un drink e quattro chiacchiere tra sconosciuti. Un successo vero e proprio, una serata che rimette al centro l’interazione sociale diretta, il contatto umano e la convivialità, troppo spesso penalizzati dalle connessioni virtuali offerte dalla tecnologia di ogni giorno. È ormai ora di andare e, solo allora, ricordiamo di dover riprendere i telefoni all’uscita… Se non è una vittoria questa?!

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Attualità

Partite Iva, i regimi agevolati conquistano sempre più professionisti

Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il “popolo” delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema “forfettario“, vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava “solo” il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L’analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l’approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c’è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l’evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di “flat tax sui redditi delle persone fisiche”, descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest’ultima tipologia la flat tax è ancora più […]

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Nerd zone

Nuovi software e modelli, ecco le mosse di Epson per le stampanti

La Epson si rimbocca le maniche e riparte con grandi novità nel comparto delle stampanti, soprattutto per uso misto professionale e consumer: arrivano nuovi modelli che ampliano la gamma in commercio, ma anche un software che promette prestazioni di grande rilievo. Il successo delle stampanti Epson Negli ultimi anni la società nipponica ha scalato posizioni nella classifica di gradimento degli utenti di tutto il mondo, grazie anche a modelli performanti e convenienti, dal buon rapporto tra qualità e prezzo, così come si rivela quello delle componenti, cartucce di inchiostro su tutte: per aver un quadro più preciso dei costi si possono vedere le schede che il portale Stampante.com dedica ai vari esemplari della famiglia, a cominciare dalla Epson XP 225, una delle stampanti multifunzione più vendute anche nel nostro Paese. Si amplia la gamma Dal prossimo mese di aprile la compagnia giapponese ha deciso di estendere le possibilità a disposizione di chi cerca qualcosa di più potente per le proprie attività di stampa, anche in ambito professionale: è previsto infatti tra qualche settimana il lancio ufficiale dei nuovi modelli di stampanti Epson, che mantengono alto il livello di funzionalità ma non disdegnano un design ricercato, in grado di integrarsi integra con l’arredamento e l’ambiente circostante, grazie a dimensioni compatte e a una ricercatezza estetica elegante, a cui si aggiungono ovviamente varie numerose funzioni intuitive e molteplici possibilità di connessione. Modelli per uso domestico e professionale In dettaglio, è stato anticipato che le versioni XP-5100 e XP-5105 si caratterizzeranno per offrire alte prestazioni pensate per chi necessita di una macchina che stampi a casa documenti di tutti i giorni, mentre invece le WF-2860DWF e WF-2865DWF sono dispositivi 4-in-1 professionali, adatte per chi lavora in remoto, da casa o in un piccolo ufficio. In comune, questi quattro multifunzione hanno la capacità di integrarsi perfettamente in qualsiasi ambiente, unendo un design compatto ed elegante alla funzionalità del display LCD da 6,1 cm e dell’intuitiva interfaccia utente. Una scelta strategica Il Consumer Business Manager di Epson Italia, Renato Salvò, ha commentato la scelta della società spiegando che “sono sempre di più le persone che necessitano di stampanti altamente funzionali da utilizzare a casa o nei piccoli uffici per stampare documenti di tutti i giorni e gestire le attività tipiche di un ufficio”. Per questo, il manager ha definito importante la strategia di “progettare stampanti che uniscano funzionalità, facilità di utilizzo e connettività a un design elegante e compatto capace di integrarsi in qualsiasi ambiente. I nostri nuovi modelli rispettano questa esigenza, offrendo ai clienti ancora più scelta”. Un nuovo software Novità in arrivo anche per gli utenti delle stampanti serie SureColor SC-F per il mondo tessile, che da oggi potranno contare su Edge Print, un innovativo software RIP che assicura prestazioni elevate grazie ai core engine PS di Adobe, che consentono l’elaborazione dei dati Post Script per una serie di formati di file, ma anche la possibilità di gestire insieme fino a quattro stampanti e di semplificare la gestione dei documenti, oltre che di controllare colore, screening, stampa in sequenza per tutta la lunghezza del supporto e annidamento. Mettere a tacere le critiche. Mosse importanti per la Epson, che in […]

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Comunicati stampa

Il Concerto al Buio sbarca ad Amalfi

Concerto al Buio ad Amalfi: prenotabile – sul sito di Local Emotion – l’esclusiva esperienza sonora di violino e pianoforte nella totale assenza di luce, che ha fatto registrare sempre il Sold Out nelle precedenti date L’evento si terrà sabato 14 aprile 2018 (alle ore 20.00) nell’Arsenale della Repubblica in Piazza Flavio Gioia Sono aperte le prenotazioni – attraverso il sito di Local Emotion – al Concerto al Buio che si terrà ad Amalfi, in provincia di Salerno, sabato 14 aprile 2018 alle ore 20.00. L’esclusiva esibizione di violino e pianoforte, ad opera del violinista di fama internazionale Edo Notarloberti e dalla pianista Martina Mollo, da ascoltare nella più totale assenza di luce, avrà luogo presso l’eccezionale location dell’Arsenale della Repubblica (Antico Arsenale) situato in Piazza Flavio Gioia ed è acquistabile collegandosi al seguente link: https://www.localemotions.com/amalfi—concerto-al-buio-per-piano-e-violino-O1505.html Il Concerto al Buio trasporterà gli spettatori in un vero e proprio viaggio sensoriale, che stimolerà nei partecipanti emozioni e sensazioni profonde. La capacità comunicativa della musica, unita al viaggio sensoriale nel buio assoluto, fanno di questo concerto un evento unico.   L’evento si svolgerà per la prima volta nel salernitano, dopo i Sold Out delle quattordici precedenti edizioni di Napoli in Galleria Borbonica, di Roma nella Basilica di San Crisogono e di Viterbo nei sotterranei del Palazzo dei Papi.  

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Comunicati stampa

AMAZONS 5.0, un flashmob per le donne

In occasione della rassegna Marzo Donna: Lazzare Felici del Comune di Napoli ViGroup, International Social Art Association presenta la sua TERZA EDIZIONE ART MOB dal Titolo #AMAZONS 5.0 Le Amazzoni del Futuro. Sabato 24 Marzo presso il lungo mare in Via Partenope alle ore 11.00 si terrà una Kids Performance / Art Mob per lanciare in rete un forte messaggio di pari opportunità che coinvolge mamme e bambine insieme. AMAZONS 5.0, donne libere dalle convenzioni e dallo stereotipo, donne libere di esprimere se stesse e di combattere senza paura una società che mai come in questo periodo storico vive continuamente tragedie di femminicidio e di atroce e violenza. AMAZONS 5.0, le amazzoni del futuro le nuove giovani guerriere, donne forti che decidono di riappropriarsi dei loro diritti senza chiedere il permesso, senza elemosinare consenso, senza sottomettersi e senza dover scendere a compromessi. Amazzoni del futuro in grado di combattere soprusi e disparità, prepotenze e prevaricazioni tenendo ben saldo un principio fondamentale, il rispetto dell’essere e della dignità umana. Donne che combattono per le pari opportunità per i diritti di tutti, per la pace fra i sessi senza distinzione fra generi. Le Amazzoni contemporanee bilanciano le forze per la libertà rafforzando il loro potere sincero sul territorio. Vogliamo rappresentare attraverso una Performance e utilizzare l’attuale forma di comunicazione del SocialNetwork , su cui si basa tutto il progetto associativo di VIGROUP e della nostra rivista digitale VIMAGAZINEKIDS, i ruoli della donna, lanciando con questo potente mezzo di comunicazione un messaggio di pari opportunità sul territorio e nella rete globale. Una rappresentazione giocosa per un messaggio forte che trova attraverso i bambini e le mamme la sua massima espressione interpretativa.

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Fun & Tech

Da oggi anche gli pneumatici hanno una loro carta di identità

Gli automobilisti italiani sono tra i più “ignoranti” d’Europa quando si tratta di informazioni circa lo stato delle gomme montate sulle proprie vetture, o quanto meno sono tra i più indisciplinati e meno accorti a fattori come la non omogeneità per asse o, peggio ancora, l’usura. È il quadro che emerge dalla analisi delle irregolarità compiute alla guida nel nostro Paese, che vede una forte preponderanza di comportamenti sbagliati circa appunto la salute delle coperture. Poca conoscenza delle gomme. Eppure, è da anni che le associazioni dei produttori di gomme e l’Unione Europea, tra gli altri protagonisti, sono impegnati per divulgare le giuste informazioni e per far passare un messaggio tanto semplice quanto importante: la sicurezza al volante passa anche e soprattutto dagli pneumatici, e quindi conoscerli in tutti i loro aspetti (e sapere quando sostituirli) è un fattore di prevenzione per incidenti o altri problemi.  Come leggere le caratteristiche degli pneumatici. Dal punto di vista pratico, come si può vedere anche nello specchietto realizzato sul noto portale di eCommerce https://www.euroimportpneumatici.com/, gli pneumatici devono rispettare una serie di criteri e caratteristiche, a cominciare dall’indice di carico (che segnala il carico massimo che può sopportare una gomma) e dal codice di velocità (la velocità massima cui può arrivare una copertura in condizioni di sicurezza), riportati sulla spalla del modello con specifici cifre e numeri. Tuttavia, in pochi ricordano che esiste una vera e propria “carta di identità” degli pneumatici, così come nuovi simboli sono stati approvati a livello comunitario. La carta di identità. La prima iniziativa è partita già nel 2007 ad opera di Assogomma e Federpneus, le associazioni che rappresentano i produttori e i rivenditori di pneumatici, e si “manifesta” in un documento che ogni automobilista e motociclista privato può richiedere gratuitamente al rivenditore all’atto dell’acquisto di pneumatici di qualsiasi marca, che accompagna lo scontrino o la fattura fiscale e riporta i termini della garanzia unitamente alla descrizione del prodotto. Tra le altre caratteristiche, su questo foglio sono segnalate anche la data di produzione e il codice identificativo con cui risalire al modello comprato.  L’intervento dell’Ue È entrata invece in vigore il primo novembre 2012 la nuova etichettatura europea degli pneumatici, obbligatoria per tutte le gomme fabbricate ex novo dal 1 luglio di quell’anno, che mette immediatamente in luce alcuni aspetti dei prodotti, anche dal punto di vista dell’effettiva resa delle gomme circa consumo di carburante, caratteristiche di sicurezza su fondo umido e inquinamento acustico, che comunque (è bene ricordare) dipendono strettamente dal comportamento del conducente. La nuova etichetta In termini pratici, l’etichetta riporta innanzitutto il risparmio di carburante ed emissioni di CO2, ovvero il livello di resistenza del battistrada al rotolamento, con una scala di valutazione varia da A (il migliore in termini di resa) a G (che invece indica il modello più dispendioso). La stessa scala viene utilizzata anche per l’aderenza su fondo bagnato, un parametro che identifica le prestazioni di frenata su fondo bagnato: anche in questo caso, la lettera G viene attribuita alla gomma meno performante, mentre la A segnala uno pneumatico che riduce la distanza di frenata. Infine, l’etichettatura prevede una simbologia precisa per il rumore del rotolamento misurato all’esterno del veicolo, espresso con il […]

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